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MOTOGP 2022- GP D’OLANDA ASSEN

Ennesimo back to back dell’anno, per fortuna con soli 650 km di distanza. Sarà che l’ambiente MotoGp vanta infinitamente meno risorse della F1. Sarà che non ce la menano ogni maledetta domenica con la “sostenibilità” e l’ecologia. Sarà che sono meno paraculi.Sarà che pensano a correre e fare il proprio mestiere invece di essere ipocriti ad ogni dichiarazione ma almeno il calendario gare lo sanno fare.  Le scorribande avanti ed indietro per il pianeta sono state evitate.

Sotto tantissimi aspetti l’ambiente attuale delle due ruote è (e per fortuna) indietro di un ventennio rispetto alle quattro ruote, essendo infinitamente più semplice. Voglio fare il buonista e pensare che ci sia raziocinio dietro queste scelte. Altri (e magari ci prendono) potrebbero pensare che, con più risorse economiche a disposizione, anche loro si omologherebbero agli eccessi della Formula 1.

Tutti gli anni che si arriva ad Assen parte la storia dell’Università del Motociclismo snaturata per diventare una semplice High School… lo diciamo anche stavolta però confrontando di sotto i layout e l’anno prossimo eviteremo accuratamente.

 

Eppure Assen ha la particolarità di essere sempre stata sede del Gp D’olanda a due ruote sin dal 1949, il che la rende unica nel panorama delle corse in moto. In altre nazioni la sede è cambiata più volte. In altre nazioni sono saltate edizioni del Gp nazionale. Assen è sempre stata presente eccezion fatta nel 2020 per i noti fatti della pandemia.

E’ una pista bella, old style con punti di forte velocità e curve che vanno dal lento al velocissimo. Un circuito completo che è stato teatro di grandi battaglie sin dai tempi delle 2 tempi ma anche delle 4 SBK.

Una pista che in passato ha visto duelli rusticani all’ingresso dell’ultima chicane prima del traguardo. Mi viene in mente la caduta di Colin Edwards nel 2006 nel tentativo di battagliare con Hayden che sarebbe diventato Wc a fine stagione.

Ma anche il taglio di Rossi in battaglia con Marquez nell’anno in cui finì l’idillio tra i due e si gettarono le maschere una volta per tutte.

E le immagini di un crash spaventoso (per fortuna non cruento) della gara Supersport 2000 quando prima della suddetta Chicane Kellner ruppe il motore della sua R6 inondando la pista d’olio in prossimità della staccata e scatenando una serie di scivolate che ammucchiò diversi piloti nelle protezioni con tanto di soccorsi in pista.

Lo status quo stagionale pare ormai consolidato a prescindere dal tipo di pista. Fabio Quartararo non ha la necessità di strafare e questo gli toglie automaticamente pressione di dosso aiutandolo a far ancor meglio il suo mestiere. Le moto migliori del 2022 (Ducati) dovranno ritrovare i due piloti che hanno vinto cinque gare su dieci per cercare di mettere pepe ad un campionato che ha preso la via della Francia in maniera abbastanza netta. Nel frattempo gli alfieri bolognesi dovranno evitare di farsi sgambetti a vicenda.

Un occhio aperto va sempre tenuto sulle Aprilia che se la possono giocare tutte le domeniche.

A confondere i valori in campo ci sono le forti possibilità di pioggia previste durante il fine settimana. Ed ecco che con l’acqua potrebbero uscire fuori specialisti come Zarco e Miller, oppure Binder ed Oliveira che, con le KTM, hanno l’opportunità di azzerare lo svantaggio tecnico attuale.

Ma si sa, nelle corse fare la figura del fenomeno o del brocco è un attimo, soprattutto quando piove.

Dei piloti in griglia qui hanno già vinto il sopracitato Miller (la sua prima assoluta e pure bagnata nel 2016), Maverick Vinales nel 2019 e Fabio Quartararo lo scorso anno. Morbidelli, Nakagami, Alex Marquez, Zarco, Martin, Pol Espargaro vantano una vittoria a testa nelle categorie minori mentre Pecco Bagnaia una in Moto3 ed una in Moto2: è necessario che metta giù il full.

Buona visione.

 

Salvatore V.

 

(immagine di copertina tratta dal sito motorbox)

GP DI GERMANIA 2022- FABIO ALLUNGA ANCORA (NEL MONDIALE)-PECCO “SI” ALLUNGA ANCORA (NELLA GHIAIA)

Se sino ad un paio d’anni fa ci eravamo annoiati nel commentare i domini di Marc Marquez, adesso dovremo abituarci a commentare quelli Di Fabio Quartararo.

Il francese è sempre più leader del Campionato e ieri è stato autore di un’altra magistrale prestazione.

Partito bene si è messo davanti a tutti alla prima curva lasciando solo per qualche metro il comando a Pecco Bagnaia salvo poi involarsi impensierito sino alla bandiera a scacchi.

Non c’è stata storia e forse non ce ne sarebbe stata nemmeno con Bagnaia sulle ruote. Il chivassese si è sdraiato quasi subito lasciandoci nel dubbio di ciò che sarebbe potuto essere e che non è stato. E’ caduto nella stretta e lunga piega a destra subito dopo il rettilineo principale, lanciando bestemmie che quasi si sentivano da casa.

(immagine tratta dal sito fanpage)

La sempre “pregevole” telecronaca di Sky ha cominciato a ricamare sulla scivolata cercando responsabilità nella gomma non “accesa”.  Questa ci mancava ma ne facevamo volentieri a meno.

Per fortuna, nel dopo gara, Pecco è stato perentorio nel dire che sulla moto c’era lui e che la responsabilità era solo sua, così come Tardozzi (una volta tanto) ha fatto quadrato intorno al pilota.

Il mondiale è ormai andato, meglio che in Ducati si concentrino sulle vittorie di tappa.

In estrema sintesi Fabio davanti e dietro tutti quanti (e le altre Yamaha ancora più dietro).

La “strategia” di Iwata somiglia molto a quella Honda dell’era Marquez, ovvero un “all in” su un solo pilota e poi vediamo… Strategia differente da quella Ducati che ha puntato sul fare la moto migliore di tutte e che potesse essere vincente con tutti. Al netto delle defaillance di Bagnaia e Bastianini dell’ultimo mese e mezzo, tale strategia ha “balcanizzato” il gruzzolo di podi e punti tra tutti i piloti “bolognesi”.

A dimostrazione che la rossa (ma anche di altri colori) sia una ottima dueruote, ci sono il secondo e terzo posto di Zarco e Miller, ma anche le prestazioni di Marini, Martin e del nostro Diggia.

Ai piedi del podio è arrivato il mastino Aleix Espargaro sulla Aprilia che resta attaccato con le unghie a quel sogno… A proposito di Aprilia il discorso non può non finire su Vinales e su quanto gli è accaduto. Maverick stava facendo la miglior prestazione in “nero” da quando è approdato a Noale, salvo poi “smarcare” la terza delle sette vite che chi scrive gli attribuì dopo le due gare del Red Bull ring 2020.

E’ pura follia vedere cedere una sospensione posteriore a quel modo causa “abbassatore”. Da queste pagine spesso abbiamo parlato in merito a questi “dispositivi” ed alla potenziale pericolosità degli stessi. Quello anteriore di Ducati è già “fuorilegge” (per il 2023!!!!) e lo è solo perché gli altri non hanno stanziato  un budget per poterlo sviluppare. Senza inerpicarsi in discorsi etici, morali, e/o economici, mi pare che si sia persa la bussola e che nessuno abbia voglia di preoccuparsi della salute dei piloti. Almeno sino a quando qualcun altro non si farà male sul serio.

Ieri Albesiano ha parlato del processo di sviluppo di una novità per una moto stradale con fior fior di Km di prove su strada (giustissimo). Poi ha dovuto ammettere che in Motogp si progetta un qualcosa, lo si monta sulla moto e si finisce per “pregare”. Tutto ciò è aberrante. Ma non ci sono alternative: anche la Motogp è diventato un altro sport senza allenamenti come la F1.

Chi scrive segue il motociclismo sin dai tempi in cui le due tempi grippavano lanciando per aria chicchessia. Quarant’anni fa non c’erano risorse sufficienti.. oggi ci sarebbero e non vengono usate (parlo di migliaia di km di test). E’ più importante organizzare 23 gare all’anno piuttosto che 16/17 e lasciare ai team la possibilità di provare ciò che producono in via sperimentale. Presto o tardi arriveremo al punto che saranno le novità introdotte nel mondo delle moto di serie ad essere travasate su quelle da competizione..

Ci vediamo tra qualche giorno ad Assen, giusto per NON dare ai tecnici il tempo di capire cosa sia successo alla moto dI Vinales ed essere certi che lo stesso dispositivo verrà comunque montato per non avere uno “svantaggio” a priori.

Sono le corse, sono pericolose, ma lo diventano ancor più quando si potrebbe far qualcosa e la si fa sempre troppo tardi.

Scusate lo sfogo.

 

HONDA

I giapponesi meritano un piccolo trafiletto a parte. Hanno raggiunto il punto più basso della loro storia senza una moto a punti in una gara. Non accadeva dal 1982.

 

 

(immagine in evidenza tratta da eurosport)

 

 

Salvatore V.

F1 2022 GP DEL CANADA

Il nostro Alle è in licenza per questa Preview quindi vi tocca una lettura diversa, in linea con chi per questioni anagrafiche (ma non solo) ama rammentare i momenti più salienti del passato di un GP che sta per ospitare la gara di quest’anno. L’immagine in evidenza, doverosissima, è per il nostro compianto Riccardo Paletti scomparso 40 anni addietro nel tragico incidente al via del quale ricordiamo tutti i dettagli inclusa la dabbenaggine dei soccorsi (Didier fu il primo ad azionare un estintore, da non credere). Il povero Riccardo è uno dei tanti unsung heroes della Storia della Formula 1 lastricata di uomini la cui passione a volte eccedeva il loro talento ma non per questo li rendeva meno degni del posto che occupavano, tutt’altro. Specie in un’era come quella delle wing-cars appunto nella quale lasciarci la buccia era un’eventualità nemmeno troppo remota come quel tremendo 1982 ci rammenta sempre. Un doveroso ciao al nostro Riccardo quindi, troppo spesso colpevolmente dimenticato da un mondo che va di fretta e quindi dimentica quello che conta davvero

Il GP del Canada, doverosamente intitolato a Gilles da lustri ormai, è stato spesso teatro di gare storicamente importanti. Non può essere un caso che il suo esordio nel Mondiale di Formula Uno nel 1978 fu benedetto dal primo trionfo dell’Aviatore nella Categoria Regina al termine di un GP dominato da Jarier sulla Lotus 79 lasciata libera dal povero Ronnie (Andretti notoriamente andò in  pensione un metro dopo la bandiera a scacchi di Monza) finchè non fu tradito da un guasto. Un clima già invernale salutò la prima volta dell’uomo senza paura

Altra edizione famosa anzi, famigerata, quella del 1980. Jones manda a muro Piquet al primo start assicurandosi di fatto il Mondiale già che alla ripartenza Nelson è costretto all’uso del muletto che è più spompo di un cavallo buono solo per il macello

L’anno successivo Gilles si produce in quella che resterà alla storia come la gara più epica della sua carriera. Della quale si è già detto tutto pertanto lasciamo parlare le immagini

L’edizione 1985 è teatro del trionfo più netto di Michele e della sua 156/85 in un’annata che poteva essere Rossa ma che Rossa non fu

Altra gara che fece la Storia per ovvi motivi fu il 1995. Col primo ed unico successo di Alesi in Ferrari (ed in Formula 1) al termine di una gara rocambolesca segnata dal problema di affidabilità del Kaiser mentre era in testa

L’edizione del 1999 consegnò invece alla Storia il poi ribattezzato “Wall of Champions” in uscita dell’ultima curva del tracciato

L’edizione 2007 verrà ricordata per il jolly giocato dal Kubo quando Trulli provò a mandarlo a guardare le margherite dalla parte del gambo

L’anno successivo ricordiamo tutti la coglionata di quello che finchè AMG non pescò una sequela di vetture imbattibili (grazie ad un regolamento scritto su misura per loro) aveva statistiche degne di Damon Hill

L’edizione del 2014 segnò la prima vittoria di Riccio in Formula Uno, io di quell’edizione ricordo che Vettel fu il primo ad andare a congratularsi. Dopo che Trulli tagliò il traguardo a Monaco nel 2004 qualcun altro era ai box a sfasciar tutto dalla rabbia invece

Nel 2016 al povero Sebestemmio viene negata quella che sarebbe stata l’unica vittoria di un anno particolarmente difficile per via di una errata strategia del box ad inizio gara

Il 2019 invece vede sempre il povero Sebestemmio subìre la nota penalità per via della sua difesa della posizione su Hamilton in gara. Rammentiamo tutti la teatralità, peraltro giustificata, del nostro nel dopogara immediato

Arriviamo quindi all’edizione 2022 di questo weekend con un SuperMax in fuga nel Mondiale (per non parlare della Rubra Bovina nel Costruttori) e la Ferrari che si è pocanzi dimostrata velocissima ma fragile. La speranza di chi scrive è che a Maranello si continui a cercare la performance assoluta lavorando contestualmente sull’affidabilità quando possibile (ergo difficile sia stato fatto con 5gg di stacco tra Baku e Montreal ed il materiale spedito in Canada direttamente dall’Azerbaijan) anzichè settarsi su standard inferiori sapendo di venir battuti in gara prima ancora di iniziare. Di podi a mezzo minuto dal primo non ce ne facciamo nulla, senza contare che la Storia dimostra che in genere un’auto velocissima sia pure inaffidabile di solito è il preludio alla gloria negli anni a venire.

Buon GP del Canada a tutti e Forza Ferrari

 

 

F2 AZERBAIJAN 2022 – DRUGOVICH NON SBAGLIA

Il weekend di gare appena trascorso ci ha consegnato una doppietta di gare alquanto movimentate. Come spesso accade a Baku, le insidie del tracciato hanno indotto all’errore molti piloti e sono stati premiati quelli più abili a districarsi tra i guai che non i più veloci in assoluto. Ovviamente Drugovich figura tra i primi.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 10: Liam Lawson of New Zealand and Carlin (5) touches the hair of Juri Vips of Estonia and Hitech Grand Prix (8) prior to qualifying ahead of Round 6:Baku of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 10, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Le prove libere si svolgono in una giornata ventosa. Juri Vips (Hitech) e Liam Lawson (Carlin), qui grandi protagonisti l’anno scorso, concludono davanti a tutti separati da soli 7 centesimi.

Le qualifiche vedono il dominio di Ayumu Iwasa (DAMS) nei primi venti minuti ma nell’ultimo run incoccia il muro in curva 4 e deve abbandonare i sogni di gloria. Gli altri piloti miglioreranno e scenderà fino alla tredicesima posizione.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 10: Juri Vips of Estonia and Hitech Grand Prix (8) drives on track during practice ahead of Round 6:Baku of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 10, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Nei cinque minuti finali i giri si veloci affastellano. Vips si conferma il mattatore di questa pista e con 1:53:762 sigla pole e record del tracciato con questa generazione di vetture. Come qualche ora (e 12 mesi) prima, Lawson completa la prima fila. Con un guizzo finale Dennis Hauger (Prema) si piazza in terza posizione davanti a Marcus Armstrong (Hitech). La Academy Red Bull controlla i primi tre posti sulla griglia.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 10: Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) drives on track during qualifying ahead of Round 6:Baku of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 10, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Dan Mullan/Getty Images)

Il leader di campionato Felipe Drugovich (MP) conquista una quinta posizione che non gli preclude nessuna opzione. La sua posizione è rafforzata anche dal fatto che Theo Pourchaire (ART), il suo rivale principale, è perso nel gruppo. Quindicesimo nelle prove libere, il talentuoso francese è solo 12°, dietro anche al teammate Frederik Vesti, nono. Si segnala anche il fatto che Jack Doohan (Virtuosi) per la prima volta in stagione non si qualifica nei primi 3.

La Sprint Race vede Jake Hughes (VAR) in pole seguito da Vesti e da Jehan Daruvala (Prema), grazie all’inversione della griglia.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 11: Frederik Vesti of Denmark and ART Grand Prix (9) leads Jake Hughes of Great Britain and Van Amersfoort Racing (24), Jehan Daruvala of India and Prema Racing (2) and the rest of the field into turn one at the start during the Round 6:Baku sprint race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 11, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Il britannico in testa dura poco. Vesti lo infila in staccata ma manca una cambiata in uscita, Daruvala ne approfitta e passa entrambi in curva 2. I contendenti per il titolo rimangono più o meno nelle posizioni cui partivano, intorno alla decima.

Hughes, come sovente gli capita, va subito in sofferenza con gli pneumatici e fa da tappo agli inseguitori. Quando l’alfiere della ART lo trova (sorpasso all’esterno di curva 3!) è il sesto giro su 21 e ha quattro secondi di svantaggio da Daruvala.

Il calvario di Hughes prosegue. Compatta le posizioni fino alla tredicesima e viene sorpassato da almeno un pilota a giro. Rispetto alla Spagna le manovre sono mediamente più spettacolari (da segnalare per esempio il doppio sorpasso di Pourchaire su Hughes e Hauger in curva 3).

La gara, finora relativamente tranquilla, si ravviva quando Hauger tenta una staccata impossibile in curva 3 nel tentativo di sorpassare Pourchaire. La manovra non può che finir male e si pianta nelle barriere. Safety Car in pista.

Dopo i classici cinque minuti (tempo medio per rimuovere una macchina, a Baku) la gara riparte al giro 17. Daruvala mantiene la leadership, mentre Drugovich e Vips perdono posizioni. Fittipaldi prova a fare l’eroe in curva 3 ma ottiene solo di schiantarsi (e di trascinare Vips nella via di fuga). Nuova SC.

Stavolta i commissari sono alacri e si riparte subito, nel giro 19. La ripartenza è ben più incasinata, ma a differenza della SC precedente Daruvala blocca in curva 1 e si fa superare da Vesti. Anche stavolta la bandiera verde dura lo spazio di un minuto: Verschoor va a muro in curva 7, terza SC in cinque minuti.

Nel frattempo la classifica vede Vesti davanti a Daruvala e Lawson (che ha recuperato molto con la seconda SC), seguiti da Armstrong, Sargeant, Drugovich, Pourchaire e Iwasa. Vips si è fermato per montare gomme super soft ed è 19°.

I commissari sono insolitamente rapidi e si riparte in tempo per l’ultimo giro. La terza ripartenza è tranquilla nelle prime posizioni, meno nelle retrovie.

Ralph Boschung (Campos) allarga in uscita e stringe Calan Williams (Trident) sulle barriere. Il pilota inglese rimbalza in pista e viene centrato dalle vetture di Sato e Cem Bolukbasi. Il casino permette a Vips di recuperare fino alla 12a posizione, ma intanto la gara è finita.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 11: Race winner Frederik Vesti of Denmark and ART Grand Prix (9) celebrates on the podium during the Round 6:Baku sprint race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 11, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Vesti vince la sua prima gara di F2 davanti a Daruvala, irritato per l’errore finale, e Lawson, abile a approfittare della seconda ripartenza per portarsi in zona podio.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 12: Juri Vips of Estonia and Hitech Grand Prix (8) leads the field into turn one at the start during the Round 6:Baku feature race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 12, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

La Feature Race si svolge su una distanza di 29 giri.

All’avvio Vips e Lawson confermano le posizioni, mentre Armstrong passa Hauger. Drugovich viene quasi mandato a muro e perde varie posizioni tanto da trovarsi appena davanti a Pourchaire, che partiva sette caselle più indietro. L’immancabile incidente (Cordeel (VAR) decolla su Williams e atterra su Caldwell, Campos) chiama in ballo la Safety Car per la prima volta.

La ripartenza è non priva di azione, ma è complessivamente ordinata. Pourchaire perde un paio di posizioni, mentre Vips può allungare su Lawson, braccato da Armstrong e Hauger. L’estone riesce a privare Lawson del DRS (qui più potente del solito) fin da subito.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 12: Liam Lawson of New Zealand and Carlin (5) makes a pitstop during the Round 6:Baku feature race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 12, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Clive Rose/Getty Images)

Lawson resiste ma a lungo andare la resa è inevitabile, quindi al nono giro va ai box, insieme ad Hauger. Il pitstop del neozelandese tuttavia è problematico e, al termine delle soste, perde ben sei (!) posizioni (grazie anche alle temperature che hanno favorito l’overcut).

In testa è doppietta Hitech (la sosta per Vips non è stata lenta abbastanza da fargli perdere la testa della corsa), mentre Pourchaire sembra in difficoltà. Le posizioni non fanno in tempo a stabilizzarsi che uno scontro ta Bolukbasi e Nissany richiama in pista la Safety Car (peraltro l’incidente ha fatto sfiorare la rissa nel paddock tra il padre di Bolukbasi e il personal trainer di NIssany, che per poco non sono venuti alle mani).

Boschung, partito penultimo su medie, ne approfitta per un pitstop a costo zero (ma è costretto a montare supersoft). L’unico altro su medie, Williams, decide di proseguire senza cambiarle ed è primo.

La ripartenza è stata di gran lunga la più caotica vista finora. A Baku queste manovre mi fanno sempre paura: il gruppo prosegue compatto per quasi due chilometri e il leader dà lo strappo solo giunti in prossimità della linea del truaguardo. C’è pertanto sempre il fenomeno che, in mezzo al gruppo, cerca di anticipare le mosse e dà gas prima del tempo. Puntualmente centrando qualcuno. Stavolta sono Iwasa, che tampona in pieno Hughes, e Pourchaire, che evita incidenti maggiori ma rompe l’ala e si condanna all’irrilevanza per il resto della corsa.

Le emozioni non mancano anche davanti: Armstrong manca il punto di frenata e si appoggia sul posteriore di Vips, che riesce a mantenersi in traiettoia. Tempo due curve e Williams spreca la sua prima posizione finendo lungo nella via di fuga di curva 3. Nella bagarre a centro gruppo Doohan tocca Lawson, rompendo l’alettone e causando una foratura al neozelandese, mentre anche Armstrong rientra ai box per sostituire le gomme spiattellate.

Dopo tutti questi scontri le posizioni a centro gruppo sono stabili (solo Boschung perde posizioni a causa delle gomme inadeguate) mentre si accende il duello per la testa della corsa. Hauger è più lento nel settore centrale ma il DRS (e la scia) gli permette di recuperare il tempo perso sul rettilineo finale. Sei settori viola di fila (!) non bastano a Vips per scrollarsi di dosso l’avverario, che comunque sta spingendo al massimo delle sue possibilità.

Dopo qualche giro il degrado delle gomme fa alzare i tempi, ma il distacco resta stabile. La vittoria, condita dalla pole e dal giro più veloce, permetterebbe a Vips di riportarsi in zona Pourchaire, quindi di rilanciarsi in ottica campionato, quando ecco che a 5 minuti dalla fine, il disastro.

Va a sbattere in curva 8 e si sradica la sospensione anteriore dx. Hauger ringrazia e va a vincere.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 12: Race winner Dennis Hauger of Norway and Prema Racing (1) celebrates in parc ferme during the Round 6:Baku feature race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 12, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Dan Istitene – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Il norvegese diventa il terzo pilota distinto ad affermarsi in una Feature Race, il primo rookie a riuscirci. Se la vittoria precedente era giunta senza meriti particolari (vincere la Sprint Race partendo dalla pole, a Montecarlo, richiede solo di non metterla a muro), stavolta è il frutto di una condotta di gara sapiente e di un passo gara ottimo. Con la vittoria il norvegese scala ben cinque posizioni in classifica (!) ed è quinto.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 12: Race winner Dennis Hauger of Norway and Prema Racing (second from right), Second placed Logan Sargeant of United States and Carlin (second from left), Third placed Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (R) and Pedro Matos of Prema Racing (L) celebrate on the podium during the Round 6:Baku feature race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 12, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Logan Sargeant (Carlin) completa la doppietta rookie; il secondo podio della stagione è sufficiente per conquistare la quarta posizione in classifica, appena davanti a Hauger.

Drugovich chiude il podio. Questo fine settimana non aveva la velocità per competere per la vittoria, ma con Pourchaire solo dodicesimo in qualifica ha potuto pensare a gestire e a tenersi lontano dai guai. La strategia ha pagato, dato che nessuno dei suoi rivali principali ha marcato punti.

Il resto della top 10 è composto da sopravvissuti: Verschoor, Enzo Fittipaldi (Charouz), Marino Sato (primi punti in stagione), Vesti (abile a rimontare, dopo aver stallato in partenza), Boschung (salvato dalla SC finale) e Hughes.

Dopo sei gare su quattordici il trend è in parte già tracciato. Riflessioni più organiche arriveranno con il prossimo appuntamento, ma si può già dire qualcosa.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 12: Third placed Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) celebrates on the podium during the Round 6:Baku feature race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 12, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Con cinquanta punti di vantaggio su Pourchaire, Drugovich potrà affrontare il prossimo round con rilassatezza. La MP è ormai uno dei top team (c’è una ragione ben precisa alle spalle) e il brasiliano ne sta concretizzando il potenziale.

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 11: Theo Pourchaire of France and ART Grand Prix (10) prepares to drive during the Round 6:Baku sprint race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 11, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Pourchaire ha avuto il primo weekend stagionale in cui era semplicemente troppo lento, ma Domenica ci ha messo del suo per finire male. Nulla è irrecuperabile, ma avrà bisogno di tutto il suo talento (e qualche test in più dei colleghi, ma quello è ordinaria amministrazione). Daruvala è terzo a dieci punti dal francese, ma è lì principalmente perché si qualifica male e può sfruttare le gare Sprint per guadagnare punti. La Domenica poi ha un passo gara decente ed è in grado di evitare la maggior parte dei casini, ma non è credibile come sfidante di Drugovich.

Per Vips e Lawson il treno ormai è passato. La velocità c’è, manca il resto. Se l’estone può solo recriminare sé stesso per quanto accaduto (ed è il terzo appuntamento di fila in cui lo dico), il neozelandese oggettivamente ha avuto sfortuna. Prima un pitstop lento gli fa perdere N posizioni e gli rovina la strategia dell’undercut, poi la SC gli impedisce di sfruttare le gomme già in temperatura, infine a centro gruppo l’attacco scriteriato di Doohan gli fora una gomma. Il risultato è lo stesso per tutti e due: Drugovich ormai dista quasi cento punti.

Il resto del parco partenti è una combinazione tra buoni piloti che devono ancora imparare come mettere insieme un weekend intero ad alti livelli (ci includo anche Hauger perché nella Sprint Race ha compiuto un errore da dilettante) e piloti di esperienza ma privi del guizzo del fuoriclasse (vi includo Daruvala, che ha giocato la carta Prema ma non sembra essere stata sufficiente per il salto di qualità).

BAKU, AZERBAIJAN – JUNE 11: Frederik Vesti of Denmark and ART Grand Prix (9) leads Jehan Daruvala of India and Prema Racing (2) during the Round 6:Baku sprint race of the Formula 2 Championship at Baku City Circuit on June 11, 2022 in Baku, Azerbaijan. (Photo by Clive Rose/Getty Images)Al netto delle storture politiche che caratterizzano i campionati organizzati dalla FIA e da Bruno Michel, la Formula 2 è divertente da seguire. C’è una buona variabilità di risultati ma emerge una narrativa coerente. Lo sport non sarà il massimo ma come show funziona.

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

Tutte le immagini sono di proprietà di Fia Formula 2

 

 

MOTOGP 2022. GP DI GERMANIA SACHSENRING

Weekend nel cuore della ex DDR per il Motomondiale 2022. L’unica certezza è che, dopo ben 8 edizioni di fila, non troveremo il solito vincitore perché convalescente. Marquez abdicherà e con esso anche la Honda. La casa giapponese vanta addirittura una striscia ancora più lunga: Pedrosa aveva vinto le due precedenti edizioni per un totale di 10 di fila della casa dell’ala dorata.

Quartararo si presenterà in terra germanica col petto in fuori dall’alto dei suoi 22 punti di vantaggio su Espargaro e dei ben 66 su quello che sarebbe stato il suo più diretto antagonista (sulla carta) Bagnaia.

Il francese si dovrà difendere dall’alfiere Aprilia che nessuno avrebbe dato così brillante ad inizio campionato. L’entusiasmo suo e del suo box sono un fattore da non sottovalutare, perché Aprilia si sta dimostrando anche molto creativa da punto di vista aerodinamico. Dopo l’alettoncino sulla coda, i veneti hanno provato una nuova carena “bombata” ed allargata nella parte bassa per creare maggior carico aerodinamico alle basse velocità. Non è dato a sapersi se verrà usata al Sachsenring ma potrebbe essere adatta proprio a circuiti del genere tipicamente “lenti”.

I ducatisti ormai non devono più far calcoli. Pecco Deve cercare di non sdraiarsi (o farsi sdraiare) da qui a fine stagione, sperando in qualche passo falso dei 4 che ha davanti in classifica generale (due con la sua moto). Bastianini deve ritrovare la rotta persa da qualche gara. Su di lui non c’è pressione, perché sta già facendo una stagione al di sopra delle aspettative comunque andrà. Però, si sa, l’appetito vien mangiando e ciò che è stato messo in cascina nelle prime gare è già “ampiamente digerito”.

Sarà della partita anche Martin reduce dall’operazione al tunnel carpale che, per i motociclisti di oggi, ormai è generalizzato come il gomito del tennista. Altri (vedi Zarco e Miller in passato) hanno smaltito velocemente i postumi, quindi i presupposti per far bene ci sono anche per lo spagnolo che piega più di tutti.

La griglia sarà rimpolpata dalle Yamache B, dalle KTM (#speriamosialavoltabuona) dalle Honda (#cisiamoperdoveredifirma) e dalle Suzuki che qualche speranza in più potrebbero darcela. Ad oggi sia Mir che Rins sono senza un manubrio 2023, quindi ben intenzionati a far meglio che possono per “spendersi” sul mercato.

Buona gara a tutti.

(immagine di copertina tratta da tuttomotori web)

Salvatore V.

 

PS.

Mi permetto una carrellata di grid girls dello scorso anno che male non fa, alla faccia di chi non le vuole più in giro per le piste.

(immagine tratta da motociclismo)

(immagine tratta dal sito ufficiale della Motogp)

(immagine tratta dal sito eventas.eu)