La fine del GP di Miami ha sancito l’inizio di una nuova e lunga pausa, sebbene più corta rispetto a quella che ha imposto la guerra in Medio Oriente. Purtroppo l’attuale F1 non mi fa vivere nell’ansia dell’attesa come in passato e, questo la dice lunga sullo stato d’animo in cui verso e, purtroppo non credo di essere il solo. Nonostante il magone eppur si muove, come dice un vecchio adagio, se prendiamo in considerazione le parole di Ben Sulayem, capo supremo della FIA. Infatti “il vecchio” Ben, in questa giorni di pausa, ha sganciato la bomba. Già l’anno scorso sottolineai le sue parole, a riguardo di un potenziale ritorno ai motori aspirati, il che era (all’epoca) veramente clamoroso visto e considerato che il nuovo regolamento nemmeno era stato attuato, che già si parlava di cambiarlo! Come già dissi se quelle persone parlano è perché, rispetto a noi comuni mortali, ne sanno molto di più ed evidentemente se il Presidente della FIA già all’epoca si sbilanciò, è perché evidentemente aveva già capito verso quale baratro la F1, di nuova concezione, si sarebbe diretta. Ecco che a distanza di un anno e, con solo quattro GP disputati, l’argomento ritorna prepotente tanto da essere annunciato a gran voce proprio dallo stesso Sulayem, affermando che riavremo i V8 già nel 2030! L’argomento naturalmente ha una sua complessità, anche perché non è che si costruisce un motore di nuova concezione dall’oggi al domani, eppure col nuovo statuto della Federazione quest’ultima potrà imporre, a partire dal 2031, le nuove motorizzazioni senza il consenso degli stessi motoristi. L’obiettivo del Presidente FIA in realtà, è quello di anticipare codeste motorizzazioni, al fine di tornare ad una apparente normalità il più presto possibile.
Come ho detto poc’anzi questo argomento è molto spinoso, perché sebbene la volontà (almeno da una parte) c’è tutta, è anche vero che gli investimenti profusi da tutti i motoristi, specie da parte di quelli che sono entrati in F1 proprio per questo regolamento, sono stati ingenti. La Federazione, per bocca del solito Tombazis, ammette (candidamente) che il mercato dei motori sta “evolvendo” e, che l’attuale regolamento, è stato scritto proprio perché la maggior parte dei motoristi erano convinti che nel giro di poco, saremmo andati per strada tutti in monopattino elettrico. Nella logica delle cose, fino a prova contraria, a comandare il mercato è la domanda e non l’ideologia, ed ecco il passo indietro in cui si apre questo spiraglio dove gli stessi team si trovano disponibili ad un cambiamento del genere. Naturalmente chi ha avuto da ridire, neanche a farlo apposta, è stato lo stesso Wolff il quale resta “più cauto” in merito. Personalmente auspico che questo cambiamento avvenga il prima possibile, perché sarebbe ossigeno puro per questa F1 che è stata violentata nell’essenza della sua anima e, ciò lo dico a dispetto di chi tesse le lodi di questo Sistema e, nonostante lo stesso celebri a gran voce l’aumento degli introiti attraverso i rapporti (record!) trimestrali. Naturalmente questo ritorno al passato, se cosi possiamo chiamarlo, avverrebbe nel rispetto dell’ambiente (mentre lo scrivo, oltre a farmi schifo da solo, in questo momento la moglie di LeClerc in stile “Contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare”, inaugura il nuovo panfilo “Sedici” gentilmente preso dal marito… sigh!) perché verrebbero usati gli attuali carburanti “zero carbon”. Eppure in merito a ciò mi sento di dire, che cosi come stiamo parlando già di motori aspirati, al primo anno regolamentare dei motori elettrici, non è affatto detto che più si avvicinerà la data eventuale del ritorno ai V8 e, magari ci ritroveremo ad affrontare argomenti di cambiamento anche in merito agli stessi carburanti… fosse solo per l’attuale costo astronomico degli stessi.
Nel frattempo la F1 corre ai ripari già per l’anno prossimo: infatti prima del GP di Miami avevo asserito che tutte le modifiche apportate, sulla velocità di ricarica, sarebbero state un palliativo visto e considerato che il rapporto di potenza (tra ICE ed ERS) rimaneva stabile. Ecco allora che il Sistema, ammettendo a denti stretti l’errore commesso in fase progettuale, annuncia che per l’anno prossimo il rapporto verrà modificato in modo tale che l’ICE guadagnerà 50KW di potenza e, l’ERS ne perderà altrettanti. In questo modo, dando una maggiore valenza al motore a combustione interna, i fenomeni di super clipping e “harvesting” ai quali ora siamo abituati, verranno molto attenuati. Del resto era inevitabile che si intervenisse proprio sul rapporto di potenza tra i due motori visto che, come ho già detto in passato, la fisica non te la puoi inventare.
Voglio concludere questo mio scritto parlando di un argomento spinoso che è rappresentato dalla permanenza di Hamilton in Ferrari. Come sempre durante le pause lunghe e forzate, in assenza di argomentazioni, ci si inventa di tutto. Vero è che le voci che riguardano Hamilton non sono tanto campate in aria, visto che è la Ferrari ad avere un’opzione a favore per il 2027. La prestazione americana del campione inglese è stata inquinata dall’eccessiva perdita di carico, dovuto all’incidente che lo ha coinvolto con Colapinto, quindi come al solito c’è sempre una sorta di giustificazione che riesce a salvare Hamilton dall’essere giudicato completamente. Eppure in merito a ciò mi verrebbe da dire, che ci faceva lui a scornarsi con il pilota Alpine, mentre il compagno stava cercando disperatamente di giocarsi la vittoria? Detto questo la vera domanda che mi pongo, caso mai fosse vero che Lewis volesse concentrarsi esclusivamente su Kim Kardashian, è chi mettere al suo posto? Davvero Bearman è la soluzione? Di sicuro un giovane affamato e, di certo talentuoso non può fare peggio dell’inglese, vero è che è anche naturale paragonare il giovane della Haas con il nostro (giovanissimo) connazionale in Mercedes e mi chiedo: “Cosa può dare realmente uno come Ollie, in luogo del quale ha tutto da perdere, in questa Ferrari”? Naturalmente oltre a questo paragone, di rimando, gli accostamenti tra Verstappen e la Rossa sono arrivati in automatico, solo che lo stesso olandese ha detto chiaramente che a lui interessa solamente vincere e, in questa Ferrari dove gli utili piovono indipendentemente dai risultati in pista, non so quanto spazio ci sia per uno come Max. Detto comunque che se il campione olandese fosse su mercato, Ferrari dovrebbe fare carte false per prenderlo, è anche vero che se ciò avvenisse è perché forse (e dico forse!), a Maranello realmente eventualmente avrebbero messo giudizio per provare a cambiare realmente una realtà che attualmente, al di là “dell’ottimo” telaio della SF-26, resta triste. L’arrivo eventuale di Max al posto di Hamilton sarebbe la legnata definitiva a Charles, da parte della dirigenza della quale egli si è tanto fidato, perché sarebbe indubbio che con l’olandese in squadra la musica cambierebbe non poco perché Max, questo Max, decisamente non è questo Lewis. Da qui si ritorna a ciò che ho sempre affermato sul monegasco e cioè che anche lui ha una responsabilità non da poco nel corso di questa Ferrari.
Ritorno a motori V8, addio di Hamilton, arrivo di Verstappen in Ferrari… le pause lunghe fanno male!
Vito Quaranta



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