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IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Tutto finisce, vacanze comprese, quindi il mondiale di F1 è pronto a ripartire per l’ultima volta (a proposito di “tutto finisce”), in quel di Zandvoort in Olanda. Fino all’anno scorso, su questa pista, Verstappen sarebbe sato una garanzia, per la gioia di tutti gli “orange” suoi tifosi, mentre ora i valori si sono ribaltati e, sebbene Red Bull si presenta a casa sua col motore più potente (una barzelletta!), a dettare legge saranno altri. Detto che sarebbe folle sottovalutare Max e la sua Red Bull proprio a casa del campione olandese, vero è che le questioni lasciate aperte da parte di tutti i protagonisti di questo campionato sono tante e, dubito che Max potrà dire la sua come era suo costume in passato.

Mercedes è la prima che ha questioni aperte non da poco, perché a differenza del 2014, gli avversari hanno saputo reagire con maggiore vigore. Diciamocelo francamente: la stragrande maggioranza di noi pensava che, con questo nuovo cambiamento regolamentare, avremmo rivissuto un nuovo 2014 ed invece, nonostante i crucchi siano comunque partiti in vantaggio, il dominio che abbiamo ingollato per otto lunghi anni, almeno sino ad ora, non c’è stato. A vincere è sempre una Mercedes certo, solo che non ci sono più quelle doppiette noiose e scontate, il terzo non arriva a quaranta secondi… dal secondo classificato (Mercedes!), quindi diciamo che abbiamo assistito ad un maggiore livellamento prestazionale rispetto al passato. Chi più di tutti ha pagato salato questo mancato divario prestazionale è stato George Russell, il quale era dato campione del mondo d’ufficio, ancora prima che iniziasse il campionato stesso ed invece un ragazzino di diciannove anni, gli ha infilato una trave nell’occhio (per non dire altrove!) così grossa, da farlo letteralmente impazzire. Il nostro connazionale ha saputo interpretare al meglio le assurde regole che governano questo meschino regolamento, quindi onore a lui che prima di tutti (soprattutto rispetto al suo più esperto compagno di squadra) ha saputo cogliere l’occasione dimostrando che, chi ha puntato su di lui, non si sbagliava affatto. La domanda quindi è: George saprà reagire? Già George Russell, un bel dilemma. Detto che a mio giudizio il mondiale è ancora del tutto aperto, fosse solo per quello che abbiamo visto a riguardo l’anno scorso, per non parlare di quanto abbiamo visto proprio quest’anno, a causa di guasti e ritiri vari, di com’è stato facile recuperare punti. Di fatto l’attuale classifica è bugiarda forte, perché l’inglese della Mercedes ha vinto solo due GP e, nonostante tutto, Russell non è cosi distante “dalla trave nell’occhio” italiana. Di certo Russell ha non più di tre, quattro GP al massimo per provare a cambiare il suo destino e, riconquistare la vetta. Non è impossibile uno scenario del genere considerando quanto visto sino ad ora. Infatti la fragilità della W-17 è un fattore da tenere in considerazione, perché basta un ritiro per il povero Kimi, con conseguente vittoria del suo compagno naturalmente, che la classifica è già mutata nuovamente. Vincere apporta fiducia, quindi metteteci qualche podio pesante, da parte di Russell, con Kimi che imbrocca la domenica storta ed il gioco è fatto. Scenario molto veritiero a mio giudizio, solo che si presta a dei rischi enormi perché il buon Russell dovrà esporsi non poco per ottenere questo, a differenza del nostro Kimi che ha tutto il tempo di ragionare e quindi prendersela comoda. Diciannove anni ed ha già dimostrato in gara che guida come se ne avesse dieci di anni in F1 sulle spalle e, questo è l’ostacolo più grosso per la rimonta di Russell. Infatti se nei prossimi tre, quattro GP Kimi ne vince almeno uno, con podi pesanti da parte sua e, Russell sempre dietro (di fatto lo scenario opposto paventato poc’anzi), allora il mondiale è bello che già in ghiaccio per l’italiano. Anche perché Toto, in questi suddetti tre, quattro GP, dovrà prendere una scelta su chi puntare, considerando la concorrenza come sta spingendo. Infatti fino ad ora il ragionamento si è basato sul fatto che Mercedes avesse un vantaggio assoluto su tutti, solo che la realtà dice ben altro, a maggior ragione che in Ungheria la McLaren ha suonato la sveglia per tutti. Toto non può permettersi, come nel triennio 20214 – 2016, un duello fratricida tra i suoi due piloti proprio perché quel vantaggio non ce l’ha più. Quindi onde evitare l’evirazione in pubblica piazza, da parte del consiglio di amministrazione del gruppo Daimler, dovrà necessariamente operare la scelta su chi puntare nel breve periodo, proprio perché la concorrenza alle sue spalle preme forte.

A proposito di concorrenza, Ferrari è la prima tra i contendenti ad essere l’indiziata numero uno.  Per la Rossa di Maranello la prima parte di stagione è stata solida, sebbene le aspettative erano ben altre, ed ora inizia la sua vera prova di maturità. Infatti quante volte abbiamo visto Ferrari partire bene, per poi plafonarsi lungo il cammino. La Rossa con la sua SF-26 “base” volutamente poco convenzionale perché, a detta di Serra, i margini di sviluppo sono ampi, ora deve spingere proprio su quei suddetti margini al quale il Direttore tecnico della Rossa si riferiva. Mercedes ha dovuto rivedere i suoi piani di sviluppo, proprio a causa di Ferrari, McLaren in Ungheria ha dimostrato a tutti che hanno capito in che direzione devono andare (guai a sottovalutare questa McLaren!), quindi ora Maranello dovrà compiere il vero salto di qualità che deve proiettarla verso il mondiale 2027 come protagonista assoluta. Detto che Mercedes può solo perderlo questo mondiale (sia piloti che costruttori), è anche vero che la Rossa è in corsa per ambo i titoli, con Lewis secondo nel mondale e, soprattutto ad un tiro di schioppo da quello costruttori. Con un Charles ritrovato, il titolo marche deve essere un dovere crederci, mentre per quello piloti invece la musica è diversa perché bisogna cantare in maniera diversa e, non so se Vasseur in questo momento ha la voce giusta e necessaria per intonare i versi corretti. Come Toto, anche il Team Principal francese della Ferrari deve operare delle scelte, ed ogni scelta comporta delle conseguenze e, soprattutto ogni scelta richiede coraggio, soprattutto se si vuole vincere; che poi dovrebbe essere il credo di Maranello. Per il momento Vasseur cerca di guadagnare tempo che non ha e, a differenza di Russell, al francese gli toccano al massimo solo due GP (altro che tre, quattro), per prendere una decisione finale. Infatti cosa succederebbe se, nel giro di Olanda e Italia, Antonelli rompe ed Hamilton vince e LeClerc arriva dietro il suo compagno? Confesso che questo scenario mi affascinerebbe non poco, nonostante le probabilità che si realizzino siano veramente basse, eppure Vasseur ha ottenuto quello che a Maranello non si vedeva da tempo immemore: fiducia incondizionata da parte della dirigenza e, tempo per costruire la sua squadra. Egli in questo è riuscito la dove i suoi predecessori (molto più accreditati) hanno fallito, quindi giusto che i livello di pressione aumenti, perché questo voleva e questo ha ottenuto.

Il GP di domenica prossima segna la ripresa di un mondiale ancora lungo, tant’è vero che per metà settembre si dovrà decidere definitivamente se concludere il mondiale in zona di guerra, oppure addirittura in Italia (ad Imola) e, soprattutto segnerà il destino di molti.

Buon GP d’Olanda a tutti.

Vito Quranta

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Ha funzionato la cura Loic Serra? Vasseur nel corso della sua ristrutturazione, ha annunciato che sarebbero arrivati nomi “pesanti” in Ferrari e, sebbene abbiamo assistito al cambio di pronuncia del paese che da i natali alla Beneamata (infatti siamo passati da Maranello a “Maranellò”, visto che abbiamo assistito ad una francesizzazione di tutta la Gestione sportiva) vero è che l’unico reale pezzo pregiato portato in Rosso è stato proprio Serra. Sia chiaro comunque che a “Maranellò” lavorano ancora italiani storici, vero è che le chiavi della direzione tecnica sono state consegnata, da Vasseur, direttamente a lui sebbene questa si la sua prima vera esperienza di responsabile assoluto. Serra oltretutto ricopre il ruolo che sarebbe spettato di diritto a Newey, visto che è stato libero sul mercato e, Ferrari non l’ha voluto prendere perché nel frattempo, il genio inglese, voleva direttamente le chiavi di Maranello; altro che direzione tecnica. Certo col senno di poi, visto il bordello che è successo in Aston Martin, è facile dire “meno male che non l’hanno preso!” anche se nutro forti dubbi che il genio inglese, in Ferrari, avrebbe cannato allo stesso modo di come è successo in Aston Martin, fosse solo che Ferrari non è una squadra rifondata e quindi nuova, come quella di Stroll Sr. Ad ogni modo c’è ben poco da recriminare a riguardo e, la domanda che ho posto rimane tuttavia.

A giudicare dai risultati ottenuti dalla Rossa in questa prima metà di stagione, si può affermare che la sua cura abbia avuto effetto eccome, sebbene i risultati nel complesso rimangono a mio giudizio insoddisfacenti. Ricordo a lor signori che questo doveva essere l’anno della verità, per l’amministrazione Elkann – Vigna, questo doveva essere l’anno dell’“obiettivo venti ventisei” ed invece anche quest’anno ci ritroviamo ad inseguire e, soprattutto a non essere il riferimento in F1. Specifico F1, perché nel WEC la Rossa è cosi forte che è stata colpita con un BOP “dedicato”, tanto da soprassedere per quest’anno per ogni tipo di velleità. Tralasciando il mancato obiettivo, pronunciato a gran voce quattro anni fa dal Presidente, ciò che si nota in questa ennesima rincorsa è la coerenza negli sviluppi e, nei risultati. Infatti quando Ferrari, negli anni scorsi partiva in affanno, così rimaneva per tutto l’anno nonostante gli sforzi profusi. Ciò che si nota quest’anno è la compattezza del gruppo, quell’apparente serenità tipica di chi sa il fatto suo. Ferrari è un dato di fatto che, sebbene sia partita con un cronico ritardo rispetto ad AMG (e Red Bull che ha il motore migliore… sigh), sta avendo quella costanza di rendimento, in termini di risultati, che l’ha messa di diritto come potenziale squadra che può giocarsi quanto meno il titolo Costruttori. Ferrari ha organizzato il suo piano di sviluppi in tal modo, con conseguenti risultati in pista, che ha costretto la stessa AMG (fonte Autoracer.it) a rivedere i suoi di piani in termini di sviluppo. Infatti Mercedes, conscia del suo potenziale ancora prima che iniziasse il mondiale, aveva come obiettivo quello di arrivare alla fine del mondiale, a cominciare dalla ripresa estiva, per forza di inerzia visto il suddetto potenziale. Tuttavia l’exploit Ferrari, unito ai casini interni della stessa AMG, hanno costretto il team di Wolff a rivedere la pianificazione dei propri sviluppi, quindi a continuare a spendere energie sul progetto W-17. Questo è un bene perché è notorio che, chi ha un vantaggio poi continua a conservarlo nel corso del tempo, con stabilità regolamentare. Con una Ferrari così pimpante e, con aggiornamenti ancora in arrivo compreso quello ADUO, è facile pensare (anche se dovrei dire “è d’obbligo pensare”) che Ferrari dovrà essere una spina nel fianco per Toto&Co. Come ho già detto su queste righe, Serra proviene dalla stessa scuola di Wachè che è quella Michelin e, dello studio dell’interazione del veicolo con gli pneumatici. La meccanica è sempre stato un punto fermo per Mercedes quando dominava in lungo e in largo e, Serra faceva parte di quel gruppo. I risultati si stanno vedendo, almeno sino ad ora, su questa Ferrari in perenne rincorsa e, a meno che non si rimbambiscano tutti quanti, immagino che questa attuale situazione non può che migliorare. Quali sono i fattori che possono rallentare la rincorsa della Rossa verso almeno uno dei due obiettivi iridati? A mio giudizio tre sono le incognite che possono bloccare la Ferrari verso l’agognata rincorsa: 1 Problemi interni, 2 Sviluppo Mercedes, 3 Ritorno della concorrenza.

PROBLEMI INTERNI

Con la ripresa della stagione la Rossa dovrà dimostrare, o meglio, dovrà confermare come minimo quanto di buono (per chi sa accontentarsi!) fatto vedere sino ad ora. Ciò significa che gli sviluppi che verranno portati immediatamente dopo la ripresa, dovranno dare quel boost necessario non solo per mettere paura alla Mercedes, addirittura dovranno riuscire a colmare il gap velocistico con la squadra riferimento di questo campionato 2026. In questo coacervo di elucubrazioni si aggiunge anche il problema, se cosi vogliamo chiamarlo, piloti. Hamilton si è presentato, inaspettatamente diciamocelo, al giro di boa in vantaggio su LeClerc e, con un ritardo non enorme sul leader del mondiale Kimi Antonelli. Oltre agli sviluppi se funzioneranno, Vasseur saprà assumersi le sue responsabilità e fare quello che si conviene ad un capo con le palle, caso mai il britannico prendesse il largo sul monegasco e, si avvicinasse sempre di più alla vetta? Il TP Rosso sebbene cerchi disperatamente di guadagnare tempo e, soprattutto ha solo come obiettivo il titolo Costruttori (almeno per quest’anno), è anche vero che in squadra ha due cavalli di razza uno più orgoglioso e determinato dell’altro. Hamilton è in vantaggio, quindi è logico pensare che possa avvicinarsi ulteriormente alla vetta. Saprà LeClerc mettersi a disposizione caso mai “il suo amico Vasseur” glielo chiedesse? Di fatto il buon Fred spera solo che questa eventualità non capiti.

SVILUPPO MERCEDES

Il fatto che Mercedes abbia allertato tutto il suo reparto tecnico, capitanato da James Allison, non deve far dormire sonni tranquilli visto e considerato che questo, è lo stesso team che ha creato la W-17 la quale si è presentata in pista, rispetto agli avversari, con quasi un secondo di vantaggio. Da qui il pensiero è immediato: cosa impedirà ai crucchi di portare un pacchetto di up date che uccidano definitivamente il mondiale. Inoltre c’è da considerare il fattore Antonelli: l’italiano ha un forte vantaggio su Hamilton e, soprattutto sul proprio compagno di squadra. Caso mai Ferrari iniziasse ad ingranare in maniera importante, sono certo che Toto (a differenza di Vasseur), non esiterebbe un attimo per concentrare tutte le energie del team sul diciannovenne al fine di chiudere definitivamente la partita. Guardando il resto del mondiale da questo punto di vista, per Ferrari l’impresa è veramente ardua.

RITORNO DELLA CONCORRENZA

Da quando vi scrivo “guai a sottovalutare McLaren”? Di fatto i papaya hanno concluso la prima parte della stagione in crescendo, semplicemente perché hanno capito dove si doveva intervenire (lo stesso Rob Marshall ha detto che avrebbero ripreso le soluzioni degli altri che avrebbero ritenute utili) e, perché hanno imparato ad accendere il motore Mercedes. Allo stato attuale è proprio il propulsore AMG l’unico ostacolo che può fermare Stella e tutto il suo team in una rincorsa importante. Detto che McLaren la ritengo fuori dai giochi perché il suo ritardo è veramente enorme, vero è che se i loro sviluppi funzioneranno, come hanno dimostrato in passato, i papaya potranno essere una vera e propria mina vagante. Inutile dire che oltre al team di Stella va considerato d’ufficio quello di Verstappen perché con l’olandese in squadra, se Red Bull inizia a girare, sono dolori per tutti.

Che dire? Buon Ferragosto a tutti voi del Blog del Ring!

 

Vito Quaranta

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Nella pausa estiva che tutta la F1 deve rispettare, ci pensa il nostro Domenicali a ravvivare le nostre giornate di vacanza, esprimendo il suo pensiero a riguardo della F1 che verrà. Perché le sue parole, a mio giudizio, non sono mai casuali considerando il ruolo che ricopre. Infatti nel momento in cui il CEO di Liberty Media afferma che a nessuno interessa come guidano i piloti, perché “la gente” vuole solo vedere l’azione in pista, fa capire a tutti (almeno a coloro i quali ragionano ancora) quali sono le sue intenzioni, ovvero americanizzare totalmente la massima serie del motor sport mondiale. Azione è la parola d’ordine, spettacolo è il mantra che deve essere ripetuto, dunque realizzare il sogno bagnato di ogni organizzatore (americano) che si rispetti per quanto riguarda l’intrattenimento, in una sola parola; wrestling! Come si può raggiungere questo obiettivo? Ovviamente allargando il numero di Sprint Race per weekend. Considerando quello che è stato fatto con la MotoGP, non è facile capire che Domenicali&Co. vogliono arrivare allo stesso risultato anche con la F1. Se alle persone, alle quali si riferisce Domenicali, non interessa come i piloti erogano il gas sull’acceleratore, come sfruttano l’energia della batteria a loro disposizione per poter tentare un sorpasso, allora sicuramente si può accelerare il processo di invasione da parte di questo inutile format, il quale non fa altro che spoilerare quello che poi vedremo nella main qualy e, main race. Del resto già dall’anno prossimo Monza avrà la sua Sprint Race e, a mio modesto giudizio, questo sarà solo l’inizio di un processo di trasformazione che parte da lontano. Infatti la prima gara, inquinata da questo nuovo modo di affrontare il weekend, risale al 17 luglio del 2021 in Inghilterra e, da li in poi è iniziato un lungo processo di assuefazione, fino a quando tutti lo hanno considerato normale. Nel corso del tempo il numero delle Sprint Race è rimasto inalterato e, nonostante ciò hanno continuato a tenerlo, anche se dovrei dire “ce lo hanno ficcato in gola a forza”. Molti esperti del settore hanno buttato acqua sul fuoco, giocando proprio sul fatto che il numero di Sprint sia rimasto inalterato nel tempo, adducendo ai mal di pancia degli appassionati. Tuttavia vi invito al ragionamento ed alla riflessione, chiedendo a chi si prende il disturbo di leggermi, se davvero qualcuno abbia creduto che suddetto format, sia rimasto inalterato proprio per i mal di pancia degli appassionati o, perché la stessa Liberty Media non aveva alternative a questo tipo di svolgimento di gare. Come scrivo da tempo, la F1 di Liberty Media soprattutto, si basa sulla più semplice ed universale legge del mercato che è basata sulla domanda e sull’offerta: se ogni weekend di gara registra il sold out ovunque si vada, nonostante i prezzi che accessibili o popolari proprio non sono, allora è inutile meravigliarsi di quello che sta per arrivare. Chi organizza avrà sempre ragione, in luogo del quale potrà avanzare qualunque tipo di pretesa visto e considerato che chi paga, accetterà tutto senza fiatare. L’esempio più diretto ed immediato è proprio lo sconcio di questo attuale regolamento, concepito esclusivamente su pura base ideologica e, di rimando, nell’attirare altri potenziali costruttori (AUDI e Ford… azienda americana quindi!): in Australia tutti si sono resi conto che, le parole di Verstappen (“FormulaE steroidizzata”), erano state anche fin troppo gentili. La levata di scudi fu imperiosa, eppure invece di pensare a come poter tornare indietro (anche se sarebbe stato a dir poco complesso), la F1 tutta è corsa ai ripari edulcorando tutto quello che gira attorno a queste nuove vetture, compreso l’evitare di mostrare quando la batteria viene utilizzata. Del resto ai nuovi appassionati, secondo Domenicali, non frega niente di come queste monoposto vengono guidate, quindi tanto vale eliminare le informazioni superflue, la parola d’ordine è “semplificare”, proprio come ha suggerito George Lucas (si il padre di Star Wars) allo stesso Domenicali. Il dubbio deve attanagliare chi ragiona, l’entusiasmo deve invece prevaricare sulle nuove generazioni. Quindi per chi ragiona, si porrà sempre la domanda di come è avvenuto il sorpasso di Verstappen ai danni di Hamilton in Ungheria, mentre per il nuovo tifoso che avanza, è stato bello esultare guardando quella magnifica staccata, ripagandosi cosi il costo del biglietto. Il buon Bernie Ecclestone disse, dopo che aveva venduto tutto agli americani di Liberty Media: “Vi ho lasciato un ristorante a cinque stelle e, lo avete ridotto ad un fast food”. Il sottoscritto non ha dubbi dunque che le Sprint Race aumenteranno e, poiché dall’anno prossimo la ripartizione di potenza, tra motore elettrico e quello a combustione interna cambierà, nutro ancora meno dubbi sul fatto che in molti grideranno al miracolo del cambiamento. Miracolo cosi fruttuoso che Domenicali (sempre lui) invoca già ad un cambiamento delle regole, dunque delle motorizzazioni, già a partire dal 2030 sebbene l’attuale regolamento sarebbe dovuto rimanere in vigore fino a tutto il suddetto anno poc’anzi da me citato. In questi cinque lunghi anni ne cambieranno di regole, ce ne saranno di aggiustamenti e, ciò non di meno ci sarà un’affezione sempre più crescente nei riguardi di tutto qello che il convento passerà.

Personalmente trovo offensive le parole di Domenicali, fosse solo perché la sua carriera di successo si è basata proprio sullo stile di guida dei piloti che ha avuto il privilegio di affiancare, Schumacher prima e Alonso dopo con Raikkonen in mezzo, quindi il suo carisma potrà imbonire le nuove generazioni, che non conoscono l’epopea del primo decennio di questo secolo se non tramite qualche video su You Tube, eppure non mi si venga a dire che non interessa lo stile di guida, perché l’unica cosa che non frega è proprio come queste nuove motorizzazioni funzionano! Motorizzazioni che dal punto di vista pratico hanno ben poco da condividere con la vita di tutti i giorni (salvo per la Ferrari Luce che, a detta di Vigna, le vendite stanno andando secondo da programma… sigh!), motorizzazioni i cui parametri vengono occultati perché altrimenti qualcuno potrebbe porsi qualche domanda di troppo. Tuttavia è stato proprio lo stile di guida dei piloti del passato, che ha contribuito a rendere questo sport quello che è (o quello che era?) e, a farci appassionare ed affezionare a questo e a quel pilota. Il modo come un pilota frena, di come accelera e parzializza il gas in curva, il modo di come gioca col volante e, di come prepara il sorpasso, ebbene in tutto questo vedo l’opera dell’uomo, vedo il carattere del pilota nel quale magari un appassionato ama anche identificarsi, a differenza di oggi che sono relegati quasi a meri conducenti, dove premere un bottone per avere il boost necessario per il sorpasso è l’apice dell’artificio, il wrestilng su quattro ruote appunto.

Articolo polemico il mio eppure sebbene mi spenda nel commentare il lato sportivo di quello che accade in pista, eliminando tutto quello che c’è realmente intorno, ciò non significa che il sottoscritto o, chi legge o, chi va in circuito a vedere i suoi eroi, non sappia quale sia la vera realtà, perciò si eviti di prendere in giro coloro i quali hanno dedicato le proprie passioni nel seguire lo sport che ama, sbattendogli in faccia una menzogna spacciata per verità, perché la F1 dietro tutta la tecnologia, aggiornamenti del caso e livree colorate, è solo cronometro in mano e modo di guidare per battere il tempo.

Vito Quaranta

LE NON PAGELLE DI UNGHERIA 2026

Il Gran Premio d’Ungheria 2026, quarantesima edizione della gara a Budapest, si colloca a metà di una stagione di Formula 1 il cui calendario continua a essere caratterizzato da una forte incertezza. Le tensioni geopolitiche attorno allo stretto di Hormuz hanno infatti reso impossibile la programmazione dei tradizionali Gran Premi del finale di stagione, lasciando il calendario in una situazione fluida. Pare che a Ottobre Sepang sostituisca il GP perso in Bahrain il che non è male per gli appassionati, essendo il circuito malese il miglior esito della penna di Tilke insieme al COTA di Austin. Staremo a vedere. Per il momento, metà o quasi metà di stagione che sia, si va in vacanza con una classifica piloti nettamente delineata a favore di Antonelli, bravissimo a sfruttare al massimo le caratteristiche di queste nuove vetture e a frantumare tutti i record di precocità della storia della Formula 1. Per chi frequenta le lande italiche vedere Antonelli vincere è un piacere ai limiti della commozione. Quando Fisichella, ultimo vincitore italiano, vinse il suo ultimo GP si era proprio a Sepang e Antonelli non era ancora nato… Se non è sorprendente, dopo tutti i rumors su quanto erano avanti che si sono sentiti durante la scorsa stagione, lo è invece la figura di Antonelli che sovrasta sotto ogni profilo quella del pur esperto e veloce Russell il quale, dopo Melbourne, pareva avere già il mondiale in tasca. Forse ancora più della sorpresa rappresentata da Antonelli è il secondo posto del mondiale piloti, occupato nientemeno che dal redivivo Lewis Hamilton. Dopo la batosta rimediata contro Leclerc nel 2025 tutto ci si aspettava tranne che vedere l’eptacampeao non solo risalire le posizioni di classifica ma farlo anche a danno proprio di Leclerc.

Il circuito ungherese è ben noto per la sua natura tortuosa e tecnica, con un susseguirsi di curve strette e veloci che mettono a dura prova la gestione delle vetture. I sorpassi sono notoriamente difficili, quasi al livello di Montecarlo e in questo contesto, le aspettative della vigilia vedevano la Ferrari come favorita, in virtù di un telaio ritenuto il migliore del lotto. Al contrario, la McLaren non rientrava tra i pronostici principali, ma ha saputo ribaltare le previsioni, dimostrandosi la vera sorpresa del weekend grazie a uno sviluppo tecnico efficace e, stando a quanto dichiarato a caldo da Andrea Stella, a una migliore comprensione della gestione del motore Mercedes.

Lando Norris Voto 10 con lode

Che Landino nostro, nel 2026, stesse performando in modo stellare è constatazione che molti hanno fatto ma che è passata in sordina a causa dei tanti problemi che hanno attanagliato Woking, soprattutto a inizio stagione. Qui a Budapest, con una vettura competitiva e l’affidabilità dalla sua parte, ne abbiamo finalmente avuto la più clamorosa delle conferme.  La prestazione di Lando non solo è meritevole di un bel 10 con lode ma si colloca direttamente ai vertici della sua carriera: velocità pura, ritmo, gestione, intelligenza e la totale assenza del “braccino” per il quale è stato spesso criticato in passato. Il weekend è iniziato con una pole position tanto spettacolare quanto controversa: Norris ha dominato ogni fase delle qualifiche (Q1, Q2 e Q3), ma il suo giro migliore è stato ottenuto in un momento ambiguo di bandiere gialle e con il curioso sospetto che abbia deliberatamente sollevato il piede per sfruttare una spinta extra del sistema elettrico Mercedes, una tattica già vista in Austria con Russell. In gara, nonostante un’ottima partenza, un’incertezza alla curva 2 ha permesso al compagno di squadra Piastri di prendergli la testa. Durante il primo stint, Norris si è dimostrato nettamente più veloce, ma ha dovuto sottostare alle “Papaya Rules” della McLaren, che lo hanno fatto rientrare ai box dietro al compagno. Anche con le gomme bianche nel secondo stint, il suo ritmo è rimasto superiore, sebbene un’escursione alla curva 4 al 29° giro abbia rappresentato un rischio non da poco gestito, però, in modo molto intelligente dal nostro eroe che è rientrato in pista alla fine del cordolo evitando di rovinare il fondo. Quando Piastri viene richiamato ai box al 32° giro ecco che il ritmo del nostro si rivela in tutta la sua magnificenza: abbassa di ben 1 secondo al giro i tempi di Piastri e si involta verso il più classico, quanto improbabile in una pista di questo tipo, degli overcut. Infatti, la svolta della gara al 40° giro: nonostante una sosta non rapidissima, Norris è riuscito a tornare in pista davanti a Piastri, agevolato anche dal traffico incontrato da quest’ultimo nel doppiare Sainz. Da lì, ha gestito magistralmente la gara, eseguendo un sorpasso decisivo su Kimi Antonelli in curva 1 e resistendo al suo tentativo di incrocio. La Virtual Safety Car nel finale gli ha concesso un ultimo cambio gomme per concludere in sicurezza. In un campionato in cui i problemi di affidabilità sono tornati ad essere decisivi, il ritorno di McLaren, e Landino in particolare, alla vittoria aggiunge un altro parametro all’equazione. Se si confermano (e non è detto) ne vedremo delle belle.

Max Verstappen voto 9

Max ha brillato per la consueta sagacia tattica e capacità di gestione delle gomme. Non brillantissimo in qualifica riesce comunque a partire bene e a difendere magistralmente il suo terzo posto durante il primo stint. Il suo ritmo era inferiore sia alle McLaren che alle Ferrari ma già a Budapest è difficile sorpassare, figuriamoci se il destinatario di questi tentativi è nientemeno che il “ministro della difesa”, per usare un’efficace espressione di Chinchero inventata in diretta. Il suo capolavoro è stato uno straordinario sorpasso su Hamilton dopo il primo pit stop, con una staccata profonda e precisa in curva 1 che non ha lasciato scampo al rivale e che gli ha nuovamente concesso di evitare il miglior ritmo della rossa. La strategia Red Bull, che gli ha fornito gomme rosse per gli ultimi 25-26 giri, si è poi rivelata vincente anche per difendere il secondo posto dagli attacchi di Antonelli nel finale.

Kimi Antonelli voto 9

Kimi ha offerto un’altra prova di grande maturità, massimizzando il risultato nonostante una penalità in qualifica. Dopo varie peripezie, a metà percorso si è trovato in testa alla gara e per un po’ di tempo ha accarezzato la coraggiosa idea di portare il treno di bianche montato nel primo pit fino in fondo. I TR sono stati piuttosto illuminanti perché abbiamo potuto dedurre che il suo dialogo con Bono è stato affrontato con disarmante lucidità per un ragazzo della sua età e in queste critiche condizioni di classifica mondiale. Alla fine, ha gestito la situazione con saggezza, decidendo di non tentare un azzardo impossibile contro il ritmo superiore di Norris e optando per un cambio gomme al momento giusto. Sfortunato nel finale a causa dei doppiaggi, ha comunque conquistato un preziosissimo terzo posto che, complici le combinazioni dei suoi più (o meno) diretti competitor, consolida ancora di più il suo primato in classifica. Vai così!

Charles Leclerc voto 6

Charles e la Ferrari sono i grandi sconfitti del weekend. Partito con i favori del pronostico, Leclerc non è stato brillantissimo in qualifica il che comincia ad essere un fattore, quantomeno per uno come lui che della velocità in qualifica, forte delle tante pole mitologiche conquistate in carriera, ha fatto il suo pezzo forte. La penalità comminata a Hamilton lo fa avanzare dalla terza alla seconda casella ma non è stato un grande favore perché sulla parte sporca della griglia il nostro incappa in un inopinatissimo wheelspin che, a conti fatti, gli condiziona tutto il resto della gara. Gara sulla quale non c’è tantissimo da dire se non che il risultato migliora grazie alla ennesima penalità presa da Hamilton. Certo che Ferrari che vince o convince dove parte sfavorita e perde e non convince dove invece parte sfavorita non è un gran viatico per la programmazione del resto della stagione.

Lewis Hamilton voto 5.5

Lewis sarebbe stato anche da più che sufficiente per quel che ha mostrato in pista ma la sua valutazione non può che essere condizionata dalle due evitabilissime penalità che ha ricevuto: un impeding grande come una casa ai danni di Piastri in Q3 e un eccesso di velocità in pit lane. Nel primo caso è corresponsabile insieme al team: sarà pur vero, come dice Toto alle tv, che paiono tutti dei teletubbies, e che quindi dovevano avvertirlo dell’arrivo di Piastri, però è vero al tempo stesso che in pieno rettilineo, rilassato per aver concluso il giro, avrebbe ben potuto vedere nei suoi specchietti l’arrivo dell’australiano. Mah! Pare che lo speeding in pitlane, invece, sia il solo responsabile avendo staccato il limitatore un attimo prima di quando avrebbe effettivamente potuto farlo. D’altra parte ci sarebbero stati gli elementi per giudicare positivo il suo week end, a cominciare da un giro eccezionale in Q3 che solo lo strabiliante Norris visto a Budapest ha potuto battere. Per due terzi di gara, poi, è stato il secondo pilota più veloce in pista, sia pur ingabbiato da un Max sornione e tremendamente efficace. Non gli imputo tantissime colpe nel sorpasso subito da Max perché quando un pilota fa un capolavoro del genere non c’è molto da fare. Rimane comunque un bel po’ di amaro in bocca parzialmente mitigato dal secondo posto in classifica mondiale che risalta per il suo valore estetico più che per quello sostanziale. Vedremo

Isack Hadjar (voto 6.5) ha disputato una gara sottotono rispetto alle sue recenti uscite, faticando a trovare il ritmo e chiudendo sesto dopo aver tentato senza gran costrutto di aiutare il compagno di squadra Verstappen a rallentare le McLaren.

George Russell (voto 7.5) è stato autore di una rimonta notevole. Dopo una partenza disastrosa che lo ha relegato in ultima posizione (probabilmente a causa di un problema tecnico all’anti-stallo o di un suo ennesimo errore), ha recuperato posizioni con sorpassi e una gestione intelligente della gara, sfiorando il sesto posto.

Liam Lawson (voto 8) si è distinto non tanto per la velocità pura, per la quale non ha mai brillato, quanto per una straordinaria solidità, tenacia e costanza in gara, qualità che me lo stanno facendo apprezzare sempre più. Se continua così sarò costretto a ricredermi (non che mi dispiaccia) sulle sue prospettive in Formula 1. Bravo!

Nico Hülkenberg (voto 8.5) ha finalmente concretizzato il potenziale, tirando fuori la sua esperienza per portare a casa i primi punti stagionali per l’Audi in un weekend in cui la vettura si è dimostrata a suo agio, mettendosi più in luce, per la prima volta in stagione, rispetto al compagno Bortoleto.

Infine, Arvid Lindblad (voto 7.5) ha confermato la sua brillantezza in qualifica e, pur essendo meno solido in gara, è riuscito a conquistare un altro punto prezioso per la Racing Bull.

Note di Merito e Demerito

Il Gran Premio ha offerto sorprese positive e delusioni cocenti. La principale nota di merito spetta all’Aston Martin, che dopo il fondo (oceanico) toccato a Spa ha introdotto una versione B della vettura dal rendimento inaspettatamente competitivo. Grazie a questo progresso Fernando Alonso è riuscito a centrare la Q2 per la prima volta in stagione. Peccato per una strategia di gara ultra-conservativa (primo stint allungato con gomme rosse) che gli ha impedito di lottare per posizioni migliori e che alla fine lo ha costretto addirittura dietro al compagno di squadra, fin lì decisamente molto incolore.

Tra le note di demerito, spicca Esteban Ocon. Dopo un’ottima qualifica che lo ha visto accedere alla Q2, ha disputato una gara incolore e anonima, concludendo doppiato di due giri e lontano dalla zona punti. Ma come?! Hai finalmente l’occasione di smentire le tante critiche che ti stanno piovendo addosso da inizio stagione e sprechi così?!

Anche la Williams merita una menzione negativa per il suo continuo e inesorabile calo di prestazioni, venendo superata anche dall’Aston Martin. Nonostante la situazione tecnica critica, si è distinta la tenacia di Carlos Sainz, che ha continuato a lottare con grinta, come dimostra, in modo paradossale, la strenua difesa della posizione nella circostanza del doppiaggio di Piastri. La manovra è stata criticata da molti ma se consideriamo che in quel momento concitato stava lottando a sua volta con un pilota avanti a sé, Alonso, che il sistema di bandiere blu ha funzionato malissimo e che, evidentemente, il suo ingegnere di pista non l’ha avvertito dell’arrivo di Oscar, allora la sua combattività in difesa è più un gesto da apprezzare che non da censurare.

Ancora una volta le Cadillac non terminano la gara: Bottas nei primi giri e Perez nel finale rompe una sospensione causando VSC: non ha pressioni e nessuno pretende risultati di rilievo dalla neonata scuderia americana tuttavia, arrivati a metà stagione, si sperava almeno in un bel po’ di giri di test, con GP terminati a comporre una base dati sulla quale costruire il futuro. Staremo a vedere.

Ci vediamo a Zandvoort

BASTIAN CONTRARIO (XI): Vacanze amare

Gli appassionati che mi leggono mi perdoneranno l’immagine di copertina, perché sebbene mi appresto di parlare di vacanze amare di alcuni protagonisti del mondiale di F1, di certo queste lo saranno dal punto di vista sportivo, perché dubito un pilota di F1 possa passare delle cattive vacanze. Perciò visto che non voglio offendere l’intelligenza di nessuno, a cominciare dalla mia sebbene non sia enorme, preferisco mettere una foto che ritragga uno dei tanti posti esotici del nostro pianeta, anziché mettere un’immagine triste ed improbabile.

Finita la doverosa premessa passiamo a noi. Il mondiale di F1 ha raggiunto il giro di boa e, finalmente va in vacanza (forzata) in luogo del quale tutte le factory dovranno rimanere chiuse obbligatoriamente per due settimane. Vacanze per tutti dunque, solo che per alcuni saranno felici, per altri saranno semplicemente delle vacanze amare. Il GP di Ungheria, di domenica scorsa, ha decretato i primi verdetti stagionali gettando le basi per una ripresa, dal punto di vista sportivo, davvero interessante.

Ferrari purtroppo termina questa prima parte di stagione nel peggiore dei modi, considerando le aspettative che c’erano per questo GP e, per come si era messo il venerdì. Tuttavia si sa, la Rossa è sempre campione del mondo durante le prove libere, salvo poi squagliarsi come un ghiacciolo sotto il sole d’agosto. Vacanze veramente amare per la Ferrari perché hanno gettato alle ortiche l’ennesimo GP che, sebbene non avrebbero comunque vinto, visto la prestazione monstre della rinata McLaren, di sicuro avrebbero potuto portare a casa un risultato decisamente più ghiotto, di quel misero quarto e quinto posto ottenuto nell’ombra. Ho parlato di aspettative e, forse i primi che si sono caricati troppo sono stati proprio i Rossi, i quali evidentemente hanno sottovalutato la concorrenza non poco. Del resto è incredibile come in circuiti, in cui hanno tenuto un profilo basso, hanno raccolto più di quanto si aspettassero e, in piste in cui sono scesi sicuri hanno ottenuto esattamente il contrario. Quindi due le cose: o qui è solo una questione di scaramanzia, oppure non sanno nemmeno loro come arrivano ai suddetti risultati. Sentendo parlare Hamilton sulle prestazioni del loro simulatore il dubbio propende per la seconda ipptesi. Nonostante l’attuale stagione che apparentemente sembrare positiva, di fatto questo 2026 della Ferrari è prossimo al fallimento, questo è bene ricordarlo visto che il Presidente aveva puntato tutto su questo regolamento. Di fatto la Rossa di Vasseur ha iniziato con un grosso affanno, quindi ad inseguire già dall’inizio e, ciò che è peggio, si viene a scoprire che hanno anche un motore in ritardo rispetto alla Red Bull, che di motori non ne avevano mai fatti fino a quest’anno! Questa Ferrari dunque è pronta per provare a vincere un mondiale? Di certo non quello piloti, nonostante la classifica vede Hamilton come diretto inseguitore del nostro Kimi Questo obiettivo è solo una chimera, una pia illusione per chi ha voglia di farsi del male. Anche perché Ferrari ha davvero voglia di vincerlo questo mondiale piloti che manca dal lontano 2007? Sebbene già so che farò incazzare non pochi tifosi e puristi, mi pare evidente che la Rossa debba puntare tutto su Hamilton se vuole tenare di cavare un ragno dal buco in tal senso. LeClerc nonostante i tanti anni (e il tanto onore) che ha profuso per la Scuderia, in un modo o nell’altro non ha mai dato nessun contributo reale. Ora c’è questa nuova opportunità che si chiama nuovo regolamento e, pronti via, Lewis ha imposto le sue volontà e si ritrova con una macchina depotenziata secondo nel mondiale piloti. Vasseur sta cercando di guadagnare tempo, solo che se nel giro di due gare la differenza tra i due si palesasse in un ulteriore distacco, il rubicondo team principal Rosso dovrà assumersi le sue responsabilità e dovrà chiedere a Charles di mettersi a servizio della squadra… non v’è altra via!

Tuttavia il mondiale Costruttori è ben altro animale, è un obiettivo più che fattibile considerando quanto visto sino ad ora. Infatti tenendo presente la fragilità della Mercedes, lo smarrimento totale di Russell e, soprattutto la coppia di piloti che ha la Rossa, a Maranello devono crederci assolutamente in questo obiettivo che ormai manca dal 2008. Certo che se dovessimo basarci solamente su quanto visto domenica scorsa, allora molti mi darebbero del pazzo (e magari hanno anche ragione!), perché è stato pazzesco il modo in cui è stata sprecata l’occasione ungherese. Con una Virtual Safety Car a meno di quindici giri dalla fine, su una pista dove sorpassare è difficile, fanno rientrare ambo i piloti senza nemmeno pensare di provare a diversificare le strategie. Agli errori del muretto che si sono andati a sommare, si sono aggiunti anche quelli dei piloti, con un Charles che di fatto non è mai stato in gara nonostante avesse avuto la fortuna di partire davanti ad Hamilton e, quest’ultimo che prende l’ennesima penalità all’ennesima gara. Vacanze amare per i Rossi i quali forse, proprio perché hanno raccolto più del dovuto, evidentemente si sono illusi di potercela fare. Con il ritorno da queste vacanze amare la Ferrari di Vasseur&Co. si giocano non poca credibilità per il prossimo futuro: infatti Maranello dovrà come minimo confermare quanto mostrato sino ad ora, a cominciare dagli sviluppi che, viva Dio, sembra che inizino a funzionare per davvero. L’impresa non sarà semplice perché oltre a Mercedes, che comunque rimane il riferimento, ora abbiamo una rinata McLaren ed una Red Bull che lentamente sta arrivando in vetta. Con i se e con i ma non si scrive la storia, eppure come ho già scritto nei precedenti Bastian contrario, abbiamo un Hamilton che scalpita in maniera evidente e, vuole a tutti i costi provare a vincere quell’ottavo titolo che varrebbe una carriera. Il podio mancato in Ungheria è stata un’occasione sprecata per poter battere i pugni ancora più forte, per pretendere di prendersi la squadra definitivamente. Ciò non significa che non ci proverà comunque durante queste vacanze amare, vero è che tutto passerà per i prossimi sviluppi che la Rossa porterà: in Olanda ci saranno nuovi sviluppi aereo e, a Monza il famoso motore ADUO 2. Non resta che aspettare dunque.

Chi passerà delle vacanze amare e, con una testa piena di pensieri, sicuramente sarà il buon Russell al quale consiglio, durante il tempo libero che avrà a disposizione, di fare una capatina veloce anche a Lourde. Il Calimero della Mercedes sembra funestato da una serie di sventure che lo stanno relegando all’inutilità dell’essere, eppure c’è da chiedersi come mai succedono tutte a lui. Detto che anche Kimi, in questo scorcio di stagione, ha dovuto fare i conti con la sfiga è anche vero che Russell in questo momento vince a mani basse in questa materia. Su questa apparente e momentanea debacle è stato detto di tutto, compresa l’onnipresente azione sabotativa. Davvero una squadra come Mercedes, pagherebbe un pilota trenta milioni l’anno per poi boicottarlo per far vincere un  ragazzino al suo secondo anno di F1? Oppure forse è il pilota da trenta milioni l’anno che proprio non riesce ad adattarsi a queste nuove vetture? Invitando tutti ad usare la logica, mi pare evidente che Russell ha le sue difficoltà con queste monoposto elettriche testosteronate, in cui la gestione dell’energia da erogare al momento giusto è tutto. Kimi ha saputo cogliere l’attimo al volo a tal proposito e, al netto delle sfighe che anche lui ha dovuto subire, ha saputo massimizzare ogni singolo risultato a differenza del suo compagno, il quale al momento sembra completamente perso. Sottolineo momentaneamente perché ritengo tutt’ora Russell un top driver e, considerando che lo stesso Toto lo difende a spada tratta nelle dichiarazioni pubbliche, dubito che la squadra lo abbandoni o derubrichi tutto al fatto che, appunto, egli non abbia feeling con queste vetture. Ciò che è successo l’anno scorso in McLaren dovrebbe aver insegnato che ribaltare un risultato è un attimo e, al ritorno da queste vacanze amare per Russell, si presenterà l’ora della verità visto e considerato che anche Mercedes porterà i suoi corposi aggiornamenti. I primi appuntamenti per l’inglese saranno fondamentali: o inizia a vincere oppure se le cose dovessero rimanere cosi come le abbiamo lasciate in Ungheria, allora il mondiale per lui è bello che andato! Anche perché la concorrenza inizia a crescere in modo prepotente, a cominciare da una rinata McLaren (la quale a sua volta dovrà dare conferme nei prossimi GP) e, proprio lo stesso Toto non permetterà per la seconda volta che un team cliente gli arrivi davanti.

Concludo con Aston Martin la quale in Ungheria ha portato la versione B della vettura presentata (con ritardo) a febbraio. Le attenzioni erano tutte rivolte sulla monoposto di Newey la quale ha apportato una miglioria di due secondi e mezzo (su carta) rispetto al progetto originale. Certo che detta cosi, sembra un lavoro monumentale, peccato che la suddetta versione originale presentava un ritardo di ben cinque secondi, quindi questi doverosi aggiornamenti erano solamente il minimo. Le vacanze di Newey&Co. saranno amarissime perché la squadra dovrà dimostrare di migliorare GP dopo GP, altrimenti l’avventura in F1 di Stroll Sr rischia di passare alla storia come il più grande fallimento economico di sempre.  Certo c’è sempre Williams che sta messa anche peggio, solo come si suol dire, ognuno pensa alle proprie di vacanze.

Vito Quaranta