Il GP del Canada, che si svolgerà domenica prossima, rappresenta un crocevia molto importante per la rincorsa al titolo da parte dei due alfieri Mercedes innanzitutto e, dei diretti inseguitori immediatamente dopo. Per inseguitori mi riferisco a McLaren naturalmente, visto che col pacchetto di aggiornamento che hanno portato in quel di Miami, hanno colmato un gap molto importante perché è bene ricordare, che fino a prima del suddetto GP, i papaya correvano praticamente con la MCL-40 di febbraio. Con la comprensione del motore a loro disposizione e, con le migliorie apportate, le quali non si fermano qui, visto che proprio in Canada McLaren ne porterà altre al fine di completare il primo pacchetto di aggiornamento previsto per questa prima parte di stagione, i papaya possono essere considerati seriamente dei rivali nel contendersi il titolo in questa lunga stagione che è iniziata proprio in Florida. Su queste righe più e più volte è stato detto di non sottovalutare il potenziale della squadra di Woking e, in tal senso, già Binotto a febbraio in un’intervista rilasciata a Terruzzi, affermò che solo perché cambia il regolamento non significa che i numeri uno divengono secondi o peggio, proprio perché cambia tutto. La squadra, gli elementi che la compongono, sempre quelli rimangono e non è che si rimbambiscono dall’oggi al domani. L’ex Team Principal Rosso è stato a dir poco profetico (il mio è un eufemismo visto che ci lavora da più di vent’anni nell’ambiente F1) e non poteva essere diversamente del resto. In questa rincorsa ai migliori mi piacerebbe poter inserire Ferrari, la quale addirittura dovrebbe essere il riferimento considerando le parole che il Presidente spese quattro anni orsono, invece la squadra di Vasseur si trova nella scomoda situazione di essere un’attendista. Infatti la Ferrari di Charles&Lewis, ormai è risaputo, ha un cronico difetto di potenza che si attesta sui trenta cavalli circa e, in un regolamento in cui il motore (almeno all’inizio dello stesso) è tutto, ecco che Ferrari non può che inseguire con affanno e, appunto attendere che gli venga attribuito l’ADUO.
A tal proposito la Federazione non fa altro che spendersi in parole rassicuranti, su tale strumento, che deve permettere a chi è indietro di poter recuperare e, nel frattempo che tutti noi cerchiamo di capire non tanto il criterio di assegnazione, quanto se mai quando verrà rilasciato, la Rossa di certo non ci fa affatto una bella figura nel dover sperare in questo tipo di aiuto. Oltretutto gli sviluppi che verranno concessi per migliorare la parte endotermica del motore, bisogna vedere come si sposeranno con le modifiche del prossimo futuro, visto e considerato che tutti hanno dovuto alzare bandiera bianca, nonostante gridino ai quattro venti che va tutto bene, dato che dall’anno prossimo il rapporto di potenza tra motore a combustione e quello elettrico verrà modificato in maniera marcato. Di fatto l’intero sistema sconfessa tutto quello che ha concepito, per ritornare sebbene in maniera marginale, alle motorizzazioni precedenti. La mia naturalmente è un’esagerazione perché ai motori dell’anno scorso di certo non si potrà ritornare, di certo tutti hanno dovuto ammettere che dare cosi importanza alla parte elettrica è stato un azzardo, a maggior ragione senza quella componente che ha fatto la differenza e che poi è stato bandita; ovvero l’MGU-H. Il vero difetto dell’attuazione di questo regolamento è quello di pianificarlo a lungo termine, quando poi le condizioni socio economiche dell’intero pianeta mutano velocemente. Infatti l’attuale regolamento è stato varato tra il 2020 ed il 2021 e, già ora risulta anacronistico (considerando l’attuale situazione del mercato dell’auto) oltre che inadeguato. Affermo questo perché la F1, potenzialmente, sta ricadendo nella stessa trappola visto che si parla del ritorno ai V8 tra il 2030 ed il 2031. A questo punto è lecito chiedersi come sarà il mondo per quella data, in relazione a queste eventuali motorizzazioni? La domanda dunque non è peregrina perché tutto il sistema potrebbe ritrovarsi nuovamente in ritardo rispetto alla realtà economica di quel tempo futuro. Discorso ipotetico e complesso allo stesso tempo, eppure l’unica certezza rimane la nostra Rossa, perché allo stato attuale l’unico scenario che riesco a prevedere con facilità è che la Ferrari starà sempre ad inseguire. Triste da dire eppure quando vedo lo stesso Vasseur tutto contento che potrà usufruire dell’ADUO, quando in realtà bisognerebbe avere ben altro umore dato che anche questo regolamento è stato disatteso, non posso che pensare alla mediocrità del modo di agire. Il nostro Team Principal ha affermato che il mondiale prenderà una nuova piega, quando ci sarà l’aggiornamento sul motore e, magari potrebbe essere anche vero, solo che bisognerà vedere dove si troveranno i principali competitor nel frattempo. La SF-26 con la mole di aggiornamenti portati in quel di Miami di certo non ha fallito nel comportamento, solo che non è stato sufficiente ne tanto meno ci si aspettava che potesse avvenire il miracolo (in F1 esistono?), questo perché gli altri semplicemente non sono stati a guardare. Questo è strettamente collegato a quanto detto poc’anzi, quindi almeno per il momento difficilmente la Rossa potrà uscirne bene, nonostante le parole del “nostro” Team Principal.
Ritornando al principio di questo scritto ciò che veramente mi attrae, è vedere come reagirà Russell, alla furia inaspettata (forse non tutti sono stati sorpresi) del nostro connazionale che fino ad ora ha dimostrato. Da domenica prossima si sancirà un principio e cioè che ogni domenica di gara sarà il momento giusto affinché i due si tocchino. Come sempre accade, quando due compagni di squadra hanno un mezzo competitivo e, soprattutto la chance di potersi giocare l’obiettivo pesante, i sorrisi di circostanza, l’amicizia (beato chi ci crede!) e, le pacche sulle spalle vengono messe da parte ed ognuno fa uscire fuori la propria vera natura. Russell si trova in questo momento in una situazione molto scomoda e, non mi riferisco alla posizione in classifica in luogo del quale venti punti non sono nulla, su un mondiale ancora cosi lungo bensì, mi riferisco al suo status di prima guida e capo squadra il quale è stato ampiamente messo in discussione. La Mercedes ha trovato un talento in Kimi e già mezzo team è tutto per lui e questo, fino all’Australia (unico GP al momento vinto dall’inglese), era praticamente impensabile. Ora il buon George è costretto a rimboccarsi le maniche e dovrà far valere tutta la sua esperienza, nonché cattiveria agonistica, se vorrà riprendersi lo scettro di prima guida del team. Kimi da par suo non avrà nessun timore riverenziale, sia perché ci ha preso gusto nel vincere e sia perché lui, come ogni pilota che si rispetti, è in F1 solo e soltanto per vincere. Mercedes ha già esperienza in merito e, sebbene il 2016 non sia paragonabile a questa situazione, di certo ha fatto fare le ossa a tutti, come si suol dire, in termini di gestioni difficili. Fino a quando ci sarà fair play tra i due? Fino a quando Toto riuscirà a farli ragionare? Più l’obiettivo si avvicinerà più la tensione aumenterà e, come ho detto, il GP di domenica prossima segnerà un primo importante crocevia perché Russell o darà una risposta forte oppure per lui inizierà a mettersi in discussione tutto, specie se gli avversari si avvicineranno per dare fastidio. Kimi da par suo dovrà dimostrare di meritare quella prima posizione gestendo il primo importante pacchetto di aggiornamento che la Mercedes proprio in Canada porterà: l’anno scorso quando la squadra di Allison portò una sospensione nuova, coincise con un calo preoccupante dell’italiano (l’esperienza di Russell prevalse), ora a distanza di un anno l’italiano si troverà di fronte il primo vero importante esame della sua carriera.
Buon GP del Canada a tutti.
Vito Quaranta