ANA CARRASCO – LA SHIELDMAIDEN È TORNATA

Ana Carrasco post-intervento. Tratta dal profilo Twitter https://twitter.com/AnaCarrasco_22?s=09

Una “Shieldmaiden”, nella mitologia Norrena, è una donna che ha scelto di scendere sul campo di battaglia e lottare fianco a fianco con i guerrieri “Uomini”. Una virtù per pochi. Pochi infatti sono gli “Uomini” in grado di tenere testa ad una di loro…

Le storie antiche mi hanno sempre affascinato, specialmente se riportate al giorno d’oggi in piccoli avvenimenti quotidiani.

Ana Carrasco quel maledetto settembre dello scorso anno in seguito ad un terribile incidente, durante dei test all’Estoril, ha riportato una duplice frattura alle vertebre D4 e D6. Un infortunio che poteva tramortire un qualsiasi guerriero ma non una Shieldmaiden.

Recupero in palestra post infortunio. Immagine di Ana Carrasco

Si è rimessa subito a lavoro, ha promesso che sarebbe tornata e lo ha fatto. Son servite quattro gare per ritornare al Top ed oggi, nella gara 2 a Misano Adriatico ha messo in campo tutte le qualità, umane e motociclistiche, che le permisero di diventare la prima donna Campione del Mondo (2018).

È stato un recupero lungo, difficile e sofferto. Lavoro, sudore e sofferenza dal fisioterapista ed  in palestra.

Il tutto per essere pronta per il Mondiale 2021.

Ultimo giro del GP di Misano, gara 2.

All’ingresso della Quercia era in 7^ posizione, ha interpretato benissimo il Tramonto tanto da ritrovarsi nella traiettoria ideale per attaccare il Curvone, lì dove serve cuore. Lei ha tirato fuori anche delle palle allucinanti da fare vergognare chiunque la in mezzo e si è ritrovata in prima posizione. Both-Amos ha dovuto forzare per arrivare in testa al Carro ma è scivolato all’ultima curva, la Misano 2. Sentiva il fiato della shieldmaiden sul collo.

Ana Carrasco vince il GP d’Italia a Misano Adriatico

Qui l’ultimo giro👇 https://www.worldsbk.com/it/videos/2021/2021%20WorldSSP300%20Misano%20Last%20lap%20clip

Ana Carrasco torna alla vittoria regalandoci un emozione unica e ricordandoci una frase che troppo spesso diamo per scontato…

“Impossible is nothing”.

Grazie Shieldmaiden, la tua è una storia bellissima da raccontare alle nostre bambine❤️

✍️ Francky

 

 

(Immagine di copertina WorldSBK.com)

 

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TOURIST TROPHY: 2022 CAMBIA TUTTO

IL TOURIST TROPHY CAMBIA VOLTO. FINALMENTE IN TV LIVE STREAMING.

Con ieri sono due anni. Due anni che la gara Motociclistica più importante della galassia non si corre. Personalmente ne sento la mancanza.

La mancanza di rimanere incollato a Radio Manx TT a seguire i live della gara. Si perché il TT era bello anche per quello, niente copertura TV in diretta bensì collegamento radio. Un “Old school” da sballo.

Queste le date del prossimo TT  che si correrà a Giugno del 2022👇

Bene Signore e Signori, la novità più importante è di quelle che cambieranno il volto dei Motociclisti più forti del Mondo, la copertura televisiva in live streaming delle prove e delle gare del IOMTT.

È una delle più grandi rivoluzioni della corsa sull’Isola, certo per i più romantici suonerà strano ma il cambiamento è epocale. 

Non avremo più la gara delle moto elettriche (finalmente) ed avremo un nuovo regolamento per la Supertwins, con la cilindrata che sale fino a 700cc aprendo la strada all’Aprilia RS660 (Sulla quale vedremo il nostro Stefano Bonetti che lascia PaTon per la casa di Noale) ed alla nuova Yamaha R7.

Per i Riders che andranno in pellegrinaggio sull’Isola, è stato creato il TT Fan Park , un parco a tema per fare diventare i giorni di “riposo” un vero e proprio incontro ravvicinato con gli Eroi del TT.

Musica dal vivo, sessioni di autografi. Nel percorso del Parco sono incluse anche le famose premiazioni del TT. 

Sarà un’attesa lunga meno di 365 giorni, il countdown è appena iniziato.

VIVA IL MOTOCICLISMO. VIVA LE CORSE SU STRADA.

LUNGA VITA AL TOURIST TROPHY🇮🇲

 

 

✍️ Francky

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WORLD SBK 2021 – ROUND DI MISANO

Terzo appuntamento del mondiale SBK 2021 in quel di Misano per il il Round del Made in Italy.

Piacerebbe scrivere che si arriva con il mondiale piloti sul filo dei punti, con due e più piloti a giocarsela e bla bla bla ma la realtà è ben diversa.

Rea e Kawasaki hanno imposto fin da subito la propria tirannia, gentilmente aiutati dai black out dei suoi più diretti avversari, in particolare Ducati e Redding.

immagine da motociclismonline.it

La differenza tra i due è già di 38 punti dopo due round, un pò troppo per sperare di essere dei validi competitor, a maggior ragione del fatto che il cannibale inglese non sbaglia praticamente mai e anche quando provano (involontariamente) a mandarlo in terra riesce comunque a salvarsi.

Il problema è duplice: un binomio “verde” inossidabile e costante e una Ducati che poche volte riesce a trovare la formula magica per copiare le prestazioni della verdona giapponese.

E’ tutto il pacchetto che non regge il confronto. Quello di Kobe viene da anni di rodaggio e di costanti affinamenti e con una reale volontà di investire per vincere, mentre l’altro ha sì una moto formidabile ma mai completamente sgrezzata e affinata, su cui si sono avvicendati tanti piloti e senza una guida forte e decisa che voglia farla salire di livello.

Si spera solo che Redding abbia imparato ad accontentarsi quando in gara rischia troppo per tenere la coda di Rea. Un podio o un piazzamento non fanno morale ma sono sempre meglio di uno zero e ti fanno rimanere attaccato in classifica.

immagine da moto.it

Nel 2020 non si è corso a Misano ed è difficile capire cosa aspettarsi.

Per Ducati è un pò la gara di casa ma il risultato finale dipenderà molto da quale alchimia salterà fuori tra moto/pilota e pista già dalla prove libere del venerdì.

Possiamo tranquillamente assumere che Rea e Kawasaki saranno in cima alla lista dei tempi fin da subito mentre, oltre a Ducati, sarà interessante capire se la Yamaha vista ad Aragon possa replicare le sue prestazioni sul circuito romagnolo.

immagine da smanettoni.net

Razgatlioglu, ora il più diretto inseguitore di Rea, sembra essere tornato quello dei tempi migliori e anche Gerloff è sempre più veloce anche se tende a “stendersi” troppo e a portare qualche malcapitato con sè.

Possibile sorpresa la BMW del duo Sykes/Van der Mark, in ripresa ad Aragon e in costante crescita.

A Sykes la pista piace parecchio, potrebbe dare fastidio soprattutto in prova mentre per la gara le quotazioni scendono parecchio.

immagine da bmwmcverona.it

Crisi nera invece per Honda… Bautista ha chiaramente fatto capire che sono in difficoltà e non ci sono “miracoli” all’orizzonte. Un bello smacco per i giapponesi che vedono i loro diretti concorrenti connazionali suonargliele senza se e senza ma.

Come sempre l’augurio è quello di vedere più piloti lottare per superpole e gara, magari con vincitori diversi e tanti piloti diversi a podio. Ce lo auguriamo noi da casa e i 5000 fortunati ammessi a seguire il round dal vivo.

Quest’ultimo aspetto un altro piccolo passo verso una auspicata “normalità”. Aspetto che anche il cannibale lavorerà per ottenere: essere ancora davanti a tutti, ancora una volta.

*immagine in evidenza da meetingecongressi.com

Rocco Alessandro

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VALENTINO ROSSI: ESSERE APOLLO, DIVENTARE ICARO.

“Signori a me piace correre in Moto, non ne ho più per stare nella Top10. Non è colpa della gomma o della moto, il problema è il mio che non sono abbastanza veloce. La MotoGP non è più come 10 anni fa, quando le moto “buone” erano soltanto 5/6. Da qualche anno a questa parte tutte le moto vanno forte ed il Gap di è assottigliato talmente tanto che soltanto il Pilota fa la differenza. Io ho 42 anni e sto esprimendo il mio miglior Motociclismo ma purtroppo non serve per esser competitivo in questa MotoGP. Chi mi sta vicino, negli ultimi anni, mi ha spronato ad andare avanti ma ha sbagliato e non mi sono reso conto di quanto accadeva intorno a me.”

Nel mio immaginario, palesemente fuori dalla realtà, vedo Valentino in conferenza stampa in quel di Misano, annunciare finalmente ritiro dalle corse. Certo un po’ in ritardo ma… Non è mai troppo tardi.

Le immagini del GP di Catalunya, durante le FP3, con Valentino che riesce ad entrare in Q2 a discapito di Jack Miller, sono paradossali. Il suo box esulta per una Q2. Li ho capito più di ogni altro risultato cronometrico, che Valentino Rossi ha finito la benzina.

Stiamo parlando di uno dei Piloti che ha fatto la storia della nascente MotoGP, di un Pilota che a Phillip Island 2003 vinceva nonostante una penalità. Di un Pilota che a Welkom sale sulla M1 e vince all’esordio. Del Pilota che ha rimesso a posto un certo Casey Stoner dopo aver provato le gomme con le quali Casey aveva dominato il 2007 (Bridgestone). Del Pilota che, con costanza ed intelligenza, è riuscito a giocarsi un Mondiale MotoGP a 36 anni….

Questo non è Valentino Rossi, dal 2017 non è più lui. È un Pilota normale come tanti altri, con un netto calo di prestazioni dal 2018 in poi. Il canto del cigno ad Assen 2017, con le belle gare di Rio Hondo ed Austin 2018 ed il capolavoro di Sepang dando lezioni di guida sul bagnato (Nonostante la caduta) sotto il diluvio, sarebbero state un bel biglietto d’addio.

Il 2019, il 2020 e adesso sono impietosi. Un Pilota alla stregua di Xavier Simeon, un Pilota che ogni turno di libere deve farsi tirare per fare il tempo. Basta leggere le analisi delle FP (sul sito MotoGP sono gratis) per capire che non va più.

In particolar modo dallo stop post-covid 2020 è letteralmente crollato.  Non riesce neanche a rimanere nella Top10, ne in prova ne in gara. Gli unici Piloti che si tiene dietro sono il fratello (rookie), Savadori (rookie), Lecuona ed Alex Marquez…

In queste parole non c’è nessuna mancanza di rispetto verso il Campione che è stato, verso l’audacia nel provarci a tutti i costi ben sapendo di potersi tranquillamente pagare un posto nella Top class. 

Il tempo non è scaduto… Di più. E la barzelletta che “lui si diverte, quindi può correre fino a 50 anni” non regge. Se vuoi divertirti vai a correre il Motoestate, vai al festival di Goodwood o le cronoscalate… Non il Campionato del Mondo prototipi, che hai contribuito ha rendere più grande e più bello.

Qualcuno vocifera che Valentino possa ritirarsi già tra due gare, lasciando ad Assen prima della pausa estiva. Personalmente non cambierebbe molto, adesso o a fine anno oppure in sella ad una GP22 del Team ARAMCO VR46.

È già troppo tardi.

Potevi ritirarti da Apollo, hai scelto di farlo Icaro.

 

 

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F2 BAKU 2021 – RELOAD

Guanyu Zhou ha avuto un pessimo fine settimana ma nessuno dei suoi diretti avversari è riuscito ad approfittarne. La classifica si è molto accorciata tuttavia il cinese resta leader in campionato. Ma proseguiamo con ordine.

[COURTESY OF MOTORSPORT.COM]

Ritorna Matteo Nannini, stavolta con la Campos, per sostituire un Gianluca Petecof in crisi di sponsor e di risultati.

Le prove libere sono movimentate da diversi incidenti e da un tracciato in rapida evoluzione. Juri Vips conclude la sessione davanti a tutti con addirittura 7 decimi (!) su un sorprendente Boschung, che anche qui si conferma al top con la Campos (una delle scuderie più scarse del campionato). Le UniVirtuosi paiono in difficoltà, con Zhou 12 e Drugovich 15.

[COURTESY OF REDBULL.COM]

Le qualifiche confermano i risultati delle libere: le due Hitech davanti a tutti, con Liam Lawson che guadagna la pole dopo aver comandato per tutta la sessione, e Juri Vips secondo a un decimo abbondante. I top driver (ormai la definizione è quantomeno dubbia) sono compresi in un decimo… tra l’ottava e la dodicesima posizione a circa un secondo dalla pole: 8 Guanyu Zhou (guadagnata all’ultimo secondo), 10 Robert Shwartzman (Prema), 11 Felipe Drugovich (Uni), 12 Lundgaard (ART). Meglio di loro fanno i propri compagni di squadra, con Oscar Piastri (Prema) terzo e Theo Pourchaire (ART) quarto. Quinto e sesto sono Dan Ticktum (Carlin) e Marcus Armstrong (DAMS), che sembra sul pezzo. Continua a sorprendere Boschung, stavolta settimo.

Il rookie austriaco della Hitech sta dimostrando di avere la velocità per lottare per il campionato.

Robert Shwartzman (RUS) PREMA Racing.
05.06.2021. FIA Formula 2 Championship, Rd 3, Sprint Race 1, Baku, Azerbaijan, Saturday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

Gara-1 è come al solito la più tranquilla del weekend, anche se è stata più movimentata delle altre viste finora. Per effetto della reverse grid parte in pole Shwartzman, secondo Jehan Daruvala (Carlin) e terzo Zhou. La partenza è lineare nelle prime posizioni, con Daruvala che perde la posizione a beneficio del cinese della UniVirtuosi, ma in curva 2 Drugovich manca di pochi metri il punto di frenata, abbastanza da innescare un tamponamento che mette fuori gioco i due contendenti al titolo Lawson e Piastri (più Alessio Deledda). Il brasiliano sarà punito con 10s di penalità.

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

Dalla ripartenza alla bandiera a scacchi la gara vive l’assolo di Shwartzman, che prima scava un solco di quattro secondi e poi amministra fino al traguardo. Dopo tante prove opache o sfortunate, una prestazione del genere era necessaria, tanto per la lotta al titolo che per il proprio morale.

Più indietro si fanno largo Ticktum e Pourchaire, il primo a inizio gara e l’altro nella seconda metà. Sono gli unici a mostrare un passo simile a quello di Shwartzman, e alla fine concludono secondo e quinto. Sull’ultimo gradino del podio ci sale Zhou, che riesce a guadagnare su quasi tutti i diretti avversari. Quarto è Daruvala, un po’ deluso dopo la partenza dalla prima fila. Sesto è Boschung, che ormai non fa più notizia. Chiudono la zona punti Armstrong (che perde diverse posizioni) e Vips (che resta più o meno intorno alla posizione di partenza). Lundgaard e Drugovich restano a secco per l’ennesima volta in questo inizio di campionato.

Gara-2 si conferma di nuovo come la gara più caotica del weekend. Per effetto della griglia invertita, le prime file vedono un po’ di outsider: in pole c’è Bent Viscaal (MP) seguito da David Beckmann (Charouz), a seguire Vips e Armstrong. Piastri e Lawson partono in penultima fila.

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

La prima metà di gara è confusionaria, come da tradizione a Baku: al via Zhou, tradito dalle gomme fredde, sbaglia in modo assoluto la frenata di curva1 e tampona Dan Ticktum. L’inglese ritorna in pista in ultima posizione, mentre il cinese deve abbandonare la corsa. Anche Pourchaire e Boschung si toccano, con il francese che ci rimette l’ala e si aggrega a Piastri e Lawson nel gruppo dei “rookie in rimonta”. Entra la SC ma alla ripartenza degli incidenti la costringono a rientrare dopo neanche un giro. Il copione si ripete una terza volta; nella mattanza restano coinvolti anche Lundgaard (come al solito sfortunato), Drugovich (come al solito casinista) e Armstrong (come al solito non concretizza).

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

Alla ripartenza (giro 9) troviamo quindi Vips davanti Beckmann e Viscaal, dopo averli infilati nei pochi chilometri di bandiera verde disponibile. Shwartzmann è riuscito a passare dalla decima alla quinta posizione, mentre Lawson e Ticktum sono incredibilemente alle sue spalle. Il resto della corsa è tranquillo: Vips scappa, Shwartzman non riesce a recuperare sui piloti che lo precedono. La presenza di lunghi trenini che beneficiano di DRS e scia a quanto pare inibisce i sorpassi. La gara è più movimentata nelle retrovie, con Ticktum, Lawson, Piastri e Pourchaire che portano a compimento le proprie rimonte.

[COURTESY OF FIAFORMULA2.COM]

La centesima gara della F2 è vinta pertanto da Juri Vips, che si prende la rivincita nei confronti di una carriera finora avara di risultati. Alle sue spalle hanno di che festeggiare anche Beckmann (primo podio) e Daruvala, che non lo si vede e non lo si sente ma alla fine ha segnato punti in quasi ogni gara. Hanno motivi di soddisfazione anche Shwartzman, Ticktum, Lawson e Piastri (che fa segnare il giro più veloce), che guadagnano su Zhou. Il cinese resta comunque in testa alla classifica, con 78 punti contro i 55 di Piastri e Pourchaire.

La Feature Race, come da tradizione quest’anno, è invece la gara più tesa. Finalmente i piloti partono secondo l’ordine della qualifica.

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

Aitken e Nannini restano fermi sulla griglia di partenza e provocano l’annullamento della partenza e un secondo giro di formazione. La vera  partenza è molto movimentata: Lawson parte male e si fa infilare da Vips e Piastri e si trova costretto a difendersi da Pourchaire, che stringe pericolosamente contro il muro nell’accelerazione dopo curva 1.  Ciò causa un piccolo ingorgo alle sue spalle: Ticktum, Armstrong e Pourchaire arrivano appaiati in curva 4 e, come tutte le azioni in cui prende parte l’inglese della Carlin, si risolve in un incidente. Armstrong e Pourchaire (che peraltro si fa male a una mano) si ritirano, mentre Ticktum continua, al prezzo di un pit stop in più (che non vale come pit stop obbligatorio in quanto effettuato prima del sesto giro) e di una penalità di 10s da scontare.

Alla ripartenza dalla SC Lawson infila Piastri e si accoda a Vips, ma arriva anche per lui una penalizzazione di 10s per la manovra su Pourchaire (lì per lì era sembrata una pena eccessiva, ma in effetti stava per far schiantare Pourchaire contro il muro, quindi ci sta). Shwartzman finora non era riuscito a beneficiare del casino per guadagnare posizioni, compie una serie di sorpassi (sorpassando tra gli altri le due UniVirtuosi) e, dopo aver allungato il primo stint e piegato Boschung, si ritrova a pochi secondi da Piastri, secondo alle spalle di Vips.

Lawson sconta i dieci secondi al pit e riparte fuori dalla top 10, mentre Aitken e Ticktum, che montano gomme dure, si ritrovano a condurre la gara. Piastri guadagna la posizione su Vips grazie all’overcut, ma la perde dopo pochi chilometri per le gomme non ancora in temperatura.

Dopo questa lotta, i valori in campo si assestano. Una penalità di 5s comminata a Piastri sembra cambiare le carte in tavola, ma Shwartzman non sembra capace di colmare il gap dal compagno di squadra. L’unico sussulto proviene da Deledda, che da doppiato per un giro intero chiude la porta a Vips.

A una decina di giri dalla fine Ticktum e Aitken tornano ai box e negli ultimi giri si riportano in zona punti a forza di sorpassi. Nel frattempo Drugovich sorpassa Boschung ai piedi del podio, mentre negli ultimi giri Piastri si piazza in scia a Vips; conscio della penalità di 5s che pende su di lui, l’australiano evita azioni improvvide.

Finora non ho citato Zhou, e per una buona ragione: dopo aver stazionato nella parte alta della top10 nei primi giri, dopo la sosta il suo passo evapora e riesce a concludere davanti solo alle frattaglie dello schieramento.

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

Vips diventa pertanto il primo pilota della storia della F2 (escludendo la Gp2) a vincere nello stesso weekend sia la Feature Race che la Sprint Race (per quanto l’operazione sia resa più semplice dal cambio di format). Secondo è Piastri, che sul traguardo ha più di 10s di vantaggio su Shwartzman (!!), quindi la penalità non influisce sul risultato finale. Drugovich copia la gara di Shwartzman e conclude quarto, davanti a Boschung, che è stato uno dei piloti più competitivi negli ultimi due appuntamenti. Alle sue spalle conclude Lawson, che riesce a concludere la gara in una buona posizione dopo la penalità. Stesso discorso per Ticktum, ottavo dietro al teammate Daruvala. Conclude la zona punti un malinconico Lundgaard, che contiene Lirim Zendeli (MP) negli ultimi giri.

[COURTESY OF FIAFORMULA2.COM]

In classifica Zhou (78) conduce davanti a Piastri (73) e Shwartzman (66), che hanno chiuso in fretta il gap. A sorpresa, il quarto è Juri Vips con 63 punti, a dimostrazione di quanto azzeccare un weekend permetta di passare da comprimario a rivale per il titolo. Quinto è Ticktum con 60 punti; l’inglese in questo scorcio di stagione è stato il più veloce in assoluto, però in nove gare ha accumulato abbastanza incidenti da riempire una crash compilation di un paio di minuti. Rispetto agli anni dell’accademia Red Bull ha smesso di buttare volontariamente fuori pista i suoi colleghi, ma è ancora troppo irruento e soprattutto incapace di autocritica (basta ascoltare i suoi team radio dopo ogni contrasto: sempre colpa degli altri).

Sesto è Pourchaire con 55 punti, che per colpe non sue nell’ultimo round è rimasto quasi a secco. Nell’ultimo incidente pare essersi fratturato una mano, spero che si rimetta in tempo per Silverstone, visto che perdere un intero round sarebbe proibitivo per un pilota che aspira al titolo (e il giovanissimo francese ne ha tutte le possibilità). Daruvala è settimo con 53 punti, ma è frutto più della capacità di tenersi alla larga dai guai che non di una reale velocità. Non credo che Marko & co possano ritenersi molto soddisfatti delle prestazioni dell’indiano.

Menzioni finali per Lawson (50), che tra Montecarlo e Baku ha accumulato un certo credito con la fortuna (anche solo senza la squalifica in gara-2 a Monaco sarebbe insieme a Piastri e Shwartzman), Drugovich (41), casinista quanto Ticktum ma meno veloce; nelle poche gare percorse senza incidenti ha comunque mostrato una velocità che lo colloca nel gruppo di testa. Deve solo migliorare la costanza e evitare di compiere errori stupidi (anche lui potrebbe riempire una crash compilation niente male).

Titoli di coda per Christian Lundgaard: entrato da favorito, e considerato ancora tale dopo il Bahrain, sta subendo in pieno la “maledizione del secondo sedile ART”. Oltre a essere diventato di colpo lentissimo, in ogni gara gli succede sempre qualcosa. La lotta per il titolo per lui finisce qui, e temo che la carriera in F2 rischia di non durare molto di più se non riesce a dare un colpo di coda. Considerazioni simili per Marcus Armstrong, con la differenza che lui è già alla seconda possibilità.

[Immagine di copertina tratta da FiaFormula2.com]

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

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