LE NON PAGELLE DI AUSTRIA 2026

Tra le innevate cime delle fresche valli austriache si consuma l’edizione 2026 dell’omonimo GP durante il quale…

Come dite? Di fresco non c’era nulla? 35 gradi all’ombra?

D’accordo, ricomincio.

Nell’infuocato e semitropicale clima di Zeltweg (proprio tipico in Giugno…) si consuma l’edizione 2026 del Gran Premio d’Austria alla fine del quale sono state disattese tutte le aspettative della vigilia.

  • Ferrari porta un “poquito de aduo” ed è più lenta che a Barcellona
  • Mercedes non porta nulla e va 17 km/h più veloce di tutti
  • Max doveva far fatica a stare nei punti poi quasi quasi la vince
  • Piastri si è finalmente acceso

Nelle precedenti edizioni il GP austriaco era (quasi) l’unico GP della stagione in cui era possibile vedere sorpassi. Questo grazie ai lunghi rettilinei con grande frenata alla fine che consentendo sorpassi e controsorpassi al cardiopalma. Con queste nuove vetture e l’input del “deployment” e dell “overtake mode” ci si aspettava (o almeno io mi aspettavo) uno spettacolo circense con sorpassi in ogni dove e con grandi battaglie.

Invece non si è visto nulla di tutto ciò e a parte qualche interessante schermaglia tra Hamilton e Verstappen il cui gusto è dipeso più dai loro trascorsi che da quanto si è visto in pista confesso che sono rimasto molto deluso.

La realtà è che tutte le vetture stanno convergendo verso un uso sempre più ottimale della tecnologia a disposizione il che rende inevitabilmente più uniforme la prestazione, relativamente parlando.

Per la stessa ragione è tornata ad essere fondamentale la strategia dei pit stop e la capacità di gestire le gomme nonché la capacità di settare la vettura per il meglio.

Insomma, il nuovo complesso di “power unit” introdotto a inizio anno pur rimanendo decisivo non ha più l’enorme incidenza vista a Melbourne. Il che da un lato ci rallegra e dall’altro ci pone domande su come i reparti ingegneristici delle squadre stiano lavorando per gli sviluppi.

A Barcellona, infatti, i grandi applausi fatti a Ferrari sembravano poter dare adito ad un prosieguo di stagione di grande equilibrio ma gli ulteriori sviluppi portati in Austria hanno deluso parecchio. Il che sorprende perché, stando a quanto riportato, erano inerenti proprio al motore e in una pista in cui il motore è più importante che altrove vedere i piloti in rosso arrancare in fondo ai rettilinei non ha portato grande felicità.

E sorprende ancora di più, vista la convergenza di utilizzo delle power unit cui si è accennato più sopra, che non si sia riusciti, in casa Ferrari, a gestire ciò che nei precedenti GP erano stati più bravi a fare: l’assetto della monoposto che aveva evidenziato grandi pregi di guidabilità e capacità di gestione delle gomme nella seconda parte di gara.

Può essere che tutto dipenda dal layout del circuito e dal caldo anomalo che si sono trovati ad affrontare, difficile dirlo con sicurezza. In effetti mentre a Barcellona c’era un solo rettilineo da gestire qui in Austria ce ne sono tre di cui due belli tosti e la famosa coperta corta si è fatta rivedere.

Ad ogni modo a Silverstone, che per certi versi potrebbe presentare le stesse problematiche di Zeltweg, potremo saperne qualcosa in più.

Ma bando alle ciance e vediamo come si sono comportati i piloti.

RUSSELL voto 10

Giorgino ritrova un po’ di fortuna e sagacia tattica a cominciare dalle qualifiche, quando in Q3 riesce a segnare il miglior tempo nonostante l’incidente di Max e le relative bandiere gialle. Le polemiche a seguire si sono smorzate rapidamente perché le telemetrie mostravano chiaramente che il piede si era alzato proprio in coincidenza dell’esposizione delle gialle. Gialle piuttosto timide, a onor del vero, visto che in altre circostanze e per molto meno in questo tipo di sessioni scatta quasi immediatamente la red flag… Ma non è certo colpa del pilota quindi hats off per le scelte eccellenti poste in essere in quelle poche frazioni di secondo. La gara di Giorgino è esemplare. Parte bene evitando il rischio rappresentato da Leclerc, resiste con comodo al tentativo di attacco di quest’ultimo prima di curva 3 e poi da lì in avanti gestisce ogni fase di gara con estrema facilità. Come detto all’inizio ritrova un po’ di fortuna rappresentata da diversi fattori: le Ferrari che allo start non sono più un razzo, il muretto di Max che ha badato più a consolidare le posizioni che si è guadagnato nei vari stint che non a pensare alla vittoria e infine la tranquillità di non avere Kimi immediatamente dietro le spalle. Ancora una volta, nessuno di questi fattori è dipeso da lui quindi… Si è rivisto anche il miglior Russell delle scorse stagioni quando nell’ultima parte di gara lasciava avvicinare i suoi inseguitori dando loro l’illusione di poterlo raggiungere per poi riaccelerare quel tanto che bastava per spegnere ogni illusione (e far loro consumare gomme più del dovuto). La ciliegina sulla torta è stata la riconquista del secondo posto nel mondiale che, quindi, rimane vivo.

VERSTAPPEN voto 10

Max trova la miglior RBR della stagione in “casa” ed è solo un peccato di hubris che gli impedisce di conquistare la pole. Con un errore simile a quello di Leclerc a Barcellona Max entra un po’ troppo spavaldo in curva 9 e perde il controllo della vettura finendo malamente fuori pista. Dopo le qualifiche in RBR si sono affrettati a comunicare una non meglio precisata “improvvisa perdita di carico all’ala posteriore” ma le immagini mostrano chiaramente la chiusura dell’ala al momento giusto sicché vien da pensare che ci sia un po’ di strategia comunicativa legata alle paturnie mai sopite dell’asso olandese. Meglio dire “colpa della macchina” che dire “colpa di Max” se non è questi il primo ad ammetterlo. Non posso non vedere una certa differenza con quanto fa di solito Charles e la Ferrari e l’unica conclusione che ne posso trarre è che alle volte un po’ di sana ipocrisia fa bene. In effetti Max parte bene e riesce a guadagnare due posizioni in un colpo solo approfittando da par suo dei pasticci di Antonelli con Leclerc. Il suo passo è decisamente migliore di quello di Lewis tant’è che il duello si accende già all’11° giro: di caldo ce n’era già abbastanza ma il sudore a vedere quei due che duellano aumenta copiosamente. Duello che però non si protrae perché Hamilton si ferma prima di quanto si pensasse evidenziando la probabile intenzione di fare 3 soste. La scelta di rimanere fuori altri 6 giri alla fine mi è parso l’abbia un po’ penalizzato perché gli ultimi due giri dello stint non solo sono lenti ma lo costringono a diverse frenate a gomme bloccate che lo mettono a rischio. Dopo il pit è nettamente il più veloce in pista. Raggiunge Hamilton in men che non si dica e lo supera di fegato puro. Il duello gli fa perdere quei 3-4 secondi da Russell che alla fine della gara, per un verso o per l’altro, saranno decisivi. Dopo la VSC (causata dallo spegnimento della vettura di Sainz in pieno rettilineo: brivido!) è a oltre 6 secondi da Russell ma in una dozzina di giri si riporta sotto ed è qui che si decide la gara. Per evitare l’undercut di Max Russell pitta al 44° giro ma Max non si ferma subito e viene lasciato fuori per ben 6 giri in cui perde circa 7 secondi da Russell uscendo dall’ultimo pit a oltre 8 secondi da quest’ultimo. A questo punto è chiaro che non può più giocarsi la vittoria. Ci prova, sia beninteso, recuperando secondi su secondi ma è più l’effetto del controllo di Russell che non una velocità superiore. La dimostrazione sta nel fatto che è più Kimi ad avvicinarsi a lui di quanto lui non si avvicini a Russell e nell’uiltimo giro si prospetta pure un duello che però Max è bravo a non far mai accendere. Max deve essere contento non solo della posizione raggiunta (top stagionale) ma anche del fatto che la vettura ha mostrato tenuta in tutti i momenti della gara in cui l’ha messa alla frusta: in partenza, nei duelli, nel ritmo. La parte più interessante degli aggiornamenti portati in Austria è la tenuta gomme che, pur non essendo ancora a livello Mercedes, è notevolmente migliorata. Se Max, come l’anno scorso, riuscisse a rientrare nell’equazione del mondiale ci sarà da divertirsi.

ANTONELLI voto 7.5

Non è stato, quello austriaco, il miglior week end dell’anno per il nostro giovane conterraneo. In qualifica è l’incidente di Max lo costringe ad alzare il piede molto più di quanto faccia il suo compagno di squadra ed è costretto alla quarta piazza. Diversamente da quanto ho sentito e letto nelle immediatezze non imputerei ingenuità alla sua condotta: c’è un incidente in qualifica, ci sono le gialle, si rallenta. In pochi fanno notare che tutti quelli dietro ad Antonelli hanno fatto esattamente come lui. La genialata di Russell è un unicum di cui però la federazione dovrà tener conto. Ingenuo, invece, lo è nel primo giro in cui si fa prendere un po’ troppo dalla foga e va lungo alla fine di entrambi i rettilinei. Riprende Leclerc in un amen ma gestisce male il duello consentendo a Max di passarli entrambi. Nella prima metà di gara  non è neanche velocissimo e in un paio di TR lo si sente lamentarsi dei freni. Poi evidentemente qualcosa si aggiusta perché dal 45° giro in avanti è decisamente il più veloce in pista. Recupera tantissimo su Max ma quando quest’ultimo pitta al 50° a lui viene imposto di stare fuori per ben due giri che, purtroppo si riveleranno la zavorra che gli impedirà di ambire ad una posizione migliore. Come detto nel commento a Max, quest’ultimo è bravo nell’ultimo giro e mezzo a togliere punti di riferimento al nostro anche solo per immaginarsi un duello e finisce così. Sia per lui che per Max la scelta di allungare leggermente gli stint non ha pagato: una sana marcatura all’italiana avrebbe consentito ad entrambi di giocarsi l’ultimo stint immediatamente alle spalle di Russell e allora chissà cos’avremmo visto. Ma tant’è. Se pure nel suo week end meno brillante il buon Kimi è… brillante allora bene così!

PIASTRI voto 8 ½

Toh! Chi si rivede! Dopo una messe di gare molto spente (sia in senso letterale, e non è stata colpa sua, sia in senso figurato) ecco che finalmente vediamo Oscar tornare a esprimersi ai livelli che gli conoscevamo lo scorso anno. Veloce, solido e deciso nei sorpassi. La McLaren ha lo stesso motore di Mercedes ma non è certamente allo stesso livello come equilibrio generale della vettura e deve pagare pegno rispetto a loro sia in qualifica che in gara. Tuttavia, per la prima volta quest’anno ho visto Oscar tenere giù il piede in tutte le situazioni decisive della gara. Nel finale il suo ritmo è stato decisamente superiore a quello dei ferraristi in un senso più che proporzionale rispetto a quanto lo è stato Norris (che pure sappiamo che ha nella velocità nei finali di gara la sua qualità migliore) il che gli ha consentito sia di strappare loro la posizione sia di consolidarla arrivando con un buon margine sul traguardo. Bene così.

HAMILTON voto 7 ½

Ho già scritto in premessa delle perplessità sull’approccio alla gara che la Scuderia ha avuto in Austria. Non ingannino le posizioni in griglia perché con Max fuori e Antonelli e le McLaren ad alzare il piede non sappiamo come sarebbe finita. In gara, Lewis ha il merito di aver saputo ben eseguire l’unica strategia possibile per la Ferrari di oggi, tornata mangia-gomme come nei bui tempi andati, che consisteva nel provare le tre soste e vedere cosa succedeva. Be’, è successo che gli sono passati davanti. Non c’è molto altro da dire.

HADJAR voto 8-

Ancora bene il nostro buon Isack nonostante vari problemi, esattamente come a Montecarlo, gli guida sopra e recupera alla grande nella seconda metà di gara mostrando un ritmo notevolissimo quasi alla pari con quello di Max. Il “meno” del voto è per la qualifica in cui fa un passo indietro rispetto alle ultime uscite. In Q3 il suo best in 16.6 sarebbe stato piuttosto lontano da quello di Max che era proiettato sul 16.1 prima dell’incidente. Ma bene così.

NORRIS voto 6

Mezzo voto in più per il risultato comunque decente altrimenti era appena sotto la sufficienza. Perché? Perché in gara Landino nostro ne ha combinata una più di Bertoldo. Parte male, rischia di girarsi già alla prima curva e poi in curva 3, poi gira piano per tutto il primo stint, sbaglia anche strategia perché essendo rimasto indietro doveva fermarsi prima e anche il secondo pit è ritardato di 6 giri oltre il dovuto. È solo grazie al suo consueto buon ritmo nei finali di gara che riesce a riportarsi in posizioni consone. È un peccato perché veniva da una serie di gare ottime a livello di pilotaggio e in cui aveva battuto nettamente Piastri un po’ in tutto. Qui invece è accaduto il contrario. Diciamo che per essere un pessimo week end è andata comunque bene.

LECLERC voto 7 ½

La si veda come si vuole ma quando Charles decide di andare veloce non ce n’è per nessuno, nemmeno per l’Hamilton in periodo di grazia di queste settimane. Dopo le vicissitudini in qualifica degli scorsi GP è stato bello rivederlo al top. Difficile dire dove si sarebbe collocato senza l’incidente di Max ma intanto il suo l’aveva fatto. Mi è piaciuto meno in partenza quando ha forse preteso troppo dalla sua Ferrari che, orfana delle partenze al fulmicotone di inizio stagione, non avrebbe potuto più di tanto contro Russell in curva 3. D’altronde con 17 km/h in meno che poteva pretendere il buon Charles? Il problema è che in questo modo è stato costretto a far sfilare Hamilton e si è un po’ disunito facendosi prendere dalla foga di recuperare consumando le gomme ancora più di quanto ci si aspettasse. Poi ci si è messo Antonelli, a sua volta un po’ troppo agitato a inizio gara, a fargli perdere ulteriori posizioni. Il secondo stint lo ha trovato nel traffico e anche se non è stato male quanto a velocità quando aveva pista libera ha cmq perso troppo tempo vanificando così l’ipotesi di fare due sole soste. Anche a lui si è presentato lo strano fenomeno dell’inversione delle gomme: a Barcellona Ferrari andava bene con le bianche e male con le rosse mentre qui è avvenuto il contrario come si è visto nell’ultimo tratto di gara quando, esasperato dal pessimo passo che era costretto a fare, ha fatto un pit in più mettendo le rosse e muovendosi molto bene a livello di ritmo il che, per quanto inutile ai fini del risultato, spero gli abbia comunque dato materiale per ragionare sugli assetti dei prossimi GP. Già, perché tra le tante chiacchiere post gp la principale “accusa” a Ferrari è stata quella di aver privilegiato assetti non consoni alla gara oppure che abbiano settato la vettura come nelle precedenti gare senza aver tenuto conto delle modifiche al motore. Per quanto, come detto in premessa, si stiano vedendo convergenze di utilizzo della power unit, è chiaro che c’è ancora tanto da capire su come reagiscono le vetture dal punto di vista aerodinamico e ogni minimo cambiamento, evidentemente, rischia di far sballare tutti i dati precedentemente acquisiti. Ho anche sentito parlare di problemi ai freni il che sarebbe un po’ una beffa dopo quanto accaduto a Montecarlo ma credo che in questo caso le condizioni estreme (vedi i Racing Bulls e Cadillac) abbiano influito non poco. Intanto, dopo due zeri molto inopinati, è importante che si sia rivisto qualche lampo dei suoi.

LAWSON e LINBLAD – voto 8 e 7 ½

Di nuovo Racing Bulls sugli scudi. Bene! Ne approfitta ancora una volta Lawson, meglio piazzato, che nonostante problemi ai freni riesce a tenere un buon ritmo che per tutta la gara lo tiene a distanza dai pericoli che arrivavano da dietro. Mezzo voto in meno a Linblad, comunque buono, per aver fatto confusione quando poco prima di metà gara si è ritrovato dietro proprio Lawson, più veloce e con gomme più fresche e non lo lasciava passare rischiando di rovinare la strategia di tutto il team.

NOTE DI MERITO

Audi e i suoi due piloti non hanno colto punti ma se la sono giocata. Bortoleto ha sfiorato la Q3 in un circuito dove in teoria Audi era assai sfavorita. Bene così.

Cadillac (soprattutto Perez) ancora una volta davanti ad Aston Martin in qualifica e stavolta anche con margine.

NOTE DI DEMERITO

Cadillac ancora una volta bene in qualifica e disastrosa in gara con due macchine ritirate dopo due giri.

Deludenti le Alpine in un circuito in teoria favorevole.

 

 

Ci vediamo a Silverstone!

 

BASTIAN CONTRARIO (VIII): Stai calmo!

L’ultima vittoria di Russell risale all’inizio dl mondiale in Australia, quindi ha dovuto aspettare ben sette appuntamenti per rivedere il gradino più alto del podio. Immagino che in tutti questi mesi, per tenere la mente occupata, si sia messo a studiare bene l’italiano perché ormai Kimi gli è entrato nella testa, questo solo per potersi liberare, proprio come ha fatto sabato scorso, dopo aver conquistato quella discutibile pole. Infatti “Stai calmo” è quello che ha detto (proprio in italiano) immediatamente dopo aver passato il traguardo con la pole in tasca.

Stai calmo George perché se il mondiale è lungo per il nostro connazionale, lo è altrettanto per te e, qualifica prime e gara dopo, hanno dimostrato che allo stato attuale per vincere, hai bisogno necessariamente che tutto ti venga incontro (mi riferisco alla sorte). Sorte che lo ha aiutato molto e, in modo molto discutibile, già al sabato dove di sicuro anche la sua esperienza ha fatto la differenza in tal senso. Con un Verstappen incastrato nelle barriere, il minimo che la direzione gara potesse esporre, erano le doppie bandiere gialle per non dire proprio la rossa. Invece i giudici di gara, nella loro infinita saggezza, si sono limitati ad una semplice bandiera gialla dove l’inglese della Mercedes, ne ha approfittato mettendo in cassaforte la partenza al palo. Che esempio si da ai giovani piloti che guardano alla massima serie del motorsport? Che messaggio si da a tutti i colleghi di Russell per il futuro? Lo stesso Verstappen, appena viene avvisato della Virtual safety Car in piena gara, si lascia andare ad una battuta affilata come un rasoio dicendo “Questo significa che posso spingere a manetta! Sto scherzando…”; assolutamente geniale. La verità è che, indipendentemente da ciò che dicono le regole, è un fatto che queste ultime sono state applicate malissimo perché in qualifica, dove tutti spingono fino alla morte, i piloti hanno un solo dovere quando un loro collega è fuori pista parcheggiato in una via di fuga, che è quello di rallentare come minimo. Dov’è il “safety first” tanto decantato dalla F1? Dove sono i moniti profferiti dallo stesso George, che appena viene sfiorato da un suo collega, inizia a recitare il santo Rosario prima in macchina e, poi d’innanzi ai microfoni? Mi chiedo se sia giusto se lo stesso Kimi, dopo quanto visto, dica che anche lui si adeguerà in tal senso. Capisco benissimo le parole dell’italiano e, dubito che accelererà in caso di incidente con singola bandiera gialla, certo è che chi di dovere dovrà intervenire tempestivamente affinché questo sconcio al quale abbiamo assistito non si ripeta più.

Stai calmo George perché se in qualifica ti è andata bene, in gara ti è andata di lusso. Il nostro Kimi per ben due volte di seguito, per un solo giro, non ha beccato la Virtual Safety Car (clamoroso!) altrimenti ora staremmo parlando di altro. Evidentemente quando deve girare bene non c’è nulla che si possa fare, se non quella di incassare e ricominciare d’accapo. Sottolineo questo fatto non tanto per dimostrare che la fortuna gira, quanto per il fatto che Antonelli in un modo o nell’altro è sempre della partita e, comunque l’inglese della Mercedes non è mai scappato via dominando, proprio come il suo compagno a Montecarlo per esempio. Dopo la scorpacciata di vittorie da parte dell’italiano, siamo entrati in una parte del campionato dove conta tanto, in maniera preponderante, l’esperienza. Allora si, stai calmo Kimi perché fino a prova contraria chi deve rischiare, chi si deve rompersi l’osso del collo per recuperare la bellezza di ben quaranta punti, a parità di macchina, è Russell e non tu. Come ho già scritto su queste righe, l’italiano dalla sua ha un talento smisurato mentre il suo compagno, ha sulle spalle più di cento cinquanta GP, che gli permettono di mantenere il sangue freddo per cercare di recuperare il gap. La mancanza di questo importantissimo bagaglio per Kimi, lo si è visto proprio allo start in luogo del quale ha commesso due svarioni che gli sono costati non solo la posizione, bensì anche la probabile rincorsa al suo compagno di box. In questo secondo anno, dove Antonelli si sta già giocando il mondiale, tutto gli è concesso perché nessuno si sarebbe mai aspettato un exploit del genere, vero è visto che ormai è in ballo, che tanto vale danzare bene fino alla fine! Non ho motivo di credere che il ragazzino farà bene in futuro, perché proprio in gara non solo era uno dei più veloci, bensì non ha forzato nemmeno più di tanto contro un ritrovato Verstappen; pensando a portare più fieno in cascina possibile. Stai calmo dunque Kimi, perché se è vero che la Red Bull ha ritrovato il bandolo della matassa, questo non può che andare proprio a vantaggio tuo, perché più piloti si contenderanno la vittoria, più il tuo avversario dovrà lavorare e, il divario che ti separa dal tuo compagno ti permette di pensare con calma anziché strafare.

Il prossimo appuntamento che si terrà già questa settimana in Inghilterra sarà fondamentale per capire se, il miglioramento della Red Bull, sarà stato solamente frutto del circuito dove si è corso la settimana scorsa oppure funziona per davvero. Questo non vale solamente per i bibitari, se mai vale soprattutto per la Ferrari di Vasseur in luogo del quale, tra i monti stiriani, tutto quello che doveva andare storto è andato purtroppo male. Dopo quanto mostrato in Spagna, circuito che fa emergere tutti gli aspetti negativi e positivi di un progetto di F1, forse ci si era illusi che Ferrari potesse essere della partita, ed invece state calmi tutti quanti! Alla Rossa di Vasseur manca un piccolo particolare che si chiama potenza motore, che in un circuito come quello austriaco, fa la differenza eccome. Ci sarebbe da chiedersi come sarebbe andata se la Ferrari non avesse portato il primo aggiornamento ADUO? Nulla di eclatante sia chiaro, pochi cavalli certo, pochi cavalli che si vanno ad aggiungere a quello che già di buono abbiamo visto fino a quindici giorni fa. Nulla da fare dunque, anzi tutto da rifare se mai, perché in quel di Silverstone (pista dove il telaio conta eccome) si dovrà capire se quanto visto in Spagna è stato un caso oppure è replicabile. Perciò stai calmo Lewis con le dichiarazioni, dove ha affermato che il ritardo del motore è di un anno (alè!) e, stai meno calmo in pista, solo che questo non ha bisogno che glielo diciamo, visto e considerato come ha maltrattato Charles in gara. Quel sorpasso di cattiveria, quasi a spingerlo fuori, mi ha ricordato quando arrivò in Ferrari Alonso, il quale fece capire subito a Massa chi avrebbe comandato in squadra. Il buon Charles invece di darsi una calmata, si dovrebbe dare una mossa perché inizia ad essere davvero irriconoscibile. L’anno scorso eravamo qui a tessere le sue lodi perché era l’unico a salvare la faccia alla squadra, mentre ora che abbiamo una parvenza di vettura competitiva e, con la quale Lewis si trova fin troppo bene, eccolo che arranca e viene sverniciato (non solo per colpa sua ovviamente) da tutti i top player.

Fra qualche giorno si andrà a correre a casa di George e Norris certo, solo che non dobbiamo dimenticare che quella è anche casa di Hamilton… stai calmo tu che mi leggi!

Buon GP d’Inghilterra a tutti.

Vito Quaranta

RUSSELL TORNA A VINCERE IN AUSTRIA. FERRARI TORNA INDIETRO.

La bandiera gialla. Significa mare mosso. O pericolo. Dipende.

Sulle montagne austriache, la Ferrari porta il motore potenziato, e grazie ad una bandiera gialla, potrebbe monopolizzare la prima fila. Ma la FIA la pensa diversamente, e di questo parleremo nei P.S..

E così in pole parte Russell, che ritrova il passo del leader, davanti a Leclerc, che a sua volta ritrova la superiorità sul compagno, che è comunque terzo. Andrea da Casalecchio, che le bandiere le rispetta, si ritrova quarto.

Allo spegnimento dei semafori, i primi scattano nell’ordine, ma già dalle prime curve Leclerc capisce che oggi non sarà giornata. Prima subisce l’attacco prepotente di Hamilton, e poi quello di un impaziente Antonelli, il quale lo supera, va lungo, ridà la posizione ma nel farlo la perde anche da Verstappen, che supera pure Leclerc e si ritrova in terza posizione.

Dopodichè… passiamo direttamente alle fasi finali, dove ritroviamo le Ferrari quinta e ottava, Russell primo e Andrea terzo incollato a Verstappen secondo. I tre sono racchiusi in altrettanti secondi e l’italiano è incollato all’olandese, ma non riuscirà a passarlo.

Finisce così con Russell nuovamente vincitore, di poco davanti a Verstappen che si porta dietro Antonelli. Poi, staccati di oltre 20 secondi, Piastri, Hamilton, Hadjar, Norris, Leclerc a 45 secondi, e infine, doppiati, Lawson e Lindblad.

Fra una sola settimana si correrà a casa di Russell. Ad attenderlo, 570000 spettatori. Le bandiere gialle non saranno sicuramente un problema.

P.S. La bandiera gialla non significa necessariamente pericolo. Lo ha detto George. Il regolamento dice altro. Ma la FIA non perde occasione per essere incoerente, e quello di ieri è un episodio destinato ad essere un pericoloso precedente.

P.S. 2 Nuovamente, l’inglese non può più dire di non essere assistito dalla fortuna, che sta evidentemente ritornando anche dalla sua parte. Ma nel campionato resta secondo. E non è difficile immaginare che possa rimanerci.

P.S. 3 Come spesso è successo negli ultimi 20 anni, non appena sembra che gli aggiornamenti funzionino, e si crea un minimo di fiducia, la Ferrari sprofonda. Neanche il tempo di dire che, forse, il giudizio su Vasseur era sbagliato, che subito la sua squadra ritorna mediocre, segno che, evidentemente, ogni sprazzo è frutto delle circostanze. 

P.S. 4 Leclerc finito a 20 secondi dal compagno significa che una tendenza che si manifesta fin dalle prime gare sta diventando una regola, molto deludente per lui e per i suoi tifosi. Urge invertirla, questa tendenza. A maggior ragione se pure Jean definisce inappropriati i paragoni fra la sua storia con la Ferrari e quella di Charles.

P.S. 5 Andrea deve imparare ad essere più paziente. 3 lunghi nei primi due giri gli sono costati il secondo posto e, forse, la gara.

P.S. 6 CVD l’ADUO non è servito a niente. E in un circuito di motore la Red Bull è rimasta attaccata alla Mercedes, segno che le analisi della FIA non erano poi così sbagliate.

P.S. 7 La macchina di quel gran genio di Newey si è beccata 3 giri. Sarà veramente tutta colpa del motore? Pare di no.

* Immagine dal sito www.formula1.com

 

F1 2026 – GRAN PREMIO D’AUSTRIA

Il circus fa tappa in Austria per l’omonimo GP, sulla pista di casa Red Bull con la grande novità dei motori aggiornati permessa dall’ADUO e la curiosità di verificare quanto di quello visto al Montmelò possa valere anche per il Red Bull Ring.

Nel recente passato, ad ogni exploit Ferrari è sempre seguito un ridimensionamento più o meno marcato, un rientro nei ranghi talvolta mortificante. La prestazione vista in Spagna, unita al motore aggiornato e alla serie di curvoni veloci di alcune sezioni del tracciato austriaco fanno invece ben sperare, se non in una replica quanto meno in una conferma di permanenza ai piani alti, cercando di lottare per la vittoria.

immagine da m3motorcube.com

Tra i due piloti, la pista austriaca si adatterebbe più a Leclerc che a Hamilton ma considerando la buca in cui permane il monegasco da un mesetto a questa parte, è tutto da verificare. Leclerc in pratica non ne azzecca una dal duplice matrimonio sentimentale e professionale, in Austria è chiamato ad una prova convincente anche solo per non lasciare ancora più campo ad Hamilton.

Il Red Bull Ring è pista di motore e di frenate a volante dritto, di trazione in uscita da curve lente e da carico in quelle veloci, un mix che dovrebbe porre Mercedes e Ferrari quasi sullo stesso piano. La rarefazione dell’aria e il caldo torrido che potrebbe verificarsi potrebbe spaventare più Mercedes che il Cavallino sul piano dell’affidabilità ma siamo nel campo delle ipotesi.

immagine da france24.com

Tra i rivali la McLaren sembra quella con più ambizioni di lotta, considerando che il circuito austriaco è storicamente una pista amica e una serie di aggiornamenti aerodinamici che dovrebbero aiutarla un pò. Niente di clamoroso ma è un altro tassello nella tabella degli sviluppi che sembra indirizzaerà questo campionato.

La padrona di casa è invece quella meno decifrabile tra i quattro top team. La RB22 rimane una monoposto difficile da comprendere e con la tendenza a non essere stabile, passando dal sovrasterzo al sottosterzo da una curva all’altra. Verstappen ci mette del suo ma, almeno per quello che si è visto a Barcellona, non è sufficiente. Da verificare anche le conseguenze dell’ADUO che ha decretato la PU Ford come il migliore del lotto e quindi non meritevole di aggiornamenti, cosa che potrebbe accrescere la distanza nei confronti degli altri top team.

immagine da lavanguardia.com

Pirelli porterà le mescole più morbide a disposizione considerando che la pista austriaca non è molto esigente nei confronti degli pneumatici. Il caldo potrebbe incidere però sul degrado è regalare una gara con almeno due soste.

Questo gp e quello successivo di Silverstone potrebbero dire molto su quale sarà la direzione che prenderà la lotta per il titolo, se un lotta serrata o un nuovo predominio Mercedes.

Intanto una delle possibili turbolenze sembra essere stata placata con il rinnovo di Russell in Mercedes per il 2027. Niente Verstappen quindi, almeno per il momento e un pensiero in meno all’interno del box con il buon Antonelli che forse è quello più contento di tutti…

In attesa di capire come e quanto l’ADUO influirà sui rapporti di forza tra i team, la rincorsa agli sviluppi segnerà un altro passo importante a Silverstone, dove sarà Mercedes a introdurre un robusto pacchetto di aggionamenti. Forse proprio l’affidabilità, come visto in Canada e Spagna, potrebbe essere il vero ago della bilancia. variabile a cui non eravamo più abituati.

*immagine in evidenza da redbullring.com

Rocco Alessandro

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Quali certezze e quali dubbi ci ha lasciato l’ultimo GP, svoltosi in Spagna, l’altra domenica? Naturalmente mi riferisco ai principali concorrenti in lizza alla rincorsa al titolo: alla sorprendente Ferrari e, alla “solita” Mercedes. Perché inutile nasconderlo, a cominciare dal sottoscritto, mai avrei pensato che la Rossa potesse riuscire a vincere un GP, non dopo quanto sfoggiato dalla Mercedes nei primi sei appuntamenti della stagione. Su questa rubrica ho scritto, all’inizio del campionato, che il vero banco di prova della Ferrari del nuovo ciclo regolamentare si sarebbe giocato sugli sviluppi; vero tallone d’Achille di Maranello non da ora.

Gli aggiornamenti sono una materia molto spinosa, in quanto questi vengono programmati già in fase progettuale della vettura, per poi essere sviluppati e quindi modificati in corso d’opera, in base alle prestazioni e, ai dati che la stessa vettura fornisce GP dopo GP. Nello specifico i primi aggiornamenti che abbiamo visto sulla SF-26, programmati per il Bahrein, sono stati realizzati praticamente al buio! Mi spiego meglio: una squadra di F1, come ho detto prima, programma in anticipo il suo percorso di aggiornamenti e, poiché all’inizio (in fase progettuale) la macchina non gira in pista, necessariamente i primi upgrade devono essere portati sulla base di dati pressoché virtuali, basati quindi su quanto studiato in galleria del vento. Da qui è semplice intuire come sia facile cannare i suddetti aggiornamenti, materia nella quale Ferrari ha sempre eccelso purtroppo e, soprattutto si capisce come sia importante avere a disposizione una galleria all’avanguardia, con le persone giuste che naturalmente sanno interpretare i dati che fornisce. In virtù di quanto appena affermato si capisce il perché della tragica situazione in Aston Martin la quale, sebbene sia giustificata sul motore (quando mai?! Newey e soci sono andati in Giappone, a vedere a che punto stavano, poco prima di Natale… cose da pazzi!),  è anche vero che hanno sbagliato tutto nonostante abbiano una factory all’avanguardia e, lo “Schumacher” dei progettisti. Detto che il vero problema della squadra di Stroll Sr non è di mezzi, bensì di troppi “galli nel pollaio”, mi pare evidente che ci vorrà tempo per sincronizzare tutti quei cervelli. In Ferrari stiamo avendo la riprova che sta avvenendo il contrario, cioè i meccanismi degli ingranaggi sono sincroni e ben oliati. Il sottoscritto vede Vasseur (e chi ce l’ha messo) come fumo negli occhi, eppure al francese è stata data una cosa che ai suoi predecessori è sempre stata rifiutata: tranquillità, fiducia incondizionata e, soprattutto tempo. Dopo il disastro del 2025 il francese aveva già le valigie pronte davanti i cancelli di Maranello, in puro stile Ferrari e, se l’attuale Team Principal della Ferrari ha conservato il posto, è stato solo perché Charles e soprattutto Lewis, hanno fatto muro. Con molta probabilità questa è stata la vera fortuna del Presidente della Rossa (ricordate tutti quell’uscita dopo la vittoria del WEC da parte della stessa Ferrari?), fortuna perché come in tutte le squadre normali, che vogliono vincere, si viene a creare quella necessaria stabilità che è fondamentale per poter gettare le basi per poter tornare a vincere. Il paradosso di questa politica di cambi continui, a sua volta, è stata proprio la fortuna dello stesso Vasseur (chi ci sarebbe venuto infatti al suo posto, pena lo sputtanamento della sua carriera, a guidare la squadra?), consentendogli di rimanere dov’è e, in questo modo la Rossa ha cosi potuto, con tranquillità, “fare i conti” con i dati che gli sviluppi virtuali hanno fornito durante i primi GP. Avendo dei dati reali in mano la Ferrari, come tutte le squadre di F1 naturalmente, ha potuto effettuare la famosa correlazione, quindi capire cosa andava bene e cosa doveva essere cambiato, al fine di poter sviluppare i nuovi upgrade basati su dati reali. Gli aggiornamenti portati in Spagna, sono il risultato di quanto visto appunto nei primi GP della stagione e, in tal senso mi pare evidente la mano di Serra, unico vero pezzo pregiato dell’esercito di ingegneri (francesi!) che Fred ha portato a Maranello. Il buon Loic ha le stesse caratteristiche di Wachè in Red Bull: entrambi hanno lavorato in Micheline ed entrambi conoscono bene il significato di “interazione delle dinamiche della vettura in relazione al funzionamento degli pneumatici”. Ferrari in Spagna non degradava e, se subiva suddetto degrado, era veramente minimo. Prova ne è che la Rossa era su tre soste, strategia più lenta sulla carta secondo Pirelli e, Hamilton ha sfruttato a suo vantaggio il posteriore decisamente stabile della sua SF-26. Ciò che mi ha impressionato veramente della vittoria di Hamilton è stato il fatto che questa è avvenuta proprio a Barcellona, pista definita “galleria del vento a cielo aperto”, dato che le sue pieghe riassumono le caratteristiche della maggior parte dei circuiti del mondiale. L’ultima vittoria della Ferrari in Spagna risale ad Alonso, solo che in quel caso la vittoria arrivò più per merito delle palle del pilota che per la superiorità della vettura. Con Hamilton abbiamo si visto il campione ritrovato, solo che abbiamo anche e soprattutto visto una vettura che ha fatto il mazzo ai diretti rivali; li dove prima spadroneggiavano! Domenica prossima si corre in Austria, una pista favorevole a Mercedes sulla carta, dove vedremo quanto il pacchetto Rosso (tre decimi di vantaggio stimato secondo Autoracer.it), unito ad un aggiornamento di potenza del motore termico (cinque CV circa), cosa sarà in grado di fornire e, se confermerà la sua bontà su una pista “non amica”.  Una cosa è certa ed è quella che l’attuale Ferrari, attraverso il suo gruppo di lavoro e, con le “imposizioni” di Hamilton, sta iniziando a girare diversamente quindi in positivo, rispetto agli anni precedenti.

Anche Mercedes dovrà fugare non pochi dubbi, a cominciare dall’affidabilità delle sue componenti elettriche, volgarmente riassunte in un unico termine che è la batteria. In Canada ho insinuato il dubbio, dopo la rottura di Russell, perché affermai “siamo sicuri che tutto quello spingere, da parte di George per difendersi da Kimi, non sia stata la causa della rottura stessa?”. Ebbene secondo Mercedes (fonte Autoracer.it) molto probabilmente la causa del problema al pacco batteria non è tanto nei componenti della stessa, quanto alle sollecitazioni (cordoli etc) che essa deve subire e quindi sopportare per tutta la durata del GP. Ad ogni modo i crucchi stanno già intervenendo (aggiornamento previsto per l’Inghilterra), solo che la soluzione non è dietro l’angolo e, a questo si unisce il duello che sta avvenendo a casa loro tra i due piloti. Russell non è stato capace di vincere nemmeno con Kimi ritirato e, prima che questo si fermasse definitivamente, era comunque davanti all’inglese umiliandolo per l’ennesima volta. Toto nel post GP aveva parlato addirittura di team order per il futuro e, con questa imprevedibile Ferrari e, con i problemi di affidabilità che stanno subendo, il discorso non è tanto peregrino. Detto che i team order fanno schifo a prescindere e, che ora come ora è veramente presto per attuare questa bestemmia, c’è da sottolineare che l’italiano ha tutto il vantaggio di beneficiare di un eventuale ordine di scuderia, al fine di conservare l’ampio margine in classifica che si è sudato sino ad ora. In Austria sicuramente il nostro connazionale vorrà e dovrà reagire, resta solo da vedere con quale esito. Gli ingredienti ci sono tutti per un nuovo weekend di polemiche e di gioie.

Buon GP d’Austria a tutti.

Vito Quaranta

Life is racing, all the rest is waiting