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BEZZECCHI VINCE, ACOSTA LEADER, MARC QUELLO DA BATTERE- POST GP THAILANDIA

Eccoci al primo round del Motomondiale. Già ha dato tanti spunti, tante teorie del complotto e le solite impressioni da divano che sono uno spasso. In un weekend in cui i protagonisti sono l’ex Pilota Simon Crafar, oggi direttore dello Steward Panel, che in un delirio di onnipotenza decida il primo corpo a corpo tra Marquez ed Acosta e la “beneamata” Michelin sempre presente nelle cronache e nei dibattiti dei GP. Piloti arrivati sulle tele, chi con la gomma esplosa dopo la salita sul cordolo, Piloti che si sono ritirati per precauzione… In un GP che ha visto Bezzecchi dominare e sbagliare, Acosta diventare leader del Mondiale e Marc Marquez rimanere il Pilota da battere, poiché nonostante la scarsa preparazione era sempre lì davanti. Personalmente mi mancava tutto ciò, bentornata MotoGP.

Il Gran Premio di Thailandia 2026, primo appuntamento del Mondiale MotoGP e ultimo capitolo dell’era Michelin prima del cambio di fornitura previsto nei prossimi anni, ha offerto un quadro tecnico e sportivo estremamente interessante, ma allo stesso tempo ha sollevato interrogativi profondi sull’equilibrio competitivo della categoria. Sul tracciato del Buriram International Circuit la gara è stata dominata in maniera netta da Marco Bezzecchi, autore di una prestazione praticamente perfetta. Dopo l’errore commesso nella Sprint del sabato, il pilota italiano ha disputato una gara impeccabile, imponendo un ritmo insostenibile per tutti gli avversari e mostrando una superiorità evidente per tutta la durata della corsa.

Alle sue spalle ha provato a resistere Pedro Acosta, che con la vittoria nella Sprint e il secondo posto della domenica si è preso la leadership del campionato del mondo, diventando il primo pilota KTM a guidare la classifica iridata. La sua prestazione assume ancora più valore se si osservano i distacchi inflitti ai compagni di marca: Acosta è stato l’unico in grado di portare la KTM RC16 nelle posizioni di vertice, rifilando dodici secondi a Brad Binder, diciannove a Enea Bastianini e addirittura trenta a Maverick Viñales. Numeri che evidenziano come, al momento, soltanto il talento dello spagnolo riesca realmente a sfruttare il potenziale della moto austriaca.

La gara ha visto anche la presenza sul podio di Raul Fernandez, mentre la grande protagonista tecnica del weekend è stata la Aprilia Racing. La casa di Noale è riuscita a piazzare quattro moto nella top five, con l’unica eccezione rappresentata proprio dalla KTM di Acosta. Il successo di Bezzecchi non è stato quindi un episodio isolato, ma il riflesso di una competitività diffusa della RS-GP su questo tracciato. Inoltre, si sono visti segnali incoraggianti anche da Jorge Martín, tornato in pista per pochi giri ma già apparso in fase di adattamento alla moto italiana. Se lo spagnolo riuscirà a recuperare la forma dopo l’infortunio che lo ha tenuto fermo fino a metà gennaio, Aprilia potrebbe disporre di due piloti capaci di lottare stabilmente per la vittoria.

In netto contrasto con la prestazione di Aprilia, il weekend ha mostrato le difficoltà di altri costruttori storici della categoria. La situazione di Yamaha appare particolarmente complicata: il progetto tecnico attuale sembra ormai superato e il nuovo motore V4, su cui la casa giapponese sta lavorando, non è ancora pronto per essere utilizzato in gara. Anche Honda Racing Corporation continua a faticare. Joan Mir si è ritirato per problemi legati alle gomme, mentre la prima Honda al traguardo è stata quella di Luca Marini, decimo con circa venti secondi di distacco dal vincitore. Un risultato che conferma come la casa giapponese non sia ancora riuscita a uscire dalla crisi tecnica che la accompagna da diverse stagioni.

Il caso più discusso del weekend riguarda però Ducati. Per la prima volta dopo ottantotto Gran Premi consecutivi non c’è stata una moto di Borgo Panigale sul podio, interrompendo una striscia che durava da quattro anni. La prima Ducati al traguardo è stata quella di Fabio Di Giannantonio, arrivato con oltre sedici secondi di ritardo, seguita da Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia, mentre Álex Márquez è caduto durante la gara. Tuttavia parlare di una vera crisi Ducati appare prematuro. Marc Márquez, nonostante una condizione fisica non ancora ottimale dopo l’infortunio invernale, aveva dimostrato di avere il passo per salire sul podio. La sua gara è stata compromessa da un problema alla gomma posteriore che ha portato alla perdita improvvisa di pressione nel secondo settore del circuito.

IL PROBLEMA DI MARC. LA GOMMA, NON IL CERCHIO.

I dati cronometrici mostrano con chiarezza l’anomalia. Durante tutta la gara Márquez aveva percorso il secondo settore in circa 26.1 secondi; nel giro in cui si è verificato il problema il tempo è salito improvvisamente a 26.8. La perdita di pressione ha provocato un allargamento della traiettoria, costringendolo a salire sul cordolo con la gomma ormai sgonfia. L’impatto ha provocato la rottura del cerchio in tre punti, circostanza che inizialmente ha alimentato polemiche ingiustificate nei confronti dei produttori di ruote come Marchesini e OZ Racing. In realtà l’origine del problema sembra legata allo pneumatico posteriore. Si esclude categoricamente la rottura del cerchio, lo pneumatico era già al di sotto della pressione da un paio di giri, fattore che legato al consumo dello stesso ha contribuito all’errore in curva 4 ed al successivo scoppio dopo la discesa dal cordolo.

Il vero tema tecnico quindi del Gran Premio riguarda infatti la nuova gomma portata da Michelin. Per questa gara è stata introdotta una soluzione con carcassa più rigida e struttura asimmetrica, pensata per garantire maggiore stabilità e sicurezza su un circuito estremamente impegnativo dal punto di vista delle temperature e delle sollecitazioni. Utilizzata già in Austria 2025 ed Indonesia 2025 (gare vinte da Ducati), sentiamo l’ipotesi bizzarra del “complotto” del quale alcuni hanno dato credito. Tuttavia il comportamento della gomma ha generato risultati inattesi. Molti piloti hanno faticato a mantenere prestazioni costanti per tutta la distanza di gara e i distacchi finali sono stati insolitamente elevati, ricordando quelli che si vedevano nella MotoGP di oltre quindici anni fa.

Il confronto con il Gran Premio disputato sullo stesso circuito nel 2025 rende ancora più evidente la differenza. Le moto e i piloti sono sostanzialmente gli stessi, mentre l’unico elemento cambiato in modo significativo è stato proprio lo pneumatico. Questo ha portato diversi osservatori a ritenere che la nuova carcassa abbia alterato gli equilibri tecnici del weekend, favorendo alcune moto e penalizzandone altre. Non sarebbe la prima volta che una scelta tecnica legata alle gomme produce conseguenze impreviste: episodi simili sono già stati discussi in passato, come nel caso di Mandalika nel 2022, quando venne introdotta una carcassa più datata per ragioni di sicurezza.

CLASSIFICA SPRINT

CLASSIFICA GP

Il Gran Premio di Thailandia 2026 si chiude quindi con molte certezze e altrettante domande. Bezzecchi ha dimostrato di poter essere un serio candidato al titolo, Acosta ha confermato un talento straordinario e Márquez ha mostrato di poter lottare per le posizioni di vertice anche in condizioni non ideali. Allo stesso tempo, il weekend ha messo in luce quanto l’equilibrio della MotoGP moderna sia estremamente sensibile a variabili tecniche come gli pneumatici.

CLASSIFICA MONDIALE

Fonte: MotoGP.com

In un campionato dove i margini sono sempre più ridotti, una singola scelta tecnica può cambiare radicalmente l’ordine competitivo di un intero Gran Premio. Naturalmente siamo alla prima gara, un gara tra l’altro dove ci sono stati i test, quindi ogni previsione è alquanto prematura.

Appuntamento il 22 marzo per il GP del Brasile sul circuito di Goiäna. Circuito nuovo per tutti in cui si arriva senza dati.

 

Francky Longo

RAUL FERNANDEZ, PRINCIPE D’AUSTRALIA – PHILLIP ISLAND POST GP

Sull’isola di Filippo va in scena un Aprilia Track Day. Vincono Bezzecchi la Sprint e Raul Fernandez la gara. In assenza del gatto i topi sono tornati a ballare, un po’ come avevano fatto negli ultimi 5 anni. Casualità!?

Il weekend Australiano è uno dei più belli in assoluto, personalmente insieme al Mugello e ad Assen lo ritengo una perla del calendario MotoGP. Anche quest’anno non sono state deluse le aspettative con una bella sorpresa (che sorpresa non è) chiamata Raul Fernardez.

Il Pilota del Team TrackHouse è finalmente riuscito a vincere la sua prima gara in MotoGP dopo un attesa di quattro anni e grazie alle cure di Davide Brivio. Raul Fernandez è l’emblema lampante di come la troppa “fretta” nel ricercare giovani fenomeni alle volte possa fare realmente perdere la strada col rischio di perdere il treno giusto. Fortuna vuole che Raul abbia il portafogli bello gonfio e qualche sponsor di alto livello altrimenti avrebbe fatto la fine di Gardner e Lecuona per dirne due.


Il mattatore del weekend è senza Marc Bezzecchi, autore di un weekend fantastico e che paga la cazzata fatta nel GP scorso. I due Long Lap Penalty gli sono costati una sicura vittoria. Era nettamente il più veloce nel weekend e si è preso il 3° posto nel Mondiale ai danni di Pecco Bagnaia.

Rimane da chiedersi quanto questa RS-GP sia andata avanti con lo sviluppo e se Aprilia riuscirà a fare quello step in più per giocarsela con Ducati. Quanto margine di miglioramento ha questa Aprilia, in virtù del fatto che dal prossimo anno saranno giocoforza concentrati sulla nuova 850 per il 2027!?


È un ottimo weekend anche per Pedro Acosta che finalmente ha preso atto che la sua moto non può portarlo alla vittoria a meno che non si allineano i pianeti. Prende quello che riesce ed è un ottimo podio nella Sprint ed una TOP5 in gara. A fine anno può puntare alla TOP5 nel Mondiale, un miracolo con quella Moto. E se consideriamo che Aldeguer ha già vinto la sua prima gara e Raul Fernardez c’è riuscito pure mi chiedo quanto sia “sfortunato”. Sembra il Leclerc della MotoGP.


La Ducati vive l’ennesima crisi in questo Mondiale 2025. A detta degli esperti da divano mai saliti in moto, è doveroso precisarlo.

Siamo talmente tanto abituati al dominio Ducati, siamo talmente tanto abituati al livello altissimo dell’asticella posta in MotoGP da Borgo Panigale che basta una gara senza vittorie per gridare allo scandalo.

Nel weekend a Phillip Island è, di nuovo salita sul podio, con Di Giannantonio questa volta. Senza contare che manca Marc Marquez, il quale vinse lo scorso anno con la GP23 figurarsi con la GP25 cosa avrebbe combinato. Aprilia oltre a scusarsi… ringrazia!

Alex Marquez mette punti in cascina blindando il secondo posto, Franco Morbidelli ormai gareggia in un campionato parallelo di un’altra galassia. Il resto è noto a tutti.

TEMA GIAPPONESE. 

La Honda zitta zitta, quatta quatta, mette dati e fieno in cascina con il buon Luca Marini che la porta sempre al traguardo. Molti si chiederanno cosa ci faccia li, ma in realtà Luca è un Pilota di una costanza incredibile che raramente fionda in terra. È molto più utile lui di Joan Mir che ama sdraiarsi e farsi sdraiare, molto più utile di Zarco che ha scambiato la ghiaia per i Campi Elisei del Gladiatore e ci si butta dentro, molto più utile di quel tipo asiatico che passeggia in pista. 

In casa Yamaha invece è sempre più notte fonda, Quartararo parte dalla pole ma in gara si perde come tutti gli altri del resto.

Considerazioni personali…

Il Mondiale è finito. Il gatto non c’è ed i topi ballano. Film già visto.

 

Francky

MOTOGP 2025 – GP DI GRAN BRETAGNA

Quando meno te lo aspetti il copione recitato dall’inizio dell’anno finisce nel cassetto e va in scena un round a Silverstone che si fatica a spiegare.

Le stradominanti Ducati fanno il solito lavoro nella garetta del sabato e poi si sciolgono sotto il sole (manco la pioggia di Le Mans) di una domenica inglese qualsiasi.

Come anticipato, al sabato i fratelli Marquez fanno felice papà con la consueta doppietta 2025 ma questa volta a posizioni invertite. Alex sta andando fortissimo con la Gp24 riuscendo spesso a fare un figurone al cospetto del più titolato fratello. Bagnaia arranca al solito e scivola indietro nelle ultime fasi di gara lasciato sui blocchi da Di Giannantonio (che completa il consueto podio full Ducati), da un Bezzecchi rimontante e da Zarco. Un misero e sciapo sesto posto…

Ma ciò che è accaduto domenica è davvero bizzarro.

Dalla pole scatta Quartararo (miracoloso in Q ma un giro della morte si può fare) con la convinzione che presto o tardi sarebbe stato risucchiato avendo una gomma soft all’anteriore.

Alla prima curva si stende Alex Marquez senza capire nemmeno il perché. Il fratello passa in testa e tenta di allungare ma nel corso del secondo giro imita Alex stendendosi da solo in una curva a destra in teoria semplice.

Che non sia l’anno fortunato di Bagnaia si capisce pochi istanti dopo quando la direzione gara sospende la corsa perché la pista è sporca dei residui della collisione Espargaro/Morbidelli in un altro punto del circuito. Non essendo stati completati 3 giri, da regolamento possono tutti ripartire dalla griglia con le posizioni originarie.

Un grande Jolly per i fratelli Marquez ed una beffa per Bagnaia.

Al secondo via Fabio Quartararo e la sua M1 rediviva si involano con un ritmo insostenibile per tutti. I Marquez’s partono con più circospezione ma lo svolgimento della gara è tutto diverso dal solito. Ad un certo punto le Ducati dei 3 big girano peggio delle Honda, ma anche della Yamaha di Miller e si fanno rimontare da Marco Bezzecchi partito da Donington. Tutti pensano al prossimo crollo delle soft all’anteriore ed invece…. Invece Bagnaia decide che la beffa domenicale debba essere “a punteggio pieno” quindi lanca la sua GP25 quando la gara non potrebbe più ripartire e incasella il terzo zero su quattro in campionato.

Quando mancano una manciata di giri alla fine sulla M1 di Quartararo si rompe l’abbassatore posteriore lasciando il povero Fabio in lacrime che giustamente stava già assaporando il gusto del gradino più alto del podio.

Bezzecchi si ritrova primo dopo una entusiasmante rimonta dalla P10 di partenza e va a vincere con una Aprilia che in Inghilterra si trasforma sempre. Dietro di lui arriva Zarco con la Honda di Cecchinello e la prima Ducati è quella di Marc Marquez che, dopo essere scivolato indietro nelle fase iniziali, agguanta un bello ed “insperato” podio.

Fin qui la cronaca, alla bene e meglio..

Considerazioni.

1. Stranissimo il livello domenicale di tutte le Ducati nessuna esclusa. Ok la scelta di gomme diverse, ma di solito vanno più forte loro con la pipetta di una candela staccata che gli altri in configurazione qualifiche.

2. A parte KTM tutte le altre moto sono improvvisamente molto più vicine alla Ducati (e non solo per pochi giri). Yamaha stava dominando ed anche Miller ha fatto bene. Aprilia ha addirittura vinto, la Honda ufficiale ha corso bene mentre quella di Cecchinello con Zarco è stabilmente apparsa meglio di tutte le Ducati in giro per Silverstone.

3. Se Marc Marquez comincia anche a non cadere per troppa voglia di vincere (anche quando non potrebbe farlo) auguri carissimi a tutti

4. Aprilia vincente e clausola di competitività prevista nel contratto di Jorge Martin come si sposano?

A proposito del punto 4……

Jorge Martin non esce benissimo da questa storia. Spiace per quanto accaduto alla sua salute, ma cercare una via d’uscita senza nemmeno aver provato a capire se veramente la RSGP abbia potenziale non è simpatico. Ha firmato un contratto con Aprilia e se ne è pentito ma se vuoi essere un professionista devi provarci sino in fondo. Lui non l’ha potuto fare per causa di forza maggiore sino ad oggi e questo lo si comprende, un po’ meno che non lo voglia più….Non trovo serio comportamenti di questo genere, sulla falsa riga dei piagnistei di Zarco anni addietro.

Ci si rivede tra due settimane ad Aragon. La pista dove Bagnaia ottenne la sua prima vittoria in Motogp lottando proprio contro Marquez.

 

 

 

QUASI IMPECCABILE. È GUERRA DUCATI – CATALUNYA GP

La Ducati Cup, come ribattezzata da qualcuno, non è mai stata così bella. Al Montmeló, terreno ostico per la GP23 lo scorso anno, dominano e trionfano proprio le Ducati con la GP24 di Bagnaia e la vecchia GP23 di Marcquez sugli scudi. Bagnaia spreca nella sprint lanciandosi in terra nel giro finale, mentre Marc Marquez recupera ben 23 posizioni in due gare. Chiude entrambe a podio dopo due rimonte furibonde.

È stato un weekend teso, per certi versi fin troppo. Sin dalle prove le Ducati l’hanno fatta da padrone con le GP24 che hanno decisamente fatto un passo in avanti in una pista che nel 2023 le aveva viste arrancare a discapito di un Aprilia nettamente più forte e più a suo agio con la mancanza di grip cronica del Montmeló. Sul weekend pesa come un macigno l’attesa della decisione Ducati che potrebbe innescare un domino incredibile. Sia Marquez che Martin sentono l’odore del “sangue” rosso, chi ne paga le conseguenze è Bastianini il cui weekend rispetta questa tensione. Weekend da dimenticare per Vinales e Bezzecchi, che a dispetto delle moto hanno fatto davvero una magra figura. Incombe il mercato anche su di loro. Aleix Espargaro ha annunciato il ritiro a fine anno, facendolo nel modo migliore possibile con Pole Position, record del circuito e vittoria nella Sprint. Non si ritira da bollito almeno…

https://x.com/FranckyHawk29/status/1794010739155292660?t=LTgUGRpsrGDXdeCr67vMDQ&s=19

GARA SPRINT

È stata la sagra dell’anteriore. Chi era in testa alla gara decideva beatamente di stendersi. Prima Raul Fernandez, poi Binder ed infine Bagnaia che la lancia nel corso dell’ultimo giro quando sembrava ormai prossimo alla vittoria, facendo rimanere di sasso anche i due telecronisti di Sky Sport. La vince Aleix Espargaro nel giorno dell’addio ma il vero mattatore è Marc Marquez che partendo dalla 14^ posizione dopo la prima curva è già in P8. Risalirà fino alla P2 lasciando sul posto prima Martin (4°) e poi Acosta che chiude sul podio. Bastianini chiude la TOP5. Giapponesi non pervenute, come sempre. Curiosità… Marc Marquez nella Sprint 2024 è stato più veloce della migliore GP23 della Sprint 2023 (1.3″ in meno).

GARA

Partenza e prima  parte di gara stratosferica da parte di Pedro Acosta. Tutti si aspettano una sua vittoria ma nel momento in cui deve farlo succede qualcosa. Si stende dopo aver battagliato con Jorge Martin, direi inutilmente. Tattica di gara da rivedere e dalla quale imparerà per il futuro anche perché montando la S dietro aveva tutto il tempo di finire a podio, come ha poi fatto Marc Marquez. Invece si è ingarellato con Martin permettendo il rientro di Bagnaia e facendo sì che Martin distruggesse la gomma. Bagnaia l’ha vinta tatticamente, aspettando il momento giusto e riprendendosi quanto aveva gettato al vento nella Sprint. Bicchiere mezzo pieno perché si sarebbe portato via ben 37 punti (25+12) invece perde addirittura un punto da Martin.

Il Pilota di Pramac mi è sembrato un po’ “spento” in questo weekend, non era il solito Martin bello pimpante ed incazzoso nel corpo a corpo bensì ha alzato troppo  velocemente bandiera bianca. Ha chiuso il weekend totalizzando più punti di tutti ed è in testa al Mondiale, probabilmente non ne aveva più di tanto ed ha “gestito” visto il notevole vantaggio in Classifica.

https://x.com/FranckyHawk29/status/1794360796438569414?t=klPF_FuFhO4BRbRX6JsNsQ&s=19

QUANTO VALE QUESTO MARC!?

Inutile giraci intorno. Marc sulla Ducati è stato un bene per tutti, soprattutto per Bagnaia che finalmente può misurarsi con un Campione del Mondo e battagliare con lui. Fin’ora non si era mai visto uno scontro con Mir o Quartararo, mentre Marc è uno che mette pepe al culo e già gli ha messo le ruote davanti in gara facendosi sentire anche nei sorpassi. In Ducati sanno perfettamente cos’hanno tra le mani perché la classifica dice che è lì a giocarsela per il Mondiale con la GP23 e Marquez ci sta mettendo del suo. Vi ricordate quando dicevamo “che con queste MotoGP è difficile sorpassare” mentre in due GP questo qui ne ha fatti 45… 

Sicuramente in Ducati staranno guardando i suoi dati ed avranno capito che il margine di crescita su questa moto è tale da non potersi permettere di perderlo. Vedremo cosa accadrà. La classifica mondiale ci dice che attualmente è con Bagnaia in lizza per il Titolo Mondiale all’inseguimento di Martin, con addirittura 20 punti in più di Bastianini, Pilota Factory.

Appuntamento questo weekend al Mugello, ci sarà da divertirsi.

N.B. Enea Bastianini si è fatto buttare fuori dal GP praticamente, rischiando la bandiera nera. Il motivo è uno steward panel ALLUCINANTE. Prima puniscono Bastianini con un LLP per il taglio della curva 2 poi si accorgono a fine gara che Bastianini era andato lungo a causa di un sorpasso di Alex Marquez. Alla fine è stato retrocesso di molte posizioni perché gli sono stati comminati 32 secondi di penalità. Sono alla frutta.

Francky

 

 

 

 

MOTOGP 2023-GP DEL GIAPPONE MOTEGI

Tutti d’un fiato dalle Indie al Giappone per il classico di Motegi.

Assenti per infortunio Bastianini, Marini, Alex Marquez (ormai si deve fare il contrappello come durante il servizio militare) si rivede finalmente Alex Rins che torna sulla Honda di Cecchinello per le ultime gare prima di passare in sella alla Yamaha ufficiale nel 2024. In pista anche il collaudatore Yamaha Cal Crutchlow vecchia conoscenza del circo iridato.

La pista di casa Honda è iperconosciuta dai baldi giovani del Motomondiale, pertanto gli stessi non patiranno l’assenza di dati e riferimenti come lo scorso weekend. Ciò dovrebbe portare i valori in campo alla condizione pre-India.

 

QUALIFICHE

Il pilota più in forma del momento resta Jorge Martin che conquista una splendida pole abbattendo il record del circuito fissato al mattino da Binder durante le FP. Bagnaia agguanta il secondo posto in extremis con un giro dei suoi che non è comunque sufficiente a battere lo spagnolo. In terza posizione un redivivo Jack Miller che lo scorso anno a Motegi aveva addirittura vinto la gara. Il mattatore di Buddh Bezzecchi “solo” quarto davanti all’altra Ktm di Binder e ad un magico Di Giannantonio davanti a Marc Marquez “ottimo” settimo.

Bezzecchi ha approfittato dell’aiuto della scia offerta da Bagnaia dopo che nel primo tentativo era caduto rovinosamente con la prima moto. Questo in faccia a tutte le malelingue.

 

SPRINT RACE

Jorge Martin mette in scena una gara alla sua maniera. Se ne va salutando subito i compagni di viaggio e l’unico in grado di stargli vicino è Binder che si issa presto al secondo posto.

Bagnaia rimane a battagliare con Miller e finisce sul terzo gradino dello “sprint podio” lasciando per strada altri 5 punti in favore dello spagnolo che arriva a -8 in classifica generale. Bezzecchi si arrabatta sino alla sesta posizione preceduto anche da Zarco ma davanti al buon Marquez che riesce a mantenere la posizione di partenza in griglia. Opache le Aprilia che finiscono anche dietro all’ottimo Di Giannantonio. Mir resta in piedi e finisce tredicesimo, mentre Quartararo arriva quindicesimo davanti al compagno di team che non vede l’ora di salire sulla sua Ducati.

 

GARA

La corsa parte quando inizia a scendere qualche goccia d’acqua. Giusto un giro e tutti i migliori prendono la corsia box per il cambio moto. Il più veloce della prima fase è Aleix Espargaro che monta una rain morbida come Marquez. La pioggia leggera aiuta lo spagnolo che però ben presto viene sopravanzato dai soliti Big man mano che la pioggia si intensifica. Cade Binder e la gara prosegue con Martin che tiene Bagnaia a distanza di un secondo mentre Marquez risale sino al terzo posto.

Ma verso metà gara la pioggia aumenta al punto che prima Espargaro e, subito dopo, Bagnaia e Marquez alzano il braccio per far uscire la bandiera rossa: poca visibilità ed i piloti partiti con caschi non adattati alle nuove condizioni climatiche, consigliano di usare il buon senso.

Meno di un ora di pausa e la direzione gara fa rientrare i piloti in pista per un nuovo tentativo prima che l’oscurità scenda sulla pista.

Sighting lap e Warm up lap sono sufficienti per dire basta, arrivare oltre la metà gara e assegnare il punteggio pieno.

Jorge Martin completa un altro filotto (pole, sprint, gara) dopo quello di Misano. Conferma così di essere il più in forma del periodo e rosicchiando altri punti al leader Bagnaia che resta tale ma con sole 3 lunghezze di vantaggio. Marc Marquez conquista un podio nel giardino di casa Honda che potrebbe anche essere il suo regalo d’addio alla casa di Tokio.

 

CONSIDERAZIONI SPARSE

Ad ottobre in Giappone il clima è spesso piovoso. Far partire la gara alle 15 locali per fare un “favore” agli spettatori europei resta un idea idiota oggi come lo è stato in passato anche per altre discipline motoristiche. Le giornate si accorciano ed un ritardo qualsiasi porta al risultato di non riuscire a finire la corsa. Attribuire il punteggio pieno con il solo 50% di gara percorso è bizzarro a prescindere dal tifo e dal vincitore.

Bagnaia ha dilapidato tutto il vantaggio a partire dalla caduta di Barcellona. Lo scorso anno ha mostrato di saper vincere rimontando, quest’anno dovrà dimostrare di sopportare la pressione di chi lo insegue.

Ormai manca solo l’annuncio ufficiale di Marquez alla corte di Gresini. Un terremoto visto che ha spostarsi è il pilastro della categoria del dopo Rossi. Potrebbe riuscire in un impresa epica e farlo laddove tanti altri non sono riusciti addirittura in un team satellite. Pur non essendo dotato dell’ultima versione di Desmosedici le differenze tra l’ultimo upgrade ed il precedente delle moto bolognesi sono davvero poche. Ci sarà da divertirsi e ci sarà da sputar veleno tra i tifosi socials..

Appuntamento a tra 15 giorni in Indonesia.

 

Salvatore Valerioti