BASTIAN CONTRARIO (XVI): Poca intelligenza molto artificiale

Come potrei definire quanto accaduto nel GP del Bahrein in Malesia, se non nel modo in cui ho intitolato questo scritto? Già il nome del GP stesso definisce al meglio la poca intelligenza molto artificiale vissuta nel weekend, in quanto nominare un GP con il nome di un altro paese, è una palese presa per i fondelli che cerca di salvare capra e cavoli in un mondo che va a rotoli e, che nonostante ciò, evidenzia come il danaro (dei sauditi a fiumi) comandi senza ritegno. Tra le altre cose sembra che il GP del Qatar e di Abu Dhabi si svolgerà con regolarità e, ad essere sinceri, ne sono quasi felice perché vedere Imola, rinominata “GP di Abu Dabhi in Imola”, mentre gli appassionati sulle gradinate bevono alcol e mangiano maiale, proprio non sarebbe stato un grande spettacolo. Ritornando al GP malese, pardon barenita, è bastato andare a correre su una pista vera, con condizioni meteo da film, che tutta la cloaca dell’attuale F1 è tracimata assieme all’acqua che usciva dai tombini, a causa della pioggia torrenziale che si è abbattuta sul circuito prima dello start. Ricordo che ai tempi di Schumacher ci si lamentava del fatto che la F1 andava in tilt con la pioggia, nonostante la tecnologia di cui tutti disponevano. Che illuso che ero, di fatto avevamo la grassa e non lo sapevo! In questa nuova F1, dove si va oltre la tecnologia, tant’è vero che ora la fa da padrona l’intelligenza artificiale, il banco è saltato completamente. Infatti si viene a scoprire, in presa diretta, che dopo lo stop di Hamilton in pieno giro di formazione e, dove il calendario è stato sfogliato in maniera completa, che la sua fermata è stata causata da un bug del sistema. Infatti dopo Hamilton altri piloti hanno subito la medesima sorte, costringendo la direzione gara ad interrompere tutto il circo e, ad iniziare tutto d’accapo. Belli i tempi in cui le gare si interrompevano perché la pista era allagata. Di fatto si viene a scoprire che il software che gestisce le PU di tutte le monoposto impazzisce, perché le suddette andando troppo piano, in punti in cui la poca intelligenza molto artificiale prevedeva che sarebbero dovuti andare più forte, non aveva previsto uno scenario del genere. Hamilton schiacciava il pedale dell’acceleratore e, la sua SF-26 di fatto non reagiva. Il campione della Rossa, manco avesse tra le mani un cellulare capriccioso, compie il gesto più classico che si possa fare in una situazione del genere: spegne e riavvia. Francamente non so se piangere o ridere e, purtroppo al danno si aggiunge la beffa, perché la Federazione si affretta a fornire un nuovo software di gestione energia, a tutte le squadre, al fine di poter risolvere il maledetto bug. Nella giornata di domenica scorsa abbiamo scoperto che, con questo sistema se volesse, la direzione gara potrebbe intervenire direttamente sulle monoposto e, letteralmente spegnerle! La F1 tutta, che era entrata in un buco nero senza via d’uscita, ormai lo avevamo capito da tempo solo che, come si suol dire al peggio non c’è mai fine e, con domenica scorsa ritengo che abbiamo toccato il fondo. Lungi da me pensare ed insinuare illazioni sul fatto che la direzione gara possa intervenire sull’esito di un GP, vero è che l’attuale F1 ha molto su cui riflettere e, tanto su cui interrogarsi. Sono del parere che sia inaccettabile che lo spettacolo al quale tutti abbiamo assistito sia andato in scena, cosi come è fondamentale ritornare al più presto possibile ad una F1 più umana e, per umana non mi riferisco all’esclamazione di fantozziana memoria, bensì al fatto che il pilota, l’uomo, debba essere riportato al centro dello spettacolo. Purtroppo questo regolamento ce lo dovremo tenere ancora per molto e, chissà se quello nuovo riuscirà a riportare pace negli animi di chi vuole solo vedere ruote fumanti, staccate al limite e, affrontare le varie curve a rotta di collo.

In questo marasma di poca intelligenza molto artificiale, ci pensa Max Verstappen a mettere tutti d’accordo. Di fatto su una pista vera, con condizioni imprevedibili solo tre piloti emergono: Verstappen appunto, Hamilton e Alonso. A questi tre campioni si aggiunge e, non posso non menzionarlo, il nostro Kimi il quale in un modo o nell’altro ne esce sempre vincente e, a mio giudizio, non è un caso che gli succeda questo e, che si trovi annoverato assieme a questi tre campioni. In questo acquazzone di dati, in luogo del quale nemmeno la poco intelligenza molto artificiale ci riesce a capire niente, questi tre campioni (con Kimi che presto li raggiungerà) riescono a dire la loro e, a mio giudizio a rimettere in pace quei romantici che ancora si illudono che l’uomo nell’abitacolo, è il protagonista e, non un passeggero di una batteria che decide di funzionare a seconda delle condizioni del caso. Verstappen domenica scorsa ha compiuto un’impresa, una delle tante del resto, perché è riuscito a portare alla vittoria una Red Bull, per la prima volta, con il motore fatto in casa. Ci sono voluti “solo” sedici GP e tanto basta per far capire innanzitutto che i bibitari sono tornati e, soprattutto che il Team Principal che hanno mandato via, lo potrebbero rimpiangere per il futuro. Team Principal che a mio giudizio Ferrari, se veramente vuole vincere, non deve farsi assolutamente scappare specie se vuole arrivare preparata per il prossimo cambio regolamentare. Verstappen da par suo non fa altro che fare il suo mestiere, che è quello di azzannare la preda appena sente puzza di sangue. Nulla di nuovo quindi sotto al sole malese, cosi come la non arrendevolezza di Kimi, almeno per qualche giro, fa capire che il futuro della categoria da questo punto di vista non ha nulla di che preoccuparsi. L’italiano sa benissimo che ora le sue gare devono essere in funzione del concretizzare ogni tipo di risultato, perché col ritiro (l’ennesimo) di Russell, l’iride è solo questione di tempo (già a Singapore potrebbe festeggiare) eppure, di fare il ragioniere proprio non gli va e, di questo gliene rendiamo merito.

Alonso di rimando, indipendentemente se può stare sulle balle o meno, dimostra ancora di più che l’uomo deve essere l’assoluto protagonista perché, qualcuno deve dimostrare quale altro pilota riuscirebbe a trovare la motivazione di andare avanti, nonostante il disastro di macchina (e squadra) che sta guidando, riuscendo a portare a casa risultati pesanti come l’asturiano ha fatto domenica scorsa. Una qualunque intelligenza artificiale a questo punto, avrebbe già resettato il sistema, invece lui è li a martellare e, a non arrendersi mai e questa può solo essere opera dell’uomo, che va oltre la razionalità di un freddo algoritmo. Al “vecchietto” spagnolo si aggiunge Hamilton, il quale in quel del Bahrein (in Malesia) era particolarmente in bolla, peccato che la squadra che, lentamente sta cercando di prendersi, non era al suo passo. Ad essere sinceri non so con quale software la Ferrari lavori e, sicuramente la poco intelligenza molto artificiale che usa deve esser quanto meno rivista: partire con le slick, quando era evidente che le condizioni della pista richiedevano ben altro, ha fatto toccare alla Ferrari di Vasseur nuove vette. Indipendentemente da quello che si può dire, sull’ennesima strategia cannata da parte dei Rossi, Vasseur&Co. hanno dimostrato che la squadra non è pronta per vincere e, non mi riferisco al singolo GP di tappa, bensì all’unico bottino a cui la Rossa di Maranello dovrebbe aspirare. Addirittura si viene a scoprire che i piloti avessero chiesto le intermedie, allora mi domando per quale motivo non ascoltarli? Come mai non hanno almeno provato a diversificare? Per quale motivo Hamilton innanzitutto, non si è imposto proprio come ha fatto in gara, rifiutandosi di cambiare quelle disgraziate soft montate in precedenza? Difficilmente Ferrari avrebbe potuto vincere domenica scorsa, vero è che con una gara lineare almeno ci saremmo risparmiati l’ennesima figuraccia a livello mondiale, in luogo del quale ormai la Rossa è famosissima. Nelle strategie da attuare si deve considerare quello che si chiama rischio calcolato: Toto Wolff ad esempio, è vero che ha messo un diciottenne al posto di Hamilton, rischiando le sue palle in consiglio di amministrazione, vero è che egli e tutto il suo team sapevano di cosa sarebbe stato capace l’italiano; visto che se lo sono cresciuti loro. Allo stesso modo se una squadra vuole partire con gomme d’asciutto, sotto un diluvio malese, suppongo che abbia messo in conto ogni tipo di variabile, perché se Ferrari è partita con le slick usando il motto “non abbiamo nulla da perdere”, allora quello non è rischio calcolato, bensì è tentare la fortuna, quella si chiama disperazione e, nessun algoritmo ti può salvare da una mentalità del genere; figuriamoci una poco intelligenza molto artificiale.

Buon GP di Singapore a tutti.

Vito Quaranta

 

NEL BAHRAIN DELLA MALESIA RIVINCE MAX, KIMI CONSOLIDA, LEWIS CONCRETIZZA

Dove eravamo.

Eccoci arrivati all’appuntamento n.16 del Mondiale. Eravamo fermi ad una dimostrazione di forza imbarazzante da parte delle Mercedes a Baku, con un secondo posto della Ferrari che non sapeva affatto di un avvicinamento alla vetta, dati gli 8 decimi abbondanti rimediati. Qui siamo ripartiti nuovamente dalla seconda casella ma questa volta dietro alla rinata Red Bull di Max Verstappen data l’assenza dei soliti attori, ma con la solita sensazione che non si sarebbe concretizzata. Sempre non lontani dalla vetta ma mai a podio nelle ultime cinque gare.

Ripartiamo anche da una settimana di polemiche dovute alla dichiarazione di Horner che lancia la sua candidatura al sedile più scomodo della F1, (o ai soldi e alla fama che la Ferrari è potenzialmente in grado di offrire). Se vinci! Tutto culminato con un comunicato della Ferrari che smentisce attriti tra Vigna e Vasseur. Una smentita che non trova conferme!

 

Dove siamo.

In Mahrain, (o Bahrlesia), un gp ibrido come la F1, che gli amici chiamano simpaticamente “gp di Malesia Gulf Bahrain”, e in cui hanno trasferito tutti i commissari di percorso e non so quali altri addetti ai lavori direttamente dal Bahrain, l’unica incognita era l’eventualità di pioggia improvvisa. Infatti a mezz’ora dalla partenza piove e non poco, e dura forte per più di mezz’ora. La ripartenza viene data alle 9.40 dietro SC per due giri e poi standing start. Ma non dire gatto fin che non l’hai nel sacco, ed ecco che in sequenza prima Max, poi Hamilton, Leclerc, una Haas e una Cadillac, hanno problemi col software e con  l’acceleratore che non parla con la PU. Reset e torna tutto a posto, ma la procedura è da rifare. Nel frattempo, nel caos tra i bloccati in pista e gli altri, le posizioni sono stravolte. La FIA perde altro tempo per decidere che si dovrà ripristinare  “the original grid”, la qual manovra allunga ancora i tempi.

Cosa succede.

Si riparte dopo oltre un’ora e mezzo con mezzo schieramento che ha gomme intermedie e mezzo che le ha slick. Indovinate chi ha scelto quelle sbagliate!? Alla partenza Kimi e Russell passano Max che ha pattinato oltremisura, a seguire Hadjar e le Ferrari. Le posizioni però presto cambiano e dopo soli due giri le due Ferrari, e in generale tutti quelli partiti con gomme slick, si trovano nelle ultime posizioni. Leclerc ha pure un’ala danneggiata per un contatto, ma questo forse toglie dall’imbarazzo il box ed entra a cambiare. Intanto al giro 6 Max si riporta in seconda posizione dietro Kimi Antonelli. Al giro 7 Leclerc raggiunge Hamilton che ha scelto di non cambiare. Piastri, anche lui entrato a cambiare a differenza del suo compagno, al giro 8 è decimo.

A ri-movimentare il tutto ci pensa Bottas, che al giro 10 esce e fa entrare la SC. Entrano più o meno tutti e alla ripartenza Max e Russell, dopo un breve duello, superano Kimi. Nelle retrovie Hamilton, Norris e Leclerc guadagnano posizioni. In zona punti si trovano Lawson in P5, Ocon in P6 e Lindblad in P7. In nona e decima posizione le due Audi che lottano tra loro rendendo la vita difficile  a Lewis. Al giro 16 finalmente li passa. Verstappen intanto prosegue la sua cavalcata in prima posizione aumentando il vantaggio sulle Mercedes. Hamilton segue Piastri e Leclerc segue  Norris. I due rossi ne hanno di più ma i Papaya sono trainati anch’essi dalla scia di quelli davanti. Lewis si libera di Piastri al giro 19 e Leclerc di Norris al giro 20.

Finalmente davanti cambia qualcosa e kimi supera Russell, ma ha già un distacco di 4,9 secondi da Max. Al giro 22 la Ferrari rimette quasi la gara in sesto superando Lawson e portandosi in P5, mentre il giro successivo Leclerc passa Hulkenberg e si attacca a Piastri. Le due Ferrari hanno un buon passo anche se leggermente peggiore di Max e Mercedes. L’unico brivido in questo frangente lo regala Kimi che, andando largo, al giro 25 colpisce un paletto con rischio rottura dell’ala. Per fortuna va tutto bene! Intanto il vantaggio di Max sale a 8 secondi. Al giro 28 le due Ferrari vanno forte e sono P5 e P8, ma la vera notizia è che le Aston sono P13 e P14 non lontane dalla zona punti.

Al giro 29 il box Ferrari rompe gli indugi e cambia le gomme a Charles per l’undercut su Piastri nonostante le gomme non siano finite. Lo testimonia Max che sempre su rosse continua senza degrado. Come d’altronde tutti. Al giro 32 si ferma invece Lewis e monta gialle per marcare Hadjar anche lui al pit e circa 4 secondi davanti all’inglese. Il giro seguente è la volta di Russell, a seguire Max e Kimi. Dopo un paio di giri veloci di Charles P8, e di Lewis P7, si comincia a capire che le rosse del 16 non funzionano, mentre le gialle di Lewis (con lui che si lamenta) vanno decisamente meglio. Anche se in generale la sensazione è che in questo weekend, da Q1 a gara, la macchina meglio assettata sia quella di Lewis.

Dopo il cambio delle McLaren le Ferrari sono in quinta e sesta posizione con il 44 che si libera prima e meglio degli avversari rispetto al 16. Il quasi mai inquadrato Verstappen ha un vantaggio di circa 10 secondi e sembra gestire con facilità. Hadjar è saldamente quarto. Dopo la sosta però i più veloci in pista sono i Papaya, con Piastri che si avvicina velocemente alla sesta posizione di Charles. Al giro 39 si registra che Alonso è in lotta per la zona punti, e ci arriva al giro 40 superando in un bel duello Lindblad. Ma la corsa riserva altre sorprese e altri avvicendamenti. Al giro 43 infatti Albon parcheggia la sua Williams col cambio bloccato. In regime di VSC entra Max (ma non le Mercedes), le due Ferrari (ma non le McLaren..). Il giro successivo chiamano dentro le due Mercedes e Hadjar.

La classifica vede Max, Kimi, Russell, Hadjar, Piastri, Lewis, Norris. Leclerc ottavo. I commissari fatti arrivare dal Bahrain non riescono a spostare la macchina di Albon e così la VSC si trasforma in SC. Entrano anche le McLaren. Dopo almeno un giro inutile la SC potrebbe rientrare al giro 49 ma succede l’incredibile. Russell si ferma per un guasto alla PU, quella che non hanno voluto cambiare a Baku…! A margine Norris ci regala una perla: durante il giro dietro SC mentre scaldava le gomme, esce per non tamponare il compagno…  Si riparte al giro 51 con Max davanti a Kimi, poi Hadjar, Lewis, Leclerc e le McLaren. Un’occasione ghiotta per Lewis per agguantare un podio che prima dell’uscita di Russell era impossibile. La cosa riesce al giro 53!

Come è andata.

Finisce così, con Max che dopo aver ritrovato la pole ritrova la vittoria decretando che la classe non è acqua ma ha bisogno di supporto. Ora ce l’ha! Con Kimi che ha fatto una gara concreta prendendosi il giusto rischio nelle fasi iniziali e monetizzando il massimo possibile. Con Lewis che arriva meritatamente terzo cogliendo il podio dopo 5 falliti. Subito dietro Leclerc che non ha trovato il giusto feeling già dalla Q2. Seguono Hadjar, Piastri, Lawson, Alonso incredibilmente ottavo, Norris e Lindblad a chiudere la decina.

Coi (SE) e coi (MA):

(SE) chi ha un problema in formation lap potesse essere superato e dovesse andare in pit lane avremmo avuto una partenza non ritardata

(MA) non avremmo avuto il vincitore, il terzo e (credo) neppure il quarto

(SE) per la stesura di questo abominevole regolamento avessero consultato quelli della scuola Radio Elettra e qualche ingegnere decente anzi che le squadre impegnate avremmo visto meno figure barbine

(MA) poi arriva un gp come il Bahrain in Malesia e tutto passa. Non per noi che invidiamo il successo altrui…!

(SE) le Ferrari fossero partite subito con le intermedie avrebbero lottato per il podio entrambe

(MA) non l’hanno fatto!

(SE) si corresse sempre su questa tipologia di circuiti anche con questo ignobile regolamento ci potremmo divertire di più

(MA) per il futuro si costruiscono i Madring…!

(SE) Pier non si fosse inventato i ps noi non ci dovremmo ingegnare a trovare un’alternativa originale per non sfigurare e non scimmiottare

(MA) l’ha fatto, e l’originale non si batte!

Grazie a Tutti e buona discussione.

Antonio, aka Seldon!

 

Foto in evidenza di Steven Tee/ Lat images via Getty images.

F1 2026 – GRAN PREMIO DEL BAHREIN

Si corre in Malesia ma è il Gran Premio del Bahrein. Se in Medio Oriente c’è il rischio di essere centrati da un missile allora si fanno i bagagli e si va in Malesia, logico no?  I capi della F1 spostano tutto in una pista dove non si corre dal 2017.

Sepang è stata una pista quasi storica ad un certo punto nel calendario del mondiale F1 ed è stata spesso agrodolce per il Cavallino, dai trionfi shumacheriani alle sconfitte degli ultimi anni con piloti (vedi Raikkonen) che neanche riescono a prendere il via.

immagine da autosport.com

Aspetto positivo della faccenda: tutti o quasi non ci hanno corso, per cui forse l’abilità del pilota varrà qualche percentile in più sul risultato finale.

Aspetto negativo: sarà un’altra pista in cui la ricarica dell’energia per la PU sarà critica, dato che non si frena tantissimo e ci sono molte curve da percorrenza. Aspettiamoci superclipping e percorrenze in rettilineo imbarazzanti.

Mercedes arriverà con un corposo pacchetto di aggiornamenti con l’intento di rendersi definitivamente irraggiungibile per questo finale di campionato. Già sono mesi piuttosto bene, se dovessero poi dominare su un tracciato che in teoria non incontra le loro caratteristiche allora i giochi sarebbero davvero chiusi. Più interessante la sfida tra i due team mate, più che altro per capire se a Baku per Russell è iniziato un altro campionato oppure è stato solo l’avventura di un weekend.

immagine da 1000cuorimotori.it

Possibili contender: i soliti tra cui spicca McLaren per due motivi. Il primo è che anche loro finalmente possono sfruttare al meglio la PU clienti, il secondo è che gli aggiornamenti che tanto hanno fruttato prima di Baku dovrebbero tornare a produrre dividendi a scapito di Red Bull e Ferrari soprattutto.

Proprio queste due dovranno inventarsi qualcosa. Sulla carta Ferrari potrebbe avere qualche carta in più da giocare sul fronte dell’efficacia aerodinamica e della gestione del degrado gomme che a Sepang sarà elevato. Il problema stà tutto negli ultimi aggiornamenti di motore e di telaio che poco hanno inciso e fatto sorgere tanti dubbi.

immagine da planetf1.com

Si prevede una gara letteralmente dominata dal degrado gomme per cui la qualifica potrebbe avere un ruolo meno importante anche se poi, alla fine, correre in aria pulita resta sempre un plus non indifferente.

A complicare i piani di raccolta dati nelle libere potrebbe metterci lo zampino il meteo, con pioggia prevista il venerdì. Dovesse accadere i team avrebbero solo il sabato mattina per capirci qualcosa, aumentando l’incertezza per la qualifica e la gara domenicale.

Tutti hanno dichiarato di volere qualcosa domenica: Antonelli vuole tornare a vincere, Russell vuole rientrare nella lotta al titolo, Verstappen vuole la prima vittoria dell’anno e via di seguito. Vedremo come andrà anche se non puntare su Mercedes sembra un vero azzardo. Poi magari vince Hadjar…

*immagine in evidenza da 51gt3.com

Rocco Alessandro

 

LE NON PAGELLE DI BAKU 2026

C’è una sola scena nel mondo e nella storia della Formula 1 che mi ha fatto più ridere di quanto accaduto ieri a Baku ed è la famosa conferenza stampa in cui Ricciardo faceva battute sottovoce nei confronti dell’allora imberbe Lando Norris inerenti, be’, proprio il suo essere imberbe, per così dire (dettagli li trovate su innumerevoli riproposizioni youtube, inclusi l’aplomb britannico di Russell e la curiosità paciosa di Hamilton). E cosa, di grazia, meriterebbe questa prestigiosa seconda posizione nel novero delle più esilaranti scene della storia della Formula 1?

Sapete già la risposta, vero?: i team radio di Hadjar durante la prima parte della gara di Baku!

Ebbene sì, da consumato divanista della Formula 1 tutto mi aspettavo tranne che ridere a crepapelle dopo che lo scalpitante furetto franco-algerino aveva diligentemente dato strada al suo titolatissimo caposquadra. Accortosi che il buon Max non ne aveva anche solo per impensierire il fin lì perfetto Oscar Piastri ha cominciato ad aprirsi in radio sciorinando una messe di eufemistici stimoli atti a far sì che il muretto prendesse la più improbabile e imprevedibile delle decisioni: che Max mi dia strada, per Giove!

Naturalmente, in ciò il buon Isack adopera saggia e commendevole deferenza che deve aver trovato scavando a fondo nel suo cranio all’interno del quale, con ogni manifesta evidenza, galleggiano neuroni di platino; e non mi sorprende affatto atteso che dalle sue note biografiche apprendiamo esser figlio d’una dottoressa e di un ricercatore in fisica quantistica (nonché meccanico di go-kart a quanto pare…) il quale, esercitando l’imperio genitoriale, lo ius nominis impositionis – ma che dico? Mi spingo fino a un onomatothetikòn pròstagma (ὀνοματοθετικὸν πρόσταγμα) – decide di chiamare il suo pargolo in onore di Isaac Newton!

Lo ammetto, ho riso come non mai ad ogni team radio di quel lungo percorso che i due hanno compiuto assieme alle spalle di Piastri.

“Le mie gomme vanno molto bene, non so le sue” E poi alla domanda su quanto ne avesse casomai, ma sia mai!, fosse stato davanti ha umilmente detto “no, dai, avrò solo quei due-tre decimi di ritmo in più, che saranno mai!? Sto bene qui dietro, non vi preoccupate” o qualcosa del genere!

Già l’avevo molto apprezzato per la bellissima sua stagione d’esordio ma da oggi in avanti, se me lo permettete, Isack è diventato il mio nuovo idolo.

Ed ora, grazie a potenti abilità da hacker nonché alle profonde e sottili trame che mi legano ai recessi più reconditi del paddock, pubblico in esclusiva i team radio che la FIA e la RBR hanno deciso di non mandare in diretta e che hanno secretato per i secoli a venire!

  • «Ingegnere, mi scusi… il Dottor Gran Mascalzon. di Gran Croc. Verstappen… va un po’ pianino, me lo consenta?»
  • «Non vorrei recare disturbo a Sua Serenezza Max IV, ma per caso… gli scappa da andare in bagno o posso superare?»
  • «Sua Eccellenza Galattica sta visibilmente passeggiando per ammirare il panorama di Baku… io mi adeguo, no? Posso stare qui dietro a rimirare i suoi scarichi in ginocchio?»
  • «Chiedo venia! Chiedo perdono a tutto il muretto e alle loro famiglie! Io sono una merdaccia, un verme dell’asfalto… però se il Divino Campione non accelera…»
  • «Dite a Max che non lo sto pressando! È che la mia macchina viene attratta dal suo divino carisma!»
  • «Scusate, la mia ala anteriore è troppo vicina alle sue ruote? La stacco subito e la mangio per punizione!»
  • «Ingegnere… stavo scherzando! Superarlo? Ma io sto BENISSIMO qui dietro! C’è una scia così umana!»
  • «Ingegnere… con tutto il rispetto, la devozione e la sottomissione dovuta al Duca Conte Massimiliano Maria Vittorio Giosso Verstappen… Sua Eccellenza va a passo di nobiluomo!
  • Ingegnere Muretto: «Vuoi che gli chiediamo di farti passare?»

Hadjar: «NO! Per carità! Non gli dite niente! Io non sono un pilota, sono una merdaccia! Ditegli solo che se gli fa piacere posso tamponarlo piano piano e dolce dolce per farlo andare più veloce…»

C’è stato anche un momento in cui SEMBRAVA che il nostro eroe avesse portato un attacco in fondo al rettilineo. Ecco il dialogo con il muretto che nessuno, tranne me, ha il coraggio di pubblicare!

Hadjar: (respiro affannato, voce tremante via radio e con accento svedese) «Ingegnere… mi scusi, mea culpa mea culpa mea maxima culpa! chiedo venia con la più umile contrizione: ho commesso un sacrilegio! Però, sa, scusi, è che c’era una folata di vento, mi ha punto una zanzara, uno scroscio di vacche, ho visto Tsunoda travestito da imam che mi faceva ciao ciao con la manina, una nube vorticosa di cavallette si è sollevata dal Caspio e infine… la mia vettura si è mossa di un millimetro a sinistra e… e… e per sbaglio ho messo il musetto davanti a Sua Eccellenza!»

Ingegnere Muretto: «Isack, stai tranquillo, eri più veloce. Vuoi affiancarlo di nuovo in fondo al rettilineo? Però fair play, eh, tienila pulita, mi raccomando»

Hadjar: (in preda al terrore puro) «MA SIETE PAZZI?! Affiancare il Dottor Ing. Gran Mascalzon. di Gran Croc. Lup. Mann. Verstappen?! Io non sono degno neanche di respirare il suo monossido di carbonio! Ditegli che freno! Frenoooo!»

(si accoda con deferenza)

Hadjar: «Ecco! Ora è tutto ok! Mi sono rimesso a congrua e umile distanza di venerazione, esattamente tre chilometri dietro! Posso stare qui nell’angolo a fare la spia per lui? Gli prendo gli intermedi?»

Ingegnere Muretto: «Isack, Piastri sta prendendo cinque secondi. Se non passi Max adesso, la gara è compromessa!»

Hadjar: «Ma come mi permetto?! Senta… e se io chiedessi a Sua Serenezza Max IV se posso superare, ma solo per fargli da frangivento? Cioè, io gli buco l’aria, gli pulisco l’asfalto dai detriti con la lingua e poi, all’ultima curva, mi fermo, scendo dalla macchina, gli faccio il picchetto d’onore e lo lascio passare a piedi!»

Ingegnere Muretto: «ok, provo a chiedere via radio a Max…»

Hadjar: «NO! NO! Per carità di Dio! Non proferire il mio nome innanzi a Sua Divina Guidezza! Ditegli che dietro di lui c’è una macchia d’olio, un marble che rotola, un fantasma! Anzi, ditegli che l’ala dietro della sua macchina è bellissima, ha una forma così… così umana!»

***

Per quanto strano possa sembrare l’esilarante epopea di Hadjar non è stata l’unico spunto di interesse del Gran Premio.

In questo circuito così particolare Mercedes e le mappature del suo motore hanno dimostrato che il gap con la concorrenza è ancora altissimo. E per via dell’errore in Q1 del venerdì non sappiamo quanto sarebbe andata forte anche con Antonelli. RBR continua a sviluppare bene. Abbiamo scoperto che Ferrari gioca con la comunicazione inerente ADUO1 e ADUO2 ma va comunque più piano, quantomeno nel lungo rettilineo. Alpine, con il suo scarso drag meccanico, vorrebbe circuiti così tutto l’anno e Williams, dopo la cura dimagrante, pare essere tornata a giocarsela a centro gruppo (ma aspettiamo altri tipi di circuito prima di dare giudizi definitivi su di loro).

La cosa più divertente, ammesso che ci sia da ridere, è stato scoprire che le velocità di punta maggiori le ha segnate la Haas, con il suo motore Ferrari magari ancora ADUO1. Siamo d’accordo che la velocità di punta, per paradossale che possa sembrare, non conta praticamente nulla in una gara di Formula 1 ma il senso di straniamento rimane.

A parte tutto ciò, mi fa piacere poter confermare ancora una volta come quello di Baku continui a generare Gran Premi spettacolari (intendo spettacolo-senza-virgolette finalmente) anche in questa situazione tecnica così peculiare. Mi auguro che continui a far parte del calendario ancora per molto.

Ah! E finalmente abbiamo potuto assistere ad un duello d’altri tempi: la sfida tra Russell e Verstappen durata 20 giri è stata bellissima!

In questo contesto abbiamo potuto vedere differenze tra i piloti? Certamente!

RUSSELL voto 10 e lode

Vero che ha un’astronave a disposizione ma bisogna saperla condurre. E forse per la prima volta dopo Melbourne mi è parso che George abbia avuto la situazione sotto controllo in ogni fase del weekend. In ciò è stato facilitato dall’errore di Kimi in Q1 che gli ha tolto pressione ed è un particolare che non può essere sottaciuto. Ma la pressione si è comunque manifestata, peraltro in massimo grado, nella seconda parte di gara, con Max agguerritissimo che non gli ha concesso nemmeno un centimetro. Stiamo parlando di Max Verstappen non di un Ocon qualsiasi, se mi permettete. E dopo una geniale mossa alla ripartenza della seconda SC (ha anticipato rispetto a quella precedente sorprendendo Max) il nostro buon George non solo è stato velocissimo (i due si sono sfidati a colpi di giri veloci che gli altri hanno visto solo con il binocolo) ma non ha sbagliato nulla e sappiamo come il non sbagliare nulla sia più importante di ogni altra cosa in una gara di Formula 1 (e che è poi il dato sorprendente del dominio di Kimi). Quindi un bravo grande come una casa non glie lo toglie nessuno. Se poi pensiamo al brivido dell’ultimo giro, con la Cadillac di Bottas piantata in mezzo a curva 15… Aggiungo un dettaglio tecnico che mi è parso di cogliere: il tratto tra la 6 la 7 e il pertugio del castello è stato affrontato da Russell con una precisione di guida strepitosa soprattutto in relazione all’uso dell’elettrico, dosato con cura proprio in quel settore della pista. Anche Piastri faceva la stessa cosa in gara (ed è il motivo per cui Hadjar non l’avrebbe potuto superare anche se fosse rimasto davanti a Max a inizio gara). È curioso notare che in qualifica invece Russel ha gestito l’energia per averne di più nel rettilineo finale. Ammesso e non concesso che abbia visto correttamente, sarebbe il segno che in qualifica la vettura va guidata in modo diverso che in gara. Almeno a Baku.

VERSTAPPEN voto 9 ½

Anche Max sarebbe stato da 10 e lode ma la qualifica sottotono mi fa abbassare la valutazione. Se fosse partito al fianco di Russell, com’era nelle sue possibilità, la gara si sarebbe sviluppata in tutt’altra direzione. Vero è che le gomme gialle su RBR pare (pare!) abbiano funzionato peggio che su altre vetture ma credo che le difficoltà di Max dietro a Piastri si potessero spiegare più in relazione ad un diverso utilizzo dell’elettrico che ad altro. Gli siamo comunque grati per la straordinaria prestazione che ci ha regalato dopo la seconda SC: non ricordo da quanto tempo abbiamo potuto assistere ad un duello così teso. Bene così!

HADJAR voto 10

Al di là dei divertentissimi team radio sui quali mi sono sbizzarrito a inizio articolo, il buon Isack ha tirato fuori un week end magnifico sia a livello di prestazione che a livello di tenuta. Il mezzo secondo rifilato a Max in qualifica lo farà stampare su un cartellone 20×10 e lo appenderà davanti a casa, non credete? L’inizio di gara è scoppiettante e si stava preannunciando un duello niente male con Piastri se non fosse stato costretto a cedere la posizione a Max. Segue il teatrino di cui abbiamo già parlato ma sul quale è ovvio soffermarsi sulla netta differenza di prestazioni con Max giustificata in parte dall’overtake mode e in parte dalle gomme rosse più efficaci delle gialle. Vero. Ma è pur vero che stiamo sempre parlando di Verstappen e di quanto in passato abbia sempre fatto una gran differenza rispetto ai compagni di squadra sicché immaginarsi un Hadjar straordinariamente efficace diventa obbligatorio. Ero curioso di vedere come si sarebbe sviluppato il duello con Piastri dopo la seconda SC ma non l’abbiamo potuto vedere a causa dell’errore di quest’ultimo. Bravissimo!

LECLERC voto 10

Che Baku sia uno dei suoi circuiti preferiti si sapeva ma solo lui, con questa vettura, poteva fare secondo in griglia. Il distacco monstre che lo separava da Russell non può minimamente intaccare la straordinaria performance in termini di velocità che ci ha regalato. Hamilton, che pure in stagione quest’anno è stato più o meno lì con Charles, si è preso mezzo secondo. Anche in gara è stato strepitoso. Anche qui non inganni la fatica dei primi giri che pare sia dovuta alla difficoltà di mandare “in finestra” le gomme ma se ciò fosse vero si paleserebbe un difetto che mette in secondo piano le difficoltà della rossa a qualificarsi decentemente quest’anno: a che servirebbe, infatti, qualificarsi bene se poi nei primi giri si va un secondo più lenti degli altri? Urgono soluzioni. Come più volte rimarcato quest’anno, perfino nei momenti più felici, è davvero un peccato vedere per una volta la rossa con un telaio di eccellentissima fattura e non riuscire comunque a giocarsela alla pari (o suppergiù) per il mondiale. Ad ogni modo, ADUO1 o ADUO2, elettrico o non elettrico, la guida di Charles a Baku è un masterclass continuo. Più sopra ho rimarcato la qualità di guida di Russell nel settore tra la 5 e il castello, ebbene il nostro Charles l’affrontava con piglio totalmente opposto, di forza se ha senso dirlo, per raddrizzare la macchina il prima possibile rischiando sovrasterzo in ogni momento che però, grazie al suo eccezionale controllo, non si è mai verificato.

Detto dei strepitosi primi quattro vale la pena dedicarsi a delusioni e sorprese in ordine sparso

PIASTRI voto 9 e 4

Facile dare questi voti, nevvero? Per due terzi di gara è stato magnifico. Guidava uguale a Russell e quando dico uguale intendo proprio uguale uguale: il deploy esattamente negli stessi identici punti (nel più volte citato tratto tra la 5 e il castello) e il risultato si è visto. Un Piastri così non si vedeva dalla prima metà della scorsa stagione. E poi? Poi mi crolla all’improvviso dopo la prima SC. Prima si fa uccellare da Max alla ripartenza e poi va a sovraguidare finendo per commettere l’errore da principianti in curva 1 che gli fa perdere un podio quasi certo finendo in fondo al gruppo. Recupera qualcosa ma non abbastanza per rientrare nei punti. Mah!

HAMILTON voto 6

Anonimo.

NORRIS voto 4

Non solo andava nettamente più piano dei primi ma ha commesso anche diversi errori. L’essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato in occasione del patatrac di Colapinto non è sfortuna… Peccato, perché in questa fase della stagione stava impartendo lezioni di guida un po’ a tutti e mi è caduto proprio in un circuito in cui la precisione e il sangue freddo che ha dimostrato ultimamente avrebbero potuto e dovuto fare la differenza. Dovrà fare come se Baku non ci fosse mai stata.

ANTONELLI voto 6

L’erroraccio in Q1 compromette il suo week end. Forse si tratta del suo primo errore “vero” della stagione: direi che se lo poteva permettere visto il vantaggio in classifica. In gara corre con il “braccino” quindi non sapremo mai se ne aveva anche più di Russell, com’è stato nella maggior parte dei GP corsi sino ad ora. Gli errori di Norris e Piastri e poi il patatrac innescato da Colapinto lo issano in una quinta posizione che è oro che cola quindi nonostante il week end sottotono direi che ha di che essere felice. L’unica cosa che deve fare, con 66 punti di vantaggio sul secondo e ben 103 sul terzo, è amministrare ed evitare che chi sta dietro arrivi a pensare di potercela fare. In quest’ottica, un errore come quello commesso in Q1 non è proprio il massimo, anzi. Rimedia con una gara accorta e prudente e va bene così.

LINDBLAD e OCON voto 8

Il ragazzino a Baku non sembra brillare come in altre occasioni e sia in qualifica sia in gara fino alla seconda SC pare abbastanza anonimo e fa anche un pasticcio con Lawson. Poi si accende all’improvviso, e si mette all’arrembaggio, solleticato dal bottino di punti che i vari ritiri conseguenti alle SC gli hanno schiuso davanti e va come una scheggia. Recupera su Ocon e lo supera proprio sul traguardo con un arrivo in volata da brividi. Ocon stesso si era reso protagonista di una gara insolitamente brillante, con una Haas altrettanto brillante, soprattutto visto com’era andata nell’ultimo scorcio di stagione. Onestamente non so se abbiano portato aggiornamenti, se abbiano l’ADUO2 o chissà cos’altro ma proprio non me l’aspettavo in un circuito come questo. Miglior risultato della sua stagione e ottenuto comportandosi bene.

BEARMAN voto 7-

Con una Haas inaspettatamente brillante nel circuito in cui meno te l’aspetti avrei immaginato che anche Bearman si sarebbe comportato bene. E in qualifica fa il suo sfiorando la Q3 e mettendo Ocon a debita distanza. Non mi è invece piaciuto in gara, falloso in partenza e poco efficace in entrambi gli stint. Nel finale di gara dà comunque il meglio di sé recuperando su Hulk e Sainz e arrivando ad un nulla dal duo Lindblad Ocon.

SAINZ voto 6 ½

Avrei dato anche di più perché tornare in Q3 in qualifica e terminare a punti in gara in un periodo così nero per Williams avrebbe meritato ben altra valutazione. Tuttavia, spreca l’eccellente Q3 con una penalità evitabilissima, unico a prenderla in una situazione che di ambiguo non aveva nulla. In gara pure mi è parso che abbia fatto una gara piuttosto confusa, primo a pittare al ventesimo giro quando non ce n’era alcun bisogno e senza poi esibire un ritmo tale da giustificare la scelta. Paradossalmente è proprio il botto di Albon che lo rimette in gara ma anche qui si ritrova a lottare senza gran costrutto. Il punto arriva comunque e la competitività della vettura sembra ritrovata grazie al completamento della cura “dimagrante” e al nuovo telaio che ha debuttato a Baku. Speriamo per lui che possa lottare molto di più da qui alla fine della stagione.

GASLY voto 8 ½

Il buon Pierre ritrova un circuito in cui Alpine può dire la sua e non si tira indietro: settimo in griglia davanti persino a Verstappen e in gara va benissimo fino alla SC. Per benissimo intendo che era sesto a non più di 3 secondi da Hamilton e davanti a Norris (dopo l’errore di quest’ultimo in curva 1). Peccato per il patatrac causato da Colapinto.

COLAPINTO voto 3

Il votaccio non dipende solo dal clamoroso errore con cui mette fine alla gara di Gasly e Norris. Per tutto il week end si è preso le piste da Gasly in un circuito in cui pure in passato aveva dato il meglio di sé. Questo errore non ci voleva proprio perché in questa stagione sembrava molto migliorato proprio sotto il profilo della condotta di gara. Mah!

Segnalo infine un Bortoleto ancora sotto tono: di certo questa non era una pista in cui avrebbe potuto fare granché ma è proprio quel tipo di pista in cui me lo aspetto molto più efficace rispetto a Hulk.

Cadillac e AM ancora disperse.

Ci vediamo a Sepang (e non vedo l’ora!)

 

 

 

BASTIAN CONTRARIO (XV): Rivoluzione francese

Il GP di Azerbaigian, svoltosi domenica scorsa, ha ben poco di cui parlare visto le condizioni in cui è stato affrontato e con ciò, non mi riferisco a particolari condizioni meteo avverse oppure perché la pista azera era impraticabile, bensì perché il suddetto circuito era cucito su misura sulla W-17 del team di Toto e, in assenza di un improvvido Antonelli, ci ha pensato Russell a ricordare a tutti chi è comanda attualmente in F1. Insomma se non c’è l’italiano, ci pensa l’alfiere inglese della Mercedes a mettere tutti d’accordo (si fa per dire) su cosa sia oggigiorno la F1. Ad essere sinceri sono felice della prestazione di Russell il quale conferma un fatto che molti hanno dimenticato, fosse solo per le prestazioni monstre date dal ragazzino italiano, cioè che il pilota inglese non è una pippa e, non lo è mai stato, se mai è un top driver che quando sente la macchina sa fin troppo bene il fatto suo. Tutto questo solo per sottolineare l’enorme lavoro svolto da Kimi sino ad ora. Troppo comodo affermare che l’italiano sia favorito dal team o altre sciocchezze del genere, se mai siamo di fronte ad una realtà che è quella che la nostra Nazione ha sfornato un vero e proprio prodigio perché statene certi, senza Antonelli in squadra, quello mostrato domenica scorsa da Russell lo avremmo visto praticamente ad ogni GP. I miei elogi ad ogni modo si fermano qui, perché Russel con la sua W-17, ha mostrato tutti i limiti di questo insulto di regolamento che ci tocca sorbire fino alla fine dell’anno, sperando che i correttivi che hanno apportato per l’anno prossimo, riescano a calmierare questo divario imbarazzante con il resto del mondo. Ciò che imbarazza ed innervosisce veramente è vedere un Verstappen, che martella come un dannato e, l’unico motivo che gli ha impedito di attaccare chi aveva davanti, non ultimo proprio Russell nel finale di gara, non era per mancanza di estro bensì per totale inefficienza del suo pacco batterie, che evidentemente non riusciva a tenere il passo della W-17 di Russell. Sebbene il GP era già morto in meno di quindici giri, facendo addirittura rimpiangere il Madring (sigh!), ci pensa Albon a ravvivare il tutto facendo entrare una provvida Safety Car, per destare tutti dal torpore di una vittoria già scritta al sabato (otto decimi di vantaggio dal secondo classificato in qualifica… ri sigh!). Eppure questo è stato l’insulto al danno, visto che il campione olandese rimaneva costantemente ad un secondo di distacco, dopo la ripartenza, nonostante desse l’anima ad ogni curva. All’insulto viene aggiunto lo scherno, visto e considerato che l’account social della F1 si è vantato della bellissima lotta che c’è stata tra i due rivali e, soprattutto della differenza di distacco con cui si sono presentati al traguardo. Questa è l’odierna F1: un monolite sportivo in cui vuole e pretende che tutti i gli appassionati che la seguono, sia dei beoti che non devono pensare. Affermo ciò visto e considerato che l’unico motivo per il quale i due piloti sono arrivati cosi vicino, è stato grazie alle bandiere gialle sventolate nel finale, bandiere che di fatto nessuno ha rispettato. Assolutamente vergognoso.

Molti di voi, che vi state prendendo il disturbo di leggere queste righe, vi starete chiedendo il perché del titolo di questo articolo. Ebbene il motivo è presto detto, visto che a far parlare del weekend azero manco a dirlo, è stata Ferrari e, soprattutto Horner con le sue dichiarazioni dirompenti. Che lo si voglia o meno, in seno alla Scuderia, sta avvenendo una vera e propria rivoluzione francese questo sia per il clamore che ne potrebbe seguire (proprio come tre secoli fa) e, sia perché questa rivoluzione riguarda proprio la parte francese della squadra. Non sto a ripetere ciò che ha detto Horner, perché ormai anche i muri conoscono le sue parole, bensì preferirei soffermarmi ad analizzare gli aspetti delle parole dell’ex Red Bull e, di cosa ne potrebbe seguire. Inutile dire che siamo totalmente nel campo delle ipotesi e della fantasia.

Più volte mi sono ritrovato a scrivere che uno come Horner in Ferrari non sarebbe mai potuto venire, perché un professionista come lui non avrebbe mai accettato di svolgere il ruolo di “semplice dipendente”, se mai la sua aspirazione era proprio quella di assurgere ad un ruolo manageriale, proprio come il suo odiato collega Wolff. In una squadra come Ferrari, a maggior ragione, questo è praticamente impossibile ed infatti non è un segreto che Newey non è stato preso proprio per questo motivo (le giustificazioni che hanno motivato il suo mancato arruolamento le lasciamo agli ingenui), ed appunto Stroll sr. se lo è accaparrato proprio pagandolo in azioni. Di fatto cosa ti tira fuori dal cilindro mr. Horner? Smentendomi clamorosamente, è vero che ribadisce la sua aspirazione manageriale solo che (c’è sempre il trucco) se proprio deve fare un’eccezione, lo farebbe solo per “il gigante addormentato” Ferrari. Le sue parole sono una vera bomba pronta ad iniziare una rivoluzione francese senza precedenti. Ciò che mi ha colpito delle sue dichiarazioni non si ferma alla proposta d’amore nei riguardi di Maranello, bensì egli è andato oltre, visto che ha parlato di conti in sospeso con Toto Wolff… spettacolo! Fino al luglio del 2025 in F1 esistevano due grandi squali, che erano nella persona di Wolff e Horner. Fatto fuori il secondo, il primo ha aperto nel paddock la sua personale tonnara dove fa il cattivo ed il bel tempo e, l’essersi visto assegnare l’ADUO perché il motore endotermico più potente è proprio quello Red Bull Ford (voluto fortemente proprio da Horner tra l’altro!), ne è una plastica dimostrazione. Cosa si cela dietro la rivoluzione francese che Horner ha innescato con le sue dichiarazioni? Il mio pensiero è duplice a riguardo e, naturalmente lo condivido con voi tutti.

1 Horner ha sparato a zero per mero interesse personale, strumentalizzando la critica situazione della Rossa per mettere pressione ad una eventuale squadra con la quale è in trattativa, in maniera tale da poterla convincere il prima possibile. Non è un mistero che voleva scalare l’Alpine infatti. Addirittura sui social si parla anche che queste parole siano state usate per poter cosi promuovere il suo libro di prossima uscita.

2 Horner vuole tornare a tutti i costi in F1, perché di questo mondo egli vive e, se proprio deve fare il botto come si suol dire, allora lo vuole fare in grande stile accasandosi a Maranello. Qui ritornano le sue parole su Toto e, sul ruolo di protagonista e di chi comanda in F1: l’unica squadra che gli consentirebbe di rivaleggiare con il suo “odiato” collega è proprio la Rossa, unico gigante (addormentato) che può rivaleggiare contro Mercedes. Il fatto che egli voglia fare “il semplice dipendente”, è sintomatico della volontà che ci sia da parte sua, nel rimettersi in gioco in quel mare governato da un unico squalo che ora detta legge. Ammesso che Horner arrivi a Maranello, dando quindi per scontato che per Vasseur sia già iniziato il deprofundis, quali dovrebbero essere le sue condizioni di ingaggio? Mi pare evidente che se il Team Principal inglese dovesse limitarsi a rilevare il suo collega francese, rimanendo alle attuali condizioni operative, allora egli avrà già il destino segnato perché sarà solo questione di tempo e, farà la stessa fine di tutti i suoi predecessori. Mi sembra scontato che se mai Horner dovesse accasarsi in Italia, ciò dovrebbe avvenire solamente a due condizioni, ovvero avere carta bianca e, naturalmente un portafogli (del Presidente) sempre aperto. Non avrebbe senso che Chris arrivasse al posto di Vasseur a condizioni diverse. Da qui l’eterna domanda: Ferrari ha voglia di vincere veramente? Perché questo quesito che potrebbe essere nel contempo banale e scontato, alla luce di quello che stiamo vivendo da così tanto tempo inutile non è. Elkann e, naturalmente Vigna, avranno intenzione di cedere il loro potere (perché di questo si parla e nient’altro) e farsi da parte, in modo da permettere di costruire qualcosa di veramente solido? Esistono altre condizioni affinché il vincente ex Team Principal bibitaro possa arrivare a Maranello? Non credo e, se la storia insegna qualcosa, si arriverà immediatamente alla conclusione che se veramente si vogliono cambiare le cose a Maranello, è necessario prepararsi ad una vera e propria rivoluzione francese dove nessuno sarà al sicuro. Perché inutile dirlo, se ad Horner venissero dati pieni poteri, innanzitutto bisognerà avere pazienza, come ogni volta che subentra un nuovo corso e, soprattutto nessuno sarebbe più al sicuro; compreso gli intoccabili.

Personalmente ritengo che allo stato attuale rimuovere Vasseur (questo lo affermo da detrattore del francese) sarebbe un errore madornale, perché quella che stiamo vedendo in questo sciagurato 2026 è la sua vera prima Ferrari e, nonostante abbiano cannato clamorosamente il motore, è pur vero che stanno correndo ai ripari in modo da tentare l’assalto l’anno prossimo. Ecco perché è importante che gli si dia una chance in modo da provarci l’anno venturo con un gruppo ormai consolidato. Va da se che il 2027 sarà l’anno della chiamata, l’anno del dentro o fuori in cui si dovrà lottare costantemente per ambo i titoli, in caso contrario allora ci saranno tutti i presupposti di cambiare e, naturalmente prepararsi per l’ennesimo cambio regolamentare, perché cambiare significa ricominciare d’accapo e, nessuno può pretendere tutto e subito dal nuovo arrivato; anche se si chiamasse Horner.

Siete pronti per una nuova rivoluzione francese? Maranello lo è?

Ps

Nel momento in cui pubblico questo articolo la Ferrari, nella persona di Maria Conti (Direttrice della comunicazione della Ferrari), fa sapere che tutta Maranello è con Vasseur e, la sua posizione non è in discussione. Bene che si faccia quadrato, in modo da spegnere ogni tipo di speculazione, male, molto male che queste comunicazioni non vengono effettuate per bocca del Presidente Elkann o, dell’amministratore delegato Vigna… meno male che volevano spegnere ogni tipo di speculazione!

Buon GP del Bahrein, in quel della Malesia, a tutti.

Vito Quaranta

Life is racing, all the rest is waiting