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L’ANNO DELL’UNDERDOG – IL PAGELLONE DELLA STAGIONE 2022

Un altro anno è passato e una nuova infornata di giovani è stata messa sotto i riflettori e messa alla prova in ogni modo possibile. Ecco quindi i resoconti del consueto esperimento annuale: “Cosa succede se prendo una ventina di teeneager testosteronici e gli metto tra le mani una bestia da 620 cavalli?”.

Felipe Drugovich: 9

[COURTESY OF www.grandprix247.com]

Fughiamo ogni dubbio: Felipe Drugovich ha vinto il campionato di F2 2022 con merito e lo ha fatto nel modo più netto possibile. Ha preso il comando della classifica nel secondo weekend, con la pole e vittoria in Arabia Saudita, ed è andato in fuga con la doppia vittoria a Barcellona (un evento capitato solo cinque volte tra Gp2 e F2). A fine anno ha concluso con 101 punti di vantaggio su Pourchaire.

Il campionato di Drugovich e della MP Motorsport è stato gestito alla perfezione. Il pilota ha trovato il giusto bilanciamento tra velocità e controllo, ovvero ha sempre espresso la prestazione nel limite del mezzo. Non ricordo manovre azzardate o azioni imprudenti. Quando è stato possibile ha attaccato, altrimenti si è difeso, cedendo comunque il meno possibile. Anche nei momenti peggiori, a parte la Feature Race d’Ungheria, ha sempre mostrato il passo necessario per restare nella top 5 – a testimonianza di ciò, solo in due occasioni ha concluso una gara fuori dai dieci. Ha mostrato grinta in ogni situazione, cosa che gli ha permesso di guadagnare punti anche quando in teoria era più lento degli avversari – come nella parte centrale di campionato, tra Baku e Ungheria.

portrait, Silverstone Circuit, F12210a, F1, GP, Great Britain
Felipe Drugovich tests the Aston Martin AMR21

Il problema per Drugovich è che nessuno in F1 lo reputa un pilota interessante – non è un caso che abbia corso da indipendente per tutta la carriera, finora. Anche Aston Martin lo ha assunto come terzo pilota più per ragioni di pubblicità che non per reale interesse. Questo dato proietta più di un’ombra sul resto della griglia – sono stati arati da un pilota che non è sui taccuini di nessun team, quali aspettative possono avere? As far as I know, nessuno tra i vari TP di F1 ha infatti tenuto F2 di quest’anno in grande considerazione. Le due eccezioni saranno discusse in seguito.

[COURTESY OF formulascout.com]

La scuderia (che ha vinto il titolo squadre nell’ultimo appuntamento) merita un approfondimento. Dal 2019 la MP Motorsport, team storico ma dai risultati modesti, ha avviato un processo di rifondazione. Il lavoro di Paolo Angilella, Daniele Rossi e Mattia Oselladore ha portato la MP ad essere sui livelli della Prema nel giro di un triennio.

Per dimostrare questa affermazione basta guardare l’eccezionale consistenza raggiunta da pilota e squadra: nessun diverbio via radio, chiamate strategiche sempre corrette, mai un pitstop sbagliato, giri di qualifica eseguiti con traffico minimo, quasi nessun incidente in pista e zero problemi tecnici o infrazioni commesse durante tutta la stagione. Confrontate queste statistiche con quelle di tutti gli altri team e piloti e capirete quale è stata la vera forza della combinazione di MP e Drugovich.

E pensare che al termine del 2021, dopo la pessima annata in Virtuosi, Drugovich era sull’orlo di lasciare la F2. Era da un po’ che la F2 non si concludeva con una nota moraleggiante.

Théo Pourchaire: 7.5

[COURTESY OF lequipe.fr]

Il francese ha concluso secondo in campionato con ampio vantaggio sugli inseguitori, è stato l’unico ad interpretare il ruolo di antagonista di Drugovich e ha comunque spesso mostrato una velocità ottima e una gestione della gara molto matura. Perché allora reputare il suo anno un mezzo fallimento?

Alcune questioni sono evidenti. In qualifica paradossalmente è regredito rispetto all’anno passato. Spesso battuto dal teammate esordiente, in tutto l’anno non ha siglato una singola pole position e ha raggiunto la prima fila solo a Montecarlo. E’ stato più falloso del solito e alcuni incidenti gratuiti hanno pesato come macigni sul risultato – penso soprattutto allo schianto in qualifica in Olanda, ma anche lo scontro alla ripartenza di Baku e all’incidente nelle libere in Arabia. Per finire, in alcune gare è stato semplicemente scialbo, cosa che il rivale non è mai stato.

L’ultimo chiodo sulla bara è stata la mancanza di affidabilità. Il motore o il cambio lo ha lasciato a piedi in ben cinque occasioni diverse, tra cui due Feature Race. Sarò cattivo, ma ci vedo una sorta di giustizia divina: l’anno scorso la ART boicottò Christian Lundgaard (uno dei migliori piloti di F2 degli ultimi anni) perché qualcuno a Place de la Concorde voleva favorire la carriera del francese. Quest’anno suddetta carriera è stata frustrata dai motori che la medesima governance aveva imposto alla serie. Ci vedo un po’ di Karma.

Boutadate a parte, il 2022 è stato anche la dimostrazione degli effetti di una pressione eccessiva sulle prestazione. La Sauber aveva imposto a Pourchaire di vincere il campionato, mentre Drugovich era partito con pochissime aspettative – solo in MP probabilmente erano consapevoli del proprio potenziale. Inoltre il brasiliano non aveva nessun superiore cui rispondere degli eventuali fallimenti – sponsor a parte.

Per concludere, nell’arco di 10 mesi è diventato un ex-predestinato (come tanti prima di lui), ma dobbiamo tenere in mente che ha solo 19 anni (!); ha tutto il tempo di rifarsi. Il suo futuro non è chiarissimo – in un primo momento aveva negato la permanenza in F2 per un altro anno, ma poi ha rettificato. Non sarebbe il primo…

Liam Lawson: 6.5

[COURTESY OF racefans.net]

Se la posizione nella classifica finale è in qualche modo compatibile con le aspettative di inizio anno, il percorso  è stato piuttosto deludente. L’inizio di campionato era stato gagliardo: tre podi consecutivi, tra cui una vittoria, lo avevano issato in testa alla classifica.

Poi una ruota avvitata male in Arabia Saudita ha avviato una spirale di sfortuna: strategia distrutta dalla Safety Car a Imola, stallo in griglia a Montecarlo mentre partiva dalla pole, buttato fuori da Doohan a Baku. Nell’arco di cinque gare ha di fatto abbandonato ogni speranza di lotta iridata, il tutto con colpe minime da parte sua.

La serie nera è continuata durante l’estate, ma a pesare non fu la sfortuna quanto le prestazioni, nettamente inferiori a quelle del compagno di squadra Logan Sargeant. Al ritorno dalla pausa estiva ha recuperato la solidità di inizio anno e grazie ad alcuni buoni risultati, ha prevalso, per un punto, sulla turba di piloti in lotta per la terza posizione.

Il vero problema di Lawson, al di là delle situazioni oggettivamente sfortunate, è stata l’incapacità di sfruttare il pacchetto fino in fondo. Se in gara è abile ad arrampicarsi lungo il gruppo, tanto da aver conquistato un numero di podi paragonabile a quello di Drugovich, in termini di velocità pura è stato messo in ombra da Sargeant e da molti altri piloti. A differenza di altri colleghi è ancora nella Red Bull Academy, ma non ha ancora un contratto per il prossimo anno.

Logan Sargeant: 8

[COURTESY OF mult1formula.com]

Il fatto che Logan Sargeant sia stato l’unico promosso della F2 2022 non mi ha colto di sorpresa. Oltre a essere un grande lavoratore, è veloce e ha già molta esperienza.

Sargeant è uno che ha fatto la gavetta vera, correndo anche nell’European Le Mans Series. Non ha ancora vinto un campionato, ma dove ha corso è sempre stato tra i protagonisti: secondo nel campionato di F4 UAE nel 2017, terzo lo stesso anno in quello britannico, ancora terzo in F3 nel 2020 e con anche un gradino più basso del podio conquistato nel prestigioso GP di Macao del 2019, l’ultimo disputatosi con vetture di F3. Peraltro il titolo F3 del 2020 sarebbe stato suo se non fosse stato tamponato, senza colpe, nelle ultime due gare.

Passando all’anno appena trascorso, nell’arco della stagione è stato superiore a Lawson in qualifica (ricordo che è nelle qualifiche dove si esprime il potenziale velocistico dei piloti, mentre in gara l’importanza della macchina è maggiore), tuttavia in gara gli è mancata ancora un pelo di esperienza. Richiamando quanto dicevo prima, mentre Lawson ha ammesso di non essere riuscito a sfruttare il pacchetto al meglio, Sargeant è andato costantemente migliorandosi.

E’ infatti nella parte centrale della stagione che ha messo a segno i colpi migliori, tra cui le due bellissime vittorie a Silverstone e al Red Bull Ring. Dopo la pole al Paul Ricard sembrava costituire addirittura la minaccia maggiore per Drugovich. Ci pensò la frizione a ristabilire i rapporti di forza…

Il finale di stagione è stato invero sottotono, con alcuni weekend corsi in maniera cautelosa (come quello finale ad Abu Dhabi) e altri caratterizzati da incidenti evitabili, come a Monza e soprattutto a  Zandvoort. L’obiettivo comunque era diventato quello di conquistare la agognata SuperLicenza, pratica conclusa ad Abu Dhabi, che gli permetterà di correre per la Williams nel 2023.

Ayumu Iwasa: 7+
Race winner Ayumu Iwasa (JPN) Dams celebrates in parc ferme.
20.11.2022. Formula 2 Championship, Rd 14, Yas Marina Circuit, Abu Dhabi, UAE, Feature Race, Sunday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

Il giapponese è l’oggetto misterioso del campionato. Partito come uno dei meno quotati del gruppo Red Bull, a fine anno è stato il migliore dietro Lawson, primo tra i rookie rossoblu.

Quello che mi lascia perplesso della sua stagione è stato l’alternanza di prestazioni maiuscole (come ad Abu Dhabi e al Paul Ricard, dove ha controllato tutta la gara dall’inizio alla fine, o in Bahrain, dove ha rimontato dalla 24a alla 8a posizione – NELLA SPRINT RACE e NELLA PRIMA GARA DI F2, una prestazione degna di Leclerc) a molte altre gare in cui in tutta onestà lo si doveva andare a cercare col sonar. Anche in queste occasioni comunque era sempre davanti al compagno di squadra – ok, Roy Nissany è uno dei più scarsi, ma ormai inizia ad avere un po’ di anni di esperienza. Di sicuro è il pilota che è migliorato di più dall’anno scorso (solo una vittoria in tutto il campionato di F3).

Dall’introduzione dei nuovi cerchioni nel 2020, la DAMS è stata piuttosto indecifrabile. Danno l’impressione di seguire un approccio diverso alternativo, unico, che li porta ad essere veloci in certe piste -di solito quelle ad alto degrado- e spesso impalpabili nelle altre. Per chiarire il suo valore bisognerà vederlo correre in un altra scuderia -o con un altro compagno di squadra.

Jack Doohan: 6.5
Jack Doohan (AUS) Virtuosi Racing.
30.07.2022. FIA Formula 2 Championship, Rd 10, Budapest, Hungary, Sprint Race, Saturday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

Non sono un fan dell’australiano, che reputo un pilota “costruito” più che un talento naturale. Inoltre secondo le mie fonti  beneficia di più test dei rivali (un po’ come Pourchaire) cosa che falsa un po’ i valori velocistici relativi.

Quello che non si può falsare è il racecraft, la gestione della gara, che infatti è stata carente. E’ stato il pilota che più spesso si è qualificato tra i primi 3, ma ne ha sprecato due terzi con incidenti evitabili – in Bahrain rompe l’ala in lotta con Pourchaire, a Baku manda a muro Lawson, a Imola si scontra al via con Hauger etc. Un discorso simile vale per il team Virtuosi, che costruisce sempre auto molto veloci, ma non riesce a tenere a bada tutti i dettagli. Come nelle qualifiche in Arabia Saudita, dove lo hanno mandato in pista con troppa poca benzina, e nel pitstop di Abu Dhabi, dove una ruota montata male gli ha impedito di andare all’attacco del podio.

In ogni caso l’anno prossimo correrà ancora con Virtuosi, il che significa che sarà della partita, soprattutto con una gestione delle gare meno erratica da parte sua e del team. Mi riservo comunque di avere delle riserve.

Jehan Daruvala: 5
Jehan Daruvala (IND) Prema Racing celebrates his third position on the podium.
10.09.2022. Formula 2 Championship, Rd 13, Sprint Race, Monza, Italy, Saturday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

Se hai fatto l’apprendistato in F2 tra il 2020 e il 2021 e per il 2022 hai pianificato di puntare al bersaglio grosso, allora ti conviene svenarti e correre per la Prema, la squadra che nel suddetto biennio ha vinto tutti i premi possibili.

Se, malgrado tre anni di esperienza nella serie e la militanza nel suddetto team, la posizione finale al termine del 2022 è la medesima degli anni precedenti, la deduzione logica è che il problema non era il team.

E’ dall’esordio in F2 che Daruvala attira un hype che non comprendo – tranne per gli indiani, per i quali Daruvala è oggettivamente il prodotto migliore della loro nazione. In tre anni, ma anche in questo, non ricordo guizzi particolari, al contrario delle pvttanate, poche ma presenti. Buona parte dei podi li ha conquistati nelle Sprint Race, grazie a qualifiche di solito concluse nella parte alta della top 10, poi convertite in prime file grazie al reverse grid di Gara-1.

Bisogna riconoscergli l’abilità di non mandare in vacca queste poche occasioni (qui sono serio) in virtù di un passo gara mai indecente e di una certa lucidità nella gestione gara. Il doppio podio con vittoria conquistato a Monza è stato il punto più elevato della sua carriera. L’occasione migliore di vincere una gara in modo non fortunoso era arrivata in Spagna, quando era diventato il primo dei piloti su gomme dure, ma una rottura improvvisa del motore gli ha negato la possibilità di mostrare il suo talento.

Enzo Fittipaldi: 6.5

[COURTESY OF racefans.net]

Costui mi rende inquieto. La mia stima nei confronti di Enzo Fittipaldi come pilota non è elevata -per dire, quando in passato guidava per la Prema che veniva soprannominato “Shittypaldi” dai propri stessi ingegneri. Ciononostante, dopo un inizio di campionato stentato ha messo sul piatto una striscia di arrivi a punti impreziosita da alcuni podi.  Spesso la fortuna ha giocato un ruolo determinante (come ad Imola) ma non sempre – come in Ungheria, dove aveva addirittura il passo per vincere. Il tutto correndo per la Charouz, un team costantemente sull’orlo del fallimento – infatti a fine anno finalmente la scuderia è stata acquistata da PHM.

La mia spiegazione è che il suo stile di guida si adatti bene alle Pirelli F2, quindi può massimizzare il suo potenziale, mentre colleghi potenzialmente più talentuosi incontrano difficoltà maggiori. Per capirci, Drugovich era stato uno di questi piloti, nei primi anni di F3/F2. Va riconosciuto che è cresciuto nel corpo a corpo, a inizio anno era senza speranza mentre nelle ultime gare sembrava un pilota normale.

Frederick Vesti: 6-

Esordire come compagno di squadra di un “predestinato”, peraltro per un team famoso per costruire gli assetti intorno al pilota scelto della scuderia, è una magra prospettiva. E infatti l’anno era iniziato in questo modo, con Pourchaire che con due vittorie in tre weekend si issava in cima alla classifica iridata, con il danese che in tutto andava a punti in un’occasione sola.

La storia per il danese si è sbloccata a partire dal weekend a Barcellona, dove ha conquistato il primo podio in carriera mentre il più quotato compagno di squadra ha sofferto per tutto il weekend. La buona forma è proseguita per il resto della stagione, spesso battendo Pourchaire in qualifica (highlight: la pole in Austria) e conquistando altri quattro podi, tra cui una doppia medaglia d’argento a Monza. E’ il primo pilota che riesce a sconfiggere la “maledizione del secondo sedile ART”, è sufficiente per attribuirgli la sufficienza.

Dennis Hauger: 5
Dennis Hauger #1 Prema Racing, during the pre-season test of the FIA Formula 2 Championship at Bahrain International Circuit, in Bahrain on March 2 – 4, 2022. // Dutch Photo Agency / Red Bull Content Pool // SI202203040394 // Usage for editorial use only //

Approdato in F2 con tutti gli occhi puntati addosso, in qualità dominatore della F3 del 2021, i risultati sono stati lontani dalle aspettative.

Dopo i consueti scarsi risultati nelle prime gare, ha azzeccato un weekend ad alti livelli a Baku, dove ha conquistato la vittoria dopo aver indotto all’errore Vips. Quello che sembrava il preludio per una stagione trionfale ha subito assunto i contorni di una clamorosa eccezione. Per il resto dell’anno è scomparso dai radar, continuando a lottare tra qualifiche scarse e overdriving in gara.

Negli ultimi round di stagione ha iniziato a mostrare delle prestazioni più compatibili con la macchina tra le sue mani, il che mi induce a non essere troppo severo nella valutazione, ma al momento sembra di un ordine di grandezza sotto Shwartzman e Piastri.

Non avevo grandi aspettative su di lui, non sono rimasto deluso.

Juri Vips: 4.5 (s.v.?)

[COURTESY OF thescore.com]

Nell’arco di pochi mesi è diventato Valsecchi senza passare per il titolo di F2.

Per quanto continui a reputarlo come il più dotato della griglia 2022, almeno in termini di puro talento, è andato storto tutto quello che poteva andare storto. A inizio stagione era veloce e non sbagliava, ci ha pensato il team a propinargli pit stop disastrosi ad ogni gara (almeno una vittoria e un podio persi in questo modo). Successivamente, forse innervosito dagli eventi, ha iniziato a fare errori grossolani nel tentativo di over-push, come testimoniano le tre uscite di pista (con conseguente ritiro) tra Imola, Spagna (SR) e soprattutto Baku, dove si schianta a tre giri dalla fine mentre comandava la gara.

Dopodiché scoppia il caso delle frasi razziste durante uno straming su Twitch (cui poteva e doveva prestare più attenzione) che compromettono quel che gli restava del futuro in Red Bull e in F2.

Il resto della stagione è piuttosto triste. La Hitech ha perso la velocità delle prime gare ma lui resta comunque poco incline a concretizzare. Conclude l’anno (e la sua carriera in F2) con una vittoria nella sprint race di Monza, mentre la successiva Feature Race descrive abbastanza bene la sua carriera.

Dopo una serie di sconvolgimenti (tra cui una bandiera rossa) era in sesta posizione ma con il passo giusto per vincere la gara. Entra in lotta con Lawson, arriva lungo alla Roggia e lo tocca, mandandolo in testacoda e rompendogli pure l’ala (è un buon riassunto anche della stagione di Lawson). Giustamente si è meritato una penalità, ma i giudici si sbagliano (!!!) e anziché dargli 5s di penalità sul tempo complessivo, gli assegnano 10s di stop &go (!!!). Terminerà, come ovvio, lontanissimo dai primi.

Vips sostiene che senza tutti gli errori, suoi e del team, poteva finire secondo nel mondiale. Questa sua affermazione mi trova d’accordo, e dà anche la misura di quanto poco il pacchetto sia stato sfruttato.

Richard Verschoor: 6+

Verschoor è uno di quei piloti talentuosi (come dimostra la vittoria a Macau nel 2019) che per ragioni a volte poco trasparenti guidano sempre per compagini che vanno dal mediocre allo scarso. Almeno quest’anno ha avuto abbastanza fondi per correre tutta la stagione, sebbene la Trident sia tra i peggiori team di F2.

Malgrado un avvio stupendo, con una vittoria di sprint race in Bahrain e un secondo posto a Jeddah, fino alla pausa estiva ha faticato ad andare a punti. Lo stint finale di stagione è stato invece positivo, con una striscia di nove arrivi a punti consecutivi, più di chiunque altro.

Gli altri:
Felipe Drugovich (BRA) MP Motorsport.
10.09.2022. Formula 2 Championship, Rd 13, Sprint Race, Monza, Italy, Saturday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

Tendenzialmente scarsi. Marcus Armstrong (5.5) si è classificato 13° malgrado tre vittorie, il migliore dopo Drugovich e Lawson. Questo dato la dice lunga sulla consueta inconsistenza dell’ex FDA. Clement Novalak (4.5) termina 14° malgrado corresse per lo stesso team di Drugovich. E’ una delle dimostrazioni migliori del principio che le F2 premiano solo uno stile di guida e se non lo hai sei off the pace in ogni circostanza. L’esperimento di Cem Bolukbasi (4), il primo pilota arrivato in F2 partendo dagli e-sport, è naufragato nella prima metà di stagione. Lodevoli invece i tentativi di Ralph Boschung (6 di stima), che salta metà delle gare per un’artrite alle articolazioni del collo, e corre le altre contro il parere del suo medico, andando a podio a Imola e a Spa (!).

Signori, spero di avervi intrattenuto con i resoconti delle avventure dei giovani piloti. Ci aggiorniamo il prossimo anno, con i test del Bahrain ad aprire la stagione agonistica.

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

Immagine di copertina tratta da motorsport.motorionline.com

F2 OLANDA 2022 – LES JEUX SONT FAIT

La F2 è alle battute finali: da una parte il prossimo appuntamento a Monza sarà il penultimo, dall’altra Felipe Drugovich (MP) ha de facto chiuso il discorso iridato. Per lo sfidante Theo Pourchaire (ART) restano solo le speranze offerte dall’aritmetica. Ma procediamo con ordine.

QUALIFICHE

Zandvoort è un circuito inadeguato già per le necessità della F2. Dal punto di vista dei sorpassi peggio di lui c’è solo Montecarlo e forse Imola. Con queste premesse è chiaro che per ottenere un buon pottino di punti è vitale disputare una qualifica soddisfacente.

ZANDVOORT, NETHERLANDS – SEPTEMBER 02: Theo Pourchaire of France and ART Grand Prix (10) crashes during qualifying ahead of Round 12:Zandvoort of the Formula 2 Championship at Circuit Zandvoort on September 02, 2022 in Zandvoort, Netherlands. (Photo by Lars Baron – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Pourchaire si schianta sulle barriere di curva 3 durante il secondo run. L’incidente del francese lascia liberi Jack Doohan (Virtuosi) e Drugovich di lottare per la pole. Come a Spa il brasiliano segna un tempo quasi irraggiungibile a pochi minuti dalla fine. Un testacoda di Daruvala poco dopo pone termine alle ostilità e di conseguenza Drugovich conquista la seconda pole consecutiva, la quinta della stagione.

ZANDVOORT, NETHERLANDS – SEPTEMBER 02: Pole position qualifier Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) stops in parc ferme during qualifying ahead of Round 12:Zandvoort of the Formula 2 Championship at Circuit Zandvoort on September 02, 2022 in Zandvoort, Netherlands. (Photo by Alex Pantling – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Alle spalle del brasiliano partirà Doohan, il quale vorrà proseguire il duello di Spa. Terzo è il solido Logan Sargeant (Carlin). Quarto è Verschoor (Trident), alla sua migliore prestazione in qualifica davanti al pubblico di casa. Pourchaire è solo sedicesimo ed è in una pessima situazione, tanto in gara quanto in campionato.

SPRINT RACE

La farò breve, visto che è stata una delle gare con meno spunti della stagione. L’inversione della griglia premia Clement Novalak (MP), che è scortato sulla griglia da Marcus Armstrong (Hitech), Vips (Hitech) e Hauger (Prema).

Armstrong infila Novalak in curva 1, mentre in accelerazione Vips si trova la traiettoria ideale occupata e subisce prima il sorpasso di Hauger e poi alla chicane una sontuosa infilata di Liam Lawson (Carlin). Vips ha spesso la capacità di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

All’inizio del secondo giro, nella foga della rimonta Pourchaire tira una staccata impossibile a Beckmann e finisce nella ghiaia. Passerà il resto della gara a duellare con Tatiana Calderon e Marino Sato e buonanotte ai suonatori.

Il resto della gara è ravvivata solo dalle escursioni di pista di Daruvala e dalla SC uscita per recuperare la vettura di Calderon, insabbiatasi in curva 2. Alla ripartenza Iwasa (Dams) strappa la sesta piazza all’autoctono Verschoor (Trident) ma la cosa finisce lì.

Marcus Armstrong conquista la terza vittoria di stagione. Malgrado il numero di trofei è appena decimo in classifica e ciò la dice lunga sulla sua stagione. Novalak invece conquista il primo podio in F2 (ricordo che il suo compagno di squadra sta vincendo il mondiale) mentre Hauger vi ritorna per la prima volta da Baku. Drugovich decimo era e decimo arriva ma sigla il giro più veloce e conquista un punticino.

FEATURE RACE

A causa degli spazi angusti, in caso di Safety la pitlane verrà chiusa. A dimostrazione della natura di pista di F3 del tracciato (per la quale ha funzionato ottimamente). Legittime le proeccupazioni sulla sicurezza ma  così si distruggono le strategie alternative -quelle basate su un lungo stint iniziale sulle dure. Se uscisse la SC il pilota vedrebbe il vantaggio annullato ma potrebbe pittare  solo in condizioni di bandiera verde e gruppo compatto. Non è la notizia migliore  per Pourchaire, cui viene tolto uno strumento fondamentale per la rimonta.

ZANDVOORT, NETHERLANDS – SEPTEMBER 04: Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) leads the field into turn one at the start as Jack Doohan of Australia and Virtuosi Racing (3) locks a wheel under braking during the Round 12:Zandvoort Feature race of the Formula 2 Championship at Circuit Zandvoort on September 04, 2022 in Zandvoort, Netherlands. (Photo by Clive Mason/Getty Images)

Il via è regolare per 21 piloti su 22. Lo scatto di Drugovich è sufficiente per conservare la prima posizione, mentre Hauger si impone su Verschoor e Iwasa. Vips perde la consueta caterva di posizioni grazie a posizionamenti poco furbi fino a trovarsi ingarellato con Pourchaire, che dal via guadagna due posizioni.

La star dello start stavolta è Sargeant: prima arriva alla Tarzan con freni e gomme fredde e parte per la tangente. Sfrutta una stradina asfaltata per tornare in pista senza perdere un eternità e nel rientro si sfiora con Boschung danneggiando l’ala. In curva 7 poi tenta una staccata improbabile ai danni dello stesso. Per evitare la Campos si butta nelle vie di fuga e si schianta, danneggiando le barriere al punto che il direttore dopo due giri di SC sospende la gara.

Nel frattempo Beckmann e Nissany si sono scontrati dietro la vettura di sicurezza dopo aver battibeccato per un giro intero su chi dei due fosse davanti all’inizio della sospensione. Il comportamento inqualificabile  dei due sarà punito dalla direzione gara – in particolare a Nissany verrà impedito partecipare al round di Monza.

ZANDVOORT, NETHERLANDS – SEPTEMBER 04: Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) leads Jack Doohan of Australia and Virtuosi Racing (3) and the rest of the field at the start during the Round 12:Zandvoort Feature race of the Formula 2 Championship at Circuit Zandvoort on September 04, 2022 in Zandvoort, Netherlands. (Photo by Lars Baron – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

La ripartenza è lanciata e le posizioni restano invariate. Vale la pena segnalare alcuni cambi di mescola avvenuti in regime di sospensione: Pourchaire ora monta le dure, così come Lawson, che dall’alto della quinta posizione è il leader dei piloti su strategia alternativa.

Rispetto alla Sprint Race la corsa è animata da alcuni duelli, frutto della difficoltà dei piloti ad accendere le hard e a preservare le soft. Ma anche stavolta l’unica azione vera è costituita dalle escursioni fuori pista di Daruvala (ad occhio il weekend peggiore da due anni).

ZANDVOORT, NETHERLANDS – SEPTEMBER 04: Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) leads Jack Doohan of Australia and Virtuosi Racing (3) during the Round 12:Zandvoort Feature race of the Formula 2 Championship at Circuit Zandvoort on September 04, 2022 in Zandvoort, Netherlands. (Photo by Clive Mason/Getty Images)

La lotta per la vittoria si risolve all’ottavo giro quando Doohan, fino allora in scia al leader, spiattella una gomma alla Tarzan, perde ritmo ed è costretto a rientrare in anticipo. Drugovich non ha difficoltà a coprirne la sosta e conserva la posizione (a differenza della settimana scorsa) anche se i suoi primi giri palesano difficoltà maggiori del rivale a far funzionare le hard.

Dopo qualche giro di effettivo duello tra i due la situazione si stabilizza. In testa ora c’è Lawson, davanti a Armstrong e Pourchaire. La speranza per loro dura poco: a Sato fissano male l’anteriore sx e si schianta in curva 2. La SC entra in pista e la pitlane viene chiusa. Fregati.

Alla ripartenza Lawson adotta una tattica stile Baku, ovvero ritardare lo strappo fino alla linea del traguardo. Anche gli effetti sono simili: a centro gruppo si innesca una collisione multipla causata da una falsa partenza di Doohan, che viene tamponato da Verschoor e si deve ritirare. Continuano gli incidenti stupidi che hanno caratterizzato il suo anno da rookie. Il pilota olandese invece prosegue con il naso danneggiato ma ancora funzionale.

ZANDVOORT, NETHERLANDS – SEPTEMBER 04: Liam Lawson of New Zealand and Carlin (5) leads Theo Pourchaire of France and ART Grand Prix (10) during the Round 12:Zandvoort Feature race of the Formula 2 Championship at Circuit Zandvoort on September 04, 2022 in Zandvoort, Netherlands. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

La seconda ripartenza (siamo ancora al 25° giro su 40!) invece è regolare. I superstiti su hard andranno ai box poco dopo. Grazie ad una buona tattica ai box Pourchaire si prende la posizione relativa su Lawson e Armstrong, ma resta dodicesimo a una ventina di secondi dalla zona punti. E’ comunque il primo dei piloti su option e può ancora rimontare.

Il muso danneggiato impedisce a Verschoor di costituire una minaccia per Drugovich, che così va a vincere con più di due secondi di vantaggio. Il secondo posto dell’olandese è sub judice per qualche ora ma poi viene scagionato dalla responsabilità per l’incidente che ha posto termine alla gara di Doohan. L’ultimo gradino del podio è di Iwasa, abile a superare Hauger in occasione delle soste.

Quinto è l’inossidabile Enzo Fittipaldi – a quanto pare, più ne parlo male e più fa gare gagliarde, sia pure aiutato dalla dinamica caotica della corsa. Sesto è la vera sorpresa del weekend, Amaury Cordeel (!!!). Il belga era stato finora il pilota più imbranato di tutta la griglia (leggendaria la sua gara di Imola). Qui si è qualificato a centro gruppo, è partito bene, ha scelto la strategia giusta, ha evitato i guai della ripartenza e nel finale ha rintuzzato gli attacchi di Vips. Insomma, la gara della vita. Va comunque detto che negli ultimi appuntamenti sta mostrando una comprensione maggiore di macchina e gare.

La zona punti è completata da David “contratto a chiamata” Beckmann, Olli Caldwell (Campos) -un altro pilota che va a punti per la prima volta in F2- e da Pourchaire.

ZANDVOORT, NETHERLANDS – SEPTEMBER 04: Theo Pourchaire of France and ART Grand Prix (10) drives on track during the Round 12:Zandvoort Feature race of the Formula 2 Championship at Circuit Zandvoort on September 04, 2022 in Zandvoort, Netherlands. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Il francese negli ultimi giri ha chiuso il distacco che lo separava dal gruppo (negli ultimi due giri ha recuperato ben dieci secondi su Daruvala!) ed ha messo a segno qualche buon sorpasso che alla fine gli ha permesso di concludere la gara con un paio di punti (decima posizione + gpv). Non smuove la classifica ma forse fa morale.

CONCLUSIONI

Del doman non v’è certezza ma Felipe Drugovich potrà affrontarlo con il miglior equipaggiamento disponibile. Con 69 punti di vantaggio su Pourchaire su 78 disponibili è probabile che la formalità del titolo verrà sbrigata già a Monza.

Il campionato sembrava riaprirsi dopo l’Ungheria, dove la crisi di prestazioni della MP aveva raggiunto il punto più acuto. Ma al rientro dalla pausa estiva la compagine olandese ha messo a segno un 53 a 5 (!!!) che ha frantumato le speranze del giovane talento francese.

Per quanto riguarda la lotta per il terzo posto in classifica, nessuno dei tre piloti in lotta ha marcato punti nella Feature Race. Iwasa e Fittipaldi si avvicinano e la classifica è di nuovo molto corta – solo 19 punti tra il terzo e il settimo.

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Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

F2 BELGIO 2022 – CONTROFFENSIVA DRUGOVICH

Dopo la consueta tregua estiva, nella foresta delle Ardenne si riaccendono le ostilità. In Ungheria Theo Pourchaire (ART) aveva vinto e dimezzato il distacco dal leader di campionato Felipe Drugovich (MP), ormai privo dell’abbrivio di inizio stagione. Si arriva in Belgio aspettando la conferma della ART oppure la riscossa della MP. La risposta è stata netta e incontrovertibile.

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Vale la pena menzionare che in Charouz hanno scaricato Cem Bolukbasi, il pilota con background di sim racing, per ingaggiare Tatiana Calderon, l’unica donna ad aver corso in Gp2/F2.

QUALIFICHE

A tre minuti dal termine della sessione Drugovich stacca un 1:58:232 e infligge a tutti quanti più di sette decimi di distacco, con mezzo secondo guadagnato nel solo settore centrale. L’eccezionalità del tempo è tale che il brasiliano si prende il lusso di rinunciare all’ultimo tentativo per conservare un set di Soft – e alla fine conserva ancora quattro decimi di margine. Prima pole per il brasiliano da Montecarlo.

Al contrario Pourchaire ha una qualifica anonima (come spesso gli capita quest’anno) ed è solo ottavo. Va un po’ meglio a Logan Sargeant (terzo in campionato anche ormai staccato dai primi), terzo davanti a Jack Doohan. La sorpresa di giornata è Enzo Fittipaldi, secondo con la Charouz. Gonna be honest: tanto più Fittipaldi va forte, quanto più mi sorgono dubbi sul livello di competitività della serie.

Menzione di disonore per Vips, che si gira in completa autonomia nel corso del primo tentativo. Partirà ultimo in entrambe le gare (questo format è severo con gli errori in qualifica – mi chiedo comunque perché in Mecachrome non si elabori un anti-stall decente). In termini di talento continuo a pensare che sia il migliore del campionato insieme a Sargeant, ma quante cavolate…

SPRINT RACE

La sprint race vede Boschung in pole (al ritorno dopo una lunga assenza causata da problemi al collo) e Daruvala in seconda posizione. Pourchaire è terzo, Drugovich decimo. L’indiano non sfrutterà l’ottima posizione perché nel giro di ricognizione gli cede la pompa della benzina, che lo porterà al ritiro ancor prima del via.

Partenza a razzo per Lawson che parte quinto, mette 4 ruote sull’erba per passare Pourchaire (!) e a La Source è già secondo, mentre sul Raidillon il francese incassa anche il sorpasso di Verschoor e Doohan. Al contrario del rivale, Drugovich passa due macchine al via e una a Les Combes, quindi conclude il primo settore in scia a Pourchaire – in griglia erano separati da sette posizioni.

All’inizio del secondo giro Lawson sorpassa Boschung sul Kemmel. Lo svizzero della Campos resterà in zona DRS per qualche giro ma poi molla. Verschoor viene superato da Doohan e forma un trenino fino alla decima posizione.

La corsa mantiene il carattere processionale fino a metà gara, quando Sargeant perde il controllo della Carlin a Pouhon e si schianta contro le barriere. Con la SC in pista molti piloti ne approfittano per montare gomme fresche. Drugovich è tra questi; alla bandiera verde è dodicesimo e mancano solo quattro giri ma può godere di un vantaggio sul giro di 4s (!).

Il brasiliano non spreca l’occasione e scavalca una vettura a settore. Juri Vips è l’unico in questa fase di gara a resistergli più di qualche curva. Al penultimo giro sorpassa Pourchaire, poi Verschoor per la quarta posizione ma per pochi decimi non riesce ad acciuffare il podio.

Lawson nel frattempo ricostruito il gap di 4 secondi che aveva prima dell’interruzione. Il neozelandese (gpv) ha dominato la gara, mentre Doohan all’ultimo giro sorpassa Boschung e conquista la piazza d’onore.

FEATURE RACE

L’avvio di Drugovich è perfetto e arriva in curva 1 con un paio di car length di vantaggio sul resto del gruppo. La sua partenza è stata propiziata da quella lenta di Sargeant e Fittipaldi, col risultato che alle sue spalle ora ci sono Doohan e Beckmann (VAR, il sostituto di Cordeel).

Il principale colpo di scena della gara e forse del campionato avviene all’inizio del terzo giro: Pourchaire rompe il motore e si deve ritirare, proprio quando il rivale è in testa alla gara. L’affidabilità dei motori Mecachrome è sempre stata questionabile, ma trovo ironico che a pagarne il “protetto” del boss Bruno Michel, colui che, tra le varie cose, ha imposto i Mecachrome alla F2.

Moving on, Doohan si avvicina a Drugovich mentre alle loro spalle Lawson e Fittipaldi giungono alle ruotate in varie occasioni (complice anche un pit lento per il neozelandese, che lo rimette alle spalle del brasiliano). Beckmann subisce l’undercut dei due e perde la posizione sul podio.

La lotta per la vittoria si risolve ai box. Al decimo giro Doohan rientra a cambiare le gomme mentre Drugovich allunga di un giro. L’undercut si rivela più efficace del previsto e Drugovich rientra alle spalle dell’australiano e con gomme fredde.

Dopo aver accumulato cinque secondi di svantaggio in tre giri, il brasiliano inizia ad avvicinarsi. Il traffico dei piloti partiti su prime aiuta Drugovich, che si porta in zona DRS ma non organizza nessun attacco serio.

Lawson si libera una volta per tutte di Fittipaldi, che nei giri finali va incontro al cliff delle gomme (peraltro a fine sarà inoltre penalizzato per alcune difese troppo garibaldine). Verschoor, l’unico tra le prime file ad aver optato per la strategia alternativa, si mette in luce con diversi sorpassi e una lotta prolungata con Sargeant, che non è riuscito a rimontare dopo la pessima partenza.

Da segnalare anche la rimonta di Vips, che con le option mostra il passo più veloce della gara. Nei giri finali riesce a superare Armstrong, il proprio compagno di squadra, che invece aveva trascorso il primo stint tra i primi, e alla fine conclude ottavo. Senza la scemenza in qualifica forse poteva essere uno dei protagonisti.

CONCLUSIONI

Dopo tanto penare Doohan vince la prima Feature Race. La sua gara è stata ottima (del resto ha sempre avuto un feeling speciale con Spa). Stavolta non ho nulla da questionare ma per fugare i dubbi sul suo valore dovrebbe mostrare una maggiore costanza di rendimento. O anche solo evitare incidenti futili.

Con il secondo posto (+ pole) della Feature Race Drugovich guadagna venti punti in campionato. Forse poteva anche ottenere di più, ma con Pourchaire out non c’era necessità di rischiare – anche in questo modo ha “annullato” la gara in Ungheria. Dopo anni di investimenti e grazie all’assunzione di ingegneri importanti (come Paolo Angilella e Daniele Rossi) MP si conferma come una delle scuderie più forti del campionato.

Di sicuro è quella con il “fuck up rate” più basso di tutti – non ricordo una singola sessione condizionata da problemi tecnici. 43 punti di vantaggio su Pourchaire è un margine di tutto rispetto, ma in tre gare possono ancora accadere molte cose.

Lawson conquista due podi su due (per la prima volta dal Bahrain) e rilancia le sue ambizioni per il terzo posto in campionato. Al momento è di Sargeant a quota 129 punti, ma inizia ad essere insidiato da Doohan (121) e da Lawson con (114). I tre staccano il gruppo alle loro spalle, che racchiude i piloti tra Fittipaldi (quinto) e Armstrong (undicesimo) in appena venti punti. A inizio stagione auspicavo tutt’altro campionato per il neozelandese, ma forse ne ha per raggiungere un piazzamento onorevole. Il potenziale c’è – quando non incappa in situazioni oggettivamente sfortunate e non appena si qualifica un po’ meglio della decima posizione va sistematicamente a podio.

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

F2 UNGHERIA 2022: POURCHAIRE VINCE, PALLA AL CENTRO. UN BILANCIO DI META’ STAGIONE

La Formula 2 regala un buono spettacolo in terra magiara anche in condizioni di pista asciutta.

Dopo aver conquistato la prima vittoria in Francia, in Ungheria Ayumu Iwasa (DAMS) conquista la prima pole nella serie, con un vantaggio stellare (quasi 4 decimi!) su Marcus Armstrong (Hitech) – anche lui al miglior risultato in carriera al Venerdì. I due sfidanti per l’iride sono affiancati in seconda fila, con Felipe Drugovich (MP, leader di campionato) davanti a Theo Pourchaire (ART). La terza fila ospita due ex-duellanti per il titolo, Logan Sargeant (Carlin) e Juri Vips (Hitech).

Nella sprint race Doohan parte in pole e la difende dagli attacchi di Fittipaldi (che viene passato da Vips), mentre alle loro spalle Drugovich causa un piccolo patatrac. In curva 1 il brasiliano si butta all’interno di Sargeant senza che ci fosse lo spazio per tutti e due. I due si toccano e coinvolgono anche Hauger (che si ritira) e Pourchaire, che per evitare la carambola sprofonda in fondo al gruppo. Drugovich invece emerge quarto e indenne. Una manovra anche migliore dello strike di Bottas in F1.

Davanti Doohan staccherà progressivamente Vips e Fittipaldi. Daruvala, quinto dopo i fatti del via, crolla a causa del blistering delle coperture, mentre Pourchaire si apre la strada a suon di sorpassi ma la rimonta si ferma ai margini della zona punti. A Drugovich basta conservare la posizione in gara per incrementare di 5 punti il vantaggio sul francese della ART.

La gara di Domenica è incentrata sugli aspetti strategici. Al via Armstrong scavalca Iwasa, mentre anche stavolta Drugovich si trova all’interno e senza spazio. A differenza della Sprint Race, il brasiliano alza il piede e così facendo incassa il sorpasso di Pourchaire, che nell’allungo verso curva 2 infila anche Iwasa. La classifica nelle prime posizioni vede pertanto Armstrong seguito da Pourchaire, Iwasa  e Drugovich.

Frederik Vesti, quinto, è il primo pilota ad essere sulle medie, ma rimedia 5s di penalità dopo aver costretto Vips ad uscire di pista in curva 2 e a incassare il sorpasso di Enzo Fittipaldi (Charouz). I piloti partiti su medie nei primi giri faticano a mandare in temperatura le coperture. Fittipaldi ha gioco facile a sorpassare Vesti.

Drugovich anticipa il pit all’ottavo giro e forza il resto dei top driver a seguirlo. Armstrong subisce il pit stop lento (specialità della crew Hitech) e perde la posizione su Pourchaire e Iwasa. A peggiorare ulteriormente la situazione incassa anche il sorpasso di Drugovich, che aveva già le gomme in temperatura. A parte questo successo minore, la strategia del brasiliano non ha funzionato. Fittipaldi estende il suo stint sulle soft di altri due giri e quando rientra è davanti a Iwasa e Drugovich. Con il brasiliano “sbagliato” alle sue spalle, Pourchaire può allungare sul gruppo degli inseguitori.

I piloti partiti sulle hard, che si fermeranno verso fine gara, staccano tempi paragonabili a quelli che hanno pittato, sia pure con delle differenze al loro interno (per esempio Hauger va in crisi e, quando si fermerà per montare le soft, si trovava già a venti secondi da Vesti). I leader virtuali iniziano a sorpassare la coda dei piloti partiti su prime ma lotta non altera gli equilibri – anzi, permette a Pourchaire di estendere la sua leadership.

I piloti partiti su H montano le S e iniziano la rimonta, resa meno imperiosa dalla penalità di Vesti e dal consueto pit lento della Hitech per Vips. Un po’ a sorpresa Drugovich accusa graining (dopo uno stint comunque non esaltante) e incassa il sorpasso di Armstrong. Le notizie peggiori sono in prospettiva, dal momento che ora è alla mercé dei piloti su soft.

Vesti e Vips arriveranno a insidiare il podio di Iwasa, mentre Fittipaldi aveva ricucito il gap da Pourchaire. Un dritto alla chicane all’ultimo giro tuttavia gli impedisce cariche alla baionetta nei chilometri finali.

Con la vittoria Pourchaire dimezza il distacco dal brasiliano. Drugovich è sempre in testa a 180 punti, ma alle sue spalle Pourchaire è salito a 159 e stacca nettamente Sargeant, terzo a 119 e ormai fuori dai giochi. Sale di gran carriera al quarto posto Fittipaldi con 100 punti, con Daruvala che scivola al quinto con 94. Alle sue spalle ci sono i consueti cinque piloti in dieci punti. In questo caso specifico, Vesti e Iwasa sono i primi.

MONTE-CARLO, MONACO – MAY 25: Sprint and feature race winner at Round 4:Barcelona, Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport poses for a photo with their trophies at Fort Antoine Theatre during previews ahead of Round 5:Monte Carlo of the Formula 2 Championship at Circuit de Monaco on May 25, 2022 in Monte-Carlo, Monaco. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Qualche considerazione sparse. MP sta costruendo una squadra importante, come dimostrano gli acquisti (per esempio Daniele “mr Gp2” Rossi e Paolo Angilella, i migliori ingegneri del giro). Si candida ad essere la Prema del futuro. Nelle mani esperte di Drugovich all’inizio hanno mostrato delle performance sfolgoranti (tre vittorie in cinque Feature Race) ma è da quattro gare che corre sulla difensiva. La performance di Novalak, ormai relegato alle ultime file, testimoniano la crisi relativa.

BARCELONA, SPAIN – MAY 19: Theo Pourchaire of France and ART Grand Prix (10) looks on in the Paddock during previews ahead of Round 4:Barcelona of the Formula 2 Championship at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 19, 2022 in Barcelona, Spain. (Photo by Eric Alonso – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Pourchaire ha mostrato un po’ di ombre. Rispetto ad altri piloti mi è stato detto che svolge molti più test degli altri (sarebbero vietati, soprattutto durante la stagione, ma la F2 è strutturata in modo che, oliando i giusti ingranaggi, certi ostacoli si possono aggirare. Cosa che tutti fanno, chi più e chi meno) e quindi la valutazione della sua performance deve essere normalizzata. Detto ciò, alcuni zeri di troppo in gara, e diverse performance dimenticabili in qualifica, hanno danneggiato la sua reputazione. Ombre a parte, in gara si sta dimostrando abile a sfruttare tutte le occasioni che gli si presentano, anche se gli manca il passo sfolgorante che prometteva. Comunque ha conquistato due secondi posti e una vittoria nelle ultime quattro feature race, quindi è pienamente in lizza.

SPIELBERG, AUSTRIA – JULY 07: Feature Race winner at Round 7: Silverstone, Logan Sargeant of United States and Carlin (6) poses for a photo during previews ahead of Round 8:Spielberg of the Formula 2 Championship at Red Bull Ring on July 07, 2022 in Spielberg, Austria. (Photo by Rudy Carezzevoli – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Loro due svettano ma alle loro spalle c’è una palude. Logan Sargeant è un grande lavoratore e tutto sommato ha un credito con la fortuna (sarebbe stato campione F3 nel 2020 se non fosse stato tamponato al via del Mugello). Non posso che parlare bene di lui, è meritatamente il migliore dei rookie e spero che confermi il terzo posto.

BUDAPEST, HUNGARY – JULY 31: Second placed Enzo Fittipaldi of Brazil and Charouz Racing System (22) celebrates in parc ferme during the Round 10:Budapest Feature race of the Formula 2 Championship at Hungaroring on July 31, 2022 in Budapest, Hungary. (Photo by Rudy Carezzevoli – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

La stagione di Enzo Fittipaldi (da non confondersi col Pietro che ha corso in F1) è altrettanto sorprendente. Piuttosto sottovalutato -di sicuro da me, che nutro sempre un bias al negativo nei confronti dei figli d’arte- è giovane ma con una buona esperienza con le monoposto. La sua è la classica stagione da prima guida Charouz: reputata una squadretta, fa incetta di podi grazie alle inefficienze dei top team. La sponsorship con Banco do Brasil lo rende al momento il brasiliano più vicino alla F1 (mi sbaglierò, ma non osservo tutta questa volontà di Drugovich di arrivare alla serie regina).

SOCHI, RUSSIA – SEPTEMBER 26: Third placed Jehan Daruvala of India and Carlin celebrates on the podium during the feature race of Round 6:Sochi of the Formula 2 Championship at Sochi Autodrom on September 26, 2021 in Sochi, Russia. (Photo by Mario Renzi – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Daruvala è sempre il solito. Ammortizza le brutte qualifiche con buoni risultati nelle Sprint Race, grazie all’inversione della griglia. In gara evita i danni e talvolta ha mostrato un passo decente, ma da un pilota con ambizioni di F1 mi aspetto di più. Considerando che è al terzo anno e guida per la Prema, la valutazione complessiva non può essere positiva. Resta il migliore pilota che il subcontinente indiano abbia mai espresso. Se si confermano le aspirazioni dell’India di rientrare nel circolo che conta, in futuro potrebbe intercettare qualche team di F1.

LE CASTELLET, FRANCE – JULY 21: Frederik Vesti of Denmark and ART Grand Prix (9) looks on in the Paddock during previews ahead of Round 9:Le Castellet of the Formula 2 Championship at Circuit Paul Ricard on July 21, 2022 in Le Castellet, France. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Frederik Vesti nelle ultime gare si è mostrato abbastanza incisivo (per dire, in Ungheria senza i 5s di penalità poteva raggiungere Pourchaire) ed è il primo pilota da tempo immemore che sta sfatando la “maledizione del secondo sedile ART”. Le sue prestazioni in qualifica comunque non sembrano tradursi bene in gara ma forse sta imparando. Wait’n’see.

BUDAPEST, HUNGARY – JULY 28: Feature race winner at Round 9: Le Castellet, Ayumu Iwasa of Japan and DAMS (17) poses for a photo during previews ahead of Round 10:Budapest of the Formula 2 Championship at Hungaroring on July 28, 2022 in Budapest, Hungary. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Ayumu Iwasa è invece l’oggetto misterioso del campionato. Alterna gare memorabili (come l’esordio, da ultimo a ottavo nella sprint race) ad altre trascurabili, sebbene mai pessime. In ciò replica l’andamento della DAMS, che dall’introduzione di questa generazione di vetture è il top team meno incisivo. Molto meglio del teammate Nissany ma ad essere onesti non è una grande impresa. Wait’n’see x2.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 10: Liam Lawson of New Zealand and Carlin (5) touches the hair of Juri Vips of Estonia and Hitech Grand Prix (8) prior to qualifying ahead of Round 6:Baku of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 10, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Il duo Red Bull Lawson & Vips è di sicuro il più deluso e deludente del campionato. Per ragioni diverse, entrambi sono stati relegati all’irrilevanza nella lotta per il titolo. In buona parte per imperizia ma anche per una numerosa serie di episodi indipendenti dalla loro abilità (ovvero sfortuna).

Vips è stato il bersaglio preferito della sua crew: quasi non c’è stata Feature Race che non sia stata rovinata o complicata dai pitstop lenti. La malasorte di Lawson invece è stata più a tutto tondo (bandiere gialle+stall a Montecarlo, strategia dannosa a Imola e a Baku, gli montano male una ruota a Jeddah etc).

Allo stesso tempo, entrambi hanno sabotato i propri campionati con brutte prestazioni. Vips è un animale da qualifica ma i troppi incidenti in gara (esiziale quello di Baku, mentre era in testa a tre giri dalla fine) e la perdita del supporto Red Bull in seguito alla storia della n-word, hanno costituito una pietra tombale per le sue aspirazioni iridate (e forse per la sua carriera). Hitech non ha le risorse per essere un top team, e lo si nota anche in gare come la Spagna, dove un problema ai freni, causato da un componente assemblato male, lo fece scivolare intorno all’ultima posizione. Malgrado tutto, lo reputo il più talentuoso del campionato – ma non gli sarà di aiuto.

SPIELBERG, AUSTRIA – JULY 07: Liam Lawson of New Zealand and Carlin sits in their car in the garage during previews ahead of Round 8:Spielberg of the Formula 2 Championship at Red Bull Ring on July 07, 2022 in Spielberg, Austria. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Lawson invece mostra dei problemi in qualifica che gli impediscono di mettere a frutto il suo passo gara. Ed è un peccato, perché nel corpo a corpo è uno dei migliori. Resta il capofila dei giovani Red Bull (più per scarsità di piloti che non per reali meriti, almeno quest’anno) ma ci si aspettava di più da lui, soprattutto nel confronto con Sargeant.

SPIELBERG, AUSTRIA – JULY 07: Jack Doohan of Australia and Virtuosi Racing (3) practices pitstops during previews ahead of Round 8:Spielberg of the Formula 2 Championship at Red Bull Ring on July 07, 2022 in Spielberg, Austria. (Photo by Rudy Carezzevoli – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Della top ten resta da giudicare Jack Doohan. Anche lui a quanto pare fa più test degli altri e guida per uno dei team migliori, la Virtuosi. Lo si osserva soprattutto in qualifica, dove innumerevoli volte ha concluso tra i primi tre, ma in gara si distingue per manovre avventate e per una generale inconcludenza. Non ha ancora vinto una Feature Race. In un campionato che ha già visto tre rookie farcela, vuol dire qualcosa. Vediamo come si evolverà ma non sono un suo fan.

SPIELBERG, AUSTRIA – JULY 08: Dennis Hauger of Norway and Prema Racing (1) prepares to drive during practice ahead of Round 8:Spielberg of the Formula 2 Championship at Red Bull Ring on July 08, 2022 in Spielberg, Austria. (Photo by Rudy Carezzevoli – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Vale la pena menzionare Marcus Armstrong e Dennis Hauger. Il primo è al terzo anno nella serie, ma l’esperienza non gli ha portato velocità né giudizio. Fine ingloriosa per uno dei giovani più promettenti della Ferrari Driver Academy. Dennis Hauger è il campione in carica della F3, ma quest’anno ha dato dimostrazione di perizia solo a Jeddah e a Baku (dove infatti ha vinto la Feature Race). Per il resto è stato più anonimo dello Schumacher al primo anno nella serie. Segnalo comunque una sfortuna maggiore della media, quest’anno.

MONTE-CARLO, MONACO – MAY 27: The car of Amaury Cordeel of Belgium and Van Amersfoort Racing (25) is prepared prior to qualifying ahead of Round 5:Monte Carlo of the Formula 2 Championship at Circuit de Monaco on May 27, 2022 in Monte-Carlo, Monaco. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Il resto del parco piloti in realtà è di livello troppo basso per meritare un’analisi distinta – è infatti il principale problema di quest’anno: se la top ten è comunque interessante da seguire, il resto è buono solo per procurare Safety Car (con tutta la stima di questo mondo, rispetto al biennio passato il livello medio è calato paurosamente). Si distinguono in negativo Amaury Cordeel e Olli Caldwell, i primi piloti dai tempi del mitico Mahaveer Raghunathan a prendersi un race ban per aver accumulato troppi punti di penalità sulla patente.

SPA, BELGIUM – AUGUST 30: Dan Ticktum of Great Britain and DAMS (2) leads Roy Nissany of Israel and Trident (22) during the sprint race of the Formula 2 Championship at Circuit de Spa-Francorchamps on August 30, 2020 in Spa, Belgium. (Photo by Lars Baron/Getty Images)

Il prossimo mese sarà infuocato. La F2 ritornerà a Settembre con il triplo back-to-back Spa-Zandvoort-Monza, che sarà la sequenza chiave della stagione. Il finale vero e proprio arriverà ad Abu Dhabi due mesi dopo, a Dicembre. Non sarà il duello Norris-Russell del 2018, ma lo scontro al vertice Pourchaire-Drugovich resta la lotta più interessante degli ultimi due anni.

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

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F2 2022 – AUSTRIA E FRANCIA, DRUGOVICH GESTISCE

Benritrovati e scusate per aver saltato l’appuntamento nelle ultime settimane, ma ho trovato difficile coniugare gli impegni universitari con la vita normale. Recupero ora, riassumendo entrambi i weekend in un unico articolo.

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AUSTRIA

Le qualifiche sono state carnevalesche. Il tracciato corto e poco tecnico, i distacchi minimi, il gioco delle scie e soprattutto la quantità di tempi cancellati per track limits hanno stravolto la griglia, mandando alle stelle piloti quasi sconosciuti e spedendo all’inferno piloti di chiara fama.

Frederik Vesti (ART) conquista la pole (aveva solo una top 5 prima di queste qualifiche) precedendo Juri Vips (Hitech) e Logan Sargeant (Carlin). Drugovich è quinto, mentre Pourchaire è solo nono. Per far capire che razza di qualifiche sono state, Amaury Cordeel (VAR), uno dei piloti più scarsi al volante della macchina peggiore, al rientro da un race ban per aver accumulato 12 punti di penalità, è settimo.

SPIELBERG, AUSTRIA – JULY 09: Marcus Armstrong of New Zealand and Hitech Grand Prix (7) leads Theo Pourchaire of France and ART Grand Prix (10) during the Round 8:Spielberg Sprint race of the Formula 2 Championship at Red Bull Ring on July 09, 2022 in Spielberg, Austria. (Photo by Rudy Carezzevoli – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Nella Sprint Race si sono visti tanti trenini ma l’azione è stata poca. Tanto sono partiti, tali sono arrivati. Vince dalla pole Marcus Armstrong (Hitech), maggior beneficiario dell’inversione della griglia. Più animato è stato il post gara, con i commissari che hanno elargito svariate penalità, sempre per questioni di track limits. Anche Pourchaire venne condannato a 5s di penalità, salvo poi scoprire che si trattava di errore giudiziario. Mantiene quindi la seconda posizione; Drugovich invece è quarto, con giro più veloce.

Tanto lineare è stata la gara del Sabato quanto folle la Feature Race di Domenica. La pista è bagnata ma non piove. I primi calzano tutti rain ma dalle file centrali in poi sono molti optano per le slick. Gli ingredienti per un pandemonio ci sono tutti.

Al via Vips prende la testa della corsa, ma a metà gruppo Armstrong (slick) viene mandato in testacoda e chiama la SC. Pochi chilometri dopo la ripartenza i piloti con le rain vanno in sofferenza, ma dal momento che il pitstop, per essere validato, deve essere effettuato dopo il settimo giro, devono aspettare e stringere i denti. Vips scala così dalla prima all’ottava posizione, Drugovich crolla addirittura in quindicesima.

Anche dopo aver il pit stop restano in inferiorità strategica: la pista è umida e fredda e fanno fatica a mandare in temperatura le gomme e allo stesso tempo devono trattarle con attenzione per farle durare per tutto il resto della gara.

In questa fase si mettono in luce Richard Verschoor (Trident), che al via era il primo dei piloti su slick e ora è il leader della gara; Roberto Merhi (Campos – sì, quello della Manor del 2015), al ritorno nella serie dopo 4 anni, partito penultimo e, grazie alla giusta strategia, ora in zona podio.

Ma la gara più impressionante è quella di Logan Sargeant. Come tutti quelli partiti con le wet si è trovato in fondo al gruppo dopo aver pittato per le slick, ma stacca tempi di 1s inferiori a tutti, sorpassa una decina di vetture e si insedia in quarta posizione.

Verschoor estende il vantaggio mentre si scalda la lotta per il podio. Daruvala, a lungo secondo, va in crisi di gomme e compatta un gruppetto costituito da Merhi, Sargeant, Fittipaldi e Lawson (questi si autoelimina a furia di penalità per aver violato troppe volte i track limits). L’indiano resiste fino all’ultimo giro, quando Merhi riesce a trovare uno spiraglio in curva 1. E’ una bella favola, ma si teme per una penalità, dal momento che per errore è finito fuori dai bordi di curva 1.

Apparentemente vince Verschoor, seguito da Merhi e Daruvala, ma il post gara, con una delle sequenze più folli che ricordi, stravolge il risultato. Sulla vettura di Verschoor non si trova la quantità minima di carburante per effettuare i controlli, pertanto viene squalificato. Il secondo, Merhi, rimedia all’ultimo giro una penalità di 5s per aver sorpassato Daruvala uscendo dai confini della pista. In realtà non ha neanche tratto vantaggio, come poi riconosciuto dai giudici, ma la decisione era inappellabile. La vittoria passa al terzo classificato, Daruvala, ma anche lui viene penalizzato dopo che i giudici hanno scoperto che i meccanici avevano asciugato la sua casella di partenza.

In una squenza veramente incredibile, ecco che la vittoria passa al quarto classificato, ovvero Logan Sargeant! Ha beneficiato di una buona dose di fortuna nel post-gara, ma comunque è riuscito a raddrizzare una corsa iniziata molto male grazie a un’intuizione strategica di un certo acume. Mentre, dopo la sosta, tutti i suoi colleghi cercavano di non stressare le gomme (incontrando però problemi a farle entrare nella finestra di funzionamento), lui decide di dare tutto nei primi giri per giocare sulla difensiva poi, confidando nella difficoltà a sorpassare osservata nella sprint race.

SPIELBERG, AUSTRIA – JULY 10: Calan Williams of Australia and Trident (21) leads Juri Vips of Estonia and Hitech Grand Prix (8) during the Round 8:Spielberg Feature race of the Formula 2 Championship at Red Bull Ring on July 10, 2022 in Spielberg, Austria. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Dopo tutte le penalità, il podio è composto da Sargeant, Enzo Fittipaldi (Charouz), al secondo podio in Feature Race, e Roberto Merhi, che comunque conserva il podio. In tutto questo casino Drugovich e Pourchaire hanno concluso ben al di fuori della zona punti, sicché anche questa gara è assimilabile a un pareggio.

Al termine della roulette austriaca, in classifica Sargeant scavalca Pourchaire, 115 a 114, e si candida a primo inseguitore di Drugovich, saldamente in testa con 154 punti.

FRANCIA

Nella prima parte delle qualifiche si impone Sargeant, salvo arretrare nei minuti finali. Ayumu Iwasa (DAMS) passa a condurre nei minuti finali, ma manca per pochi secondi la finestra per effettuare l’ultimo tentativo. Sargeant non spreca l’occasione e riconquista la pole per appena 6 millesimi (!).

Seconda pole in tre round per lo statunitense, che ora sembra lo sfidante più credibile di Drugovich (quarto). Le quotazioni di Pourchaire invece sono in ribasso, soprattutto dopo essere stato battuto dal teammate Vesti per la quarta gara di fila (quinta nelle ultime sei). Il risultato è reso ancora più umiliante dal fatto che Vesti aveva compiuto ben 0 giri nelle prove libere a causa di un componente montato male. Il francese è comunque sesto e non gli è preclusa nessuna possibilità.

La sprint race è vissuta tutta sulla lotta per scalzare dal podio il poleman Daruvala. Lawson prima si sbarazza di Armstrong dopo averci duellato per tutto il primo settore, poi erode progressivamente il gap dal leader. Una SC a metà gara permette all’indiano di conservare la testa per qualche chilometro in più, ma alla fine il sorpasso giunge perentorio al sedicesimo giro.

I piloti sono tutti vicini e due giri dopo Armstrong cerca di replicare la manovra ma sbaglia, costringe Daruvala a tagliare, e si ritrova esposto agli attacchi. Pourchaire lo accompagna fuori pista alla Beausset e anche Drugovich si infila. Pochi chilometri dopo Vips si butta all’interno all’ultima curva, si scompone e costringe Armstrong ad uscire dal tracciato. Anche stavolta il neozelandese della Hitech perde un paio di posizioni; è passato dalla lotta per la vittoria a non prendere neanche un punto.

Lawson vince davanti a Pourchaire e Daruvala, ma lo scambio di posizione degli ultimi giri finisce sotto la lente dei commissari. Il giudizio è salomonico: tutti e tre, Armstrong, Pourchaire e Vips, sono penalizzati per aver forzato un collega ad uscire di pista. Daruvala torna secondo, mentre il francese scala settimo. L’ultimo posto sul podio viene ereditato proprio dal rivale Drugovich, che ringrazia del regalo.

Sargeant scatta male ma anche Iwasa si fa sorprendere da un incredibile Doohan, che partiva quarto, salvo riprendersi la testa della corsa già nel corso del primo giro. Da qui in poi il rookie giapponese impone il suo dominio sul resto dello schieramento e andrà a vincere con quasi 10s di vantaggio. La lotta per il podio invece è più animata.

Dopo la partenza Sargeant si tiene alle spalle il duo ART di Vesti e Pourchaire, mentre Drugovich (primo dei piloti su hard) era stato scavalcato anche da Vips e Lawson. Lo statunitense è in leggera difficoltà, ma la gara prende una piega disastrosa quando la vettura si spegne ai box durante la sosta. Malgrado vari i tentativi, non riesce a far entrare le marce e quindi si deve ritirare. Anche Doohan subisce una sosta lenta (seppur non così disastrosa), sicché, grazie a una buona strategia e a un ritmo convincente su gomme consumate, Pourchaire scavalca sia lui che Vesti.

L’australiano non ci sta e dopo aver raggiunto il rivale tenta una manovra azzardata alla chicane, con l’unico risultato di girarsi e  perdere la posizione anche su Vesti. Nel frattempo Drugovich ha montato le soft (prima del tempo, ma le hard non andavano proprio) e grazie al vantaggio di prestazione rimonta sul trio. Vips nel frattempo era stato eliminato dal consueto pitstop problematico.

Il brasiliano infila Doohan a quattro giri dalla fine e arriva in volata con Vesti. Manca il sorpasso ma conquista il giro più veloce. Iwasa vince per la prima volta in carriera nella categoria e regala alla DAMS la prima vittoria dalla nuova gestione di Charles Pic (sì, l’ex pilota della Marussia), nonché la prima dalla morte del fondatore Jean Paul Driot.

Anche in Francia il copione è lo stesso: Drugovich corre da ragioniere, senza per questo compromettere la prestazione. La MP ha perso il vantaggio prestazionale di cui ha goduto per qualche gara ma nessuno dei rivali per ora è riuscito ad approfittarne. Tra Silverstone, Spielberg e Le Castellet Pourchaire gli ha guadagnato il gran totale di 10 punti. Sembra più pericolosa la cavalcata di Sargeant, autore di due pole, due vittorie e un secondo posto nelle ultime quattro Feature Race, ma in tutto gli ha guadagnato solo venti punti. Non è poco, ma se il trend restasse tale il brasiliano dovrebbe vincere il campionato.

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya