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MOTOCICLISMO ITALIANO – AL VIA IL CIV 2021

Fine settimana non solo all’insegna del Motomondiale. Anche il Motociclismo di casa nostra riprende ed è pronto a sorprendere con il CIV 2021 affiancato dall’ormai leggendario “National Trophy“.

Il 2021 sarà l’anno del rilancio per la top class, che ha cambiato i propri regolamenti inserendo la centralina unica, per livellare le prestazioni delle varie moto, oltre a limitare i costi.

Saranno 12 gare suddivise nei 6 appuntanti sui circuiti del Mugello, di Misano, di Imola e della consueta tappa di chiusura di Vallelunga. Ecco il calendario 👇

Calendario Campionato Italiano di Velocità.

Come di consueto per le categorie Superbike, Supersport, Moto3, PreMoto3 e Supersport300 avremo una gara al sabato ed una la domenica, mentre i centauri del National Trophy correranno la domenica.

Potremo goderci lo spettacolo in diretta sulla pagina Facebook del Campionato Italiano Velocità, su Civ.tv, su Eleven Sports, MS Motor TV ed anche su Twitch, oltre che sul canale 208 di Sky.

Andiamo a vedere nel dettaglio le categorie 👇

NATIONAL TROPHY 1000

Interessante la lista dei Piloti che prenderanno parte al National 1000. A cominciare da TamburiniGamarino, Saltarelli ed il mitico Zerbo. Da tenere d’occhio anche lo “Youtuber” Luca Salvadori sulla V4 del Team Barni.

A mio avviso molto bello il trofeo “CIV Project”, una speciale classifica di cui faranno parte i piloti che nel loro percorso sportivo non abbiano mai preso parte al CIV o ai campionati mondiali. Il vincitore, in entrambe le classi avrà l’iscrizione gratuita ala CIV 2022 offrendo un opportunità di accedere direttamente alla massima serie nazionale.

NATIONAL TROPHY 600

National Trophy sarà, insieme al BSB, la nuova palestra per la nuova formula mondiale della futura Supersport 2022 (limite di 600 cc per le 4 cilindri, 800 per le 3 e 960 per le bicilindriche). Potranno correre quindi la Ducati V2 ed eventualmente la Triumph 765 (la cara vecchia Daytona 675…).

SUPERBIKE

Perso il Campione Nazionale 2020 Savadori, tutti gli occhi saranno puntati nuovamente su Michele Pirro. Da tenere d’occhio anche Ricky Russo ed Alessandro Del bianco. Numerose le wild card quest’anno, a cominciare da quella del Mugello di Lucas Mahias. Un occasione importante per il CIV per misurarsi con un Pilota di caratura internazionale. In griglia anche il Agostino Santoro (Campione 2020 del National 1000) sulla V4 del Team Broncos.

SUPERSPORT 600

In assoluto la categoria più bella, dove i nomi e gli esperti della categoria non mancano. Si aggiungeranno le wild card di Piloti che corrono nel Mondiale come Michel FabrizioTuuli e Philipp Oettl. Occhi puntati sugli specialisti della categoria quali Stirpe, “Massimino” RoccoliValtulini Manfredi. Da tenere con un occhio di riguardo Kevin Zannoni, Federico e Filippo Fuligni, Livio Loi, e Manuel Gonzalez.

SUPERSPORT 300

Molto interessante anche la piccola classe della SSP300 che si daranno battaglia. Personalmente sono curioso di vedere in azione Bahattin Sofuoglu ed Alfonso Coppola.

MOTO3

La Moto3 sta attraversando un grande cambiamento, a causa delle 450 introdotte dalla passata stagione. Gli iscritti sono 19, sette dei quali con il nuovo propulsore.

Alberto Surra ed Elia Bartolini, Piloti del VR46, saranno i favoriti per il titolo insieme a Filippo Bianchi, Biagio Miceli e Nicolas Fruscione, Piloti dello squadrone di Gresini. Interessante vedere Cristian Lolli, campione PreMoto3 del 2020 e l’olandese Zonda Van de Gorbergh.

PREMOTO3 

 Già sabato al via con la Gara 1 per le categorie del CIV e Domenica anche le due gare del National Trophy. Potrete seguire live sulla piattaforma www.elevensports.it , sul sito ufficiale civ.tv, sull’app Twitch e sul canale 208 di Sky.

Ecco gli orari👇

Sabato 17 Aprile: 13.25 SBK 14.10 Moto3 14.55 Supersport600 15.40 PreMoto3 16.20 Supersport300

Domenica 18 Aprile: 11.40 National600 12.20 National1000 13.00 Supersport300 14.45 SBK 15.35 Moto3 16.25 Supersport600 17.15 PreMoto3

 

 

Sará una settimana piena di emozioni, per ovvi motivi. Il Campionato Italiano è il giusto dessert per una tavola ricca di prelibatezze…portoghesi. Buon weekend di gara.

✍️Francky

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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’#ESSEREFERRARI

Come sa chi mi ha già letto sono appassionato di cinema impegnato, per questo introduco con un dialogo importante tratto dal film “when Harry met Sally”, tra Harry e Jess.

– stai dicendo che non è attraente?

– no, te l’ho detto che è attraente!

– sì, ma hai anche detto che ha molta personalità

– sì, ha molta personalità

– quando una donna è poco attraente la prima cosa che si dice è che ha molta personalità

– senti, se mi avessi chiesto come è fisicamente e avessi detto: “ha molta personalità”, allora non sarebbe attraente. Ma visto che ti dico solo che ha molta personalità può essere due cose: o attraente con molta personalità o NON attraente con molta personalità

– e quale delle due è?

– attraente!

– ma non è BELLA, giusto?

 

La SF21 l’abbiamo aspettata, l’abbiamo auspicata interessante e vincente, l’abbiamo vista! No, non è attraente. Ma ha molta personalità. Allora è brutta? Non l’abbiamo detto! Ma non è Bella!

La discussione in merito ha una certa rilevanza poiché nel mare della poca comprensione, della molta confusione, dell’empirismo tecnico e dell’ostentazione delle poche conoscenze in materia (chi le ha…), la discussione sulla bellezza delle monoposto è la più rassicurante, la più gratificante, e i più riescono a trarne un contenuto tecnico notevole, completo di previsione dell’efficacia fisico-meccanica del mezzo. Non vi sarà passato inosservato che in molti siti i commentatori legano la finezza dei particolari, il colore della livrea, il numero di soluzioni originali, alla forza del mezzo.

“Ma hai visto come hanno lavorato di fino in Red Bull e Mercedes? Non abbiamo speranza. Si vede a occhio nudo. Anche a naso”.

Insomma le vincenti sono belle e profumate, le perdenti sono, nella migliore delle ipotesi, attraenti. Con molta personalità. Ma non belle. Mettersi dietro prego!

Prendere parte a queste discussioni, o anche solo leggerle è divertente diciamocelo. Più che studiare le equazioni dei flussi al diffusore. E noi pronti, parleremo di tutto con particolare attenzione ai particolari importanti, alla bellezza di chi vince.

Noi (nel senso noi ferraristi) presumibilmente non ci saremo, anche se nel cuore nutriamo l’inossidabile speranza che l’acqua possa davvero diventare vino, che uno schifo di uccelletto spennacchiato possa diventare un cigno. No, il pulcino del cigno è bello, non raccontiamoci storielle. Un primo sguardo tenderebbe ad escludere che la SF21 sia un piccolo di cigno.

Ora sta per partire la nuova stagione. Si vede dal fermento, la gente si interessa, partecipa….cit. La stagione tutto sommato appena conclusa è stata degna accompagnatrice di un anno surreale. Entrambi disastrosi, indimenticabili, auspicabilmente irripetibili. Per i tifosi Ferrari si è trattato del proseguimento del precipitare cominciato da Brasile 2008, escludendo i rallentamenti dovuti ad una sporgenza nel 2018, dove peraltro il corpo ha solo rimbalzato facendosi anche male e proseguendo verso il basso fino a quello che tutti reputiamo il fondo. Ma si sa che non c’è limite al peggio, quindi NON illudiamoci con ottimismo ancora non abbastanza giustificato. Volgerei l’attenzione non tanto agli alti e bassi della squadra, quanto ai contraccolpi che riceve il tifoso medio e/o il pilota dalle vicende che interessano l’oggetto del suo tifo. Nel caso del pilota lo strumento con cui si esprime.

E’ senz’altro vero che con il diminuire della forza e della potenzialità di vittoria della Rossa molti suoi tifosi sono passati al rivalutare il titolo costruttori. Molti, non tutti! Ci sono tanti che pur sostenendo anche calorosamente un pilota fintanto che siede su una macchina del Cavallino non fanno passare un minuto prima di scaricarlo se questi dovesse infilarsi in altro abitacolo. E ci sono tuttavia tanti che riconoscono nella coppia dei piloti quello con più capacità e dunque propendono nei commenti a riservargli gli aggettivi più positivi, ma al termine della loro avventura in rosso potrebbero al massimo preferirli ad altri nemici, mettendoli comunque dopo la squadra e in una certa qual misura dopo i piloti della squadra. Tra questi il sottoscritto.

Il povero Vettel, al di là delle nostre posizioni e della stima che verso lui nutriamo, ha subito negli ultimi due anni in Ferrari uno stress notevole. Non che io lo giustifichi per Sochi o Brasile 2019, ma vedevo il malessere. Sembra che ora stia meglio e ne siamo contenti. Magari non stia troppo bene eh!? Benino…:-)))

Il fatto è che non è facile sostenere la “leggerezza” del fardello rosso. #essereferrari rende semmai più difficile giustificare le fisiologiche sconfitte, non aggiunge un plus al mito. Il mito basta a se stesso senza discutibili trovate da marketing. Ma poi cosa vuol dire? Sono quelli con la macchina rossa? Sono quelli col cappellino, la maglietta, la tuta rossa? Parlano in un altro modo? Il loro spettro del visibile ha lunghezze d’onda differenti? Il loro cuore ha un ritmo diverso? Batte in testa? Sono quelli che vedono perdere la loro beniamina ma con uno stile particolare?

Ad #essereferrari è la Ferrari, il resto è spettatore compiaciuto, soddisfatto, appagato. Se vogliamo dare una sorta di importanza al Mondo che gira attorno alla Ferrari possiamo dire che è il vento che soffia sulle vele, non è però la barca, non è neppure l’equipaggio di quella barca. Può esserne l’armatore tutt’al più, e come tale è contento se la barca va e chiede conto se la barca non va. Siamo altre cose, altre persone, certamente con quell’unica passione. Ma, come fossimo un popolo battezzato in una parrocchia a parte, è  spesso incomprensibile a quanti non “passionano” (passatemi il termine) quanto possa essere difficile perseverare nella speranza che arrivino trionfi a cancellare periodi amari. Di quei trionfi nutriamo la nostra esistenza povera di successi, in quei trionfi riversiamo un patriottismo che l’italiano non ha mai concesso al Paese. Si da alla bandiera, o nel nostro caso uno stemma con la bandiera. Sotto il cavallo…!

In tutto questo possiamo inserire il povero Vettel. Caricato di anni di “non trionfi” (manco fosse innaturale non vincere sempre), della responsabilità di essere il Salvatore (l’ennesimo), e di #essereferrari. Non tutti hanno la buccia di Alonso, molti hanno la polpa scoperta e vulnerabile. In più #essereferrari per un mercenario come sono tutti i piloti, dandogli una cittadinanza, una appartenenza che possiamo dare al massimo ai meccanici, (forse a Furia), è un peso enorme. E Vettel se l’era caricato. Più che imputargli il presente, se pensiamo che abbia delle responsabilità come pilota, non può essere. Eventualmente solo dal punto di vista della gestione del mezzo. Un mezzo inadeguato spesso, ma come spesso ricordiamo, anche meraviglioso come nel 2018…

Beh, non siamo qui per rivangare il passato, e Vettel è il passato, ma piuttosto, partendo dal presente, cercare di leggere il futuro. Al momento in cui scrivo ho seguito malamente le prove, e come da tradizione non ci ho capito granchè. Tanto per immaginare (e sottolineo immaginare) che i rapporti di forza in alto, al netto dei tempi, non siano cambiati se non nelle proporzioni. A meno che la Regina, intervenendo qua e là non abbia rotto l’equilibrio che l’aveva contraddistinta dal 2014. E nel contempo, i promotori di quell’orrida bevanda non abbiano evoluto tutte (ma proprio tutte) le aree di intervento. Perché no!? I primi sono umani, molto organizzati ma umani. I secondi hanno Newey.

Ora, mettiamoci comodi e godiamoci la nuova stagione senza sperare in null’altro che nello spettacolo. Ci sono ancora due settimane di chiacchere e poi via. Soprattutto ci sono una manciata di giovani promettenti come non si vedeva da decenni. Ragazzi che vanno oltre la loro macchina, spesso insufficiente, a volte indecorosa. Un probabile nuovo record di vittorie e mondiali all’orizzonte. Uno sfidante che sembra degnissimo. Uno d’esperienza che ritorna. Un marchio prestigioso anche se, per adesso, solo come copertina a coprire il rosa che copre il grigio. Una faentina interessante. Una nobile inglese rinata.

La rossa sarebbe la ciliegina sulla torta se riuscisse a risalire di almeno tre posizioni rispetto al 2020. Non ce lo auguriamo solo noi “tifosi”, come ha detto Elkann in un discorso tutto in inglese tranne quella parola e “grazie” a chiudere. Se lo augurano anche gli organizzatori e, diciamocelo, gli avversari.

Ecco, era tutto qua. Il grido stridulo di un appassionato a cui sta passando la afonia da depressione per dire: Forza Ferrari! Ma anche Forza Formula 1! Non deluderci e non abbandonarci in un anno che non sarà facile!

Un caloroso saluto a tutti! Sperando di rileggere gli assenti dell’ultimo periodo. Buona stagione!

Seldon

 

Foto in evidenza da tuttosport

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AMORE PER LA PISTA – SUGO – PUNTATA 2

A nord del Giappone, nella Prefettura di Miyagi, sorge un tempio del Motociclismo.  Costruito nel 1975 e di proprietà della Yamaha è una delle pietre miliari del Motociclismo Mondiale.

Un layout leggendario, fatto di salite e discese da fare venire la pelle d’oca soltanto guardando gli on-board. Il layout delle moto presenta una variante in piena 110R (settore azzurro foto) nel bel mezzo del curvone finale a destra che porta sul traguardo. Una salita ripidissima da fare col gas spalancato per poi staccare per la “1st corner”. Il primo settore è un saliscendi tortuoso che porta in cima alla Hi-Point corner (settore rosso), poi si imbocca la Rainbow e ci si butta in picchiata verso la staccata della Horseback Corner 👇

Sugo è quel tracciato talmente mitologico che se vi dicessi che “Doohan ci ha vinto in sella ad una Yamaha” non mi credereste. Ebbene sì. Michael Doohan ottenne la sua prima vittoria di rilievo, nel Mondiale SBK in Gara 2 del GP del Giappone nel lontano 1988, in sella ad una Yamaha FZR750 (foto in basso). Il resto è storia.

Doohan in sella alla Yamaha FZR750, Sugo 1988.

Il circuito Giapponese ha ospitato il Mondiale SBK dal 1988 al 2003, con gare dal finale mozzafiato che tenevano incollati alla TV gli appassionati. A distanza di 20 anni riguardare quelle gare è pura poesia. Da lacrime agli occhi fu Gara 2 del 1999 con Yanagawa, Ryō e Kitagawa darsi battaglia fino all’ultima curva. Godetevi lo spettacolo 👇

L’ultima gara Mondiale fu disputata nel 2003 e vide la doppietta della motocicletta col numero 💯 guidata da Neil Hogdson, quella 999 che monopolizzò il Mondiale.

Appuntamento con l’All Japan Road Race Championship, sperando (difficile) di rivedere il Mondiale un giorno o l’altro…

 

ancky

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AMORE PER LA PISTA – RIJEKA – PUNTATA 1

Dici Rijeka ed il cuore di migliaia di appassionati si riempie di gioia. Dici Rijeka e sicuramente troverai qualcuno che girerà il capo chiedendoti “Hai detto Rijeka!?”

Qualcuno può pensare sia una parolaccia slava, in realtà è come dire ad un Militare “Attenti”, ad un sacerdote una bestemmia, ad un vegano “Bistecca”. Rijeka evoca ricordi leggendari per chi ha vissuto gli anni dei GP, ricordi altrettanto belli per i più giovani che si recavano in circuito per le prove libere.

Si perché Rijeka è gettonatissima tra gli “amatori”, quelli che si infilano nei furgoni e si sparano 600 km per una pistata fra amici. Il viaggio in autostrada, la caciara aspettando l’alba e poi l’inizio del divertimento. Naturalmente il più lento a fine giornata pagherà da bere.

Dal 1978 al 1990 si è disputato il GP della Jugoslavia nel Motomondiale. Oggi Rijeka ospita le tappe del Campionato Nazionale e dell’Alpe Adria. Costruita nel 1978 per garantire gli standard di sicurezza FIM in sostituzione dell’ “Abbazia” ha da subito attirato l’attenzione degli appassionati.

Oggi è una sorta di “Santuario” degli amatori. Pista “Old Style” di 4168 metri e 15 curve, 8 a sinistra e 7 a destra. Due tornantoni molto larghi ed una serie di “S” in cui se sbagli l’ingresso della prima curva mandi a farfalle tutte le altre. Un rettilineo fantastico in cui i migliori staccano a 280 km/h 😳 spostandosi tutto a sinistra per infilarsi in curva 1 ed impostare la 2. Roba da brividi 👇

Nel 2021 si svolgerà anche una tappa del “National Trophy”, il mitico Campionato organizzato dal Moto Club Spoleto dal 2007, valido per il nuovo “International Trophy”

Nell’albo d’oro dell’Automotodrom Grobnik spiccano le doppiette di Spencer, Gardner e Lawson. Il Pilota più vincente è Jorge Martinez con 4 vittorie (3 in 80 ed 1 in 125) che nel 1988 vinse addirittura due gare di fila, prima nella classe 80 e poi nella 125.

Indimenticabile nel 1978 la doppia vittoria, prima in 250 e poi in 350 di Gregg “The Great”  Hansford, quel matto Australiano è stato uno dei Piloti più talentuosi e formidabili di sempre, che ha abbandonato troppo presto il Motomondiale (ne riparleremo…)

Appuntamento il 22 Agosto per il “nostro” National e se non l’avete già fatto…provatela di persona in sella alla vostra moto.

Saluti Francky

 

(Immagine in evidenza di promoracing)

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MAX BIAGGI IS BACK – RECORD DEL MONDO CON VOXAN

In sella Voxan Wattman elettrica, ha battuto (udite udite) 11 record mondiali all’aeroporto di Châteauroux, in Francia raggiungendo la velocità massima (nel record più atteso) di 408 km/h.

MAX BIAGGI È TORNATO. È UN RITORNO MONDIALE. 

Ve lo ricordate quel ragazzino (41 anni) che regalò l’ultimo Mondiale SBK all’Italia, vincendo su moto Italiana ⁉️ Proprio lui. Colui il quale in sella alla RSV4 di Noale, con il numero 2 sulla carena, si riprese l’iride Mondiale. È sempre lo stesso che, a quasi 44 anni, si prese la briga di salire sul podio a Sepang dopo anni di inattività.

Il Corsaro è tornato.

Max Biaggi questo fine settimana salirà a bordo delle motociclette elettriche Voxan ed insieme tenteranno di battere qualcosa come 12 record Mondiali, sulla pista dell’aeroporto di Châteauroux in Francia. La sfida vedrà il sei volte campione del mondo di motociclismo e l’azienda monegasca celebrare il 20 ° anniversario dell’avventura elettrica del Gruppo Venturi.

Biaggi e la Voxan coprirànno tre distanze, ¼ di miglio, 1 miglio ed 1 Km sia con partenza da fermo che con partenza lanciata. Il record Mondiale per il miglio è attualmente detenuto da Jim Hoogerhyde e dei suoi 327,608 km/h, ottenuti nel 2013 in sella ad una Lightning SB220. Max proverà a batterlo in sella alle moto da 367 CV di potenza.

Biaggi tenterà l’assalto al record con tre moto. Il semi-streamliner non aerodinamico (in foto a sinistra) la versione più leggera del semi-streamliner Wattman (al centro ed usato in caso di vento laterale); il semi-streamliner completamente aerodinamico (a destra). Su tutti campeggia il famoso “3”, storico numero utilizzato durante la carriera da Max.

Questo fine settimana, se la pista è asciutta e il vento laterale è debole, potremo battere diversi record. Max Biaggi

Non ci resta che aspettare questo fine settimana per conoscere l’esito di questa sfida, l’ennesima del Corsaro.

#StayTuned

 

Foto Voxan Motors.

 

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