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NON A CASA MIA – GRAN PREMIO DELLE AMERICHE POST GP

“NOT IN MY HOUSE”!

Quando si arriva al COTA sembra di rivedere Mutombo e quel suo ditone davanti il volto ti indica che stai sbagliando a provarci a casa sua. Gli Stati Uniti sono il Regno incontrastato del Re, che ci ha vinto per ben 13 volte in tutte le classi. 

Marc Marquez ha alzato quel “ditone” e lo ha piazzato in faccia a Quartararo e Bagnaia, le nuove leve della MotoGP, facendogli capire chiaramente sin dalla prima curva che non ci sarebbe stata trippa per gatti. Partenza perfetta e tanti saluti alla compagnia. Dopo 5 giri in cui Quartararo sembrava poter tenere il ritmo, Marquez ha abbassato di mezzo secondo ed il buon Fabio non ha avuto scampo. Seguire Marquez e finire in terra oppure il Mondiale? Quartararo ha scelto bene, segno di un maturità importante anche perché di passo per stare con Marc non ne aveva.

QUARTARARO VEDE IL MONDIALE.

Gara straordinaria di Fabio ad Austin, che giustamente festeggia con modi e toni di chi sa di averla vinta. Si perché ha vinto la gara dei comuni mortali. Ha tenuto dietro Bagnaia ed ha messo in cascina 4 punti importantissimi che gli consentiranno di vincere il titolo Mondiale già a Misano tra due settimane. A casa loro…

BAGNAIA SCONFITTO, DUCATI NO.

Chi esce sconfitto è sicuramente Pecco Bagnaia che, dopo una strepitosa Pole Position, “pecca” in partenza e si fa inghiottire dal gruppone mentre Quartararo gli chiude la porta magistralmente in curva 1. Gara tutta in salita per lui che, grazie anche al gioco di squadra Ducati, riesce ad agguantare un podio prezioso pur perdendo la “sfida interna” con Quartararo.

Ducati ha messo in mostra un ottima condotta di gara con tutte le frecce del suo arco, ad eccezione del fratello di Rossi e del buon Johann Zarco. Il francese è finito di nuovo a terra, ed io che lo vedevo come il migliore nel gruppo di Piloti Ducati mi sbagliavo di grosso. 

Ducati Team. Immagine MotoGP.com

Miller ha condotto una gara stupenda, in funzione del suo Compagno di Team. È partito fortissimo, si è piazzato alle spalle di Marquez, Quartararo e Martin ed ha tenuto il gruppo compatto fino al giro 9 quando Bagnaia ha superato Rins. Una volta assicuratosi che Pecco fosse alle sue spalle lo ha lasciato sfilare, entrando in bagarre con Rins e creando quindi un gap importante per Bagnaia.

Nel finale di gara, a gomme ormai finite, grande bagarre con il Campione del Mondo in carica. Mir lo ha superato con un sorpasso deciso, peccato che fosse una carenata a buttar fuori l’avversario. Se l’avesse subita lui staremo ancora qui a sentire le urla ed i pianti in direzione gara. É vero che “It’s Racing Baby” è bello, ma non quando vieni letteralmente buttato fuori.

Poche volte abbiamo visto un Campione del Mondo esser redarguito in pista così. Immagine MotoGP.com

CAMPIONE DEL MONDO IN CRISI

Diciamocelo. Sembra di rivedere Kenny Roberts JR nel 2001, stessa moto e stesse delusioni. Un Joan Mir incapace di vincere e di graffiare. Un Mir capace di sorpassi bellissimi e durissimi allo stesso tempo (andatevi a rivedere Portimao 2021 e l’entrata su Marquez). Se non fosse che ogni volta che ne subisce uno lui, oppure qualcuno si mette nella sua scia in qualifica si mette a frignare alla prima telecamera utile.

Jack Miller ha insegnato al Campione del Mondo quello che dietro ai banchi di scuola non impari, ma che impari per strada. Se vuoi fare il duro, abituati ad esser trattato da duro.

IL RESTO DEL MONDO.

Sempre meglio Enea Bastianini che con la Ducati di Garibaldi chiude 6°, grazie anche al sorpasso/suicidio di Mir su Miller all’ultimo giro. Sempre più nei Top10, la “Bestia” ha in mano la Ducati. Non avrà il talento di Martin (così dicono) ma ha senza dubbio imboccato la strada giusta. Ottima gara anche per Alex Rins che per una volta rimane in piedi e finisce 4° ai piedi del podio. A differenza del compagno di squadra (il Campione del Mondo in carica) lui ci prova ogni gara, butta sempre il cuore oltre l’ostacolo e quasi sempre butta pure la moto nella ghiaia. Pecca di intelligenza tattica (a differenza di Mir) ma almeno ci prova e non fa i calcoli da buon alunno durante il GP.

Capitolo Martin. Aveva in mano il 4° posto, non c’era nulla di male a fare passare Bagnaia ma con quel dritto al serpentone del COTA si è beccato il long lap penalty. Risultato? Ha perso la posizione su Rins. Sembrava di vedere il buon Danilo Petrucci in quel di Valencia 2015, quando per scansarsi andava sugli spalti….

KTM L’AVETE VISTA⁉️

Tutti ad incensare il buon Dani Pedrosa, neanche fosse Micheal Jackson tornato in terra, quando la KTM vince. Ma vogliamo dirlo che KTM è sparita dai radar? Anche in questo GP nulla, desaparecidos… Resta da capire se il problema sia la moto o i Piloti del Team Ufficiale, visto che in Tech3 ormai navigano a vista…

Classifica Mondiale 👇

Classifica Mondiale.
Con tre Round alla fine, sui circuiti di Misano, Portimao e Valencia, Quartararo potrebbe già chiudere i giochi proprio in Italia. Gli basta una vittoria ed a meno che non piova, la mia impressione e che Fabio avrà la corona di alloro in testa già alla fine della gara al SantaMonica…

 

✍️ Francky

 

P.S. Ha molti può dare la sensazione che questo 2021 di Marquez sia molto simile al 1993 di Doohan. Non c’è niente di più sbagliato. 1. Doohan non si è fermato per un anno, non è stato così tanto tempo lontano dai circuiti, Marquez non ha guidato una moto per un quasi un anno. 2. Il GAP tra le moto del 1993 e quelle di oggi è ENORME. Nel 93 le moto che andavano davvero forte erano le Ufficiali ed i distacchi in ogni gara erano altissimi, in questo 2021 le moto hanno raggiunto un livello tale che vincere è sempre più difficile, perché la concorrenza è triplicata rispetto a 30 anni fa. 

Quindi NO. Non è simile al 1993 di Doohan. Questo è il 2021 di Marc Marquez, l’anno del ritorno di un Pilota che saltò un intera stagione di MotoGP. È storia.

CHE GUERRA SIA – TOPRAK VS REA – PORTOGALLO SBK POSTGP

Il Mondiale è esploso in una rivalità a colpi di “post-vittoria”👇

È stato un weekend che difficilmente dimenticheremo. Sarà un Campionato Mondiale Superbike che difficilmente andrà in soffitta senza lasciare strascichi, quegli strascichi che hanno fatto grande ed inimitabile questa categoria.

Sulla bellissima pista dell’autodromo dell’Algarve i due contendenti al Titolo, ormai diventati nuovamente tre, se le sono date di santa ragione non lesinando colpi di carene, entrate brutte ed al limite del consentito, cadute ed esultanze da stadio.

Caduta di Rea nel curvone, in gara 1.

Sembrava che Redding fosse fuori dal Mondiale ed invece, vuoi per le cadute di Rea (Gara1 e SP Race) e di Razgatioglu (Gara 2) e vuoi per tre secondi posti in ogni gara, guadagna 49 punti importantissimi in vista degli ultimi due Round Mondiali.

È un weekend col dramma dietro l’angolo. In gara 1 Rea perde l’anteriore nel curvone che immette nel rettilineo, incidente per fortuna senza conseguenze ma che spiana la strada alla vittoria, di forza e di cattiveria, di Toprak su Redding.

La SP Race è contraddistinta dalla pioggia, ed è qui che si consuma un’altra uscita di scena drammatica. Rea cade ancora e dice addio definitivamente al Mondiale. Per fortuna Toprak quando piove non è lo stesso Pilota che è sull’asciutto… Chiude 6° e guadagna soltanto 4 Punti. La gara veloce la vince quella vecchia volpe di Van Der Mark, che riporta la BMW sul gradino più alto del podio da Nurburgring 2013.

Scott Redding sul podio in tutte e tre le gare.

Il Mondiale sembra roba fatta, con Toprak in queste condizioni. Ed invece in gara 2 viene tradito da un pezzo della parte anteriore della moto, mentre è in piega nel curvone dove in gara 1 era caduto Rea. Cade Toprak e Jonnhy va a vincere la gara, annullando il gap che si era creato. C’è da dire che non è stato un errore di Razgatioglu ma forse gli Dei del Motorsport non gli hanno perdonato lo “sfottò” verso un altro Pilota, nell’esultanza dopo la vittoria in Gara1.

Un weekend da incorniciare per il reduce dal “MotoAmerica” Loris Baz che chiude tutte e tre le gare sul podio, finendo per tutto il weekend davanti all’ufficiale Rinaldi. In Ducati dovranno offrire una moto al Francese… Una moto per il Mondiale.

In netta risalita anche la Fireblade, sia di Haslam che di Bautista. La sensazione è che i tecnici HRC ed il team abbiano trovato la quadra e dal prossimo anno potrebbero tornare al Top. Ma i Piloti⁉️ Ne Bautista ne Haslam saranno confermati, si vocifera Iker Lecuona…

Il Mondiale Superbike volerà tra due settimane in Argentina, per poi concludere la sua corsa in Indonesia. Avremo ancora 6 gare, 4 lunghe e due Superpole. Con 24 punti di vantaggio Toprak non è assolutamente al sicuro, perché dietro ha un Rea che vorrà vincere tutte le gare (se lo farà sarà 7° Mondiale). E rientra nei giochi anche Scott Redding che, con 54 punti di svantaggio, può ancora dire la sua soprattutto se quei due davanti cominciano a prendersi a carenate…

Classifica Mondiale.

✍️ Francky

P.S. Le scenette in cui viene preso in giro un altro Pilota non le ho mai sopportate. Soprattutto se si rispolvera roba vecchia come lo “scopettone” di Valentino Rossi in Malesia 2004. Quindi roba già “usata”. Toprak non ha bisogno di queste “bambinate”, non ha bisogno di essere un “clown” perché regala già abbastanza spettacolo in pista ed è nei cuori degli appassionati proprio per questo suo modo di guidare.

Quelle scenette lasciamole per il circo. Questo è il Mondiale Superbike. Per Duri e Puri. 
Valentino Rossi, Malesia 2004. Immagine tratta dal sito MotoGP.com

 

(Immagini utilizzate tratte dal sito WorldSBK.com)

 

MOTOGP 2021-GP OF THE AMERICAS AUSTIN (TX)

Round numero 15 del 2021 in scena ad Austin Texas. I ragazzi ritrovano il COTA dopo averlo saltato nel 2020. Sarà interessante capire le condizioni dell’asfalto visto che già in passato qualche problema c’era stato. Il circuito è usato parecchio per le corse di automobili: si creano avvallamenti nei punti di frenata che non aiutano affatto i piloti delle due ruote.  Fortunatamente non c’è ancora passata la F1 che con le sue enormi sollecitazioni avrebbe peggiorato le condizioni dell’asfalto. Sarà tutto sa scoprire dopo due anni di assenza, soprattutto se il meteo dovesse fare le bizze come probabile. Con l’acqua (ed i dislivelli che il tracciato presenta) la vita dei piloti e della direzione gara potrebbe essere particolarmente complicata.

Il layout della pista è molto vario: presenta curve per tutti i gusti e tutte le velocità, punti di staccata importanti ed anche allunghi in grado di scogliere le trecce ai cavalli delle moto più performanti del pianeta.

I team arrivano in America dopo qualche giorno di test portati a termine dopo la gara di Misano. Si sono viste alcune novità interessanti ed altre saranno state testate “sotto le carene” all’insaputa del resto del mondo. Qualche prova non può che aver fatto bene sia ai piloti che ai tecnici: in ottica di perfezionamento 2021 e, soprattutto, per gettare le basi 2022 quando le limitazioni imposte allo sviluppo delle moto causa Covid termineranno. In Honda, è stata provata un’inedita carena con linea che fa somigliare la RCV ad alcune Yamaha di serie degli ultimi anni.

Capire quanto abbia funzionato e se verrà adottata per l’anno prossimo non è ancora noto. I piloti hanno fornito buone sensazioni e potranno riprovare alcune novità minori già questo weekend.

Sembra impensabile, però il colosso giapponese è quello che si trova nell’obbligo di fare lo step evolutivo maggiore per riuscire ad allinearsi a Ducati, Yamaha e Suzuki che oggi come oggi sono moto migliori di quelle made in Tokio: questo dicono i risultati in pista.

Il campionato ormai vede Fabio Quartararo svettare di quasi 50 punti sul suo inseguitore Pecco Bagnaia. Al francese basterà restare sulla sella da qui a fine stagione, incollandosi alla ruota posteriore del Chivassese per portarlo a casa: questo deve fare. Certo, attaccarsi a quella ruota non sarà semplice perché il nostro portacolori si è messo ad andare fortissimo negli ultimi tempi restando pure dritto. Però la storia non è dalla parte di Bagnaia: l’unico in grado di vincere tre gare di fila con una rossa di Borgo Panigale porta il nome di Casey Stoner e pareggiarne il risultato sarà impresa ardua per il nostro ragazzo.

Paradossalmente più Pecco sarà indietro in classifica e più per Fabio sarà facile e meno rischioso (e converrà ndr) marcarlo a uomo vista la differenza di punti.

Se si parla di Austin non si può non tenere in considerazione che stiamo parlando di un feudo “Marqueziano”. E’ vero, lui non è al 100% e proprio nel 2019 non ha finito l’unica gara che non ha vinto in Texas. Però ha già vinto nell’altro suo feudo del Sachs, quindi mi aspetto Marc Marquez tra i protagonisti braccio e Honda permettendo.

Nel 2019 vinse invece Rins, togliendo a Valentino Rossi l’ultima occasione vera di vincere un GP che gli sia più capitata da quel tempo. Sarà complicato vedere entrambi nelle vicinanze delle posizioni che contano questa volta.

A meno di eventi inattesi (vedi qualche gomma meno prestazionale e/o la variabile pioggia)) la vittoria di tappa se la giocheranno Quartararo, Bagnaia, Marquez e forse Jack Miller.

Morbidelli su Yamaha ufficiale è parso ancora lontano da quella forma che una Motogp di oggi richiede. Se non sei perfetto ti complichi la gara già nelle FP che determinano l’ingresso diretto in Q2, ed i distacchi tra i vari piloti sono davvero ridottissimi ormai quando si parla di giro secco. A proposito di Franco è di questi giorni la notizia che il suo attuale capotecnico ex Vinales Esteban Garcia lascerà la Yamaha per lavorare in KTM: si potrebbero riaprire le porte del team di Gerno di Lesmo per Ramon Forcada che in tanti auspicano nuovamente al fianco del Morbido. Dita incrociate.

 

PS. Se volessi scommettere butterei qualche euro di Jorge Martin

PS2. Mi sono riletto prima di pubblicare: non ho nominato il Campione del Mondo in carica…chissà perchè?

UPDATE: Maverick Vinales non gareggerà ad Austin in segno di lutto per la scomparsa del giovane cugino Dean Berta Vinales la scorsa domenica.

 

MOTO2

Raul Fernandez/Remy Gardner. Remy Gardner/ Raul Fernandez. Raul Fernandez/Remy Gardner.

Questo ormai è l’andazzo del 2021 con solo le briciole per gli altri. Con 5 punti di differenza tra la vittoria ed il secondo posto e 34 in classifica a 4 gare dal termine, il buon Remy non ha nemmeno bisogno di stare a ruota dello spagnolo. Gli basta arrivare tutte le volte “primo degli altri” lasciando andare tutte le domeniche il proprio compagno di squadra a vincersele tutte. E’ vero, ho detto altro per la classe regina dove la distanza tra i primi due è ancora più ampia. In questa categoria la preparazione dei piloti e delle moto del team Ajo sta facendo quella differenza che può permettere all’Australiano di curarsi, ed anche in scioltezza solo degli altri.

 

MOTO3

42 punti di differenza tra il golden rookie Pedro Acosta ed il nostrro Dennis Foggia che s’è purtroppo svegliato tardi in stagione. Sarà il solito trenino di scie ma potrebbe invece essere il giorno di Romano Fenati. L’italiano è particolarmente in palla come dimostrato a Silverstone ed a Misano (nonostante tutto) e il COTA è una delle “sue” piste. Non mi stupirei nel vederlo allontanarsi in solitaria e salutare tutti dopo pochi giri per rivedere il gruppo dopo il traguardo.

 

(immagine in evidenza tratta da live gp)

 

Salvatore V

UN UOMO SOLO AL COMANDO – JEREZ WSBK POST GP

Non è stata affatto una bella giornata di Motociclismo. È stata una di quelle giornate che ti lascia un senso di vuoto dentro, al quale non ti puoi mai abituare. Il Motociclismo ed in particolare FIM e Dorna devono prendere una decisione immediata, soprattutto considerando che quest’anno ci sono stati tre incidenti mortali. Tutti e tre avvenuti nelle classi di “avviamento” delle varie competizioni, tutti e tre con le stesse modalità. Questo weekend la Signora in nero ha scelto Dean Vinales, pilota di punta del Team Vinales che corre nel Mondiale Supersport 300. Mondiale…. In vita mia non ho mai visto nessun mondiale correre con due moto (Yamaha R3 – Kawasaki Ninja 400) dalle prestazioni identiche e con un numero di partecipanti che supera le 40 unità…

Ma le nostre sono parole e considerazioni al vento che rimarranno inascoltate.

Il Motociclismo è pericolosissimo, ma è ancora più pericoloso dar vita a delle competizioni in cui le moto sono tutte uguali, sono troppe e messe in mano a ragazzini di 15 anni, che ancora dalla vita non hanno visto nulla.

Ma d’altronde se il “modus operandi” è il medesimo utilizzato in MotoGP, nella categoria Regina, in cui pericolosamente in nome dello spettacolo le moto sono quasi tutte uguali, non vedo come in futuro si possa cambiare.

Un abbraccio Dean. Come per Jason ed Hugo..

IL MONDIALEToprak Razgatioglu prende il volo e si porta a +20 su Rea. È il giusto epilogo che prende forma e che finora, analizzando bene il Mondiale, soltanto il fato avverso gli aveva negato.

Preso in pieno alla prima curva da Gerloff in Olanda, poi il guaio elettrico nel GP scorso quando era in testa il buon Toprak ha lasciato per strada almeno 40 punti. Il suo margine oggi sarebbe molto più ampio e la prima posizione in Classifica è meritatissima.

È stato più costante e più forte di Jonnhy e della sua Ninja, che al netto del restyling ottenuto quest’anno, non ha fatto quello step in più come la Yamaha R1.

Toprak a Jerez vince entrambe le manche, mentre Jonnhy chiude secondo e quinto rispettivamente. In gara due è completamente “assente” e lotta con Bassani. Solo nel finale riesce ad agguantare la TOP5. Weekend molto buono per Alvaro Bautista, che chiude ancora una volta sul podio con la Fireblade. Chiaro segnale che la moto sta arrivando, soprattutto quando il Pilota conosce a menadito la pista. Personalmente credo serva altro alla Honda…

Dolce amaro il weekend in casa Ducati. Se da una parte Scott Redding si dimostra molto solido andando a podio in entrambe le gare, non si può dire lo stesso per Michael Rinaldi, da molti considerato il “futuro” che però si stende i gara 1 ed arriva dietro il privatissimo Axel Bassani in gara 2, che si conferma ancora una volta come la vera sorpresa del Mondiale. Ottima la wild card di Loris Baz che in un solo weekend ottime la metà dei punti ottenuti da Rabat in tutta la stagione…

Fortunatamente si correranno tutti e tre i round finali. Prossimo GP a Portimao, poi in Argentina a Villicum ed ultimo atto a Mandalika in Indonesia. Il Mondiale ha preso la strada di Iwata ma con Jonnhy Rea mai dire mai…

✍️ Francky

 

P.S. Non menzionerò nell’articolo il nome di un Pilota Italiano che ha sfruttato il triste episodio della morte di un piccolo Motociclista, per avere un briciolo di visibilità e per uscire di scena con un “…e anche colpa di Marc Marquez…”. Visibilità cercata che probabilmente non ha mai avuto in carriera, ne tantomeno ha ed avrà oggi sui socials.

LOTTA CORPO A CORPO – SBK CATALUNYA POST GP

Lotta sino all’ultimo respiro. Questo è il Mondiale Superbike quest’anno. 

Pensavamo di lasciare la Catalunya con un padrone per questo Mondiale ed invece i due pretendenti al Titolo sono separati da 1 solo punto con tre round alla fine. Ben 9 gare separano i due dalla fine del Mondiale, consapevoli che le prossime gare a Jerez e Portimao potrebbero anche essere le ultime della stagione. (Argentina si dovrebbe correre quasi sicuramente, Indonesia in dubbio)

Certo tutti aspettavano Rea e Razgatioglu ed invece spuntano fuori le Ducati che realizzano una magnifica tripletta in gara 1 con Redding vincitore e vincono con Rinaldi gara 2. Toprak mantiene la testa della classifica ma ha molto da recriminare perché la sua R1 ha un problema elettrico in gara 1 ed è costretto al forfait.

Una gara 1 letteralmente pazza. Gara bagnata, con Gerloff ormai in preda ad una maledizione turca che si stende nel giro di formazione.

Jonnhy parte a bomba con la gomma full wet e si porta in testa alla gara prendendo un netto vantaggio di quasi tre secondi.

Ma la pista via via va asciugandosi e dopo 7 giri i tempi di Rea salgono vertiginosamente, Toprak ed Axel (quel pazzo di Axel Bassani) si rifanno sotto e lo passano.

Sembra finita. Toprak vede la vittoria, vede il mondiale. Intervengono gli Dei… La R1 di Toprak si spegne, problema elettrico ed è out. Assurdo ma è il Motorsport.

Da dietro una rimonta furiosa di Redding e Rinaldi che vanno a prendersi un podio tutto Ducati in Catalunya, con Scott che vince e Bassani che fa 2°. Chiude il podio Rinaldi. Rea 4° ringrazia gli Dei.

Nella SP Race sembra di vedere un film di Bud Spencer e Terence Hill. Jonnhy e Toprak se le danno di Santa ragione dalla partenza ed alla fine quel vecchio marpione di Jonnhy la spunta, vincendo la gara.

Scott Redding viene messo fuori gioco alla partenza da Andrea Locatelli, che lo prende in pieno e poi si stende. Scotte riesce a terminare la gara lontano dai primi e fuori dai punti. Mondiale finito.

https://twitter.com/WorldSBK/status/1439219146856751115?s=19

Chi esce a testa altissima da questo weekend è Axel Bassani, Pilota privato del team Motocorsa, rookie che sfiora il sogno di vincere al primo anno di SBK come i grandissimo…

Un GP in cui si è rimesso in luce (finalmente) Alvaro Bautista, che in entrambe le gare ha lottato per il podio finale. In chiaroscuro il weekend di Locatelli che ha commesso un brutto errore in SP rimediando con una buona prestazione in gara 2.

Brutto l’incidente occorso sia a Chaz Davies questa mattina, che a Tom Sykes nel pomeriggio. Entrambi usciti in barella erano coscienti e sono stati portati al centro medico. Brutto incidente senza conseguenze anche per Alex Lowes, purtroppo il britannico sta mancando tanto proprio a Jonathan Rea…

Classifica Mondiale 👇

 

 

✍️ Francky

 

(Immagini tratte dal sito della SBK)