LE NON PAGELLE DI SILVERSTONE 2024

Il primo voto lo diamo alla gara: dieci e lode! Bella, bella, bella.

Inevitabile che sia stata così, si dirà, perché c’era la pioggia a intermittenza. Verissimo. Ma non è solo questo. L’equilibrio tecnico tra McLaren, Mercedes e il binomio Max-RBR è ciò che davvero ha fatto la differenza tra una gara “qualunque” e il bellissimo turbinio di emozioni motoristiche che quest’anno Silverstone ci ha regalato.

Come sempre nelle corse in cui il meteo è ballerino sono diventati ancora più cruciali i due aspetti che più ci piacciono del motorsport: l’abilità dei piloti e la visione strategica.

Sotto il primo profilo, l’abilità dei piloti, avremo di che dire nel racconto che farò più sotto. Invece lasciate che dica due parole sulla visione strategica che le varie squadre (e i piloti stessi) hanno messo in campo. Già, perché non tutti sono stati sagaci allo stesso modo quando si è trattato di valutare ciò che stava dicendo la pista. McLaren, in particolare, se per un verso ha brillato sul piano tecnico altrettanto non è riuscita a fare sul piano strategico in ben due occasioni: quando hanno pittato il solo Norris (e lasciato il povero Oscar in balia degli elementi) al presentarsi della pioggia “vera” e quando nell’ultimo stint hanno messo mescola morbida a Norris anziché la media (peraltro nuova). Nel primo errore hanno di fatto compromesso la gara di Oscar il quale, fuori un giro in più con slick sotto la pioggia, ha perso un’infinita di tempo (e posizioni) prima di rientrare. Nel secondo, va senza dirlo, hanno compromesso le possibilità di vittoria di Norris (co-responsabile della scelta, peraltro, come hanno evidenziato i team radio) che non è riuscito non solo ad “acchiappare” Hamilton e la sua prima posizione ma ha anche dovuto cedere al ritorno di Verstappen a causa di gomme che si sono consumate troppo velocemente. Viceversa perfette sia Mercedes con Hamilton che RBR con Verstappen. Si potrebbe dire che col senno di poi è facile fare questo tipo di critica tuttavia, in entrambi i casi, forse persino più nel primo che nel secondo, non si trattava di una decisione difficile da prendere. Non si scopre certo oggi che con le slick su pista così bagnata (e lunga com’è Silverstone) si perdono ben più dei 4 o 5 secondi che il secondo pilota del doppio pit perde ai box sicché la decisione di McLaren, in quel frangente, è ben poco spiegabile. Va detto che al di là delle possibilità di Oscar di poter dire la sua per la vittoria sarebbe stato estremamente utile a Norris averlo direttamente alle spalle anziché ad arrancare mezzo minuto dietro. Nel secondo caso la scelta è forse più difficile da criticare perché la mossa di correre gli ultimi giri con le stesse gomme di Hamilton non era così campata in aria. Tuttavia, con pista poco gommata (causa pioggia) la gomma gialla nuova poteva dare quella sicurezza di avere il ritmo giusto per tutti i giri rimanenti laddove una rossa usata era a forte rischio di degrado negli ultimi cinque. Considerato che Norris ha pittato a 14 giri dalla fine, in un circuito da 1.30/1.29 la probabilità che ci fosse degrado negli ultimi tre o quattro giri era da considerare. Suppongo che in RBR abbiano fatto più o meno questo calcolo visto che hanno montato le bianche (nuove) a Max. Ad ogni modo, è proprio in queste situazioni che capiamo quanto sia significativo il dire che avere la vettura performante è “solo” condicio sine qua non per poter vincere le gare: serve anche altro e Norris e la sua squadra devono capirlo in fretta.

Ma veniamo ai piloti.

HAMILTON

Magnifico! Dopo la opaca gara in quel di Zeltweg tutto ci aspettavamo tranne che il suo ritorno sul gradino più alto del podio. Ed in effetti le premesse non erano delle più promettenti, in questo senso. La qualifica lo vedeva sì in prima fila ma dietro, per l’ennesima volta, a Russell. Tuttavia, la partenza delle Mercedes è praticamente perfetta e il ritmo dei primi giri pare decisamente promettente visto che Max, pur provandoci, non riesce a stare sufficientemente vicino per provare ad attaccarli. L’arrivo del primo piccolo scroscio intimidisce Giorgino ma non il nostro eroe che vedendo il compagno incerto lo attacca e supera con grande facilità al 18° giro. Giorgino cerca di non demordere e al giro dopo i due fanno un’escursione fuori pista. Il rientro probabilmente danneggia qualcosa nella vettura di Russell tant’è che poi sarà costretto al ritiro. Non può nulla contro il ritorno di Norris e Piastri che in queste condizioni di pista umida ma non troppo hanno una McLaren che va a meraviglia. Tuttavia, il buon Lewis non si scompone e riesce a tenersi a breve distanza dalle due McLaren sino a che non arriva la pioggia vera, al 27° giro. Con le intermedie fa esattamente gli stessi tempi di Norris e mantiene il distacco stabile sui 3 secondi. Il primo step del capolavoro di Lewis si realizza al 38 giro quando azzecca il momento giusto per tornare sulle slick. L’undercut su Norris è da manuale e quando Norris pitta il giro dopo gli è già davanti. Da lì in avanti è “hammer time” come ai vecchi tempi: ritmo perfetto, nessuna esitazione, controllo gomme eccezionale. Tanto eccezionale che le sue gomme rosse non mostrano segni di cedimento mentre quelle di Norris invece mollano clamorosamente a 5-6 giri dalla fine. Quando Max supera Norris di slancio, al 48° giro, a 4 dalla fine, ci si aspettava che avrebbe fatto un sol boccone del beniamino di Silverstone e invece? E invece il capolavoro di Lewis si concretizza proprio in quegli ultimi giri perché nonostante Max ci abbia provato con tutte le sue forze Lewis non ha ceduto un solo decimo. L’emozione, assai palpabile, che Lewis ha provato nel giro di rientro e appena sceso dalla macchina ci dice che il primo che non a non credere alla vittoria era proprio lui. Alla fine, siamo tutti contenti. A metà stagione abbiamo il sesto vincitore diverso (e se non fanno troppi scherzi strategici a Oscar mi sa che ne vedremo almeno un altro di qui alla fine), un campionato estremamente equilibrato con almeno 5 piloti in grado di vincere una corsa (o 7 nell’auspicabile ritorno di Ferrari) e un campionato che forse può riaprirsi. Meglio di così!

VERSTAPPEN

Ho appena scritto che il campionato si può anche riaprire ma Max farà di tutto per evitarlo. Lo fa anche in quel di Silverstone dove si è trovato ancora una volta nell’inedita difficoltà di doversela giocare con più di un avversario. In qualifica si vede che si danna l’anima ma non è in grado, il che ha del sorprendente, di impensierire i due Mercedes e Norris e riesce a precedere Piastri di soli 30 millesimi. La partenza è, al solito, eccellente tant’è che riesce a sopravanzare il confuso Norris dopo sole tre curve. Di lì in avanti, però, non riesce minimamente a impensierire il duo argentato davanti a lui. Di più! Appena la pista si fa scivolosa deve cedere facile sia a Norris che a Piastri. La giornata sembra delle più nere per il Max degli ultimi anni. Peggio ancora! Nei primi giri con le intermedie perde diversi secondi arrivando a più di 10 secondi dalla testa della corsa. Quando poi, al 38° giro, decide di pittare e mettere bianche nuove cambia tutto. È il più veloce in pista (insieme a Piastri…) con un ritmo che, con le bianche, pareva sfidare ogni legge fisica. Gli bastano pochi giri per recuperare su Norris (che pure cercava di vincerla) e regolarlo con agio. Non gli riesce di completare il capolavoro perché davanti a lui Hamilton fa altrettanto e finisce secondo. I motivi di preoccupazione, tecnici soprattutto, sono tanti ma lui riesce ancora una volta a massimizzare il risultato. Eccezionale!

NORRIS

Si può essere delusissimi per un podio a Silverstone? Se sei il Norris di questo periodo sì! Sorpreso in qualifica dalle due Mercedes decide, in gara, di partire all’arrembaggio ma pare confuso, facendosi superare sicut pollus da Max. Non riesce subito a tornare sull’amico-nemico ma appena la pista si fa scivolosa si rianima e va via alla grande recuperando in pochi giri non solo Max ma anche i due Mercedes. Pitta giusto quando arriva la pioggia “vera” ma nei successivi giri non riesce a staccare Hamilton (il che si rivelerà decisivo). Quando poi torna il sereno subisce l’undercut di quest’ultimo e qui c’è la sua fatale decisione di copiare la mescola di Lewis. Per quanto bello ed emozionante sia stato lo stint finale non possiamo non imputargli la responsabilità di quella che ormai è l’ennesima occasione persa. Confuso in partenza, non decisivo con le intermedie, poco efficace strategicamente. Dalle stelle (Miami) alle stalle (tutte le occasioni perse nel seguito): che dobbiamo fare Lando? Max ha dimostrato la sua grandezza proprio perché è sempre stato perfetto in ogni fase di gara. E purtroppo per lui, Lando sta dimostrando che non basta avere la macchina migliore per battere questo Max. Per fortuna c’è ancora tempo ma bisogna che landino nostro si svegli perché gli altri, vedi Mercedes, di certo non dormono! Che sia il caso che il nostro impari un poco di latino? Tempus fugit non c’è bisogno di tradurla ma di impararla sì.

PIASTRI

Non c’è molto da dire sulla gara di Oscar. L’errore strategico di non fare il doppio pit al 27° giro lo ha azzoppato in modo decisivo. Per il resto la sua gara è stata eccellente con un ritmo simile a quello del compagno di squadra nei primi due stint e addirittura eccezionale nell’ultimo quando grazie, guarda caso, alle gomme gialle nuove, ha potuto recuperare posizioni fino alla quinta. Bravo. (ma in qualifica…)

SAINZ

Il buon Carlos non brilla in quel di Silverstone ma ha il merito di mostrare la sua consueta solidità barcamenandosi al meglio nelle prime due fasi di gara. Gli darei un voto alto se nell’ultimo stint avesse mostrato miglior ritmo e decisione: evidentemente la differenza di prestazioni rispetto a Piastri è stata troppo deludente per dargli il coraggio che serviva. Decide così al penultimo giro di pittare per andare al giro veloce. Accontentiamoci.

HULK

Hulk di nome di fatto. Il mostro verde dei fumetti Marvel grugna e gongola allo stesso tempo. Haas ha portato proprio sulla vettura di Hulk alcuni aggiornamenti che si rivelano eccellenti e che già in qualifica fanno gridare al miracolo. Non è soltanto il livello della performance che ha fatto un salto in avanti ma anche la facilità con la quale è riuscito ad ottenerla. Sesto in griglia a un solo decimo da Piastri e Verstappen è da applausi. Peccato la partenza obbrobriosa, in cui ne combina di ogni: mi sarebbe piaciuto vedere come si sarebbe comportato se nelle fasi critiche della gara fosse stato più avanti. Anche lui, come Sainz, non mi pare perfetto nell’ultimo stint ma non ho visto con quali gomme ha corso. Fatto sta che porta a casa ancora una volta un sesto posto eccellente e con la V-Carb in crisi che si è vista negli ultimi GP non è impensabile, per Haas, scalare ulteriori posizioni in classifica costruttori. Bravo (e bravi!)

STROLL e ALONSO

Come in Ferrari anche in AM decidono di scartare gli aggiornamenti responsabili delle ultime deludenti gare e come per miracolo AM ritorna non dico a ruggire ma quantomeno a rialzare il capo e recuperare posizioni più interessanti. Sono soprattutto i due piloti in Q3 che danno fiducia, con Stroll inaspettatamente più veloce di Fernando e nello stesso decimo di Sainz. Poco inquadrati durante la gara non posso far altro che dedurre che si siano ben comportati nel tenere le posizioni, soprattutto fernandino nostro che era partito con troppa foga. Bravi!

ALBON

Torna a punti il buon Alexander e lo fa benissimo con un week end impeccabile. Al di là della ritrovata Q3, Alex ci sorprende per il ritmo decisamente superiore a quello degli “altri” che gli consente di arrivare a punti con un certo agio. Anche Sargeant è parso finalmente in palla sicché c’è da pensare che gli aggiornamenti Williams siano promettenti. Bravo!

TSUNODA

Mai inquadrato non saprei come giudicare la sua gara se non con l’ovvia deduzione della sua solita tenacia. Punto importante in un periodo nero a causa dei deludenti aggiornamenti portati due GP fa.

NOTE DI MERITO

Il già citato Sargeant, dopo alcune prestazioni decisamente imbarazzanti, sembra finalmente trovarsi a suo agio e in qualifica sfiora addirittura il Q3. Il 12° posto in griglia non è la miglior prestazione in qualifica da quando è in Formula 1 (a Las Vegas nel 23 fece faville) ma è forse il più solido. In gara è sempre stato ai margini della zona punti e finalmente non ha commesso errori pur trovandosi a battagliare con un mastino del calibro di Magnussen.

NOTE DI DEMERITO

Il Charles emozionato vincitore di Montecarlo sembra lontano anni e anni. Siamo alla seconda qualifica di fila toppatissima, se mi passate il termine. La giustificazione relativa alle prove fatte sugli aggiornamenti vale fino ad un certo punto per uno come lui. Spiace anche vederlo costretto a mosse disperate in gara (l’azzardo delle intermedie alle prime gocce di pioggia) come se fosse un Perez qualsiasi. Non infierisco.

Perez è financo imbarazzante e anche qui non infierisco.

E poi: cosa è successo alle Alpine?

Ci vediamo a Budapest!

 

Bastian contrario: DOPPIA VELOCITÀ

 

 

Il GP d’Inghilterra va a concludere il tris di gare consecutive che abbiamo avuto tra giugno e l’inizio di luglio, con le squadre che hanno mostrato definitivamente i loro valori stilando cosi la classifica delle forze in campo che, a meno di stravolgimenti, cosi rimarranno fino alla pausa estiva. Il verdetto è stato imparziale ed impietoso, mostrandoci una F1 a doppia velocità sia tra diverse squadre e soprattutto all’interno degli stessi team. La vittoria di Lewis, nel giardino di casa sua, potrebbe distrarre (sebbene sia stata meritata senza dubbio) da ciò che abbiamo visto domenica scorsa e, che va a riassumere esattamente la realtà che stiamo vivendo. Ciò che più mi colpisce è appunto la doppia velocità di marcia che vi è all’interno di ogni singolo top team: perché se in F1 abbiamo sempre avuto le squadre migliori ed il così detto midfield, in seno ad ogni scuderia attualmente, c’è una parte di team che va più veloce in modo evidente rispetto all’altro.

McLaren è sicuramente l’esempio più eclatante a riguardo, dato che si ritrovano il reparto tecnico che di sicuro è più forte di quello corse. Se dovessimo paragonare i due dipartimenti a due monoposto, allora il reparto tecnico ha trenta secondi al giro di vantaggio su quello corse. Del resto proprio questi ultimi tre GP hanno dimostrato in maniera lampante che, chi sta in pista, non ha saputo massimizzare il potenziale della vettura sfornata in quel di Woking. Numeri alla mano, McLaren dopo Miami, ha regalato alla concorrenza (Red Bull di Verstappen… Perez non pervenuto) almeno tre GP. La MCL38 è indubbiamente la monoposto più stabile e più performante a differenza della RB20 (proprio qualche settimana fa dissi che Red Bull, in dipendenza della pista, oscilla tra la prima e la terza forza) e, sembrerà strano, ad oggi ha solo una vittoria che è appunto quella in America… pazzesco solo a pensarlo! Dopo Miami abbiamo avuto sei GP e coè Italia (in Emilia), Monaco, Canada, Spagna, Austria e appunto Inghilterra. La fortuna di McLaren (se così la possiamo definire), è che tutti questi appuntamenti non sono andati solo al campione del mondo, altrimenti il mondiale piloti (per quello marche è tutto ancora aperto), sarebbe già bello che finito. L’impressione è che forse nemmeno loro si aspettavano di essere cosi forti, certo è che chi sta in pista, non si è dimostrato affatto all’altezza rispetto a chi sta dietro il tecnigrafo e, l’errore eclatante di non “pittare” contemporaneamente ambo i piloti nel GP di domenica scorsa, è solo uno dei tanti esempi che potrei citare. In quel caso, senza girarci attorno, la squadra tutta se l’è fatta addosso e non c’ha pensato su due volte nel decidere chi sacrificare… capirai: pilota inglese, su vettura inglese in terra britannica, il povero Piastri nemmeno era quotato alla SNAI che avrebbe fatto quella fine. Peccato, perché il tempo perso ai box, sarebbe stato recuperato senza problemi in pista e, l’australiano avrebbe fatto vedere un’altra gara… di fatto alla voce “vittoria” manca solo lui ormai. McLaren allo stato attuale, dal punto di vista agonistico, è una squadra giovane ed impreparata a differenza di Red Bull o Mercedes le quali in tal senso, sono molto più scafate e da qui appunto la doppia velocità in seno alla scuderia inglese, la quale lentamente sta apprendendo, solo che per quando sarà preparata sarà già 2025.

 

Anche Red Bull non scherza in quanto a doppia velocità, visto che ormai corre con un solo pilota. Il buon Perez ormai è cotto a puntino, completamente lesso e, con lo svarione visto nello scorso weekend, dubito che arrivi alla pausa estiva a questo punto. Mentre il suo compagno da spettacolo e vince anche quando non dovrebbe, in quanto il mezzo non glielo consente, Sergio si ritrova invischiato in ogni sorta di casino mettendo la squadra paradossalmente nei guai dal punto di vista del mondiale marche. Sono perfettamente consapevole che il paragone con Verstappen sarebbe impietoso vero è, che da un pilota cosi esperto e considerando la vettura a sua disposizione, ci si aspetta il minimo sindacale che è quello di andare a punti sempre. Red Bull, considerando l’attuale livello di competizione che c’è in pista, è quanto meno in un dilemma non da poco perché sebbene il suo campione (da cui è disperatamente dipendente) è sempre li a massimizzare il risultato e, a metterci una pezza anche nelle giornate più storte, è anche vero che sulla lunga distanza (mancano ancora la bellezza di dodici GP… metà stagione in pratica) questo doppio senso di marcia, in termini di velocità agonistica, potrà essere dannoso e non poco. I bibitari presto dovranno prendere una decisione che non sarà semplice, anche perché è tutto da dimostrare che l’eventuale sostituto (Ricciardo… quello di adesso e non quello pre Covid) riesca da subito a proteggere le spalle di Max e quelle della squadra.

 

Di doppia velocità ne sa qualcosa Mercedes la quale ha dato uno schiaffo morale (al sottoscritto innanzitutto) a tutti i detrattori che ne avevano decretato già la fine. Per onestà intellettuale, mi preme sottolineare che sono stato sempre convinto che con Allison al comando dello staff tecnico, sarebbero riusciti a venirne fuori. La verità è che queste monoposto, sebbene siano a fine ciclo regolamentare, sono complicatissime (a maggior ragione che non ci sono test… solo che questo vale per tutti) e, basta un nulla per esaltarne le potenzialità o incasinare tutto, proprio come ha fatto la Ferrari di Vasseur. Infatti le migliorie apportate dal buon Allison non sono eclatanti, non è stato necessario rifare la macchina bensì, una volta capito il problema, è stato sufficiente (per modo di dire!) apportare delle soluzioni che in casa AMG si chiamano “nuova ala anteriore” che ha portato quella stabilità tanto agognata, tanto da mettere in condizione ambo i piloti di poter vincere e, Mercedes, è già alla seconda vittoria consecutiva. A mio giudizio il mondiale piloti è comunque segnato perché Verstappen ha troppo vantaggio sui diretti rivali e, la sua intelligenza tattica nel massimizzare anche quando non si può vincere, lo mette in condizioni di stare comunque sereno, vero è che se questa Mercedes confermerà quanto fatto vedere in questi ultimi appuntamenti, può far male e non poco.

L’ultimo (in tutti i sensi) top team che va a doppia velocità è la nostra Beneamata Ferrari, la quale domenica scorsa, ha dimostrato di aver perso bussola, rotta e persino destinazione. Al di la del chiederci come sia stato possibile involvere nel modo che tutti noi vediamo ogni maledetta domenica (il cronico problema estivo dello sviluppo a Maranello si presenta puntuale), per capire l’attuale situazione della Rossa basta osservare il tipo di strategia che hanno affibbiato a LeClerc, che è stata quella di “scommettere” (si, avete letto bene!), sull’arrivo della pioggia. Premesso che non immaginavo che in F1 si lavorasse per botte di culo, è anche vero che, chi sta li in pista la realtà dovrebbe saperla leggere. Magari qualcuno potrebbe difendere la suddetta strategia, affermando che se l’avessero azzeccata sarebbero stati dei geni… vero! Vero è anche, che quando ci si prende un rischio, questo debba essere calcolato anziché affidarsi al caso, dimostrazione ne è che c’è un video dei team radio dei due rossi, in cui a Carlos dicevano una cosa (no pioggia) e a Charles l’esatto contrario… dire che nella Ferrari di Vasseur si procede a doppia velocità è un eufemismo e, con l’annuncio ufficiale della dipartita di Cardile a mio avviso le cose non possono che peggiorare. Intanto il partente e “disoccupato” Sainz salva la faccia alla Scuderia per la seconda volta di seguito, dicendo che ci vuole tempo per migliorare e, la prima guida Charles, va davanti ai microfoni a dire che l’ennesima gara “è stata buttata nel cesso”alè… doppia velocità in tutto, comunicazione compresa.

 

Vito Quaranta

 

 

MARTIN SPRECA, BAGNAIA RINGRAZIA- GERMAN GP

Nel Regno di Marquez trionfa Bagnaia. Martin domina ma spreca nella gara importante, regalando il successo al Campione del Mondo. Marquez dopo una qualifica da incubo e tutto indolenzito arriva 2°. Chi vince parla, chi perde spiega.

È un Sachsenring dolcissimo per il Campione del Mondo in carica che infila la quarta vittoria di fila, è la seconda volta che gli riesce ed a memoria soltanto Rossi e Marquez in epoca moderna ci son riusciti. Un regalo scartato sotto gli occhi increduli del dominatore del weekend fino al penultimo giro, quel Jorge Martin che già pregustava l’all in nel Regno di Marquez e che invece, causa un errore madornale è andato giù alla “Coca Cola Kurve”, la 1 subito dopo il traguardo. Entrambi stavano spingendo, entrambi avrebbero potuto sbagliare. È caduto Jorge che si mangia le mani in quanto perde GP e leadership del Mondiale.

Francesco Bagnaia vince da Campione del Mondo, con una condotta di gara perfetta. Non fa lo strappo quando Martin e Morbidelli vanno via, salva la gomma e ricuce il gap poco alla volta. Lo si vede perfettamente nelle linee che fa, alla fine ha avuto ragione luì ed assesta un colpo potentissimo all’autostima di Jorge Martin.

Bagnaia vince davanti ai fratelli Marquez, con Marc autore di una rimonta epica dalla 13^ posizione fino al 2° posto ed Alex che agguanta il primo podio stagionale. Non si vedevano due fratelli sul podio della MotoGP dal 1997 con i mitici fratelli Aoki. Chiudono la TOP5 le due GP24 di Bastianini e Morbidelli, con quest’ultimo sempre più a suo agio sulla moto di Pramac. Sicuramente le prestazioni di Morbidelli consentono al Team VR46 di puntare su di lui nel 2025, tanto da affidargli probabilmente la GP25, con Fabio Diggiannantonio confermato, vittima di una foratura.

CHI DELUDE!?

Senza dubbio le KTM. Il gigante austriaco senza le faville di Pedro Acosta, in ombra già da Assen, sembra aver perso la strada per la vittoria. Jack Miller ed Augusto Fernandez, ormai fuori dal progetto, sono scomparsi dai radar ed hanno offerto un’altra prestazione opaca. Il vero problema è il rendimento di Brad Binder, non all’altezza del suo potenziale.

Sulla sponda Giapponese non si ride. Se gli sforzi (ENORMI) di Yamaha probabilmente verranno ripagati dopo i test di Misano e sicuramente nel 2025, in Honda la situazione è sempre più drammatica con Nakagami e Marini che si giocano la volata finale per il 14° e 15° posto. HRC non è questa roba qui.

Bello davvero il weekend del Team Trackhouse. Dopo la prima fila di sabato, il podio nella Sprint arriva un ottima gara di Miguel Oliveira (6°) e di Raul Fernandez (10°) entrambi davanti a Vinales. Sia Oliveira che Raul sono senza sella per il 2025, gli serviva una presentazione così.

PAUSA RIGENERANTE.

Tre settimane di stop, poi si riprenderà da Silverstone. Sul circuito britannico il grande atteso è sicuramente Marc Marquez che dovrà farsi perdonare l’errore qui al Sachsenring. Il suo weekend, aldilà del risultato nel GP con una rimonta magnifica, è stato al di sotto delle aspettative non tanto per il risultato finale quanto per l’intera gestione del weekend. L’highside è frutto della sua “natura” di volerla per forza salvare, altrimenti sarebbe stata una “normale” scivolata come le altre. Gli è costata una botta tremenda ed ha compromesso una qualifica di per sé bizzarra, nella quale si è cercato un colpevole in Bradl. È vero Stefan passeggiava come un amatore qualsiasi ma non puoi ridurti all’ultimo giro per cercare il tempo per entrare in Q2. 

Marquez e Morbidelli in azione. Fonte MotoGP.com

Jorge Martin promette battaglia e se posso azzardare un paragone con il 2023 dico che lui, lo scorso anno, era molto più indietro. Il Mondiale è roba sua e di Pecco, Marquez potrà tenergli testa qualora cominciasse a vincere ma dubito che dopo i test di Misano la GP23 riuscirà a star dietro alla GP24.

Classifica Mondiale

Appuntamento a Silverstone ad Agosto, queste tre settimane rilassatevi perché ci aspetta una grande battaglia.

 

Francky

 

IL RE E’ TORNATO. HAMILTON VINCE A SILVERSTONE.

Per una giornata storica, che ha visto il ritorno alla vittoria, con tanto di pianto finale, di colui che detiene quasi tutti i record della Formula 1, nonchè il completamento di una “traiettoria” che ha visto la Mercedes risorgere dopo due anni passati fra concetti sbagliati, saltellamenti incorreggibili e conseguenti anonime lotte nelle retrovie, per una giornata così, dicevo, la fredda cronaca non serve. Passiamo quindi direttamente ai p.s.

P.S. quando ho visto Verstappen farsi passare da tutti, ad inizio gara, e senza opporre resistenza, ho pensato: “questo ha in serbo qualcosa”.

P.S. 2 e, infatti, lo ritroviamo secondo. “Ci fossero stati altri due giri.. “(cit.)

P.S. 3 non potevamo non aspettarci la scena madre finale. E vengono a fagiolo, per questo, le parole del mitico Landerio, che mi ha fatto compagnia per tutta la giornata in quel di Imola: “questo bisognerebbe metterlo in frigo fra una gara e l’altra, e tirarlo fuori solo per correre”.

P.S. 4 una squadra vincente, con un pilota assassino, avrebbe vinto le ultime 4 gare. E il pilota in questione dopo i fatti di Spielberg non avrebbe ritrattato le doverose frasi del dopo gara. E, invece, anche oggi ci hanno riservato pit-stop ritardati e tappetini rossi. Dopo l’Austria avevo scritto che Norris assomiglia sempre di più a Mansell (a parte il tappeto rosso, s’intende, e l’attaccamento al muro degli avversari), oggi aggiungo che la McLaren assomiglia sempre di più alla Williams del 1991.

P.S. 5 Poco fa ho visto Leclerc festeggiare con la coppa in mano. Si trattava però di Arthur. Nel medesimo istante, io, poco distante da lui nella pit-lane di Imola, guardavo sullo smartphone suo fratello arrancare nelle retrovie a Silverstone. E mi sono chiesto se gliene fregasse qualcosa (di suo fratello, intendo).

P.S. 6 Penso che il suddetto fratello avrebbe certamente preferito guidare una LPM2 ad Imola, oggi, e lottare per qualcosa di importante.

P.S. 7 Il che mi ha fatto immediatamente anche pensare che quella di oggi potrebbe essere una delle ultime vittorie di Hamilton.

P.S. 8 Ormai è chiaro che il pacchetto di aggiornamenti Ferrari è da buttare via. Peccato solo che una settimana fa sia Vasseur che Charles ripetessero che la strada era giusta e che valeva la pena continuare. Ci ha pensato Sainz a dire come stavano le cose, e, ovviamente, aveva ragione. Il che getta un’ombra sinistra sulle scelte future della gestione attuale.

P.S. 8 in ogni caso, la Ferrari ha fatto il giro più veloce…

P.S. 9 … e, aggiungo, una macchina fatta fra Maranello e Parma, è arrivata a pochi secondi da Carlos. Visto che la Haas ha un budget che è circa la metà di quello Ferrari, qualche domanda è giusto farsela.

P.S. 10 Vive la France

F1 2024-GRAN PREMIO DI GRAN BRETAGNA

Nemmeno il tempo di finire le discussioni post Spielberg che la F1 deve scaricare il materiale a Silverstone.

Trovarsi a Sstone è un po’ come trovarsi nell’Emilia Romagna del Regno Unito. Sarà gara di casa per la maggior parte dei teams a prescindere dalla bandiera issata sull’asta di poppa.

Nei paraggi del circuito c’è anche la nuova Factory che gli Andretti hanno acquistato per preparare lo sbarco in Normandia. Vista la vicinanza ci potrebbe stare che il geometra neoassunto Alpine andasse a farci una chiacchierata per capire se può vendere qualche ramo d’azienda francese.

Si preannuncia quindi un weekend gustoso con tutti i top in cerca di risposte, vendette, conferme.

La grande delusa degli ultimi Gp, la Mc Laren, respirerà più di tutti gli altri l’aria di casa e sarà il team più atteso del fine settimana. E’ opinione comune che le monoposto arancioni siano quelle più in forma ad oggi e che la pista dovrebbe essere loro favorevole. Toccherà a Norris capitalizzare quanto nelle sue mani e quanto i suoi uomini attendono da lui. Curioso pensare che un anno fa sulla stessa pista cominciò la rimonta di Woking dopo un inizio 2023 degno di una qualsiasi Stake F1 Team (non la chiamo Sauber, non abbiatemene).

Il nostro eroe Lando troverà sulla sua strada un Max Verstappen ancora più leader in campionato che quando si tratta di “dare strada” raddoppia la larghezza della propria RBR.

Gli austrobritannici stanno soffrendo e la riprova arriva anche dai piccoli grandi errori commessi domenica scorsa. Un paio di Pit lenti (il secondo quasi fatale) e l’errore di non aver comunicato a Verstappen che Norris era penalizzato mentre lui si preoccupava di “proteggere” il comando del Gran Premio. Per chi scrive resta un errore anche se Max, con ogni probabilità, avrebbe mantenuto la stessa condotta di gara a prescindere vista la sua indole (e le su dichiarazioni).

Che dire…. Per LM è un bel mondiale: anche AMG si è seduta la tavolo dei vincitori di tappa portando a quattro il numero delle monoposto diverse vincenti nell’arco della stagione e non per eventi fortuiti o fortunosi.

Mercedes ha sopravanzato la Ferrari quanto a prestazione sia in qualifica che in gara (quello che era il punto forte della SF24 sino a qualche settimana fa). Russell sta performando meglio di Hamilton (in maniera netta) da inizio stagione, ma ciò non basterà a far venire dubbi a chi ha voluto l’eptacampeao in rosso per il 2025.

Dopo Abu 2021 le uniche due vittorie Mercedes sono marchiate George Russell. Da allora non si ricorda un weekend in cui Hamilton abbia dato davvero l’impressione di poter vincere la gara.

E mentre gli altri cercano rivincite o conferme, dalle parti di Maranello si cerca invece la retta via che hanno smarrito. Quelli bravi dicono che gli aggiornamenti di Imola e poi Spagna hanno raggiunto gli obiettivi prefissati ma che addirittura si è andati oltre con il carico aerodinamico generato al punto che lo stesso ha messo in crisi il reparto sospensivo. Il troppo carico genera nuovamente il porpoising sconfitto o gestito meglio dagli altri nel 2022. A questo punto le soluzioni sono due. O si mette mani a molle ed ammortizzatori oppure si ingaggia Toto Wolf che si inventa una direttiva ad hoc e si torna competitivi. Si è persa buona parte di quell’equilibrio che ha portato a dei risultati sorprendenti sino a qualche gara fa e che, visto il 2023, non erano scontati. I piloti ci sono, ma devono dargli una monoposto decorosa.

La gara del midfield sarà la solita di sempre. In rialzo le azioni Alpine ed Haas. In forte ribasso quelle Aston Martin che stanno facendo venire la depressione anche ad uno tosto come Alonso. Le sue ultime prestazioni sono state inguardabili, di sicuro non degne di uno come lui. Finire dietro al figlio del capo non gli fa bene, quindi urge darsi una mossa.

Gli altri? Al di la dei punti ottenuti a Spielberg la stagione di Ricciardo e delle Vcarb Cash App (o come si scrive) è deludente. Portano in pista la RB23 ed in proporzione stanno facendo peggio di ciò che faceva la Racing Point quando schierava delle AMG replica.

Per quanto riguarda la Williams c’è attesa per capire se al box sarà presente la mamma di Logan.

In Stake sono curiosi di sapere con che rapporti montati Bottas farà il consueto giro del circuito in bicicletta.

 

  1. (Non me ne volere Piero, mandami Iban).

Sostituisco io estemporaneamente (ed indegnamente) il nostro Alessandro Rocco per quest’occasione in altre faccende affaccendato. Si tornerà alla normalità già dalla prossima. Buona gara a tutti.

 

 

Salvatore Valerioti

 

Immagine in evidenza tratta da X

Life is racing, all the rest is waiting