Mi ricordo di quando tentavo di “pagellare” Max Verstappen gli anni scorsi (compreso il 2025, sia ben chiaro) e con le prestazioni mostruose che ogni volta metteva in campo, anche al netto della superiorità del suo mezzo, non riuscivo a trovare le parole. Ogni volta che sembrava aver fatto la sua miglior prestazione in carriera ecco che al successivo GP riusciva a fare ancora meglio. Era molto più facile quando non era in palla. Trovare un voto al di sotto del 10 era quasi un divertimento: sarà da 7 o da 8? Oppure per una volta dovrò dargli un’insufficienza? Ma la rarità di questi eventi è la misura del campione che è il buon Max.
Ebbene, oggi mi trovo nella piacevolissima situazione di non saper cosa scrivere di Andrea Kimi Antonelli. Dopo le ultime due straordinarie vittorie non si pensava che potesse dar adito ad ulteriori esaltazioni della sua prestazione. A Montecarlo, poi?!
Non è soltanto la prestazione straordinaria a colpire ma anche la condotta strategica. Diversamente dalle ultime edizioni, infatti, il nostro giovine connazionale ha mostrato come si possa decidere un GP così anomalo anche senza condurre al ritmo di gita domenicale. Per quanto commovente dato il contesto in cui è maturata, la vittoria di Leclerc di due anni fa fu forse la più assurda che si sia mai vista in Formula 1. E praticamente lo stesso è valso per la gara del 2025. Queste due gare sembravano aver sancito che a Montecarlo si corre così. Punto.
E virgola.
Perché Antonelli ha dimostrato che si può (e si deve, aggiungerei) vincere anche andando come un treno, come un TGV, un frecciarossa-anzi-argento, uno Shinkansen.
Naturalmente, condicio sine qua non, per una prestazione del genere è fondamentale poter partire davanti. In tutti i sensi: in pole e scattando adeguatamente al via della gara.
Kimi non ha tradito in nessuno dei due fondamentali. Al sabato ha portato a compimento un’impresa straordinaria, schiantando le ambizioni delle Ferrari e di un Max al suo meglio. E poi in gara è scattato (entrambe le volte) senza la benché minima esitazione.
Il senso è che, auto permettendo evidentemente, scavare un solco fra sé e gli inseguitori è molto più redditizio che giocare con il bilancino al momento del pit stop obbligatorio. D’altra parte il rischio è quello di commettere errori che in una pista come quella di Montecarlo sono sempre dietro l’angolo.
Ed è su quest’ultimo punto che mi vorrei soffermare. Di tutti i campioni della storia della Formula 1 che ben conosciamo sappiamo bene che la loro maggior qualità è sempre stata quella di ridurre al minimo (e possibilmente a zero) l’errore. E in particolare nei momenti decisivi. Senza andare troppo indietro nel tempo, tutti ci ricordiamo di quanto fu decisivo per l’inerzia del campionato il famigerato errore di Sebastian Vettel ad Hockenheim nel 2018 oppure, ancora più di recente, gli errori di Piastri nell’ultima parte del 2025.
Quindi come si fa a non elogiare ai massimi livelli la prestazione che ieri il bolognese ha portato a compimento? Anche oltre la straordinaria performance velocistica (ricordiamoci che era oltre 22 secondi avanti ad Hamilton prima della SC e successiva Red Flag) non abbiamo visto la benché minima sbavatura uscire dal suo volante. E lo ripeto: non è da tutti. Anzi, è da pochi, pochissimi.
Che voto dare a questa prestazione… lunare?
ANTONELLI – voto 384.400 (corrispondente alla distanza media tra la Terra e la Luna)
Non c’è molto altro da aggiungere. Sottolineo nuovamente anche la mostruosa prestazione del sabato ottenuta a scapito di un Max altrettanto mostruoso e vedere quest’ultimo, battuto per pochi millesimi, sorridere ed essere felice dopo esser sceso dalla vettura ha avuto un che di strano.
Grazie alla strategia “velocistica” messa in atto da Antonelli abbiamo potuto assistere ad una gara ben più tesa ed emozionante rispetto a quelle degli ultimi anni. E se pure è vero che a Montecarlo non si sorpassa (a parte Lindblad, anch’egli wunderkind mica male, che al 49° giro uccella Albon nella chicane dopo il tunnel) è anche vero che è molto più facile tenere dietro gli avversari muovendosi come un bradipo piuttosto che sfiorando le barriere ad ogni curva. Tutti i protagonisti sono stati costretti a dare il meglio di sé. È assai probabile che pochi se lo aspettassero e che le configurazioni motore fossero state pensate di conseguenza. In questo senso sono probabilmente da leggere i problemi patiti dalle RBR, con Max out già alla partenza e Hadjar costretto sin da subito a fare i salti mortali per stare in gara. Idem per le Haas, inspiegabilmente spompate ben oltre le più nere aspettative. Per converso, c’è da notare una Cadillac (più con Perez che con Bottas) con prestazioni quasi in linea con il resto del gruppo, soprattutto in gara.
Ad aumentare la tensione ci sono stati gli innumerevoli speeding nella pitlane che hanno sortito altrettante innumerevoli penalità. Quando capita così spesso e a così tanti piloti è evidente che dev’esserci stato qualche problema o malinteso su come interpretare l’entrata e l’uscita. A farne le spese più di tutti è stato il povero Gasly, censurato ben due volte, che nel caotico finale avrebbe potuto strappare uno straordinario podio ed è invece stato retrocesso fino alla settima posizione. In giro per il web si trovano commenti sul fatto che la velocità media ripresa dai commissari in pitlane teneva conto, per l’appunto, di un brevissimo tratto sia all’entrata che all’uscita che, in tutti i casi rilevati, ha evidentemente tratto in inganno i piloti che sono caduti nell’errore. Lo stesso Gasly, in un camera car visto in diretta, sembrava assolutamente regolare con il limitatore inserito al punto giusto e disinserito al punto giusto e la supposizione è che il leggero taglio in entrata e, forse, la appena accennata doppia curva in uscita, possano aver causato la discrepanza tra ciò che il pilota era convinto di aver fatto in modo corretto e la rilevazione effettiva. Mi domando se, in casi come questi, dove cioè non sembra esserci stato un effettivo errore del pilota ad aver causato l’infrazione rilevata, non si possa essere di manica più larga. Del resto, così fosse, si reintrodurrebbe discrezionalità dove invece non dovrebbe esserci. Quindi sarebbe più opportuno, dal prossimo GP o cmq dal primo GP utile, precisare ancora meglio inizio e fine della rilevazione oppure mettere una fotocellula nel punto giusto e chiuderla lì? Quale che sia la soluzione è evidente che qualcosa a Montecarlo è andato storto in questo frangente.
Stava per farne le spese anche…
HAMILTON – voto 8 ½
Il buon Lewis, dopo l’eccellente prova di Montreal si prende ancora una volta il secondo gradino del podio. Ma mentre in Canada ha stupito per velocità e ritmo qui invece stupisce per concretezza e gestione. Che poi è quello che gli si chiedeva sin dal primo giorno in cui ha messo piede in quel di Maranello: se non sei più il razzo dei tuoi giorni migliori, caro Lewis, almeno regalaci esperienza a secchiate, no? Ebbene, l’esperienza è proprio ciò che durante il week end ha sparso a piene mani sulle strade del Principato. Infatti, è di poco dietro a Leclerc in tutte le sessioni in termini di velocità pura ma quando si arriva alla qualifica si comporta egregiamente e non sbaglia, al contrario del nostro beniamino monegasco. E non sbagliare è la più somma delle parole d’ordine quando si tratta di Montecarlo. Lo stesso, cioè per l’appunto non sbagliare, è quel che mette in pratica lungo tutto l’arco del GP. Lo fa in partenza, in gara, alla ripartenza. Il suo ritmo, a onor del vero, non è esaltante come a Montreal: mentre là avrebbe tutto sommato potuto giocarsela addirittura con Kimi se non ci fosse stato un lungo di troppo al tornantino, qui invece paga sei-sette decimi nel primo stint e quasi un secondo al giro nel secondo stint, per non parlare poi dei pochi giri fatti dopo la bandiera rossa in cui si è preso le piste. In realtà, un piccolo errore lo commette: nel pit da gialle a bianche è uno dei tanti piloti che sono caduti nello speeding con annessa penalità. Per questo tolgo un mezzo voto sulla fiducia, per così dire, anche se, come scritto poc’anzi, oggi qualche dubbio sulle misurazioni dei commissari in pitlane rimane. Il suo secondo posto è stato ulteriormente messo al riparo dall’errore del muretto Ferrari in occasione della SC. Ha di che essere più che soddisfatto anche perché, con il disastro di Russell e la l’erroraccio di Charles, può issarsi al secondo posto della classifica mondiale a “soli” 66 punti di distacco da Antonelli. Che chiedere di più?
Muretto Ferrari – voto 4
Arriva la SC, improvvida soprattutto per chi sta davanti comodamente, come il nostro buon Kimi. Hai due vetture che inseguono di cui una con una penalità di 5 secondi da scontare e sei in un circuito in cui non si può superare. Che fai? Pitti uno e l’altro lo lasci fuori, no? In particolare fai pittare quello con la penalità, così la sconta durante la SC per annullarne gli effetti deleteri. È vero che col senno di poi sono tutti strateghi che neanche Temistocle e Pericle ma vorrei il conforto dei lettori: era una decisione così difficile da prendere? Il punto è che lasciando fuori Charles anche Antonelli sarebbe dovuto rimanere fuori, pena la perdita della prima posizione. Se poi Antonelli entrava (perché anche il muretto Mercedes ieri non è stato esente da stupidaggini colossali: chiedasi a George Russell) allora stappavano gli spumanti. Se invece Antonelli, rimanendo fuori, avesse anche conservato la prima posizione ci sarebbe comunque stato un finale di gara in cui se le bianche si fossero dimostrate incapaci di reggere, per quanto improbabile era comunque un’eventualità da considerare, allora Hamilton con gomme rosse nuove avrebbe potuto diventare nuovamente contender. Quale che fosse il caso, se si ha la possibilità di giocare due contro uno ci si deve provare. Le due macchine sul podio sarebbero comunque arrivate (al netto di errori, ovviamente), quindi perché non provarci? Ripeto: la probabilità di vincere, contro l’Antonelli di oggi, era comunque bassissima, anche perché nel momento della chiamata SC Charles avrebbe comunque fatto fatica a stargli davanti perché in quel momento era a circa una trentina di secondi di distacco. Ma, come si è visto poi, Antonelli non poteva prendere subito il pit e dunque il dubbio rimane. Perché, dunque? Per non fare uno sgarbo ad Hamilton? E anche se fosse? Mi pare che Lewis venga abbondantemente pagato come dipendente Ferrari quindi se la squadra decide in un modo piuttosto che un altro lui deve prendere atto. E alla peggio, se la tattica non fosse riuscita, bastava ordinare uno swap e tutti sarebbero stati felici: non sarebbe stata la prima volta per Ferrari o per altri team. Se infine consideriamo che Charles ha dovuto aspettare in coda ai 5 secondi della penalità di Lewis la scelta è ancora più incomprensibile.
Mah!
(LECLERC – voto 5 – in qualifica ne aveva, a mio modestissimo e opinabilissimo parere, anche per fare la pole ma ha sbagliato. In gara, soprattutto nel secondo stint, ne aveva più di Hamilton e anche al netto dell’errore del muretto il terzo posto avrebbe dovuto portarlo a casa. L’errore commesso all’Anthony Noghes, nonostante le rimostranze sui freni date in diretta tv, è e rimane imperdonabile per un pilota del suo rango. Cioè, voglio dire, ma dobbiamo commentare un errore identico fatto dai soli Stroll, Stroll!!, e Charles?)
(mi si potrà obiettare che proprio perché è improbabile che Charles commetta lo stesso errore di Stroll che diventa plausibile la scusa dei freni. Però, permettetemi, si stava ripartendo da SC e sono convinto che il buon CLC abbia deciso di entrare sul rettilineo con una traiettoria diversa per provare a giocarsi qualcosa prima della Santissima Devotissima se i primi due avessero cincischiato. Nel far ciò o, meglio, nel provare ciò ha, molto semplicemente, sbagliato)
HADJAR – voto 9
Il buon Isack, oltre a sommare la sua età con quella di Kimi e scoprire comunque che non si raggiunge l’età di Hamilton, ci dimostra che ci si può lamentare per tutta la gara di un motore asfittico, di gomme che non performano, di perdite di potenza ogni pie’ sospinto e che si può comunque tirare a più non posso, sfruttare ogni centimetro di pista e portare a casa un risultato storico (capissc’ammè, caro George…). Non so voi, ma io ho apprezzato ogni metro della sua corsa. Un combattente di primissima categoria che, nonostante tutti i problemi della sua vettura, non ha sbagliato nulla. Di altissimo rilievo la parte di gara dopo la bandiera rossa perché ancora non si sapeva della seconda penalità presa da Gasly (fisicamente in terza posizione ma gravato da una penalità di 5 secondi) ed era dunque mandatorio contenere il distacco entro i 5 secondi cosa che il nostro eroe è riuscito a fare (il distacco reale al traguardo è stato di 3 secondi netti) nonostante i grossi problemi alla vettura e la pressione di Russell prima e Piastri poi. Eccezionale!
PIASTRI – 6 meno meno meno meno… meno!
McLaren delude parecchio ma Piastri di più. In qualifica è decisamente più lento di Norris anche se quest’ultimo delude ancora di più perché nel momento decisivo del Q3 sbaglia. In gara parte male facendosi passare da Gasly, più lesto di lui ad approfittare del guaio di Max, e bloccando inopinatamente Norris che quasi va a muro in uscita dalla Santa Devota per evitarlo. Di lì in avanti non preme abbastanza per impensierire Gasly che da metà stint in avanti gli va addirittura via. Quando ha pista libera non ne ha abbastanza per recuperare il gap con Russell e Hadjar sicché non riesce nemmeno ad approfittare dei pit stop. Nel frattempo Norris si vedeva che era molto più veloce e se non fosse stato per il ritiro Lando era il candidato più serio per prendersi il terzo posto dopo il caos. Insomma, ancora una volta poco incisivo e persino anonimo.
LAWSON – 8
Finalmente, dopo millemila scappellotti, posso dare un ottimo voto al neozelandese. Non sono, in generale, un suo fan. Dopo l’eccellente esordio del 2023 in sostituzione dell’infortunato Ricciardo, ha collezionato fondamentalmente soltanto delusioni anche se, stranamente, gli sono valse la promozione in RBR all’inizio del 2025: gioia terminata in un amen visto il declassamento subito da Marko dopo sole due gare. Il resto della scorsa stagione è stato ancora più deludente: viene asfaltato da Hadjar sia sul piano dei punti conquistati (partivano entrambi da zero quando si sono riuniti) sia sul piano prestazionale. Anche quest’anno non brilla dal punto di vista velocistico, nel confronto con l’imberbe Lindblad. Tuttavia, fino ad ora ha capitalizzato benissimo e ha portato a casa punti importantissimi per la Racing Bulls: a punti in 4 gare su 6 non sono poca cosa. Notevole in particolare la sua Montecarlo durante la quale, così come avevo scritto per Colapinto in Canada, non si è mai visto. Il che è estremamente positivo per lui. Non era abbastanza veloce per giocarsela con i primi ma lo è stato più che a sufficienza per tenere lontani gli inseguitori. Suppongo ne vorrà altre di occasioni così. Il voto è alzato dalla ottima prestazione in qualifica: Q3 a Montecarlo e con questa vettura è un ottimo risultato. Il quinto posto finale eguaglia il suo miglior risultato in carriera e poco importa se è arrivato grazie a guai di chi gli stava davanti (Max, Norris, Leclerc, Russell, Gasly): di certo non è colpa sua (chiedere, per quanto riguarda Montecarlo, a Patrese e Panis). Pur non essendo un suo estimatore non posso tuttavia esimermi dal fargli i complimenti quando se li merita. Bravo!
LINDBLAD – 7 +
Il ragazzo ha stoffa ed è dall’inizio dell’anno che si vede. Già un paio di volte l’ho definito il prossimo wunderkind dopo Antonelli rispetto al quale ha addirittura un anno in meno. Però è ancora acerbissimo e anche questo si vede. In qualifica sembrava averne di più di Lawson ma sbaglia il giro decisivo del Q2 e non passa la tagliola (e un voto in meno in pagella). In gara è altalenante nel ritmo e viene costretto dal team a rimanere fuori all’infinito ma ci regala l’unico sorpasso in pista della giornata (esclusa la partenza) quando al 49° giro sorprende Albon che pure in quel momento stava attento solo agli specchietti perché stava cercando di rallentare il gruppo dietro di lui per favorire il pit di Sainz. Bellissima mossa che gli consente di ottenere il suo miglior risultato di stagione. Una curiosità: nonostante sia giunto al traguardo non compare nel tabellino della pit stop summary ufficiale perché il cambio gomme l’ha fatto in regime di bandiera rossa.
GASLY – 8 meno
Dopo la delusione del Canada (più che altro perché asfaltato da Colapinto) era atteso ad un riscatto. E il buon Pierre non delude. Nelle difficilissime qualifiche agguanta il Q3 e la nona posizione in griglia (e tiene Colapinto a debita distanza). In gara, oltre ad approfittare egregiamente del guaio di Max superando le McLaren, sfodera un ritmo niente male che, con i guai patiti da Hadjar e da Russell e l’erroraccio di Leclerc, sembrava metterlo addirittura sul binario di un podio quanto mai insperato. Purtroppo per lui cade addirittura due volte (da qui il “meno” del voto nonostante le mie perplessità sul tema speeding proprio perché a lui capita due volte) nell’intoppo delle misurazioni dello speeding in pitlane e deve purtroppo cedere ben quattro posizioni sul traguardo. Rimane comunque la soddisfazione di un bel week end e di una prestazione di alto profilo.
ALBON – 6
Non male in qualifica, ove pure si trova davanti a Sainz per via di errori di quest’ultimo, e tutto sommato bene in gara. Avrei dato voti anche più alti se non mi fossi accorto che nei pochi momenti in cui i due Williams hanno avuto pista libera, Sainz era molto più veloce. Inoltre, essere l’unico pilota sorpassato in pista non gli fa certo onore…
OCON – 6 di fiducia
Non si è visto né in qualifica né in gara, stavolta non per suoi demeriti quanto per una Haas che dopo un buon esordio di stagione sembra in caduta libera. Non ho visto nulla di rilievo per cui il 6 è di fiducia.
ALONSO – 8 di fiducia
Con quel catorcio che si ritrova a guidare, Fernandello nostro non se lo sarebbe mai immaginato di entrare nei punti a Montecarlo. Eppure ci è riuscito. Non chiedetemi come (mai inquadrato, mai entrato nei radar durante la gara) ma è riuscito a ritrovarsi davanti agli altri pretendenti ai punti nel momento che conta. Una sua magia, se vogliamo. E di qui l’8 di fiducia. Come dite?! Il voto è incoerente con quello metodologicamente simile dato a Ocon? Forse sì. Ma sono convinto che Alonso, a differenza di Ocon, abbia sudato parecchio per trovarsi fisicamente davanti a Bortoleto e Colapinto: le penalità degli altri (Hulk e Perez) hanno fatto il resto.
NOTE DI MERITO
Perez (8-) ancora una volta fa vedere che sta prendendo seriamente il suo lavoro in questa stagione di esordio Cadillac: solo una penalità sopraggiunta a bocce ferme gli nega il primo punto in stagione. Penalità peraltro inopinatissima visto che è dovuta ad un malposizionamento in griglia nella ripartenza da bandiera rossa.
NOTE DI DEMERITO
Hulkenberg e Bortoleto: 5 ad entrambi. Audi, durante le FP, aveva mostrato di gradire particolarmente questa pista e in qualifica almeno uno dei due (se non addirittura entrambi) era “candidatissimo” al Q3. Tuttavia, Bortoleto va malamente contro le barriere in Q2 negandosi la possibilità e Hulk “canna” inopinatamente il suo giro migliore, sempre in Q2. Nel festival delle penalità di questa Montecarlo Hulk paga forse più di tutti: i 10 secondi che gli sono stati affibbiati a causa del contatto con Sainz nel tornantino dopo la ripartenza mi sono parsi un po’ troppo severi perché nel caos che c’era in quel momento il contatto poteva tranquillamente essere interpretato come normale incidente di gara.
Russell (5). Se in Canada si era dato da fare bene e se la stava giocando (quasi) alla pari con Antonelli qui a Montecarlo, invece, è andato assai male. Per tutte le FP e le qualifiche è stato a distanza siderale dal bolognese (tra i 3 e i 5 decimi, non millesimi…). In gara anche peggio, nei pochi momenti in cui ha avuto pista libera il suo ritmo era di almeno (almeno!) mezzo secondo più lento di quello di Kimi. A questo si aggiunge il disastro durante il pit della SC: il suo muretto (3) non gli ha fatto scontare la penalità di 5 secondi rimediando così l’ulteriore penalità che lo ha fatto sprofondare fuori dai punti nella classifica finale. Peggio di così…
NOTE DI SIMULAZIONE
Ma secondo voi Hamilton ha preparato la gara e gli assetti al simulatore oppure in altro modo?
Ci vediamo a Barcellona!
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