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F2 AZERBAIJAN 2022 – DRUGOVICH NON SBAGLIA

Il weekend di gare appena trascorso ci ha consegnato una doppietta di gare alquanto movimentate. Come spesso accade a Baku, le insidie del tracciato hanno indotto all’errore molti piloti e sono stati premiati quelli più abili a districarsi tra i guai che non i più veloci in assoluto. Ovviamente Drugovich figura tra i primi.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 10: Liam Lawson of New Zealand and Carlin (5) touches the hair of Juri Vips of Estonia and Hitech Grand Prix (8) prior to qualifying ahead of Round 6:Baku of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 10, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Le prove libere si svolgono in una giornata ventosa. Juri Vips (Hitech) e Liam Lawson (Carlin), qui grandi protagonisti l’anno scorso, concludono davanti a tutti separati da soli 7 centesimi.

Le qualifiche vedono il dominio di Ayumu Iwasa (DAMS) nei primi venti minuti ma nell’ultimo run incoccia il muro in curva 4 e deve abbandonare i sogni di gloria. Gli altri piloti miglioreranno e scenderà fino alla tredicesima posizione.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 10: Juri Vips of Estonia and Hitech Grand Prix (8) drives on track during practice ahead of Round 6:Baku of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 10, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Nei cinque minuti finali i giri si veloci affastellano. Vips si conferma il mattatore di questa pista e con 1:53:762 sigla pole e record del tracciato con questa generazione di vetture. Come qualche ora (e 12 mesi) prima, Lawson completa la prima fila. Con un guizzo finale Dennis Hauger (Prema) si piazza in terza posizione davanti a Marcus Armstrong (Hitech). La Academy Red Bull controlla i primi tre posti sulla griglia.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 10: Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) drives on track during qualifying ahead of Round 6:Baku of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 10, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Dan Mullan/Getty Images)

Il leader di campionato Felipe Drugovich (MP) conquista una quinta posizione che non gli preclude nessuna opzione. La sua posizione è rafforzata anche dal fatto che Theo Pourchaire (ART), il suo rivale principale, è perso nel gruppo. Quindicesimo nelle prove libere, il talentuoso francese è solo 12°, dietro anche al teammate Frederik Vesti, nono. Si segnala anche il fatto che Jack Doohan (Virtuosi) per la prima volta in stagione non si qualifica nei primi 3.

La Sprint Race vede Jake Hughes (VAR) in pole seguito da Vesti e da Jehan Daruvala (Prema), grazie all’inversione della griglia.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 11: Frederik Vesti of Denmark and ART Grand Prix (9) leads Jake Hughes of Great Britain and Van Amersfoort Racing (24), Jehan Daruvala of India and Prema Racing (2) and the rest of the field into turn one at the start during the Round 6:Baku sprint race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 11, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Il britannico in testa dura poco. Vesti lo infila in staccata ma manca una cambiata in uscita, Daruvala ne approfitta e passa entrambi in curva 2. I contendenti per il titolo rimangono più o meno nelle posizioni cui partivano, intorno alla decima.

Hughes, come sovente gli capita, va subito in sofferenza con gli pneumatici e fa da tappo agli inseguitori. Quando l’alfiere della ART lo trova (sorpasso all’esterno di curva 3!) è il sesto giro su 21 e ha quattro secondi di svantaggio da Daruvala.

Il calvario di Hughes prosegue. Compatta le posizioni fino alla tredicesima e viene sorpassato da almeno un pilota a giro. Rispetto alla Spagna le manovre sono mediamente più spettacolari (da segnalare per esempio il doppio sorpasso di Pourchaire su Hughes e Hauger in curva 3).

La gara, finora relativamente tranquilla, si ravviva quando Hauger tenta una staccata impossibile in curva 3 nel tentativo di sorpassare Pourchaire. La manovra non può che finir male e si pianta nelle barriere. Safety Car in pista.

Dopo i classici cinque minuti (tempo medio per rimuovere una macchina, a Baku) la gara riparte al giro 17. Daruvala mantiene la leadership, mentre Drugovich e Vips perdono posizioni. Fittipaldi prova a fare l’eroe in curva 3 ma ottiene solo di schiantarsi (e di trascinare Vips nella via di fuga). Nuova SC.

Stavolta i commissari sono alacri e si riparte subito, nel giro 19. La ripartenza è ben più incasinata, ma a differenza della SC precedente Daruvala blocca in curva 1 e si fa superare da Vesti. Anche stavolta la bandiera verde dura lo spazio di un minuto: Verschoor va a muro in curva 7, terza SC in cinque minuti.

Nel frattempo la classifica vede Vesti davanti a Daruvala e Lawson (che ha recuperato molto con la seconda SC), seguiti da Armstrong, Sargeant, Drugovich, Pourchaire e Iwasa. Vips si è fermato per montare gomme super soft ed è 19°.

I commissari sono insolitamente rapidi e si riparte in tempo per l’ultimo giro. La terza ripartenza è tranquilla nelle prime posizioni, meno nelle retrovie.

Ralph Boschung (Campos) allarga in uscita e stringe Calan Williams (Trident) sulle barriere. Il pilota inglese rimbalza in pista e viene centrato dalle vetture di Sato e Cem Bolukbasi. Il casino permette a Vips di recuperare fino alla 12a posizione, ma intanto la gara è finita.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 11: Race winner Frederik Vesti of Denmark and ART Grand Prix (9) celebrates on the podium during the Round 6:Baku sprint race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 11, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Vesti vince la sua prima gara di F2 davanti a Daruvala, irritato per l’errore finale, e Lawson, abile a approfittare della seconda ripartenza per portarsi in zona podio.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 12: Juri Vips of Estonia and Hitech Grand Prix (8) leads the field into turn one at the start during the Round 6:Baku feature race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 12, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

La Feature Race si svolge su una distanza di 29 giri.

All’avvio Vips e Lawson confermano le posizioni, mentre Armstrong passa Hauger. Drugovich viene quasi mandato a muro e perde varie posizioni tanto da trovarsi appena davanti a Pourchaire, che partiva sette caselle più indietro. L’immancabile incidente (Cordeel (VAR) decolla su Williams e atterra su Caldwell, Campos) chiama in ballo la Safety Car per la prima volta.

La ripartenza è non priva di azione, ma è complessivamente ordinata. Pourchaire perde un paio di posizioni, mentre Vips può allungare su Lawson, braccato da Armstrong e Hauger. L’estone riesce a privare Lawson del DRS (qui più potente del solito) fin da subito.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 12: Liam Lawson of New Zealand and Carlin (5) makes a pitstop during the Round 6:Baku feature race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 12, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Clive Rose/Getty Images)

Lawson resiste ma a lungo andare la resa è inevitabile, quindi al nono giro va ai box, insieme ad Hauger. Il pitstop del neozelandese tuttavia è problematico e, al termine delle soste, perde ben sei (!) posizioni (grazie anche alle temperature che hanno favorito l’overcut).

In testa è doppietta Hitech (la sosta per Vips non è stata lenta abbastanza da fargli perdere la testa della corsa), mentre Pourchaire sembra in difficoltà. Le posizioni non fanno in tempo a stabilizzarsi che uno scontro ta Bolukbasi e Nissany richiama in pista la Safety Car (peraltro l’incidente ha fatto sfiorare la rissa nel paddock tra il padre di Bolukbasi e il personal trainer di NIssany, che per poco non sono venuti alle mani).

Boschung, partito penultimo su medie, ne approfitta per un pitstop a costo zero (ma è costretto a montare supersoft). L’unico altro su medie, Williams, decide di proseguire senza cambiarle ed è primo.

La ripartenza è stata di gran lunga la più caotica vista finora. A Baku queste manovre mi fanno sempre paura: il gruppo prosegue compatto per quasi due chilometri e il leader dà lo strappo solo giunti in prossimità della linea del truaguardo. C’è pertanto sempre il fenomeno che, in mezzo al gruppo, cerca di anticipare le mosse e dà gas prima del tempo. Puntualmente centrando qualcuno. Stavolta sono Iwasa, che tampona in pieno Hughes, e Pourchaire, che evita incidenti maggiori ma rompe l’ala e si condanna all’irrilevanza per il resto della corsa.

Le emozioni non mancano anche davanti: Armstrong manca il punto di frenata e si appoggia sul posteriore di Vips, che riesce a mantenersi in traiettoia. Tempo due curve e Williams spreca la sua prima posizione finendo lungo nella via di fuga di curva 3. Nella bagarre a centro gruppo Doohan tocca Lawson, rompendo l’alettone e causando una foratura al neozelandese, mentre anche Armstrong rientra ai box per sostituire le gomme spiattellate.

Dopo tutti questi scontri le posizioni a centro gruppo sono stabili (solo Boschung perde posizioni a causa delle gomme inadeguate) mentre si accende il duello per la testa della corsa. Hauger è più lento nel settore centrale ma il DRS (e la scia) gli permette di recuperare il tempo perso sul rettilineo finale. Sei settori viola di fila (!) non bastano a Vips per scrollarsi di dosso l’avverario, che comunque sta spingendo al massimo delle sue possibilità.

Dopo qualche giro il degrado delle gomme fa alzare i tempi, ma il distacco resta stabile. La vittoria, condita dalla pole e dal giro più veloce, permetterebbe a Vips di riportarsi in zona Pourchaire, quindi di rilanciarsi in ottica campionato, quando ecco che a 5 minuti dalla fine, il disastro.

Va a sbattere in curva 8 e si sradica la sospensione anteriore dx. Hauger ringrazia e va a vincere.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 12: Race winner Dennis Hauger of Norway and Prema Racing (1) celebrates in parc ferme during the Round 6:Baku feature race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 12, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Dan Istitene – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Il norvegese diventa il terzo pilota distinto ad affermarsi in una Feature Race, il primo rookie a riuscirci. Se la vittoria precedente era giunta senza meriti particolari (vincere la Sprint Race partendo dalla pole, a Montecarlo, richiede solo di non metterla a muro), stavolta è il frutto di una condotta di gara sapiente e di un passo gara ottimo. Con la vittoria il norvegese scala ben cinque posizioni in classifica (!) ed è quinto.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 12: Race winner Dennis Hauger of Norway and Prema Racing (second from right), Second placed Logan Sargeant of United States and Carlin (second from left), Third placed Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (R) and Pedro Matos of Prema Racing (L) celebrate on the podium during the Round 6:Baku feature race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 12, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Logan Sargeant (Carlin) completa la doppietta rookie; il secondo podio della stagione è sufficiente per conquistare la quarta posizione in classifica, appena davanti a Hauger.

Drugovich chiude il podio. Questo fine settimana non aveva la velocità per competere per la vittoria, ma con Pourchaire solo dodicesimo in qualifica ha potuto pensare a gestire e a tenersi lontano dai guai. La strategia ha pagato, dato che nessuno dei suoi rivali principali ha marcato punti.

Il resto della top 10 è composto da sopravvissuti: Verschoor, Enzo Fittipaldi (Charouz), Marino Sato (primi punti in stagione), Vesti (abile a rimontare, dopo aver stallato in partenza), Boschung (salvato dalla SC finale) e Hughes.

Dopo sei gare su quattordici il trend è in parte già tracciato. Riflessioni più organiche arriveranno con il prossimo appuntamento, ma si può già dire qualcosa.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 12: Third placed Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) celebrates on the podium during the Round 6:Baku feature race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 12, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Con cinquanta punti di vantaggio su Pourchaire, Drugovich potrà affrontare il prossimo round con rilassatezza. La MP è ormai uno dei top team (c’è una ragione ben precisa alle spalle) e il brasiliano ne sta concretizzando il potenziale.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 11: Theo Pourchaire of France and ART Grand Prix (10) prepares to drive during the Round 6:Baku sprint race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 11, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Pourchaire ha avuto il primo weekend stagionale in cui era semplicemente troppo lento, ma Domenica ci ha messo del suo per finire male. Nulla è irrecuperabile, ma avrà bisogno di tutto il suo talento (e qualche test in più dei colleghi, ma quello è ordinaria amministrazione). Daruvala è terzo a dieci punti dal francese, ma è lì principalmente perché si qualifica male e può sfruttare le gare Sprint per guadagnare punti. La Domenica poi ha un passo gara decente ed è in grado di evitare la maggior parte dei casini, ma non è credibile come sfidante di Drugovich.

Per Vips e Lawson il treno ormai è passato. La velocità c’è, manca il resto. Se l’estone può solo recriminare sé stesso per quanto accaduto (ed è il terzo appuntamento di fila in cui lo dico), il neozelandese oggettivamente ha avuto sfortuna. Prima un pitstop lento gli fa perdere N posizioni e gli rovina la strategia dell’undercut, poi la SC gli impedisce di sfruttare le gomme già in temperatura, infine a centro gruppo l’attacco scriteriato di Doohan gli fora una gomma. Il risultato è lo stesso per tutti e due: Drugovich ormai dista quasi cento punti.

Il resto del parco partenti è una combinazione tra buoni piloti che devono ancora imparare come mettere insieme un weekend intero ad alti livelli (ci includo anche Hauger perché nella Sprint Race ha compiuto un errore da dilettante) e piloti di esperienza ma privi del guizzo del fuoriclasse (vi includo Daruvala, che ha giocato la carta Prema ma non sembra essere stata sufficiente per il salto di qualità).

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 11: Frederik Vesti of Denmark and ART Grand Prix (9) leads Jehan Daruvala of India and Prema Racing (2) during the Round 6:Baku sprint race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 11, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Clive Rose/Getty Images)Al netto delle storture politiche che caratterizzano i campionati organizzati dalla FIA e da Bruno Michel, la Formula 2 è divertente da seguire. C’è una buona variabilità di risultati ma emerge una narrativa coerente. Lo sport non sarà il massimo ma come show funziona.

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

Tutte le immagini sono di proprietà di Fia Formula 2

 

 

F2 SPAGNA 2022 – VENI VIDI DRUGOVICH

Per la prima volta quest’anno un pilota tenta la fuga in classifica. Felipe Drugovich (MP Motorsport) è stato il mattatore del weekend spagnolo, capace di vincere entrambe le gare senza neanche partire dalla prima fila.

Il brasiliano quest’anno non è nemmeno parente del pilota falloso e confusionario visto nel 2021. Drugovich tuttavia continua a non essere nei piani di nessun team di Formula 1; mi auguro che la situazione possa cambiare.

Tutte le immagini di quest’articolo sono proprietà della F2. 

BARCELONA, SPAIN – MAY 20: Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) drives on track during qualifying ahead of Round 4:Barcelona of the Formula 2 Championship at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 20, 2022 in Barcelona, Spain. (Photo by Lars Baron/Getty Images)

La ghiaia nelle vie di fuga regala delle prove libere con due bandiere rosse e qualche bandiera gialla. Felipe Drugovich (MP Motorsport) sigla il tempo migliore precedendo Jehan Daruvala (Prema) di ben mezzo secondo. Il tracciato è congeniale al brasiliano, che vi ha vinto nel 2020 e ha concluso in testa i test intercampionato. Seguono Logan Sargeant (Carlin) e Jack Doohan (Virtuosi) mentre il resto dei pretendenti al titolo si colloca tra la quinta e la decima posizione. Questa pista non ha segreti per nessuno.

BARCELONA, SPAIN – MAY 20: Jack Doohan of Australia and Virtuosi Racing (3) drives in the Pitlane during qualifying ahead of Round 4:Barcelona of the Formula 2 Championship at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 20, 2022 in Barcelona, Spain. (Photo by Alex Pantling – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Le qualifiche si giocano sulla capacità dei piloti di non surriscaldare le gomme con 40 gradi sulla pista. Il miglior interprete di queste condizioni è Doohan, di gran lunga il mattatore del Venerdì (mai fuori dalla top3 da quando ha esordito!). La sua pole è stata in dubbio solo nei secondi finali quando Juri Vips (Hitech), ultimo  fino a quel momento, si lancia all’attacco all’ultimo momento disponibile, tira fuori due settori finali da urlo e ferma i cronometri a due centesimi dal tempo dell’australiano.

BARCELONA, SPAIN – MAY 20: Liam Lawson of New Zealand and Carlin (5) prepares to drive during qualifying ahead of Round 4:Barcelona of the Formula 2 Championship at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 20, 2022 in Barcelona, Spain. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Daruvala era stato il riferimento nella prima metà di sessione, ma la decisione di restare ai box nei minuti finali si è rivelata controproducente. Solo la quarta posizione per lui, preceduto anche dal rookie Fredrik Vesti (ART), alla migliore qualifica in F2. Gli altri pretendenti al titolo hanno affrontato qualifiche difficili: Pourchaire è settimo ma può recriminare un blocking di Drugovich, a sua volta solo decimo. Distante anni luce dalle posizioni che contano Liam Lawson (Carlin), alla seconda qualifica fuori dalla top ten.

Drugovich viene retrocesso in quarta posizione per aver ostacolato Pourchaire durante le qualifiche. Calan Williams (Trident) ne eredita la pole ma non la sfrutterà mai, dato che stalla nel giro di formazione.

BARCELONA, SPAIN – MAY 21: Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) leads Ayumu Iwasa of Japan and DAMS (17) and the rest of the field at the start during the Round 4:Barcelona Sprint Race of the Formula 2 Championship at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 21, 2022 in Barcelona, Spain. (Photo by Alex Pantling – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Il de facto poleman Jake Hughes (VAR) non fa in tempo a godere della promozione che viene passato in tromba da Drugovich. Anche Iwasa e Sargeant partono a cannone e vanno a comporre il podio virtuale dopo essere partiti quinti e sesti. Pourchaire al contrario rischia di rovinare tutto con un lungo in curva 4. Schiva la ghiaia per pochi centimetri ma non può evitare il sorpasso ad opera di Daruvala e Vips.

Sargeant e Vips sono i più veloci in pista, ma è proprio l’estone il primo a ritirarsi. Nel tentativo di mantenere il contatto con Daruvala, con il quale era in lotta per la quarta posizione, perde il controllo della Hitech in curva 4 e si insabbia. Secondo unforced error di fila.

BARCELONA, SPAIN – MAY 21: Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) leads Ayumu Iwasa of Japan and DAMS (17) during the Round 4:Barcelona Sprint Race of the Formula 2 Championship at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 21, 2022 in Barcelona, Spain. (Photo by Bryn Lennon – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Entra la SC, che si farà da parte al decimo giro. La ripartenza si svolge all’insegna dell’educazione e del rispetto reciproco e non si verificano cambi di posizioni.

Per vedere un po’ di azione bisogna aspettare l’azione del degrado. Nelle retrovie si innescano un po’ di duelli (dove si mette in mostra il rimontante Williams) mentre in zona punti si assiste al crollo delle gomme di Hughes, che perde una posizione al giro fino al ritiro per ragioni di tenuta di strada.

BARCELONA, SPAIN – MAY 21: Race winner Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) takes the chequered flag during the Round 4:Barcelona Sprint Race of the Formula 2 Championship at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 21, 2022 in Barcelona, Spain. (Photo by Bryn Lennon – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Il podio resta immutato per tutta la gara. Drugovich vince incontrastato davanti a Iwasa e Sargeant, con i due rookie che conquistano il loro primo podio nella categoria. Con la vittoria Drugovich sorpassa Pourchaire in classifica e si riporta al comando, 61 punti contro 56.

La partenza della Feature Race è più lineare. Doohan mantiene la leadership mentre Vesti ha un buono scatto e si prende la piazza d’onore ai danni di Vips. Lawson al contrario ha un primo giro stellare: scavalca tre macchine allo start e altrettante nei chilometri successivi (compreso un bellissimo sorpasso su Hughes all’esterno della chicane) e conclude il giro in decima posizione. Ottimo anche lo scatto di Drugovich, già settimo e soprattutto con Pourchaire alle spalle.

Daruvala è quinto ed è l’unico dei primi su gomme dure ma è incalzato da Ayumu Iwasa (DAMS) e Drugovich. La battaglia dura poco: in uscita di curva 6 la sua macchina si spegne senza addurre motivazione plausibile. Accade troppo in fretta perché Iwasa possa scansarlo; il giapponese ci rimette l’ala ed entra la SC. Adesso la classifica vede Doohan davanti a Vesti, Vips, Sargeant, Drugovich, Pourchaire e Lawson. Dopo cinque giri i concorrenti per il titolo si sono già raggruppati nelle prime posizioni.

Anche in questo caso la ripartenza, avvenuta al settimo giro, si svolge senza cambi di posizione. Arriva il fatidico ottavo giro (il limite perché il pit stop abbia validità legale ai fini della sosta obbligatoria) ma ne approfittano solo Vips e Hughes. Dal momento che restano da percorrere ancora 30 giri con 42 °C i piloti preferiscono evitare stint troppo lunghi.

All’estone viene propinato il classico pit stop lento della Hitech. Quando nei giri seguenti anche il resto dei piloti sulle soft andrà al cambio gomme Vips scalerà in settima posizione, con gomme già consumate, nel tracciato più severo e con temperature ideali per la cottura di un uovo. Niente male per un undercut. Il suo passo con le dure comunque si rivela pessimo (i suoi onboard sono una sofferenza da vedere) e scompare dai radar.

Solo un pilota non rientra: è Drugovich, che vuole aspettare il cliff delle morbide prima di rientrare. L’azzardo paga già nell’immediato: dal dodicesimo (quando rientra Doohan, leader della corsa) al diciottesimo giro (quando rientra ai box) addirittura guadagna sui rivali. Malgrado una sosta lenta ha scavalcato Sargeant e può contare su gomme di cinque giri più fresche di quelle di Vesti e Doohan. In una pista così severa come il Montmelò è un vantaggio strategico importante.

Quando il terzetto raggiunge il gruppo dei piloti partiti su prime, il brasiliano ha la sua occasione. Al ventesimo giro Drugovich infila con un’unica manovra Vesti e Hauger e si lancia all’inseguimento di Doohan, che riesce a mantenere sempre un pilota tra sé e il brasiliano. Quando però i “cuscinetti” terminano, al ventiquattresimo giro, il figlio d’arte australiano non ha più armi valide contro la MP Motorsport.

BARCELONA, SPAIN – MAY 22: Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) leads Jack Doohan of Australia and Virtuosi Racing (3) during the Round 4:Barcelona Feature Race of the Formula 2 Championship at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 22, 2022 in Barcelona, Spain. (Photo by Clive Mason/Getty Images)

Le gomme nuove garantiscono a Drugovich il grip necessario per un’uscita perfetta dalla chicane, che gli permette di sverniciare Doohan all’inizio del ventisettesimo giro.  L’unica speranza per l’australiano arriva dalla direzione gara, che comunica l’avvio di un’indagine sul brasiliano per una presunta infrazione commessa durante la sosta. Ho rivisto il pit tre volte e ancora ora non ho mica capito cosa ci avessero visto.  Al momento non è arrivata alcuna comunicazione.

BARCELONA, SPAIN – MAY 22: Theo Pourchaire of France and ART Grand Prix (10) leads Liam Lawson of New Zealand and Carlin (5) during the Round 4:Barcelona Feature Race of the Formula 2 Championship at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 22, 2022 in Barcelona, Spain. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Alle spalle del duo Vesti e Sargeant conducono una gara abbastanza monotona mentre più indietro Pourchaire sembra in difficoltà. Lawson morde il freno dal pitstop ma non riesce a organizzare un attacco.

Nel frattempo i piloti partiti su hard hanno montato le soft e iniziano la rimonta. Il gruppo è guidato da Clement Novalak (MP Motorsport), a dimostrazione della bontà della compagine olandese sui tracciati ad alto degrado. Le Soft si comportano molto meglio del previsto e permettono di girare su tempi competitivi senza un degrado evidente. Ne fanno le spese Pourchaire e Lawson, che nei giri finali sono scavalcati da Novalak, Enzo Fittipaldi (Trident) e Marcus Armstrong (Hitech).

BARCELONA, SPAIN – MAY 22: Race winner Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) celebrates in parc ferme during the Round 4:Barcelona Feature Race of the Formula 2 Championship at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 22, 2022 in Barcelona, Spain. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Dopo 37 giri di dominio Drugovich va a vincere anche la Feature Race. Dopo cinque secondi transita Doohan, dopo altri quindici Vesti. Anche in questa gara primo podio in categoria per due rookie. Sargeant e un arrembante Novalak completano la top 5.

Fittipaldi continua il suo percorso di crescita conquistando punti importanti con la sesta posizione. Armstrong precede Pourchaire e Lawson, che resiste a Nissany per un soffio.

Vips ha avuto probabilmente la peggiore gara in carriera e conclude in diciassettesima posizione dopo essere stato sverniciato da chiunque.

BARCELONA, SPAIN – MAY 22: Race winner Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) and Third placed Frederik Vesti of Denmark and ART Grand Prix (9) celebrate on the podium during the Round 4:Barcelona Feature Race of the Formula 2 Championship at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 22, 2022 in Barcelona, Spain. (Photo by Clive Mason/Getty Images)

Era dal round di Baku del 2016 che un pilota non vinceva entrambe le gare (in quel caso fu Giovinazzi a fare doppietta). Pourchaire conclude entrambe le gare fuori dalla top 5 e vede il rivale segnare il primo break point della stagione, con un distacco subito cresciuto a 26 punti. Daruvala resta terzo malgrado il guasto in Feature Race ma il vantaggio su Lawson, Armstrong e Sargeant si è ridotto al minimo.

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

 

F2 IMOLA 2022 – EQUILIBRIO DI POTENZA

La F2 torna a Imola dopo sedici anni. Il rimescolamento delle carte del weekend romagnolo ha generato un grande equilibrio, in pista come in classifica. Ma procediamo con ordine.

Tutte le immagini dell’articolo sono tratte dal sito ufficiale della Formula 2 o dal suo profilo twitter ufficiale, salvo diversamente indicato. L’immagine di copertina è tratta da Motorsport.com.

2005 GP2 Series – Imola
Autodromo Enzo e Dino Ferrari, Italy. 21st – 24th April.
Sunday – Race 2
Preparing for the off
Photo: GP2 Series Media Service
ref: Digital Image Only.

Per la F2 si tratta di un ritorno al passato. Era il 2005 quando l’allora neonata GP2 debuttò sul circuito di Imola come serie cadetta della Formula 1, in sostituzione dell’obsoleta Formula 3000. Dopodiché ha seguito la F1 nell’abbandono di Imola, se si esclude la parentesi della Gp2 Asia nel 2011.

L’acquazzone stravolge i piani del weekend e obbliga una redistribuzione delle sessioni nella giornata di Venerdì.

Le prove libere sono state di gran lunga le più sofferte dell’anno. Tra rinvii per pioggia eccessiva, diluvio e tre bandiere rosse nessun pilota è riuscito a compiere più di cinque giri lanciati. Alla fine il più veloce è stato Ralph Boschung (Campos), ma è stata una sessione poco significativa.

Anche le qualifiche sono state travagliate. Dopo essere state rinviate in ragione della pista allagata, la combinazione di sole prossimo al tramonto e maltempo ha reso la visibilità quantomeno precaria. Il tutto con i meteorologi che avevano assicurato il sole…

In un primo momento si impone Jack Hughes (VAR), salvo essere spodestato da Vips. Poco dopo Olli Caldwell (Campos) si insabbia nel primo settore e chiama in causa la bandiera rossa. Nella seconda metà delle qualifiche la pioggia cala d’intensità e si osservano miglioramenti. A sei minuti dal termine però è sempre Vips che sigla un tempo inarrivabile per tutti gli altri. Prima pole in carriera per l’estone – finalmente.

Gli si avvicinerà solo Ayumu Iwasa (DAMS), che si ferma a un decimo e sei. Negli istanti finali Jack Doohan (Virtuosi) con una zampata si piazza in terza posizione davanti a Ralph Boschung (Campos) e Dennis Hauger (Prema), alla migliore qualificazione in carriera in F2.

Migliore qualifica in carriera anche per Roy Nissany (DAMS), segno che il team francese qui è riuscito a far funzionare le Pirelli. Seguono Theo Pourchaire (ART), Jehan Daruvala (Prema), in testacoda nelle fasi finali. Marcus Armstrong e Logan Sargeant (Carlin), che hanno effettuato tre giri in tutto nelle prove libere, completano la top ten. L’americano partirà davanti a tutti nella Sprint Race per effetto dell’inversione della griglia.

Qualifiche difficili per gli altri pretendenti al titolo. Felipe Drugovich (MP Motorsport) è stato un protagonista nella prima metà ma nel finale non è riuscito a migliorare come gli altri ed è solo dodicesimo. Anonimo per tutto il tempo Liam Lawson (Carlin), quattordicesimo.

Per la prima volta nel weekend i team trovano la pista asciutta. I piloti disputeranno la gara con delle gomme mai provate su questo circuito. Le basse temperature e l’assenza di termocoperte metteranno in crisi più di un pilota, prima ancora della gara, come accade nel giro di schieramento a Amaury Cordeel (VAR) e Roy Nissany (DAMS). In particolare il primo danneggia una ruota e si ritira prima ancora di partire.

Logan Sargeant parte in pole, frutto dell’inversione dei primi dieci, ma vanifica tutto con un avvio al rilento. Notevole invece lo scatto di Nissany, che dalla quinta posizione raggiunge la seconda piazza, prima di essere liquidato in frenata dal duo Prema Daruvala-Hauger.

Nelle retrovie si distingue la partenza di Drugovich, che trova il grip nell’esterno di curva 2 e oltrepassa varie macchine in frenata. Partiva dodicesimo, ora è settimo. Partenza simile anche per Lawson, decimo da quattordicesimo. Brutta partenza invece per Pourchaire, che da quarto scivola in ottava posizione, mentre il peggiore in assoluto è stato il poleman di ieri Juri Vips.

L’estone si ritrova su una chiazza di umido all’uscita della Villeneuve e finisce nella ghiaia. Quando emerge è penultimo. Non andrà oltre la quindicesima posizione (ma conquisterà il giro più veloce, a testimonianza del potenziale).

Nei primi chilometri sono tutti troppo impegnati a gestire le coperture per azzardare manovre. Lo stallo viene rotto al quinto giro da Lawson, che infila Iwasa alla discesa della Rivazza con una manovra di gran classe.

I primi tre scappano, con Hauger che si fa vedere negli specchietti di Daruvala, mentre il gruppo si compatta alle spalle di Nissany (quarto, sempre più lontano dai primi) e Iwasa. La DAMS si conferma il team più lento del gruppo a scaldare le gomme. I “DRS train” tuttavia rendono i sorpassi impossibili.

Boschung cede un paio di posizioni prima di ritirarsi all’undicesimo giro per la pompa della benzina, per il resto l’unica manovra che riscuote dal torpore è il sorpassone di Vesti su Doohan alle Acque Minerali al giro 19. Daruvala è minaccioso alle spalle di Armstrong ma questi può contare una maggiore velocità di punta per neutralizzare le manocre dell’indiano.

Negli ultimi giri Hauger e, a sorpresa, Nissany rinvengono sulla coppia di testa. Le DAMS faticano a mandare in temperatura le gomme ma sono anche quelli che le fanno durare di più. In ogni caso le posizioni restano stabili.

Armstrong ottiene la tanto sospirata vittoria in F2. Fa specie pensare che due anni fa era considerato un solido talento al pari di Shwartzman, Ilott, Tsunoda. Sic transit gloria mundi. Al contrario, primo podio per il campione in carica F3 Hauger, mentre Daruvala, secondo al traguardo, guadagna 8 punti che gli permettono di salire in terza posizione in classifica. Punticini anche per Lawson, Drugovich e Pourchaire, autori di qualche sorpasso.

Non lo avrei mai detto, ma è stata più spettacolare la Sprint Race della F1 che della F2. La Feature Race quantomeno è stata più interessante.

Vips e Iwasa scattano male dalla prima fila. Doohan cerca un varco in cui infilarsi ma non si accorge Hauger, partito a razzo dalla quinta posizione. I due vanno a contatto ancora sul rettilineo dei box, il norvegese carambola contro il pitwall e rimbalza in pista. I due vengono evitati dal gruppo ma la SC è un atto dovuto.

Grazia a una partenza a fionda dalla sesta piazza adesso in testa c’è Roy Nissany, che precede Boschung, Iwasa, Vips e Pourchaire. Il primo dei piloti con gomme dure è Daruvala, sesto, che a sua volta precede Armstrong, Lawson e Drugovich, anch’essi con gomme prime.

Per il poleman la gara è in salita ma Vips butta all’aria le possibilità residue quando, alla ripartenza, esce troppo largo dalla Villeneuve (di nuovo!). L’estone pizzica l’erba in accelerazione, si intraversa e infine si insabbia sulle barriere della Tosa. Bella schifezza.

Giro sei, SC di nuovo in pista. Ed è dietro la vettura di sicurezza che si arriva al fatidico ottavo giro, il giro a partire dal quale viene considerato valido il pitstop ai fini della sosta obbligatoria. Tutti i piloti partiti su morbide si fermano per montare le dure mentre gli altri continuano. Iwasa si deve accodare al teammate Nissany e perde svariate posizioni.

Ora la leadership è nelle mani di Daruvala, che precede Armstrong e la coppia mondiale Lawson Drugovich. Non ci si lasci ingannare: sono in una pessima situazione. Per finire sul podio l’indiano dovrebbe guadagnare, a parità di mescola (!), più di 30s (!!!) su piloti che calzano gomme più fresche (!!!). Senza SC l’impresa è votata al fallimento. E così sarà. La classifica virtuale vede invece Nissany davanti a Boschung e Pourchaire.

La gara prosegue piatta per una dozzina di giri. Per vedere un po’ di movimento bisogna aspettare l’effetto del degrado sulle coperture. Come di consueto la prima vittima è Boschung, più efficace in prova che in gara, che viene infilato da Pourchaire con una staccata decisa al Tamburello.

Al 21° giro Nissany, ormai vicino alla prima vittoria nella categoria  (lui che in quattro anni sarò andato a punti una decina di volte), tocca la ghiaia esterna all’uscita della Rivazza, perde il controllo della macchina e sbatte contro il muro . L’israeliano sradica la propria anteriore dx ma riesce a imboccare la corsia dei box ed evita il ricorso alla Safety Car. Ora è Pourchaire a condurre il gruppo dei piloti in regola con le soste.

Sfumata l’unica speranza di ribaltare la situazione, tra il 26° e il 29° giro vanno ai box tutti quelli che dovevano ancora fermarsi. Daruvala mantiene la posizione relativa, ma dopo le soste è solo decimo e staccato di 24s (!) dal nono. L’unico che resta fuori è Drugovich, con il manifesto obiettivo di sperare in una SC.

Per la prima volta in due gare si vede del movimento: Boschung inizia a elargire secondi su secondi e alle sue spalle si forma un trenino. Sargeant supera il tedesco, poi esce alla Gresini e nel rientrare in pista viene infilato da Fittipaldi, che all’allungo successivo avrà ragione di Boschung (il brasiliano non è un habitué della zona punti, tanto che Boschung confesserà che lo ha lasciato passare perché credeva che dovesse ancora fermarsi).

L’azione è subito inibita da Lawson, che a tre giri dalla fine perde la Carlin all’uscita della Tosa e si schianta contro le barriere. Il danno è più morale che materiale, dato che era solo undicesimo.

Sembra essere accaduto proprio quello che invocava Drugovich, ma la direzione gara gli nega il vantaggio instaurando il regime di VSC fino a quando oltrepassa i box, e lo converte in SC subito dopo. Mi viene da pensare che la direzione ha agito in modo da evitare che una SC costituisse un vantaggio esagerato per un solo pilota. In altri termini, ha arbitrariamente evitato che un pilota ricevesse un vantaggio arbitrario.

La gara si conclude sotto SC. In tutta la gara Pourchaire ha condotto solo due giri, ma i più importanti: gli ultimi due. Il francese della ART ritorna alla vittoria e pareggia il credito con la sfortuna maturato in Arabia Saudita. Con lui sul podio sale un incredulo Enzo Fittipaldi, primi punti stagionali ma soprattutto primo podio in carriera dopo essersi qualificato 15°, e Ralph Boschung, al primo podio in una Feature Race.

Con la seconda vittoria in Gara2 su tre weekend, Pourchaire balza di sei posizioni in classifica (!!) e si riporta in testa: 52 punti contro i 50 di Drugovich, oggi frust(r)ato dalla strategia e con un solo punticino. Grazie al podio di Sabato e alla nona posizione di Domenica Daruvala raggiunge la terza piazza con 36 punti. La sua Gara2, come quella di Drugovich e Lawson, è ingiudicabile a causa della strategia ma di sicuro l’indiano ha imparato a star lontano dai casini. Non mi convince ancora sulla velocità, ma sicuramente non è imbelle. Guidare per la Prema è un ulteriore vantaggio da tenere in conto.

Resta quasi a secco Lawson, un punto in tutto il weekend. 36 punti totali per lui. Dopo una brutta posizione nelle martoriate qualifica, in Gara1 ha rimontato al meglio delle possibilità mentre in Gara2 è rimasto vittima delle circostanza. Schiantandosi ci ha rimesso un solo punto. Not great, not terrible.

Pessimo Vips: può autocommiserarsi quanto vuole, resta il fatto che bastava portare la macchina al traguardo per concludere a podio. Gli manca sempre un centesimo per fare una lira. Finora più a causa della sfortuna, ma stavolta può incolpare solo sé stesso. Helmut Marko è molto severo su questi eventi.

Resta un pilota veloce e se conserva la testa si rifarà. E’ ottavo, ha 30 punti ma il primo ne ha solo 52, neanche una Feature Race di distanza. Urge però trovare un po’ di continuità di prestazione  – e anche la Hitech deve migliorare: oggi avevano un solo pit stop, senza neanche troppa pressione, e sono riusciti a sbagliarlo lo stesso.

Alcune menzioni di disonore.

Doohan è riuscito nell’impresa di conquistare tre top3 in qualifica (tra cui una pole) ed essere 17o (!!!) in classifica. Dire che deve concretizzare di più in gara è come dire che il D-Day è stato un picnic in riva al mare. Grazie anche al lavoro egregio di Marino Sato, a secco di punti malgrado il team illustre, la Virtuosi Racing è attualmente l’ultima (!!!) scuderia nella classifica costruttori.

Amaury Cordeel (BEL) Van Amersfoort Racing makes a pit stop.
24.04.2022. FIA Formula 2 Championship, Rd 3, Feature Race, Imola, Italy, Sunday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

Domenica gloriosa per Amaury Cordeel: penalità di 5s per aver oltrepassato ben 4 volte i track limits, una seconda di 10s perché li ha superati  5 volte (!). Alla sesta infrazione dei track limits (!!) la direzione gara gli ha inflitto un Drive Through. Mentre lo scontava tuttavia ha superato il limite di velocità di quasi 40 km/h (!!!) e la direzione gara non ha potuto esimersi dall’assegnargliene un altro. Quando anche in questo supera la velocità consentita, stavolta di 60 km/h (!!!!), la direzione gara (ormai stremata, immagino) gli ha dato anche uno Stop&Go. In tutto questo il team ha compiuto un’infrazione nella procedura di pitstop, rimediando una multa pecuniaria e, infine, 5 posizioni di penalità nelle prossime qualifiche.

Signori, stiamo parlando del primo pilota di F2 capace di prendersi tutte le penalità previste dalla legislazione nell’arco della stessa gara.
Un po’ di curiosità statistiche: con la vittoria nella Sprint Race, Armstrong è diventato il quinto pilota diverso in cinque round a vincere una gara, dall’inizio dell’anno. Discorso analogo per la Hitech. In entrambi i casi l’ultimo precedente risale ai tempi della Gp2, nel 2016. Drugovich, dopo la gara di Sabato, era stato il primo pilota a conservare la leadership in campionato per due gare di fila ma venne subito punito da Pourchaire la Domenica, peraltro il primo pilota quest’anno a vincere più di una gara.

Tutte queste statistiche dicono una cosa sola: il campionato è apertissimo ed entusiasmante. Come sempre, qui in F2.

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

 

F2 ARABIA SAUDITA 2022 – LA RISCOSSA DI DRUGOVICH

In Arabia Saudita la Formula 2 ha vissuto un weekend ricco di azione, sebbene non tutta del tipo che avrei voluto vedere. La notizia principale del weekend però è stato il ritorno di Drugovich alla vittoria, dopo che un 2021 da incubo lo aveva ricacciato nella categoria dei bluff.

Salvo diversamente indicato, le immagini sono tratte all’account twitter della F2 o dal suo sito fiaformula2.com.

Circuit atmosphere – fire following a missile strike on an Aramco oil facility.
25.03.2022 Formula 1 World Championship, Rd 2, Saudi Arabian Grand Prix, Jeddah, Saudi Arabia, Practice Day.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com © Copyright: Moy / XPB Images

Dello sportwashing saudita è meglio che non dica nulla.

Le prove libere sono state travagliate, sia per il tracciato sporco (almeno due piloti hanno raccattato veli di plastica) che per le bandiere rosse dovute a incidenti.

Prima Cem Bolukbasi (Charouz) perde il controllo della macchina sul cordolo di curva 11 e si schianta in curva 12 – dinamica simile a quella di Schumacher jr. Sebbene illeso ha avuto necessità dello staff medico per districarsi dai rottami. Trascorrerà il resto del weekend in ospedale per ragioni precauzionali.

Dopo appena due minuti di bandiera verde Theo Pourchaire (ART), il leader di campionato, si gira in una delle pieghe veloci che portano al tornantino e picchia con il retrotreno. Di nuovo bandiera rossa; sessione conclusa.

In mezzo alle interruzioni Felipe Drugovich (MP) piazza i tempi record in tutti e tre i settori e precede la Carlin di Liam Lawson, secondo in campionato.

Le tre ore tra prove libere e qualifiche sono state sufficienti per riparare la vettura di Pourchaire. Lo sforzo dei meccanici tuttavia va in fumo dopo cinque minuti quando il motore gli prende fuoco. Ultima posizione garantita per il talento francese, che in un tracciato dai sorpassi complicati come Jeddah suona come una mezza condanna. Anche perché, per il cambio di format, dovrà partire ultimo in entrambe le gare.

Jeddah (SAU) Mar 25-27, 2022 – Grand Prix of Saudi Arabia at Jeddah Corniche Circuit. Ralph Boschung #15 Campos. © 2022 ERIC ALONSO / Dutch Photo Agency

I protagonisti della battaglia per la pole sono Ralph Boschung (Campos) e Marcus Armstrong (Hitech). Boschung conclude in testa il primo run tuttavia una bandiera rossa (crash di Sargeant, Carlin) gli nega il secondo tentativo e nel terzo si trova Frederik Vesti (ART) tra i piedi. A quattro minuti dal termine è secondo a 7 millesimi da Armstrong. Lo stesso Vesti causa la terza interruzione, sia pure senza colpe. A causa di un guasto al trasponder la sua macchina viene segnalata ferma in mezzo al tracciato quando in realtà stava correndo senza problemi, quindi esce la bandiera rossa per nulla.

Armstrong e Boschung hanno ormai esaurito la benzina necessaria per completare i loro run quindi assistono impotenti ai miglioramenti di Jack Doohan (Virtuosi), Richard Verschoor (Trident) e soprattutto Felipe Drugovich (MP), che demolisce il tempo di Armstrong di 6 decimi e conquista la prima pole da Silverstone 2020. Gli altri leader di campionato sono più arretrati e dimostrano che devono migliorare in qualifica: Liam Lawson (Carlin) è sesto e Juri Vips (Hitech) nono.

Nelle ore successive alle qualifiche si assiste a una smitragliata di penalità. Doohan jr -terza top 3 consecutiva- viene escluso dalle qualifiche perché non in grado di fornire abbastanza benzina per le verifiche. Vips, Clement Novalak (MP), Vesti e Olli Caldwell (Campos) perdono tutti tre posizioni per impeding. Amaury Cordeel (VAR) si prende invece una penalità di 10 posizioni per aver sorpassato in regime di bandiere gialle sotto bandiera rossa (!). Le penalità si applicano solo sulla griglia di partenza della Sprint Race, lasciando inalterata quella della Feature Race (Doohan a parte).

Dennis Hauger (Prema, rookie e campione F3 in carica) scala decimo e ottiene la pole position per la sprint race. Tutti i piloti delle prime file montano gomme medie a eccezione di Hughes, secondo, che opta per le morbide. La sua tattica è basata sulla speranza che entrino abbastanza SC per evitare il decadimento delle gomme. Non è un’idea stupida, considerando le cinque bandiere rosse che ci sono state tra prove libere e qualifiche.

Il suo avvio però è al rilento e perde terreno a vantaggio di Calan Williams (Trident) e Ayumu Iwasa (Carlin) mentre Hauger resta al comando della corsa.  I top driver -Lawson, Vips, Armstrong, Drugovich, Pourchaire- sgomitano nel gruppo e sono in moderato recupero finché Cordeel si schianta in uscita di curva 3 all’inizio del secondo giro. SC dopo poco più di 6 km di gara.

Al sesto giro si riparte ma il regime di bandiera verde dura quindici secondi: in fondo al gruppo Doohan aveva preso slancio prima che il gruppone fosse ripartito e si schianta su Sargeant, in una riedizione del via di Mugello 2020. Pourchaire per evitarli perde le posizioni che aveva guadagnato e torna ultimo. Giornataccia.

L’incidente innesca l’evento più discusso del weekend.

Dal momento che i rottami si trovano sul rettilineo di partenza, in un primo momento la direzione invia il messaggio “SC through Pit Lane” – sotto Safety Car i piloti dovranno passare in corsia dei box. 22 secondi dopo, la rettifica: “Pit Lane closed”, La SC si ferma ad aspettare i piloti sul rettilineo.

In Prema chiedono chiarimenti per ben due volte e gli viene confermato il passaggio attraverso la pitlane. Hauger imbocca la corsia box ma Williams non lo segue, il resto del gruppo con lui. Morale della favola, Hauger si fa un drive through gratis e riemerge in dodicesima posizione.

Ma il peggio deve ancora arrivare: dopo pochi minuti gli viene comminato uno stop/go di 10s per essere passato ai box in regime di pitlane chiusa. In pratica si è trovato da primo a ultimo per aver seguito le indicazioni della direzione di gara. Robe che farebbero incazzare pure il Dalai Lama.

Va comunque osservato che il rookie norvegese ha peccato di inesperienza: sotto SC devi andare dove va la SC – se questa resta in pista,  non devi andare ai box. Inoltre la cartellonistica di pista indicava correttamente la chiusura della pitlane, come raccontato dagli altri piloti. Quindi insomma, la direzione gara ha sbagliato a comunicare alla squadra, ma le indicazioni in pista parlavano chiaro. Il campione F3 ha accumulato esperienza per il futuro…

Dopo una SC infinita al 14° giro si riparte. Hughes fa valere le gomme morbide (e anche una buona dose di fegato) e passa all’esterno Williams, portandosi dietro Lawson. Alle loro spalle Armstrong, Vips, Iwasa e Drugovich animano la ripartenza con manovre coraggiose. La spunta l’estone a spese del neozelandese, che retrocede in fondo al quartetto.

La strategia di Hughes finora ha pagato ma nei giri finali le morbide  hanno ormai raggiunto il limite. A tre giri dalla conclusione Lawson lo svernicia sul traguardo e si invola verso la prima vittoria stagionale, la seconda in carriera. Le sfortune di Hughes continuano: prima viene beffato in volata da Vips (neanche un decimo a separarli) infine  viene squalificato per irregolarità tecnica – fondo troppo consumato.

Al suo posto sale sul podio Drugovich, che ha sfruttato tutte le occasioni possibili per risalire dalla decima posizione. Grande gioia in casa Trident, non avvezzi a vedere molti punti, per il quarto e il quinto posto di Williams e Verschoor. Iwasa completa la top 6, mentre Boschung, settimo, viene penalizzato di 20s (errato posizionamento sulla casella di partenza). Jehan Daruvala (Prema) e Marino Sato (Virtuosi) ereditano le ultime posizioni valevoli per i punti. Pourchaire non riesce a mettere insieme una gara incisiva (anche per il contrattempo con Sargeant/Doohan) e conclude ben lontano dai primi.

L’appello della Prema contro la decisione di Hauger approda a un nulla di fatto, mentre Doohan viene giudicato colpevole e penalizzato di 3 posizioni per la gara di Domenica. Not a big deal, considerando che partirà già ultimo.

Nella sprint race ci sono stati 7 giri di bandiera verde su 20. Quante SC usciranno nella gara lunga? Le scommesse si sprecano ma la realtà ci sorprende con una gara lineare al limite del noioso.

La procedura di partenza viene abortita senza addurre motivazione (lì per lì ho pensato a un guasto dei semafori, visto che il quinto semaforo rosso non si era acceso). Al secondo tentativo Drugovich mantiene la leadership su Verschoor.

Hauger è il primo dei piloti su gomme dure ma compie lo stesso un’ottima partenza, che da decimo lo proietta in ottava posizione. Ancora meglio fa Theo Pourchaire, che dalla penultima posizione scala fino alla quattordicesima. Anche Lawson è in rimonta ed è terzo dopo il secondo giro.

Davanti le posizioni si stabilizzano: Verschoor tallona Drugovich, mentre Lawson segue a un paio di secondi. Le emozioni principali si vedono a metà gruppo, con Daruvala che mette a segno addirittura un sorpasso triplo in curva 1 (!!!). Le gomme morbide iniziano a faticare già a partire dal sesto giro, con Boschung che subisce i sorpassi di Iwasa, Vips e Hauger.

I giri successivi saranno fondamentali. Al settimo Pourchaire accusa problemi elettrici: dopo due minuti a passo d’uomo raggiunge i box e si ritira. Nel frattempo iniziano le soste ai box, inaugurate da Sato e Daruvala. I colpi di scena continuano qui. A Lawson viene fatto cenno di ripartire prima che una gomma fosse stata fissata. Ritiro per lui e fine della striscia di podi consecutivi. Vips subisce di nuovo un pit stop lento e riemerge in quindicesima posizione. A differenza del Bahrain o della sprint race non riuscirà a rimontare.

Con i big eliminati nell’arco di due giri, a Drugovich basta evitare l’overcut di Verschoor per piazzare un’ipoteca sulla vittoria.

Il resto della gara è una variazione di un tema classico. I piloti su dure proseguono a oltranza mentre quelli che hanno già effettuato il cambio da morbide a dure recuperano. Le option sono così inutili che la strategia dei piloti partiti su dure è più di effettuare un gigantesco overcut che non confidare nel rimontone con gomme morbide. In ogni caso funziona fino a un certo punto: Hauger era ottavo prima delle soste dei primi, dopo la sua è sesto.

Per questa ragione i giri finali non offrono tutte queste emozioni. In testa Drugovich stressa un po’ troppo le gomme alla ricerca del giro più veloce e permette il riavvicinamento di Verschoor. Hughes si mostra minaccioso minaccioso alle spalle di Daruvala ma anche qui non si risolverà in alcuna azione. Ai margini della zona punti si registra un po’ di movimento con le rimonte di Doohan e Vips.

La gara si conclude con il testacoda di Vesti e con il rovinoso declino di Boschung, come spesso gli accade: dopo ottime libere, qualifiche e prima parte di gara, sul finale crolla e conclude quindicesimo.

Dopo l’unica gara nella storia di Jeddah a non aver mai visto una SC, Drugovich conclude il weekend perfetto con la vittoria in una gara dominata. Oltre a ricordarci che MP non è più una cenerentola tra i team, il brasiliano conquista la vetta della classifica e si propone come ulteriore contendente per il titolo.

Verschoor completa la giornata dei team “minori” e mette a segno il secondo podio in altrettanti weekend. Per la Trident non accadeva dal lontano 2014, quando la serie si chiamava Gp2 e vedeva una lotta al vertice tra Palmer, Nasr e Vandoorne. In soli due round la scuderia italiana ha ottenuto già più punti di quelli che ha totalizzato in quattro delle cinque stagioni in F2. In più, con il quarto e quinto posto di Verschoor e Williams, il team milanese ha portato due piloti a punti nella stessa gara per la prima volta da Baku 2018.

Torna a sorridere anche Jehan Daruvala. Non lo ritengo un pilota eccezionale, ma stavolta ha guidato molto bene ed ha guadagnato il podio dalla quindicesima posizione a forza di sorpassi, una strategia azzeccata e un solido passo gara. Senza il disastro in qualifica forse poteva anche ambire a qualcosa di meglio.

Quarto è Jake Hughes. L’inglese è un pilota sottovalutato: in F2 ha corso poco e con team di seconda/terza fascia ma si è spesso trovato a lottare nella top 6.

Quinto è Armstrong, che contiene gli attacchi del rimontante Hauger. Iwasa e Nissany (DAMS) ottengono qualche punto da un weekend partito bene ma scivolato via via nell’anonimato. Doohan (gpv) e Vips completano la zona punti.

Al termine del secondo round del campionato la classifica vede Felipe Drugovich al comando con 45 punti seguito da Lawson a quota 34 e Verschoor terzo a due sole lunghezze dal neozelandese.

Il weekend da dimenticare di Pourchaire gli causa una caduta libera in classifica: da primo a quinto, alle spalle anche di Vips. Il francese finora è stato il più sfortunato tra i contendenti al titolo, avendo subito tre guasti in due weekend.

Il campionato è ancora senza un padrone. Ci sono dei piloti chiaramente favoriti (Lawson, Vips, Pourchaire, forse anche Drugovich) ma nella griglia nessuno è disposto a recitare un ruolo da comprimario.

[Immagine di copertina tratta dall’account twitter di Felipe Drugovich]

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

 

 

 

 

 

 

 

 

 

F2 BAHRAIN 2022: POURCHAIRE, LAWSON E VIPS AL TOP

Con la F1 ripartono anche la F2. Anche quest’anno il mio compito sarà quello di riportarvi le cronache, ma anche il carico di sogni, speranze e illusioni che queste serie portano con sé.

Avrei voluto scrivere un articolo introduttivo alla stagione 2022 ma ho fatto male i conti il calendario mi ha colto alla sprovvista. Sbrigherò la faccenda nei prossimi paragrafi.

[COURTESY OF FIAFORMULA2.COM]

Si ritorna al formato di due gare dopo le tre dell’anno scorso. Sia lodato il Signore (Bruno Michael). A differenza del passato però si trovano disposte in un altro ordine: dopo la qualifica si passa direttamente alla Sprint race, la cui griglia è determinata invertendo i primi dieci dell’ordine ottenuto dalle qualifiche. La Domenica invece si disputa la Feature Race, la cui griglia è sempre quella definita dalle qualifiche. Insomma, le due gare non sono più legate da un rapporto tra ordine di arrivo e griglia di partenza. I punti sono anche distribuiti in modo diverso: pole, gpv e sprint race assegnano meno punti. La ratio della scelta risiede nel fatto che la stagione 2022 di F2 sarà la più lunga di sempre (13 appuntamenti, in origine 14 con Sochi). Incredibile dictu, in un campionato FIA hanno imparato dal passato e hanno cambiato le regole in meglio!

Non si osservano cambiamenti tecnici significativi, mentre a livello di squadre si registra l’abbandono della HWA in favore della Van Amersfoort Racing. Per le ragioni note ormai anche ai sassi Uralkali rescinde il contratto con Hitech.

In termini di piloti c’è stato un certo rinnovamento. I primi 4 sono emigrati: Oscar Piastri e Robert Shwartzman sono entrati nei ranghi di Renault e Ferrari mentre Guanyu Zhou ha esordito in F1.  Christian Lundgaard si è spostato in Indycar (dove peraltro ritrova Callum Ilott) mentre Dan Ticktum in Formula E.

[COURTESY OF FORMULAPASSION.COM]

Insomma, del plotone di piloti del quale ho raccontato l’epopea a partire del 2020 sono rimasti Felipe Drugovich, che ritorna in MP dopo un anno pessimo in Virtuosi, Jehan Daruvala, in Prema dopo due anni in Carlin (ritengo l’indiano una sorta di Irvine della F2 ma chissà che non mostri qualche qualità) e Marcus Armstrong, che passa alla Hitech per provare a deludere le aspettative per il terzo anno di fila. Ok, sono stato cattivo.

Bisogna menzionare anche Ralph Boschung, il gatekeeper della serie (esordì nel 2018). Il tedesco non è stellare ma grazie all’esperienza riesce a tener testa ai giovani.

[COURTESY OF MOTORSPORT.COM]

I sophomore  più quotati per la vittoria finale sono il talento francese Theo Pourchaire (ART), il neozelandese Liam Lawson (passato in Virtuosi; nel giro è reputato il favorito) e l’estone Juri Vips (Hitech), veloce sempre ma fortunato mai. A pelle reputo Vips il più veloce, oltre ad essere il più esperto, ma finora è stato sfortunato come pochi. Lawson è il mio favorito personale ma se dovessi scommettere dei soldi punterei su Pourchaire.

Si ritrovano in F2 i piloti migliori della F3 dell’anno scorso. Il dominatore Dennis Hauger guiderà la Prema, candidandosi a imitare i percorsi di Shwartzman e Piastri (spero per lui più il secondo del primo). Il secondo classificato Jack Doohan esordisce in Virtuosi. L’australiano figlio d’arte aveva già stupito tutti quando l’anno scorso ad Abu Dhabi, quando salendo in una F2 per la prima volta in assoluto si era qualificato in seconda posizione appena alle spalle di Piastri (!!!).

Altri rookie che terrei d’occhio: l’americano Logan Sargeant (che solo per sfortuna non ha vinto il titolo F3 nel 2020 contro Piastri, dato che venne tamponato senza colpe all’ultima gara) e Frederik Vesti, academy Mercedes, che mi sembra uno intelligente (ma è il secondo pilota ART, ormai sappiamo che è una condanna). Sarà da seguire anche la storia di Cem Bolukbasi: il turco infatti è il sim racer ad arrivare in F2.

Le prime prove libere dell’anno sono state lineari, con la pista che è migliorata notevolmente nell’arco dei 45 minuti. In un circuito dove si è sempre esaltato, Drugovich si riconferma alla testa della classifica. Seguono le DAMS di Ayumu Iwasa (debuttante, ma ha beneficiato di un tentativo con gomme nuove in più degli altri) e Roy Nissany. Indietro i migliori F3 2021: Dennis Hauger è 11° e Jack Doohan 14°, che precede il duo ART. I tempi ottenuti sono di circa 3s più lenti dei test quindi c’è ampio margine di miglioramento.

La prima emozione delle qualifiche arriva dopo pochi secondi, quando Iwasa perde il controllo della macchina in curva 2 e si impantana nell’unica via di fuga in ghiaia della pista. Un avvio degno di Raghunathan.

[COURTESY OF FORMULASCOUT.COM]

La Virtuosi ripete la strategia vittoriosa dell’anno scorso: Doohan effettua il secondo tentativo prima di tutti ed effettua il giro senza traffico. L’australiano ferma i cronometri su 1:40:542. Il tempo si rivela irraggiungibile per i rivali pertanto l’alfiere Virtuosi firma la prima pole dell’anno.

L’ART di Pourchaire contiene il distacco sotto i due decimi, sufficienti per qualificarsi accanto a lui. Terzo è Vips, che durante la sessione per poco non si è scontrato con Hauger, quando questi ha rallentato all’improvviso per rientrare ai box. Completa la seconda fila l’altro rookie, Logan Sargeant.

Dopo Boschung, quinto, si piazzano i delusi di giornata: Lawson è sesto, un po’ poco per il dominatore dei test, Daruvala è settimo con la Prema, Drugovich è solo decimo.

La Sprint Race ha avuto uno sviluppo lineare ma è stata divertente da seguire.

L’inversione della griglia premia l’Olanda, con la MP Motorsport di Drugovich in pole e la Trident di Verschoor accanto a lui. Dato il ritmo mostrato dal brasiliano è corretto vederlo come uno dei pretendenti alla vittoria di tappa…

…ma la sensazione dura poco: tempo di arrivare alla frenata di curva 1 ed è già sesto. Verschoor gli usurpa la prima posizione mentre alle sue spalle si posizionano un Boschung partito a razzo, Daruvala e un rapido Lawson.

Il brasiliano reagisce e passa Hughes per la P5 ma Pourchaire ne approfitta per infilare entrambi. La lotta si propaga come un’onda nella pancia del gruppo e si conclude quando Huges arriva lungo in curva 8 e tampona Marcus Armstrong. Ritiro per il mai fortunato neozelandese e SC in pista per rimuovere la Hitech dalla traiettoria.

Sotto la SC Drugovich segnala che la vettura di Pourchaire perde olio. Ci ha visto giusto: durante la ripartenza, avvenuta nel sesto giro, il francese rompe il cambio e si deve ritirare dalla corsa. Nei primi giri di gara Vips si mostra vivace nei primi giri e sorpassa le Virtuosi di Sargeant e Doohan.

Le posizioni si stabilizzano ma il duello resta vivo: Se il podio è stabile (Verschoor Boschung Daruvala) alle spalle Lawson è insidiato da Drugovich , Vips e Sargeant. Il brasiliano si fa vedere negli specchietti di Lawson per buona parte della gara ma non organizza mai un vero attacco. La differenza con la guida scoordinata e pasticciona dell’anno scorso è lampante, anzi mi è sembrato anche eccessivamente cauto. Posso capire che dopo i recenti disastri non può permettersi nessuna manovra sopra le righe.

Nel finale Boschung subisce il calo delle gomme. Viene sorpassato da Daruvala e Lawson e perde il podio. L’indiano ha dato l’impressione di poter andare a caccia anche di Verschoor, salvo rinunciarci dopo un paio di giri. Drugovich resta cautoloso e conclude alle spalle della Campos. Anche Vips molla un po’ e subisce il sorpasso di Sargeant. Dopo la gara l’estone racconterà che gli si era rotto un laccio dell’HANS, quindi ad ogni frenata la sua testa tirava a sinistra.

[COURTESY OF AUTOSPORT.COM]

Verschoor riporta la Trident sul gradino più alto del podio dopo una vita: era il 2016 e la serie si chiamava ancora Gp2, il vincitore era stato Luca Ghiotto in Malesia, mentre con il terzo posto Giovinazzi si lanciava verso la conquista del titolo al debutto eeeh, volevi!

Iwasa conclude la zona punti. Sul giapponese bisogna spendere due parole. Le telecamere lo hanno inquadrato poco ma nelle retrovie ha dato vita a una rimonta spettacolare: partito ultimo in seguito allo spin in qualifiche, ha sorpassato tutti di puro passo (senza eventi fortunosi) allo stesso modo conservando le gomme. Alla fine aveva addirittura raggiunto Vips! Nessuno si aspettava un debutto del genere. Vediamo come si evolverà nelle prossime gare, ma pare promettente.

Domenica mattina si disputa la Feature Race, la gara lunga (32 giri) con il pitstop obbligatorio.

Hauger resta fermo sulla griglia di partenza e partirà dai box. Il weekend d’esordio del campione F3 non sta svolgendosi nel segno della memorabilità, a differenza dell’omologo di 12 mesi fa. Quasi tutti calzano hard, tranne pochi disperati su option, ovvero Calan Williams (12°), Armstrong (13°) e Iwasa (ultimo).

Il via ricorda quello di gara 1: i primi due partono lentamente, il terzo assume il comando delle operazioni mentre Boschung parte a cannone e di nuovo scala da sesto a secondo. Nelle retrovie Vesti viene toccato, si gira e  rende necessario l’ingresso della SC.

Alla ripartenza Vips sorprende il gruppo dando gas ben prima dell’ultima curva. Ne fa le spese Boschung, che si ritrova con il gruppo a pochi centimetri, senza scia e nessun feeling con le gomme. Nell’arco di una decina di chilometri scivola fuori dalla top 6.

Si mette in luce il comportamento anomalo delle gomme: le dure sono lente, difficili da mandare in temperatura ma sono anche le prime a raggiungere il cliff. Le morbide, al contrario, oltre a garantire un importante vantaggio prestazionale, sono più facili da gestire e durano anche più a lungo!

Tutti quelli che le montano stanno infatti guadagnando moltissimo: Per dire, Iwasa ha guadagnato 8 posizioni nel primo giro e durante l’ottavo ha già raggiunto la top ten (!!!), Armstrong si porta in top 5 dopo la ripartenza e dopo aver sorpassato Lawson e Pourchaire agguanta il podio virtuale. Nel gruppo di testa Lawson sembra il pilota più in difficoltà con le gomme e compatta il midfield alle sue spalle.

Drugovich ha perso cinque posizioni al via (lo scatto non era neanche male, ma in curva 3 è dovuto andare fuori pista e ha perso svariate posizioni) e non sembra in grado di rimontare, quindi al dodicesimo giro compie l’azzardo: rientra ai box e monta gomme soft, per affrontare i restanti due terzi di gara con le option (!). Dopo il classico giro di riscaldamento, inizia a girare di 2s più veloce del leader della corsa.

Vips è l’unico che non sembra soffrire le dure. Al momento conduce con 5s di vantaggio su Doohan e Armstrong ma la squadra preferisce richiamarlo immediatamente. La mossa già di per sé sarebbe azzardata ma si trasforma subito in un disastro: un meccanico non riesce a inserire correttamente l’anteriore sx e fa perdere più di dieci secondi all’estone. Tutto da rifare.

Seguono le soste degli altri. Pourchaire mette a punto l’undercut su Doohan, il quale, uscendo dai box, va lungo alla prima curva e pizzica la gomma di Pourchaire. Classico errore da debuttante. L’ala è rovinata e viene condannato a due pit stop nei giri seguenti (uno per cambiare l’ala, uno per montare gomme dure. Non chiedete).

Grazie all’undercut selvaggio Drugovich guida il gruppo, tuttavia ha gomme vecchie e nel futuro sarà una facile preda. Il brasiliano ne è consapevole e saggiamente non perde tempo (e gomme) in duelli inutili. Vips si è ritrovato in ottava posizione ma l’estone è ancora il pilota più veloce in pista. Fa segnare il giro più veloce e inizia la rimonta.

Iwasa resta l’unico pilota del gruppo a non essersi fermato ai box. La sua posizione è solo virtuale, ma questa immagine resta impressionante, dal momento che è alla sua prima gara lunga in F2. Si fermerà al 20° giro e riemerge in decima posizione, ma con gomme più fresche di tutti. In testa Pourchaire ha assunto il comando delle operazioni, ma su gomme option Lawson è rivificato e sta chiudendo il gap.

Nella parte bassa della top ten Nissany ha problemi di passo ma non è intenzionato a cedere un centimetro e ingaggia duelli assurdi con tutti quelli che provano a passarlo (manovre molto al limite della legalità, comunque). Dopo una schermaglia degna della Moto3 con altre quattro macchine, Fittipaldi tampona Verschoor, che si gira e stalla. SC in pista.

Diversi piloti ne approfittano per pittare e montare gomme nuove, ma succede l’impossibile. Non uno, ben due piloti (Hauger e Williams) ripartono con una gomma fissata male! La dinamica dell’incidente di Williams è ancora più particolare: riparte con la pistola attaccata alla gomma, ma non si stacca e si trascina dietro il baldacchino che fornisce l’alimentazione. La struttura inoltre funge da fulcro e lancia la macchina contro il muretto. Questi venti secondi di follia grazie al cielo non fanno male a nessuno, ma bastano per il direttore di gara per chiudere la pitlane. Considerando che almeno altri due piloti avevano sofferto di gomme montate male, direi che la lontananza dalle corse si è fatta sentire per i meccanici.

Drugovich, quello che più di tutti aveva da guadagnarci dalla sosta, da una parte resta fregato ma dall’altra i casini al pit prolungano il periodo di SC fino all’ultimo giro, quindi alla fine gli è andata anche bene.

Alla ripartenza i primi tre mantengono le posizioni, mente Drugovich limita i danni e cede due posizioni a favore di Boschung e Armstrong, entrambi con gomme nuove. Dietro di loro l’eccellente gara di Iwasa ha una conclusione tremenda: in un giro precipita dalla settima alla sedicesima posizione a causa di un problema al motore.

Malgrado la visiera fosse danneggiata dall’urto con un pezzo di gomma, Pourchaire vince davanti a Lawson, Vips (gpv), Boschung, Armstrong, Drugovich, Sargeant, Nissany e Doohan, che si prende un punto di consolazione. Daruvala conclude fuori dalla zona punti dopo una penalizzazione (per motivi che non ricordo e che non sono riuscito a ricostruire) ma in generale è stato mediocre per tutta la gara.

I piloti che reputavo i migliori sono anche stati i migliori in gara. Non sono più abituato a questo.

Che dire? La F2 l’anno scorso non ha offerto uno spettacolo grandioso ma quest’anno sembra promettere cose buone (grazie anche a un format più cristiano). I rookie sembrano già in grado di lottare con i primi, ma ormai non c’è più da stupirsi, il salto da F3 a F2 è diventato più gestibile rispetto al passato.

Il pilota più deludente paradossalmente è stato proprio il campione F3 in carica. Hauger non ha avuto molta fortuna ma mi è sembrato in balia delle circostanze per tutto il weekend.

[Immagine di copertina tratta da Motorsport.com]

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya