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WSBK 2021 – ROUND D’ARGENTINA

Uno dei mondiali più incerti degli ultimi 10 anni si avvia alla sua penultima tappa in Argentina, sul tracciato di San Juan Villicum.

E ci si mette anche l’esotica location ad aggiungere variabili, molto sgradite, sul piatto della bilancia.

L’asfalto del tracciato diede molti problemi nel 2019, con sei piloti che si rifiutarono di correre gara 1 e sembra che il problema non sia stato del tutto superato.

Inoltre, per tutti i team ci sono grossi problemi legati alla logistica e ai costi di una trasferta che, già onerosa in condizioni normali, diventa un salasso in tempi di pandemia, voli aerei contigentati, quarantene varie ed eventuali.

Un solo dato a riguardo: il team Puccetti ha fatto sapere che se normalmente il costo di una trasferta del genere è di circa 20k euro, quest’anno si è passati a 60k euro, tre volte tanto…

Non sorprendono quindi le numerosi defezioni di team del mondiale SBK e SSport, soprattutto di quelli più piccoli e costantemente con l’acqua alla gola.

Vedremo in quanti effettivamente si presenteranno in pista per le prime prove libere del venerdì ma di sicuro non si parte proprio con il piede giusto e al momento i responsabili del WSBK non ne escono benissimo…

immagine da formulapassion.com

Si riparte dallo scivolone di Toprak in gara 2 a Portimao e un mondiale riaperto tra le frecciatine che i due contender e rispettivi team si sono lanciati a fine gara.

Il turco rimane con una race di vantaggio e potrebbe iniziare a marcare ad uomo Rea, “accontentandosi” di finirgli sempre dietro perdendo meno punti possibile.

Ovviamente, considerando i trascorsi e l’indole di Toprak, non sarà così e ci sarà battaglia anche in questo round.

Per Rea fondamentale a questo punto “l’aiuto” di qualche terzo incomodo che si metta tra lui e Toprak perchè altrimenti dovrebbe davvero vincere tutte e sei le gare che restano.

Lowes non sembra poter ricoprire questo ruolo, che invece è più adatto ad un Redding che in teoria è ancora in lizza per il titolo. Cinquantaquattro punti sono tanti ma considerando la situazione, non ci stupiremmo se si arrivasse in Indonesia con l’inglese ancora a portata di mondiale.

D’altronde ha poco da perdere e i due davanti potrebbero darsene così tante da lasciare punti per strada.

Il team mate di Toprak, Locatelli, potrebbe essere di grande aiuto alla causa del turco. Vedremo se riuscirà a stare vicino a Rea per potergli dare qualche grattacapo.

In Argentina torna Davies per i suoi ultimi due round della carriera in superbike. Questo fa sì che Baz abbia finito le “vacanze”. Peccato perchè aveva mostrato un adattamento così rapido alla Panigale da far pensare di rivederlo nel 2022 sulla stessa moto.

immagine da tuttomotoriweb.it

Ecco, invece correrà con una BMW ufficiale nel team Bonovo. Mi sembra l’ennesimo autogol made in Borgo Panigale, forse era il caso di puntare qualcosa in più sul francese, considerando anche il fatto che in Go Eleven c’è ancora un posto libero lasciato da Davies.

Uno che invece ancora non ci sarà in Argentina è Sykes, per non ben precisati motivi di “tempistiche legate agli spostamenti in Argentina”. Cosa voglia dire non lo so ma è un peccato non rivederlo in pista, attendentdo il round indonesiano. Al suo posto ancora Laverty.

Bautista è pronto a sparare le ultime cartucce in sella alla CBR-RR che proprio alla fine sta facendo vedere qualcosa di molto interessante. Potrebbe essere anche lui l’ennesima variabile tra Toprak e Jonathan? Ce lo auguriamo in nome dello spettacolo.

Rea ha l’imperativo di ridurre ancora il distacco da Razgatlioglu prima dell’ultimo round in Indonesia. Arrivarci con lo stesso distacco attuale consentirebbe al turco di prendersela comoda nelle ultime tre gare stagionali.

D’altro canto Toprak sarà di sicuro determinato a tentare di chiudere il discorso già in Argentina, o comunque di arrivare all’ultimo round con un vantaggio più rassicurante.

Considerando la tensione crescente tra i due non ci aspettiamo delle gare da “ragionieri” ma bagarre come ce ne è stata fino ad oggi. Con annessi colpi di scena. Aspettiamo soltanto lo spegnersi del semaforo.

*immagine in evidenza da racinghd.net

Rocco Alessandro

 

BASTIAN CONTRARIO: L’USURA DELLA PAZIENZA

Il GP della Turchia, conclusosi domenica scorsa, ha riproposto nuovamente l’argomento che ormai, su questa rubrica, sta diventando stantìo per quanto viene ripetuto, che è quello dell’ipocrisia di tutto il circo (sempre con rispetto parlando dei circensi) della F1. Il sottoscritto, all’indomani dell’evento (una settimana prima per l’esattezza), invocava una fatwa sul tutto il mondo della F1, auspicando pioggia ad ogni GP, al fine di far collassare il sistema stesso e di farlo annegare nella sua stessa ipocrisia. Purtroppo, non riesco ad essere benevolo, a maggior ragione dopo lo spettacolo al quale abbiamo dovuto assistere, in cui alcuni piloti (dopo Sochi, questo è stato il secondo GP di seguito bagnato) per l’ennesima volta non volevano ascoltare il proprio box: solo che, in questo caso, i box non chiedono ai piloti di fermarsi per montare gomme da bagnato: no! In questo caso “li supplicano” per montare un altro treno di gomme intermedie… preghiera che poi viene esaudita da tutti e con riluttanza da pochi, tranne che da Ocon il quale si è sparato tutta la gara con lo stesso set di intermedie.

Hamilton, dopo aver saputo dell’impresa del francese, per poco non gli prendeva un coccolone visto e considerato che anche lui non avrebbe voluto fermarsi. Quindi il suo muretto, domenica in Russia gli ha “regalato” la vittoria con la chiamata tempestiva ai box, questa volta gli ha negato un risultato molto importante in termini di punti per la corsa all’iride. Il nodo gordiano, comunque, non è il disappunto del campione inglese, quanto proprio l’ipocrisia alla quale dobbiamo assistere. La F1 si spende tanto e vende con convinzione il “prodotto sicurezza” in pista e poi mostra al mondo tutta la sua vulnerabilità regolamentare. Tra Abu Dhabi 2020 (con Grosjean) e Monza 2021 (incidente tra Verstappen ed Hamilton), la F1 ha avuto un enorme ritorno mediatico a favore del dispositivo di protezione frontale denominato Halo. Chili di lodi sono state tessute in suo favore, mostrando a ripetizione come “l’infradito” abbia salvato Romain dall’impatto contro il guardrail o come lo stesso abbia salvato il malcapitato Hamilton dalla ruotata sulla testa da parte di Verstappen.

Eppure, le stesse immagini in HD ci hanno mostrato, in maniera inequivocabile, le gomme dell’alfiere francese della Alpine che erano arrivate praticamente sulle tele. Un preoccupatissimo Mario Isola, che veniva intervistato in diretta durante il GP, denunciava apertamente (il linguaggio del suo corpo era eclatante) il comportamento pericoloso delle squadre che stavano spingendo i loro piloti con il “prodotto” Pirelli ormai al limite. L’usura dello pneumatico era evidente, eppure nessuno accennava a fermarsi. Quindi, ricapitolando la F1 impone il cambio gomme in caso di gara asciutta e accetta il fatto che le gomme da bagnato, grazie all’usura, possano diventare delle slick!

Ad essere sinceri, non so se anche per voi miei cari ed affezionati (pochi) lettori, oltre ad essersi usurate le gomme, si è usurata anche la pazienza. Spiace ripetermi, eppure la F1 merita queste magre figure che, guarda caso, vengono a galle proprio quando piove: non è possibile cambiare gli assetti tra qualifica e gara (nonostante al sabato ci sia stato sole e alla domenica abbia piovuto o viceversa), bisogna andare al massimo anche su ettolitri d’acqua sparsi in pista, altrimenti la macchina non genera carico necessario… è possibile arrivare al traguardo con un unico set di gomme da bagnato senza mai cambiarlo! Dov’è la ricerca spasmodica della sicurezza in tutto questo? Il sottoscritto non vede nulla di tutto ciò, se non proprio il contrario di quanto richiesto. Il sistema tenderà sempre ad auto proteggersi, eppure fino a quando potrà andare avanti in questo modo, nascondendo i problemi come polvere sotto al tappeto? Singolare come l’attuale campione del mondo si sia incazzato, appena è venuto a sapere di Ocon: proprio lui che si è speso in preghiere social di ogni tipo, ringraziando Halo e chi lo ha voluto… proprio lui voleva continuare a rischio della tanto millantata sicurezza! L’usura, si sa, è relativa; specie se ti stai giocando un mondiale. Peccato che la pazienza si sia ormai consumata oltre le tele… passatemi l’assioma di stampo gommista.

Il set di gomme usurato di Ocon, almeno agli occhi del sottoscritto, ha fatto passare in secondo piano tutto il resto, sebbene il comportamento della rossa ed il risultato finale del podio meritano, comunque, una considerazione a parte.

Hamilton, a differenza del suo acerrimo avversario, non riesce a pescare il jolly dopo la sostituzione di una parte della sua pu. Ciò che più dovrebbe dar da pensare è proprio il fatto che Verstappen ha una unità completamente nuova e, partendo dal fondo della griglia, è arrivato a podio (secondo) in Russia. Hamilton retrocede di sole dieci posizioni e, nonostante questo ed il mezzo che si ritrova, arriva solo quinto. Scommetto che anche il campione del mondo a fine gara aveva la pazienza usurata: non deve essere rinfrancante vedere quel ragazzino dannatamente costante e sempre col fiato sul collo. Verstappen, se non vince, è praticamente sempre secondo, non mollando mai di un millimetro. Mi rendo conto che non è impresa impossibile, considerando che a parte i loro stessi compagni, i due contendenti al titolo non hanno praticamente nessuna concorrenza. Anche se si sa, con la pioggia tutti possono diventare eroi per un giorno, così piloti come Yuki “san” Tsunoda e, soprattutto Sergio Perez, tirano fuori “la scienza”, come si suole dire, e tengono dietro di loro il campione del mondo, il tempo necessario per far guadagnare un certo margine di sicurezza all’olandese volante, per arrivare a podio (Bottas questa volta ha fatto bene i compiti). Vedremo negli Stati Uniti, dove entrambi i contendenti partiranno alla pari, cosa combineranno.

Chi di certo non conosce usura al tempo è il tifoso ferrarista, che fermo come una roccia sta lì ad aspettare l’agognata prima vittoria dell’anno della rossa. Nel week end turco, la Ferrari ha dato spettacolo in qualifica, con quello splendido gioco di squadra tra i due alfieri rossi, prima, e la rimonta di Carlos e il passo gara mostrato da Charles in gara, dopo. La Ferrari è decisamente sulla strada giusta e prova ne è che anche lo spagnolo con pu nuova ha dato conferma della bontà del lavoro che si sta svolgendo a Maranello e , comunque, è in chiave 2022. Perché è bene ricordarlo: tutto il lavoro svolto sino ad ora è comunque rivolto principalmente all’anno che verrà. La Ferrari di Binotto, con le sue scelte a partire dai piloti innanzitutto, sta avendo ragione e, ad essere sinceri, il futuro lascia ben sperare. Ovvio che queste considerazioni (del tutto personali), si basano su quello che la rossa sta mostrando gara dopo gara: una cosa è certa e cioè che in Gestione sportiva e nella squadra c’è serenità ed armonia. Il gioco di scie tra Carlos e Charles, per permettere al monegasco di trarre un vantaggio, è stata una vera goduria per gli occhi, perché una intesa del genere non si vedeva da tempo a Maranello ed in pista. Ci preoccuperemo dei litigi tra i due piloti rossi quando “avremo” la monoposto competitiva, nel mentre dobbiamo resistere all’usura del tempo, attendendo giorni migliori e sperando che ciò sia sufficiente a non usurare la pazienza di noi ferraristi.

Vito Quaranta

F1 2021 – GRAN PREMIO DI TURCHIA

Confermato, poi a rischio cancellazione e alla fine rientrato dalla porta di servizio. E meno male verrebbe da dire, dato che è quasi sempre stato scenario di gare appassionanti.

L’Istanbul Park doppia la presenza del 2020 e sono diversi gli aspetti interessanti da verificare per una tappa del mondiale che potrebbe essere più cruciale di quanto si immagini.

In primis, un “cortocircuito” tecnico tra gli organizzatori e la Pirelli ha fatto sì che, probabilmente, le mescole di uno step più morbido rispetto al 2020 che si è deciso di utilizzare creeranno non pochi problemi in termini di durata in gara.

Motivo? Gli organizzatori hanno trattato l’asfalto del circuito rendendolo più abrasivo dello scorso anno. Più grip ma anche più consumo e una gara che punta decisamente sulle due soste quando si è sempre viaggiato comodamente sulla singola sosta.

Vedremo se questo si rivelerà un vantaggio per Red Bull o Mercedes. Ma le preoccupazioni degli anglo tedeschi sono rivolte principalmente al comparto PU. Tanti gli inconvenienti a carico negli ultimi tempi, soprattutto delle PU dei team clienti, e l’urgenza sempre più pressante di un cambio di PU per Hamilton, con conseguente penalità in griglia.

immagine da alvolante.it

La Red Bull ha già giocato questo jolly a Sochi. Aiutata dal meteo, il secondo posto del 33 olandese è equivalso in pratica ad una vittoria. Pochi punti persi, una PU nuova di zecca e la ragionevole tranquillità di finire il mondiale senza ulteriori penalità.

Per Mercedes invece si impone l’interrogativo su dove e quando (e se…) usufruire del cambio di PU. Potrebbe essere anch solo un bluff  ma nel caso si rendesse necessaria, potrebbe essere proprio in Turchia. Non ci dispiacerebbe vedere l’inglese partire dal fondo e tentare una furiosa rimonta, così come visto per Verstappen a Sochi.

Continua la lotta tra Ferrari e McLaren per il terzo posto del costruttori. Ma rispetto alla prima parte di stagione con un Ricciardo in più tra le armi della squadra di Woking.

L’australiano sembra quasi quello dei tempi belli e può portare tanti punti in più rispetto a quello visto fino ad ora. Come da qualche GP a questa parte, a sviluppo delle monoposto fermo in attesa del 2022, la differenza la farà chi si adatterà meglio alle variabili che ogni pista e condizione meteo propone.

immagine da f1grandprix.motorionline.com

Anche Sainz, come Leclerc in Russia, dovrà partire dal fondo della griglia per l’introduzione della quarta PU stagionale. Come per il monegasco, l’imperativo è accumulare dati e verifiche sul corretto funzionamento di particolare dell’unità motrice che vedremo nel 2022.

Atteso il riscatto di Norris e Leclerc, usciti male dal Gp di Russia, con il monegasco superato in classifica da Sainz.

In Turchia il comparto delle monoposto “midifield” potrebbe arricchirsi di un ospite in più. La Williams è cresciuta molto nelle ultime settimane e Russell è costantemente in zona punti o immediatamente a ridosso.

Non proprio una bella notizia per scuderie che erano partite in netto vantaggio e che potrebbero subirne il ritorno. In particolare l’Aston Martin che fa sempre più fatica a marcare punti, escludendo il GP farsa del Belgio e Monza con Stroll.

Curiosità per il confronto in casa Alpine con Alonso che torna all’Istanbul Park e potrebbe soffrire la mancanza di confidenza con la pista rispetto al compagno di squadra Ocon.

In casa Alpha Tauri i punti mancano da due GP e il GP turco potrebbe essere una buona occasione per prenderne qualcuno. Puntiamo ovviamente su Gasly, ma chissà che “l’incredulo” Tsunoda, sorpreso di essere stato riconfermato per il 2022, non regali una prestazione di alto livello.

Alfa Romeo e Haas cercheranno di sfruttare gli eventuali problemi di chi gli sta davanti. Poche chance di prendere punti ma chi si gioca qualcosa di grosso è Giovinazzi, chiamato in questi ultimi sette GP a delle prestazioni che gli possano garantire un posto in squadra per il 2022. Sempre che non sia già stato tutto deciso a suo sfavore…

*immagine in evidenza da livegp.it

Rocco Alessandro

 

NON A CASA MIA – GRAN PREMIO DELLE AMERICHE POST GP

“NOT IN MY HOUSE”!

Quando si arriva al COTA sembra di rivedere Mutombo e quel suo ditone davanti il volto ti indica che stai sbagliando a provarci a casa sua. Gli Stati Uniti sono il Regno incontrastato del Re, che ci ha vinto per ben 13 volte in tutte le classi. 

Marc Marquez ha alzato quel “ditone” e lo ha piazzato in faccia a Quartararo e Bagnaia, le nuove leve della MotoGP, facendogli capire chiaramente sin dalla prima curva che non ci sarebbe stata trippa per gatti. Partenza perfetta e tanti saluti alla compagnia. Dopo 5 giri in cui Quartararo sembrava poter tenere il ritmo, Marquez ha abbassato di mezzo secondo ed il buon Fabio non ha avuto scampo. Seguire Marquez e finire in terra oppure il Mondiale? Quartararo ha scelto bene, segno di un maturità importante anche perché di passo per stare con Marc non ne aveva.

QUARTARARO VEDE IL MONDIALE.

Gara straordinaria di Fabio ad Austin, che giustamente festeggia con modi e toni di chi sa di averla vinta. Si perché ha vinto la gara dei comuni mortali. Ha tenuto dietro Bagnaia ed ha messo in cascina 4 punti importantissimi che gli consentiranno di vincere il titolo Mondiale già a Misano tra due settimane. A casa loro…

BAGNAIA SCONFITTO, DUCATI NO.

Chi esce sconfitto è sicuramente Pecco Bagnaia che, dopo una strepitosa Pole Position, “pecca” in partenza e si fa inghiottire dal gruppone mentre Quartararo gli chiude la porta magistralmente in curva 1. Gara tutta in salita per lui che, grazie anche al gioco di squadra Ducati, riesce ad agguantare un podio prezioso pur perdendo la “sfida interna” con Quartararo.

Ducati ha messo in mostra un ottima condotta di gara con tutte le frecce del suo arco, ad eccezione del fratello di Rossi e del buon Johann Zarco. Il francese è finito di nuovo a terra, ed io che lo vedevo come il migliore nel gruppo di Piloti Ducati mi sbagliavo di grosso. 

Ducati Team. Immagine MotoGP.com

Miller ha condotto una gara stupenda, in funzione del suo Compagno di Team. È partito fortissimo, si è piazzato alle spalle di Marquez, Quartararo e Martin ed ha tenuto il gruppo compatto fino al giro 9 quando Bagnaia ha superato Rins. Una volta assicuratosi che Pecco fosse alle sue spalle lo ha lasciato sfilare, entrando in bagarre con Rins e creando quindi un gap importante per Bagnaia.

Nel finale di gara, a gomme ormai finite, grande bagarre con il Campione del Mondo in carica. Mir lo ha superato con un sorpasso deciso, peccato che fosse una carenata a buttar fuori l’avversario. Se l’avesse subita lui staremo ancora qui a sentire le urla ed i pianti in direzione gara. É vero che “It’s Racing Baby” è bello, ma non quando vieni letteralmente buttato fuori.

Poche volte abbiamo visto un Campione del Mondo esser redarguito in pista così. Immagine MotoGP.com

CAMPIONE DEL MONDO IN CRISI

Diciamocelo. Sembra di rivedere Kenny Roberts JR nel 2001, stessa moto e stesse delusioni. Un Joan Mir incapace di vincere e di graffiare. Un Mir capace di sorpassi bellissimi e durissimi allo stesso tempo (andatevi a rivedere Portimao 2021 e l’entrata su Marquez). Se non fosse che ogni volta che ne subisce uno lui, oppure qualcuno si mette nella sua scia in qualifica si mette a frignare alla prima telecamera utile.

Jack Miller ha insegnato al Campione del Mondo quello che dietro ai banchi di scuola non impari, ma che impari per strada. Se vuoi fare il duro, abituati ad esser trattato da duro.

IL RESTO DEL MONDO.

Sempre meglio Enea Bastianini che con la Ducati di Garibaldi chiude 6°, grazie anche al sorpasso/suicidio di Mir su Miller all’ultimo giro. Sempre più nei Top10, la “Bestia” ha in mano la Ducati. Non avrà il talento di Martin (così dicono) ma ha senza dubbio imboccato la strada giusta. Ottima gara anche per Alex Rins che per una volta rimane in piedi e finisce 4° ai piedi del podio. A differenza del compagno di squadra (il Campione del Mondo in carica) lui ci prova ogni gara, butta sempre il cuore oltre l’ostacolo e quasi sempre butta pure la moto nella ghiaia. Pecca di intelligenza tattica (a differenza di Mir) ma almeno ci prova e non fa i calcoli da buon alunno durante il GP.

Capitolo Martin. Aveva in mano il 4° posto, non c’era nulla di male a fare passare Bagnaia ma con quel dritto al serpentone del COTA si è beccato il long lap penalty. Risultato? Ha perso la posizione su Rins. Sembrava di vedere il buon Danilo Petrucci in quel di Valencia 2015, quando per scansarsi andava sugli spalti….

KTM L’AVETE VISTA⁉️

Tutti ad incensare il buon Dani Pedrosa, neanche fosse Micheal Jackson tornato in terra, quando la KTM vince. Ma vogliamo dirlo che KTM è sparita dai radar? Anche in questo GP nulla, desaparecidos… Resta da capire se il problema sia la moto o i Piloti del Team Ufficiale, visto che in Tech3 ormai navigano a vista…

Classifica Mondiale 👇

Classifica Mondiale.
Con tre Round alla fine, sui circuiti di Misano, Portimao e Valencia, Quartararo potrebbe già chiudere i giochi proprio in Italia. Gli basta una vittoria ed a meno che non piova, la mia impressione e che Fabio avrà la corona di alloro in testa già alla fine della gara al SantaMonica…

 

✍️ Francky

 

P.S. Ha molti può dare la sensazione che questo 2021 di Marquez sia molto simile al 1993 di Doohan. Non c’è niente di più sbagliato. 1. Doohan non si è fermato per un anno, non è stato così tanto tempo lontano dai circuiti, Marquez non ha guidato una moto per un quasi un anno. 2. Il GAP tra le moto del 1993 e quelle di oggi è ENORME. Nel 93 le moto che andavano davvero forte erano le Ufficiali ed i distacchi in ogni gara erano altissimi, in questo 2021 le moto hanno raggiunto un livello tale che vincere è sempre più difficile, perché la concorrenza è triplicata rispetto a 30 anni fa. 

Quindi NO. Non è simile al 1993 di Doohan. Questo è il 2021 di Marc Marquez, l’anno del ritorno di un Pilota che saltò un intera stagione di MotoGP. È storia.

CHE GUERRA SIA – TOPRAK VS REA – PORTOGALLO SBK POSTGP

Il Mondiale è esploso in una rivalità a colpi di “post-vittoria”👇

È stato un weekend che difficilmente dimenticheremo. Sarà un Campionato Mondiale Superbike che difficilmente andrà in soffitta senza lasciare strascichi, quegli strascichi che hanno fatto grande ed inimitabile questa categoria.

Sulla bellissima pista dell’autodromo dell’Algarve i due contendenti al Titolo, ormai diventati nuovamente tre, se le sono date di santa ragione non lesinando colpi di carene, entrate brutte ed al limite del consentito, cadute ed esultanze da stadio.

Caduta di Rea nel curvone, in gara 1.

Sembrava che Redding fosse fuori dal Mondiale ed invece, vuoi per le cadute di Rea (Gara1 e SP Race) e di Razgatioglu (Gara 2) e vuoi per tre secondi posti in ogni gara, guadagna 49 punti importantissimi in vista degli ultimi due Round Mondiali.

È un weekend col dramma dietro l’angolo. In gara 1 Rea perde l’anteriore nel curvone che immette nel rettilineo, incidente per fortuna senza conseguenze ma che spiana la strada alla vittoria, di forza e di cattiveria, di Toprak su Redding.

La SP Race è contraddistinta dalla pioggia, ed è qui che si consuma un’altra uscita di scena drammatica. Rea cade ancora e dice addio definitivamente al Mondiale. Per fortuna Toprak quando piove non è lo stesso Pilota che è sull’asciutto… Chiude 6° e guadagna soltanto 4 Punti. La gara veloce la vince quella vecchia volpe di Van Der Mark, che riporta la BMW sul gradino più alto del podio da Nurburgring 2013.

Scott Redding sul podio in tutte e tre le gare.

Il Mondiale sembra roba fatta, con Toprak in queste condizioni. Ed invece in gara 2 viene tradito da un pezzo della parte anteriore della moto, mentre è in piega nel curvone dove in gara 1 era caduto Rea. Cade Toprak e Jonnhy va a vincere la gara, annullando il gap che si era creato. C’è da dire che non è stato un errore di Razgatioglu ma forse gli Dei del Motorsport non gli hanno perdonato lo “sfottò” verso un altro Pilota, nell’esultanza dopo la vittoria in Gara1.

Un weekend da incorniciare per il reduce dal “MotoAmerica” Loris Baz che chiude tutte e tre le gare sul podio, finendo per tutto il weekend davanti all’ufficiale Rinaldi. In Ducati dovranno offrire una moto al Francese… Una moto per il Mondiale.

In netta risalita anche la Fireblade, sia di Haslam che di Bautista. La sensazione è che i tecnici HRC ed il team abbiano trovato la quadra e dal prossimo anno potrebbero tornare al Top. Ma i Piloti⁉️ Ne Bautista ne Haslam saranno confermati, si vocifera Iker Lecuona…

Il Mondiale Superbike volerà tra due settimane in Argentina, per poi concludere la sua corsa in Indonesia. Avremo ancora 6 gare, 4 lunghe e due Superpole. Con 24 punti di vantaggio Toprak non è assolutamente al sicuro, perché dietro ha un Rea che vorrà vincere tutte le gare (se lo farà sarà 7° Mondiale). E rientra nei giochi anche Scott Redding che, con 54 punti di svantaggio, può ancora dire la sua soprattutto se quei due davanti cominciano a prendersi a carenate…

Classifica Mondiale.

✍️ Francky

P.S. Le scenette in cui viene preso in giro un altro Pilota non le ho mai sopportate. Soprattutto se si rispolvera roba vecchia come lo “scopettone” di Valentino Rossi in Malesia 2004. Quindi roba già “usata”. Toprak non ha bisogno di queste “bambinate”, non ha bisogno di essere un “clown” perché regala già abbastanza spettacolo in pista ed è nei cuori degli appassionati proprio per questo suo modo di guidare.

Quelle scenette lasciamole per il circo. Questo è il Mondiale Superbike. Per Duri e Puri. 
Valentino Rossi, Malesia 2004. Immagine tratta dal sito MotoGP.com

 

(Immagini utilizzate tratte dal sito WorldSBK.com)