Nella settimana importantissima di test svoltasi a Barcellona, che sono stati necessari per mettere a terra le nuovissime vetture e, capire se tutti i sistemi funzionassero correttamente, Ferrari continua i suoi cambiamenti per quanto riguarda il personale che dovrà affiancare e supportare i due piloti della Rossa i quali, dovranno necessariamente lottare per giocarsi il titolo Piloti e Costruttori. Partiamo dalla fine dunque e, anziché soffermarci su come siano andati questi test per le varie squadre, cerchiamo di soffermarci su quanto accaduto all’interno della Gestione Sportiva.
Ad ormai un mese dall’inizio del mondiale di F1 in Australia, Vasseur continua il rimpasto di “manodopera” all’interno della sua squadra e, la Rossa annuncia che ha acquisito dalla Visa Cash App un nuovo ingegnere, cioè Guillaume Dezoteux in qualità di responsabile performance operations. In soldoni questa nuova figura si occuperà di curare l’operatività delle performance. Da fonte Autoracer.it il buon “Guglielmo” ha un’esperienza molto simile al suo connazionale Serra, che è quella di lavorare sull’interazione che c’è tra la vettura e l’utilizzo degli pneumatici, quindi immagino che questa figura si interfaccerà proprio con il Direttore Tecnico della Ferrari e, poiché il suddetto sia stato scelto e voluto proprio da Vasseur, mi saltano agli occhi due aspetti: il primo è quello che il Team Principal Rosso pare ci tenga molto a questo aspetto (interazione vettura/usura pneumatici), vera pecca della Ferrari degli ultimi anni e, il secondo è quello che ormai a Maranello la vera lingua internazionale che si parla non è l’inglese; bensì il francese. La miriade di tecnici tutti connazionali del rubicondo Team Principal Rosso, è a dir poco incredibile in effetti e, l’aspetto al quale pensavo caso mai si fallisse anche quest’anno, è cosa si ritroverà in squadra e soprattutto cosa farà con tutti questi cugini d’oltre alpe, l’eventuale nuovo Team Principal Ferrari. Per carità non è mia intenzione, come si dice dalle mie parti “tirare i piedi” al buon Vasseur, eppure questo è uno scenario al quale non si può non pensare. L’attuale Team Principal avallato dal duo Elkann – Vigna, ha di fatto mano libera, carta bianca e, queste sue azioni sono difese e perorate innanzitutto dai due alfieri Rossi, a cominciare proprio dal monegasco il quale proprio come il capo della squadra, si giocherà tutto quest’anno. Sebbene tutti questi cambiamenti si prestano ad essere accolti come benevoli, spinti dall’onda dell’entusiasmo, il sottoscritto continua ad essere dubbioso in merito perché trovo tutto ciò quanto meno strano se non addirittura confusionario. Ferrari infatti ad un mese dall’inizio del mondiale pare che sia apparentemente senza pace, continuando ad operare innesti e, nel contempo a rimuovere pedine. Questi cambiamenti vengono mascherati come “normali turnover” eppure se c’è una costante per una qualunque squadra che voglia vincere veramente, è quella di avere una team solido, già rodato, questo prima di presentarsi sulla linea di partenza del primo GP dell’anno. I dubbi a riguardo sono legittimi ritengo visto e considerato che lo stesso gruppo che ha avuto il fegato di mangiarsi quattro decimi, tra dicembre 2024 e marzo 2025, è praticamente lo stesso che ora dovrà affrontare il nuovo mondiale. Inutile dire che solo la pista darà la conferma o eventualmente fugherà tutti questi dubbi, ed ormai manca poco.
A proposito cosa dice la pista? Come sottolineato all’inizio di questo scritto, con venerdì scorso si è conclusa la tre giorni di test (poco ufficiali e rigorosamente a porte chiuse) delle nuove vetture 2026. Quanto sono stati attendibili questi test? Davvero possiamo già affidarci a quanto visto (naturalmente è un eufemismo considerando che le immagini o erano rubate o una concessione da parte del Sistema), per trarre una conclusione? Se dovessimo basarci sui tempi fatti segnare dalle varie squadre e, soprattutto sul chilometraggio percorso, allora dovremmo necessariamente concludere che Ferrari si giocherà il mondiale con Mercedes. Inutile dire che tutto ciò è assolutamente falso, semplicemente perché questi test sono serviti esclusivamente a testare l’affidabilità delle nuovissime power unit: quindi verificare il “dialogo” che ci deve essere all’interno di esso, ovvero tra il motore elettrico e quello endotermico. In termini di affidabilità sicuramente la PU tedesca e quella italiana hanno fatto la voce grossa e, su questo aspetto si deve dare atto ai ragazzi di Maranello che pare si siano presentati preparati all’appuntamento affidabilità. Solo che bisogna fermarsi qui, perché considerando le temperature (bassissime) ed appunto la “freschezza” dei vari progetti, sarebbe da pazzi lanciarsi in un qualunque pronostico. Sebbene Ferrari pare abbia imparato la lezione dell’anno scorso, a riguardo di vomitare proclami, non credo che lo stesso si possa dire per l’informazione ufficiale e i social i quali, si sono lasciati andare già a troppi facili entusiasmi. Siamo solo all’inizio di una lunghissima strada e, mi risulta molto difficile da accettare il fatto che i campioni del mondo siano indietro. Infatti la McLaren, in termini di chilometri macinati, è avanti solo ad Aston Martin e questo dovrebbe farci credere che sono indietro? La stessa Aston di Adrian Newey, presentatasi veramente tardi ai test, ha percorso a stento la distanza di un GP solo che ciò non è assolutamente conclusivo per poter far pensare a qualcosa di male o, al contrario a qualcosa di grande. Inoltre un altro aspetto da tenere in considerazione, che non è di poco conto, è il fatto che tutte le squadre hanno girato con benzine convenzionali e questo cambia tutte le carte in tavola! Questi motori che sono stati concepiti per girare con benzine ad emissione zero e, che dunque dovranno fornire determinati valori prestazionali, di fatto hanno mostrato solo una parte del vero potenziale. Infatti quando dal Bahrein tutti dovranno usare il carburante omologato dalla FIA cosa accadrà realmente? Le prestazioni saranno le stesse, peggiori o migliori? Si ricordi che il flussometro quest’anno misurerà più che la quantità di carburante, la quantità di energia per unità di tempo e ciò potrebbe andare a cambiare completamente le carte in tavola. Per questo motivo è assolutamente inverosimile un qualunque pronostico, per non parlare che le vesti aerodinamiche di ogni monoposto cambierà radicalmente da qui all’Australia; per non parlare degli assetti. Infatti nel deserto barenita, considerando che si troveranno temperature decisamente più calde, le squadre inizieranno a concentrarsi anche sull’aspetto prestazionale e quindi agli assetti da studiare, in luogo del quale quest’anno saranno completamente diversi rispetto all’anno scorso: infatti se fino al 2025 l’anteriore era asservito al funzionamento del fondo (parte fondamentale delle vetture ad effetto suolo), ora quest’ultimo dovrà dialogare direttamente con tutto il corpo vettura.
C’è tanto ancora da scoprire e siamo solo all’inizio del percorso e state certi che la Ferrari di Vasseur dovrà sudarsi ogni singolo chilometro percorso, anche perché non esiste solo Mercede, infatti c’è un Ford montato sulla Red Bull di Verstappen che non è apparso niente male in fatti di chilometri percorsi e, caso mai i bibitari saranno della partita, sarebbe meglio che a Mylton Keynes facessero una statua davanti all’ingresso della fabbrica, a Christian Horner, in stile madre del direttore Duca Conte Catellani come da fantozziana memoria.
Vito Quaranta