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PECCO BAGNAIA ATTO II-LA VERITA’ DEI NUMERI

Francesco (Pecco) Bagnaia è riuscito nell’impresa di ripetersi due volte di fila nell’era Motogp.

Il chivassese è stato fantastico nella sua “imperfezione”. Si, perché anche quest’anno si è dovuto soffrire e forse il ragazzo ce lo poteva evitare. Qualche caduta gratuita di troppo, un grosso spavento a Barcellona e la variabile delle sprint race hanno tenuto in vita il campionato ed uno splendido rivale come Jorge Martin sino all’ultima gara.

In fondo è questo ciò che la Dorna voleva realizzare. Il dominio di re Marquez aveva “provato” gli spettatori e l’organizzatore ha trovato un modo per tenere alta la tensione sino all’ultimo aumentando i punti in palio tutte le settimane di gara.

Ma, nonostante il cambio di format, il nostro campione ha bissato l’impresa tenendo attaccato al suo cupolino il numero 1 del campione del mondo.

Un campione con i fiocchi se diamo uno sguardo alla storia.

Ripetersi non è mai facile, farlo sulla stessa moto (italiana) è impresa che porta indietro di 50 anni ai tempi di Agostini e della MV.  Ripetersi in era MotoGp è stata impresa solo di Valentino Rossi e Marc Marquez, ed il nostro è riuscito laddove non sono riusciti fuoriclasse come Casey Stoner e Jorge Lorenzo.

Rimarcare questi aspetti è doveroso, soprattutto alla luce di qualche critica ricevuta da parte dei suoi stessi connazionali.

Chi scrive trova quanto meno bizzarro che, per una volta in cui i colori nazionali completano un binomio vincente, ci sia da ridire.

A leggere i social ci si perde la pazienza, perché la memoria è corta, cortissima. L’ottimo Jorge Martin ha avuto un finale di stagione arrembante e nelle parole dei tifosi è diventato il più veloce in assoluto mentre Pecco sarebbe improvvisamente diventato lento e immeritevole del titolo.

Se però si vanno ad analizzare i numeri (quelli che non mentono mai) si scoprono aspetti molto interessanti.

Dato per scontato che con l’introduzione della sprint race la Dorna pare abbia creato dal nulla la “velocità assoluta” e che se un pilota vince le gare normali (quelle dove si fanno più punti ndr) non è più il migliore, quando si va nel profondo si scoprono interessanti verità.

Il crocevia della stagione è indubbiamente stato l’episodio di Barcellona dove per qualche attimo abbiamo temuto il peggio per il nostro campione. Cadere in curva due con tutto il plotone che ti passa intorno (e sopra) avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori e solo la fortuna ci consente oggi di parlarne con serenità.

Ebbene, leggendo le classifiche sino a quell’incidente, si finisce per scoprire che il fatto che Pecco non sia un pilota da sprint race è errato. Preso come benchmark il suo rivale del campionato la classifica delle sole SR a quel punto era la seguente:20 punti di vantaggio per l’italiano e 4 vittorie di tappa a 2.

Senza le SR il vantaggio sarebbe comunque stato cospicuo con 5 vittorie di tappa contro la singola di Jorge Martin

Il conteggio totale dell’anno diviso tra le due tipologie di gare è il seguente

 

Ciò che balza all’occhio è che nonostante l’incidente di Barcellona dopo lo stesso Bagnaia abbia comunque raccolto più punti e podi totali di Martin nelle gare lunghe dove quelli assegnabili sono maggiori.

Quanto sopra non toglie i dubbi a coloro che hanno espresso critiche nei confronti del piemontese. Ad un certo punto della stagione i detrattori hanno cominciato a dire che Martin fosse il più veloce in assoluto ed in quanto tale meritevole del titolo più di Bagnaia. Quindi sono andato a scovare tutti i tempi di qualifica in stagione ed è emerso quanto segue.

 

Anche in questa analisi è evidente che l’incidente di Barcellona abbia avuto un peso importante. Ma dalla Malesia in avanti l’italiano ha ripreso a partire regolarmente davanti allo spagnolo come è quasi sempre accaduto prima del round catalano.

Non pago, ho voluto approfondire gli 1vs1 e ne è uscito quanto segue tolti gli zeri di entrambi che leggerete subito dopo.

Dal dato di cui sopra appare evidente che dopo Barcellona Pecco abbia badato al sodo piuttosto che alla velocità pura.

Per scendere ancor di più nel dettaglio vediamo anche cosa è accaduto nelle occasioni in cui i nostri sono caduti.

E da questo dato si ricava che su 8 zeri per cadute di entrambi una sola volta è successo che Martin fosse davanti in gara, a dimostrazione che Pecco non “pecca” in termini di velocità.

Piuttosto bisognerebbe tirargli le orecchie per le occasioni lasciate per strada di chiudere la partita anzitempo.

Sono stato tentato di andare ad approfondire anche i risultati dei singoli GPV in gara ed in Sprint Race, ma lo risparmio ai  quattro gatti che mi leggeranno. Vale sempre la regola che il Campione è colui che ha fatto più punti di tutti in stagione.  Per il secondo anno consecutivo è stato proprio il nostro Francesco da Chivasso.

In buona sostanza queste analisi servono solo a smontare le impressioni di pancia di chi guarda le gare in tv senza obiettività. E non tolgono un grammo alle capacità ed alla classe di un degno rivale quale è stato (e sarà l’anno prossimo) Jorge Martin: Lo spagnolo ha portato a termine una stagione lodevole e la sconfitta all’ultima gara gli sarà utile nel cercare di amministrarsi la prossima volta. E’ stato semplicemente sublime in tante occasioni soprattutto quando il campione in carica ha avuto la flessione a metà stagione.

Il prossimo anno avrà le stesse armi dell’italiano e lo stesso sostegno ricevuto da Ducati che spesso è criticata anch’essa in maniera ingiustificata.

A Borgo Panigale hanno deciso di fornire lo stesso supporto a 4 moto e di realizzarne altre 4 sufficientemente competitive da vincere con le stesse altre 3 gare lunghe ed altre 3 sprint race con in sella Bezzecchi ed Alex Marquez. Supporto che non mancò nemmeno nel 2022 quando le gare vinte da Bastianini sulla moto affidata al team Gresini furono addirittura 4.

Ed a proposito del fatto che Bagnaia vinca perché pilota la miglior moto del lotto ci sarebbe da scriverci un libro. Perché nel caso di Bagnaia sarebbe un torto?

Giacomo Agostini ha fatto un filotto di mondiali guidando una MV che era già vincente da tempo con altri piloti. Lo stesso Rossi ha vinto il suo primo mondiale su una NSR reduce da 6 titoli vinti con Doohan e Criville. Valentino ha avuto la miglior moto in pista (e per distacco) nel 2002/2003 nonché per i suoi due ultimi mondiali e che poi è stata iridata con in groppa Jorge Lorenzo. Marquez aveva un vantaggio tecnico nei primi mondiali vinti.

Se Pecco ha avuto modo di guadagnarsi e meritarsi una signora moto ciò non può e non deve essere motivo per sminuire i suoi meriti.

La verità sta, secondo me, da un’altra parte. La verità è che il torinese non è un “personaggio” ma soprattutto non fa nulla per cercare di esserlo. In quest’epoca è ormai diventato molto più importante che il risultato in pista, è evidente. Pecco non cerca le telecamere a tutti i costi, non fa dichiarazioni per attirarsi simpatie, non si sforza di voler apparire diverso da ciò che in realtà è, ovvero un bravo ragazzo che si vuole divertire e vuole vincere.

Degli altri gli interessa il giusto e guarda se stesso. La dimostrazione è che non si è mai messo in pista alla ricerca di una scia o alla ricerca di disturbare un avversario. Ha invece concesso la sua a Rossi nel 2021, a Marquez nel 2022 e per una parte di quest’anno senza per questo esprimere lamentele esagerate. Lo stesso Martin a Valencia ha “giocato” con lui eppure non se ne è lamentato. Anzi, nel momento clou delle ultime Q ha preso tutti in contropiede ed è uscito da solo, sicuro dei suoi mezzi e libero dall’essere disturbato/aiutato dagli altri come spesso ha fatto in questi anni. Tanto di cappello.

L’anno è finito ed il prossimo tutti ripartiranno da zero punti. Non sappiamo oggi se vincerà o meno, ma resta un campione ingiustamente meno celebrato di quanto merita.

Gli scenari 2024 sono ancora diversi grazie all’ingaggio di Marquez sulla Ducati di Gresini.

Pecco si troverà nella condizione di avere (ancora una volta) tutto da perdere. Se sarà campione per la terza volta consecutiva (e qui il campo di chi ce l’ha fatta si restringe ancora) sarà perché avrà avuto una moto migliore rispetto a re Marquez. Se non riuscirà a ripetersi sarà pure peggio perché troveremo chi ridimensionerà i successi di questi due anni.

Sono cose scritte oggi a dicembre 2023. Vogliamo scommettere che si sentiranno a fine 2024? No, non ne vale la pena.

“Chi vince festeggia chi perde spiega” è una massima che trovo azzeccata. Oggi ho voluto “spiegare” io la sua vittoria… che lui si possa godere la festa ed il tempo da qui all’inizio del mondiale 2024.

 

Buone feste a tutti e ci si rivede l’anno prossimo.

Salvatore Valerioti

 

PS. Pecco, se mi leggi lascia la colazione pagata da “Piccoli”, grazie.

 

Immagine in evidenza tratta da fanpage

BAGNAIA III – LA CONSACRAZIONE. VALENCIA MOTOGP 2023

A Valencia Pecco Bagnaia si conferma Campione del Mondo bissando il titolo dell’anno precedente, vincendo la gara davanti a Zarco e Binder. Disastro in gara di Martin, dopo la splendida vittoria della Sprint.

Se vincere è sempre difficile, confermarsi è ancora più difficile. Francesco Bagnaia c’è riuscito bissando il Titolo 2022 e sedendosi in un stratta cerchia di Piloti che nell’era MotoGP vede soltanto Marc Marquez e Valentino Rossi come unici nel bissare il Titolo dell’anno precedente (loro due per ben due volte).

E se il Titolo 2022 era arrivato contro “nessuno” perché la Yamaha di Quartararo era tutto fuorché una moto quest’anno ha battuto un avversario fortissimo, più veloce nella seconda metà di campionato, che guidava la sua stessa identica moto con le stesse gomme soprattutto. Vero è che si trovava in una condizione di sicurezza non indifferente ma dopo la sprint di ieri, in cui Martin aveva vinto la gara riducendo il gap a soli 14 punti serviva del sangue freddo.

Faccio storcere il naso a molti quando dico Jorge Martin è stato il più veloce nella seconda parte di Mondiale, ma per tutto il Mondiale non è stato il più sereno mentalmente. Ha commesso degli errori di eccessiva sicurezza in India ed in Australia e negli ultimi due GP era molto più nervoso in ogni sessione rispetto a Bagnaia. C’è da dire che nelle gare di domenica Bagnaia è sempre stato forte e soprattutto all’altezza di Martin, mentre il sabato pagava sempre qualcosa rispetto al Pilota del Team Pramac.

In gara domenica ha dimostrato di essere IL Campione  Mondo in carica, nonostante avesse davanti un Pilota che durante il weekend ha “tentato” di innervosire Bagnaia, riuscendoci malamente. Nelle prime fasi della gara i contendenti al titolo si sono portati davanti, poi Martin è stato “risucchiato” dalla scia probabilmente perché ha frenato un pelino in avanti. È dovuto ripartire  davanti ad Espargaro e tentare la risalita. Il passo lo aveva ma è successo qualcosa durante il sorpasso con Vinales. Non ha gradito la “risposta” con il controsorpasso di Maverick ed ha scosso il capo. Da lì in poi non c’ha capito nulla. Sbaglia la staccata con Marquez e lo prende in pieno. Gara finita e mondiale a Bagnaia.

CHE MONDIALE ABBIAMO VISTO!?

Abbiamo visto un gran Mondiale, non ce ne vogliano gli amanti della F1 o della SBK ma quest’anno in MotoGP, nonostante il monomarca, abbiamo assistito ad un gran Mondiale come nel 2009 o nel 2010 con le due Yamaha Ufficiali che lottavano tra loro. I Mondiali sono noiosi quando non ci sono rivali o quando le moto sono davvero “sbilanciate” tra loro, penso ai primi anni 2000, al 2014 o allo scorso anno. La mancanza di rivali uccide il Motorsport e lo rende “soporifero”.

Ducati ha garantito ad Jorge Martin il materiale Ufficiale, come da contratto e soprattutto tutto il supporto necessario per vincere il Mondiale. Ha vinto il Mondiale Costruttori, ha vinto il Mondiale team con clienti Pramac, ha piazzato sul podio 2 GP23 ed una GP22.

COSA CI ASPETTA!?

Tanta roba. Sulla moto che domina salirà il Pilota più dominante dell’era MotoGP, Marc Marquez su una Ducati “vecchia e privata”. Già sono iniziate delle piccole scaramucce, non oso immaginare il prossimo anno. Avremo Pedro  Acosta in KTM, Alex Rins sulla Yamaha Factory, Franco Morbidelli sulla GP24 di Pramac e Luca Marini sulla Honda HRC. Domani ci saranno i test a Valencia della MotoGP in cui vedremo all’opera tutti i Piloti sulle loro nuove moto, sarà molto interessante.

Mancano 102 giorni al Qatar, il Motomondiale 2024 è appena iniziato…

 

Francky

 

MART1NATOR DOMINATORE DEL THAI. – MOTOGP GRAN PREMIO DI THAILANDIA

Jorge Martin domina in Thailandia, vincendo la Sprint e la Gara. Si riporta a -13 da Bagnaia, mondiale sempre più in bilico.

Le urla dei GP scorsi nel Box Ducati Lenovo Team, dopo l’errore di Martin in Indonesia che ha spalancato le porte della vittoria a Bagnaia e quelle dell’Australia dove la soft del Maiorchino non ha retto dopo una gara dominata, sono la perfetta rappresentazione di ciò che sta accadendo. Il Mondiale sta lentamente cambiando padrone, lo sanno nel Team, lo sa Bagnaia, lo sa Martin e soprattutto quella vecchia volpe di Borsoi.

Jorge Martin è un pericolo costante, frena meglio ed anche osservando i dati nel box di Bagnaia sono in netta difficoltà ad arginare lo strapotere del Maiorchino. Non l’hanno mai fatto se non per un chiaro e palese errore diretto di Martin.

Nel weekend appena concluso Jorge Martin ha letteralmente dominato, facendo segnare la pole position con un tempo stratosferico mentre Bagnaia chiude soltanto in seconda fila. Una brutta partenza in gara Sprint gli costa molti punti anche perché non riesce a riportarsi sugli inseguitori, il passo lo aveva ma la lotta tra Zarco ed Alex Marquez gli ha fatto perdere moltissimo tempo.

La gara della domenica è stata tra le più belle che io ricordi negli ultimi anni, riportandoci indietro di qualche anno. Abbiamo rivisto finalmente uno scontro al vertice, come accadeva nei tempi d’oro. La partenza di Martin è stata fenomenale, ha amministrato questa maledetta Michelin, ed ha tenuto il gruppo compatto.

Tatticamente era la cosa migliore da fare, tecnicamente era molto difficile per uno come Martin. Il maiorchino ama andare in testa e fare ritmo, è velocissimo ma con questi pneumatici non puoi farlo perché o finiscono o ti stendi (quanto manchi Bridgestone!!!). Brad Binder sta zitto e buono per 18 giri per poi sferrare l’attacco dopo una lunga serie di tentativi andati a vuoto. Nasce una bagarre tra i due bellissima che si protrae fino all’ultima curva come ai bei tempi tra Marquez e Dovizioso.

Bagnaia nonostante la bella rimonta non è mai veramente della partita, si stava staccando quando mancavano 5 giri ma l’inizio della bagarre tra Binder e Martin gli ha permesso di rimanere attaccato senza mai però riuscire a potare un attacco decisivo. Riesce a prendersi il 2° posto grazie alla penalità data a Binder per aver pizzicato il “verde” nell’ultimo giro.

I due Piloti sono divisi da soli 13 punti quando mancano 3 GP alla fine. La Malesia dove entrambi sono fortissimi e dove potrebbe piovere, il Qatar con il circuito di Losail che è appannaggio Ducati e dove lo scorso anno Bagnaia scivolò mentre tentava il sorpasso proprio su Martin ed infine Valencia.

Tecnicamente anche Bezzecchi è in lizza per il Mondiale, probabilmente fino al prossimo GP quando verrà matematicamente escluso.

 

IL RESTO DEL MONDO!?

Mentre Brad Binder lotta per le vittoria, le altre KTM arrivano agli ultimi tre posti della classifica. Siamo sicuri di dargli la KTM di GasGas a quello che si preannuncia come un kraken!? Altro spunto interessante, Fabio Quartararo ha appena superato in classifica generale il pilota Factory KTM Jack Miller.

La Honda è tenuta a galla dal solito Marquez, che in gara sprint regala spettacolo con Aleix Espargaro rifilando 7 secondi in 13 giri a Joan Mir. In gara chiude in top10 regalando battaglie con Bagnaia ed Espargaro e perdendo nel finale la posizione da un ottimo Quartararo che salva la baracca Yamaha.

Aprilia in crisi nera anche qui, dopo la penalità di 3″ ad Aleix ed il ritro anzitempo per problema tecnico di Vinales. È sparita quella che ad inizio stagione sembrava una moto in grado di lottare davvero per il Mondiale.

MERCATO.

Manca ancora il nome del Pilota HRC. La casa motociclistica più vincente al Mondo non ha ancora un Pilota per il 2024,  il mondo si è ribaltato. Fabio Diggiannantonio è l’unico attualmente libero sul mercato. Honda potrebbe pensare a qualcuno di Aprilia anche se personalmente avrei promosso qualcuno dalla Moto2. Chi!? Fermin Aldeguer.

 

Francky

 

 

 

MOTOGP2023-GP DI INDONESIA. E’ UN MONDIALE BELLISSIMO

Il mondiale diventa caldissimo e non solo in senso figurato. I ragazzi della Motogp arrivano nel caldo terribile dell’Indonesia per giocarsi la gara numero 15 di 20 e la prima di un filotto di 3 a cui seguiranno Australia e Thailandia tutte d’un fiato..(come a settembre, Mah).

L’inerzia del campionato è dalla parte di Jorge Martin a partire dalla caduta a Barcellona del WC in carica  Bagnaia. Per loro sarà importante giocarsela e provare a far proprio questo mondiale perché nel 2024 si ritroveranno in casa Ducati un cliente terribile di nome Marc Marquez. Lo spagnolo sarà sulla sella della moto di Gresini e tornerà protagonista: intanto gli è già tornato il sorriso

 

QUALIFICHE

Non doveva nemmeno esserci vista la clavicola rotta poche settimane fa ed invece Luca Marini stampa la pole position davanti alle due Aprilia ufficiali di Vinales ed Espargaro, ad un ottimo Quartararo, al solito Binder e, finalmente al primo dei due pretendenti al mondiale 2023 Jorge Martin solo sesto.

Bagnaia non ci ha capito molto finendo addirittura in P13 preceduto anche da un altro potenziale assente Marco Bezzecchi fresco di operazione alla clavicola, da un redivivo Di Giannantonio ed anche dal proprio compagno di squadra Enea Bastianini.

Le gare si mettono in salita ripida per il leader del mondiale e del team Ducati.

 

SPRINT RACE

E niente, la velocità che in questo periodo storico è in mano a Jorge Martin è micidiale. Già “re delle sprint” vince l’ennesima dell’anno e si issa in testa alla classifica del campionato sopravanzando un opaco Bagnaia che dalla P13 riesce solo ad arrivare alla P8.

Eroici i due Mooney VR46 che non avrebbero dovuto esserci e che allietano il proprio box completando il podio della Sprint.

Giusto per “evidenziare” i favoritismi Ducati tra Martin e Bagnaia si classificano Marini, Bezzecchi, Di Giannantonio(P6) Bastianini (P7).

 

GARA

Chi scrive pensa che la gara di oggi sia stata di gran lunga la più bella dell’anno a prescindere dai risultati.

Abbiamo visto tutto ciò che c’era da vedere ed anche quello che ci potevamo immaginare:

  1. Uno strepitoso Jorge Martin partire come una palla di cannone dalla P6 ed agguantare il comando alla prima curva per poi mantenerlo di forza sino a quando non è scivolato.

2. Un fantastico Pecco Bagnaia partire bene e rischiare tutto il rischiabile nei primi 3 giri per risalire sino alla terza posizione. Raggiunta la stessa ha mantenuto la calma ma non ha perso la voglia di andare ad agguantare chi aveva davanti braccando Vinales. Invece di accontentarsi dopo la caduta di Martin è andato a prendere lo spagnolo per poi “controllarlo” sino alla fine.

3. Un ottimo Vinales al quale manca sempre un soldo per fare una lira per vincere ma oggi è stato bravo. Ed è stato bravo perché è riuscito a resistere a Quartararo.

4. Uno spettacolare Quartararo che per arrivare a podio tenendosi dietro varie Ducati, Aprilia, KTM ci ha messo davvero tanto mestiere e tanta velocità.

5. Un eroico Bezzecchi operato 6 giorni fa alla clavicola combattere come un leone.

6. Un commovente Di Giannantonio ai piedi del podio e attualmente a piedi per il 2024.

7. Un redivivo Bastianini (rientrante dopo altre 3 gare di stop) autore di una seconda parte di gara convincente coronata dal giro più veloce in gara che può solo far bene al suo morale ed al campionato.

8. Il solito Marquez che a forza di non darsi per vinto assaggia più asfalto 2023 che può per non assaggiarlo più nel 2024.

9. Il gemello cattivo di Binder che quando entra nel fianco dei colleghi li stende invece di superarli come fa il gemello buono. Alla prima spinta ci può stare il Long Lap ma alla seconda (con gara rovinata sia per Marini che per Oliveira) ci andrebbe la bandiera nera.

 

Giusto il tempo di chiudere il materiale nelle casse per riaprirlo sull’australiana Isola di Filippo già venerdì prossimo per un altro weekend importante.

Bagnaia ha il vantaggio di 18 punti e la fiducia ritrovata grazie ad una gara strepitosa che forse nemmeno pensava di riuscire a compiere.

Martin ha l’euforia dell’ultimo mese e mezzo che gonfia le vele della sua consapevolezza di essere il pilota con il miglior stato di forma del momento.

Lotta a due da qui a fine campionato sulla (stessa) moto migliore già campione Costruttori 2023.

Ducati campione in ogni caso, perché se dovesse vincere il campionato Jorge Martin sarebbe la prima volta che una marca riesce a vincere anche con un team satellite nell’intera epoca Motogp.

Credo che a Borgo Panigale non avrebbero potuto fare di meglio a prescindere da come andrà a finire.

 

Buon divertimento a tutti.

A domenica prossima

MOTOGP 2023-GP DEL GIAPPONE MOTEGI

Tutti d’un fiato dalle Indie al Giappone per il classico di Motegi.

Assenti per infortunio Bastianini, Marini, Alex Marquez (ormai si deve fare il contrappello come durante il servizio militare) si rivede finalmente Alex Rins che torna sulla Honda di Cecchinello per le ultime gare prima di passare in sella alla Yamaha ufficiale nel 2024. In pista anche il collaudatore Yamaha Cal Crutchlow vecchia conoscenza del circo iridato.

La pista di casa Honda è iperconosciuta dai baldi giovani del Motomondiale, pertanto gli stessi non patiranno l’assenza di dati e riferimenti come lo scorso weekend. Ciò dovrebbe portare i valori in campo alla condizione pre-India.

 

QUALIFICHE

Il pilota più in forma del momento resta Jorge Martin che conquista una splendida pole abbattendo il record del circuito fissato al mattino da Binder durante le FP. Bagnaia agguanta il secondo posto in extremis con un giro dei suoi che non è comunque sufficiente a battere lo spagnolo. In terza posizione un redivivo Jack Miller che lo scorso anno a Motegi aveva addirittura vinto la gara. Il mattatore di Buddh Bezzecchi “solo” quarto davanti all’altra Ktm di Binder e ad un magico Di Giannantonio davanti a Marc Marquez “ottimo” settimo.

Bezzecchi ha approfittato dell’aiuto della scia offerta da Bagnaia dopo che nel primo tentativo era caduto rovinosamente con la prima moto. Questo in faccia a tutte le malelingue.

 

SPRINT RACE

Jorge Martin mette in scena una gara alla sua maniera. Se ne va salutando subito i compagni di viaggio e l’unico in grado di stargli vicino è Binder che si issa presto al secondo posto.

Bagnaia rimane a battagliare con Miller e finisce sul terzo gradino dello “sprint podio” lasciando per strada altri 5 punti in favore dello spagnolo che arriva a -8 in classifica generale. Bezzecchi si arrabatta sino alla sesta posizione preceduto anche da Zarco ma davanti al buon Marquez che riesce a mantenere la posizione di partenza in griglia. Opache le Aprilia che finiscono anche dietro all’ottimo Di Giannantonio. Mir resta in piedi e finisce tredicesimo, mentre Quartararo arriva quindicesimo davanti al compagno di team che non vede l’ora di salire sulla sua Ducati.

 

GARA

La corsa parte quando inizia a scendere qualche goccia d’acqua. Giusto un giro e tutti i migliori prendono la corsia box per il cambio moto. Il più veloce della prima fase è Aleix Espargaro che monta una rain morbida come Marquez. La pioggia leggera aiuta lo spagnolo che però ben presto viene sopravanzato dai soliti Big man mano che la pioggia si intensifica. Cade Binder e la gara prosegue con Martin che tiene Bagnaia a distanza di un secondo mentre Marquez risale sino al terzo posto.

Ma verso metà gara la pioggia aumenta al punto che prima Espargaro e, subito dopo, Bagnaia e Marquez alzano il braccio per far uscire la bandiera rossa: poca visibilità ed i piloti partiti con caschi non adattati alle nuove condizioni climatiche, consigliano di usare il buon senso.

Meno di un ora di pausa e la direzione gara fa rientrare i piloti in pista per un nuovo tentativo prima che l’oscurità scenda sulla pista.

Sighting lap e Warm up lap sono sufficienti per dire basta, arrivare oltre la metà gara e assegnare il punteggio pieno.

Jorge Martin completa un altro filotto (pole, sprint, gara) dopo quello di Misano. Conferma così di essere il più in forma del periodo e rosicchiando altri punti al leader Bagnaia che resta tale ma con sole 3 lunghezze di vantaggio. Marc Marquez conquista un podio nel giardino di casa Honda che potrebbe anche essere il suo regalo d’addio alla casa di Tokio.

 

CONSIDERAZIONI SPARSE

Ad ottobre in Giappone il clima è spesso piovoso. Far partire la gara alle 15 locali per fare un “favore” agli spettatori europei resta un idea idiota oggi come lo è stato in passato anche per altre discipline motoristiche. Le giornate si accorciano ed un ritardo qualsiasi porta al risultato di non riuscire a finire la corsa. Attribuire il punteggio pieno con il solo 50% di gara percorso è bizzarro a prescindere dal tifo e dal vincitore.

Bagnaia ha dilapidato tutto il vantaggio a partire dalla caduta di Barcellona. Lo scorso anno ha mostrato di saper vincere rimontando, quest’anno dovrà dimostrare di sopportare la pressione di chi lo insegue.

Ormai manca solo l’annuncio ufficiale di Marquez alla corte di Gresini. Un terremoto visto che ha spostarsi è il pilastro della categoria del dopo Rossi. Potrebbe riuscire in un impresa epica e farlo laddove tanti altri non sono riusciti addirittura in un team satellite. Pur non essendo dotato dell’ultima versione di Desmosedici le differenze tra l’ultimo upgrade ed il precedente delle moto bolognesi sono davvero poche. Ci sarà da divertirsi e ci sarà da sputar veleno tra i tifosi socials..

Appuntamento a tra 15 giorni in Indonesia.

 

Salvatore Valerioti