F1 2026 – GRAN PREMIO DI MIAMI

Dopo una forzata e inaspettata pausa primaverile la F1 torna in pista a Miami per il gran premio omonimo e con una lunga serie di novità e aspettative.

Forse è eccessivo parlare di un nuovo inizio con annesso cambiamento dei valori visti fino a questo momento ma, complice la lunga pausa con annessi aggiornamenti per tutti e le modifiche al regolamento, la curiosità su quello che si potrà vedere in pista è tanta. Che poi questo si traduca in uno spettacolo meno artificioso è pura utopia ma non si sa mai…

immagine da f1granprixmotorionline.com

Partiamo dalle modifiche del regolamento che riassumeremo brevemente:

– ricarica massima consentita nelle qualifiche che passa da 8 a 7 MJ volta ad avere giri più tirati, meno lift and coast e meno super-clipping. In teoria dovrebbe consentire dei veri giri da qualifica ma molto dipenderà dal tipo di tracciato. Potenza di picco del super-clipping aumentata a 350 Kw.

– boost in gara limitato a 150 Kw nelle fasi di sorpasso e a 250 Kw nelle parti che non sono di accellerazione. L’obbiettivo è non avere episodi come quello dell’incidente Bearman-Colapinto a Suzuka.

– intervento aggiuntivo della MGU-K in caso di partenza deficitaria e garantire un’accellerazione accettabile e ridurre rischio di incidenti. A questo saranno aggiunte un sistema di luci posteriori e laterlai che avvertiranno chi segue le monoposto con una partenza lenta. Inoltre sarà azzerato il contatore di energia all’inizio del giro di formazione. Tutto ciò per ridurre rischi di incidenti allo start.

– in caso di pista bagnata saranno aumentate le temperature delle termocoperte e riduzione dell’attivazione massima dell’ERS per ridurre la coppia a disposizione.

Quindi in sostanza norme che cercano più sicurezza e di dare nuovamente un ruolo più centrale al pilota. Ci sono comunque già tante critiche: dato che il “monte” di energia termica ed elettrica rimane invariato, il fatto di ridurre la potenza elettrica disponibile in qualifica renderà il pilota più libero ma con meno potenza complessiva a disposizione.

immagine da lottomatica.sport

Il rischio è quello di avere tanto clipping in rettilineo perchè i team prediligono l’utilizzo della potenza elettrica in accellerazione dove paga di più e questo comporterà meno potenza elettrica da impiegare in rettilineo. Meno lift and coast forse ma monoposto comunque lente sul dritto con conseguenti tempi più alti sul giro. L’aumento della potenza di ricarica nella fase di clipping è la classica coperta corta: se usi più spinta elettrica diminuirà quella del motore termico che dovrà supportarla. In pratica raggiunta una certa velocità la cosa migliore che può accadere è un calo della velocità in rettilineo meno marcato rispetto a quello visto con il super-clipping.

In gara le limitazioni alla MGU-K causeranno inevitabilmente una limitazione della performance, forse con meno rischi per la sicurezza ma con monoposto complessivamente più lente e con a disposizione differenze di un centinaio di CV in base al tratto di pista affrontato.

Anche in partenza tanti dubbi poichè se un pilota parte male per un errore allo stacco o per una carica deficitaria della batteria sarà comunque aiutato ad accellerare meglio: in pratica che commetta un errore o meno avrà comunque un aiuto sottoforma di un traction control regolamentato. Non sembra proprio il massimo della sportività, soprattuto nei confronti dei team che hanno fatto scelte progettuali volte ad avere un migliore spunto in partenza.

immagine da f1loversteer.com

A questo si dovranno aggiungere gli aggiornamenti che i team avranno studiato in questo mese di pausa forzata che produranno inevitabilmente delle modifiche dei valori in campo anche se non dovrebbero rivoluzionare quanto visto fino ad ora.

In conclusione il Gp di Miami sarà grande esperimento in cui la federazione spera di aver trovato la risposta a tutta una serie di critiche in merito a quello che è diventata questa F1 moderna. Tentativo apprezzabile ma a bocce ferme sembra poco più di un brodino caldo o comunque una pezza peggiore del buco, anche perchè il buco in questione è così grande che si rischia di dover buttare via l’abito.

Vediamo cosa succede e poi si giudicherà ma fa molta tristezza leggere un Domenicali, uno che è nato e cresciuto con la F1 dei “trenini” e dei sorpassi propriamente detti affermare che la “F1 non ha alcun problema”, che l’importante è “avere azione in pista e che è inutile soffermarsi su discorsi filosofici e tecnici che la maggioranza dei tifosi non comprende” , che la “F1 si può amare anche per ragioni diverse rispetto alla gara in pista o ai piloti migliori al mondo”

Il focus è ormai orientato verso i “tifosi moderni”, gente giovane che vuole azione più o meno artificiale in pista e un evento superspettacolare anche fuori da essa che possa essere fruibile e spendibile via social e senza inutili complicazioni ingegneristiche che non ritengono rilevanti. E i fatti gli danno ragione, con il prodotto F1 in netta crescita di share e tifosi.

In questo gli fa da spalla Jacky Ickz che afferma che lo share è quello che conta. Mentre un Mansell invece va nella direzione diametralmente opposta: alcuni dei sorpassi di oggi sono ridicoli e il lift and coast anni ’80 era un’altra roba rispetto a quello che si vede oggi.

Chi avrà ragione?

*immagine in evidenza da adtesportsacademy.com

Rocco Alessandro

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Tutto finisce persino le lunghe pause forzate che la F1 ha dovuto subire causa motivi bellici. Si riprende in quel di Miami e, come dico da qualche settimana a questa parte, proprio in America inizierà il mondiale 2026. Sebbene il web sia in festa , per la ripresa dei giochi, il sottoscritto proprio non ne sente lo spirito e, per chi come me scrive di F1, non c’è niente di più triste. Cosa ancora più avvilente è il coacervo di regole mutate che sono state inserite, al fine di poter salvare il carrozzone, per cercare di arrivare fino alla fine del mondiale ammesso che la fine sia ad Abu Dhabi, come previsto da calendario.

Regole dicevo, ebbene la F1 ha reagito alla ridda di lamentele che gli appassionati hanno avanzato e, allo scempio che oggettivamente era impossibile non vedere. Tranne per Domenicali evidentemente, visto che il CEO di Liberty Media non solo ha difeso il prodotto, come giusto che sia, addirittura ha additato una determinata categoria di appassionati (quelli più vecchi), facendo capire che il loro è un modo anacronistico di pensare alle gare di F1. Eppure ciò stride non poco con la realtà, visto e considerato, che i social sono un luogo frequentato per la stragrande maggioranza proprio dalla nuova generazione, quella allevata da Netflix e abituata a credere che la F1 sia quella che si vede su “Drive to survive”, generazione che proprio a mezzo social si è lamentata non poco. Tuttavia la F1 odierna, in quanto sistema anche di comunicazione sa benissimo come agire e, l’insistere nell’erogare il prodotto alla fine genera assuefazione ed abitudine, proprio come con i motori ibridi che li stiamo sopportando dall’ormai lontano 2014. Ad ogni modo proprio a Miami verranno portati i correttivi appunto, che dovranno migliorare il weekend di gara a partire dalle qualifiche le quali, in nome di un’ideologia che il mercato sta bocciando, sono state violate e violentate nell’essenza! I suddetti correttivi non saranno altro che dei palliativi, del fumo negli occhi al fine di illudere il pubblico che si è ritornati alla normalità. Questo apparente miglioramento lo si ottiene anche in nome del sacrificio del tempo sul giro: infatti queste modifiche interverranno anche in questo aspetto e, sebbene la maggior parte dei professionisti del settore gridano a gran voce, che nessuno guarda il tempo sul giro e, che nessuno se ne frega che le vetture andranno più lente, ebbene il sottoscritto dichiara che ciò non è vero in quanto mi (dubito di essere solo) frega eccome se una F1 va più lenta del normale. Tempi sul giro più alti significa vetture più lente e, vetture più lente significa meno rischi da prendere in curva e, con una vettura più lenta bravi tutti suppongo. Ad ogni modo considerando la mole di novità che ci sono in ballo, tra correttivi da testare (sigh) ed aggiornamenti portati, le uniche prove libere del weekend (ebbene si, ci sarà la Sprint Race) sono state allungate di trenta minuti, quindi avremo ben novanta minuti totali di prove, anziché la canonica ora abituale. L’ipocrita F1 attuale, in un loop pindarico che si sbugiarda da sola, perché sebbene si batta tantissimo nel dire che le Free Practice ormai sono anacronistiche “Perché la gente vuole più azione”, ecco che è costretta ad arrivare a questi escamotage perché alla fine conta un solo verdetto, che è quello di mettere le ruote sull’asfalto e far girare le macchine per davvero e non sul simulatore.

A proposito di novità la differenza tra questa pausa forzata e, quella agostana, è quella che in estate tutti sono fermi mentre ora sono state ferme solamente le monoposto, mentre in fabbrica tutti hanno approfittato di questo stop per sfornare più novità possibili. Questo è solo il primo anno di questo nuovo regolamento ed ecco che la curva di miglioramento, almeno al momento, è praticamente esponenziale; ovviamente per chi azzeccherà gli aggiornamenti. In questo scenario di probabili migliorie, Ferrari gioca un ruolo fondamentale perché, come già detto, in questo anno Vasseur&Co. si giocano praticamente tutto. La SF-26 è nata bene, cosi bene da far uscire Toto Wolff allo scoperto per quanto riguarda l’argomento ADUO. Attualmente alla Rossa mancano trenta cavalli rispetto ai migliori e, gli aggiornamenti aerodinamici, uniti alla cura dimagrante della monoposto, dovrebbero fargli “tenere botta” per il resto del campionato, aspettando l’ufficialità dell’approvazione dell’ADUO appunto, al fine di poter usufruire della possibilità di portare per la fine dell’estate il motore aggiornato e, quindi porre le basi per potersi contendere il mondiale seriamente. Detto che la PU Red Bull (fatta in casa!) è accreditata come migliore della Rossa, tanto che quasi sicuramente non usufruirà dell’ADUO e, detto che ciò è assurdo per definizione visto e considerato che la Red Bull, al suo primo anno che si fabbrica un motore in casa, batte la Rossa proprio sul suo campo (quando in realtà dovrebbe essere la stessa Rossa il riferimento… fosse solo per gli annunci fatti quattro anni fa), vero è che i bibitari sul lato telaistico sono in ritardo (almeno per il momento) e, attualmente ciò che più teme Toto in questo momento, è proprio il ritorno della Ferrari la quale con un evidente deficit è stata l’unica fino ad ora a reggere il colpo. L’unica fino in Giappone, visto che proprio nella terra del sol levante abbiamo assistito al ritorno della McLaren la quale, per bocca di Stella, ora il divario motoristico con la casa madre è stato praticamente annullato.

La sfida più grande per Ferrari è quella degli sviluppi, materia nella quale ha sempre trovato evidente difficoltà e, materia nella quale deve dimostrare di essere migliorata, visto e considerato che se Ferrari porterà mezza macchina aggiornata, gli altri di certo non sono stati a guardare, a cominciare proprio dai diretti avversari ovvero McLaren e Red Bull. Mercedes attualmente fa uno sport a se stante e, finché la Rossa non colmerà il gap motoristico, i crucchi potranno stare relativamente tranquilli; McLaren permettendo si capisce. L’attuale vantaggio Mercedes lo si evince anche dal modo in cui hanno sfruttato il loro secondo (!) filming day, quindi duecento Km di concessione di test promozionali (sigh), concentrandosi (fonte Autoracer.it) principalmente sulle partenze, aspetto nel quale hanno peccato non poco specie con Antonelli. Questo viene messo in maggior risalto se si considerano, per contro, le partenze delle due Rosse (aspetto nel quale eccelle: bisogna vedere se sarà ancora cosi dopo questi correttivi che riguardano anche le partenze stesse), le quali hanno sempre bruciato i due alfieri AMG allo start. Fino ad ora sia Kimi che George si sono potuti permettere il lusso di perdere posizioni al via, considerando l’evidente vantaggio prestazionale della loro W-17 in gara, solo fino a quando potrà essere cosi?

Non c’è che dire per il prossimo weekend c’è molta carne al fuoco e, di sicuro questo GP sarà per molti atteso proprio per la ridda di novità che porta, resta solo da capire se queste novità riusciranno a rivitalizzare un po’ la credibilità di questa F1 elettrificata oppure semplicemente non cambierà nulla, salvo spacciare questo non cambiamento per il solito successone.

Buon GP di Miami a tutti.

Vito Quaranta

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Siamo giunti ad un momento importante di questa pausa forzata, osservata in questo mese di Aprile, per i tristi motivi ormai noti. Infatti in questa settimana si dovranno definire i correttivi, che in seguito dovranno poi essere approvati in via ufficiale, prima del via del prossimo GP di Miami. Le discussioni svolte tra i motoristi sembra siano state accese e di non facile soluzione, perché sebbene queste debbano essere prese “per il bene dello sport”, è evidente che tutti ci vogliono guadagnare: chi è in vantaggio naturalmente vorrà conservare il proprio primato, mentre al contrario, chi è in ritardo vuole cercare di portare a casa più fieno in cascina possibile. Come già tutti sanno la riduzione della potenza elettrica, sarà molto probabilmente, la soluzione più accreditata al fine di marginalizzare i fenomeni di super clipping e lift&cost, fenomeni che sono evidenti più che mai in qualifica. Inutile dire che questi correttivi altro non saranno che dei palliativi, anche perché c’è da tenere in considerazione il fatto, che queste unità di potenza, sono state concepite proprio per operare in simbiosi con una batteria al massimo della sua capacità. Com’è facile intuire si cercherà di accontentare un po’ tutti, solo bisogna chiedersi con questi “tutti” chi si intende: le squadre oppure i tifosi? Leggendo le dichiarazioni di Domenicali, questi ultimi sono contenti “del prodotto” cosi com’è e, che l’unico intervento vero che si deve operare è proprio in qualifica. Lo stesso CEO di Liberty Media, preso da un impeto difensivo molto acceso, ha anche asserito che i tifosi vecchio stampo “hanno la memoria corta”, visto che anche con le vetture turbo degli ani 80 i piloti erano costretti a fare “lico” per poter risparmiare carburante. Con tutto il rispetto che posso nutrire per Stefano Domenicali, ritengo senza mezze misure che, chiunque paragoni questa attuale F1 con quella del passato, o è in malafede oppure è un ignorante patentato!

Naturalmente uno come Domenicali è una persona troppo preparata per poterlo considerare come un neofita di questo settore, ergo quindi che il giudizio sulla sua persona debba più propendere per la prima opzione, cosa che accetto pure visto e considerato gli interessi in ballo e, che lui è stato scelto proprio per far quadrare i conti della stessa Liberty Media. Perciò è vero che accetto la sua difesa, solo mi sarei aspettato una maggiore eleganza e, soprattutto rispetto, per chi ha sempre seguito la F1 e quindi contribuito a renderla grande cioè gli appassionati della vecchia guardia. Premesso che nemmeno quelli più giovani sono degli stupidi e, tanti si sono resi conto che è evidente che c’è qualcosa (ed uso un eufemismo) che non va, vero è che davvero si vuole paragonare quello che avveniva negli anni 80, con lo scempio che dobbiamo assistere da tre weekend di gara a questa parte? Ritengo Domenicali troppo scaltro per credere che lo pensi davvero, ed egli stesso si tradisce proprio quando afferma che tutti quelli che “ci mangiano” con la F1, dovrebbero essere più accorti nelle critiche, considerando lo status che hanno. Ecco questo a mio avviso è la parte più importante del suo discorso, nell’intervista rilasciata la settimana scorsa, dove tutto viene incentrato sul posto al sole che ognuno possiede e che naturalmente nessuno vuole mollare: per la serie se siamo ricchi e privilegiati dobbiamo ingoiare la qualunque! Più o meno lo stesso discorso che fece Lando, attaccando Max durante i test in Bahrein, salvo poi rimangiarsi tutto o quasi. Intanto il mercato, con la sua legge che non perdona (domanda ed offerta), ha già fatto sentire la sua voce visto e considerato che nella maggior parte d’Europa gli ascolti sono calati, a differenza dell’Italia in luogo del quale questo trend viene giustificato col fatto che c’è un Italiano al comando. Sebbene mi piacerebbe credere molto a questa favoletta in realtà, dietro all’audience positiva in terra nostrana, ci sono ben altri motivi che non vale nemmeno la pena citare fosse solo per amore della pace per evitare le polemiche che scaturirebbe questo discorso, di certo l’attuale Sistema non può continuare con il metodo seguito nei primi tre GP, ed ecco che necessariamente si arriverà ad uno o più correttivi che altro non saranno il contentino da dare a tutti. Anche perché, come già detto su queste righe, a mio giudizio non cambierà radicalmente i valori in campo a maggior ragione se, con l’abbassamento della potenza elettrica, l’uso del motore endotermico sarà ancora più preponderante e, Mercedes è risaputo che in tal senso ha il motore migliore.

A tal proposito bisogna ricordare che il prossimo GP di Miami sarà importante non solo per l’inizio di un nuovo mondiale, bensì anche perché dopo questo appuntamento sarà possibile attingere all’ADUO e, Toto Wolff in alcune sue dichiarazioni sembra abbastanza preoccupato. Infatti questo tecnicismo prestazionale, a differenza del BOP che viene utilizzato nell’endurance, non castra chi è più avanti bensì da la possibilità a chi è più indietro di poter recuperare terreno con le sole proprie forze. Sebbene vengano tessute le lodi dell’ADUO perché non è scontato che chi avrà l’opportunità di poterlo utilizzare, necessariamente debba migliorare, è anche vero che la F1 ci ha abituato proprio ad una cosa e cioè che col tempo tutti tendono a migliorare. Toto questo lo sa fin troppo bene e, forse proprio per questo si è mostrato quanto meno preoccupato sull’applicazione e, quindi l’utilizzo di questo strumento da parte dei team che sono in ritardo. Le sue parole (fonte Autoracer.it) sono illuminanti in tal senso: “Il principio dell’ADUO è permettere ai team che sono in difficoltà con la PU di recuperare terreno, ma non di superare gli altri. Deve essere molto chiaro che qualsiasi decisione presa, su qualsiasi team che riceve l’ADUO, può avere un grande impatto sulle prestazioni e sul campionato se non viene fatta con assoluta precisione, chiarezza e trasparenza”. Ancora: “Per come la vedo io, c’è un costruttori di motori che ha un problema (HONDA ndr) e dobbiamo aiutarlo, mentre gli altri sono più o meno sullo stesso livello. Sarei molto sorpreso e anche deluso se le decisioni sull’ADUO interferissero con la gerarchia competitiva… mi aspetto che la FIA utilizzi gli stessi dati e continui a proteggere l’integrità dello sport”.

Adoro (sarcasmo!) Toto Wolff perché sa usare le parole come una katana che si abbatte inesorabile sul collo dei suoi avversari. Dalle sue parole si evince, in soldoni, “va bene aiutare purché io rimanga sempre davanti”; non c’è che dire un genio! L’ADUO è uno strumento che aiuta chi è indietro per poter rimediare ai casini commessi in fase progettuale, allora mi chiedo come sarà possibile non effettuare l’eventuale sorpasso? Mi spiego meglio: se Ferrari riuscisse ad accedere a questo strumento e, a migliorare l’efficienza del suo motore, sarà inevitabile che questa si avvicinerà di più alla squadra di Toto se non addirittura a superarla. Il principio dell’utilizzo di questo strumento ha proprio questa finalità. Usando il ragionamento di Toto invece va bene che tutti migliorino (il bene dello sport… sigh) l’importante è che comunque siano lontani. Di fatto fosse per lui solo Honda dovrebbe colmare il gap eppure proprio per il ragionamento di cui sopra, anche Aston Martin potrebbe poi in seguito trovarsi a competere con Mercedes, a maggior ragione se ha Newey che spinge con l’aerodinamica e la meccanica della vettura.

Non c’è che dire anche se la F1 è al momento ferma, dietro le quinte si sta svolgendo una gara che attualmente è molto più entusiasmante di quelle che abbiamo visto sino ad ora… e siamo solo all’inizio di questa battaglia politica.

Vito Quaranta

 

WEC 6Hr di Imola 2026

Come ogni anno piccolo resoconto da “bordo pista”

Prima novità, manca Porsche, i tedeschi hanno deciso di rinunciare al programma corse per quello che riguarda i prototipi sia ufficialmente, che come fornitori a clienti (tipo Cadilac e Aston Martin)

Arrivo il sabato e mi metto a guardare le FP3 tra la Villeneuve e il Tamburello per scoprire che hanno silenziato le Porsche GT3, non ho ancora capito il perché. Le mie attenzioni sono per la Toyota che ha portato degli aggiornamenti non indifferenti e per Genesis (Hyundai) la nuova arrivata. La prima si vede che si comporta bene, e la seconda si vede che deve svezzarsi tanto. E’ pur sempre la loro prima gara e lo scopo è arrivare in fondo senza (o con pochi) problemi.

Dopo procedo per il paddock, dove sorprendentemente incontro Jacky Ickx. Devo dire molto disponibile e ci scappano anche un paio di battute. Qualcuno gli anche presentato una 312B2 da autografare e mi hanno colpito le sue parole “Oh wow, this was… dove firmo?”. Al netto del suo “stupore”, già uno che ti chiede dove deve autografare merita il mio rispetto.

Pit walk, anche li per provare a scambiare un paio di battute con i piloti e fare foto alle auto (sempre più incuriosito da Toyota). Devo dire a chi si trovasse in questa situazione, se vuole davvero scambiare più di due parole con i piloti, di parlare con i bronze “gentleman driver”, che praticamente è gente appassionata come noi ma con i soldi. Resta ancora un grande mistero per cui, a mio parere, nessuno si caga le Lexus.

Per le qualifiche mi sposto ancora al Tamburello per vedere un po’ come si comportano le auto nel sinistra-destra dopo la staccata. Per il Gt pole per la Mecca n°10 con dietro le due Lexus (appunto), a occihio vedo peggiorata Aston e migliorata Ford. A occhio naturalmente vuol dire comparare come girano le auto in curva avendo come raffronto quella che passa immediatamente prima o immediatamente dopo.

Pole per le Hyper molto combattuta, la spunta Giovinazzi all’ultimo giro per un centesimo su Toyota, Peugeot quarta dietro la seconda Ferrari, e non me lo sarei aspettato. Aston un po’ migliorata rispetto all’anno scorso. Genesis si vede che ha ancora lavoro da fare, quando prova a girare più stretta inizia a scivolare verso l’esterno.

Dopo mi sposto verso la mixed zone per le interviste cercando di recepire qualcosa, non molto effettivamente, e poi al parco chiuso per le verifiche dove riesco a strappare qualche foto della Toyota da vicino. Incontro anche un tecnico Caddilac e non posso non chiedergli se tra loro e IMSA si scambiano informazioni che possono essere utili. Risposta: Sì. Se le scambiano, non portano a miglioramentui significativi, ma a colte succede che qualcuno prova qualcosa in un campionato e condivide i risultati con quelli dell’altro per riuscire a capire meglio la macchina entrambe.

Corre anche il campionato Le Mans Legends dove dovrebbero esserci LMP1, LMP2 e GTE. Non molte ad oggi, ma c’era la Peugeot 908.

Prima di chiudere la giornata mi impunto per capire qualcosa sul BoP e mi pianto davanti a Genesis in quanto nuovi entranti. Beh il BoP effettivamente è segreto, con la motivazione di non creare incomprensioni dovute al fatto che non solo la “penalità” può far sì che qualcuno perda performance. Detto letteralmente (proprio come mi è stato detto) “It’s complicated and difficult to explain”. Poi incontro Pipo Derani ed ho occasione di parlare di questo nuovo progetto Genesis, è cosciente che la via è lunga per raggiungere quelli davanti. Di quella via appare anche Lotterer, e dopo avrmi detto, sotto richiesta, che la macchina si guida bene anche se c’è molto lavoro da fare (e questo non è proprio l’ultimo arrivato), gli faccio i complimenti perchè già 12 anni fa aveva capito tutto della Formula 1, son contento che ha riso e non mi ha mandato a quel paese.

Domenica partenza alla Tosa con la Ferrari 50 che sopravanza subito la Toyota, ma la bagarre è in Gt dove Mecca allunga, Lexus e Ford seguono e anche BMW sembra della partita, a metà strada c’è Corvette, più indietro Porsche e Ferrari, male Aston e Mercedes.

Nelle prime due ore e dopo il giro di pit in Hyper Toyota con una sosta più breve esce davanti a Ferrari, vedo bene Cadillac non troppo BMW dalle aspettative che avevo. Molto bene Alpine, che è all’ultima stagione e pare avere il potenziale di stare almeno davanti a gli altri che non sono i primi due, Peugeot partendo quarta tracolla. Dietro Aston e Genesis che deve solo macinare Km. In Gt Ford con Gattuso si trova davanti, ma la cosa sorprendente è la McLaren che riesce a tenersi dietro la Lexus, che lo scorso anno era la machina con al più alta velocità di punta. BMW 69 molto bene, fa vedere anche un paio di sorpassi alla staccata della Tosa.

Mi sposto al Tamburello mentre in Hyper si delinea una lotta per la prima posizione tra la Ferrari 51 e le Toyota, la 50 prende penalità per non aver rispettato bandiera gialle insieme a Cadillac. Dietro il terzetto di testa troviamo Alpine e le BMW. 83 di AF Corse non sembra averne.

In GT Porsche con Pera recupera posizioni e dalla quattordicesima si porta in setsta. Ford perde posizioni, le due Lexus sono costrette entrambe ai box per dei problemi, risale la Corvette 33 su cui alla fine monterà Nicky Catsburg (gran pilota). McLaren sempre davanti dominante e dietro la BMW che sembra poterne avere. La Ferrari 21 anch’essa recupera posizioni. Veramnete vale il prezzo del biglietto solo la gara GT.

Ultime 2 ore, con l’aspettativa della pioggia, che non arriverà mai se no per qualche goccia, alle acque minerali.

Le due Toyota sono davanti e Giovinazzi e attaccato alla 7 con gomme nuove (all’ultimo pit Ferrari ha messo gomme nuove ed entrambe le Toyota no) ma non riesce a passare, la 8 è li davanti a 6 secondi e anche loro sono con gomme usate. Ma Giovinazzi non riesce a passare. Nel frattempo Fuoco sta recuperando posizioni dietro dopo la penalità e riesce a portarsi piano piano in sesta posizione, In GT McLarenha 20 secondi di vantaggio su BMW e più indietro la Corvette. Quarta la Porsche 92 ora con Lietz sopra (partiti undicesimi e dopo un testacoda si son trovati penultimi).

Ultimo pit si femano 51 e 7, Giovinazzi non deve cambiare pneumatici e esce davanti, finalmente il sorpasso che non era riuscito a fare in pista. Peccato per il tempo perso nel duello con la 7, la Toyota numero 8 è molto avanti e quando fa il pit con il cambio gomme esce prima comodamente. In GT grande dramma, a 50 minuti dalla fine la McLaren si ferma, BMW passa prima con corvette a secondi e la Porsche 92 che si trova a podio.

Finisce così, con Toyota-Ferrari-Toyota, la Alpine 35 che riesce a tenersi dietro BMW e l’altra Ferrari.

In Gt non riesce il recupero di Catsburg che arriva attacato alla 69 sul traguardo.

La cosa che mi ha stupito è come Giovinazzi pur essendo in scia del Koba non sia mai riuscito non dico ad affiancarlo, ma nemmeno ad avvicinarlo. Come se Toyota sul dritto ne avesse di più (BoP??? “Non so” come diceva il turco nel film Meditteraneo), devo dire che ad inizio gara alla Tosa, quando era dietro, si vedeva che girava più larga di Ferrari. Penso che Giovinazzi ne avesse per provare un’attacco, forse non è il circuito più adatto.

Dice che in Hyper dal prossimo anno vedremo anche Ford e McLaren. Vedremo.

Nota di merito a Farfus che ha preso una bimba e l’ha messa in macchina per falre fare una foto dai genitori.

Landerio

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Sebbene i motori siano spenti, anche se dovrei dire che le batterie non sono in ricarica (sigh), la F1 è sempre in continuo movimento e, con la pausa forzata di questo mese di aprile, i capoccia di tutto il Sistema si stanno dando da fare, per correre ai ripari allo scempio che abbiamo visto nei primi tre appuntamenti stagionali, soprattutto in qualifica al sabato. Sia chiaro che tutti i correttivi che ci metteranno sul piatto, altro non sono che “pezze a colori”, tappi per marginalizzare la falla che ormai si è creata. Questa F1 cosi com’è stata concepita è insanabile e, l’unico vero rimedio a tutto questo è resettare tutto l’intero Sistema. Per ovvie ragioni questo non accadrà mai ed anzi, Liberty Media fa sapere che il vero intervento sul quale operare è appunto al sabato, perché le gare cosi come sono, “al pubblico piacciono”. Addirittura il buon Tombazis afferma (fonte Autoracer.it) che: “Non è che stiamo discutendo di una riscrittura completa. Riteniamo che il paziente non sia in terapia intensiva, il paziente ha solo bisogno di mangiare qualche mela al giorno; non di subire un intervento a cuore aperto”. Vorrei poter dire al Direttore delle monoposto della FIA che ha ragione e, che l’attuale F1 non è da considerare in terapia intensiva, perché è definitivamente morta!

In questo mese di Aprile ci saranno tre incontri, ognuno propedeutico all’altro al fine di proporre, discutere e quindi decidere quali correttivi apportare in modo da “guarire il paziente”, questo se mi riferissi alle parole di Tombazis mentre, se dovessi seguire il mio ragionamento, i correttivi dovrebbero servire a resuscitare il morto. Con un regolamento pensato male e, applicato nel peggiore dei modi, l’unico intervento possibile che si possa attuare è sull’ERS o motore elettrico visto e considerato che l’ICE, cioè quello endotermico, non può essere toccato. In questo ragionamento è bene sottolineare che l’intervento non si basa esclusivamente sull’abbassamento della potenza elettrica, visto e considerato che i fattori che intervengono in questo complesso sistema di propulsione sono molteplici e, uno di questi che è di sicuro fondamentale, è la velocità di ricarica della stessa batteria. Infatti l’equilibrio da ricercare, per porre un rimedio alle tragedie chiamate “super clipping” e “lift&cost” soprattutto in qualifica, sono molte delicate a maggior ragione se poi si andranno ad intaccare gli interessi di questo o di quel motorista.

Infatti il dubbio maggiore che avvolge questi meeting, suddiviso in tre appuntamenti, è la politica da parte di chi ha voluto (o dovrei dire imposto?) questo regolamento e, che bisognerà vedere se sarà favorevole ad accettare determinate condizioni di ridimensionamento per il bene dello sport motoristico della massima serie… o almeno di quello che ne rimane. Infatti dobbiamo ricordare e sottolineare, che sebbene questo regolamento sia stato voluto da Mercedes e Audi in primis, con quest’ultima che ha imposto il ban dell’MGU-H, in quanto gli altri team avrebbero avuto troppo vantaggio in termini di Know – How, è anche vero che chi comanda la baracca (non solo in termini di classifica) è proprio Mercedes e, quindi bisognerà capire quanto sarà disposta a cedere. Una cosa è chiara e cioè che il vantaggio della stessa Mercedes non risiede nell’ERS quanto proprio nell’ICE, che è un ossimoro visto che il motore elettrico dovrebbe essere il fiore all’occhiello di questa F1 sempre più verde, quindi sono sicuro che qualunque sia la pezza per tappare il buco, non dovrebbe cambiare nulla; almeno nell’immediato.

Infatti correttivi a parte, nella ripresa del campionato (anche se l’ultima volta ho detto che il mondiale inizierà proprio da Miami) interverrà l’ADUO, permettendo cosi a chi sta indietro di poter recuperare potenza, pardon efficienza, sul motore più prestazionale che è ovviamente Mercedes. Ferrari sicuramente, ormai è il segreto di Pulcinella, rientrerà nel famoso 2% di gap e quindi per fine estate potrà portare le sue migliorie al motore. Fine estate perché ovviamente non è che ti inventi un motore dall’oggi al domani, a meno che non ci stai già lavorando sopra, prendendoti il rischio di sforare il budget cap: infatti caso mai la Rossa non rientrasse nell’ADUO rischierebbe non poco in termini economici e quindi in multe da pagare.

PERCHE’ FERRARI NON VINCERA’ IL MONDIALE

La settimana scorsa ho spiegato le ragioni (sperando di sbagliarmi) sul perché Antonelli non può vincere questo mondale e, allo stesso modo sperando sempre di sbagliarmi, spiegherò perché nemmeno la Rossa vedrà il mondiale se non con il binocolo. Le ragioni sono tre a mio giudizio ovvero mentale, storico e, concorrenziale.

Mentale

Cosa ci fa la Ferrari a caccia dell’ADUO? Dovrebbe essere le Rossa a far rientrare in questo dannato sistema “livella prestazioni” (leggi ADUO) gli altri e non il contrario. Maranello ha puntato tutto su questo regolamento, tanto da sacrificare una squadra nel 2022 e, ben tre lunghi anni (dal 2023 al 2025), senza contare che ha fatto scappare non pochi ingegneri di valore in  favore di una francesizzazione di via dell’Abetone, tanto che ora in Gestione Sportiva preferiscono dire “Maranellò”! Nella settimana scorsa mi sono imbattuto nelle immagini del GP d’Italia dell’anno scorso, dove Ferrari nemmeno il podio ha raggiunto e, senza vergogna alcuna, Vasseur dal muretto box lanciava ad una folla giubilante (quindi correi tanto quanto la Scuderia stessa), cappellini del Team manco avesse dominato il weekend! Davvero Ferrari crede di raggiungere un obiettivo solido con questo tipo di mentalità, in luogo del quale si celebra la mediocrità?

Storico

Questo è l’aspetto più importante e che condanna tutta la Gestione Sportiva. Purtroppo è storicamente accertato infatti che quando inizia una nuova fase del mondiale, dov’è quindi necessario spingere con gli sviluppi, Ferrari si perde tra una curva e l’altra di ogni singolo circuito che affronta. Mai come quest’anno azzeccare gli sviluppi sarà determinante, perché con la mole di aggiustamenti che si possono e si devono fare, considerando che è tutto nuovo le migliorie possono rendere una monoposto più veloce non di qualche decimo, bensì anche di più di un secondo (per la fine dell’anno si capisce)! Questa Ferrari è nelle mani di Serra (o Serrà?) e si vede, perché ad essere sinceri la SF-26 è anche monoposto da studiare visto che al momento ha sfoggiato un gran bel telaio ed una meccanica salva gomme non indifferente, solo che questo già non basta più e, da Miami la Rossa dovrà essere completamente nuova perché gli altri di certo non sono stati a guardare. Questo è il momento della verità per la Ferrari di Vasseur e, come detto poc’anzi, la storia va contro a tutto il team (soprattutto questo) e, vedendo una Rossa già in affanno al terzo appuntamento stagionale, su una pista vera come quella di Suzuka, di certo non c’è da stare sereni. Questo ci porta immediatamente al terzo motivo, per cui la Ferrari non vincerà il mondiale quest’anno.

Concorrenza

Detto che Mercedes è il riferimento assoluto al momento e, vedremo se riuscirà a conservare questo vantaggio anche in Florida, vero è che per Ferrari in questo momento più che preoccuparsi di raggiungere Toto&Co. si dovrebbe iniziare a guardare le spalle da McLaren. Ho sempre affermato su queste righe che, nonostante il cambio regolamentare, era impossibile che i papaya sarebbero spariti visto l’orgia di tecnici di altissimo profillo che hanno in squadra. La forza di McLaren allo stato attuale non è tanto nei nomi altisonanti che hanno a disposizione, quanto la sinergia che c’è tra tutte le teste che lavorano li dentro. Cosa che è esattamente l’opposto di Aston Martin, la quale ha nomi di grido pesantissimi solo che evidentemente non riescono a sincronizzarsi all’unisono e, prima che ci riescono dovrà passare ancora del tempo… per sfortuna di Alonso. Allo stato attuale la McLaren è riuscita a completare solamente un GP su tre e per poco non lo vinceva anche! Inutile girarci attorno dunque, la principale rivale della Rossa in questo momento è più McLaren che Mercedes e, a mio giudizio la concorrenza sarà spietata nei prossimi appuntamenti. Questo sia perché montano il motore più efficiente del lotto, che stanno iniziando a capire come funziona (!), sia perché la squadra di Stella già in Giappone si è presentata dimagrita non poco e, la riduzione di peso al momento gioca un ruolo fondamentale. Cosa porteranno a Miami (luogo nel quale nel non troppo lontano 2024 portarono un pacchetto da mezzo secondo al giro, tanto da giocarsi il mondiale in seguito) dunque?

Spezzando una lancia a favore di Ferrari, a detta di alcuni esperti, i Rossi sembrano tranquilli e molto sicuri di se tanto che questo dovrebbe far preoccupare gli avversari. Personalmente me lo auguro solo che di questi annunci, in questi diciannove anni di magra, ne ho già viste troppi, quindi me ne tengo alla larga e preferisco aspettare l’inizio del mondiale, cioè a Miami, per cercare di capire se ho ragion o torto.

Vito Quaranta