Archivi tag: Yamaha

LA TIGRE DELLA MALESIA – SEPANG POST GP

Bagnaia vince a Sepang, nel giorno del Sic, dopo una splendida lotta con Bastianini. Quartararo sale sul podio, Aleix fuori dal Mondiale che si deciderà a Valencia.

Nel giorno del Sic, Bagnaia vince il GP di Sepang ed ipoteca il suo 2° Titolo Mondiale. Rimandato tutto a Valencia, con 23 punti di vantaggio su Quartararo. Pecco ha sconfitto Bastianini dopo una lotta a tratti drammatica. 

Bastianini non ha ceduto un metro, non ha concesso nulla nonostante sia stato impresso la dicitura BAGNAIA nel momento in cui Bezzecchi si è riportato a ridosso di Quartararo. Si perché per un certo numero di giri Bezzecchi è stato l’ago della bilancia, poi ha finito le gomme ed ha chiuso 4°.

Personalmente mi aspettavo di vedere più Ducati la davanti, invece Martin si è steso come al solito, Zarco sta ancora parlando di Marquez ai microfoni di Sky, Marini ha avuto un problema tecnico e “Diggia” ancora non ha ingranato.

Marquez chiude 7° un weekend in cui ha provato un po’ di robe per il 2023, dietro a Rins ed all’altra Ducati Factory di Miller. Fuori definitivamente dalla lotta per il Mondiale Aleix Espargaró che chiude 10° un weekend in cui Aprilia aveva dei grossi problemi, Vinales addirittura ha chiuso 16° a quasi 10″ da Aleix.

ORDINI DI SCUDERIA

Probabilmente oggi è stato uno di quei giorni in cui se fosse finita diversamente avremo visto contratti stracciarsi e pagate fior di penali. Bastianini nonostante la delicata situazione ha fatto la sua gara, personalmente poteva evitare visto che ne manca soltanto una. Quartararo ha avuto un Morbidelli che si è letteralmente spostato manco fosse Petrucci a Valencia 2015. Gli ordini di scuderia sono una porcata, ma compattarsi da porci è ancora peggio. Il “Baz pensiero” non va bene.

VALENCIA.

Ricordo due momenti davvero nitidi. La scivolata di Dovizioso nel 2017 e quella di Rossi nel 2006. Il primo inseguiva uno davvero forte, il secondo dilapidò un vantaggio frutto più dell’aiuto di Pedrosa che altro… Questo per ricordarvi che Valencia è un fottutissimo kartodromo dove le gare sono in gruppo e tutto può succedere. A Bagnaia serve soltanto arrivare a punti, dal 14° in su. Nient’altro ed il Titolo Mondiale Piloti tornerà a Borgo Panigale dopo 15 anni. 

State pronti, il 6 Novembre è vicino…

P.S. Quartararo chiude 3° a Sepang con una Top Speed di soli 4 Km/h inferiore alla GP22 di Bagnaia. Tutte le manfrine sul motore sono soltanto storielle create ad arte per giustificare una debacle clamorosa, nonostante abbia tenuto a galla un Mondiale, per gentile concessione proprio di Bagnaia… che con una moto da 13 vittorie su 19 gare ed a podio in ogni GP avrebbe dovuto chiuderlo quantomeno a casa dei Jap. IMHO 

Francky

MOTOGP 2022- GP DI MALESIA, SEPANG

Il sorpasso è compiuto: Bagnaia adesso è a +14 su Quartararo.

Degli eventi australiani della scorsa domenica se ne è già parlato a sufficienza quindi è necessario tuffarsi a capofitto sulla pista di Sepang che potrebbe portare Pecco sul tetto del mondo già la prossima domenica mattina. Basterebbero 11 punti di differenza per poter affrontare Valencia come una passerella invece di arrivarci con la pressione dell’esame finale.

Sarebbe bello per Bagnaia festeggiare in Malesia dove festeggiò il titolo Moto2 e soprattutto farlo in occasione dell’anniversario della morte del Sic per poterglielo dedicare.

11 punti che si traducono nell’obbligo del podio per Quartararo in caso di vittoria di Bagnaia in Malesia. Ma non mi inerpicherò con i calcoli matematici per tutte le altre combinazioni che lascio volentieri a quelli più bravi.

E non farò nemmeno il classico elenco di piloti e/o moto per discernere in merito alle loro ambizioni. Dopo venti gare direi che tutti noi abbiamo sufficienti elementi per capire cosa potrebbe o meno accadere.

Messe da parte le ovvietà vado oltre, avvisando chi legge che sta per arrivare un pippone. Chi non ne sente il bisogno (o non ne avesse la voglia) può tranquillamente evitare di andare oltre nella lettura. Grazie, tanto non mi offendo.

Il bello di scrivere qua sopra è che, non dovendo rendere conto a nessuno (non siamo testata giornalistica), non siamo obbligati a compiacere un editore piuttosto che qualcuno che ci “acquista” in edicola o ci “clicca” sul web. Possiamo dire quello che pensiamo, liberamente, senza per questo voler insultare nessuno pur di creare hype e, soprattutto, senza dover leccar culi a destra e a manca a seconda di dove tira il vento.

Perciò… avanti coi carri…

Siamo nelle condizioni di poter (forse) festeggiare il primo pilota italiano WC in sella ad una moto italiana dai tempi di Agostini e che mi tocca leggere in giro? Siamo nelle condizioni di poter (forse) festeggiare un titolo Ducati dopo 15 anni e che leggo in giro? Solo polemiche sugli atteggiamenti dei bolognesi verso i propri piloti. E soprattutto da coloro che poi “dimenticano” di far menzione dell’avviso mandato da Yamaha a Crutchlow quando aveva Quartararo nel codone proprio domenica scorsa…

Qualcuno mi ha fatto notare che Bagnaia ha vinto perché “protetto” da Bezzecchi.. A metà gara? Per un paio di giri in cui Marco non ha provato a passare e poi è pure finito ben dietro?

Peccato che gli stessi si siano dimenticati di far notare che Miller (suo vero compagno di squadra) lo abbia sorpassato due volte salvo poi essere ripassato (in modo pulito e vero) da Pecco..

Posso arrivare anche a capire che commenti del genere arrivino dall’estero, ma non li concepisco se arrivano da “casa nostra”. Ma orgoglio nazionale seppur in quantità minima ne abbiamo o no?

I team order non piacciono nemmeno a me. Li aborro ad inizio anno, li aborro per le posizioni di rincalzo, li aborro quando privano della vittoria di una gara. Ma è necessario fare dei distinguo ben precisi e ridurre alla realtà quanto succede in pista.

Una Casa investe paccate di milioni tutti gli anni e, alla fine della fiera, i piloti altro non sono che dei suoi dipendenti, di lusso ma pur sempre dipendenti. Subordinati o para subordinati poco cambia. Se una casa “decide” di puntare su un pilota è un torto? Se Ducati ha deciso di puntare su Bagnaia ne avrà diritto o no dopo che per 15 anni ha messo soldi in quantità?

Questi “contestatori” mi devono spiegare quanto sia “migliore” il comportamento di Honda e Yamaha. Per anni hanno addirittura prodotto moto adatte ad un singolo pilota pur di vincere. Ducati ha fatto una moto che va forte con tutti i piloti e non può “scegliere” il pilota con cui provare a vincere? Ma dove c’è scritto? E’ lei che mette il grano o mi sono perso qualcosa?

Non è di fatto un team order mettere sotto il culo degli altri oggetti che non riescono a farli performare e poi sviluppare gli stessi secondo le indicazioni di chi invece performa?

Costoro che criticano Ducati perché cerca di portare via il titolo al “fenomeno” Quartararo dove erano nel 2020 quando lui guidava una Yamaha 2020 e Morbidelli gli stava davanti con una 2019 “rischiando” di vincere il mondiale prima di lui? Dove erano quando Jarvis li ha promossi entrambi nel team interno e poi ha tolto il capotecnico a Franco?

Non ho nulla contro Fabio, ma la coerenza e l’obiettività sono ormai ricordi lontani.

E lo sono anche quando si commentano gli ultimi mondiali non marchiati Marquez.

Partendo dal postulato che quando si afferma che certi campioni nascono ogni 10 anni, risulta scontato che non tutti possono chiamarsi Marquez, Rossi, Stoner, Lorenzo, Doohan etc.

Come è possibile sentire “lamenti” quando uno di questi domina perché lo spettacolo latita e poi ricevere “lamenti” diametralmente opposti quando le gare ed i mondiali sono più “combattuti” ed incerti?

Ok, Pecco avrebbe dovuto chiudere il mondiale con qualche gara d’anticipo… Dovreste essere contenti che non l’abbia fatto. Vi sta regalando il dubbio sino alla fine dandovi il gusto di guardarvi le ultime gare. Ringraziatelo, che vinca o che perda…

 

Fine del pippone e godetevi le gare….

 

 

PS.

Agevolo l’aggiornamento del confronto-punteggio eliminando tutte le altre Ducati davanti ed in mezzo ai due contendenti.

 

(immagine di copertina tratta da tuttomotoriweb)

 

MOTOGP 2022-GP D’AUSTRALIA PHILLIP ISLAND

Terz’ultimo appuntamento di stagione e ritroviamo una delle più belle piste del pianeta, Philip Island.

Anche stavolta l’ultimo appuntamento risale al 2019 quando trionfò Re Marquez. Sembra preistoria eppure sono passati solo tre anni.

Pista affascinante, ricca di saliscendi, di curve di ogni genere e tipo, di pieghe prolungate e di pieghe rapide e repentine. Il paradiso per un motociclista che si lancia fuori dall’ultima curva e vede la pista sparire sotto il cupolino. L’ultimo asfalto visibile si tuffa nelle acque dell’oceano salvo poi riapparire sotto forma di una lunga discesa verso la prima curva del circuito, una veloce e lunga sinistra che appena finisce diventa una lunghissima ed eterna destra e così via…

Chiedo venia, ma sto parlando della pista che avrei sempre voluto provare una volta nella vita (e che non proverò mai) e mi sono lasciato scappare la mano.

I baldi giovani del motomondiale potranno divertirsi. Per loro fortuna un tale di nome Casey non sarà presente, quindi potranno atterrare in Australia con la speranza di quella vittoria che ai colleghi dei tempi di Stoner era preclusa già al gate dell’aeroporto di partenza.

Due soli punti separano Fabio Quartararo e Francesco Bagnaia, con un’inerzia che ormai è tutta dalla parte dell’italiano dal rientro della pausa estiva.

Questa dovrebbe essere la pista “migliore” per Fabio e la Yamaha delle tre rimaste per il 2022. Dopo le ultime prestazioni il francese deve tirare fuori il carattere e dar lustro a quel titolo che ancora si può pregiare di detenere. Non ci sono scuse. Fabio è obbligato a vincere e mettere in cascina punti per poi difendersi a Sepang dove le Ducati saranno avvantaggiate e non di poco.

Naturalmente Pecco Bagnaia e lo squadrone Ducati non faranno sconti. Miller si troverà sulla pista di casa in un momento di forma strepitosa e fresco sposino della sua bionda. Con ogni probabilità per lui sarà una delle ultime occasioni in carriera per vincere nel suo paese e ci vorrà provare. Nel 2019 arrivò a podio davanti a Bagnaia quando entrambi erano piloti Pramac.

Oggi la posta in palio è ben più alta. Nonostante le polemiche nostrane il pilota Ducati più in alto in classifica ad oggi non ha ricevuto favori dai compagni di marca che, come scritto giorni fa, alla fine hanno rubato ai due leader della classifica lo stesso numero di punti da inizio stagione.

Ma noi italiani siamo bravi a farci del male e a creare polemiche ad hoc per guastare qualsiasi festa potrebbe capitarci. Se insieme a questo ci mettiamo anche il comportamento goffo del management Ducati allora tocca a quattro inutili tifosi cercare di giustificare un plausibile gioco di squadra. Che secondo chi scrive sarebbe più che lecito dopo ben 15 anni di digiuno, sacrifici ed umiliazioni.

La memoria è corta e pochi ricordano da che punto sia ripartita la Ducati dopo il periodo Rossi/Preziosi.

A Borgo Panigale fecero un reset totale, di personale, di filosofia costruttiva, accettando un regolamento che gli consentiva di correre sperimentando ma senza possibilità di poter essere competitivi.

Se oggi se ne possono raccogliere i frutti ben venga che li si colgano usando qualsiasi arma capiti sotto mano.

Sarebbe bello che la gara fosse una battaglia a due. Un duello uno contro uno, da inizio gara sino alla fine, senza nessuno nel mezzo, senza che si possano gettare insinuazioni sull’intervento degli altri. Non importa se per la vittoria assoluta o per l’ottavo posto…solo uno contro uno.

Ma sono convinto che il pubblico riuscirebbe a trovare spunto ugualmente per avvelenare i risultati. Perché ormai questa è diventata la consuetudine: il pubblico non sa più “godersi” la competizione senza insinuare presunti vantaggi siano essi tecnici che sportivi.

Questa volta non potrà essere “la gara degli altri”. Con tre appuntamenti ed un distacco così ridotto tra i due contendenti gli altri ricopriranno il ruolo dei comprimari.

Il più “lussuoso” di tutti resta Marquez che pian piano sta ritrovando la forma. Siamo di fronte ad una pista “sinistrorsa”, la tipologia preferita dallo spagnolo. L’incidente ha coinvolto il braccio destro che qui sarà meno sollecitato che altrove. Queste premesse lo inseriscono d’ufficio nel novero dei candidati alla vittoria di tappa seppur con qualche chance in meno rispetto ai nostri due per i motivi che tutti conosciamo. Marc ha però tanta classe e tanta voglia quindi non si risparmierà e, soprattutto, non farà sconti a nessuno di fronte ad una possibile vittoria.

A questo punto dovrei elencare il resto della griglia come di solito si fa in queste occasioni. Le ambizioni di ognuno le consociamo. Ve le risparmio.

Buona gara a tutti.

Salvatore V.

 

(immagine di copertina tratta dal sito di tripadvisor)

TOPRAK DOPPIETTA, BAUTISTA REGGE L’URTO, REA ABDICA ANCORA. PORTUGAL WSBK

Anno 2021, fine del GP a Portimao. L’allora Pilota Factory Aruba chiude tutte e tre le gare al 2° posto, perdendo punti sia da Razgatioglu che da Rea, si ritrova a 54 punti dalla testa della classifica.

Anno 2022, la musica è cambiata… O meglio il Pilota è cambiato. Alvaro Bautista è in testa al Mondiale con ben 56 punti su Razgatioglu. Praticamente 100 punti in più rispetto a Redding.

La moto è rimasta uguale, il Pilota è nettamente più forte o nettamente più leggero? Opto per la prima, poiché Micheal Rinaldi non è un peso massimo eppure le prendeva regolarmente da Redding. La differenza la fa tutta il Campione del Mondo 250…

In tutta onestà trovo ridicole le “scusanti” di Rea e Razgatioglu sul peso del Pilota e la potenza della moto. Kawasaki e Yamaha hanno tanto da lavorare se vogliono vincere il Mondiale Piloti e battere questo binomio.

Sia in gara 1 che in Superpole Race si impone Razgatioglu davanti a Bautista. Mentre in gara 2 vince lo Spagnolo. Tra chiude tutte le gare sul gradino più basso del podio e dice addio, anche quest’anno, alle possibilità di vincere il Mondiale. C’è da dire che gara 1 è stata più corta, quindi il vantaggio è stato tutto per Razgatioglu.

Resta da capire quale sia il fattore dominante per Ducati/Bautista. A mio avviso sono gli unici che riescono e sfruttare gli pneumatici fino all’ultimo giro, nelle gare lunghe. Hanno fatto un ottimo lavoro ed il Mondiale Piloti, che manca dal lontano 2011, è sempre più vicino.

Quello che mi chiedi è come mai Rinaldi, che pesa quasi quanto Bautista, non sia al secondo posto in classifica Piloti… La differenza la fa tutta il buon Alvaro, che ha migliorato notevolmente l’approccio alla gara ed è in debito con Ducati di un Mondiale (2019). Rea ancora ringrazia…

Un Jonnhy che purtroppo è in una naturale fase calante della carriera ma che continua a regalare show (pole stratosferica) nonostante non sia più il cannibale di un tempo. Tempo che passa per tutti, anche per i cannibali.

Argentina, Indonesia ed Australia. 3 Round alla fine. Sarà uno spettacolo.

 

Francky

MOTOGP- “L’AIUTO” DELLE ALTRE DUCATI A PECCO……

Esordisco con quanto ormai sostengo da molto tempo.

“A noi italiani non piace perdere, ma ci fa enormemente schifo vincere perché poi non possiamo lamentarci di aver perso”.

Mi riferisco alle mille mila battute, considerazioni, congetture, veleni che sto sentendo in merito al comportamento di Ducati nei confronti dei compagni di marca di Pecco Bagnaia, reo di essere stato “scelto” per riportare a casa il mondiale dopo 15 (ripeto QUINDICI!) anni.

Non pretendo che tutti gli italiani debbano per forza tifare per i nostri colori come il sottoscritto, ma che almeno non spargano veleni inutili su una vittoria che magari manco si riuscirà a portare a casa. Posso arrivare a capire che questa campagna “contro” possa essere portata avanti dagli “stranieri”, ma dai miei connazionali lo capisco molto ma molto meno. Tifate per altri che non siano italiani? Lecito, nessuno vi dice nulla, ma sarebbe bello ci si limitasse a quello.

Signori, qui non stiamo parlando di qualcuno che ha vinto per anni di fila e che magari ha pure stufato Qui stiamo parlando della sua prima volta,  quindi….

La Gp22 è la moto migliore tra tutte? E sti grandissimi cazzi…. Quante volte abbiamo visto vincere moto molto inferiori alle altre? Volete dire che Le varie Honda (ricordo che riempivano la griglia all’epoca) degli 80/90 erano inferiori alle Yamaha? Volete dire che la Suzuki di Kevin era davvero un cesso a pedali?

E anche basta…

Francesco Bagnaia da Chivasso sta portando a termine una stagione importante pur costellata da tanti troppi errori. Vi fa così tanto schifo vederlo campione?

Allora togliamo titoli a gente come Criville, come KRjr, come (pace all’anima sua) Hayden, come Mir.

Se oggi ci sono 8 Ducati in pista non è colpa di Ducati che ha invece “parato” il culo alla Dorna che si sarebbe ritrovata con 4 moto in meno.

La faccenda dei punti tolti a Quartararo e/o regalati a Pecco la chiudiamo con lo specchietto di cui sotto che vado a spiegare.

Avevo 20 minuti da “buttare” ed ho analizzato il risultato finale di ogni GP da inizio anno ad oggi mettendo nelle due colonne in bianco il punteggio ottenuto per ogni singola gara dai due contendenti.

Nelle colonne in giallo invece troviamo i punti che avrebbero ottenuto togliendo dai piedi tutte le altre Ducati finite davanti e/o in mezzo ai due in questione.

Sarà pure un caso, ma hanno perso entrambi lo stesso numero di punti e ci ritroviamo lo stesso scarto finale….

Oggi Pecco è in superiorità tecnica? Quanti altri WC non lo sono mai stati? Anche quelli con la moto che “funzionava” solo sotto il proprio deretano e non funzionava sotto quello degli altri… A partire ad esempio proprio da Stoner.

Godetevi le gare e godetevi il mio concittadino senza troppe paturnie. E’ italiano come voi, anche solo per quello…

Saluti.

Salvatore V.

(immagine di copertina tratta dal sito automotorinews)