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F1 2026 – GRAN PREMIO DI BARCELLONA – CATALOGNA

Iniziata la lunga parentesi europea del circus inaugurata dal Gp di Monaco, si passa velocemente al Montmelò per quello che una volta era il Gp di Spagna e ora è il Gp di Barcellona – Catalogna.

Pista che da sempre è vista come lo spauracchio soprattutto da quei team che sanno di avere delle lacune che, quasi magicamente, la pista catalana riesce a evidenziare e amplificare.

Ci si arriva con un pilota che ha compiuto un filotto di vittorie che non si vedeva da un pò e che in pochi hanno saputo fare. Mettiamoci poi che il soggetto in questione è poco più che maggiorenne e si ha un’idea della portata dell’impresa, al netto del mezzo che si ritrova tra le mani.

immagine da teleromagna.it

Lasciando perdere i voli pindarici di tanti giornalisti storici del settore che già lo eleggono a pensionando di tutta quei piloti sopra i 25 anni, è indubbio che il bolognese volante sta facendo una cosa enorme.

I punti di vantaggio sul secondo (che al momento è Sir Lewis Hamilton) è di 66 punti, sul suo compagno di team 68: se non è una sentenza poco ci manca. Vero che manca tanto e bla bla bla ma quello che impressiona è la consistenza del ragazzo e, forse ancora di più, la capacità di dare quel qualcosa in più quando in pochi lo immaginano, come la pole a Monaco quando tutti si aspettavano qualcun’altro.

Il Montmelò potrebbe essere il test definitivo per lui, considerando che, di solito, è un weekend con uno svolgimento piuttosto lineare e che sembra fatto apposta per esaltare le doti della sua monoposto. Tutto ciò vale anche per il suo team mate Russell per il quale iniziano la prima di una serie di Gp da “ultima spiaggia” per rientrare nella corsa al titolo e nella considerazione del suo team.

Si diceva che la Ferrari avesse il miglior telaio della griglia, il Gp di Monaco ha sfatato anche questa tesi. Il Cavallino ha di sicuro una buona monoposto ma forse meno buona di quanto sperassero e di sicuro senza un’area specifica pari o superiore a Mercedes.

immagine da f1granprix.motorionline.com

Avrà a disposizione l’ADUO avendo un gap di motore quantificato in circa 6/8% rispetto alla PU Ford, a spanne circa 35 CV. La brutta notizia è che, incredibilmente, anche la PU Mercedes avrà lo stesso aiuto avendo un gap dei confronti del motore Ford di circa il 3/4 %. Difficile a credersi ma è così. Dal Gp di Austria dovrebbe riuscire a portare in pista la nuova PU aggiornata, sarà un bene ma probabilmente non bene abbastanza.

In maniera forse ancora più inaspettata anche Leclerc sarà chiamato al riscatto dopo i due weekend orribili appena trascorsi: chi l’avrebbe mai detto che nonno Hamilton potesse eclissarlo con due podi consecutivi e la seconda posizione del mondiale.

In casa Red Bull forse non ci credono neanche loro di avere il motore migliore, infatti si dicono scioccati dalle valutazioni della FIA. Il Montmelò sarà per loro un bel test per capire effettivamente quanto saranno distanti dalla Mercedes e capire se il loro campionato potrà avere un futuro oppure no.

La Mclaren al momento ha smarrito tutta la garra vista a Miami. Tra errori e poca fiducia dei piloti la squadra di Woking è quella messa peggio tra le top 4 e i titoli del 2025 sono già un lontano ricordo.

immagine da horizonf1.fr

A bocce ferme viene da pensare ad una Mercedes in grado di fare doppietta con relativa facilità, con una Red Bull in grado di lottare ma a distanza di sicurezza e Ferrari più staccata. Il Cavallino porterà una nuova ala anteriore che dovrebbe permettere un discreto passo avanti ma ormai il condizionale è d’obbligo. Quello che sarà interessante vedere è come reagiranno i vari Leclerc, Russell e Verstappen alla scanzonata tirannia del giovane Antonelli, uno che tra i continui scherzi ai danni dello staff del team e le bastonate sui denti date ai suoi avversari( ema sempre con il sorriso) sta inaugurando una nuova era. Un cambiamento che necessita lo spegnersi di altre stelle o presunte tali: immagino che vedremo presto chi sarà il primo della lista.

*immagine in evidenza da 1000cuorimotori.it

Rocco Alessandro 

LE NON PAGELLE DI MONTECARLO 2026

Mi ricordo di quando tentavo di “pagellare” Max Verstappen gli anni scorsi (compreso il 2025, sia ben chiaro) e con le prestazioni mostruose che ogni volta metteva in campo, anche al netto della superiorità del suo mezzo, non riuscivo a trovare le parole. Ogni volta che sembrava aver fatto la sua miglior prestazione in carriera ecco che al successivo GP riusciva a fare ancora meglio. Era molto più facile quando non era in palla. Trovare un voto al di sotto del 10 era quasi un divertimento: sarà da 7 o da 8? Oppure per una volta dovrò dargli un’insufficienza? Ma la rarità di questi eventi è la misura del campione che è il buon Max.

Ebbene, oggi mi trovo nella piacevolissima situazione di non saper cosa scrivere di Andrea Kimi Antonelli. Dopo le ultime due straordinarie vittorie non si pensava che potesse dar adito ad ulteriori esaltazioni della sua prestazione. A Montecarlo, poi?!

Non è soltanto la prestazione straordinaria a colpire ma anche la condotta strategica. Diversamente dalle ultime edizioni, infatti, il nostro giovine connazionale ha mostrato come si possa decidere un GP così anomalo anche senza condurre al ritmo di gita domenicale. Per quanto commovente dato il contesto in cui è maturata, la vittoria di Leclerc di due anni fa fu forse la più assurda che si sia mai vista in Formula 1. E praticamente lo stesso è valso per la gara del 2025. Queste due gare sembravano aver sancito che a Montecarlo si corre così. Punto.

E virgola.

Perché Antonelli ha dimostrato che si può (e si deve, aggiungerei) vincere anche andando come un treno, come un TGV, un frecciarossa-anzi-argento, uno Shinkansen.

Naturalmente, condicio sine qua non, per una prestazione del genere è fondamentale poter partire davanti. In tutti i sensi: in pole e scattando adeguatamente al via della gara.

Kimi non ha tradito in nessuno dei due fondamentali. Al sabato ha portato a compimento un’impresa straordinaria, schiantando le ambizioni delle Ferrari e di un Max al suo meglio. E poi in gara è scattato (entrambe le volte) senza la benché minima esitazione.

Il senso è che, auto permettendo evidentemente, scavare un solco fra sé e gli inseguitori è molto più redditizio che giocare con il bilancino al momento del pit stop obbligatorio. D’altra parte il rischio è quello di commettere errori che in una pista come quella di Montecarlo sono sempre dietro l’angolo.

Ed è su quest’ultimo punto che mi vorrei soffermare. Di tutti i campioni della storia della Formula 1 che ben conosciamo sappiamo bene che la loro maggior qualità è sempre stata quella di ridurre al minimo (e possibilmente a zero) l’errore. E in particolare nei momenti decisivi. Senza andare troppo indietro nel tempo, tutti ci ricordiamo di quanto fu decisivo per l’inerzia del campionato il famigerato errore di Sebastian Vettel ad Hockenheim nel 2018 oppure, ancora più di recente, gli errori di Piastri nell’ultima parte del 2025.

Quindi come si fa a non elogiare ai massimi livelli la prestazione che ieri il bolognese ha portato a compimento? Anche oltre la straordinaria performance velocistica (ricordiamoci che era oltre 22 secondi avanti ad Hamilton prima della SC e successiva Red Flag) non abbiamo visto la benché minima sbavatura uscire dal suo volante. E lo ripeto: non è da tutti. Anzi, è da pochi, pochissimi.

Che voto dare a questa prestazione… lunare?

ANTONELLI – voto 384.400 (corrispondente alla distanza media tra la Terra e la Luna)

Non c’è molto altro da aggiungere. Sottolineo nuovamente anche la mostruosa prestazione del sabato ottenuta a scapito di un Max altrettanto mostruoso e vedere quest’ultimo, battuto per pochi millesimi, sorridere ed essere felice dopo esser sceso dalla vettura ha avuto un che di strano.

Grazie alla strategia “velocistica” messa in atto da Antonelli abbiamo potuto assistere ad una gara ben più tesa ed emozionante rispetto a quelle degli ultimi anni. E se pure è vero che a Montecarlo non si sorpassa (a parte Lindblad, anch’egli wunderkind mica male, che al 49° giro uccella Albon nella chicane dopo il tunnel) è anche vero che è molto più facile tenere dietro gli avversari muovendosi come un bradipo piuttosto che sfiorando le barriere ad ogni curva. Tutti i protagonisti sono stati costretti a dare il meglio di sé. È assai probabile che pochi se lo aspettassero e che le configurazioni motore fossero state pensate di conseguenza. In questo senso sono probabilmente da leggere i problemi patiti dalle RBR, con Max out già alla partenza e Hadjar costretto sin da subito a fare i salti mortali per stare in gara. Idem per le Haas, inspiegabilmente spompate ben oltre le più nere aspettative. Per converso, c’è da notare una Cadillac (più con Perez che con Bottas) con prestazioni quasi in linea con il resto del gruppo, soprattutto in gara.

Ad aumentare la tensione ci sono stati gli innumerevoli speeding nella pitlane che hanno sortito altrettante innumerevoli penalità. Quando capita così spesso e a così tanti piloti è evidente che dev’esserci stato qualche problema o malinteso su come interpretare l’entrata e l’uscita. A farne le spese più di tutti è stato il povero Gasly, censurato ben due volte, che nel caotico finale avrebbe potuto strappare uno straordinario podio ed è invece stato retrocesso fino alla settima posizione. In giro per il web si trovano commenti sul fatto che la velocità media ripresa dai commissari in pitlane teneva conto, per l’appunto, di un brevissimo tratto sia all’entrata che all’uscita che, in tutti i casi rilevati, ha evidentemente tratto in inganno i piloti che sono caduti nell’errore. Lo stesso Gasly, in un camera car visto in diretta, sembrava assolutamente regolare con il limitatore inserito al punto giusto e disinserito al punto giusto e la supposizione è che il leggero taglio in entrata e, forse, la appena accennata doppia curva in uscita, possano aver causato la discrepanza tra ciò che il pilota era convinto di aver fatto in modo corretto e la rilevazione effettiva. Mi domando se, in casi come questi, dove cioè non sembra esserci stato un effettivo errore del pilota ad aver causato l’infrazione rilevata, non si possa essere di manica più larga. Del resto, così fosse, si reintrodurrebbe discrezionalità dove invece non dovrebbe esserci. Quindi sarebbe più opportuno, dal prossimo GP o cmq dal primo GP utile, precisare ancora meglio inizio e fine della rilevazione oppure mettere una fotocellula nel punto giusto e chiuderla lì? Quale che sia la soluzione è evidente che qualcosa a Montecarlo è andato storto in questo frangente.

Stava per farne le spese anche…

HAMILTON – voto 8 ½

Il buon Lewis, dopo l’eccellente prova di Montreal si prende ancora una volta il secondo gradino del podio. Ma mentre in Canada ha stupito per velocità e ritmo qui invece stupisce per concretezza e gestione. Che poi è quello che gli si chiedeva sin dal primo giorno in cui ha messo piede in quel di Maranello: se non sei più il razzo dei tuoi giorni migliori, caro Lewis, almeno regalaci esperienza a secchiate, no? Ebbene, l’esperienza è proprio ciò che durante il week end ha sparso a piene mani sulle strade del Principato. Infatti, è di poco dietro a Leclerc in tutte le sessioni in termini di velocità pura ma quando si arriva alla qualifica si comporta egregiamente e non sbaglia, al contrario del nostro beniamino monegasco. E non sbagliare è la più somma delle parole d’ordine quando si tratta di Montecarlo. Lo stesso, cioè per l’appunto non sbagliare, è quel che mette in pratica lungo tutto l’arco del GP. Lo fa in partenza, in gara, alla ripartenza. Il suo ritmo, a onor del vero, non è esaltante come a Montreal: mentre là avrebbe tutto sommato potuto giocarsela addirittura con Kimi se non ci fosse stato un lungo di troppo al tornantino, qui invece paga sei-sette decimi nel primo stint e quasi un secondo al giro nel secondo stint, per non parlare poi dei pochi giri fatti dopo la bandiera rossa in cui si è preso le piste. In realtà, un piccolo errore lo commette: nel pit da gialle a bianche è uno dei tanti piloti che sono caduti nello speeding con annessa penalità. Per questo tolgo un mezzo voto sulla fiducia, per così dire, anche se, come scritto poc’anzi, oggi qualche dubbio sulle misurazioni dei commissari in pitlane rimane. Il suo secondo posto è stato ulteriormente messo al riparo dall’errore del muretto Ferrari in occasione della SC. Ha di che essere più che soddisfatto anche perché, con il disastro di Russell e la l’erroraccio di Charles, può issarsi al secondo posto della classifica mondiale a “soli” 66 punti di distacco da Antonelli. Che chiedere di più?

Muretto Ferrari – voto 4

Arriva la SC, improvvida soprattutto per chi sta davanti comodamente, come il nostro buon Kimi. Hai due vetture che inseguono di cui una con una penalità di 5 secondi da scontare e sei in un circuito in cui non si può superare. Che fai? Pitti uno e l’altro lo lasci fuori, no? In particolare fai pittare quello con la penalità, così la sconta durante la SC per annullarne gli effetti deleteri. È vero che col senno di poi sono tutti strateghi che neanche Temistocle e Pericle ma vorrei il conforto dei lettori: era una decisione così difficile da prendere? Il punto è che lasciando fuori Charles anche Antonelli sarebbe dovuto rimanere fuori, pena la perdita della prima posizione. Se poi Antonelli entrava (perché anche il muretto Mercedes ieri non è stato esente da stupidaggini colossali: chiedasi a George Russell) allora stappavano gli spumanti. Se invece Antonelli, rimanendo fuori, avesse anche conservato la prima posizione ci sarebbe comunque stato un finale di gara in cui se le bianche si fossero dimostrate incapaci di reggere, per quanto improbabile era comunque un’eventualità da considerare, allora Hamilton con gomme rosse nuove avrebbe potuto diventare nuovamente contender. Quale che fosse il caso, se si ha la possibilità di giocare due contro uno ci si deve provare. Le due macchine sul podio sarebbero comunque arrivate (al netto di errori, ovviamente), quindi perché non provarci? Ripeto: la probabilità di vincere, contro l’Antonelli di oggi, era comunque bassissima, anche perché nel momento della chiamata SC Charles avrebbe comunque fatto fatica a stargli davanti perché in quel momento era a circa una trentina di secondi di distacco. Ma, come si è visto poi, Antonelli non poteva prendere subito il pit e dunque il dubbio rimane. Perché, dunque? Per non fare uno sgarbo ad Hamilton? E anche se fosse? Mi pare che Lewis venga abbondantemente pagato come dipendente Ferrari quindi se la squadra decide in un modo piuttosto che un altro lui deve prendere atto. E alla peggio, se la tattica non fosse riuscita, bastava ordinare uno swap e tutti sarebbero stati felici: non sarebbe stata la prima volta per Ferrari o per altri team. Se infine consideriamo che Charles ha dovuto aspettare in coda ai 5 secondi della penalità di Lewis la scelta è ancora più incomprensibile.

Mah!

(LECLERC – voto 5 – in qualifica ne aveva, a mio modestissimo e opinabilissimo parere, anche per fare la pole ma ha sbagliato. In gara, soprattutto nel secondo stint, ne aveva più di Hamilton e anche al netto dell’errore del muretto il terzo posto avrebbe dovuto portarlo a casa. L’errore commesso all’Anthony Noghes, nonostante le rimostranze sui freni date in diretta tv, è e rimane imperdonabile per un pilota del suo rango. Cioè, voglio dire, ma dobbiamo commentare un errore identico fatto dai soli Stroll, Stroll!!, e Charles?)

(mi si potrà obiettare che proprio perché è improbabile che Charles commetta lo stesso errore di Stroll che diventa plausibile la scusa dei freni. Però, permettetemi, si stava ripartendo da SC e sono convinto che il buon CLC abbia deciso di entrare sul rettilineo con una traiettoria diversa per provare a giocarsi qualcosa prima della Santissima Devotissima se i primi due avessero cincischiato. Nel far ciò o, meglio, nel provare ciò ha, molto semplicemente, sbagliato)

HADJAR – voto 9

Il buon Isack, oltre a sommare la sua età con quella di Kimi e scoprire comunque che non si raggiunge l’età di Hamilton, ci dimostra che ci si può lamentare per tutta la gara di un motore asfittico, di gomme che non performano, di perdite di potenza ogni pie’ sospinto e che si può comunque tirare a più non posso, sfruttare ogni centimetro di pista e portare a casa un risultato storico (capissc’ammè, caro George…). Non so voi, ma io ho apprezzato ogni metro della sua corsa. Un combattente di primissima categoria che, nonostante tutti i problemi della sua vettura, non ha sbagliato nulla. Di altissimo rilievo la parte di gara dopo la bandiera rossa perché ancora non si sapeva della seconda penalità presa da Gasly (fisicamente in terza posizione ma gravato da una penalità di 5 secondi) ed era dunque mandatorio contenere il distacco entro i 5 secondi cosa che il nostro eroe è riuscito a fare (il distacco reale al traguardo è stato di 3 secondi netti) nonostante i grossi problemi alla vettura e la pressione di Russell prima e Piastri poi. Eccezionale!

PIASTRI – 6 meno meno meno meno… meno!

McLaren delude parecchio ma Piastri di più. In qualifica è decisamente più lento di Norris anche se quest’ultimo delude ancora di più perché nel momento decisivo del Q3 sbaglia. In gara parte male facendosi passare da Gasly, più lesto di lui ad approfittare del guaio di Max, e bloccando inopinatamente Norris che quasi va a muro in uscita dalla Santa Devota per evitarlo. Di lì in avanti non preme abbastanza per impensierire Gasly che da metà stint in avanti gli va addirittura via. Quando ha pista libera non ne ha abbastanza per recuperare il gap con Russell e Hadjar sicché non riesce nemmeno ad approfittare dei pit stop. Nel frattempo Norris si vedeva che era molto più veloce e se non fosse stato per il ritiro Lando era il candidato più serio per prendersi il terzo posto dopo il caos. Insomma, ancora una volta poco incisivo e persino anonimo.

LAWSON – 8

Finalmente, dopo millemila scappellotti, posso dare un ottimo voto al neozelandese. Non sono, in generale, un suo fan. Dopo l’eccellente esordio del 2023 in sostituzione dell’infortunato Ricciardo, ha collezionato fondamentalmente soltanto delusioni anche se, stranamente, gli sono valse la promozione in RBR all’inizio del 2025: gioia terminata in un amen visto il declassamento subito da Marko dopo sole due gare. Il resto della scorsa stagione è stato ancora più deludente: viene asfaltato da Hadjar sia sul piano dei punti conquistati (partivano entrambi da zero quando si sono riuniti) sia sul piano prestazionale. Anche quest’anno non brilla dal punto di vista velocistico, nel confronto con l’imberbe Lindblad. Tuttavia, fino ad ora ha capitalizzato benissimo e ha portato a casa punti importantissimi per la Racing Bulls: a punti in 4 gare su 6 non sono poca cosa. Notevole in particolare la sua Montecarlo durante la quale, così come avevo scritto per Colapinto in Canada, non si è mai visto. Il che è estremamente positivo per lui. Non era abbastanza veloce per giocarsela con i primi ma lo è stato più che a sufficienza per tenere lontani gli inseguitori. Suppongo ne vorrà altre di occasioni così. Il voto è alzato dalla ottima prestazione in qualifica: Q3 a Montecarlo e con questa vettura è un ottimo risultato. Il quinto posto finale eguaglia il suo miglior risultato in carriera e poco importa se è arrivato grazie a guai di chi gli stava davanti (Max, Norris, Leclerc, Russell, Gasly): di certo non è colpa sua (chiedere, per quanto riguarda Montecarlo, a Patrese e Panis). Pur non essendo un suo estimatore non posso tuttavia esimermi dal fargli i complimenti quando se li merita. Bravo!

LINDBLAD – 7 +

Il ragazzo ha stoffa ed è dall’inizio dell’anno che si vede. Già un paio di volte l’ho definito il prossimo wunderkind dopo Antonelli rispetto al quale ha addirittura un anno in meno. Però è ancora acerbissimo e anche questo si vede. In qualifica sembrava averne di più di Lawson ma sbaglia il giro decisivo del Q2 e non passa la tagliola (e un voto in meno in pagella). In gara è altalenante nel ritmo e viene costretto dal team a rimanere fuori all’infinito ma ci regala l’unico sorpasso in pista della giornata (esclusa la partenza) quando al 49° giro sorprende Albon che pure in quel momento stava attento solo agli specchietti perché stava cercando di rallentare il gruppo dietro di lui per favorire il pit di Sainz. Bellissima mossa che gli consente di ottenere il suo miglior risultato di stagione. Una curiosità: nonostante sia giunto al traguardo non compare nel tabellino della pit stop summary ufficiale perché il cambio gomme l’ha fatto in regime di bandiera rossa.

GASLY – 8 meno

Dopo la delusione del Canada (più che altro perché asfaltato da Colapinto) era atteso ad un riscatto. E il buon Pierre non delude. Nelle difficilissime qualifiche agguanta il Q3 e la nona posizione in griglia (e tiene Colapinto a debita distanza). In gara, oltre ad approfittare egregiamente del guaio di Max superando le McLaren, sfodera un ritmo niente male che, con i guai patiti da Hadjar e da Russell e l’erroraccio di Leclerc, sembrava metterlo addirittura sul binario di un podio quanto mai insperato. Purtroppo per lui cade addirittura due volte (da qui il “meno” del voto nonostante le mie perplessità sul tema speeding proprio perché a lui capita due volte) nell’intoppo delle misurazioni dello speeding in pitlane e deve purtroppo cedere ben quattro posizioni sul traguardo. Rimane comunque la soddisfazione di un bel week end e di una prestazione di alto profilo.

ALBON – 6

Non male in qualifica, ove pure si trova davanti a Sainz per via di errori di quest’ultimo, e tutto sommato bene in gara. Avrei dato voti anche più alti se non mi fossi accorto che nei pochi momenti in cui i due Williams hanno avuto pista libera, Sainz era molto più veloce. Inoltre, essere l’unico pilota sorpassato in pista non gli fa certo onore…

OCON – 6 di fiducia

Non si è visto né in qualifica né in gara, stavolta non per suoi demeriti quanto per una Haas che dopo un buon esordio di stagione sembra in caduta libera. Non ho visto nulla di rilievo per cui il 6 è di fiducia.

ALONSO – 8 di fiducia

Con quel catorcio che si ritrova a guidare, Fernandello nostro non se lo sarebbe mai immaginato di entrare nei punti a Montecarlo. Eppure ci è riuscito. Non chiedetemi come (mai inquadrato, mai entrato nei radar durante la gara) ma è riuscito a ritrovarsi davanti agli altri pretendenti ai punti nel momento che conta. Una sua magia, se vogliamo. E di qui l’8 di fiducia. Come dite?! Il voto è incoerente con quello metodologicamente simile dato a Ocon? Forse sì. Ma sono convinto che Alonso, a differenza di Ocon, abbia sudato parecchio per trovarsi fisicamente davanti a Bortoleto e Colapinto: le penalità degli altri (Hulk e Perez) hanno fatto il resto.

NOTE DI MERITO

Perez (8-) ancora una volta fa vedere che sta prendendo seriamente il suo lavoro in questa stagione di esordio Cadillac: solo una penalità sopraggiunta a bocce ferme gli nega il primo punto in stagione. Penalità peraltro inopinatissima visto che è dovuta ad un malposizionamento in griglia nella ripartenza da bandiera rossa.

NOTE DI DEMERITO

Hulkenberg e Bortoleto: 5 ad entrambi. Audi, durante le FP, aveva mostrato di gradire particolarmente questa pista e in qualifica almeno uno dei due (se non addirittura entrambi) era “candidatissimo” al Q3. Tuttavia, Bortoleto va malamente contro le barriere in Q2 negandosi la possibilità e Hulk “canna” inopinatamente il suo giro migliore, sempre in Q2. Nel festival delle penalità di questa Montecarlo Hulk paga forse più di tutti: i 10 secondi che gli sono stati affibbiati a causa del contatto con Sainz nel tornantino dopo la ripartenza mi sono parsi un po’ troppo severi perché nel caos che c’era in quel momento il contatto poteva tranquillamente essere interpretato come normale incidente di gara.

Russell (5). Se in Canada si era dato da fare bene e se la stava giocando (quasi) alla pari con Antonelli qui a Montecarlo, invece, è andato assai male. Per tutte le FP e le qualifiche è stato a distanza siderale dal bolognese (tra i 3 e i 5 decimi, non millesimi…). In gara anche peggio, nei pochi momenti in cui ha avuto pista libera il suo ritmo era di almeno (almeno!) mezzo secondo più lento di quello di Kimi. A questo si aggiunge il disastro durante il pit della SC: il suo muretto (3) non gli ha fatto scontare la penalità di 5 secondi rimediando così l’ulteriore penalità che lo ha fatto sprofondare fuori dai punti nella classifica finale. Peggio di così…

NOTE DI SIMULAZIONE

Ma secondo voi Hamilton ha preparato la gara e gli assetti al simulatore oppure in altro modo?

 

Ci vediamo a Barcellona!

BASTIAN CONTRARIO (VI): L’irresponsabile

Il GP di domenica scorsa, che si è svolto nel principato di Montecarlo, sarà ricordato per un bel pezzo e, di certo non per il classico trenino noioso che puntualmente si forma ogni volta che si corre per quelle stradine. Di carne al fuoco ce n’è pure troppa e, dopo quanto visto nelle oltre due ore di GP, mi viene in mente una sola parola: irresponsabilità.

Una cosa è certa la Federazione, in qualità della direzione gara, ci ha messo il suo per accendere e riaccendere un GP, che già ai nastri di partenza, aveva posto le basi per avere almeno un inizio di GP brioso. Inutile dire che queste mie parole non sono di lode, nei riguardi dei giudici nominati dalla FIA, bensì sono una sorda e sonora bacchettata sui dorsi delle loro mani in stile fantozziano. L’irresponsabilità mostrata da parte loro, nell’ostinarsi a fare i conti col pallottoliere, per comminare le penalità ai vari piloti in pista è a dir poco diabolica. Da tempo immemore affermo che quando uno, o più giudici, ritengono un pilota reo di un’infrazione questa deve essere comminata immediatamente e, per immediatamente, intendo entro e non oltre i tre giri dal momento in cui gli viene notificata. Fargli scontare la pena a fine gara non solo è antisportivo, bensì è anche deleterio.

Antisportivo: un pilota che si vede notificata una penalità, da scontare a fine gara, ha tutto il tempo (la durata della gara stessa) per potersi “organizzare” assieme alla squadra per cercare di capire come fare a guadagnare più tempo possibile, al fine di alleviare se non addirittura a neutralizzare la stessa penalità e, questo semplicemente non è giusto!

Deleterio: nel GP di domenica scorsa si è visto chiaramente che questa metodica ottusa e fraudolenta, ha contribuito a generare non poca confusione, tant’è vero che persino gli stessi giudici, a fine gara, hanno avuto il loro bel da fare non solo per cercare di capire chi dovesse essere punito, addirittura si sono dovuti anche affrettare a comminare quella caterva di punizioni, dato che il GP stesso stava per terminare.

Dire che questa condotta è irresponsabile è dire poco, perché condiziona l’esito della gara in maniera evidente. Il povero (ormai George è praticamente sotto un treno) Russell si è visto infliggere l’ultima penalità proprio a fine gara, immediatamente dopo l’ultima safety car, ed infatti il suo nome è scivolato velocemente verso il fondo della classifica, beccando il secondo zero consecutivo. Eppure se all’inglese gli fosse stata comminata la penalità per tempo, non solo non è detto che avrebbe sbagliato nuovamente, addirittura avrebbe potuto approfittare della safety car finale, proprio per poter ribaltare a suo favore il risultato finale. Questo discorso naturalmente vale per Russell come per Gasly e tutti i piloti della griglia.

Di irresponsabili in pista ce ne sono stati, eppure quello che il nostro giovane connazionale ha mostrato, è andato oltre qualunque aspettativa vista sino ad ora. Fino a prima di Montecarlo, il pensiero ricorrente, è stato inquinato dal fatto che Kimi vinceva in quanto aveva a disposizione un mezzo superiore (dopo la pubblicazione di chi ha diritto all’ADUO anche questo deve essere rivalutato), ebbene ora mi chiedo, dopo quello che il fenomeno italiano ha mostrato, cosa potranno dire i detrattori? Montecarlo è una pista, indipendentemente se piace o meno , di manico, di palle e sangue freddo dove ogni errori lo paghi salatissimo. Domenica scorsa Kimi era letteralmente in trans, in estasi e, ci fossero state dieci ripartenze, sempre primo sarebbe arrivato. Al sottoscritto non sono mai piaciuti i paragoni generazionali, eppure vedere quel ragazzo girare come un forsennato senza sbagliare mai nulla, doppiare il suo compagno (non aspettava che questo!) di squadra relegandolo definitivamente all’inutilità dell’essere, inanellare da vero irresponsabile giri veloci su giri veloci anche se non ce n’era affatto bisogno, ebbene non potevo non pensare a quanto fatto da Ayrton nel 1988, con la differenza che il brasiliano per poco non andava a fare un tuffo a mare con tutta la macchina, mentre il nostro connazionale un tuffo l’ha fatto con tutta la squadra, per festeggiare un GP vinto d’imperio e irresponsabilmente. Cosa ci si può aspettare a questo punto da questo fenomeno generazionale? Perché è bene chiarirlo, noi appassionati di F1 che viviamo di speranza, affinché il nostro sport venga salvato da questa valanga di ideologia woke (Hamilton ne è stato l’emblema), di cui il paddock è pervaso, siamo dei privilegiati in quanto abbiamo la fortuna di avere nello stesso periodo storico uno come Verstappen e, il suo naturale erede. Ogni campione, come ho già detto in passato, definisce i propri standard di competitività: iniziò Senna con i suoi allenamenti mirati, dopo ci fu Michael che alzò ulteriormente l’asticella e, sebbene dopo il kaiser abbiamo avuto gente del calibro di Hamilton, Alonso e Vettel, abbiamo dovuto aspettare l’arrivo di Verstappen affinché l’asticella della competitività venisse ulteriormente alzata. Ebbene Antonelli sta letteralmente ridefinendo, in modo del tutto irresponsabile, gli standard fissati dall’olandese perché a diciannove anni non era scritto ne in cielo e ne in terra che si sarebbe dovuto comportare cosi. Vedete se Kimi dovesse essere rimontato in classifica da Russell, all’italiano nessuno potrebbe più dire nulla perché ad egli, quest’anno, gli veniva chiesto di tenere il passo del compagno e magari riuscire a vincere un paio di GP. Di fatto l’italiano il suo lo ha già fatto! Eppure proprio perché evidentemente è nato per questo, ecco che sta scrivendo la storia, ridefinendo i  nuovi standard futuri e, annichilendo il compagno il quale ormai è in guai serissimi. Continuo a considerare Russell un top driver, eppure il problema non è l’inglese, se mai lo è Kimi che lo fa apparire uno qualunque. Non ho dubbi che l’italiano sbaglierà in futuro, questo fa parte del percorso di crescita che a questo punto è esponenziale, spero solo che questa maturazione gli lasci intatto questa sua irresponsabilità, perché senza di questa evidentemente non sarebbe Kimi.

Concludo il mio pensiero con colui il quale ha ispirato il mio scritto, il vero irresponsabile di tutta questa storia e, in quanto tale, mi auguro che abbia capito quale sia il suo vero ruolo e, che dunque inizi ad assumersi le sue vere responsabilità: Charles LeClerc. Anche a tal proposito da quanto affermo che se Ferrari mostra palesi mancanze, è giusto iniziare a tirare in ballo anche il monegasco in questo continuo fallimento. Domenica scorsa a Charles gli è semplicemente andato in pappa il cervello, come si suol dire, eppure ciò che veramente mi ha lasciato basito non è tanto l’errore causato dal nervosismo, quanto dal suo pianto in diretta mondiale d’innanzi alle telecamere. Detto che è inammissibile che il monegasco sputtana un’azienda come la Brembo (la quale ha immediatamente replicato), che in Ferrari è praticamente una religione, ciò che mi ha lasciato basito sono state le sue parole a riguardo del fatto che dalla prossima gara anche lui passerà ai freni che usa il compagno. Queste sue parole sono la pistola fumante del difetto del monegasco e, soprattutto del reale motivo della presenza di Hamilton in squadra, il quale di certo non è venuto a prendersi la pensione, bensì a prendere le redini della squadra in mano e, a provare a vincere l’ottavo titolo proprio con la Rossa. Vorrei poter chiedere a LeClerc, che ha usato i freni italiani fino a ieri, per quale motivo non si è mai lamentato in questi otto anni di permanenza in Rosso? Per quale motivo ha iniziato solamente ora e, cioè da quando c’è Lewis in squadra? Si viene a sapere infatti (fonte Autoracer.it) che Hamilton, dal GP del Giappone, ha preteso di passare ai Carbon Indastries ovvero i freni che ha sempre usato in Mercedes. Questo fa il paio con ciò che ho sempre pensato di LeClerc innanzitutto e, su Lewis in secundis: l’inglese come detto non è di certo venuto a perdere tempo a Maranello e, dopo un anno di apprendistato, sta iniziando a stringere la squadra nel suo pugno dando la sua direzionalità, cosa che un campione dovrebbe fare e, cosa che Charles in questi lunghi otto anni evidentemente non ha mai fatto. Il monegasco è un bluff? Assolutamente no. LeClerc rimane uno dei piloti migliori del lotto solo che egli, a differenza di Verstappen (giusto per citare un nome a caso), non ha mai mostrato il carattere necessario per impuntarsi o per dare una direzione giusta alla squadra. Si è sempre affidato e, nel contempo, ha sempre cavato sangue dalle rape che gli hanno dato. Per questo affermo che il suo è stato un atteggiamento irresponsabile e, che tutto quello che sta accadendo non solo è anche colpa sua, soprattutto si assumesse le conseguenze di quello che sta accadendo. Hamilton si è sempre lamentato dei freni, di certo non Charles, poi nel giro di un anno l’inglese inizia ad essere più veloce del compagno (a casa sua!) e, guarda caso dopo che ha imposto la sua volontà, la sua direzionalità. Un anno signore e signori, non otto. Charles a questo punto ha un gran bel problema e, ce l’ha direttamente a casa sua, perché se Hamilton gli fosse sempre stato dietro nessuno avrebbe detto nulla all’inglese, invece la storia è ben diversa se accade il contrario in pista e, soprattutto in classifica. A questo punto mi chiedo cosa succederà dopo la pausa estiva, con l’arrivo della nuova PU (altro punto debole dove Hamilton martella a sangue ogni giorno la squadra!), dove sicuramente il campione inglese anche in questo campo darà la sua direzionalità? Suppongo che per il monegasco è giunto il momento di tirare il carattere, per non dire altro, fuori oppure proseguisse sulla via della irresponsabilità e vivere i prossimi due anni di fresco rinnovo come un inferno.

Ps Immediatamente dopo il GP di Montecarlo si viene a sapere che il motore endotermico più potente è quello Red Bull, con la conseguenza che la Mercedes rientra nell’ADUO con un 2% di margine. Mi taccio a questo punto, altrimenti irresponsabile lo divengo io!

Buon GP di Spagna a tutti.

Vito Quaranta

F1 2026 – GRAN PREMIO DI MONACO

E come ogni anno si è arrivati al gran premio che allo stesso tempo  il più imprescindibile e il più inutile della stagione, il Gp del Principato di Monaco.

Come ogni anno immancabilmente sono tanti i rimandi al passato, ai miti che hanno reso immortale la F1 e il gran premio del Principato. I nomi sono sempre quelli, anzi uno su tutti, ovviamente Ayton Senna.

Il paulista fece faville tra yacht e piscine già ai tempi della Toleman per poi vincere la “miseria” di 6 volte, di cui cinque consecutive. Detto ciò i recenti accostamenti con il nome di Kimi Antonelli producono nel sottoscritto ( ma penso di non essere l’unico) la classica espressione di alzata di sopracciglia, occhi verso l’alto e labbra serrate in una smorfia di disappunto.

Niente contro il bolognese più conosciuto del momento ma questo genere di accostamenti non si capisce bene perchè spuntino fuori se non per generare il solito hype e cercare di trovare notizie e interesse dove proprio non ci può essere.

immagine da newsauto.it

Appena c’è qualcosa di anche vagamente fuori dal comune nel magico mondo della F1 ecco che il nome Senna viene utilizzato come un balsamo per rendere bello affascinante anche quello che (per il momento) ancora non lo è ed è bel lungi dall’esserlo. Ed è singolare che in questa nuova F1 tutta highlight il nome di Senna possa ancora fungere da richiamo per quella generazione social che con tutta probabilità non ha visto nulla di cosa era capace il brasiliano in pista.

Tornando al weekend di gara, cercherò di essere brevissimo: essendo questa l’unica pista in cui è possibile vincere anche con un motore inadeguato, ecco servita la grande occasione alla Ferrari  di muovere il pallottoliere delle vittorie fermo ancora al GP del Messico del 2024.

Se è vero che il Cavallino è forse la monoposto con il miglior telaio allora “basterà” non fare casini in qualifica per avere in tasca più di metà del biglietto vincente della lotteria di Monaco.

immagine da formulatecnica.it

Ovviamente il candidato naturale sembra essere il beniamino di casa Leclerc, fresco di matrimonio fuori pista e anche dentro visto il recente rinnovo con Ferrari. Ora, se nel primo caso possiamo tranquillamente essere d’accordo, si è legittimamente più perplessi sul surplus di fiducia accordata a Vasseur&Co, visto il presente e il recente passato.

Charles avrà le sue buone ragioni (una su tutte forse la mancanza di valide alternative) ma, a parte qualche sporadica Domenica da leoni, rischia di rimanere il classico re senza corona. Se poi uno pensa che Norris sia riuscito dove il monegasco forse non riuscirà mai…

Sul Gp c’è poco da dire: chi si qualifica in pole e termina curva 1 del primo giro in testa ha praticamente già vinto. Si spera possa essere Charles, probabilmente tanti ferraristi sperano non sia Lewis. Io sono per le pari opportunità. Se poi Antonelli dovesse centrare la five in a row potremmo essere vicini alla beatificazione. Difficile, ma quando è il tuo anno…

Questo Gp, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe certificare anche lo sdoganamento dell’ADUO a favore di Ferrari per cercare di recuperare un gap di PU nei confronti di Mercedes che ricorda quello del 2014. La definizione “speranza di recupero” è già ampiamente abusata in tutti i siti specializzati, chissà che aria tira nel reparto motori della GES. Noi ce lo auguriamo ma più in là non mi spingerei, io la fiducia nel futuro che ha Leclerc proprio non ce l’ho.

*immagine in evidenza da gpdestinations.com

Rocco Alessandro

 

 

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Sebbene si è continuato a parlare, per tutta la settimana, di quanto visto in Canada e della fase “monstre” che il nostro connazionale sta vivendo, l’aspetto che più tiene banco attualmente è l’ADUO che deve essere deliberato, per chi è in ritardo, rispetto al motore (termico) più potente che è quello Mercedes naturalmente. Ferrari rientra tristemente in questo range e, sottolineo tristemente, perché sebbene la Rossa potrà essere patrocinata dai vantaggi dell’utilizzo di questa diavoleria regolamentare e, nonostante da molti tutto ciò venga preso come una vittoria, di fatto ritengo che non c’è nulla di cui essere felice; non c’è niente da festeggiare qui! Per quale motivo la Ferrari, da quasi vent’anni ormai, deve sempre inseguire? Come mai è sempre in affanno e, ad ogni mondiale, si ritrova con questo o con quell’handicap? L’ADUO è in questo particolare frangente una sconfitta e non una vittoria, un’umiliazione e non un orgoglio di cui vantarsi.

Sconfitta perché la Scuderia più blasonata del mondo, che nasce innanzitutto come costruttore di motori, si ritrova in pesante ritardo in un regolamento in cui il motore è tutto; soprattutto in questa fase iniziale. Sconfitta perché l’attuale Presidente aveva annunciato con quattro anni di anticipo, che la sua squadra avrebbe puntato tutto su questa tipologia di nuove motorizzazioni e, l’unica promessa vera invece che ha saputo mantenere, assieme al suo braccio destro Vigna, è stata quella di dissacrare definitivamente il marchio del cavallino rampante sfornando la prima Ferrari full electric. Perché già la “Purosangue” gridava vendetta, visto che un modello SUV andava a colpire nei testicoli questo Cavallino che di rampante ha sempre meno, ora con la produzione della “Luce”, il leggendario quadrupede è stato definitivamente azzoppato e, sebbene i mercati potranno anche dare ragione ai vertici dirigenziali della Rossa (ed è tutto da dimostrare), questo tipo di auto ha violato ogni principio narrativo della storia della Ferrari.

Oltre al danno v’è anche la beffa, riguardo a questo regolamento, perché se Mercedes è il riferimento, quando invece lo sarebbe dovuto essere stato la Ferrari, chi non riceverà l’ADUO è la Red Bull la quale come squadra tutto è sempre stata tranne che costruttrice di motori. Invece i bibitari ai nastri di partenza si sono presentati con un motore di poco meno potente rispetto a quello di riferimento e, di sicuro più potente di quello Rosso, che ribadisco per l’ennesima volta, sarebbe dovuto essere stato il riferimento di quest’anno. Oltretutto questo ritardo prestazionale Ferrari rischia di pagarlo salato non solo in pista, dal punto di vista cronometrico, bensì anche e soprattutto dal punto di vista politico. Questa F1 è in continuo mutamento e, sebbene il Sistema sia corso ai ripari dopo il disastro dei primi tre GP ciò non toglie che questa F1, così com’è stata concepita, è sbagliata dal punto di vista dello spirito della F1 stessa. Ciò detto si vuole, da parte soprattutto di Liberty Media per “il bene dello sport” (sigh!), un cambiamento delle attuali motorizzazioni sbilanciando il rapporto di potenza verso l’endotermico (il famoso “sessanta – quaranta”). Del resto il buon Verstappen proprio in Canada ha tuonato, dicendo che se queste motorizzazioni non sarebbero cambiate, sarebbe pronto a salutare baracca e burattini. Dov’è dunque il problema per Ferrari? Ebbene se questo cambio nel rapporto di potenza venisse confermato, è naturale che tutte le squadre dovrebbero mettere mano al motore, anche coloro le quali non hanno diritto all’ADUO, quindi non sta scritto da nessuna parte che i motori più potenti divengano meno prestazionali. Anzi il fatto che Toto si sia dichiarato favorevole a questo cambiamento (assieme a Red Bull!), la dice lunga sulla loro sicurezza in merito a questi cambiamenti. Ferrari cosi (assieme ad AUDI la quale è stata la prima ad opporsi a questi cambiamenti) si ritroverebbe punto e accapo e con problemi non da poco, visto e considerato, che andrebbe a spendere risorse per migliorare un motore che poi in seguito dovrebbe essere nuovamente cambiato. A furia di essere ripetitivo e noioso, ritorno al quesito iniziale: cosa ci fa Ferrari ad inseguire? Per il GP di Montecarlo dunque si dovranno sciogliere un po di nodi e, la tragedia, non è detto che tutto verrà risolto come ci viene raccontato.

A proposito di GP di Montecarlo, la FIA nella sua infinita saggezza, annuncia che per le stradine del principato non farà usare, per motivi di sicurezza naturalmente, l’aerodinamica attiva e, i motori saranno castrati energeticamente parlando. La tristezza di questi regolamenti la si evince anche in queste azioni, perché chi lo ha concepito pretende di avere la botte piena e la moglie ubriaca a tutti i costi. Si pretende di correre con questo tipo di regolamento che viola in ogni punto l’essenza delle corse stesse e, nel contempo, si pretende di girare in circuiti che sono palesemente obsoleti per questo tipo di vetture. Non solo questo infatti, perché sono così tronfi da rinnovarlo addirittura fino alla notte dei tempi… l’importante è alternare SPA – Franchorchamps! La potenza di questi motori, unita all’aerodinamica di queste vetture, è stata ritenuta troppo pericolosa per la pista che verrà affrontata in questo weekend, perciò meglio tagliare tutto, tanto (citando un noto professionista del settore) “nessuno se ne accorge se le macchine vanno più lente”.

Intanto per il GP di domenica vengono date per favorite due squadre in particolare, McLaren e Ferrari. Detto che i papaya hanno una vettura molto agile che si sposa bene con le curve del principato, oltre che la PU più potente, sta di fatto che a leggere i pronostici sembra che Ferrari abbia concepito l’attuale SF-26 esclusivamente per un unico appuntamento, considerando il suo famoso turbo più piccolo. Detto che LeClerc renderà l’anima se necessario nel suo GP di casa, vero è che non riesco proprio ad immaginare la coppia Mercedes e, soprattutto Verstappen, dei meri spettatori. Allo stato attuale, quello di Montecarlo, potrebbe essere l’unica vera ghiotta occasione per la Ferrari di Vasseur di centrare l’obiettivo principale, fornendo all’intera squadra una iniezione motivazionale non indifferente, eppure non bisogna dimenticare, oltre alle già citate McLaren, che uno come Russell allo stato attuale ha ben poco da perdere e, ciò lo rende pericoloso non poco. In quelle strade cosi strette l’esperienza la fa da padrona ed in questo momento l’irruenza mostrata da Kimi, è il suo talento e la sua maledizione. Uno zero potrebbe riaprire in un amen il mondiale (non che ora sia chiuso!), perciò sarà interessante vedere questa prova di maturità, come e se verrà superata dall’italiano. Cosi come Verstappen cercherà riscatto, indipendentemente dalla sua vettura e dalle minacce che urla un GP si e l’altro pure, al fine di dimostrare (ancora deve dimostrare?) alla F1, che hanno bisogno eccome di uno come lui.

Buon GP di Montecarlo a tutti.

Vito Quaranta