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MEN OF STEEL – CACCIA AI RECORD

Men of Steel.

Questo posto è come una famiglia. Queste pagine trasudano Motorsport da ogni parola, da ogni pagina. Qui son passati tanti “scrittori”, tanti “appassionati” ma una cosa rimane in maniera indiscutibile: il BRing. Qui sono stato accolto, ricordo ancora il primo articolo sul Mondiale Supersport vinto da Randy Krummenacher che correva per Evan Bros. Qui continuerò a scrivere finché il boss non mi manderà in esilio.

Sarà una stagione interessante. Tutti danno per scontato il “decimo”. Anche io. Il Motociclismo non è però una legge sceitta in maniera perfetta. Va trattato col massimo rispetto che merita.

Andiamo a vedere quali record potranno essere “abbattuti” nel 2026 e quali altre curiosità interessanti…

1 – Con una sola vittoria diventerebbe il Primo Pilota del Motomondiale ad andare in tripla cifra nel computo di vittorie, pole position e podi (99-102-165), ed il secondo nel Motociclismo su pista dopo Jonathan Rea.

2 – Con una vittoria e 12 giri veloci diventerebbe il primo Pilota nel Motociclismo su pista a riportare la tripla cifra in tutte le 4 grandi statistiche (Vittorie, pole, podi, giri veloci). Attualmente è 99-102-165-88.

3 – Con 17 vittorie supererebbe il record di 89 vittorie in Top Class che appartiene Valentino Rossi, portandosi a quota 90, mai raggiunta da nessuno.

4 – Con almeno 14 gare disputate entrerebbe nella TOP5 dei Piloti con più presenze in Top Class eguagliando Daniel Pedrosa a 221.

5 – Vincendo al Sachsenring sarebbe la sua decima vittoria nel medesimo circuito in Top Class, eguagliando il record di Giacomo Agostini di 10 vittorie ad Imatra nel GP di Finlandia. Record imbattuto da oltre 50 anni.

6 – Con altre due vittorie nelle Sprint Race arriverebbe a 17 vittorie e supererebbe il record di 16 vittorie di Jorge Martin.

7 – Con altri 5 giri veloci in gara arriverebbe a quota 77 superando Valentino Rossi a quota 76.

8 – In caso di vittoria del Titolo Mondiale salirebbe sul podio dei Piloti più “vecchi” ad aver vinto un Titolo Mondiale in Top Class, superando Mick Doohan e Giacomo Agostini. Salirebbe al 3° posto, dietro a Phil Read e Leslie Graham.

9 – Con altre 9 vittorie eguaglierebbe il Pilota più iconico della storia Ducati nel computo delle vittorie con la casa di Borgo Panigale. Attualmente è a 14, a quota 23 c’è proprio Casey Stoner.

10 – Con 17 vittorie ed un Bagnaia mai vincente nella stagione, eguaglierebbe proprio Pecco a quota 31 diventando il più vincente Pilota della storia della Ducati.

11 – Se dovesse vincere il Titolo Mondiale eguaglierebbe il record di Giacomo Agostini di Titoli nella Top Class, detentore di 8 Mondiali in classe 500.

Infine una chicca, che non sentirete o leggerete da nessuna parte (sfido a trovarla)…

12 – Nel caso in cui dovesse diventare il Pilota più vincente della storia Ducati, eguaglierebbe il record di Geoff Duke che resta imbattuto ed ineguagliato dal 9 settembre 1956, ovvero essere il Pilota più vincente in Top Class con due marchi diversi (Norton 8 – Gilera 14).

Marc è il più vincente Honda (59) e potrebbe diventare il più vincente Ducati….

Ci sono oggettivamente dei record “fattibili” già quest’anno. La tripla cifra sicuramente, poi penso ai giri veloci, alle 10 vittorie sullo stesso circuito, sicuramente le Sprint (a meno che non si svegli Martin) e quello dei Titoli Mondiali andando ad eguagliare Agostini. Più difficili gli altri…

#MotoGP

LA TIGRE DELLA MALESIA – POST GP

È andato via in solitaria, come una Tigre, nella giungla del primo giro di Sepang. Ha prima risposto ad Acosta, poi è andato a prendere Bagnaia e li ha salutati entrambi con la manina sinistra, con la destra dosava perfettamente la manopola del gas giro dopo giro. Sembrava danzasse tra i cordoli, leggero, pulito, velocissimo. Ha vinto Alex Marquez, dopo aver matematicamente blindato il secondo posto nel Mondiale e portato il Titolo Mondiale Indipendenti al Team Gresini.

Un compasso, un artista, un fuoriclasse.

Alex Márquez oggi ha disegnato le curve di Sepang come si traccia un’opera d’arte. Ogni ingresso, ogni corda, ogni uscita: pennellate d’autore.

Sembrava di rivedere Max Biaggi nel 2002, quella M1 a carburatori che ballava leggera tra i cordoli. Oggi Alex Márquez ha ricordato al Mondo (non che ce ne fosse bisogno) perché è uno dei piloti più completi, eleganti e veloci dell’intera griglia.

Un applauso al Team Gresini, che ha impacchettato un gioiello capace di trasformare ogni curva in poesia.

E poi Pedro Acosta.

Un miracolo su due ruote, che continua a spremere una KTM che lo tradisce in uscita curva. Ha impiegato 14 giri per superare Bagnaia… con una Ducati l’avrebbe fatto in quattro curve. Il talento è lì, cristallino. Serve solo una moto degna di lui.

Bagnaia, invece, torna ai livelli di inizio stagione, ma conferma una sensazione che porto da Motegi: ha vinto solo perché Marc Márquez non aveva più nulla da rischiare, e ha scelto di chiudere il Mondiale lì.

Nel finale un problema tecnico, ma la verità è che non ha mai avuto il passo per impensierire Alex Márquez, che lo ha tenuto a mollo con freddezza da veterano, alzando i tempi solo quando serviva. Scelta discutibile quella della gomma M anteriore, probabilmente per evitare il confronto diretto diretto con Alex o c’è altro!?

Con una scelta inusuale monta una gomma media all’anteriore. Già prima della gara avevo espresso palesemente il mio dubbio al riguardo. Non sono stato smentito in gara, perché dopo la prima metà i suoi tempi si sono alzati mentre Alex ha continuato a martellare.

Anzi dal 13 giro ha cominciato a perdere mezzo secondo da Pedro Acosta, che lo ha passato non sul rettilineo bensì nel curvone con evidenti problemi in ingresso per Pecco (gomma davanti chiaramente finita). Cosa ancora più inusuale sia Luca Marini che Marco Bezzecchi hanno montato la Media anteriore, proprio come Bagnaia (guarda un po’). Bagnaia ha giustificato tutto con la bucatura dicendo che dal giro 12 ha accusato qualche problema, ma alcuni istanti prima, ad espressa domanda di Meda, Taramasso aveva dichiarato che la perdita di pressione era durata gli ultimi due giri….

Chi mente?

Marini le ha prese da Mir, Bezzecchi addirittura da Ogura. Chiaramente la scelta della media si è rivelata, come vi avevo anticipato nel pre-gara, disastrosa.

La domanda che mi pongo è “chi ha consigliato la Media anteriore” a Bagnaia ed ai compagni di Ranch Bez e Marini.

E infine, Joan Mir. Dopo mesi di buio, porta la sua RC213V sul podio: una vittoria morale gigantesca, un urlo liberatorio per lui e per tutta la Honda.

Attenzione a Pedro Acosta che a soli 26 punti da Bagnaia e 31 da Bezzecchi rientra in maniera dirompente sul podio Mondiale.

Per Bagnaia sarebbe una grandissima débacle uscire dal podio, dopo la cocente paga presa da Marc ma soprattutto da Alex Marquez. Bezzecchi resta il favorito ma le ultime prestazioni di Pedro Acosta, con una consistenza finalmente ritrovata, mi fanno pensare che possa chiudere sul podio.

Morbidelli ha chiuso con un gran ritmo nel finale, conquistando il quarto posto. Quartararo è quinto, penalizzato da un contatto con Morbidelli in curva 15 che lo ha costretto ad alzarsi. Di Giannantonio (VR46) è sesto, davanti a un ottimo Bastianini (KTM Tech3) che, partito 19°, è risalito fino alla settima posizione.

Marini (Honda HRC Castrol), Binder (KTM Factory) e Ogura (Trackhouse) completano la top 10, davanti a Bezzecchi (Aprilia Racing), solo undicesimo. Gli ultimi punti sono andati a Zarco (Honda LCR), Rins (Yamaha), Miller (Pramac Yamaha) e Chantra (Honda LCR).

 

Next stop Portimao

IL GRANDE BLUFF DELLA MOTOGP – METÀ STAGIONE

Ma cosa ci hanno raccontato negli ultimi anni!? “La MotoGP più competitiva di sempre”, “vanno tutti uguale”, “ma quanto è bella questa MotoGP”, “il livello più alto di sempre”. Quando il gatto non c’è i topi ballano, ma miei cari adesso il gatto è tornato… È stato un bluff tutto ciò che abbiamo visto negli ultimi anni!?

“Inutile dare voti. In un mondo pieno di professori da divano anche questa moda delle pagelle ha stancato”.

↘️ CHE DELUSIONE…

È stato un 2025 che ha deluso le aspettative. Quelle di alcuni tifosi, in particolare Bagnaia e Martin. I contendenti degli ultimi due Titoli Mondiali hanno letteralmente fatto rimpiangere agli appassionati gli anni precedenti. Martin per la telenovela in chiaro stile “Cento Vetrine” con Aprilia, mentre Bagnaia sembra da inizio Mondiale il protagonista di un film dell’orrore di Stephen King nel quale non trova la via d’uscita dal labirinto infernale.

Se per Martin c’è la scusante della moto nuova e dell’infortunio (credo che le avrebbe prese di santa ragione anche in condizioni normali) per Bagnaia scusanti neanche l’ombra. Il compagno di team con il numero 93 sulla carena lo sta sculacciando fin dai test, su una moto che ha sviluppato Bagnaia stesso. Il povero Pecco è partito con “non sento l’anteriore, poi non sente i freni, adesso non sente il posteriore. Con Biaggi e Stoner sono stati molto meno magnanimi quelli che “raccontano” questo Sport.


⤴️ UNA CONFERMA

Marc Marquez sta facendo quello che tutti si aspettavano. Dai al fenomeno la moto fenomenale e ti chiude il Mondiale in Giappone a settembre (deriso da chiunque quando lo dicevo…). Il suo problema è che non ha assolutamente rivali, uno dei Mondiale più scadenti di sempre a livello di rivali in pista e allora penso ma negli ultimi anni cosa ci hanno raccontato!? Tutti forti, tutti vanno uguale, che bella questa MotoGP, poi gli danno la Ducati e questo li umilia ad ogni GP. Vabbè, andiamo avanti…

↗️ LE SORPRESE

Nota positiva di questo Mondiale sicuramente è il Team Gresini ed Alex Marquez. Con la partenza di Marc credevo che i risultati del Team sarebbero crollati ed invece Alex ha smentito tutti, anche il sottoscritto, ed ha fatto vedere cosa significhi essere un due volte Campione del Mondo.

🟣 IL BEZ

Molto bene anche Marco Bezzecchi che si è dovuto sobbarcare tutto il lavoro del Team Aprilia causa la mancanza di Martin. Ne Ogura, ne Raul Fernandez sono alla sua altezza, anzi quest’ultimo mi domando cosa ci faccia ancora in MotoGP…. La moto di Bezzecchi in alcune condizioni è competitiva e Marco riesce a trarne sempre il meglio.

🟠 ZARCO/VINALES

Altra nota sicuramente positiva sono Johan Zarco e Maverick Vinales. Il primo è l’alfiere Honda griffato LCR (che sgarbo ad HRC), ha vinto in Francia e nella parte centrale della prima metà di è comportato molto bene. Vinales è al quarto costruttore da quando è in MotoGP, ha vinto con i primi tre e sicuramente potrà togliersi qualche sassolino dalle scarpe quest’anno.

🔵 EL DIABLO

Ultimo del gruppo di quelli che hanno ben figurato c’è sicuramente Fabio Quartararo, che nonostante lo scaldabagno che guida (quegli scaldabagni vecchi che si usavano una volta) è riuscito a portare a casa quattro pole position! In gara si stende perché altre opzioni non ne ha…


⤵️ CHI PUÒ DARE DI PIÙ.

🟡Sicuramente il Team VR46. Abbiamo capito che pagano per avere la moto Factory, ma mi chiedo come si possa, anno dopo anno, prender paga da chiunque. Già lo scorso anno hanno pagato dazio (non è stato Trump bensì Marc!) a Gresini, ma anche quest’anno le stanno prendendo di santa ragione da quelli altri… Morbidelli assolutamente bocciato, ne combina una più di Bertoldo ad ogni GP ed a mio avviso non ha senso continuare con lui in MotoGP, meglio dare una possibilità a qualche giovane emergente della Moto2. Di Giannantonio chiacchiera tanto, sprizza positività (stiamo arrivando, stiamo facendo, stiamo dicendo, stiamo cucinando….) ma alla fine, come si dice qui in Calabria Saudita, “non quaglia”, ovvero non porta acqua al Mulino, tutto fumo e niente arrosto.

🟠Un altro dal quale mi aspettavo MOLTO di più è Pedro Acosta. Lo stiamo aspettando da un po’ di tempo, a Brno il primo vero GP da protagonista. Per me il problema della KTM è la gestione della gomma. La moto c’è e si vede, ma lui è sempre per terra. Ricorda il Marquez del 2023 in Honda.

🔚 FINE CORSA.

Si tratta di alcuni Piloti che, oltre ad aver deluso in questo 2025 e che oggettivamente non sono giudicabili causa di un mezzo poco competitivo o di un Team poco competitivo, hanno i giorni contati in MotoGP. Il 2026 sarà l’ultimo anno per alcuni, il 2025 per altri. Luca Marini sicuramente su tutti, che ha trovato un rinnovo inspiegabile per il 2026. Poi Alex Rins, davvero inguardabile quest’anno; Raul Fernandez che ancora deve “sbocciare” e sono quattro anni che aspettiamo che accada. Poi c’è Joan Mir, sul quale stendo un velo pietoso.  Sono tre Piloti Spagnoli che negli ultimi cinque anni non hanno dimostrato nulla di nulla, perché stanno ancora li!? Perché non dare spazio ad altri Piloti!? Ma questa è un’altra storia…

Mi sono dimenticato qualcuno!? Forse Bastianini, Oliveira e Binder. Sarebbe come sparare sulla croce rossa, ma indubbiamente la loro prima parte di stagione è insufficiente. Non giudico Jack Miller, vero è una stagione pessima, ma il mio giudizio su di lui è compromesso. Ho un debole per Jack e non lo nascondo.


🎙️Questo Mondiale è forse il più deludente degli ultimi anni in termini di competitività ma offre tanti spunti, sorprese inaspettate, e una realtà ormai chiara: Marc Marquez è ancora il punto di riferimento. Tutti gli altri? Chi più, chi meno, stanno cercando di imitarlo, di andargli dietro, di stargli vicino… Invano.

Gli ultimi anni ci hanno raccontato una MotoGP equilibrata, piena di talenti, di giovani promesse e di team competitivi. Eppure è bastato rimettere Marc Marquez su una moto vincente per azzerare tutto. Il re è tornato, ma forse non era mai andato via.

 

 

 

Francky Longo

 

 

SACHSENKING👑 – POST GP DI GERMANIA

Inutile lamentarsi. Volevate il Fenomeno in pista!? Vi hanno propinato per anni pseudo-fenomeni ma la realtà è ben diversa. I Fenomeni sono quelli che ti fanno addormentare, quelli che ti fanno dare il risultato per scontato. Pole, gara, giro veloce e tutta la gara in testa (Grande Slam) con annessa Sprint bagnata da recupero mozzafiato. Questi sono i fenomeni, anzi questo è. Ne avete bramato bramato il ritorno, adesso godetevelo!

 

Il weekend del GP MotoGP al Sachsenring, tenutosi dall’11 al 13 luglio, ha confermato ancora una volta il dominio assoluto di Marc Márquez, che ha festeggiato con stile la sua 200ª gara in classe regina ottenendo la sua nona vittoria sul circuito tedesco . Márquez ha dominato fin dalla pole position, condizionando il ritmo dal primo all’ultimo giro .

Solo 10 piloti su 18 sono riusciti ad arrivare al traguardo a causa di una serie di numerose cadute, concentrate soprattutto alla curva 1, tra cui nomi importanti come di Giannantonio e Bezzecchi . Alex Márquez, nonostante una recente operazione alla mano, ha tagliato il traguardo in seconda posizione, consolidando la netta superiorità Ducati nel fine settimana . Al terzo posto si è piazzato Francesco Bagnaia, salendo sul podio partendo dall’undicesima posizione in griglia. Un weekend davvero scialbo il suo, urge un cambiamento.

Ottimo il weekend di Fabio Quartararo che si conferma come gran Pilota non supportato purtroppo dalla casa madre. Iwata sta facendo degli sforzi enormi tra test del V4 con Dovizioso ed Augusto Fernendez e dovrebbe portare in pista nel GP di Austria la creatura nata per risollevare le sorti Yamaha nel 2026.

Marc Marquez con questa vittoria e lo sprint precedente ha inanellato la sua quarta vittoria consecutiva, rafforzando il suo primato nel mondiale con 83 punti di margine su Álex e 147 su Bagnaia .

La gara si è trasformata in un vero test di sopravvivenza: otto piloti eliminati da incidenti audaci, segno delle difficoltà del Sachsenring e dell’intensità del contesto agonistico . Álex Márquez ha offerto una performance eroica, gestendo la gara con una mano ferita e assicurando importanti punti per il campionato suo e del team .

Di Giannantonio, protagonista positivo del weekend, cade dal secondo posto dopo un errore di frenata: «braked 5 metres later… lost it… part of the game» ha detto alla TV della MotoGP.

Venerdì appuntamento a Brno per il GP di Repubblica Ceca, alla ricerca di qualcuno che possa fermare il Marziano.

 

Francky

 

P.S.  Sia Marc che Valentino hanno disputato il 200° GP nella classe Regina in sella alla Ducati del Team Factory. Il destino alle volte è davvero beffardo. È tutto scritto nel grande libro degli Dei del Motorsport…

 

VENI, VIDI, VICI. – MARQUEZ VINCE ANCHE AD ASSEN

Marc Marquez vince anche ad Assen. Raggiunge Giacomo Agostini nel totale delle vittorie in classe Regina (68) ed allunga nel Mondiale guadagnando ben 28 punti su Alex Marquez ed altri 16 su Bagnaia, che viene sconfitto nuovamente in una delle “sue” piste. Vince anche la Sprint ad onor di cronaca, ma ormai quella è un abitudine…

ASSEN, NETHERLANDS – JUNE 29: Marc Marquez of Spain riding the Lenovo Ducati (93) wins the Grand Prix during the MotoGP of Netherlands race at TT Circuit Assen on June 29, 2025 in Assen, Netherlands. (Photo by Gold & Goose Photography/Getty Images)

 

Oggi devo correre in difesa, Alex e Pecco vanno più forti di me su questo circuito. (M.Marquez)

 

Dopo 10 GP quel demone rosso, col numero 93, ha 307 punti. Ha vinto 9 Sprint su 10, ha vinto 6 gare su 10, in totale tra Sprint e gara su 20  disputate ne ha vinte 15 . Una media punti di 30,7/GP su 37 disponibili. Mai abbiamo visto questi numeri dall’introduzione del format con la Sprint, basti pensare che lo scorso anno dopo 10 GP Jorge Martin aveva 241 punti. Praticamente Marc ha 66 punti in più dopo soli 10 GP rispetto a quella che è la miglior stagione della storia Ducati in termini di punti.

THE RACE –

La gara di domenica era partita con altissime aspettative di Bagnaia (“posso vincere, non è la sprint”) e con la sorpresa di un Marquez vincente nella Sprint da sfavorito dopo le due cadute rimediate al venerdì. Le qualifiche erano andate meglio per Pecco che per Marc, ma la pole l’aveva fatto quel diavolo di Quartararo su una M1 vestita con la livrea della mitica R7 di Haga. Pronti via e Bagnaia balza in testa alla corsa seguito subito da Marc Marquez, tutti si aspettano una fuga di Pecco ma in realtà il 93 dopo 5 giri passa in testa e diventa imprendibile. Bagnaia viene superato dal Bez e da Pedro Acosta ma sul finale di gara riesce a riprendersi il 3° posto a danno del pilota KTM. Alex Marquez è vittima di un infortunio alla mano a causa della caduta rimediata dopo il contatto con Pedro Acosta. Giornata nera per il Team Gresini che perde in gara anche Aldeguer, vittima di un incidente con Mir.

Marco Bezzecchi sulla RS-GP durante Assen GP. Fonte MotoGP

Aldilà della vittoria di Marc, che sorprende più per come è arrivata, il Pilota del giorno è senza dubbio Marco Bezzecchi. Ha quasi rischiato di vincerla ad Assen, arrivando addirittura davanti a Bagnaia. Un grande risultato per Aprilia visti soprattutto i tempi che corrono con la grana Martin. Molto bene anche le KTM di Acosta e Vinales chiudono la TOP5. Deludono invece le Ducati del VR46 lontane dal podio con il Diggia in P6 e Morbidelli in P7. La sensazione personale è che Franco abbia esaurito le sue chance in MotoGP e quella sella sia già prenotata da Pedro Acosta.

BAGNAIA FUORI DAL PROGETTO.

Questa moto non si adatta allo stile di Pecco. Ma quindi questa moto chi l’ha sviluppata? Solo Marc!? O invece il “limite” di Bagnaia è proprio Bagnaia stesso!? Probabilmente il miglior Bagnaia l’abbiamo visto e adesso che si è alzata l’asticella non ne ha, tecnicamente e mentalmente, per stare con Marc. Il che non sarebbe un problema visto che il 93 ha pensionato e battuto prima Pedrosa, poi Valentino ed infine Lorenzo; ma di sicuro è un problema per lui prenderle ogni domenica da Alex Marquez che guida per un Team clienti.

La cosa che lascia perplessi non sono tanto le dichiarazioni, ancora una volta piccate verso una moto che l’ha portato sul tetto del Mondo, quanto le diversità di visioni tra Bagnaia e Dall’Igna. Si avverte un netto scollamento tra le parti e Gigi ha già mostrato in passato, con altre dichiarazioni, una presa di posizione diversa da quella di Pecco.

Ad inizio campionato dissi “qualora Marquez dovesse fare il vuoto nel Mondiale, Bagnaia potrebbe guardarsi intorno”. Ed in effetti secondo me un pensierino lo sta facendo, con i motori bloccati nel 2026 potrebbe anche essere peggio di così.

CLASSIFICA MONDIALE

Marc Marquez allunga nel Mondiale proprio alle porte del GP del Sachsenring che segna il giro di boa del Mondiale. Dopo tre “All In” di fila (Aragona/Mugello/Assen) rischia di ammazzare definitivamente il campionato a metà stagione qualora dovesse dominare anche in Germania.

CRISI DUCATI DICEVANO!?

Vi ricordate dopo LeMans e Silverstone, qualcuno asseriva che la Ducati fosse in crisi. Proviamo a vedere quanto è forte questa crisi nel Team Lenovo: I podi dopo 10 GP tra Sprint e gara nel 2023 erano 15, nel 2024 erano 17, nel 2029 sono 29. 

Analizzando invece i podi per casa costruttrice tra Sprint e gara nel 2023 erano 41, nel 2024 erano  43 mentre nel 2025 sono 54!!! E nel 2025 ci sono 3 team, non 4 come gli altri anni…

Personalmente l’unica crisi la vedo nelle teste di chi non riesce a giustificare la sonora paga presa da Bagnaia. Sono in piena crisi evidentemente…

 

 

Francky