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NEL BAHRAIN DELLA MALESIA RIVINCE MAX, KIMI CONSOLIDA, LEWIS CONCRETIZZA

Dove eravamo.

Eccoci arrivati all’appuntamento n.16 del Mondiale. Eravamo fermi ad una dimostrazione di forza imbarazzante da parte delle Mercedes a Baku, con un secondo posto della Ferrari che non sapeva affatto di un avvicinamento alla vetta, dati gli 8 decimi abbondanti rimediati. Qui siamo ripartiti nuovamente dalla seconda casella ma questa volta dietro alla rinata Red Bull di Max Verstappen data l’assenza dei soliti attori, ma con la solita sensazione che non si sarebbe concretizzata. Sempre non lontani dalla vetta ma mai a podio nelle ultime cinque gare.

Ripartiamo anche da una settimana di polemiche dovute alla dichiarazione di Horner che lancia la sua candidatura al sedile più scomodo della F1, (o ai soldi e alla fama che la Ferrari è potenzialmente in grado di offrire). Se vinci! Tutto culminato con un comunicato della Ferrari che smentisce attriti tra Vigna e Vasseur. Una smentita che non trova conferme!

 

Dove siamo.

In Mahrain, (o Bahrlesia), un gp ibrido come la F1, che gli amici chiamano simpaticamente “gp di Malesia Gulf Bahrain”, e in cui hanno trasferito tutti i commissari di percorso e non so quali altri addetti ai lavori direttamente dal Bahrain, l’unica incognita era l’eventualità di pioggia improvvisa. Infatti a mezz’ora dalla partenza piove e non poco, e dura forte per più di mezz’ora. La ripartenza viene data alle 9.40 dietro SC per due giri e poi standing start. Ma non dire gatto fin che non l’hai nel sacco, ed ecco che in sequenza prima Max, poi Hamilton, Leclerc, una Haas e una Cadillac, hanno problemi col software e con  l’acceleratore che non parla con la PU. Reset e torna tutto a posto, ma la procedura è da rifare. Nel frattempo, nel caos tra i bloccati in pista e gli altri, le posizioni sono stravolte. La FIA perde altro tempo per decidere che si dovrà ripristinare  “the original grid”, la qual manovra allunga ancora i tempi.

Cosa succede.

Si riparte dopo oltre un’ora e mezzo con mezzo schieramento che ha gomme intermedie e mezzo che le ha slick. Indovinate chi ha scelto quelle sbagliate!? Alla partenza Kimi e Russell passano Max che ha pattinato oltremisura, a seguire Hadjar e le Ferrari. Le posizioni però presto cambiano e dopo soli due giri le due Ferrari, e in generale tutti quelli partiti con gomme slick, si trovano nelle ultime posizioni. Leclerc ha pure un’ala danneggiata per un contatto, ma questo forse toglie dall’imbarazzo il box ed entra a cambiare. Intanto al giro 6 Max si riporta in seconda posizione dietro Kimi Antonelli. Al giro 7 Leclerc raggiunge Hamilton che ha scelto di non cambiare. Piastri, anche lui entrato a cambiare a differenza del suo compagno, al giro 8 è decimo.

A ri-movimentare il tutto ci pensa Bottas, che al giro 10 esce e fa entrare la SC. Entrano più o meno tutti e alla ripartenza Max e Russell, dopo un breve duello, superano Kimi. Nelle retrovie Hamilton, Norris e Leclerc guadagnano posizioni. In zona punti si trovano Lawson in P5, Ocon in P6 e Lindblad in P7. In nona e decima posizione le due Audi che lottano tra loro rendendo la vita difficile  a Lewis. Al giro 16 finalmente li passa. Verstappen intanto prosegue la sua cavalcata in prima posizione aumentando il vantaggio sulle Mercedes. Hamilton segue Piastri e Leclerc segue  Norris. I due rossi ne hanno di più ma i Papaya sono trainati anch’essi dalla scia di quelli davanti. Lewis si libera di Piastri al giro 19 e Leclerc di Norris al giro 20.

Finalmente davanti cambia qualcosa e kimi supera Russell, ma ha già un distacco di 4,9 secondi da Max. Al giro 22 la Ferrari rimette quasi la gara in sesto superando Lawson e portandosi in P5, mentre il giro successivo Leclerc passa Hulkenberg e si attacca a Piastri. Le due Ferrari hanno un buon passo anche se leggermente peggiore di Max e Mercedes. L’unico brivido in questo frangente lo regala Kimi che, andando largo, al giro 25 colpisce un paletto con rischio rottura dell’ala. Per fortuna va tutto bene! Intanto il vantaggio di Max sale a 8 secondi. Al giro 28 le due Ferrari vanno forte e sono P5 e P8, ma la vera notizia è che le Aston sono P13 e P14 non lontane dalla zona punti.

Al giro 29 il box Ferrari rompe gli indugi e cambia le gomme a Charles per l’undercut su Piastri nonostante le gomme non siano finite. Lo testimonia Max che sempre su rosse continua senza degrado. Come d’altronde tutti. Al giro 32 si ferma invece Lewis e monta gialle per marcare Hadjar anche lui al pit e circa 4 secondi davanti all’inglese. Il giro seguente è la volta di Russell, a seguire Max e Kimi. Dopo un paio di giri veloci di Charles P8, e di Lewis P7, si comincia a capire che le rosse del 16 non funzionano, mentre le gialle di Lewis (con lui che si lamenta) vanno decisamente meglio. Anche se in generale la sensazione è che in questo weekend, da Q1 a gara, la macchina meglio assettata sia quella di Lewis.

Dopo il cambio delle McLaren le Ferrari sono in quinta e sesta posizione con il 44 che si libera prima e meglio degli avversari rispetto al 16. Il quasi mai inquadrato Verstappen ha un vantaggio di circa 10 secondi e sembra gestire con facilità. Hadjar è saldamente quarto. Dopo la sosta però i più veloci in pista sono i Papaya, con Piastri che si avvicina velocemente alla sesta posizione di Charles. Al giro 39 si registra che Alonso è in lotta per la zona punti, e ci arriva al giro 40 superando in un bel duello Lindblad. Ma la corsa riserva altre sorprese e altri avvicendamenti. Al giro 43 infatti Albon parcheggia la sua Williams col cambio bloccato. In regime di VSC entra Max (ma non le Mercedes), le due Ferrari (ma non le McLaren..). Il giro successivo chiamano dentro le due Mercedes e Hadjar.

La classifica vede Max, Kimi, Russell, Hadjar, Piastri, Lewis, Norris. Leclerc ottavo. I commissari fatti arrivare dal Bahrain non riescono a spostare la macchina di Albon e così la VSC si trasforma in SC. Entrano anche le McLaren. Dopo almeno un giro inutile la SC potrebbe rientrare al giro 49 ma succede l’incredibile. Russell si ferma per un guasto alla PU, quella che non hanno voluto cambiare a Baku…! A margine Norris ci regala una perla: durante il giro dietro SC mentre scaldava le gomme, esce per non tamponare il compagno…  Si riparte al giro 51 con Max davanti a Kimi, poi Hadjar, Lewis, Leclerc e le McLaren. Un’occasione ghiotta per Lewis per agguantare un podio che prima dell’uscita di Russell era impossibile. La cosa riesce al giro 53!

Come è andata.

Finisce così, con Max che dopo aver ritrovato la pole ritrova la vittoria decretando che la classe non è acqua ma ha bisogno di supporto. Ora ce l’ha! Con Kimi che ha fatto una gara concreta prendendosi il giusto rischio nelle fasi iniziali e monetizzando il massimo possibile. Con Lewis che arriva meritatamente terzo cogliendo il podio dopo 5 falliti. Subito dietro Leclerc che non ha trovato il giusto feeling già dalla Q2. Seguono Hadjar, Piastri, Lawson, Alonso incredibilmente ottavo, Norris e Lindblad a chiudere la decina.

Coi (SE) e coi (MA):

(SE) chi ha un problema in formation lap potesse essere superato e dovesse andare in pit lane avremmo avuto una partenza non ritardata

(MA) non avremmo avuto il vincitore, il terzo e (credo) neppure il quarto

(SE) per la stesura di questo abominevole regolamento avessero consultato quelli della scuola Radio Elettra e qualche ingegnere decente anzi che le squadre impegnate avremmo visto meno figure barbine

(MA) poi arriva un gp come il Bahrain in Malesia e tutto passa. Non per noi che invidiamo il successo altrui…!

(SE) le Ferrari fossero partite subito con le intermedie avrebbero lottato per il podio entrambe

(MA) non l’hanno fatto!

(SE) si corresse sempre su questa tipologia di circuiti anche con questo ignobile regolamento ci potremmo divertire di più

(MA) per il futuro si costruiscono i Madring…!

(SE) Pier non si fosse inventato i ps noi non ci dovremmo ingegnare a trovare un’alternativa originale per non sfigurare e non scimmiottare

(MA) l’ha fatto, e l’originale non si batte!

Grazie a Tutti e buona discussione.

Antonio, aka Seldon!

 

Foto in evidenza di Steven Tee/ Lat images via Getty images.

F1 2026 – GRAN PREMIO D’OLANDA

Dopo il canonico mese di pausa estivo la F1 riparte con l’imprevedibile GP d’Olanda in scena a Zandvoort. Imprevedibile per molti motivi in quanto sarà il primo dopo la lunga pausa estivo con molti team che porteranno degli aggiornamenti più o meno corposi.

Fari puntati quindi su McLaren che dovrebbe portare novità al retrotreno e arriva con il vento in poppa dopo il successo in terra ungherese.  Anche Ferrari e Mercedes introdurranno novità, più la prima che la seconda, e sarà interessante capire come riusciranno a trovare la quadra in una pista in cui il grip può cambiare molto tra una sessione e l’altra.

immagine da gpblog.com

Sarà un GP cruciale anche per la derelitta Aston Martin che avrà il primo vero aggiornamento di PU da parte di Honda che dovrebbe permetterle di tornare a lottare per i punti.

Altro motivo di imprevedibilità è il tracciato in sè, caratterizzato da basso grip, due curve con pendenze laterali piuttosto accentuate e carreggiata stretta. Il layout della pista dovrebbe sorridere a Ferrari in quanto esigente dal punto di vista del carico aerodinamico e molto meno in merito alla potenza della PU.

Terza variabile: weekend con sprint race per cui una sessione di prove libere in meno e poco tempo per trovare l’achimia giusta della monoposto da mandare in pista. Anche in questo di solito Ferrari eccelle e potrebbe essere l’ago della bilancia decisivo in un weekend così compresso e complicato.

immagine da news.verstappen.com

Zandvoort è un tracciato molto impegnativo per le gomme,  per l’energia scaricata sulle stesse dall’alta densità di curve veloci comprese le due sopraelevate e dallo scarso grip dovuto alla sabbia portata dal vento. Pirelli ha portato le coperture C2, C3 e C4 con la mescola più dura che sarà un must in gara, considerando anche i sorpassi in pista saranno complicati a causa della carreggiata stretta.

Si arriverà in Olanda con Antonelli in vantaggio di 50 punti su Hamilton e la Mercedes con 72 punti su Ferrari. A bocce ferme questo potrebbe essere un appuntamento in cui sia Kimi che la sua squadra dovrebbero puntare a limitare i danni, considerando anche quanto successo in Ungheria. Potrebbe anche essere l’opposto dato che in Ungheria la Ferrari era vista come sicura protagonista e ha finito per raccogliere poco in gara.

Il fattore chiave sarà la capacità dei team di essere già pronti nella prima sessione di libere e l’esecuzione corretta durante tutto il weekend, cosa riuscita alla grande alla Mclaren un mese fa e in maniera pessima alla Ferrari. In tutto ciò l’oggetto del mistero sarà la Red Bull che vede un Verstappen plurivincitore su questa pista ma con poche armi quest’anno per ripetersi. Almeno è stato risolto il nodo del rinnovo del contratto: accordo fino al 2030, forse più per una mancanza di alternative che per la garanzia di un futuro roseo in Red Bull. In più, a causa di un infortunio al polso Hadjar sarà sostituito da Lawson il quale sarà a sua volta sostituito da Tsunoda.

immagine da autohebdof1.com

Sia Mclaren che Red Bull saranno le variabili impazzite di un weekend in cui si assegnano tanti punti e in cui bisogna rimanere “sul pezzo” per non lasciarne troppi per strada. Al momento quello più capace in questo senso sembra essere Antonelli che teme forse più problemi di affidabilità che i suoi avversari in pista che al contrario alternano ottimi Gp ad altri decisamente sottotono.

Questo sarà anche l’ultimo Gp d’Olanda, forse un altro segnale che l’egemonia del 33 olandese sta per giungere al capolinea.

*immagine in evidenza da circuitzandvoort.nl/en/

Rocco Alessandro

 

F1 2026 – GRAN PREMIO DEL BELGIO

Ultimi due appuntamenti prima della pausa estiva e si parte dal gran premio del Belgio di scena a Spa-Francorchamps. Pista storica e iconica che potrebbe essere mortificata dalla scarsità di energia a disposizione delle PU ibride nei lunghi tratti del Kemmel e Blanchimont.

Data la mancanza di tante staccate violente non ci sarà modo di recuperare energia e ci si aspetta che la parte termica delle PU possa subire fasi di superclipping piuttosto accentuate. Sarà interessante vedere come i team cercheranno di minimizzare questo aspetto, considerando che sarà la chiave per andare forte in qualifica e in gara.

immagine da press.pirelli.com

In teoria, secondo queste premesse, Spa non dovrebbe essere un bel circuito per la Ferrari che dovrebbe pagare il gap di potenza della sua PU nel lunghi tratti di rettilineo. Era stato detto lo stesso per Silverstone e alla fine le cose si sono rivelate ben diverse quindi qualche speranza di evitare una debàcle c’è.

Quello su cui dovrà puntare il Cavallino, come a Silverstone, è cercare una gestione “creativa” dell’energia delle batterie (anche se a Spa i margini di intervento sono più stretti) e trovare una configurazione aerodinamica che consenta di avere un buon carico aerodinamico scaricando le ali e cercando di minimizzare il drag nei tratti di massima velocità. In questo senso la qualità del telaio della SF-26 dovrebbe consentire un buon setup.

immagine da autohebdo.it

Non da meno sarà la Mercedes che, considerando la potenza della sua PU, è la logica favorita per la vittoria. Scottata dalla sconfitta subita in casa vorrà di sicuro riscattarsi potendo contare su una nuova configurazione aerodinamica studiata per le piste a basso carico come SPa, Baku, Monza che possa minimizzare il drag in rettilineo. Difficile che possano essere colti alla sprovvista come due settimane fa ma occhio anche ai problemi di affidabilità.

Le altre due contendenti, Red Bull e McLaren arrivano con qualche certezza in meno e tanti pensieri in più. In casa Red Bull si deve gestire il malumore di Max Verstappen che sembra sempre più convinto a lasciare la squadra nel 2027 e l’incertezza sul livello di competitività che la monoposto potrà offrire sul circuito delle Ardenne. Anche per loro ci sarà l’incognita gestione dell’energia e il trovare un setup che possa consentire poco drag in rettilineo e sufficiente carico in curva.

La McLaren arriverà con un nuovo alettone posteriore in attesa di collaudare in maniera efficace l’ala “Macarena” già in possesso di Mercedes e Ferrari. In più dovrà sopperire alla mancanza del  “trucco” della PU Mercedes che per il momento è di assoluta esclusiva della casa madre.

imaggine da autohebdo.it

Per tutti poi ci sarà da gestire la temperatura dei dischi dei freni e delle gomme data la presenza di lunghi rettilieni e poche frenate violente e l’usura del fondo che sarà un fattore nell’affrontare l’Eau Rouge e che potrebbe costringere tutti essere conservativi in termini di altezza da terra.

Pirelli porterà le mescole C2, C3 e C4 e il numero di soste dipenderà molto dalla temperatura dell’asfalto che ci sarà Domenica. Il meteo, come al solito sarà piuttosto variabile con pioggia attesa al Venerdì e asciutto previsto per qualifiche e gara.

Un Gp che potrebbe riservare qualche sorpresa anche se questa volta difficilemente vediamo una monoposto divera dalla Mercedes come punto di riferirmento. In Ferrari dovranno inventarsi qualcosa e sperare in qualche magagna altrui mentre Red Bull e McLaren dovranno capire che tipo di monoposto si troveranno in pista e agire di conseguenza, anche se non partono con l’aspettativa di poter lottare per la vittoria.

*immagine in evidenza da mavment.com

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO DI GRAN BRETAGNA

Si torna a “casa loro” ma probabilmente non sarà una visita piacevole. Il circus fa tappa a Silverstone, pista di motore e dalle curve ad alta percorrenza in cui il carico aerodinamico sarà fondamentale per andare forte e non cuocere gli pneumatici in gara.

La tappa austriaca ha in pratica ribaltato il responso del GP di Catalogna, abbattendo le velleità di lotta per il titolo di una Ferrari che sta cercando di capire cosa sia andato storto.

Silverstone potrebbe essere un altro weekend di passione: è parso evidente in Austria come il gap di motore tra Ferrari e Mercedes sia ancora troppo ampio, con gli anglo-tedeschi che possono giocare maggiormente con il surplus di potenza termico gestendo al meglio quello elettrico.

immagine da planetf1.com

Sono diversi i tratti del circuito inglese in cui la potenza della PU si farà sentire e questo non fa ben sperare il Cavallino. Le curve ad alta percorrenza potrebbero esaltare le doti telaistiche della Rossa ma il tutto va inserito nella ricerca di un setup equilibrato che in Austria, ad esempio, si è rivelato particolarmente difficile.

Al di là di tutte le elucubrazioni tecniche, quello che è emerso dall’ultimo Gp è che sarà molto complicato cercare anche solo di competere ad armi pari con Mercedes fino alla fine del campionato.

Possono avere qualche weekend negativo ma la solidità e la forza di base li rendono difficilmente contendibili sul lungo periodo. Al contrario Ferrari vive di exploit, come la storia recente insegna. In qualche GP, come il Montmelò, tutti i pezzi del puzzle possono andare al loro posto e regalare un weekend esaltante ma è difficile replicare questa situazione ad ogni GP perchè, sostanzialmente, la monoposto è inferiore e i piloti e il muretto sono più indotti all’errore nel tentativo di inventarsi qualcosa per cercare di lottare per la vittoria, soprattutto nei circuiti che poco si adattano ai punti di forza della Rossa.

immagine da newsauto.it

Questo comporta che diventino clienti difficili sia Red Bull (con Verstappen) sia McLaren, nonostante delle monoposto che sembrano avere qualcosa in meno rispetto alla SF-26.

Mettiamoci poi un Leclerc di fase di rottura prolungata come non si era mai visto e otteniamo uno specchio fedele di quello visto negli ultimi anni: un continuo “vorrei ma non posso/non riesco”.

Silverstone si candida ad essere un monologo Mercedes e un nuovo banco per testare il rapporto di forza tra Antonelli e Russell. La sensazione è che il bolognese ne abbia di più ma pecca di freddezza mettendosi nei guai da solo. Servirebbe un weekend pulito in cui far valere esclusivamente le qualità velocistiche e il Gp in divenire potrebbe fare al caso suo. Una eventuale vittoria sarebbe moralmente un’ipoteca sul titolo.

Gli altri cercheranno di trovare quel jolly che la Ferrari ha trovato in Spagna e magari sfruttare quella pioggia che in terra d’Albione è sempre una variabile importante, anche se ad oggi si parla di temperatura più miti e probabilità di pioggia piuttosto scarse. Ci sarà anche la gara Sprint e una sessione di libere in meno a portare un pò di incertezza.

A meno di sorprese eclatanti il weekend sarà caratterizzato da una Mercedes a fare da lepre e gli altri a cercare di inseguire. Potrebbe essere uno dei GP più scontati dell’anno e l’occasione per vedere un italiano vincere 73 anni dopo Ascari o (molto più complicato) un inglese vincere su Ferrari, cosa che non accade dal 1958 quando a vincere fu Peter Collins.

Cosa darebbe maggiormente fastidio ai tifosi inglesi? Forse la risposta è la cosa più scontata di tutto il weekend.

*immagine in evidenza da 51gt3.com

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO DEL GIAPPONE

Il terzo GP di stagione va in scena sull’iconico tracciato di Suzuka in Giappone, ultimo appuntamento prima di un’ inconsueta e imprevista pausa di un mese in Aprile a causa della cancellazione dei GP del Bahrain e Arabia Saudita.

Una pausa che potrebbe essere molto positiva per un campionato che sembra già finito ancora prima di iniziare: troppo superiore la Mercedes vista fino a questo momento per pensare ad un mondiale che possa rimanere in bilico fino alle ultime gare di stagione.

immagine da newsf1.it

Il mese di pausa forzata servirà ai team inseguitori per tentare di ridurre il gap, davvero ampio, esistente oggi nei confronti del team di Stoccarda. Che questo possa davvero essere una possibilità concreta è tutto da dimostrare ma quanto meno permetterà di avvicinarci alle gare europee con una classifica non già mortificata dal dominio delle frecce d’argento.

Di sicuro in Giappone Wolff e soci avranno un’altra ghiotta occasione per aumentare il bottino di punti e vittorie. Viene difficile pensare ad un scenario diverso da quello visto nelle gare precedenti, considerando tipo di tracciato e problemi a cui andranno incontro tutti i team che non hanno a disposizione la PU tedesca.

Le speranze per Ferrari risiedono essenzialmente nella capacità di sfruttare le curve veloci data la buona efficienza aerodinamica e nella gestione delle gomme in gara, mentre i dolori arriveranno dal super clipping che la PU del Cavallino dovrà gestire nel lungo rettilineo che va dalla spoon curve alla casio triangle e successivamente nell’allungo fino alla curva 1.

In questo settore Mercedes scaverà una voragine difficile da colmare soprattutto in gara finchè le differenze di PU rimarranno tali. In Ferrari poi ci sarà un ulteriore handicap dovuto alle limitazioni nell’utilizzo dell’aerodinamica attiva a due sole zone del tracciato.

immagine da formularace.it

Si tratterà ancora una volta di cercare di complicare la vita alle frecce d’argento, magari con la solita partenza a razzo e sperare che in Mercedes qualche piccola noia tecnica possa evitare una già più che prevedibile doppietta.

Sia McLaren che Red Bull sono più o meno sulla stessa barca in quanto dovranno cercare di ottimizzare la gestione energetica della PU e migliorare l’efficienza aerodinamica che sembra essere la vera differenza rispetto alle monoposto del 2025. Non sarà un weekend semplice e con tutta probabilità, a meno di eventi imprevedibili, dovranno giocare in difesa senza la possibilità di poter puntare al podio.

In realtà per tutti, compresa Mercedes, questo GP sarà l’ennesimo test in cui cercare di imparare quanto più possibile dalle nuove monoposto, cercare di mettere insieme più pezzi possibile e sfruttare quanto compreso nel mese di Aprile per cercare di sviluppare le aree carenti e fortificare i punti di forza.

La speranza per tutti, questa volta tranne Mercedes, è che già a Suzuka possa succedere qualcosa a quella che al momento sembra una macchina imbattibile e sulla pista di Miami ritrovarsi un pò più vicini ed avere qualche chance in più di poter lottare per la vittoria.

immagine da motorsportpassion.altervista.org

Al momento è forte la sensazione che gli anglo-tedeschi non abbiano fatto mostrato il 100% del loro potenziale per cui, alla bisogna, potrebbero agevolmente ripristinare le distanze.

Quasi certamente si assisterà alla mortificazione delle abilità dei piloti su un tracciato “old style” come quello di Suzuka, soprattutto in qualifica. Sarà la PU a determinare quando e come spingere. Sarà così fino a fine stagione sperando in una svolta per l’anno prossimo ma è comunque una cosa difficile da mandare giù.

*immagine in evidenza da suzukacircuit.jp

Rocco Alessandro