LE NON PAGELLE DI MONTREAL 2024

Dopo le equilibratissime sfide di Miami, Imola e Montecarlo, Montreal era molto attesa perché in un circuito più “tradizionale” i rapporti di forza tra le scuderie in lotta per il mondiale sarebbero stati giudicati assai indicativi per il resto della stagione.

Inoltre, data la sua conformazione e il consueto meteo ballerino, il GP del Canada prometteva di essere tutt’altro che la noiosa carovana di Montecarlo.

Ebbene, se la prima aspettativa è stata condita da un paio di grosse sorprese la seconda invece è stata ampiamente confermata.

Infatti, Ferrari e Mercedes sembra che si siano scambiate i ruoli rispetto agli ultimi GP. Sorprende in particolare Mercedes che sfodera performance eccellenti tanto in qualifica quanto in gara il che, visto il loro curriculum di questa stagione, non solo non era atteso ma sembrava anche ai limiti dell’impossibile viste le caratteristiche che sino a qui la vettura aveva mostrato. Un tracciato (quasi) stop&go come quello di Montreal, infatti, non pareva assolutamente adatto ad una vettura che dei problemi di trazione in uscita e della tenuta sui rettilinei ha fatto il suo maggior cruccio in questa stagione. Non so, onestamente, se qui in Canada abbiano portato qualcosa di simile ai major upgrade fatti da McLaren e Ferrari negli scorsi GP e non credo che il meteo ballerino abbia influenzato positivamente le loro prestazioni, anzi ne avrebbe dovuto aggravare i difetti, ma che abbiano modificato qualcosa di importante pare piuttosto evidente. Se, invece, a far la differenza fosse stata qualche misteriosa ma azzeccatissima combinazione di set up particolarmente adatto a Montreal lo vedremo subito a Barcellona, casomai rientrassero nei ranghi. Infine, come ultima ipotesi, mi lancio nell’iperuranio dei complottismi da bar e azzardo un qualche aggancio alle impostazioni della McLaren (power-unit e non solo) che a seguito dei CdA di Stoccarda può essersi trovata volente o nolente a condividere qualche dato. Ma poco importa perché l’arrivo ai piani alti di Lewis e George non può far altro che infiammare ulteriormente un campionato che fino a tre GP fa sembrava già deciso.

Sarebbe tutto bello se non fosse che in modo radicalmente speculare a Mercedes, Ferrari si è ritrovata in modo inaspettato ad arrancare e metà gruppo (e oltre!). Cosa sarà successo? Alcuni azzardano il meteo: le temperature piuttosto basse del week end, unitamente alla conformazione del circuito canadese che non prevede curvoni che scaldino le gomme in modo, per così dire, naturale, non avrebbero consentito alla SF-24 di farle lavorare come avrebbero dovuto. In pratica, la Ferrari ha risolto talmente tanto il problema mangia-gomme che l’ha attanagliata nelle ultime stagioni che ora, se non ci sono almeno 35° gradi, non le consuma proprio: troppa grazia! Può essere tutto ma se è vero che il layout di Montreal non è di quelli più adatti a chi lavora sulle gomme in questo modo è anche vero che è di quelli, dicunt, più adatti alle caratteristiche della vettura viste nelle ultime gare. Infine, 1 secondo di distacco in qualifica e 1.5 sec (per non dire di più) di distacco nel ritmo in gara dai primi mi paiono veramente troppo considerando, per la gara, che sia Charles che Carlos non sono piloti, come dire?, “idrofobici” e pur senza essere Senna o Schumacher sotto la pioggia si sono sempre ben comportati. In gara CLC pare abbia avuto grossi problemi alla power-unit ma non è che Carlos, che ne era apparentemente scevro, andasse così più veloce, anzi! Quindi? L’ipotesi più probabile che mi viene in mente è che ci sia stato un macroscopico errore di setup che non sono stati capaci di correggere in corso d’opera. Oppure avevano rilevato qualcosa sulle PU e hanno messo mappature conservative per cercare di evitare problemi il che potrebbe spiegare sia la fiacca prestazione in qualifica che il problema avuto in gara da Leclerc. Ovviamente, in mancanza di dati precisi, si possono solo fare delle ipotesi, anche le più strampalate, che difficilmente verranno smentite o confermate. Ed è giusto così: i panni sporchi si lavano in famiglia.

La gara, invece, è stata assai appassionante, con peripezie varie, diverse scelte strategiche, ed errori (un po’ troppi a dir il vero) che ne hanno reso incerto l’esito sino alla fine. Montreal viene promossa anche quest’anno.

E i piloti? Come si sono comportati in questo week end così complicato?

Inutile dire che il migliore, e di gran lunga, è stato proprio lui

MAX VERSTAPPEN

È strabiliante vedere come un pilota del suo calibro riesca a decidere un Gran Premio in cui era evidente che il suo mezzo era seconda se non addirittura terza forza con la sola forza della sua classe. Già, perché non può esserci il minimo dubbio che il maggior contributo a questa vittoria di Montreal venga dalla capacità di Max di aver gestito in modo eccezionale tutti i momenti critici del week end. A cominciare dalle qualifiche che vedono il povero Checo incapace persino di passare la tagliola del Q1 e lui, invece, riuscire a tirar fuori tutto il possibile da una RB 20 in evidente affanno su questa pista. L’1.12’’000 siglato in Q3 è probabilmente il crono migliore che la vettura potesse fare e lui l’ha fatto. La curiosa coincidenza con il tempo di Russell lo relega al secondo posto in griglia perché realizzato dopo quello dell’alfiere Mercedes ma ci fa sorridere. La partenza assai difficile sotto la pioggia non lo vede titubare e si piazza comodamente dietro a Russell. Lo pressa senza troppa foga perché il ritmo tenuto dai due si è inizialmente rivelato nettamente migliore di quello degli inseguitori. Quando poi Norris rinviene Max decide di passare all’azione ma al diciassettesimo giro si accorge che l’asfalto non è ancora maturo per consentire attacchi, soprattutto a chi, come l’incredulo Giorgino di questo week end, sa che questa potrebbe essere l’unica occasione di vittoria in tutta la stagione e che quindi potrebbe esser pure disposto a fare pericoloso ostruzionismo. Sono già un paio d’anni che vediamo Max così maturo nel valutare queste situazioni: ecco l’ennesima conferma. Ad ogni modo al giro 17 compie il suo unico errore in gara, in cui decide di dare una ritoccatina al manto erboso all’esterno di curva 1: evidentemente non apprezza il lavoro dei giardinieri di Montreal! Che Lando in quella fase fosse nettamente più veloce lo capisce a sue spese qualche giro dopo quando deve arrendersi al sorpasso in rettilineo. Che fosse con le antenne alzate lo si vede quando poco dopo Russell va lungo alla chicane prima del rettilineo dopo aver maldestramente tentato di resistere a Lando e lui è lestissimo ad approfittarne. Al giro 25 Sargeant va a muro e entra la Safety Car. La conseguente stupidaggine colossale del box McLaren gli restituisce la prima posizione. Gestisce perfettamente il passaggio dalle INTER alle SLICK e non molla una virgola fino alla fine, compresa la SC nel finale a cui risponde con una ripartenza da manuale. Come accennato poc’anzi, in diverse fasi della gara, per quanto magistralmente condotta, la sua non era affatto la vettura più veloce in pista ma dietro di lui hanno tutti commesso un numero troppo alto di errori ed errorini che non hanno mai consentito un riavvicinamento. Si vince anche così, di bravura e bravo, Max, lo è stato alla grande. Che gli vuoi dire?

NORRIS

Bene Lando, ma non benissimo. Per quanto ottima sia la seconda posizione finale è chiaro che insieme a Russell è il pilota che ha più da rimproverarsi in questo week end. Dapprima la qualifica: la McLaren era, sia pur di poco, la vettura più veloce in tutte le condizioni ma lui non riesce ad andare oltre la terza posizione. Si toglie la soddisfazione di partire davanti a Piastri dopo qualche GP in cui non ci riusciva ma non basta per dirsi soddisfatti al 100%. In gara, nei primi 10 giri, è clamorosamente più lento di George e Max. Troppo cauto? Quando decide di spingere ha un ritmo di 1.5 secondi migliore di chiunque e li sorpassa agevolmente dopo aver azzerato il distacco di circa 10 secondi in pochi giri. Bene? Non saprei. Se fosse rimasto a poca distanza da Max avrebbe conquistato la testa della corsa molto prima e forse non avrebbe avuto il tentennamento che ha avuto in occasione della SC di Sargeant al 25° giro. Fatto sta che l’errore è macroscopico e si ritrova ad inseguire. Che la decisione di non entrare subito sia stata sua o del team poco importa. Al giro 42 va lungo alla 1, disturba Russell finendo entrambi per staccarsi ulteriormente da Max. Più tardi, nel passaggio alle slick, viene commesso un ulteriore errore. Quando Max e George pittano lui, giustamente, decide di star fuori per fare un overcut che, se riuscito, avrebbe potuto essere il punto vincente della gara. Ma invece di stare fuori un solo giro rimane fuori per due giri e mentre nel primo giro di overcut risulta chiaro che ha azzerato lo svantaggio e cambiato di segno al distacco, nel secondo Max gli recupera praticamente tutto. Fatto sta che all’uscita dal pit quasi si gira nel disperato tentativo di evitare il sorpasso di Max. Non contento poco dopo fa un errore al tornantino e viene superato da Russell.  Per sua fortuna quest’ultimo restituisce il favore poco dopo. Alla ripartenza dopo l’ultima SC non riesce a tenere il ritmo di Max e dietro viene protetto da Piastri che ingaggia duramente Russell. Secondo posto dolce-amaro dunque. Dovrà assolutamente rifarsi.

RUSSELL

Il week end canadese è dolce-amaro anche per Giorgino. Nessuno avrebbe mai potuto pronosticarlo in pole position fino a un minuto prima dell’inizio delle qualifiche quindi il risultato è strabiliante. Bravo! anzi Bravissimo!! (tra l’altro il crono in Q3 è stato fatto con rosse usate) In gara parte bene e continua meglio per una ventina di giri. Poi guida malissimo in occasione del sorpasso subito da Norris al 21° giro. Dapprima gli concede la scia asciutta nel rettilineo (ma perché?!) e poi va lungo come un rookie qualsiasi alla chicane facendosi quindi superare da Max senza poter opporre alcuna resistenza. Da lì in avanti la sua corsa è assai affannosa e pur mostrando numeri notevolissimi commette errorini qui e là che gli impediscono di poter contendere la prima posizione. Grave, in particolare, l’errore commesso al 51° giro che consente all’altrettanto “falloso” Norris di prendersi la seconda posizione. Nel finale, con gomme fresche, prova a riprendersi il podio con troppa foga su Piastri che lo aggancia alla chicane prima dell’arrivo e quasi rischia il patatrac finendo per perdere la posizione anche da Hamilton. Si riprende da par suo e riagguanta con decisione il podio grazie ad un sorpasso di eccellente fattura (finalmente!) proprio su Hamilton a due giri dalla fine. Bene, anzi benissimo!, ma troppi errorini, troppa foga quando non serviva e tanto, tanto rammarico. Certo, non era facile in quanto la situazione in cui si è ritrovato era totalmente inedita ma lui per primo non sa se la scintillante Mercedes vista a Montreal potrà ripetersi a questi livelli nei prossimi circuiti e avrebbe dovuto fare come fece in Brasile 2022, nell’unica occasione per vincere avuta in quella stagione. Staremo a vedere se la Mercedes ha davvero fatto un salto in avanti oppure è stata una fiammata. Se così fosse il buon George non può più permettersi queste incertezze anche perché non mi pare che Toto sia così tranquillo… A buon intenditor!

HAMILTON

Nonostante l’ottima e alla vigilia totalmente insperata quarta posizione finale il buon Lewis ha ancora più da recriminare del suo compagno di squadra. Il che, inevitabilmente, lo porta ad un voto più basso di quello di George. La ragione sta innanzitutto nel non aver saputo quantomeno replicare le performance di George in qualifica: con quella Mercedes doveva assolutamente occupare una delle prime due file ed invece è dovuto partire dalla settima posizione in griglia. Di più: passa tutta la prima parte del GP dietro al molto più lento Alonso senza cercare mai un vero attacco e, anzi, commettendo anche qualche errore di troppo tant’è che prima della SC il suo distacco dalla testa era misurabile in più di venti secondi. Tra la SC e la transizione da inter a slick si comporta bene ma quando stava per contestare il podio a chi gli stava davanti commette un ulteriore errore che lo rimanda indietro. Nel finale si trova quasi senza volerlo a combattere per il podio ma è proprio il ritorno di George a negarglielo. Per come è andata questa gara mi pare che non lo meritasse poi granché. Purtroppo questo week end ha dimostrato che Lewis non è più lo straordinario pilota visto in passato: la ghiottissima e inaspettata occasione di una Mercedes ultracompetitiva non è stata sfruttata in modo adeguato e mi spingerei persino a dire che la sua prestazione è stata pessima. Che la mossa di andare in Ferrari sia perlopiù una trovata pubblicitaria mi pare ormai assodato ma se qualcuno a Maranello pensa anche di avere qualcuno più competitivo di Sainz temo che dovrà cominciare a preoccuparsi, a meno che non dia l’ennesima svolta tecnica alla sua carriera. Però oggi non ci siamo caro Lewis, non ci siamo.

PIASTRI

Non saprei ma ho un po’ la sensazione che il buon Oscar, in Canada, abbia deciso di prendersi una piccola pausa. Pur andando bene per tutto il week end, infatti, non brilla tanto quanto Lando. In qualifica fa bene ma è dietro. In gara, pur in una condizione in cui aveva già abbondantemente brillato (vedi Belgio 2023 gara sprint), non appare mai convincente tanto quanto Lando. Forse troppo prudente, troppo attento a non commettere errori (che infatti non commette), non gira quasi mai nel ritmo di quelli che gli stavano intorno il che lo induce, alla fine e non a caso, ad accontentarsi della quinta posizione con l’unico sprazzo di combattività mostrato a Russell nel duello rusticano che li ha visti protagonisti a 5 giri dalla fine. Meglio archiviare in fretta, caro Oscar.

ALONSO

Se i segni dell’età stanno sporcando in modo assai evidente il finale di carriera di Lewis altrettanto non si può dire di Alonso il quale, per giunta, è pure più vecchio di Lewis! Aston Martin finalmente gli riconsegna un mezzo decente e l’asturiano lo piazza in terza fila a soli due decimi dalla pole. In gara non ne ha per stare con i primi ma gestisce alla grande tutti i momenti di difficoltà senza grossi patemi (e non commette errori!). Tiene dietro Hamilton con un certo agio e poi tutti gli altri nelle successive fasi di gara, comprese le SC e il passaggio da inter a slick, con la professionalità e caparbietà che gli conosciamo. Grandissimo!

STROLL

Onestamente? Vista la AM più competitiva di quanto ci si aspettava vista a Montreal e viste le condizioni meteo, a lui confacenti, che si sono presentate mi aspettavo uno Stroll più in palla. Invece le ha prese abbastanza sonoramente dall’attempato compagno di team e se Tsunoda alla fine non si fosse girato come un pollo avrebbe potuto anche perdere la settima posizione. Bene il risultato ma negativa la performance.

RICCIARDO

Il redivivo Daniel si trova a fare una qualifica strabiliante con un crono in Q3 a soli 178 millesimi dalla pole. Peccato per lui che in quei 178 millesimi c’erano ben tre piloti ma poco male: ottiene la migliore prestazione in qualifica dell’anno per la Racing Bulls o come cavolo si chiama (e rifila ben tre decimi al fin qui eccellente Tsunoda). Purtroppo per lui le ambizioni di un risultato di prestigio cominciano e finiscono nell’arco di poche curve. Al via ha un posizionamento non corretto che poi gli frutterà una decisiva penalità di 5 secondi. Non pago, scatta non benissimo e si fa infilare prima da Alonso e poi da Hamilton sprecando così l’ottima posizione in griglia. Di lì in avanti ha il pregio di non commettere errori il che, grazie agli errori degli altri (compreso quello decisivo di Tsunoda), lo riporta nelle posizioni che contano nel finale. Bene ma non benissimo.

GASLY – OCON

Punti insperati per l’Alpine che in una gara fa più punti che in tutte le altre svolte finora. Non ho molto da dire sui due francesi perché di fatto, a parte l’incidente in partenza tra Gasly e Perez, non sono stati molto inquadrati e poi la concitata azione delle prime posizioni non consentiva di guardare con attenzione quel che succedeva nelle retrovie. Se non erro c’è anche stato un duello tra loro nel finale che, visti i precedenti, avrà sicuramente fatto tremare i polsi alla dirigenza della squadra. Ocon decide di non fare l’…… Ocon! e non succede nulla di grave (anche grazie agli apprensivi team radio). Registriamo comunque che il leggero progresso Alpine visto nelle ultime gare pare confermato. Staremo a vedere.

NOTE DI MERITO

ALBON al 31° giro ha fatto un doppio sorpasso da annali! Sul lungo rettilineo prima dei box, infatti, ha superato Ricciardo in modo, per così dire, standard grazie a DRS ma subito dopo, prima della frenata della chicane si è trovato Ocon davanti. Ebbene cosa ha fatto? Ha sfruttato l’abbrivio per infilarsi all’interno di Ocon entrando nella chicane ed è riuscito in un controllo difficilissimo in frenata che è assolutamente da applausi a scena aperta. Assolutamente fantastico!

Come non elogiare, poi, la scelta delle Haas di partire con le RAIN in luogo delle INTER che avevano tutti gli altri? Quei primi giri di Magnussen, in particolare, sembravano irreali. Sembrava di assistere a Donington 93 o Barcellona 96 con il buon Kevin che sorpassa a dritta e a manca e in pochi giri si porta dal 14° al 4° (o 5°, non ricordo) posto in gara! Mossa assolutamente geniale di fronte alla quale mi tolgo il cappello. Che però…

NOTE DI DEMERITO

… è stata buttata al vento con scelte dissolute da parte del team. Con Magnussen incredibilmente a pochi secondi dal podio decidono di pittare all’ottavo giro perché ormai era evidente che le gomme rain non sarebbero durate. Tuttavia, pittando avrebbero avuto gomme più fresche e anche se il podio non sarebbe stato alla loro portata certamente lo era un piazzamento a punti di rilievo. Ebbene che accade quando Magnussen rientra ai box? I meccanici non sono pronti! Ridicolo! Errore di segno contrario viene fatto con Hulkenberg anche lui arrivato nelle posizioni che contano ma stavolta, invece di anticipare il pit lo ritardano e quando finalmente decidono di pittarlo è mestamente ultimo. Ma si può?! Male, malissimo!

Sargeant era inaspettatamente arrivato in Q2 (tra l’altro per la seconda volta consecutiva dopo Monaco) e mi aspettavo quantomeno una gara decente. E invece la SC che cambia l’assetto della corsa è inesorabilmente causata da lui con un errore tanto ingenuo quanto fatale per la sua gara. È l’ennesima volta che gli capita e se c’era bisogno di qualche ulteriore dimostrazione che non merita il volante di una Formula 1 questa è arrivata. Non so se in Williams abbiano già deciso la line-up per la prossima stagione ma con i nomi che rimangono liberi (Sainz in primis) non ci sarà sponsor capace di assicurargli il posto se continua così.

Di Perez c’è proprio bisogno di parlare? Meglio stendere il classico velo pietoso.

NOTE CHE NON TE LO SPIEGHI

Nell’introduzione ho cercato qualche causa della debacle Ferrari in questo week end. Ma tra un Leclerc lentissimo (per i suoi standard anche al netto del problema avuto) e un Sainz opaco e falloso (per i suoi standard) peggio di così non poteva andare.

Ci vediamo a Barcellona!

 

BASTIAN CONTRARIO: Dove osano le aquile

Quello che vediamo durante il weekend di gara mi sembra tutto un film e, a tal proposito, il cinema mi è sempre di ispirazione per le mie considerazioni post GP. L’atteggiamento remissivo e cauto della Ferrari di Vasseur, mi ha ricordato proprio il film (da cui il titolo di questo articolo) del 1968 di Brian G. Hutton, con un micidiale Richard Burton ed un glaciale Clint Eastwood, con la differenza che la Ferrari di Vasseur tutto ha fatto tranne che osare, per non parlare che domenica scorsa la Rossa, del nobile rapace, non aveva nulla dato che abbiamo rimediato una figura da polli. Diciamoci la verità, quindici giorni fa, dopo la scorpacciata di ostriche e champagne (mille euro a boccia come minimo altrimenti non sei a Monaco!) consumata grazie alla super prestazione della Rossa grazie ad un immenso LeClerc, magari qualcuno si era già illuso che saremmo stati protagonisti in ogni GP che ne sarebbe seguito. Eppure la F1 è (quasi) una scienza esatta, ed è risaputo che Monaco è pista a sé ed infatti in un Canada freddo e piovoso sono emersi (anche se Ferrari è letteralmente affondata), tutti i problemi cronici che affliggono la Rossa ogni qual volta si trova appunto su un circuito freddo, bagnato e riasfaltato… che poi è la stessa storia che abbiamo già visto in Giappone e, soprattutto, sette giorni dopo in Cina. Su una pista come quella del Montmelò non oso immaginare cosa succederà se ci sarà un diluvio, come quello del 1996 dove Schumacher colse la sua prima vittoria in rosso.

 

Prima di farci del male e pensare a cosa andrà storto in Spagna, sarebbe meglio cercare di soffermarci su cosa sia stato sbagliato domenica scorsa, visto e considerato che tutto quello che doveva succedere è purtroppo capitato e, questo fa ancora più male, considerando il risultato conseguito a Montecarlo. Premesso che quelle pazze condizioni meteo erano uguali per tutti, è anche vero che Ferrari non ha capito nulla e, sebbene in macchina sono i piloti a dover svolgere il “lavoro sporco”, a mio modesto giudizio questi ultimi non riesco a ritenerli responsabili di nulla visto che avevano un mezzo inguidabile e, addirittura, Charles era anche senza motore, come si suol dire. Purtroppo, in tutto questo marasma, chi veramente è stato manchevole è stata proprio la squadra che avrebbe dovuto prevenirli certi problemi o, comunque, marginalmente risolverli ed invece è rimasta inerte davanti l’ineluttabilità del problema (congenito) stesso che affligge la SF24. Visto che siamo in tema di problemi, è proprio nelle difficoltà che si vedono gli uomini e, purtroppo, la Ferrari di Vasseur ha mostrato il suo lato oscuro e cioè l’eccesso di cautela. Altro che le aquile devono osare, i Rossi sono stati letteralmente a guardare e terribilmente conservativi quando poi ormai si era capito che non c’era più nulla da perdere. Dire che proprio la Haas, in fase di partenza del GP, ha dimostrato il significato della parola “non abbiamo nulla da perdere”, essendo stata l’unica squadra sulla griglia di partenza a montare le full wet ed infatti, in un amen, Magnussen ha fatto dimenticare tutti i casini che ha combinato negli appuntamenti precedenti, riuscendo nella rimonta della sua vita. A tal proposito, considerando che le condizioni iniziali di gara erano totalmente bagnate e quindi, ogni monoposto che seguiva era allagata dagli spruzzi delle auto che precedevano, siamo davvero così sicuri che le nuove F1 che verranno dovranno montare i “parafanghi”? Perché non mi sembra che i piloti non siano riusciti a svolgere il loro mestiere. Questa è la F1, è sempre stata così e così sarà e per questo mi domando quanto veramente saranno utili i cosiddetti para spruzzi, che a mio avviso servono più ad acquietare l’altrui coscienza anziché servire realmente a risolvere il problema dello spray d’acqua generato dagli pneumatici. Ritornando a Ferrari, dov’era il loro osare? Le avvisaglie di questo atteggiamento cautelativo e remissivo lo abbiamo avuto proprio con il famoso pacchetto di aggiornamenti di Imola: non solo hanno aspettato l’appuntamento italiano (a differenza di McLaren che si è anticipata a Miami), immediatamente dopo fu proprio lo stesso Vasseur a buttare continuamente acqua sul fuoco per spegnere ogni tipo di aspettative. Mi verrebbe da chiedere al Team Principal francese cosa c’era da perdere domenica scorsa, visto e considerato che tutto quello che doveva essere perso è stato appunto perduto. Dopo la magra figura rimediata al sabato, a causa dei già citati cronici problemi della SF24 di portare in temperatura le gomme nel giro di qualifica, si era già capito che la gara sarebbe stata un calvario. Per quale motivo non hanno rischiato  o meglio osato con almeno uno dei due piloti qualcosa di diverso? Cosa c’era da perdere ormai? Davvero si crede di avere un atteggiamento del genere per puntare a vincere qualcosa? Red Bull in gara era palesemente seconda forza con una McLaren (ormai si è capito che è la Scuderia con la quale confrontarsi almeno per il secondo posto nei costruttori) che ha dato non poco filo da torcere ai bibitari i quali, a loro volta, non si sono affatto persi d’animo (anche perché quando hai in macchina uno come Verstappen c’è ben poco da scoraggiarsi!) ed infatti hanno approfittato di tutto quello che gli avversari hanno lasciato per strada e McLaren, per strada, ci ha lasciato la vittoria! Se la Ferrari di Vasseur crede di poter vincere, contro un pacchetto completo quale è Red Bull, con la cautela allora è meglio che aspetti tempi migliori dove magari avranno una monoposto da un secondo al giro più veloce rispetto alla concorrenza… solo che così tutti sanno vincere suppongo.  Mi rendo conto che Charles, purtroppo, era stato frustrato dalla mancanza di potenza dalla sua power unit, vero è che c’era Sainz che apparentemente di questi problemi non ne soffriva e le occasioni di osare e usare le slick ci sono state eccome… era palese. La frittata non si può cucinare se non si rompono le uova e, sebbene questa sia una ovvietà spicciola, è anche vero che l’attuale Ferrari di Vasseur soffre in maniera atavica di ansia da prestazioni eppure mi chiedo… questa attuale politica dove ci ha portati? Un doppio ritiro che prima che una punizione è stata una vera e propria umiliazione, a maggior ragione che quest’onta è seguita dopo il trionfo di Monaco.

 

A mio giudizio, se proprio bisogna perdere, preferisco che si venda la pelle lottando perché credo che nessuno avrebbe avuto nulla da ridire se il doppio ritiro fosse avvenuto dopo averle provate tutte per rimontare da quelle tristi posizioni, che decisamente non competono a questa squadra, non dopo quello che ha dimostrato fino ad ora. Purtroppo i “dobbiamo capire ed analizzare” di monsieur Vasseur non convincono e nemmeno lasciano presagire qualcosa di buono per il futuro (lo stesso Charles ha detto che non è positivo cambiare motore ogni volta…), ecco perché la reazione deve essere forte ed immediata. Rimango convinto del fatto che pensare a puntare al titolo costruttori non solo non è follia, bensì deve essere un dovere, sia per il nome che la squadra porta e sia perché oggettivamente, considerando quello che stiamo vedendo gara per gara, il traguardo è fattibile. Quanto visto a Montreal è sicuramente un episodio, frutto delle circostanze che sono state trovate nel weekend di gara, vero è che queste suddette circostanze non saranno sempre così (mi auguro!) e, considerando come già detto che c’è McLaren che ruba punti pesanti alla Red Bull, Perez che si è praticamente perso e, che ora anche Mercedes stia trovando il bandolo della matassa (la Spagna dirà se quanto visto domenica scorsa è stato solamente un caso oppure no), ecco che mi sembra logico pensare che non è una chimera puntare al colpaccio. Certo questo obiettivo può essere perseguito solo se si cambia atteggiamento e questo deve essere fatto gara per gara, evitando di pensare alle brutte figure che si possono rimediare, anche perché come visto, alla fine comunque si arriva al risultato che non si vuole ottenere e cioè la magra figura appunto! Dio odia i vigliacchi, allora è giunto anche il tempo di osare, a maggior ragione che questa Ferrari è comunque competitiva. Se la Rossa di Vasseur dismetterà l’atteggiamento cauto che ha mostrato sino ad ora ed oserà proprio come le aquile dell’omonimo film, allora forse vedremo una Ferrari che inizierà a fare anche paura e, di conseguenza, indurrà all’errore i diretti avversari, a cominciare proprio dalla sprecona McLaren e magari alla non più dominante Red Bull.

Vito Quaranta

VERSTAPPEN 6 DI 21 IN CANADA’. FERRARI DALLE STELLE ALLE STALLE.

In Canadà piove. Niente di nuovo. Ma 3 giorni di tempo quasi da lupi era un po’ che non si vedevano in occasione del GP.

Sarà il tempo, sarà quel che sarà, fatto sta che nelle qualifiche disputate con la costante minaccia della pioggia, mai concretizzatasi, davanti è ritornata la Mercedes, con Russell che la piazza in pole a pari tempo con Verstappen. Per le Ferrari, dopo il trionfo di Montecarlo, è notte fonda, con entrambi i piloti relegati in sesta fila e Leclerc arrabbiatissimo.

La pioggia arriva la domenica, e anche tanta. Le macchine vanno in griglia con la pista fradicia, e l’asfalto freddissimo. Gomme intermedie per tutti, tranne le due Haas che azzardano la gomma full wet.

Partenza tranquilla, e 9 team su 10 temono di avere sbagliato. La pista è molto più bagnata del previsto, e questo, ovviamente, agevola Magnussen e Hulkenberg che rimontano rapidamente.

Ma la cuccagna per loro dura solo 6 giri, perchè poi la pista inizia ad asciugarsi, e spunta pure il sole. Magnussen si ferma ma il suo box non è pronto con le gomme intermedie, vanificando il buon lavoro fatto fino a quel momento.

Davanti Russell guida le operazioni con un vantaggio di due secondi e mezzo su Verstappen. Continuano i problemi per la Ferrari, con Leclerc decimo in difficoltà con il motore, e Sainz ancora più indietro in difficoltà forse con se stesso.

Al giro 15, Max è attaccato agli scarichi dell’inglese, che inizia a lamentarsi del consumo delle gomme intermedie. Dietro di loro, Norris si avvicina velocemente. Si aspetta nuovamente la pioggia, e tutti cercano di farle durare il più possibile, passando sulla parte bagnata della pista nei rettilinei.

Al giro 16, Verstappen va lungo alla prima curva, e si ritrova così Norris sulla coda. Bastano 5 giri all’inglese della McLaren per sopravanzarlo senza pietà, grazie anche al DRS. E al giro successivo è il turno di Russell, che va pure lungo e si fa passare anche da Max.

Le McLaren volano. Norris distanzia Verstappen di 5 secondi, mentre Piastri ha raggiunto George.

Al giro 25, Sargeant si gira in punto pericoloso e spegne l’auto. Viene attivata la Safety Car. Ne approfittano Verstappen, Russell e Piastri per cambiare le gomme, e tutti decidono di  continuare con gomma intermedia. Al giro successivo entra anche Norris, ma si deve accodare a Russell, in terza posizione.

Al giro 29, Leclerc entra per un reset e monta le slick. Al giro successivo rientra la Safety Car. E ricomincia a piovere. E pure forte. A Charles viene detto di rimanere fuori perchè la pioggia durerà solo due giri. Ma, ovviamente, la macchina non sta in strada, e il monegasco è costretto a rientrare per rimontare le gomme da bagnato. Nel frattempo, il problema al motore si è risolto.

Lo scroscio dura poco, e la pista si asciuga velocemente. Il primo a fermarsi, al giro 44 è Hamilton, seguito da Piastri, Russell e Verstappen al giro successivo. Norris resta fuori qualche altro giro, ma l’azzardo non paga, perchè non solo non riesce a stare davanti a Max, ma, con le gomme non in temperatura, perde subito 4 secondi e poi, anche la posizione su Russell. Il quale commette un errore subito dopo, e Lando si riprende la seconda posizione.

Al giro 53, nella stessa curva perdono il controllo dell’auto sia Perez che Sainz. Quest’ultimo viene urtato anche da Albon. Tutti e 3 sono costretti al ritiro, con quest’ultimo che lascia la macchina in pista, ed esce nuovamente la Safety Car. Le due Mercedes ne approfittano per montare gomme nuove.

La gara riparte quando mancano 12 giri alla fine. Max scappa via e si porta subito fuori dalla zona DRS. Al giro 64 Russell attacca Piastri, che tiene duro. I due si toccano, e ad avere la peggio è l’inglese, che taglia l’ultima chicane e perde la posizione pure nei confronti del compagno di squadra. Al quale il sorpasso sull’australiano riesce senza problemi. Salvo poi farsi superare nuovamente da George qualche giro dopo.

Finisce così con Verstappen meritatissimo vincitore, davanti a Norris, che ha più di un motivo per recriminare, Russell (idem), Hamilton, Piastri, Alonso, Stroll, Ricciardo, Gasly e Ocon.

Fra due settimane si va sulla pista che “se si va bene lì si va bene ovunque”. Vedremo se la RB20 è quella di inizio stagione o quella di Monaco, e se la SF-24 è quella di Monaco o quella di oggi.

P.S. E’ evidente che per la Red Bull qualcosa sia cambiato da Imola. Lo dice la posizione di Perez, mai così costantemente in basso, nonchè il fatto che oggi  Max la vittoria se la è dovuta sudare (e sono sicuro che si sia divertito molto più del solito). Si vocifera di qualcosa che è stato fatto cambiare a Miami dalla FIA. Ma da Miami non c’è più nemmeno Newey ai box. Sicuramente entrambe le cose non c’entrano niente.

P.S. 2 Dopo il disastro ferrarista in qualifica, la voce principale di Sky non la finiva più di ripetere “in gara sarà un’altra storia, ne sono sicuro”. Infatti… 

P.S. 3 Chissà se a Sky fanno, ogni tanto, qualche sondaggio sulla qualità del loro commento percepita dagli utenti.

P.S. 4 Analogamente al commentatore di Sky, su siti molto quotati dopo Monaco si è iniziato a leggere che la Ferrari può legittimamente aspirare al titolo costruttori. Infatti..

P.S. 5 La scorsa settimana pare ci sia stato un CDA Mercedes…

P.S. 6 La conferma di Perez per due anni avrà sicuramente qualche spiegazione… così come ce l’ha quella di Tsunoda, destinato ad invecchiare in Toro Rosso.

P.S. 7 Quello che non ha una spiegazione è il fatto che piloti come Lawson, Bearman, Doohan siano costretti ad invecchiare davanti ad un monitor nei box.

P.S.8 Curioso sentire i piloti che si lamentano della visibilità mentre uno di loro guadagna una decina di posizioni in 2 giri. Ma “quello è matto” (cit.).

P.S. 9 Vive la France (questa volta per i due condottieri, uno della Francia e l’altro della Ferrari).

 

F1 2024 – GRAN PREMIO DEL CANADA

Come al solito, anche se questa volta forse c’e’ piu’ di un fondato motivo che lo giustifica, dopo ogni vittoria Ferrari ottenuta senza colpi di fortuna o altro, si scatena una insana euforia che porta in tanti a pensare cose in divenire che molto spesso scompaiono come neve al sole.

Con questo spirito ci si approssima al Gp del Canada, sulla pista dedicata a Gilles Villeneuve, tutti in attesa di una Ferrari pronta a bissare il successo di Monaco.

Basta davvero una serie di buone prestazioni per giustificare tutto questo ardimento? Da una parte c’e’ una Ferrari oggettivamente nella versione migliore da tempo a questo parte, dall’altra una Red Bull che, dall’addio formale ma non effettivo di Newey sembra aver smarrito quel vantaggio competitivo visto fino a poche settimane fa.

immagine da gpblog.com

I media cavalcano alla grande la situazione, vogliono un campionato riaperto e lottato e amplificano quelle che al momento sono solo sensazioni, mezze verita’, piccoli bluff.

La cosa davvero certa e’ che sia McLaren, l’altra nobile decaduta, che Ferrari si sono avvicinati alle prestazioni della RB20, con il risultato che ormai stare davanti a Perez non rappresenta neanche piu’ una sorpresa. Solo Verstappen e i suoi fedelissimi restano a difendere il fortino che sembrava un corazzata invincibile e si ritrova adesso con i nemici a distanza ravvicinata. La pista fara’ capire se questa distanza e’ reale o artefatta e la pista canadese sembra essere il primo vero banco di prova molto impegnativo per gli austriaci.

Una pista con asfalto rinnovato, cordoli alti e la reintroduzione dell’erba nella via di fuga delle curve 8 e 9. La RB20 ritrovera’ quei cordoli alti che tanto l’hanno fatta soffrire a Monaco oltre ad un asfalto rifatto ma comunque sconnesso, tipico dei tracciati cittadini.

immagine da total-motorsport.com

Presto per darla automaticamente in difficolta’ ma di sicuro sara’ sotto l’occhio degli addetti ai lavori. D’altro canto non sono tutte rose e fiori per Ferrari che ritrova tutta una serie di curve medio lente che sono state un po’ il punto debole di questo inizio di campionato. Si punta sull’ottimo grip meccanico implementato per risolvere il problema ma sara’ la pista a giudicare se sara’ sufficiente o meno.

In Ferrari, al solito, puntano molto sul lavoro fatto al simulatore per arrivare gia’ pronti alle prime prove libere e compiere solo il ‘fine tuning’ prima delle qualifiche del sabato. Potrebbero esserci le condizioni per un clamoroso bis dopo la vittoria di Monaco ma e’ tutto da verificare.

Anche McLaren arriva con grosse aspettative, considerando la buona prova di Monaco e l’ottim trend di crescita delle ultime gare. Le dichiarazioni dei team principal variano dal maniavantismo markiano (non siamo i favoriti), allo spirito volenteroso vasseuriano (siamo vicini, dobbiano colmare il gap), la fiducia wolffiana (stiamo crescendo , siamo fiduciosi), insomma ognuno se la canta e se la suona come al solito, in attesa che la pista emetta i suoi verdetti.

immagine da funoanalisitecnica.com

Oltre al nuovo asfalto anche il meteo potrebbe giocare un ruolo chiave dato che sono attesi temporali nel weekend di gara, mentre Pirelli portera’ le mescole piu’ morbide a disposizione, fattore che potrebbe rivelarsi delicato nella gestione delle gomme posteriori, particolarmente sollecitate a Montreal date le numerose ripartenze da curve medio lente.

In definitiva, grossa attesa per questo appuntamento canadese, non fosse altro per quell’aria di ‘fine della tirannia’ imposta dal duo Red Bull/Verstappen. Anche le classifiche di entrambi i campionati alimentano questa speranza, anche se il ribaltone sembra piu’ facile nel campionato costruttori che in quello piloti.

In ogni caso sara’ interessante vedere se Ferrari e McLaren avranno compiuto un altro step nell’avvicinamento alle prestazioni Red Bull, ma guai a dare per spacciato il vero fattore della scuderia austriaca, Max Verstappen.

In conclusione due notizie, entrambe riguardanti Alpine. La prima e’ bella, Ocon a fine anno lascia la scuderia dopo i fatti di Monaco. Alpine l’avrebbe lasciato a casa fin da subito ma ha voluto evitare beghe legali. In ogni caso non penso che ne sentiremo la mancanza. La notizia brutta e’ il ritorno del ‘bandito’ (scegliete voi l’accezione che preferite) Briatore come supervisor del team Alpine. Uno che in teoria era stato bandito dalla F1 dopo il Singapore gate che e’ di fatto costato il mondiale a Massa nel 2008, rientra con il benestare di Domenicali, che divento’ team principal ferrari proprio in quel 2008. Com’era quella massima sull’erba cattiva?

*immagine in evidenza da tripadvisor.com

Rocco Alessandro

MARC MARQUEZ È UFFICIALE: DUCATI LENOVO TEAM

VENI, VIDI, VICI.

Marc Marquez è ufficialmente un Pilota del Team Lenovo Ducati per il 2025 e 2026 ed affiancherà Bagnaia.

La giornata di lunedì è stata un fulmine a ciel sereno. Le voci si rincorrevano già da tempo, i segnali anche. Personalmente da metà aprile avevo avuto il sentore che qualcosa non quadrasse. L’annuncio molto presto del rinnovo di Bagnaia, il ritardo nell’annunciare un Martin così veloce ed oltretutto i “segnali stessi” che Martin lanciava nelle dichiarazioni e nei gesti. Il corpo non mente mai, nonostante la testa cerchi di aggirare le domande scomode.

https://x.com/FranckyHawk29/status/1784566074278547575?t=gsCvJD-lJdEF3Vp7QMe4jg&s=19

Sia Domenicali che Dall’Igna non vedevano l’ora di lavorare con Marc, dopo aver visto di cosa fosse capace (loro la telemetria la guardano, noi abbiamo la TV) e le dichiarazioni del CEO Ducati “fa alcune cose uniche nel suo genere e già Pecco Bagnaia sta studiando per impararle…” non lasciavano dubbi.

Gigi Dall’Igna d’altro canto ha ribadito più volte quanto il lavoro di Marc sia ottimo viste le differenze tra GP23 e GP24, visibili ad occhio nudo soprattutto in circuiti come Montmeló e Mugello.

Molti storceranno il naso, Marquez o lo ami o lo odi proprio come i grandissimi. Marquez è arrivato in punta di piedi, in un team clienti (avete mai visto un grandissimo farlo???) e con la moto dell’anno prima. Zitto ed in silenzio ha lavorato. Ha scalzato prima il Team Pramac Campione del Mondo 2023, poi il leader della attuale classifica Mondiale Jorge Martin ed infine uno dei due Piloti Factory. What else?

Sarà bello vedere una certa parte di stampa e di giornalisti come si schiererà dal prossimo anno. Ducati è il cavallo vincente adesso, non più quella che nascondeva la benzina nel telaio per qualche decimo in meno, a buon intenditore….

https://x.com/ducaticorse/status/1798271047793541221?t=WVFbrx8mTDC5BdzC3ipE4w&s=19

Francky

 

P.S. Valentino Rossi ed Jorge Lorenzo ci hanno tenuto incollati davvero alla TV. Sarà uno spasso anche stavolta.