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BEZZECCHI VINCE, ACOSTA LEADER, MARC QUELLO DA BATTERE- POST GP THAILANDIA

Eccoci al primo round del Motomondiale. Già ha dato tanti spunti, tante teorie del complotto e le solite impressioni da divano che sono uno spasso. In un weekend in cui i protagonisti sono l’ex Pilota Simon Crafar, oggi direttore dello Steward Panel, che in un delirio di onnipotenza decida il primo corpo a corpo tra Marquez ed Acosta e la “beneamata” Michelin sempre presente nelle cronache e nei dibattiti dei GP. Piloti arrivati sulle tele, chi con la gomma esplosa dopo la salita sul cordolo, Piloti che si sono ritirati per precauzione… In un GP che ha visto Bezzecchi dominare e sbagliare, Acosta diventare leader del Mondiale e Marc Marquez rimanere il Pilota da battere, poiché nonostante la scarsa preparazione era sempre lì davanti. Personalmente mi mancava tutto ciò, bentornata MotoGP.

Il Gran Premio di Thailandia 2026, primo appuntamento del Mondiale MotoGP e ultimo capitolo dell’era Michelin prima del cambio di fornitura previsto nei prossimi anni, ha offerto un quadro tecnico e sportivo estremamente interessante, ma allo stesso tempo ha sollevato interrogativi profondi sull’equilibrio competitivo della categoria. Sul tracciato del Buriram International Circuit la gara è stata dominata in maniera netta da Marco Bezzecchi, autore di una prestazione praticamente perfetta. Dopo l’errore commesso nella Sprint del sabato, il pilota italiano ha disputato una gara impeccabile, imponendo un ritmo insostenibile per tutti gli avversari e mostrando una superiorità evidente per tutta la durata della corsa.

Alle sue spalle ha provato a resistere Pedro Acosta, che con la vittoria nella Sprint e il secondo posto della domenica si è preso la leadership del campionato del mondo, diventando il primo pilota KTM a guidare la classifica iridata. La sua prestazione assume ancora più valore se si osservano i distacchi inflitti ai compagni di marca: Acosta è stato l’unico in grado di portare la KTM RC16 nelle posizioni di vertice, rifilando dodici secondi a Brad Binder, diciannove a Enea Bastianini e addirittura trenta a Maverick Viñales. Numeri che evidenziano come, al momento, soltanto il talento dello spagnolo riesca realmente a sfruttare il potenziale della moto austriaca.

La gara ha visto anche la presenza sul podio di Raul Fernandez, mentre la grande protagonista tecnica del weekend è stata la Aprilia Racing. La casa di Noale è riuscita a piazzare quattro moto nella top five, con l’unica eccezione rappresentata proprio dalla KTM di Acosta. Il successo di Bezzecchi non è stato quindi un episodio isolato, ma il riflesso di una competitività diffusa della RS-GP su questo tracciato. Inoltre, si sono visti segnali incoraggianti anche da Jorge Martín, tornato in pista per pochi giri ma già apparso in fase di adattamento alla moto italiana. Se lo spagnolo riuscirà a recuperare la forma dopo l’infortunio che lo ha tenuto fermo fino a metà gennaio, Aprilia potrebbe disporre di due piloti capaci di lottare stabilmente per la vittoria.

In netto contrasto con la prestazione di Aprilia, il weekend ha mostrato le difficoltà di altri costruttori storici della categoria. La situazione di Yamaha appare particolarmente complicata: il progetto tecnico attuale sembra ormai superato e il nuovo motore V4, su cui la casa giapponese sta lavorando, non è ancora pronto per essere utilizzato in gara. Anche Honda Racing Corporation continua a faticare. Joan Mir si è ritirato per problemi legati alle gomme, mentre la prima Honda al traguardo è stata quella di Luca Marini, decimo con circa venti secondi di distacco dal vincitore. Un risultato che conferma come la casa giapponese non sia ancora riuscita a uscire dalla crisi tecnica che la accompagna da diverse stagioni.

Il caso più discusso del weekend riguarda però Ducati. Per la prima volta dopo ottantotto Gran Premi consecutivi non c’è stata una moto di Borgo Panigale sul podio, interrompendo una striscia che durava da quattro anni. La prima Ducati al traguardo è stata quella di Fabio Di Giannantonio, arrivato con oltre sedici secondi di ritardo, seguita da Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia, mentre Álex Márquez è caduto durante la gara. Tuttavia parlare di una vera crisi Ducati appare prematuro. Marc Márquez, nonostante una condizione fisica non ancora ottimale dopo l’infortunio invernale, aveva dimostrato di avere il passo per salire sul podio. La sua gara è stata compromessa da un problema alla gomma posteriore che ha portato alla perdita improvvisa di pressione nel secondo settore del circuito.

IL PROBLEMA DI MARC. LA GOMMA, NON IL CERCHIO.

I dati cronometrici mostrano con chiarezza l’anomalia. Durante tutta la gara Márquez aveva percorso il secondo settore in circa 26.1 secondi; nel giro in cui si è verificato il problema il tempo è salito improvvisamente a 26.8. La perdita di pressione ha provocato un allargamento della traiettoria, costringendolo a salire sul cordolo con la gomma ormai sgonfia. L’impatto ha provocato la rottura del cerchio in tre punti, circostanza che inizialmente ha alimentato polemiche ingiustificate nei confronti dei produttori di ruote come Marchesini e OZ Racing. In realtà l’origine del problema sembra legata allo pneumatico posteriore. Si esclude categoricamente la rottura del cerchio, lo pneumatico era già al di sotto della pressione da un paio di giri, fattore che legato al consumo dello stesso ha contribuito all’errore in curva 4 ed al successivo scoppio dopo la discesa dal cordolo.

Il vero tema tecnico quindi del Gran Premio riguarda infatti la nuova gomma portata da Michelin. Per questa gara è stata introdotta una soluzione con carcassa più rigida e struttura asimmetrica, pensata per garantire maggiore stabilità e sicurezza su un circuito estremamente impegnativo dal punto di vista delle temperature e delle sollecitazioni. Utilizzata già in Austria 2025 ed Indonesia 2025 (gare vinte da Ducati), sentiamo l’ipotesi bizzarra del “complotto” del quale alcuni hanno dato credito. Tuttavia il comportamento della gomma ha generato risultati inattesi. Molti piloti hanno faticato a mantenere prestazioni costanti per tutta la distanza di gara e i distacchi finali sono stati insolitamente elevati, ricordando quelli che si vedevano nella MotoGP di oltre quindici anni fa.

Il confronto con il Gran Premio disputato sullo stesso circuito nel 2025 rende ancora più evidente la differenza. Le moto e i piloti sono sostanzialmente gli stessi, mentre l’unico elemento cambiato in modo significativo è stato proprio lo pneumatico. Questo ha portato diversi osservatori a ritenere che la nuova carcassa abbia alterato gli equilibri tecnici del weekend, favorendo alcune moto e penalizzandone altre. Non sarebbe la prima volta che una scelta tecnica legata alle gomme produce conseguenze impreviste: episodi simili sono già stati discussi in passato, come nel caso di Mandalika nel 2022, quando venne introdotta una carcassa più datata per ragioni di sicurezza.

CLASSIFICA SPRINT

CLASSIFICA GP

Il Gran Premio di Thailandia 2026 si chiude quindi con molte certezze e altrettante domande. Bezzecchi ha dimostrato di poter essere un serio candidato al titolo, Acosta ha confermato un talento straordinario e Márquez ha mostrato di poter lottare per le posizioni di vertice anche in condizioni non ideali. Allo stesso tempo, il weekend ha messo in luce quanto l’equilibrio della MotoGP moderna sia estremamente sensibile a variabili tecniche come gli pneumatici.

CLASSIFICA MONDIALE

Fonte: MotoGP.com

In un campionato dove i margini sono sempre più ridotti, una singola scelta tecnica può cambiare radicalmente l’ordine competitivo di un intero Gran Premio. Naturalmente siamo alla prima gara, un gara tra l’altro dove ci sono stati i test, quindi ogni previsione è alquanto prematura.

Appuntamento il 22 marzo per il GP del Brasile sul circuito di Goiäna. Circuito nuovo per tutti in cui si arriva senza dati.

 

Francky Longo

LA TIGRE DELLA MALESIA – POST GP

È andato via in solitaria, come una Tigre, nella giungla del primo giro di Sepang. Ha prima risposto ad Acosta, poi è andato a prendere Bagnaia e li ha salutati entrambi con la manina sinistra, con la destra dosava perfettamente la manopola del gas giro dopo giro. Sembrava danzasse tra i cordoli, leggero, pulito, velocissimo. Ha vinto Alex Marquez, dopo aver matematicamente blindato il secondo posto nel Mondiale e portato il Titolo Mondiale Indipendenti al Team Gresini.

Un compasso, un artista, un fuoriclasse.

Alex Márquez oggi ha disegnato le curve di Sepang come si traccia un’opera d’arte. Ogni ingresso, ogni corda, ogni uscita: pennellate d’autore.

Sembrava di rivedere Max Biaggi nel 2002, quella M1 a carburatori che ballava leggera tra i cordoli. Oggi Alex Márquez ha ricordato al Mondo (non che ce ne fosse bisogno) perché è uno dei piloti più completi, eleganti e veloci dell’intera griglia.

Un applauso al Team Gresini, che ha impacchettato un gioiello capace di trasformare ogni curva in poesia.

E poi Pedro Acosta.

Un miracolo su due ruote, che continua a spremere una KTM che lo tradisce in uscita curva. Ha impiegato 14 giri per superare Bagnaia… con una Ducati l’avrebbe fatto in quattro curve. Il talento è lì, cristallino. Serve solo una moto degna di lui.

Bagnaia, invece, torna ai livelli di inizio stagione, ma conferma una sensazione che porto da Motegi: ha vinto solo perché Marc Márquez non aveva più nulla da rischiare, e ha scelto di chiudere il Mondiale lì.

Nel finale un problema tecnico, ma la verità è che non ha mai avuto il passo per impensierire Alex Márquez, che lo ha tenuto a mollo con freddezza da veterano, alzando i tempi solo quando serviva. Scelta discutibile quella della gomma M anteriore, probabilmente per evitare il confronto diretto diretto con Alex o c’è altro!?

Con una scelta inusuale monta una gomma media all’anteriore. Già prima della gara avevo espresso palesemente il mio dubbio al riguardo. Non sono stato smentito in gara, perché dopo la prima metà i suoi tempi si sono alzati mentre Alex ha continuato a martellare.

Anzi dal 13 giro ha cominciato a perdere mezzo secondo da Pedro Acosta, che lo ha passato non sul rettilineo bensì nel curvone con evidenti problemi in ingresso per Pecco (gomma davanti chiaramente finita). Cosa ancora più inusuale sia Luca Marini che Marco Bezzecchi hanno montato la Media anteriore, proprio come Bagnaia (guarda un po’). Bagnaia ha giustificato tutto con la bucatura dicendo che dal giro 12 ha accusato qualche problema, ma alcuni istanti prima, ad espressa domanda di Meda, Taramasso aveva dichiarato che la perdita di pressione era durata gli ultimi due giri….

Chi mente?

Marini le ha prese da Mir, Bezzecchi addirittura da Ogura. Chiaramente la scelta della media si è rivelata, come vi avevo anticipato nel pre-gara, disastrosa.

La domanda che mi pongo è “chi ha consigliato la Media anteriore” a Bagnaia ed ai compagni di Ranch Bez e Marini.

E infine, Joan Mir. Dopo mesi di buio, porta la sua RC213V sul podio: una vittoria morale gigantesca, un urlo liberatorio per lui e per tutta la Honda.

Attenzione a Pedro Acosta che a soli 26 punti da Bagnaia e 31 da Bezzecchi rientra in maniera dirompente sul podio Mondiale.

Per Bagnaia sarebbe una grandissima débacle uscire dal podio, dopo la cocente paga presa da Marc ma soprattutto da Alex Marquez. Bezzecchi resta il favorito ma le ultime prestazioni di Pedro Acosta, con una consistenza finalmente ritrovata, mi fanno pensare che possa chiudere sul podio.

Morbidelli ha chiuso con un gran ritmo nel finale, conquistando il quarto posto. Quartararo è quinto, penalizzato da un contatto con Morbidelli in curva 15 che lo ha costretto ad alzarsi. Di Giannantonio (VR46) è sesto, davanti a un ottimo Bastianini (KTM Tech3) che, partito 19°, è risalito fino alla settima posizione.

Marini (Honda HRC Castrol), Binder (KTM Factory) e Ogura (Trackhouse) completano la top 10, davanti a Bezzecchi (Aprilia Racing), solo undicesimo. Gli ultimi punti sono andati a Zarco (Honda LCR), Rins (Yamaha), Miller (Pramac Yamaha) e Chantra (Honda LCR).

 

Next stop Portimao

IL GRANDE BLUFF DELLA MOTOGP – METÀ STAGIONE

Ma cosa ci hanno raccontato negli ultimi anni!? “La MotoGP più competitiva di sempre”, “vanno tutti uguale”, “ma quanto è bella questa MotoGP”, “il livello più alto di sempre”. Quando il gatto non c’è i topi ballano, ma miei cari adesso il gatto è tornato… È stato un bluff tutto ciò che abbiamo visto negli ultimi anni!?

“Inutile dare voti. In un mondo pieno di professori da divano anche questa moda delle pagelle ha stancato”.

↘️ CHE DELUSIONE…

È stato un 2025 che ha deluso le aspettative. Quelle di alcuni tifosi, in particolare Bagnaia e Martin. I contendenti degli ultimi due Titoli Mondiali hanno letteralmente fatto rimpiangere agli appassionati gli anni precedenti. Martin per la telenovela in chiaro stile “Cento Vetrine” con Aprilia, mentre Bagnaia sembra da inizio Mondiale il protagonista di un film dell’orrore di Stephen King nel quale non trova la via d’uscita dal labirinto infernale.

Se per Martin c’è la scusante della moto nuova e dell’infortunio (credo che le avrebbe prese di santa ragione anche in condizioni normali) per Bagnaia scusanti neanche l’ombra. Il compagno di team con il numero 93 sulla carena lo sta sculacciando fin dai test, su una moto che ha sviluppato Bagnaia stesso. Il povero Pecco è partito con “non sento l’anteriore, poi non sente i freni, adesso non sente il posteriore. Con Biaggi e Stoner sono stati molto meno magnanimi quelli che “raccontano” questo Sport.


⤴️ UNA CONFERMA

Marc Marquez sta facendo quello che tutti si aspettavano. Dai al fenomeno la moto fenomenale e ti chiude il Mondiale in Giappone a settembre (deriso da chiunque quando lo dicevo…). Il suo problema è che non ha assolutamente rivali, uno dei Mondiale più scadenti di sempre a livello di rivali in pista e allora penso ma negli ultimi anni cosa ci hanno raccontato!? Tutti forti, tutti vanno uguale, che bella questa MotoGP, poi gli danno la Ducati e questo li umilia ad ogni GP. Vabbè, andiamo avanti…

↗️ LE SORPRESE

Nota positiva di questo Mondiale sicuramente è il Team Gresini ed Alex Marquez. Con la partenza di Marc credevo che i risultati del Team sarebbero crollati ed invece Alex ha smentito tutti, anche il sottoscritto, ed ha fatto vedere cosa significhi essere un due volte Campione del Mondo.

🟣 IL BEZ

Molto bene anche Marco Bezzecchi che si è dovuto sobbarcare tutto il lavoro del Team Aprilia causa la mancanza di Martin. Ne Ogura, ne Raul Fernandez sono alla sua altezza, anzi quest’ultimo mi domando cosa ci faccia ancora in MotoGP…. La moto di Bezzecchi in alcune condizioni è competitiva e Marco riesce a trarne sempre il meglio.

🟠 ZARCO/VINALES

Altra nota sicuramente positiva sono Johan Zarco e Maverick Vinales. Il primo è l’alfiere Honda griffato LCR (che sgarbo ad HRC), ha vinto in Francia e nella parte centrale della prima metà di è comportato molto bene. Vinales è al quarto costruttore da quando è in MotoGP, ha vinto con i primi tre e sicuramente potrà togliersi qualche sassolino dalle scarpe quest’anno.

🔵 EL DIABLO

Ultimo del gruppo di quelli che hanno ben figurato c’è sicuramente Fabio Quartararo, che nonostante lo scaldabagno che guida (quegli scaldabagni vecchi che si usavano una volta) è riuscito a portare a casa quattro pole position! In gara si stende perché altre opzioni non ne ha…


⤵️ CHI PUÒ DARE DI PIÙ.

🟡Sicuramente il Team VR46. Abbiamo capito che pagano per avere la moto Factory, ma mi chiedo come si possa, anno dopo anno, prender paga da chiunque. Già lo scorso anno hanno pagato dazio (non è stato Trump bensì Marc!) a Gresini, ma anche quest’anno le stanno prendendo di santa ragione da quelli altri… Morbidelli assolutamente bocciato, ne combina una più di Bertoldo ad ogni GP ed a mio avviso non ha senso continuare con lui in MotoGP, meglio dare una possibilità a qualche giovane emergente della Moto2. Di Giannantonio chiacchiera tanto, sprizza positività (stiamo arrivando, stiamo facendo, stiamo dicendo, stiamo cucinando….) ma alla fine, come si dice qui in Calabria Saudita, “non quaglia”, ovvero non porta acqua al Mulino, tutto fumo e niente arrosto.

🟠Un altro dal quale mi aspettavo MOLTO di più è Pedro Acosta. Lo stiamo aspettando da un po’ di tempo, a Brno il primo vero GP da protagonista. Per me il problema della KTM è la gestione della gomma. La moto c’è e si vede, ma lui è sempre per terra. Ricorda il Marquez del 2023 in Honda.

🔚 FINE CORSA.

Si tratta di alcuni Piloti che, oltre ad aver deluso in questo 2025 e che oggettivamente non sono giudicabili causa di un mezzo poco competitivo o di un Team poco competitivo, hanno i giorni contati in MotoGP. Il 2026 sarà l’ultimo anno per alcuni, il 2025 per altri. Luca Marini sicuramente su tutti, che ha trovato un rinnovo inspiegabile per il 2026. Poi Alex Rins, davvero inguardabile quest’anno; Raul Fernandez che ancora deve “sbocciare” e sono quattro anni che aspettiamo che accada. Poi c’è Joan Mir, sul quale stendo un velo pietoso.  Sono tre Piloti Spagnoli che negli ultimi cinque anni non hanno dimostrato nulla di nulla, perché stanno ancora li!? Perché non dare spazio ad altri Piloti!? Ma questa è un’altra storia…

Mi sono dimenticato qualcuno!? Forse Bastianini, Oliveira e Binder. Sarebbe come sparare sulla croce rossa, ma indubbiamente la loro prima parte di stagione è insufficiente. Non giudico Jack Miller, vero è una stagione pessima, ma il mio giudizio su di lui è compromesso. Ho un debole per Jack e non lo nascondo.


🎙️Questo Mondiale è forse il più deludente degli ultimi anni in termini di competitività ma offre tanti spunti, sorprese inaspettate, e una realtà ormai chiara: Marc Marquez è ancora il punto di riferimento. Tutti gli altri? Chi più, chi meno, stanno cercando di imitarlo, di andargli dietro, di stargli vicino… Invano.

Gli ultimi anni ci hanno raccontato una MotoGP equilibrata, piena di talenti, di giovani promesse e di team competitivi. Eppure è bastato rimettere Marc Marquez su una moto vincente per azzerare tutto. Il re è tornato, ma forse non era mai andato via.

 

 

 

Francky Longo

 

 

VENI, VIDI, VICI. – MARQUEZ VINCE ANCHE AD ASSEN

Marc Marquez vince anche ad Assen. Raggiunge Giacomo Agostini nel totale delle vittorie in classe Regina (68) ed allunga nel Mondiale guadagnando ben 28 punti su Alex Marquez ed altri 16 su Bagnaia, che viene sconfitto nuovamente in una delle “sue” piste. Vince anche la Sprint ad onor di cronaca, ma ormai quella è un abitudine…

ASSEN, NETHERLANDS – JUNE 29: Marc Marquez of Spain riding the Lenovo Ducati (93) wins the Grand Prix during the MotoGP of Netherlands race at TT Circuit Assen on June 29, 2025 in Assen, Netherlands. (Photo by Gold & Goose Photography/Getty Images)

 

Oggi devo correre in difesa, Alex e Pecco vanno più forti di me su questo circuito. (M.Marquez)

 

Dopo 10 GP quel demone rosso, col numero 93, ha 307 punti. Ha vinto 9 Sprint su 10, ha vinto 6 gare su 10, in totale tra Sprint e gara su 20  disputate ne ha vinte 15 . Una media punti di 30,7/GP su 37 disponibili. Mai abbiamo visto questi numeri dall’introduzione del format con la Sprint, basti pensare che lo scorso anno dopo 10 GP Jorge Martin aveva 241 punti. Praticamente Marc ha 66 punti in più dopo soli 10 GP rispetto a quella che è la miglior stagione della storia Ducati in termini di punti.

THE RACE –

La gara di domenica era partita con altissime aspettative di Bagnaia (“posso vincere, non è la sprint”) e con la sorpresa di un Marquez vincente nella Sprint da sfavorito dopo le due cadute rimediate al venerdì. Le qualifiche erano andate meglio per Pecco che per Marc, ma la pole l’aveva fatto quel diavolo di Quartararo su una M1 vestita con la livrea della mitica R7 di Haga. Pronti via e Bagnaia balza in testa alla corsa seguito subito da Marc Marquez, tutti si aspettano una fuga di Pecco ma in realtà il 93 dopo 5 giri passa in testa e diventa imprendibile. Bagnaia viene superato dal Bez e da Pedro Acosta ma sul finale di gara riesce a riprendersi il 3° posto a danno del pilota KTM. Alex Marquez è vittima di un infortunio alla mano a causa della caduta rimediata dopo il contatto con Pedro Acosta. Giornata nera per il Team Gresini che perde in gara anche Aldeguer, vittima di un incidente con Mir.

Marco Bezzecchi sulla RS-GP durante Assen GP. Fonte MotoGP

Aldilà della vittoria di Marc, che sorprende più per come è arrivata, il Pilota del giorno è senza dubbio Marco Bezzecchi. Ha quasi rischiato di vincerla ad Assen, arrivando addirittura davanti a Bagnaia. Un grande risultato per Aprilia visti soprattutto i tempi che corrono con la grana Martin. Molto bene anche le KTM di Acosta e Vinales chiudono la TOP5. Deludono invece le Ducati del VR46 lontane dal podio con il Diggia in P6 e Morbidelli in P7. La sensazione personale è che Franco abbia esaurito le sue chance in MotoGP e quella sella sia già prenotata da Pedro Acosta.

BAGNAIA FUORI DAL PROGETTO.

Questa moto non si adatta allo stile di Pecco. Ma quindi questa moto chi l’ha sviluppata? Solo Marc!? O invece il “limite” di Bagnaia è proprio Bagnaia stesso!? Probabilmente il miglior Bagnaia l’abbiamo visto e adesso che si è alzata l’asticella non ne ha, tecnicamente e mentalmente, per stare con Marc. Il che non sarebbe un problema visto che il 93 ha pensionato e battuto prima Pedrosa, poi Valentino ed infine Lorenzo; ma di sicuro è un problema per lui prenderle ogni domenica da Alex Marquez che guida per un Team clienti.

La cosa che lascia perplessi non sono tanto le dichiarazioni, ancora una volta piccate verso una moto che l’ha portato sul tetto del Mondo, quanto le diversità di visioni tra Bagnaia e Dall’Igna. Si avverte un netto scollamento tra le parti e Gigi ha già mostrato in passato, con altre dichiarazioni, una presa di posizione diversa da quella di Pecco.

Ad inizio campionato dissi “qualora Marquez dovesse fare il vuoto nel Mondiale, Bagnaia potrebbe guardarsi intorno”. Ed in effetti secondo me un pensierino lo sta facendo, con i motori bloccati nel 2026 potrebbe anche essere peggio di così.

CLASSIFICA MONDIALE

Marc Marquez allunga nel Mondiale proprio alle porte del GP del Sachsenring che segna il giro di boa del Mondiale. Dopo tre “All In” di fila (Aragona/Mugello/Assen) rischia di ammazzare definitivamente il campionato a metà stagione qualora dovesse dominare anche in Germania.

CRISI DUCATI DICEVANO!?

Vi ricordate dopo LeMans e Silverstone, qualcuno asseriva che la Ducati fosse in crisi. Proviamo a vedere quanto è forte questa crisi nel Team Lenovo: I podi dopo 10 GP tra Sprint e gara nel 2023 erano 15, nel 2024 erano 17, nel 2029 sono 29. 

Analizzando invece i podi per casa costruttrice tra Sprint e gara nel 2023 erano 41, nel 2024 erano  43 mentre nel 2025 sono 54!!! E nel 2025 ci sono 3 team, non 4 come gli altri anni…

Personalmente l’unica crisi la vedo nelle teste di chi non riesce a giustificare la sonora paga presa da Bagnaia. Sono in piena crisi evidentemente…

 

 

Francky

 

MARQUEZLAND – GP DI ARAGON

Non eravamo più abituati ad un dominio così. Ci eravamo dimenticati della sensazione di “imbattibilità” che soltanto i “Cannibali” ci avevano fatto provare. Al Motorland di Aragon il Pilota da corsa col numero 93 domina ogni sessione di prove, portando a casa una altro “Grande Slam” in carriera. È la vittoria numero 66 in MotoGP, a sole due dalle 68 di Giacomo Agostini.

Vince entrambe le gare e se nella Sprint aveva regolato Alex soltanto da metà gara in poi, nella gara domenica ha “leaderato come Jorge Lorenzo” dalla prima curva del circuito. Vince e convince portando a +93 il distacco su Francesco Bagnaia, mentre sono 32 i punti di vantaggio su Alex Marquez. Già dal terzo giro della FP1 si era capito che il weekend sarebbe stato a senso unico, con distacchi abissali nel primo turno di prove. Poi la pole position con il record della pista, la vittoria della Sprint ed in gara con il giro più veloce. Alex non può nulla e si prende in entrambe le gare il 2° posto.

BAGNAIA È RINATO!?

No. Bagnaia non è rinato, Bagnaia è lo stesso di inizio anno. Un Pilota mai competitivo, mai in testa ad un turno di prove, mai in grado di fare un giro veloce in gara. Neanche lontanamente paragonabile al Bagnaia che nel 2024 vinse ben 11 gare. In qualifica è praticamente sempre fuori dalla prima fila, durante le prove anche qui ad Aragon non sembrava mai in grado di impensierire i Piloti davanti. Oggi Bagnaia deve ringraziare la Ducati, perché è arrivato sul podio grazie alla magnifica gestione elettronica di Borgo Panigale con le Michelin. Durante le prove il suo passo non era da podio, ma questa Ducati è delicata con le Michelin e nella gara lunga riesce a sfruttarle meglio. Nella Sprint c’è molta più concorrenza ed infatti è arrivato addirittura fuori dalla TOP10. Bagnaia ha un grosso problema che non si è risolto oggi. Probabilmente il Mugello ed Assen potranno “nascondere” per un altro po’ questi problemi ma poi tornerà il Bagnaia del 2025. 

Quello che più mi lascia perplesso è la grande esultanza nel suo box per un risultato che è simile a quello di inizio anno, ancora dietro ad Alex e molto indietro rispetto a Marc.

DUCATI IN CRISI.

Dopo la vittoria Aprilia a Silverstone tutti gli addetti ai lavori hanno detto “Ducati non vince da due GP, cosa sta succedendo!?”…. Semplicemente gli ultimi due GP sono stati corsi in condizioni climatiche particoli. Ad Aragon la Ducati è tornata a dettate legge e solo il povero Pedro Acosta è riuscito ad inserirsi all’interno del gruppo Ducati (5 in Top6). Il talento della KTM merita una moto competitiva, io sono sempre più convinto che andrà a correre in VR46 nel 2026!

IL RESTO DEL MONDO.

Yamaha assolutamente in crisi nera, mentre è stato molto buono il weekend della Honda HRC con Joan Mir che è entrato in TOP10 ed ha fatto un ottima gara. Chi aveva un ottimo passo era la Aprilia, ma purtroppo Bezzecchi ha sbagliato la qualifica. In gara la Aprilia di Marco aveva un gran ritmo e sia nella Sprint che in gara ha effettuato un gran recupero.

Dopo 8 GP questa è la situazione in classifica. Praticamente mancano 3 GP (Mugello, Assen e Sachsenring) per il giro di boa del Mondiale (11/22). I punti di distacco di Bagnaia sono 93, mai in carriera era stato così lontano dalla vetta (91 nel 2022). Bagnaia dovrà dare delle risposte al Mugello, sia sul Mondiale 2025 ma anche sul suo futuro perché io sono convinto che lui stia meditando di andare in una delle due squadre Giapponesi. Non sottovalutiamo Alex Marquez al Mugello che sarà probabilmente libero dalla lotta tra Marc e Pecco. Il Mugello sarà il primo matchpoint nel Ducati Lenovo Team.

 

Francky

 

P.S.

https://x.com/FranckyHawk29/status/1931693758925471883?t=kHxQSLuz5cA1y5mbf_A2Ng&s=19