L’università della Formula 1. Ma, forse, sarebbe più adeguato paragonarla all’esame di analisi 1 o, ancora meglio, meccanica razionale. Non sempre li passi al primo colpo, anzi, se te le li levi di torno al secondo sei comunque bravo.
E per Andrea da Casalecchio questa è la seconda volta. La prima non andò benissimo, mentre stavolta ha studiato bene. Il suo compagno, che due anni fa lo passò ma fu poi bocciato perchè aveva consegnato in ritardo, non è invece sicuro di essere preparato abbastanza. O, meglio, sostiene che non gli abbiano dato gli appunti giusti e, come suo solito, si lamenta.
E, così, l’italiano la piazza in pole, mentre l’inglese si ritrova in seconda fila alle prese con presunti problemi di potenza in rettilineo. Problemi che aveva anche Leclerc, che lo affianca, ma li ha risolti.
La partenza è la dimostrazione dell’assurdità di questo regolamento alla Mario Kart. Antonelli parte molto bene, ma nella discesa verso l’Eau Rouge Verstappen lo passa come se fosse fermo, salvo poi farsi sverniciare nel successivo rettilineo verso il Kemmel. E non è questione di scia, bensì di come viene usata l’energia. Tanto è vero che Leclerc ne passa tre e si ritrova secondo. Stesso discorso per Hamilton, che riesce a superare Russell. Quest’ultimo però frena tardissimo e lo ripassa in curva 5 all’esterno, ma invece di prendere l’interno della curva successiva, lo stringe e finisce nella ghiaia, terminando la sua gara. A Lewis vengono comminati ingiustamente 5 secondi di penalità.
Dietro i primi regna il caos, con macchine che si superano, risuperano e si toccano. Esce la Safety Car per consentire la rimozione della macchina di Russell, e 4 giri vanno via così. Quando si riparte, non succede sostanzialmente niente. Antonelli mette subito una bella distanza fra sè e Leclerc, che viene passato facilmente da Verstappen al giro successivo.
Al giro 6, Piastri affianca Leclerc e i due percorrono assieme il rettilineo verso curva 5. Arrivati alla frenata, Charles allarga impercettibilmente verso sinistra, quel tanto che basta per toccare l’australiano, che non ha alzato il piede, rintuzzando l’attacco. Poco dopo, Oscar viene superato da Hamilton, che si mette subito in coda al compagno di squadra, che viene investigato per il contatto precedente.
L’inglese sembra più veloce del monegasco, che però si difende, e dal box non arrivano ordini. Poi Charles ripristina le distanze.
Al giro 18 Verstappen effettua la sua sosta. Ma subito dopo viene attivata la Virtual Safety Car, per motivi non spiegati. Ma dura troppo poco per consentire a qualcuno di approfittarne. Antonelli si ferma comunque ai box per coprirsi dall’undercut.
Le due Ferrari, al momento prima e seconda, proseguono, quando si attiva ancora una volta la Virtual Safety Car, che viene mantenuta abbastanza per consentire alla Ferrari di effettuare la sosta con entrambe le macchine. Leclerc riesce ad uscire davanti ad Antonelli e Verstappen, e non appena rientra in pista la VSC viene tolta.
Si ripete così la situazione di Silverstone, con Antonelli cacciatore e Leclerc preda. Questa volta, però, Andrea non sembra avere un passo superiore, anzi, Charles è inizialmente più veloce, e il bolognese fatica a superare Norris, che non ha ancora fatto la propria sosta. Ci riesce al giro 26, quando si trova a 3 secondi dal ferrarista.
Ma bastano 8 giri affinchè avvenga l’inevitabile sverniciatura da parte del pilota di Casalecchio ai danni della macchina di Maranello. Andrea però non va via e Charles prova a tutti i costi a restare entro il secondo di svantaggio.
Ma non ci riesce, e finisce così con Antonelli che torna a vincere e guadagna 25 pesantissimi punti rispetto al compagno di squadra. Seguono un Leclerc ancora magistrale, Verstappen, Hamilton cui a penalità è costata il podio, Piastri, Hadjar, Norris, Lindblad e Colapinto.
Fra una sola settimana si va in Ungheria, in un circuito che è l’esatto opposto di Spa. E, magari, riserva qualche sorpresa. Anche se, quest’anno, di sorprese sarebbe meglio non vederne.
P.S. Il campionato ha ormai preso una certa piega. Pur non condividendo il costante massacro che i commentatori italiani fanno nei confronti di Russell, non si può non dire che quest’ultimo non stia assolutamente reggendo il confronto, sotto nessun punto di vista. L’incidente con Lewis, come ha ammesso lui stesso, è stato un incidente di gara. Aveva a destra tutto lo spazio che voleva, ma si è dimenticato di essere in lotta per il mondiale, segno di poca lucidità.
P.S.2 Lo scorso anno, di questi tempi, Norris stava vivendo la stessa situazione con Piastri. Ma Andrea non è Oscar, questo sembra molto chiaro.
P.S 3. Molto furba la scelta di non far vedere le velocità massime per nascondere il famigerato super-clipping. Essendosi resi conto dello strazio all’ultimo momento, e non avendo il tempo di adattare la grafica, o non volendo lasciare un buco in mezzo, per tutto il week-end non si è vista la classica sovrimpressione a coprire l’halo. Ridicoli.
P.S. 4 Ma avrebbero potuto anche farla vedere, perchè la fan base della Formula 1 attuale è per la stragrande maggioranza formata da persone che non fanno caso a queste cose. E al fatto che a lasciare scrivere i regolamenti agli ingegneri, questo è il minimo che ti puoi aspettare.
P.S. 5 Bobbi vuole convincerci che è la scia che aiuta i sorpassi al primo giro. Probabilmente i commentatori hanno ricevuto istruzioni ben precise su quello che possono dire a proposito di questa situazione.
P.S. 6 Vanzini si fa cacciare dall’uscita della pit-lane perchè semplicemente lì non si può stare, e pretende pure di essere bravo a mantenere la calma. E’ l’esatta rappresentazione di una certa italianità becera del tipo “ma cosa vuoi che succeda”.
P.S. 7 Giusto per chiarire i dubbi che ho visto nei commenti, io che vinca Andrea o che vinca Charles sono contento esattamente uguale. L’importante è che chi non vince arrivi secondo.
* immagine in evidenza dal sito www.formula1.com.



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