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F1 2026 – GRAN PREMIO DEL BELGIO

Ultimi due appuntamenti prima della pausa estiva e si parte dal gran premio del Belgio di scena a Spa-Francorchamps. Pista storica e iconica che potrebbe essere mortificata dalla scarsità di energia a disposizione delle PU ibride nei lunghi tratti del Kemmel e Blanchimont.

Data la mancanza di tante staccate violente non ci sarà modo di recuperare energia e ci si aspetta che la parte termica delle PU possa subire fasi di superclipping piuttosto accentuate. Sarà interessante vedere come i team cercheranno di minimizzare questo aspetto, considerando che sarà la chiave per andare forte in qualifica e in gara.

immagine da press.pirelli.com

In teoria, secondo queste premesse, Spa non dovrebbe essere un bel circuito per la Ferrari che dovrebbe pagare il gap di potenza della sua PU nel lunghi tratti di rettilineo. Era stato detto lo stesso per Silverstone e alla fine le cose si sono rivelate ben diverse quindi qualche speranza di evitare una debàcle c’è.

Quello su cui dovrà puntare il Cavallino, come a Silverstone, è cercare una gestione “creativa” dell’energia delle batterie (anche se a Spa i margini di intervento sono più stretti) e trovare una configurazione aerodinamica che consenta di avere un buon carico aerodinamico scaricando le ali e cercando di minimizzare il drag nei tratti di massima velocità. In questo senso la qualità del telaio della SF-26 dovrebbe consentire un buon setup.

immagine da autohebdo.it

Non da meno sarà la Mercedes che, considerando la potenza della sua PU, è la logica favorita per la vittoria. Scottata dalla sconfitta subita in casa vorrà di sicuro riscattarsi potendo contare su una nuova configurazione aerodinamica studiata per le piste a basso carico come SPa, Baku, Monza che possa minimizzare il drag in rettilineo. Difficile che possano essere colti alla sprovvista come due settimane fa ma occhio anche ai problemi di affidabilità.

Le altre due contendenti, Red Bull e McLaren arrivano con qualche certezza in meno e tanti pensieri in più. In casa Red Bull si deve gestire il malumore di Max Verstappen che sembra sempre più convinto a lasciare la squadra nel 2027 e l’incertezza sul livello di competitività che la monoposto potrà offrire sul circuito delle Ardenne. Anche per loro ci sarà l’incognita gestione dell’energia e il trovare un setup che possa consentire poco drag in rettilineo e sufficiente carico in curva.

La McLaren arriverà con un nuovo alettone posteriore in attesa di collaudare in maniera efficace l’ala “Macarena” già in possesso di Mercedes e Ferrari. In più dovrà sopperire alla mancanza del  “trucco” della PU Mercedes che per il momento è di assoluta esclusiva della casa madre.

imaggine da autohebdo.it

Per tutti poi ci sarà da gestire la temperatura dei dischi dei freni e delle gomme data la presenza di lunghi rettilieni e poche frenate violente e l’usura del fondo che sarà un fattore nell’affrontare l’Eau Rouge e che potrebbe costringere tutti essere conservativi in termini di altezza da terra.

Pirelli porterà le mescole C2, C3 e C4 e il numero di soste dipenderà molto dalla temperatura dell’asfalto che ci sarà Domenica. Il meteo, come al solito sarà piuttosto variabile con pioggia attesa al Venerdì e asciutto previsto per qualifiche e gara.

Un Gp che potrebbe riservare qualche sorpresa anche se questa volta difficilemente vediamo una monoposto divera dalla Mercedes come punto di riferirmento. In Ferrari dovranno inventarsi qualcosa e sperare in qualche magagna altrui mentre Red Bull e McLaren dovranno capire che tipo di monoposto si troveranno in pista e agire di conseguenza, anche se non partono con l’aspettativa di poter lottare per la vittoria.

*immagine in evidenza da mavment.com

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO DI GRAN BRETAGNA

Si torna a “casa loro” ma probabilmente non sarà una visita piacevole. Il circus fa tappa a Silverstone, pista di motore e dalle curve ad alta percorrenza in cui il carico aerodinamico sarà fondamentale per andare forte e non cuocere gli pneumatici in gara.

La tappa austriaca ha in pratica ribaltato il responso del GP di Catalogna, abbattendo le velleità di lotta per il titolo di una Ferrari che sta cercando di capire cosa sia andato storto.

Silverstone potrebbe essere un altro weekend di passione: è parso evidente in Austria come il gap di motore tra Ferrari e Mercedes sia ancora troppo ampio, con gli anglo-tedeschi che possono giocare maggiormente con il surplus di potenza termico gestendo al meglio quello elettrico.

immagine da planetf1.com

Sono diversi i tratti del circuito inglese in cui la potenza della PU si farà sentire e questo non fa ben sperare il Cavallino. Le curve ad alta percorrenza potrebbero esaltare le doti telaistiche della Rossa ma il tutto va inserito nella ricerca di un setup equilibrato che in Austria, ad esempio, si è rivelato particolarmente difficile.

Al di là di tutte le elucubrazioni tecniche, quello che è emerso dall’ultimo Gp è che sarà molto complicato cercare anche solo di competere ad armi pari con Mercedes fino alla fine del campionato.

Possono avere qualche weekend negativo ma la solidità e la forza di base li rendono difficilmente contendibili sul lungo periodo. Al contrario Ferrari vive di exploit, come la storia recente insegna. In qualche GP, come il Montmelò, tutti i pezzi del puzzle possono andare al loro posto e regalare un weekend esaltante ma è difficile replicare questa situazione ad ogni GP perchè, sostanzialmente, la monoposto è inferiore e i piloti e il muretto sono più indotti all’errore nel tentativo di inventarsi qualcosa per cercare di lottare per la vittoria, soprattutto nei circuiti che poco si adattano ai punti di forza della Rossa.

immagine da newsauto.it

Questo comporta che diventino clienti difficili sia Red Bull (con Verstappen) sia McLaren, nonostante delle monoposto che sembrano avere qualcosa in meno rispetto alla SF-26.

Mettiamoci poi un Leclerc di fase di rottura prolungata come non si era mai visto e otteniamo uno specchio fedele di quello visto negli ultimi anni: un continuo “vorrei ma non posso/non riesco”.

Silverstone si candida ad essere un monologo Mercedes e un nuovo banco per testare il rapporto di forza tra Antonelli e Russell. La sensazione è che il bolognese ne abbia di più ma pecca di freddezza mettendosi nei guai da solo. Servirebbe un weekend pulito in cui far valere esclusivamente le qualità velocistiche e il Gp in divenire potrebbe fare al caso suo. Una eventuale vittoria sarebbe moralmente un’ipoteca sul titolo.

Gli altri cercheranno di trovare quel jolly che la Ferrari ha trovato in Spagna e magari sfruttare quella pioggia che in terra d’Albione è sempre una variabile importante, anche se ad oggi si parla di temperatura più miti e probabilità di pioggia piuttosto scarse. Ci sarà anche la gara Sprint e una sessione di libere in meno a portare un pò di incertezza.

A meno di sorprese eclatanti il weekend sarà caratterizzato da una Mercedes a fare da lepre e gli altri a cercare di inseguire. Potrebbe essere uno dei GP più scontati dell’anno e l’occasione per vedere un italiano vincere 73 anni dopo Ascari o (molto più complicato) un inglese vincere su Ferrari, cosa che non accade dal 1958 quando a vincere fu Peter Collins.

Cosa darebbe maggiormente fastidio ai tifosi inglesi? Forse la risposta è la cosa più scontata di tutto il weekend.

*immagine in evidenza da 51gt3.com

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO DEL GIAPPONE

Il terzo GP di stagione va in scena sull’iconico tracciato di Suzuka in Giappone, ultimo appuntamento prima di un’ inconsueta e imprevista pausa di un mese in Aprile a causa della cancellazione dei GP del Bahrain e Arabia Saudita.

Una pausa che potrebbe essere molto positiva per un campionato che sembra già finito ancora prima di iniziare: troppo superiore la Mercedes vista fino a questo momento per pensare ad un mondiale che possa rimanere in bilico fino alle ultime gare di stagione.

immagine da newsf1.it

Il mese di pausa forzata servirà ai team inseguitori per tentare di ridurre il gap, davvero ampio, esistente oggi nei confronti del team di Stoccarda. Che questo possa davvero essere una possibilità concreta è tutto da dimostrare ma quanto meno permetterà di avvicinarci alle gare europee con una classifica non già mortificata dal dominio delle frecce d’argento.

Di sicuro in Giappone Wolff e soci avranno un’altra ghiotta occasione per aumentare il bottino di punti e vittorie. Viene difficile pensare ad un scenario diverso da quello visto nelle gare precedenti, considerando tipo di tracciato e problemi a cui andranno incontro tutti i team che non hanno a disposizione la PU tedesca.

Le speranze per Ferrari risiedono essenzialmente nella capacità di sfruttare le curve veloci data la buona efficienza aerodinamica e nella gestione delle gomme in gara, mentre i dolori arriveranno dal super clipping che la PU del Cavallino dovrà gestire nel lungo rettilineo che va dalla spoon curve alla casio triangle e successivamente nell’allungo fino alla curva 1.

In questo settore Mercedes scaverà una voragine difficile da colmare soprattutto in gara finchè le differenze di PU rimarranno tali. In Ferrari poi ci sarà un ulteriore handicap dovuto alle limitazioni nell’utilizzo dell’aerodinamica attiva a due sole zone del tracciato.

immagine da formularace.it

Si tratterà ancora una volta di cercare di complicare la vita alle frecce d’argento, magari con la solita partenza a razzo e sperare che in Mercedes qualche piccola noia tecnica possa evitare una già più che prevedibile doppietta.

Sia McLaren che Red Bull sono più o meno sulla stessa barca in quanto dovranno cercare di ottimizzare la gestione energetica della PU e migliorare l’efficienza aerodinamica che sembra essere la vera differenza rispetto alle monoposto del 2025. Non sarà un weekend semplice e con tutta probabilità, a meno di eventi imprevedibili, dovranno giocare in difesa senza la possibilità di poter puntare al podio.

In realtà per tutti, compresa Mercedes, questo GP sarà l’ennesimo test in cui cercare di imparare quanto più possibile dalle nuove monoposto, cercare di mettere insieme più pezzi possibile e sfruttare quanto compreso nel mese di Aprile per cercare di sviluppare le aree carenti e fortificare i punti di forza.

La speranza per tutti, questa volta tranne Mercedes, è che già a Suzuka possa succedere qualcosa a quella che al momento sembra una macchina imbattibile e sulla pista di Miami ritrovarsi un pò più vicini ed avere qualche chance in più di poter lottare per la vittoria.

immagine da motorsportpassion.altervista.org

Al momento è forte la sensazione che gli anglo-tedeschi non abbiano fatto mostrato il 100% del loro potenziale per cui, alla bisogna, potrebbero agevolmente ripristinare le distanze.

Quasi certamente si assisterà alla mortificazione delle abilità dei piloti su un tracciato “old style” come quello di Suzuka, soprattutto in qualifica. Sarà la PU a determinare quando e come spingere. Sarà così fino a fine stagione sperando in una svolta per l’anno prossimo ma è comunque una cosa difficile da mandare giù.

*immagine in evidenza da suzukacircuit.jp

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO DI CINA

La nuova stagione di F1 è partita ed è già ora di pensare a dei correttivi. Il primo Gp in Australia ha conclamato tutta una serie di storture e problemi che erano stati ampiamente preventivati sia a bocce ferme che nei test pre stagionali.

Sembra incredibile che chi ha redatto i regolamenti e ha il dovere di farli rispettare abbia avuto una così scarsa lungimiranza e attenzione, a meno che il tutto non fosse voluto ovviamente per rimescolare ampiamente il mazzo di carte a disposizione, accontentare chi negli ultimi anni ha perso e creare uno show artificioso in cui solo chi è un appassionato “newcomer” può giudicare come bello da seguire.

E già tempo di riunioni e correttivi perchè quello che si è visto in Australia è stato largamente imbarazzante: auto piantate allo start, centinaia di sorpassi decisi dagli algoritmi di ricarica batterie e non dalle capacità dei piloti, un nuovo (vecchio) team dominante e velocità in curva e rettilineo al limite del comico.

immagine da f1grandprix.motorionline.com

Siamo ufficialmente passati alla versione “videogioco” della F1, tra l’altro una poco realistica e molto arcade, mancano solo le indicazioni delle traiettorie ottimali da seguire in curva. Magari è solo questione, come in molti hanno detto, di un layout particolarmente sfavorevole della pista di Melbourne ma pensare, come detto da Leclerc, che ormai le staccate in frenata non faranno più la differenza lascia pensare e male.

Anche Verstappen è stato molto critico, affermando che con queste monoposto non si può fare più il mestiere del pilota propriamente detto. Saranno solo i mugugni di chi sa di non avere speranze di vittoria quest’anno? Sarà ma la maggioranza dei piloti la pensa più o meno come l’olandese.

Quali sono questi problemi? In primis delle qualifiche che hanno perso il loro valore fondamentale: quello di vedere le monoposto al massimo della loro velocità in pista. In una F1 che in questi anni ci ha abituato a gare domenicali in cui c’è sempre più da gestire e far durare il più a lungo possibile tutto ciò che scende in pista, la qualifica era rimasto l’ultimo aspetto in cui vedere davvero il pilota metterci del suo.  Ecco vedere il lift and coast anche in qualifica con l’aggiunta dell’impossibilità di aumentare il recupero di energia per questioni di sicurezza durante le fasi di clipping in rettilineo ha tolto anche l’unica occasione di vedere i piloti in versione full gas.

immagine da formulatecnica.it

Secondo problema: in Australia ci sono stati centinaia di sorpassi ma molti sono stati “decisi” dal software che gestisce l’energia del sistema ibrido durante il giro di pista. La coperta è sempre corta: se in una sequenza rettilineo-curva vai forte, nella successiva sarai in debito di energia e dovrai andare piano, ecco spiegati la serie di sorpassi e controsorpassi. Una cosa del genere è bella da vedere? Forse per chi non è esperto si , agli altri sarà sembrata una barzelletta, una roba da harlem globetrotters.

Terzo problema: caos partenza dato da monoposto piantate in griglia a causa dell’incapacità dei turbo di ricaricare sufficientemente le batteria per avere uno start decente. Anzi, molti piloti sono arrivati in griglia con la batteria scarica. Al di là degli errori di gestione del sistema PU/batteria è però imbarazzante che si arrivi a partenze come quelle viste a Melbourne in cui per poco non si è rischiato l’incidente grave. Anche in questo caso la pezza che è peggio del buco: la direzione gara ha “allungato” la procedeura di partenza concedendo 5 secondi extra a giri motore alti per permettere la carica delle batterie, mortificando chi, coma Ferrari, soffre poco del problema grazie ad una precisa scelta tecnica di montare un turbo più piccolo.

immagine da the-race.com

Dulcis in fundo: valutazione “fantasiosa” delle aree grigie del regolamento. In poche parole: Mercedes aggira il rapporto di compressione misurato a freddo della sua PU costruendo un motore più potente della concorrenza che permette di ricaricare meglio il sistema ibrido e sfruttare comunque una congrua quantità di cavalli nell’utilizzo del termico, con effetti a cascata su gestione carburante, gomme e ritmo gara. In poche parole; game, set, match. Siamo tornati al 2016. La FIA ha già cercato, spinta dalle proteste dei 2/3 della griglia di modificare la misurazione del rapporto di compressione eseguendolo a caldo ma solo da metà stagione in poi. Un’altra pezza che è peggio del buco.

Ovviamente Mercedes si guarda bene dal fornire ai suoi clienti l’intero potenziale della sua PU, mantenendo un vantaggio netto su tutta la concorrenza.

Insomma, tanti problemi e poche idee per risolverli, considerando anche che ci vorrà l’unanimità di tutti i team per apportare modifiche. Ci sarebbe da parlare anche del Gp di Cina, che potrebbe cambiare i valori in campo visti a Melbourne data la diversa conformazione della pista, azzardando una riduzione del gap tra Mercedes e gli altri team, tutto da verificare.

immagine da f1granprix.motorionline.com

In ogni caso, questa nuova F1 avrà bisogno di almeno 2/3 mesi prima di andare a regime e non è detto che ci saranno miglioramenti tangibili. Questo è stato il prezzo da pagare per attrarre nuovi costruttori, vedi Audi e Cadillac e per convincere Honda a rimanere facendo al momento una figura davvero pessima. Si è ulteriormente snaturato il DNA intrinseco della massima espressione motoristica a quattro ruote. Adesso ci chiediamo se ne sarà valsa la pena, tra poco persino la domanda non avrà alcun significato.

Rocco Alessandro