IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Il GP del Canada, che si svolgerà domenica prossima, rappresenta un crocevia molto importante per la rincorsa al titolo da parte dei due alfieri Mercedes innanzitutto e, dei diretti inseguitori immediatamente dopo. Per inseguitori mi riferisco a McLaren naturalmente, visto che col pacchetto di aggiornamento che hanno portato in quel di Miami, hanno colmato un gap molto importante perché è bene ricordare, che fino a prima del suddetto GP, i papaya correvano praticamente con la MCL-40 di febbraio. Con la comprensione del motore a loro disposizione e, con le migliorie apportate, le quali non si fermano qui, visto che proprio in Canada McLaren ne porterà altre al fine di completare il primo pacchetto di aggiornamento previsto per questa prima parte di stagione, i papaya possono essere considerati seriamente dei rivali nel contendersi il titolo in questa lunga stagione che è iniziata proprio in Florida. Su queste righe più e più volte è stato detto di non sottovalutare il potenziale della squadra di Woking e, in tal senso, già Binotto a febbraio in un’intervista rilasciata a Terruzzi, affermò che solo perché cambia il regolamento non significa che i numeri uno divengono secondi o peggio, proprio perché cambia tutto. La squadra, gli elementi che la compongono, sempre quelli rimangono e non è che si rimbambiscono dall’oggi al domani. L’ex Team Principal Rosso è stato a dir poco profetico (il mio è un eufemismo visto che ci lavora da più di vent’anni nell’ambiente F1) e non poteva essere diversamente del resto. In questa rincorsa ai migliori mi piacerebbe poter inserire Ferrari, la quale addirittura dovrebbe essere il riferimento considerando le parole che il Presidente spese quattro anni orsono, invece la squadra di Vasseur si trova nella scomoda situazione di essere un’attendista. Infatti la Ferrari di Charles&Lewis, ormai è risaputo, ha un cronico difetto di potenza che si attesta sui trenta cavalli circa e, in un regolamento in cui il motore (almeno all’inizio dello stesso) è tutto, ecco che Ferrari non può che inseguire con affanno e, appunto attendere che gli venga attribuito l’ADUO.

A tal proposito la Federazione non fa altro che spendersi in parole rassicuranti, su tale strumento, che deve permettere a chi è indietro di poter recuperare e, nel frattempo che tutti noi cerchiamo di capire non tanto il criterio di assegnazione, quanto se mai quando verrà rilasciato, la Rossa di certo non ci fa affatto una bella figura nel dover sperare in questo tipo di aiuto. Oltretutto gli sviluppi che verranno concessi per migliorare la parte endotermica del motore, bisogna vedere come si sposeranno con le modifiche del prossimo futuro, visto e considerato che tutti hanno dovuto alzare bandiera bianca, nonostante gridino ai quattro venti che va tutto bene, dato che dall’anno prossimo il rapporto di potenza tra motore a combustione e quello elettrico verrà modificato in maniera marcato. Di fatto l’intero sistema sconfessa tutto quello che ha concepito, per ritornare sebbene in maniera marginale, alle motorizzazioni precedenti. La mia naturalmente è un’esagerazione perché ai motori dell’anno scorso di certo non si potrà ritornare, di certo tutti hanno dovuto ammettere che dare cosi importanza alla parte elettrica è stato un azzardo, a maggior ragione senza quella componente che ha fatto la differenza e che poi è stato bandita; ovvero l’MGU-H. Il vero difetto dell’attuazione di questo regolamento è quello di pianificarlo a lungo termine, quando poi le condizioni socio economiche dell’intero pianeta mutano velocemente. Infatti l’attuale regolamento è stato varato tra il 2020 ed il 2021 e, già ora risulta anacronistico (considerando l’attuale situazione del mercato dell’auto) oltre che inadeguato. Affermo questo perché la F1, potenzialmente, sta ricadendo nella stessa trappola visto che si parla del ritorno ai V8 tra il 2030 ed il 2031. A questo punto è lecito chiedersi come sarà il mondo per quella data, in relazione a queste eventuali motorizzazioni? La domanda dunque non è peregrina perché tutto il sistema potrebbe ritrovarsi nuovamente in ritardo rispetto alla realtà economica di quel tempo futuro. Discorso ipotetico e complesso allo stesso tempo, eppure l’unica certezza rimane la nostra Rossa, perché allo stato attuale l’unico scenario che riesco a prevedere con facilità è che la Ferrari starà sempre ad inseguire. Triste da dire eppure quando vedo lo stesso Vasseur tutto contento che potrà usufruire dell’ADUO, quando in realtà bisognerebbe avere ben altro umore dato che anche questo regolamento è stato disatteso, non posso che pensare alla mediocrità del modo di agire. Il nostro Team Principal ha affermato che il mondiale prenderà una nuova piega, quando ci sarà l’aggiornamento sul motore e, magari potrebbe essere anche vero, solo che bisognerà vedere dove si troveranno i principali competitor nel frattempo. La SF-26 con la mole di aggiornamenti portati in quel di Miami di certo non ha fallito nel comportamento, solo che non è stato sufficiente ne tanto meno ci si aspettava che potesse avvenire il miracolo (in F1 esistono?), questo perché gli altri semplicemente non sono stati a guardare. Questo è strettamente collegato a quanto detto poc’anzi, quindi almeno per il momento difficilmente la Rossa potrà uscirne bene, nonostante le parole del “nostro” Team Principal.

Ritornando al principio di questo scritto ciò che veramente mi attrae, è vedere come reagirà Russell, alla furia inaspettata (forse non tutti sono stati sorpresi) del nostro connazionale che fino ad ora ha dimostrato. Da domenica prossima si sancirà un principio e cioè che ogni domenica di gara sarà il momento giusto affinché i due si tocchino. Come sempre accade, quando due compagni di squadra hanno un mezzo competitivo e, soprattutto la chance di potersi giocare l’obiettivo pesante, i sorrisi di circostanza, l’amicizia (beato chi ci crede!) e, le pacche sulle spalle vengono messe da parte ed ognuno fa uscire fuori la propria vera natura. Russell si trova in questo momento in una situazione molto scomoda e, non mi riferisco alla posizione in classifica in luogo del quale venti punti non sono nulla, su un mondiale ancora cosi lungo bensì, mi riferisco al suo status di prima guida e capo squadra il quale è stato ampiamente messo in discussione. La Mercedes ha trovato un talento in Kimi e già mezzo team è tutto per lui e questo, fino all’Australia (unico GP al momento vinto dall’inglese), era praticamente impensabile. Ora il buon George è costretto a rimboccarsi le maniche e dovrà far valere tutta la sua esperienza, nonché cattiveria agonistica, se vorrà riprendersi lo scettro di prima guida del team. Kimi da par suo non avrà nessun timore riverenziale, sia perché ci ha preso gusto nel vincere e sia perché lui, come ogni pilota che si rispetti, è in F1 solo e soltanto per vincere. Mercedes ha già esperienza in merito e, sebbene il 2016 non sia paragonabile a questa situazione, di certo ha fatto fare le ossa a tutti, come si suol dire, in termini di gestioni difficili. Fino a quando ci sarà fair play tra i due? Fino a quando Toto riuscirà a farli ragionare? Più l’obiettivo si avvicinerà più la tensione aumenterà e, come ho detto, il GP di domenica prossima segnerà un primo importante crocevia perché Russell o darà una risposta forte oppure per lui inizierà a mettersi in discussione tutto, specie se gli avversari si avvicineranno per dare fastidio. Kimi da par suo dovrà dimostrare di meritare quella prima posizione gestendo il primo importante pacchetto di aggiornamento che la Mercedes proprio in Canada porterà: l’anno scorso quando la squadra di Allison portò una sospensione nuova, coincise con un calo preoccupante dell’italiano (l’esperienza di Russell prevalse), ora a distanza di un anno l’italiano si troverà di fronte il primo vero importante esame della sua carriera.

Buon GP del Canada a tutti.

Vito Quaranta

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

La fine del GP di Miami ha sancito l’inizio di una nuova e lunga pausa, sebbene più corta rispetto a quella che ha imposto la guerra in Medio Oriente. Purtroppo l’attuale F1 non mi fa vivere nell’ansia dell’attesa come in passato e, questo la dice lunga sullo stato d’animo in cui verso e, purtroppo non credo di essere il solo. Nonostante il magone eppur si muove, come dice un vecchio adagio, se prendiamo in considerazione le parole di Ben Sulayem, capo supremo della FIA. Infatti “il vecchio” Ben, in questa giorni di pausa, ha sganciato la bomba. Già l’anno scorso sottolineai le sue parole, a riguardo di un potenziale ritorno ai motori aspirati, il che era (all’epoca) veramente clamoroso visto e considerato che il nuovo regolamento nemmeno era stato attuato, che già si parlava di cambiarlo! Come già dissi se quelle persone parlano è perché, rispetto a noi comuni mortali, ne sanno molto di più ed evidentemente se il Presidente della FIA già all’epoca si sbilanciò, è perché evidentemente aveva già capito verso quale baratro la F1, di nuova concezione, si sarebbe diretta. Ecco che a distanza di un anno e, con solo quattro GP disputati, l’argomento ritorna prepotente tanto da essere annunciato a gran voce proprio dallo stesso Sulayem, affermando che riavremo i V8 già nel 2030! L’argomento naturalmente ha una sua complessità, anche perché non è che si costruisce un motore di nuova concezione dall’oggi al domani, eppure col nuovo statuto della Federazione quest’ultima potrà imporre, a partire dal 2031, le nuove motorizzazioni senza il consenso degli stessi motoristi. L’obiettivo del Presidente FIA in realtà, è quello di anticipare codeste motorizzazioni, al fine di tornare ad una apparente normalità il più presto possibile.

Come ho detto poc’anzi questo argomento è molto spinoso, perché sebbene la volontà (almeno da una parte) c’è tutta, è anche vero che gli investimenti profusi da tutti i motoristi, specie da parte di quelli che sono entrati in F1 proprio per questo regolamento, sono stati ingenti. La Federazione, per bocca del solito Tombazis, ammette (candidamente) che il mercato dei motori sta “evolvendo” e, che l’attuale regolamento, è stato scritto proprio perché la maggior parte dei motoristi erano convinti che nel giro di poco, saremmo andati per strada tutti in monopattino elettrico. Nella logica delle cose, fino a prova contraria, a comandare il mercato è la domanda e non l’ideologia, ed ecco il passo indietro in cui si apre questo spiraglio dove gli stessi team si trovano disponibili ad un cambiamento del genere. Naturalmente chi ha avuto da ridire, neanche a farlo apposta, è stato lo stesso Wolff il quale resta “più cauto” in merito. Personalmente auspico che questo cambiamento avvenga il prima possibile, perché sarebbe ossigeno puro per questa F1 che è stata violentata nell’essenza della sua anima e, ciò lo dico a dispetto di chi tesse le lodi di questo Sistema e, nonostante lo stesso celebri a gran voce l’aumento degli introiti attraverso i rapporti (record!) trimestrali. Naturalmente questo ritorno al passato, se cosi possiamo chiamarlo, avverrebbe nel rispetto dell’ambiente (mentre lo scrivo, oltre a farmi schifo da solo, in questo momento la moglie di LeClerc in stile “Contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare”, inaugura il nuovo panfilo “Sedici” gentilmente preso dal marito… sigh!) perché verrebbero usati gli attuali carburanti “zero carbon”. Eppure in merito a ciò mi sento di dire, che cosi come stiamo parlando già di motori aspirati, al primo anno regolamentare dei motori elettrici, non è affatto detto che più si avvicinerà la data eventuale del ritorno ai V8 e, magari ci ritroveremo ad affrontare argomenti di cambiamento anche in merito agli stessi carburanti… fosse solo per l’attuale costo astronomico degli stessi.

Nel frattempo la F1 corre ai ripari già per l’anno prossimo: infatti prima del GP di Miami avevo asserito che tutte le modifiche apportate, sulla velocità di ricarica, sarebbero state un palliativo visto e considerato che il rapporto di potenza (tra ICE ed ERS) rimaneva stabile. Ecco allora che il Sistema, ammettendo a denti stretti l’errore commesso in fase progettuale, annuncia che per l’anno prossimo il rapporto verrà modificato in modo tale che l’ICE guadagnerà 50KW di potenza e, l’ERS ne perderà altrettanti. In questo modo, dando una maggiore valenza al motore a combustione interna, i fenomeni di super clipping e “harvesting” ai quali ora siamo abituati, verranno molto attenuati. Del resto era inevitabile che si  intervenisse proprio sul rapporto di potenza tra i due motori visto che, come ho già detto in passato, la fisica non te la puoi inventare.

Voglio concludere questo mio scritto parlando di un argomento spinoso che è rappresentato dalla permanenza di Hamilton in Ferrari. Come sempre durante le pause lunghe e forzate, in assenza di argomentazioni, ci si inventa di tutto. Vero è che le voci che riguardano Hamilton non sono tanto campate in aria, visto che è la Ferrari ad avere un’opzione a favore per il 2027. La prestazione americana del campione inglese è stata inquinata dall’eccessiva perdita di carico, dovuto all’incidente che lo ha coinvolto con Colapinto, quindi come al solito c’è sempre una sorta di giustificazione che riesce a salvare Hamilton dall’essere giudicato completamente. Eppure in merito a ciò mi verrebbe da dire, che ci faceva lui a scornarsi con il pilota Alpine, mentre il compagno stava cercando disperatamente di giocarsi la vittoria? Detto questo la vera domanda che mi pongo, caso mai fosse vero che Lewis volesse concentrarsi esclusivamente su Kim Kardashian, è chi mettere al suo posto? Davvero Bearman è la soluzione? Di sicuro un giovane affamato e, di certo talentuoso non può fare peggio dell’inglese, vero è che è anche naturale paragonare il giovane della Haas con il  nostro (giovanissimo) connazionale in Mercedes e mi chiedo: “Cosa può dare realmente uno come Ollie, in luogo del quale ha tutto da perdere, in questa Ferrari”? Naturalmente oltre a questo paragone, di rimando, gli accostamenti tra Verstappen e la Rossa sono arrivati in automatico, solo che lo stesso olandese ha detto chiaramente che a lui interessa solamente vincere e, in questa Ferrari dove gli utili piovono indipendentemente dai risultati in pista, non so quanto spazio ci sia per uno come Max. Detto comunque che se il campione olandese fosse su mercato, Ferrari dovrebbe fare carte false per prenderlo, è anche vero che se ciò avvenisse è perché forse (e dico forse!), a Maranello realmente eventualmente avrebbero messo giudizio per provare a cambiare realmente una realtà che attualmente, al di là “dell’ottimo” telaio della SF-26, resta triste. L’arrivo eventuale di Max al posto di Hamilton sarebbe la legnata definitiva a Charles, da parte della dirigenza della quale egli si è tanto fidato, perché sarebbe indubbio che con l’olandese in squadra la musica cambierebbe non poco perché Max, questo Max, decisamente non è questo Lewis. Da qui si ritorna a ciò che ho sempre affermato sul monegasco e cioè che anche lui ha una responsabilità non da poco nel corso di questa Ferrari.

Ritorno a motori V8, addio di Hamilton, arrivo di Verstappen in Ferrari… le pause lunghe fanno male!

Vito Quaranta

LE NON PAGELLE DI MIAMI 2026

Miami, terra di eccessi, di finzioni sceniche, di finte navi da crociera con piscina che più pacchiane non si può, di verità sportive che, ogni tanto, emergono con violenza brutale. Dopo Melbourne avevamo dei sospetti, in Cina abbiamo lasciato qualche lacrima di commozione ma c’era il sentore di colpo di fortuna, in Giappone quasi non ci credevamo e ora? dopo Miami? Tre indizi la fanno una prova inconfutabile?

Andrea Kimi Antonelli non è il futuro della Formula 1. È il presente, e pure un presente che picchia forte.

Su un circuito sporco, complesso, per certi versi illogico come Miami, dove la gestione dell’energia elettrica è una tortura mentale e ogni errore si paga a carissimo prezzo, è emersa una gerarchia chiara. Qualcuno cresce, come McLaren che fa un salto quantico rispetto alle prime due gare e supera in un balzo Ferrari (che pure ha detto la sua con aggiornamenti per una volta efficaci anche se non abbastanza) e Mercedes (non ci fosse Kimi, ovviamente). Qualcuno regredisce. Qualcuno, semplicemente, viene messo in imbarazzo.

E ora sì, senza ulteriori preamboli: non‑pagelle, con qualche cattiveria aggiunta.

  1. ANDREA KIMI ANTONELLI – voto 10 e lode

Tre. Vittorie. Consecutive.

Fermiamoci un attimo, respiriamo, e rendiamoci conto della portata. Terza vittoria di fila nella sua primissima stagione vera, quantomeno in quella in cui è chiamato a far vedere che non è una trovata pubblicitaria, su una Formula 1 completamente rivoluzionata, contro gente che dovrebbe insegnargli il mestiere.
E invece sono loro che le prendono.

A Miami Antonelli non vince per caso, non vince per strategia, non vince perché “gli altri sbagliano” e nemmeno per qualche momento fortunato. Vince perché è il più veloce, perché guida meglio, perché sbaglia meno. Punto.
La gestione della gara è semplicemente imbarazzante per la concorrenza: decide lui quando spingere, quando controllare, quando uccidere sportivamente chiunque osi avvicinarsi.

Controlla la sfuriata di Leclerc a inizio gara e poi aggredisce quando c’è da aggredire con una perentorietà da campione (che era la sua mancanza principale dell’anno scorso).

Russell? Mai davvero in partita.
Norris? Ci prova, ma è come lottare contro uno che gioca su un altro livello.

Antonelli sembra uno che questa Formula 1 l’ha capita prima ancora che inizi il mondiale. E la cosa più inquietante è che lo fa con una naturalezza disarmante, senza isterismi, senza team radio ansiosi, senza nemmeno dare la sensazione di uno sforzo sovrumano in questo mostrando la naturalezza di un dominio che abbiamo visto, negli ultimi anni, solo con Max (e talvolta con Piastri che però…).

Se qualcuno aveva ancora dubbi sul fatto che Mercedes abbia fatto “all in” sul cavallo giusto… ecco, può serenamente metterli via.

  1. LANDO NORRIS – voto 8 ½

La McLaren risorge. Finalmente.
E Lando, peraltro in uno dei suoi circuiti preferiti, la porta dove può.

Secondo posto solido, limpido, senza errori, e soprattutto senza l’aria smarrita vista a inizio stagione. Norris fa una gara intelligente, costante, persino brillante a tratti. Ma c’è un problema: davanti a lui c’è Antonelli. E contro Antonelli, oggi, non basta essere bravi.

Lando ci prova, resta aggrappato, tiene botta nei momenti chiave. La parte più bella della corsa è stato quell’infinito numero di giri in cui Lando ha tenuto testa a Kimi, sempre a 1 secondo o persino meno. Ma è sempre stato nella posizione scomoda di chi resiste, non di chi comanda. McLaren è tornata viva e competitiva, e questo è il vero dato positivo del suo weekend. Il secondo posto, quindi, è tutto fuorché un fallimento.

Ma non è una vittoria. E non è mai sembrato davvero possibile che lo fosse.

  1. OSCAR PIASTRI – voto 7

Podio, sì. Ma con un asterisco grande come una casa.

Piastri beneficia pienamente della resurrezione McLaren, questo è innegabile. Ma se confrontiamo le due prestazioni papaya, emerge una differenza piuttosto chiara: Norris sembra guidare la macchina, Piastri sembra subirla. Ha alternato momenti brillanti a momenti inquietanti, come se per l’appunto fosse un po’ portato a spasso dalla pur brillante vettura che si è ritrovato a guidare. Difficile da definire. La sensazione è che non padroneggi ancora bene le tecnicalità di guida con questi nuovi motori e che vada seguendo alla lettera il “compitino” preparato dal muretto. Ma da lui non vogliamo questo, no?

Il terzo posto, peraltro, arriva grazie al clamoroso regalo di Leclerc nel finale. Fino a quel momento Oscar era corretto, pulito, ma anche piuttosto opaco. Mai uno sprazzo di vera cattiveria agonistica, mai la sensazione che potesse fare qualcosa di “in più” e, soprattutto, con un ritmo neanche lontanamente paragonabile a quello di Norris.

In un contesto in cui la McLaren torna competitiva, Piastri avrebbe dovuto mettersi maggiormente in mostra. Invece resta lì, ordinato, educato, un filo anonimo. E il confronto interno, questa volta, pende senza grandi discussioni dalla parte di Norris.

  1. GEORGE RUSSELL – voto 6.5

Il risultato è buono. La prestazione, un po’ meno.

Quarto posto, certo. Ma Russell a Miami viene letteralmente asfaltato dal compagno di squadra. E non di poco. Non è una questione di strategia o sfortuna: è proprio una questione di passo, di controllo, di velocità pura.

George sembra quasi spaesato di fronte a un Antonelli che in questa fase della stagione gli mangia in testa sul piano tecnico e mentale. La gestione dell’energia, suo presunto punto di forza nei test e nel primo GP dell’anno, sembra svanita nel nulla e, soprattutto, sembra navigare nel totale disinteresse dei media e della squadra.

Nonostante tutto ciò, Russell porta a casa il massimo possibile ma è chiaro che la situazione si è messa malissimo. Urge un immediato ritorno a quelle che erano le previsioni di inizio anno perché con il recupero di McLaren e di Ferrari Toto ci mette un secondo a gerarchizzare tutto in favore di Kimi. Ma a quel punto la sua carriera che fine farà? Staremo a vedere.

  1. MAX VERSTAPPEN – voto 7

L’inizio di gara è un casino totale.
Max, per una volta, sbaglia a calcolare lo spazio tra lui e Leclerc e il passaggio sul cordolo si rivela fatale. Oppure, il che cambia poco l’esito finale, si può pensare che abbia preteso troppo. Il testacoda che ne deriva si rivela disastroso per le sue velleità di vittoria ma non è la prima volta che gli capita di girarsi in quel modo, riuscire a controllare la vettura per poi ricominciare la gara come niente fosse: se non è abilità sovrumana quella non saprei come altro qualificarla. È fortunato a non essere centrato da nessuno ma d’altra parte si era in una lenta chicane e gli altri hanno avuto il tempo per evitarlo senza che si creassero soverchi pericoli.

È in questo modo che succede la cosa più “verstappeniana” del mondo: si rimette insieme, sistema la situazione e porta a casa un risultato che, viste le premesse, è più che dignitoso. Chiaramente l’idea di anticipare il cambio gomme teneva conto della pioggia che più e più volte è stata preconizzata dai radar, pioggia che non è arrivata e non c’è stata alcuna possibilità di agganciare il podio.
Gli aggiornamenti tecnici sembrano comunque essere molto positivi,  con Hadjar messo a distanza siderale in qualifica e con la curiosa ampiezza dell’apertura dell’ala posteriore che risalta parecchio nelle inquadrature televisive anche se  non so quanto vantaggio reale porti. In ogni caso, visto anche il risultato in qualifica, la Red Bull a Miami sembra finalmente tornata a livelli decenti e il quinto posto finale lascia segnali incoraggianti.

Non è il Verstappen dominatore cui siamo abituati, ma è ancora quello che massimizza tutto ciò che ha. E, onestamente, basta già questo per tenerlo nella conversazione mondiale.

  1. LEWIS HAMILTON – voto 6

Delusione? Sì ma con i dovuti distinguo.

Dopo un buon avvio di stagione e con aggiornamenti tecnici importanti sulla vettura, ci si aspettava molto di più. Invece Hamilton a Miami è opaco, quasi invisibile, e mai davvero dentro la gara.

L’ottima partenza è subito vanificata dal 360° di Max che lo costringe indietro. Il successivo duello con Gasly è disastroso perché ha un contatto che gli apre un buco sulla paratia laterale con la conseguenza che il motore va male per tutta la gara. La delusione quindi non riguarda la gara, in cui ha potuto far poco, ma la qualifica dove per la seconda gara di fila (dopo l’incoraggiante inizio di stagione) subisce un distacco notevole da Leclerc, simile a quelli che si prendeva l’anno scorso. Mah.

  1. FRANCO COLAPINTO – voto 9

Wow. Davvero wow.

L’argentino, dopo un’eccellente qualifica in cui non solo va finalmente in Q3 ma va anche più forte di Gasly, che sino ad oggi l’aveva asfaltato, si butta nella mischia senza timori reverenziali, guida con grinta, lucidità e una voglia che trasuda da ogni curva. E grazie anche al pasticcio clamoroso di Leclerc nell’ultimo giro, porta a casa il miglior risultato della sua carriera.

Ma attenzione: come accennato, pur su altro livello, per Antonelli, il suo ottimo risultato non è dovuto solo a questo o quel colpo di fortuna. Colapinto c’è stato, eccome, grazie ad un ritmo che il gruppo “degli altri” se lo sognava. Alpine è probabilmente la sorpresa della stagione anche a prescindere dal motore Mercedes e fa punti anche quando la sua punta finisce fuori gara. Bene così

  1. CHARLES LECLERC – voto 9 (con amarissimo 3 di riserva)

Dopo la relativa delusione delle qualifiche il nostro buon Charles sfodera una partenza con una mossa geniale, una di quelle che dovrebbero finire negli annali della Formula 1 moderna. Una roba da maestro. Non è solo il consueto stacco da record, che in questa stagione Ferrari ci riserva ogni volta, a renderla tale. È la straordinaria lucidità con cui affronta la prima curva dopo aver calcolato sia la mossa di Antonelli che quella conseguente di Max. Anticipare la frenata per prendere l’interno della curva è normalmente una mossa che si fa in corso di gara, non in partenza ove si cerca di massimizzare la posizione e poi tentare di mantenerla per il resto del giro. La frenata tattica di Leclerc appare dunque innaturale in quel frangente. Eppure lui decide di farla. Ogni volta che vedo queste cose non posso fare a meno di meravigliarmi di fronte alla capacità di questi fenomeni di capire e calcolare situazioni in frazioni di secondo infinitesimali.

Semplicemente strepitoso.

I primi giri sono eccellenti ma ciononostante la sua leadership dura poco. Riesce comunque a stare in gara per parecchio tempo. Anche lui è un po’ condizionato dall’attesa della pioggia e sebbene in team radio esprima insoddisfazione per il pit c’è da dire che era un vero terno al lotto capire l’evoluzione meteo. È comunque eccezionale nel recuperare e superare Russell e per tutto il resto della gara è veloce e lucido. Tutto bene dunque? Podio assicurato? Purtroppo no. Superato dal non irresistibile Piastri odierno proprio all’ingresso del “last lap” decide, giustamente, di settare la vettura per riprendersi la posizione. Ma lo fa male. E si gira in modo maldestro danneggiando la vettura in curva tre. Di lì in avanti pasticcia malamente con parecchi tagli di traiettoria che gli costano la penalità e due-tre posizioni nella classifica ufficiale. Un errore non da Leclerc, non a questo livello, che dà la misura come queste vetture siano ancora difficilissime da gestire fuori dalle condizioni standard.

Peccato.

  1. CARLOS SAINZ – voto 7 ½

Williams rimane un mistero degno di X‑Files.
Prima sembra un disastro totale, poi improvvisamente permette a Sainz di scatenarsi e vincere la gara degli “altri” .

Carlos guida alla grande, sfrutta ogni spiraglio, trova anche il tempo di litigare con Verstappen e mette ordine dove sembra non ce ne sia. Ottima gara, solida, intelligente, in cui sfrutta tutte le caratteristiche che gli riconosciamo da sempre.
Peccato solo per Colapinto… che gli ruba i riflettori.

  1. ALEX ALBON – voto 7

Stesso discorso di Sainz, con però un dettaglio non trascurabile: gli arriva dietro.
Buona gara, certo, ma il confronto interno stavolta pende dal lato dello spagnolo.

Niente meriti o demeriti a Miami: gli aggiornamenti portati in griglia a macchia di leopardo rendono la competizione ancora molto difficile da decifrare con Cadillac e Aston Martin ancora indietro, Audi che mi sembra peggiorata nel confronto relativo e tutti i piloti del secondo gruppo costretti ancora a remare in cerca della miglior configurazione tra elettrico e termico. Vedremo come si svilupperà il tema tecnico durante il corso della stagione perché la cosa più evidente, dopo l’enorme passo in avanti fatto da McLaren, è che ci sono grandi margini di miglioramento un po’ per tutti.

CONCLUSIONE MOLTO POCO NEUTRALE

Miami ci consegna infine una realtà chiara e piuttosto brutale:
la Formula 1 del 2026 ha già un punto fermo. E si chiama Andrea Kimi Antonelli.

Gli altri inseguono. Alcuni bene. Altri male. Alcuni con il fiatone.

E il mondiale, improvvisamente, ha preso una piega tremendamente interessante.

 

BASTIAN CONTRARIO (IV): Cornuto e mazziato

Il GP di Miami girato in uno scenario poco consono alla f1 e, di sicuro congeniale a queste monoposto elettrificate, ha sancito l’inizio del mondiale 2026. Come ho scritto più volte, considerando la mole di novità portate in Florida e, il fatto che i primi tre GP dell’anno altro non sono stati che una naturale continuazione dei test di Febbraio, trovo giusto considerare il GP corso domenica scorso come l’inizio di tutto, anche a causa della pausa forzata che tutti hanno dovuto rispettare. Pausa che è servita a tutti i team per potersi riorganizzare tecnicamente, al fine di potersi far trovare più preparati possibili in griglia di partenza. Pausa che è servita anche all’Organizzatore (FIA e Libety Media), per poter cercare di aggiustare il più possibile un regolamento nato malissimo, in nome di un’ideologia e non della domanda del mercato, ed eseguito anche peggio. Sono serviti dunque i cambiamenti apportati a questa nuova e ecologica F1?

Il primo cornuto e mazziato di questo mio scritto dunque, è proprio il Sistema F1 tutto, il quale ha cambiato molto per non cambiare assolutamente nulla. Hanno venduto il prodotto come migliorato, agendo naturalmente sulla componente elettrica e, non solo non è cambiato nulla addirittura si sono confermati i rapporti di forza che già conoscevamo, tagliando fuori proprio la squadra che più fa gola al mercato e cioè la Ferrari. Il problema di fondo di questo regolamento è proprio la proporzione di potenza che c’è tra il motore termico e quello elettrico e, sebbene abbassare l’energia di ricarica a sette Mega Joule è servito come palliativo, vero è che il problema rimane e rimarrà sempre, perché la matematica non è un opinione e, la fisica di certo non se la possono inventare. Non ci si lasci ingolosire da quanto visto in quel budello artificiale americano, perché la pista di Miami è, come si suol dire poco energivora, praticamente è una pista adatta proprio alle Formule E, da qui dunque l’apparente spettacolo che abbiamo potuto assistere. Ritengo che in piste più impegnative (già in Canada tra qualche settimana), tutto riemergerà a galla proprio come una cloaca quando tracima con il suo mefitico contenuto, solo che per allora saremo distratti dalle qualifiche (Sprint ed ufficiali) che comunque sono state “protette” dal super clipping e, dalle gare (Sprint e ufficiali… sigh) in cui vedremo sorpassi e contro sorpassi e, peccato che avremo sempre il dubbio se questi sono stati effettuati dall’estro del pilota in frenata oppure nell’aver saputo usare meglio il bottone della batteria. Infatti ciò che più mi rattristisce di questa Formula, ammesso che possa essere ancora chiamata cosi, è proprio il dubbio che infonde nel vedere queste azioni, le quali non si capisce del tutto fino a quanto siano genuine. Ad ogni modo, se qualcuno aveva qualche speranza che tutto ciò sarebbe stato abbandonato nel breve periodo, ci pensa il Presidente della FIA a “rassicurare” tutti, dicendo che si ritornerà ai motori normali; solo nel 2030. Premesso che questo annuncio è in fase di studio, visto che non sono venuto a conoscenza di riunioni nel decidere le prossime motorizzazioni, vero è che sappiamo sin da ora che quello che abbiamo visto domenica scorsa, lo dovremo vedere per ancora molti anni… di sicuro tutti dovranno rientrare negli investimenti profusi, per poi passare ad altro. Magari proprio quando Honda e Audi avranno raggiunto il loro picco prestazionale… cornuti e mazziati appunto!

Chi di corna e soprattutto di mazzate ne ha prese non poche, è stato il buon Russell il quale, diciamocelo apertamente, ha di sicuro sottovalutato il suo compagno e sopravvalutato le sue capacità nei riguardi dello stesso. Evidentemente Russell si è fatto due conti (sballati) l’anno scorso, proprio quando iniziò l’avventura del nostro italiano in Mercedes, visto che aveva scucito il deretano a Mr. Hamilton e, era stato palesemente davanti al suo nuovo compagno. Molto probabilmente, sapendo che mezzo avrebbe guidato quest’anno, avrà creduto che Kimi sarebbe stato sempre comodo secondo, con lui sempre vittorioso. Eppure il buon George i segnali li ha avuti tutti, visto e considerato che l nostro connazionale ha concluso l’anno in crescendo e, questo inizio di mondiale stupefacente, non è altro che la naturale prosecuzione di crescita iniziata proprio l’anno scorso. Aggiungo, dopo quanto visto ieri, che al momento non c’è limite alla crescita del nostro Kimi, considerando il modo in cui ha condotto il weekend innanzitutto e, la gara soprattutto. Ricordando innanzitutto a me stesso che questo ragazzo ha preso la patente di guida e, sostenuto l’esame di maturità solo qualche mese fa, è anche vero che il modo in cui ha condotto il GP, mettendosi dietro in qualifica gente come Verstappen e LeClerc, per poi tenere a bada il campione del mondo in carica (nonostante ciò che penso su Norris è comunque il campione attuale e, soprattutto ha una McLaren tra le mani), sembra quello di un consumato veterano. Indipendentemente su come la si pensi su questa attuale F1 e, dal fatto che Antonelli abbia la fortuna di condurre un mezzo altamente competitivo, è anche vero che le macchine e il modo di gestirle è uguale per tutti e, quello che ha dimostrato Kimi domenica scorsa non te lo puoi inventare, nemmeno se hai un mezzo superiore (Mercedes domenica non era da dominio): o ce l’hai o non ce l’hai. Il fatto che il compagno, a parità di macchina gli sia arrivato con più di trenta secondi dietro (un abisso umiliante), la dice lunga sulla caratura del nostro connazionale e, sul suo attuale stato di forma. Russell è nelle peste nere, perché con la sua esperienza (ed ingaggio), ci si aspettava una situazione completamente differente, invece non solo arriva dietro a Kimi, addirittura non vede nemmeno il podio; cornuto e mazziato George! Ad ogni modo continuo a sostenere, soprattutto con venti GP alla fine, che l’inglese sia il naturale pretendente al titolo sia perché l’esperienza sulla distanza farà la differenza e, sia perché mi rifiuto di credere che uno veloce come George le prenda a quel modo. Del resto la classifica parla chiaro, con l’inglese attardato rispetto al suo compagno di soli venti punti e, con un mondiale cosi lungo, questa distanza è risibile.

Nella lista dei cornuti e mazziati non poteva mancare la nostra Beneamata Ferrari, la quale nei test come nelle solite prove libere, ha illuso per poi far ricadere tutti (beati coloro i quali ancora credono a Vasseur!) coi piedi per terra. Ricapitolando la Rossa si presenta in Florida con tre quarti di macchina aggiornata, con addirittura la famigerata ala reverse (per il popolino “Macarena”) e, un Hamilton particolarmente in palla, a chiacchiere, asserendo che ha trovato al simulatore (nonostante le tante vacanze con la Kardashian… la sua è una vita impegnata non poco!) ben otto decimi e, che il problema non era il motore. I presupposti quindi per vedere un grande weekend c’erano tutti, a maggior ragione che lo stesso Vasseur ha detto che potevano vincere visto che sul passo erano forti, ed invece con un solo mese di pausa la Ferrari è passata da seconda forza (già in Giappone non lo eravamo più, feci notare che eravamo già in affanno) a quarta forza conclamata. A questa debacle, nonostante la SF-26 rimanga un’ottima macchina, si aggiunge la sovra performance di Charles per recuperare posizioni con conseguente uscita di pista prima e, penalità dopo: campioni del mondo dei cornuti e mazziati! Nelle interviste poi abbiamo ripreso col solito coro “scordato”: infatti Vasseur paragona la sua Ferrari alla Red Bull di Verstappen dell’anno scorso, dicendo che dopo l’estate si sono giocati il titolo fino ala fine. Il Team Principal asserisce ciò perché in estate dovrebbe arrivare l’aggiornamento al motore… davvero il rubicondo francese ha la presunzione di paragonare la sua squadra alla Red Bull del 2025? Senza contare che per la fine dell’estate i giochi saranno solo appannaggio di Mercedes e forse McLaren. Ancora: LeClerc in mondo visione, con cilicio alla mano, non fa che prendersi le colpe di tutti i mali del mondo e, il suo compagno di rimando, da la colpa a tutti tranne che a se stesso! Vedere questo Hamilton che parla di otto decimi ritrovati, per poi scornarsi con un Colapinto qualunque (con tutto il rispetto per Franco!) a settanta milioni l’anno e, vedere il suo sostituto che vince a raffica (correndo praticamente gratis, paragonato al “salario” di Lewis), fa venire un leggerissimo dubbio sul perché Toto non ha fatto il diavolo a quattro per trattenere il campione in squadra. Ora come per gli aggiornamenti in Florida, si aspetterà il “motorone” a fine estate e, proprio come per gli aggiornamenti anche gli avversari, sul comparto motoristico, non staranno a guardare solo che per allora il nostro Presidente sarà pronto a proclamare “Obiettivo 2027”, perché quello di quest’anno è già bello che andato! Eppure quello che è più triste in questa storia è che a partire proprio da Hamilton si invoca l’ADUO, cosa assolutamente vergognosa: Ferrari con quattro anni di anticipo ha puntato tutto su questo regolamento (lo proclamò lo stesso presidente Elkann) e, come logica vuole, sarebbe dovuta essere stata lei il riferimento e non Mercedes, gli altri team avrebbero dovuto invocare l’ADUO e non Ferrari, invece non solo bisogna elemosinare l’aiuto regolamentare, addirittura Red Bull che si fa il motore in casa per la prima volta, quasi sicuramente non avrà diritto ad usufruire dell’ADUO perché ha il motore più potente della Rossa; cornuti e mazziati è dire poco.

Concludo il mio scritto rivolgendo il mio saluto ad un campione innanzitutto nella vita, prima che nello sport.

Ciao Alex, per sempre nei nostri cuori.

Vito Quaranta

CAPOLAVORO DI ANTONELLI A MIAMI. MCLAREN RISORGE.

Dopo un mese passato a discutere delle correzioni al regolamento e di quanto sia bella questa F1, si riprende in quel di Miami con l’americanata numero 1.

Tutti i team si presentano con grandi novità, tranne la Mercedes, che nella garetta sembrano  in difficoltà. Ovviamente, non è la Ferrari a prendere il suo posto, bensì la McLaren, che fa doppietta, con Leclerc terzo.

Una sola freccia d’argento si riprende in qualifica, con Andrea autore di una strepitosa pole, davanti a Verstappen e Leclerc.

La domenica c’è il rischio temporali, e la gara viene saggiamente anticipata di 3 ore. In effetti, un nubifragio si abbatte su Miami qualche ora prima, ma al momento del via la pista è asciutta, con pioggia prevista dopo 15 minuti. Ma non attiverà.

Si spengono i semafori e, ovviamente, Antonelli parte male, e Leclerc benissimo. Il monegasco è autore di un avvio molto intelligente, perchè si presenta primo alla prima curva, ma Andrea e Max lo passano uno a destra e uno a sinistra andando però lunghi, con l’olandese che si gira pure, e così il ferrarista va al comando, seguito dal casalecchiese e dalle due McLaren di Norris e Piastri, che viene subito superato da Russell.

Antonelli è scatenato, e al giro 5 svernicia Charles portandosi al comando. Ma il ferrarista restituisce il favore al giro successivo sfruttando l’overtake mode. Ne approfitta Norris che si avvicina e sorpassa l’italiano. Contemporaneamente, Hadjar finisce contro il muro, e anche Gasly viene mostrato con la macchina appoggiata sulle gomme, ma in un altro punto. Inevitabile l’uscita della Safety Car.

Si riparte al giro 12 con Russell che si fa beffare da Piastri e perde la quinta posizione, mentre davanti non cambia nulla. Al giro successivo, Norris svernicia Leclerc e si porta al comando. Poche curve dopo, si fa passare anche da Antonelli, ma si riprende subito la posizione, per poi riperderla nuovamente.

La pioggia non arriva, e al giro 21 Russell effettua la sua prima sosta per montare gomme dure, imitato al giro successivo da Leclerc, che  si stava difendendo dagli attacchi di Piastri. Il ferrarista perde la posizione sull’inglese della Mercedes. A quanto pare, il box Ferrari ha preso la decisione di fermare Charles senza consultarlo.

Al giro 25, la pioggia finalmente arriva, ma è molto leggera e finisce subito, e Antonelli viene fatto fermare per montare gomme dure. Andrea esce subito dietro Verstappen, che la sosta l’ha fatta durante la prima Safety Car, e Hamilton, che ancora non si è fermato.

Al giro successivo, si ferma anche Norris. La sua sosta è velocissima, e riesce ad uscire di un niente davanti ad Antonelli, che però lo supera subito e si riprende la leadership virtuale, che diventa reale quando Piastri si ferma per la sua sosta.

Andrea riesce a passare anche Verstappen e a metterlo fra sè e Norris, riuscendo a prendere un discreto vantaggio sull’inglese, che è il suo vero rivale per la vittoria.

Al giro 31, Leclerc si riprende la posizione su Russell. L’inglese, in evidente difficoltà, subisce l’attacco anche di Piastri.

Al giro 38, Norris si fa minaccioso con Antonelli, che si lamenta delle proprie gomme posteriori. L’inglese si porta a meno di un secondo. Ma Andrea è un metronomo e a suon di giri tutti uguali riesce a riportare il distacco a 1.5 sec.

Al giro 47 Leclerc passa Verstappen e si riprende il podio. Al giro successivo, l’olandese deve soccombere anche a Piastri. 

Al giro 56 Piastri ha raggiunto Leclerc, e lo supera al penultimo giro, ma Charles esagera nel cercare di recuperare la posizione, si gira, tocca il muro e riparte, ma è molto lento e viene raggiunto anche da Russell e Verstappen, che lo passano proprio all’ultima curva.

Finisce così con Antonelli alla terza vittoria consecutiva, davanti a Norris, Piastri, Russell, Verstappen, Leclerc, Hamilton, Colapinto e le redivive Williams di Sainz e Albon.

La F1 resta in nord America e fra tre settimane farà tappa in Canada. Già qualche indicazione di cosa ci aspetti l’abbiamo acquisita. Vedremo se sarà confermata su un altro dei circuiti classici del calendario.

P.S. siamo solo alla quarta gara, ne ha vinte 3, tutte partendo dalla pole. L’ultima demolendo il suo compagno di squadra. Per tanti motivi, è difficile che si ripeta quanto accaduto lo scorso anno con Piastri. Meglio comunque tenere i piedi per terra.

P.S. 2: Ad ogni modo, per non sapere nè leggere nè scrivere, Russell ha probabilmente già chiesto a Norris il nome del suo mental coach.

P.S. 3: 7 motori Mercedes nei primi 10. 4 nei primi 4. E Toto sostiene che il suo non sia il motore più potente.

P.S. 4 Per una volta che gli aggiornamenti funzionano, gli altri fanno (molto) meglio. Ora speriamo nell’ADUO, anche se, molto probabilmente, quello che abbiamo visto oggi si ripeterà da qui alla fine del campionato  e la Ferrari resterà un’illusione.

P.S. 5 Charles è come al solito molto severo con se stesso. Ha sbagliato, indubbiamente. Ma è comunque rimasto davanti al suo compagno di squadra strapagato, che ha fieramente duellato con Colapinto, rimettendoci pure.

P.S. 6 Come volevasi dimostrare, qualifiche e gara hanno assunto un aspetto più normale, meno da Mario Kart, anche se è evidente che certi sorpassi e risorpassi siano dovuti esclusivamente alla strategia di gestione dell’energia. Ma, come dice il CEO, “un sorpasso è un sorpasso”. 

P.S. 7 Il presidente della FIA annuncia tutto contento che dal 2030 torneranno i rumorosi V8 con poca parte elettrica. Il che significa che dovremo sorbirci questa motorizzazione provvisoria per altri tre anni e mezzo. Tutto questo spreco di tempo e di soldi è stato sostenibile?

P.S. 8 Un altro gigante del motorsport, e non solo, ci ha lasciato il 1° maggio. Non ho niente da aggiungere a tutto quanto è stato detto e scritto. Ciao, Alex da Castel Maggiore.

* immagine in evidenza dal sito www.formula1.com

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