Quali sono le delusioni più grandi di questi nove giorni di test, sommando i tre di Barcellona più i sei ufficiali svolti in Bahrein? Se dovessi stilare una classifica, dalla delusione più grande a quella meno grave assumendomi tutte le responsabilità del caso, allora non ho dubbi che la prima in classifica è la Williams, quindi Domenicali ed infine Aston Martin via Honda.
Williams di gran lunga rimane la delusione più grande in assoluto, considerando il crescendo dell’anno scorso che hanno dimostrato e, considerando soprattutto le aspettative che c’erano a riguardo del team di Grove. Williams è un team navigato come si suol dire ed abbondantemente rodato e, con l’innesto di Carlos Sainz dall’anno scorso, hanno compiuto il salto di qualità necessario per aspirare a qualcosa di grande. Questo a maggior ragione che già si sapeva che avrebbero montato la PU più performante (nel 2025 erano solo voci, ora sono fatti) del campionato, quindi tutti i presupposti per replicare i fasti, almeno iniziali, del 2014 c’erano tutti. Già a Barcellona il disastro in luogo del quale l’intero team addirittura non si è presentato, perdendo tre giorni di “sgrossamento” preziosissimi, quindi hanno sfruttato i soli test bareniti che gioco forza sono iniziati in salita per cercare di recuperare il tempo perduto. James Vowles è stato costretto a metterci la faccia per scusarsi con tutti e, sebbene i sei giorni nel deserto siano stati lineari considerando l’attuale potenziale della squadra, la Williams si presenterà in Australia in affanno e soprattutto sovrappeso. Infatti i problemi di ritardo avuti già prima della Spagna sono stati proprio a causa di un fallito crash test, quindi sono dovuti ricorrere ai ripari rinforzando il telaio alzando inevitabilmente il peso. La Williams purtroppo inizierà in salita il mondiale, con il clan Sainz già in agitazione (pare che il papà di Carlito abbia già disdetto tutte le trasferte extra europee, almeno per questo inizio di campionato) e, con tanti rimpianti proprio da parte dello stesso Carlos nel vedere una Ferrari quanto meno pimpante dal punto di vista delle performance. Saprà il team di Vowles recuperare il tempo perduto, a cominciare proprio dal fattore peso che influenzerà non poco le prestazioni, quelle stesse prestazioni che non sono all’altezza delle aspettative rispetto agli obiettivi che la squadra si era prefissata? La chiave del successo di questo mondiale, soprattutto perché siamo all’inizio di un ciclo regolamentare completamente nuovo, oltre che epocale, sarà la sviluppo. Williams dovrà dimostrare proprio in questo campo di essere veramente cambiata se vorrà aspirare a qualcosa di più della quinta forza.
Stefano Domenicali con le sue dichiarazioni, immediatamente dopo la riunione coi team, ha sfoggiato tutto il suo “stile” e non mi ha deluso affatto. Per questo lo posiziono immediatamente dopo la Williams visto e considerato che il soggetto è carta letta, come si suol dire, quindi ciò che ha dichiarato non mi meraviglia affatto. Ovviamente il CEO della F1 si è battuto non poco nel difendere il suo giocattolo, con parole di circostanza naturalmente e, soprattutto ha cercato di buttare acqua sul fuoco delle polemiche appiccate innanzitutto da Verstappen, seguito da Alonso e d Hamilton. Persone come Domenicali non parlano mai a caso ecco perché non mi ha deluso quando gli ho sentito pronunciare (fonte Autoracer.it): “Non bisogna dimenticare come senza queste regole Audi, Ford, Cadillac e Honda non sarebbero in F1. Ci sono delle precise ragioni dietro alla genesi di questo regolamento. Perdere di vista i motivi che ci hanno portato qui significa perdere l’opportunità di capire questa fase”. Questo è stato solamente l’antipasto, perché la bordata è arrivata immediatamente dopo, mi riferisco all’argomento Sprint Race e quindi al suo probabile aumento: “La gente vuole vedere azione per tutti e tre i giorni del weekend. Del resto non bisogna dimenticarsi come molti non siano interessati a tecnicismi di cui parliamo. Ciò che deve essere protetto è lo spettacolo: grandi gare, grandi sorpassi, grandi sfide per dimostrare chi è il migliore. Stiamo cercando di trovare un buon equilibrio, parlando molto anche con i piloti”. Dalle parole di Domenicali il sottoscritto evince un messaggio, specialmente se mi soffermo su quel “tecnicismo”, che è quello che al pubblico non deve interessare cosa il Sistema combina per allestire il circo, l’importante è che ingoi tutto senza fare troppe domande. Come si fa a rimanere delusi più di tanto con il capo della F1 dunque? Il format della Sprint Race è la nuova frontiera che questa dirigenza sta perseguendo a tutti i costi e, il metodo della “rana bollita” di questi ultimi anni, è stato utilizzato proprio per arrivare a imporre dodici Sprint anziché sei a partire già dall’anno prossimo. Vedremo cosa e se succederà, di certo a Domenicali gli do ragione, perché lui parla di “pubblico” e non di appassionati e la differenza tra queste due categorie è enorme e, dubito fortemente che se egli si rivolgesse esclusivamente alla seconda avrebbe la facoltà di poter attuare quello che vuole fare.
Concludiamo la classifica delle delusioni con la Aston Martin. Per quale motivo la squadra di Stroll è quella meno deludente? Per il semplice motivo che, nonostante le aspettative che sono state create, è un dato di fatto che la “verdona” è un cantiere a cielo aperto e, come tutte le squadre nuove, anche la Aston Martin deve partire da zero a cominciare dal propulsore che la dovrebbe spingere. Qualcuno giustamente potrebbe dissentire, soprattutto se questa squadra venisse paragonata alla Cadallic, vero è che la quantità di persone che sono state assunte da Stroll, a cominciare dal genio Newey, hanno bisogno di tempo per sincronizzarsi perfettamente. La vera Aston Martin, purtroppo per Alonso, la vedremo solamente l’anno prossimo anche perché il ritardo di Honda era già noto. Già su queste righe avevo avvisato che in Aston c’erano tante, se non addirittura troppe teste e, quando si arriva ad un surplus di cervelli come quello che c’è in casa Stroll, può accadere che si possa ottenere l’effetto contrario a quello realmente desiderato. Per questo parlo di sincronizzazione e questo spetterà proprio a Newey, nella veste di Team Principal, riuscire a realizzare questo primo obiettivo. Purtroppo il vero dramma per questa squadra è Honda, la quale dovrebbe essere studiata all’università, per la gestione oscena che hanno attuato, che poi è quella di abbandonare tutto una volta giunti all’apice (infatti la maggior parte degli ingegneri, con tutto il loro Know How, è in Red Bull Powertrain) per poi ricominciare tutto d’accapo… pazzesco! Se proprio dobbiamo parlare di delusione quella è proprio Honda quindi, a maggior ragione che hanno l’esclusiva con ARAMCO per quanto riguarda l’utilizzo dei nuovi, costosissimi ed ecologici carburanti. A tal proposito non ho dubbi che Aston Martin si saprà risollevare solo che ci vorrà tempo (almeno un anno) e, Alonso ed il suo ormai maledetto trenta tre, tutto questo tempo purtroppo non ce l’hanno.
Vito Quaranta
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