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F1 2024 – GRAN PREMIO DI SPAGNA

Dal trionfo di Monaco alla disfatta di Montreal, quale sara’ il prossimo capitolo della stagione ferrarista? Come spesso e’ successo l’umore attorno al mondo Ferrari vive di facili entusiasmi e repentini stati depressivi per cui il prossimo Gp in terra spagnola dovrebbe suggerire un certo realismo e un ottimismo piuttosto cauto.

Si va al Montmelo’ che come spesso si dice e’ la pista che decreta se una monoposto e’ davvero valida oppure no. Sara’ ancora una volta occasione per tutti i team per introdurre nuovi aggiornamenti e, cosa forse piu’ importante, capire se quelli introdotti di recenti sono validi o meno.

immagine da planetf1.com

Questo e’ il grosso interrogativo in casa Ferrari, che sembrava piuttosto convinta Monaco per poi tornare repentinamente sulle proprie convinzioni nel freddo weekend canadese. La pista catalana dovrebbe dire qualcosa di piu’ definitivo in merito alla bonta’ degli sviluppi introdotti e sulla direzione da seguire. Vasseur ha dichiarato che a Montreal ‘hanno imparato tanto’, frase spesso di circostanza che di per se vuol dire poco o nulla ma e’ l’unica cosa che si puo’ dire dopo un weekend assolutamente da dimenticare. Certo e’ che al Montmelo’ servira’ una gara solida e con tanti punti altrimenti il viale per un’altra stagione da mal di pancia sara’ ufficialmente imboccato.

Chi si aspetta risposte dalla gara spagnola saranno, per motivi diversi anche le altre tre scuderie top di questo 2024. Red Bull ha vinto in Canada ma con un po’ di fortuna e grazie esclusivamente a Verstappen ma e’ parsa in difficolta’ per tutto il weekend. Quale sara’ la vera Red Bull? Quella dominante delle prime gare o quella incerta dell’ultimo mese? Considerando l’uscita programmata di Newey e l’eco delle lotte interne non ancora sopite non e’ difficile immaginare che anche gli austriaci arrivino in Spagna con molte meno certezze rispetto al passato.

McLaren invece ha perso, forse, un’altra occasione a Montreal. Alla fine ha chiuso seconda e quinta ma le cose sembravano essersi messe bene fino a condurre ad una vittoria. Anche per loro quindi ci sara’ da capire quanto buona e’ la loro monoposto in Spagna, considerando che sembrano quelli piu’ vicini a pareggiare le prestazioni Red Bull. Una monoposto che sembra essere piu’ a suo agio su curve medio lente piuttosto che veloci ma difficile che non si giocheranno i posti per il podio.

immagine da the-race.com

Dulcis (si fa per dire) in fundo la Mercedes, sorprendente in Canada dove ha conquistato la pole e lottato per la vittoria che sembrava davvero a portata di mano. Gli ultimi sviluppi promettevano bene e la gara canadese e’ stata la conferma di cio’ seppur in condizioni meteo e di pista particolari. Ovviamente per loro, forse piu’ che per altri, diventa cruciale far bene a Barcellona per avere la fondata speranza di affrontare il proseguio della stagione giocandosi qualcosa di piu’ che qualche onorevole piazzamento. Intanto rumors sempre piu’ insistenti danno Kimi Antonelli come sostituto di Hamilton per il 2025. L’ottimismo trapelato dai test e le deroghe sulla giovane eta’ del pilota italiano sembrano andare proprio in quella direzione.

Questi i quattro team che con tutta probabilita’ si giocheranno i posti sul podio, per gli altri, a partire da Aston Martin sara’ caccia per le briciole che cadranno dalla tavola dei team piu’ competitivi.

Proprio Aston Martin fa parlare di se’ per i contatti avviati con Newey ma che sembrano portare ad un nulla di fatto a causa della richiesta esagerata di ingaggio fatta dall’ingegnere inglese. E poi, come spesso accade quando i risultati in pista latitano, ci sono le dichiarazioni adolescenziali di Alonso che prendono di mira Ferrari oppure che rivendicano i podi del 2023 fatti con un auto (a suo dire) che era la quinta del lotto partenti. Da uno della sua esperienza, carisma e intelligenza sportiva ci si aspetterebbe altro.

Come al solito Pirelli portera’ le mescole piu’ dure a disposizione, dato l’alto degrado che l’asfalto del Montmelo’ impone. Molta attenzione alle gomme poste sul lato sinistro e ai grandi trasferimenti di carico all’anteriore. Attese alte temperature ma anche possibilita’ di un po’ di pioggia domenica mattina.

Come tutti gli anni la gara spagnola decreta quasi sempre la monoposto che e’ il riferimento per la categoria. Non e’ un caso se negli anni del dominio Mercedes abbia vinto sempre una Mercedes e in questi attuali sempre una Red Bull. Quest’anno la situazione sembra piu’ fluida ma c’e da tenere da conto il fattore Max Verstappen.

immagine da ilpost.it

Ferrari e’ attesa, ancora un volta, ad un riscatto rispetto alla gara canadese. Chissa’ che non aiuti moralmente anche l’onda lunga del bis nella 24h di Le Mans, dove si e’ vista una squadra attenta, capace e sempre sul pezzo anche nelle avversita’.

*immagine da sport.es

Rocco Alessandro

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Nell’attesa del GP di Spagna che si terrà questo fine settimana, dove Ferrari è chiamata alla reazione e al riscatto, dopo l’invereconda figura di palta rimediata in Canada (a proposito, pare che la Rossa riuscirà a portare gli aggiornamenti che erano previsti per l’Inghilterra… e circuito migliore di quello di Barcellona non c’è per verificarne la bontà), tiene banco l’argomento “regolamento 2026”. Per la fine del mese di giugno, la FIA attraverso i suoi organi preposti (World Motor Sport Council per la precisione), dovrà ratificare il suddetto regolamento o, per meglio dirla in modo tecnico, almeno la bozza. In questa faccenda, che sta divenendo sempre più pressante perché ormai i tempi stringono, emergono due singolarità che hanno attirato la mia curiosità: l’incertezza da parte di tutti (dalle squadre a chi ha scritto questi benedetti regolamenti) e la certezza di Toto Wolff, sulla definizione delle specifiche dei nuovi motori.

In merito al primo punto, viene immediatamente da chiedermi, dov’erano tutte le squadre (in luogo dei loro Team Principal e soprattutto tecnici) quando hanno discusso i particolari di questo nuovo regolamento? Trovo quanto meno assurdo che si sia arrivati alla metà di giugno e si debba ancora discutere di svariati punti di domanda in merito a tale argomento. Com’è possibile? Una delle tante perplessità è riferita all’elevata velocità che le F1 2026 dovrebbero raggiungere in rettilineo, visto che ho letto che se si volesse, potrebbero toccare tranquillamente i quattrocento orari! Naturalmente si pensa subito alla sicurezza, anche se non dobbiamo dimenticare che la F1 non è nuova a queste velocità dato che Raikkonen, nel 2005 a Monza, arrivò a trecento settanta Km/h (370,1 per la precisione!), con inevitabili ripercussioni sullo slittamento dei tempi di approvazione. La FIA, per bocca di Tombazis (direttore della monoposto per la FIA… ex Ferrari aggiungo), ha detto che questo non è un problema sia perché nulla è stato ancora definito e, sia perché sono possibili dei correttivi in corso d’opera. Da qui l’assurdo prende forma, perché se da un lato fanno sapere che i tempi stringono per la ratificazione, dall’altro fanno capire che, citando il fisico del 700 Lavoisier, “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, lasciando intendere appunto che si troveranno dei correttivi (o dovrei dire escamotage?) prima, durante e dopo l’attuazione delle nuove regole. Ciò è corroborato dalle parole di Jan Monchaux (il direttore tecnico della monoposto della FIA), riportate dalla testata Form1a.uno, il quale ha sottolineato che è meglio iniziare  con regolamenti restrittivi (soprattutto dal punto di vista aerodinamico) per poi dare “più libertà (!) ai team”. Infatti egli afferma che: “I regolamenti cosi come sono stati presentati ora e, che si spera verranno votati, sono probabilmente i più restrittivi che i team vedranno, perché pensiamo anche che sarà molto più facile nei prossimi mesi iniziare ad aumentare la libertà e rivedere alcuni aspetti del regolamento che potenzialmente ora sono troppo vincolati, poi si verifica il contrario, perché saranno tutti d’accordo su avere più libertà. Se avessimo fatto il contrario… (dare più libertà appunto), potremmo potenzialmente realizzare in ottobre/novembre quello che non necessariamente vogliamo, perché potrebbe mettere a rischio alcuni degli obiettivi che vogliamo raggiungere con queste nuove normative”. Ritengo che si potrebbe fare un trattato di psicanalisi, a tutta la F1, su queste parole. Quali sono gli obiettivi a cui si riferisce il DT della FIA? Ovviamente all’ever green e raramente centrato obiettivo dello spettacolo: la F1 ha concepito queste nuove monoposto in funzione di avere più show, da qui l’alleggerimento di trenta Kg (Lewis ha già detto che questa riduzione di peso è ininfluente… alé!), cosi come riduzione della lunghezza e larghezza delle stesse monoposto e naturalmente, “aerodinamica attiva” (sigh) e utilizzo dell’extra boost fornito dal motore elettrico (che ricordo ha raggiunto il 50% di importanza nell’erogazione di potenza sul giro). Ammesso che per assurdo possa anche accettare di buon grado tutti questi artifici da “Play Station” , vero è che mi chiedo come sia possibile affermare che “dopo si darà più libertà”? Nonostante le rassicurazioni che i capoccia della FIA stanno dando, è un fatto che come ad ogni inizio di un nuovo campionato con regolamento nuovo di pacca, ci sarà sempre qualcuno che si presenterà ai nastri di partenza che avrà fatto i compiti meglio dell’altro. Allora cosa devo pensare? Che la FIA (e non solo essa) hanno già messo le mani avanti per via di quello che succederà? Le regole sono regole e trovo sconcertante che sia la Federazione stessa a fornire le aree grigie attraverso le quali si potrà colmare il gap prestazionale. Queste parole non posso che leggerle in questo modo. Di fatto la FIA, in concerto con Liberty Media, vogliono dapprima raggiungere un compromesso definitivo (quel “speriamo che lo votino” è sibillino oltre che avvilente… perché c’è anche il rischio che qualcuno non sia d’accordo e rischia di slittare tutto?) per poi dare la possibilità a tutti di aggirare l’ostacolo grazie ad una “maggiore libertà”. Cosa credete che succederà nel 2026 se non un film già visto e cioè, se ci va bene, avremo due squadre (mi reputo ottimista!) che saranno avanti almeno mezzo secondo rispetto al resto della concorrenza e, ammesso che poi ci sia questa famosa libertà progettuale, ci vorrà come minimo un anno (sono sempre ottimista) per poter recuperare.

Libertà progettuale che potrà toccare diverse aree dell’aerodinamica magari, di certo non quella che riguarda il motore e qui, arriviamo al secondo punto della questione, perché come ha tuonato Wolff: “Ci sono squadre che sentono di essere sulla difensiva e ci sono altre squadre che sentono di aver fatto un buon lavoro (alé!!) e questo è il normale tipo di lotta. Penso che sul lato del telaio ci siano delle modifiche che è possibile che si debbano fare, ma sul lato del motore il processo è troppo avanzato”. Signore e signori chi parla è Toto Wolff, Team Principal della scuderia che proprio grazie ai nuovi motori, altresì definiti power unit, ha vinto ininterrottamente dal 2014 al 2021 otto campionati costruttori, è la stessa persona che nel 2022 grazie “ad un suo uomo” (che poi era una donna questo è un altro discorso) in seno alla Federazione, fece approvare la DT039 relativa al “bouncing” delle monoposto per motivi di sicurezza, quando in realtà era solo la Mercedes di sir Lewis, con relativo mal di schiena a fine gara (ri sigh!), che non riusciva a controllare. Se Toto, in più di una intervista ha rimarcato il fatto che si può e si deve cambiare qualcosa, purché si lascino fuori dal discorso le nuove motorizzazioni, sono del parere che come minimo qualcosa già bolle in pentola. Si mormora, a tal proposito, che siano proprio AMG e Ferrari le due scuderie che meglio stanno messe a riguardo e, non trovo affatto casuale le continue sottolineature da parte del buon Toto in merito a questo punto. Fa sorridere amaro che questo nuovo regolamento e tutte le polemiche che da esso ne derivano e deriveranno, venga attuato proprio nel periodo in cui la F1 sta raggiungendo il suo apice agonistico, proprio con il regolamento che ha affondato la stessa AMG: come ho già detto in passato il regolamento 2022 ha terminato la sua curva di miglioramento con inevitabile appiattimento dei valori in campo, ed infatti la macchina da guerra che avevamo visto fino all’anno scorso, cioè la RB19, quasi non esiste più dato che Ferrari e McLaren sono li e, a quanto pare, sembra stia ritornando la stessa Mercedes di Toto&Co. La differenza è che con le regole 2014, abbiamo dovuto aspettare il 2021 per vedere un mondiale realmente combattuto, con queste invece, solamente due anni. La F1 che insegue lo spettacolo, una volta raggiunto l’obiettivo che fa? Cambia nuovamente tutto per ricominciare d’accapo. Che dire… c’è del metodo in questo autolesionismo.

ps

Sia chiaro non parlo dei bio carburanti e, da dove provengono e che fine faranno le batterie (maggiorate) delle nuove PU una volta esauste, altrimenti perdo dieci anni di educazione!

Buon GP di Spagna a tutti.

Vito Quaranta

LA FERRARI 499P VINCE LA 48H DI LE MANS

Ebbene si, la Ferrari replica il debutto vincente del 2023 e vince la 48h di LeMans.

Dopo la 51 anche la vettura 50 entra nella gloria della storia.

Una 24 ore a Le Mans vale una stagione, vale una carriera nelle corse, vale un titolo mondiale.

Direte “ e che sarà mai, anche altri ci sono riusciti”… Vero, ma il mondiale Wec degli ultimi due anni non è più quello con una unica marca vincente di altre epoche.

Vincere una 24 ore non è semplice, vincerne due ancora meno e farlo di fila ancora meno meno.

La 24 ore di Le Mans 2024 si è decisa tra almeno 3 contendenti (e mezzo) che si sono battuti a suon di strategie e momenti di maggior velocità in pista a seconda delle situazioni e delle condizioni atmosferiche.

6 ore circa di safety car non bastano a giustificare l’arrivo di più vetture di più marche nello stesso giro dopo un giorno intero. Toyota, Porsche e Cadillac non sono arrivate ad un secolo di distacco….

E’ stata una gara tirata, sul filo sino all’ultimo giro nel quale i tifosi, il pubblico ed il box rosso non hanno respirato incrociando tutto l’incrociabile affinchè non finisse il carburante della vettura 50 in testa alla gara.

Pioggia a tratti, pioggia solo in alcune parti del circuito ed asciutto in altre sono state variabili che hanno condizionato prestazioni e strategie.

Ma che l’equipaggio della Ferrari 499P n. 50 composto da Molina, Fuoco e Nielsen la volesse portare a casa più di ogni altro contendente lo si era capito alla prima curva ed al primo giro.

Tanto è bastato per vedere risalire in testa alla gara gli alfieri rossi, giusto per mettere in chiaro che chiunque nell’arco delle 24 ore avesse voluto vincere la gara se la sarebbe dovuta vedere con loro.

I tre piloti sono stati tutti superlativi. Molina per aver messo in chiaro a tutti la musica sin dall’inizio, Fuoco per la grinta nei sorpassi ed il ritmo, Nielsen per la gestione delle ultime fasi in cui è stato pure richiamato al box per la porta dell’abitacolo che restava aperta. L’ultimo stint è stato condotto con un uovo sotto il pedale dell’acceleratore del danese che ha finito la gara centellinando il carburante imbarcato quando si è fermato per chiudere quello sportello che ha messo a dura prova le coronarie di team e tifosi.

Onore agli sconfitti, primi tra tutti i giapponesi della Toyota che dopo le qualifiche sembravano fuori gioco.

Ma anche a Porsche e Cadillac che hanno ben figurato… (in realtà non me ne frega un accidenti ma quelli bravi menzionano sempre gli avversari per dare più valore alla vittoria. Lo sto scrivendo solo per questa ragione….)

Race winners Antonio Fuoco (ITA) / Miguel Molina (ESP) / Nicklas Nielsen (DEN) #50 Ferrari AF Corse, celebrate on the podium.
16.06.2024. FIA World Endurance Championship, Round 4, Le Mans 24 Hours, Race, Le Mans, France, Sunday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com – Copyright: Price / XPB Images

Di una 24 ore ci sarebbe da parlare per ore. Si dovrebbe parlare di tutti ma oggi non è l’occasione.

Oggi si festeggia.

Forza Ferrari, quella vera.

 

Salvatore V.

LE NON PAGELLE DI MONTREAL 2024

Dopo le equilibratissime sfide di Miami, Imola e Montecarlo, Montreal era molto attesa perché in un circuito più “tradizionale” i rapporti di forza tra le scuderie in lotta per il mondiale sarebbero stati giudicati assai indicativi per il resto della stagione.

Inoltre, data la sua conformazione e il consueto meteo ballerino, il GP del Canada prometteva di essere tutt’altro che la noiosa carovana di Montecarlo.

Ebbene, se la prima aspettativa è stata condita da un paio di grosse sorprese la seconda invece è stata ampiamente confermata.

Infatti, Ferrari e Mercedes sembra che si siano scambiate i ruoli rispetto agli ultimi GP. Sorprende in particolare Mercedes che sfodera performance eccellenti tanto in qualifica quanto in gara il che, visto il loro curriculum di questa stagione, non solo non era atteso ma sembrava anche ai limiti dell’impossibile viste le caratteristiche che sino a qui la vettura aveva mostrato. Un tracciato (quasi) stop&go come quello di Montreal, infatti, non pareva assolutamente adatto ad una vettura che dei problemi di trazione in uscita e della tenuta sui rettilinei ha fatto il suo maggior cruccio in questa stagione. Non so, onestamente, se qui in Canada abbiano portato qualcosa di simile ai major upgrade fatti da McLaren e Ferrari negli scorsi GP e non credo che il meteo ballerino abbia influenzato positivamente le loro prestazioni, anzi ne avrebbe dovuto aggravare i difetti, ma che abbiano modificato qualcosa di importante pare piuttosto evidente. Se, invece, a far la differenza fosse stata qualche misteriosa ma azzeccatissima combinazione di set up particolarmente adatto a Montreal lo vedremo subito a Barcellona, casomai rientrassero nei ranghi. Infine, come ultima ipotesi, mi lancio nell’iperuranio dei complottismi da bar e azzardo un qualche aggancio alle impostazioni della McLaren (power-unit e non solo) che a seguito dei CdA di Stoccarda può essersi trovata volente o nolente a condividere qualche dato. Ma poco importa perché l’arrivo ai piani alti di Lewis e George non può far altro che infiammare ulteriormente un campionato che fino a tre GP fa sembrava già deciso.

Sarebbe tutto bello se non fosse che in modo radicalmente speculare a Mercedes, Ferrari si è ritrovata in modo inaspettato ad arrancare e metà gruppo (e oltre!). Cosa sarà successo? Alcuni azzardano il meteo: le temperature piuttosto basse del week end, unitamente alla conformazione del circuito canadese che non prevede curvoni che scaldino le gomme in modo, per così dire, naturale, non avrebbero consentito alla SF-24 di farle lavorare come avrebbero dovuto. In pratica, la Ferrari ha risolto talmente tanto il problema mangia-gomme che l’ha attanagliata nelle ultime stagioni che ora, se non ci sono almeno 35° gradi, non le consuma proprio: troppa grazia! Può essere tutto ma se è vero che il layout di Montreal non è di quelli più adatti a chi lavora sulle gomme in questo modo è anche vero che è di quelli, dicunt, più adatti alle caratteristiche della vettura viste nelle ultime gare. Infine, 1 secondo di distacco in qualifica e 1.5 sec (per non dire di più) di distacco nel ritmo in gara dai primi mi paiono veramente troppo considerando, per la gara, che sia Charles che Carlos non sono piloti, come dire?, “idrofobici” e pur senza essere Senna o Schumacher sotto la pioggia si sono sempre ben comportati. In gara CLC pare abbia avuto grossi problemi alla power-unit ma non è che Carlos, che ne era apparentemente scevro, andasse così più veloce, anzi! Quindi? L’ipotesi più probabile che mi viene in mente è che ci sia stato un macroscopico errore di setup che non sono stati capaci di correggere in corso d’opera. Oppure avevano rilevato qualcosa sulle PU e hanno messo mappature conservative per cercare di evitare problemi il che potrebbe spiegare sia la fiacca prestazione in qualifica che il problema avuto in gara da Leclerc. Ovviamente, in mancanza di dati precisi, si possono solo fare delle ipotesi, anche le più strampalate, che difficilmente verranno smentite o confermate. Ed è giusto così: i panni sporchi si lavano in famiglia.

La gara, invece, è stata assai appassionante, con peripezie varie, diverse scelte strategiche, ed errori (un po’ troppi a dir il vero) che ne hanno reso incerto l’esito sino alla fine. Montreal viene promossa anche quest’anno.

E i piloti? Come si sono comportati in questo week end così complicato?

Inutile dire che il migliore, e di gran lunga, è stato proprio lui

MAX VERSTAPPEN

È strabiliante vedere come un pilota del suo calibro riesca a decidere un Gran Premio in cui era evidente che il suo mezzo era seconda se non addirittura terza forza con la sola forza della sua classe. Già, perché non può esserci il minimo dubbio che il maggior contributo a questa vittoria di Montreal venga dalla capacità di Max di aver gestito in modo eccezionale tutti i momenti critici del week end. A cominciare dalle qualifiche che vedono il povero Checo incapace persino di passare la tagliola del Q1 e lui, invece, riuscire a tirar fuori tutto il possibile da una RB 20 in evidente affanno su questa pista. L’1.12’’000 siglato in Q3 è probabilmente il crono migliore che la vettura potesse fare e lui l’ha fatto. La curiosa coincidenza con il tempo di Russell lo relega al secondo posto in griglia perché realizzato dopo quello dell’alfiere Mercedes ma ci fa sorridere. La partenza assai difficile sotto la pioggia non lo vede titubare e si piazza comodamente dietro a Russell. Lo pressa senza troppa foga perché il ritmo tenuto dai due si è inizialmente rivelato nettamente migliore di quello degli inseguitori. Quando poi Norris rinviene Max decide di passare all’azione ma al diciassettesimo giro si accorge che l’asfalto non è ancora maturo per consentire attacchi, soprattutto a chi, come l’incredulo Giorgino di questo week end, sa che questa potrebbe essere l’unica occasione di vittoria in tutta la stagione e che quindi potrebbe esser pure disposto a fare pericoloso ostruzionismo. Sono già un paio d’anni che vediamo Max così maturo nel valutare queste situazioni: ecco l’ennesima conferma. Ad ogni modo al giro 17 compie il suo unico errore in gara, in cui decide di dare una ritoccatina al manto erboso all’esterno di curva 1: evidentemente non apprezza il lavoro dei giardinieri di Montreal! Che Lando in quella fase fosse nettamente più veloce lo capisce a sue spese qualche giro dopo quando deve arrendersi al sorpasso in rettilineo. Che fosse con le antenne alzate lo si vede quando poco dopo Russell va lungo alla chicane prima del rettilineo dopo aver maldestramente tentato di resistere a Lando e lui è lestissimo ad approfittarne. Al giro 25 Sargeant va a muro e entra la Safety Car. La conseguente stupidaggine colossale del box McLaren gli restituisce la prima posizione. Gestisce perfettamente il passaggio dalle INTER alle SLICK e non molla una virgola fino alla fine, compresa la SC nel finale a cui risponde con una ripartenza da manuale. Come accennato poc’anzi, in diverse fasi della gara, per quanto magistralmente condotta, la sua non era affatto la vettura più veloce in pista ma dietro di lui hanno tutti commesso un numero troppo alto di errori ed errorini che non hanno mai consentito un riavvicinamento. Si vince anche così, di bravura e bravo, Max, lo è stato alla grande. Che gli vuoi dire?

NORRIS

Bene Lando, ma non benissimo. Per quanto ottima sia la seconda posizione finale è chiaro che insieme a Russell è il pilota che ha più da rimproverarsi in questo week end. Dapprima la qualifica: la McLaren era, sia pur di poco, la vettura più veloce in tutte le condizioni ma lui non riesce ad andare oltre la terza posizione. Si toglie la soddisfazione di partire davanti a Piastri dopo qualche GP in cui non ci riusciva ma non basta per dirsi soddisfatti al 100%. In gara, nei primi 10 giri, è clamorosamente più lento di George e Max. Troppo cauto? Quando decide di spingere ha un ritmo di 1.5 secondi migliore di chiunque e li sorpassa agevolmente dopo aver azzerato il distacco di circa 10 secondi in pochi giri. Bene? Non saprei. Se fosse rimasto a poca distanza da Max avrebbe conquistato la testa della corsa molto prima e forse non avrebbe avuto il tentennamento che ha avuto in occasione della SC di Sargeant al 25° giro. Fatto sta che l’errore è macroscopico e si ritrova ad inseguire. Che la decisione di non entrare subito sia stata sua o del team poco importa. Al giro 42 va lungo alla 1, disturba Russell finendo entrambi per staccarsi ulteriormente da Max. Più tardi, nel passaggio alle slick, viene commesso un ulteriore errore. Quando Max e George pittano lui, giustamente, decide di star fuori per fare un overcut che, se riuscito, avrebbe potuto essere il punto vincente della gara. Ma invece di stare fuori un solo giro rimane fuori per due giri e mentre nel primo giro di overcut risulta chiaro che ha azzerato lo svantaggio e cambiato di segno al distacco, nel secondo Max gli recupera praticamente tutto. Fatto sta che all’uscita dal pit quasi si gira nel disperato tentativo di evitare il sorpasso di Max. Non contento poco dopo fa un errore al tornantino e viene superato da Russell.  Per sua fortuna quest’ultimo restituisce il favore poco dopo. Alla ripartenza dopo l’ultima SC non riesce a tenere il ritmo di Max e dietro viene protetto da Piastri che ingaggia duramente Russell. Secondo posto dolce-amaro dunque. Dovrà assolutamente rifarsi.

RUSSELL

Il week end canadese è dolce-amaro anche per Giorgino. Nessuno avrebbe mai potuto pronosticarlo in pole position fino a un minuto prima dell’inizio delle qualifiche quindi il risultato è strabiliante. Bravo! anzi Bravissimo!! (tra l’altro il crono in Q3 è stato fatto con rosse usate) In gara parte bene e continua meglio per una ventina di giri. Poi guida malissimo in occasione del sorpasso subito da Norris al 21° giro. Dapprima gli concede la scia asciutta nel rettilineo (ma perché?!) e poi va lungo come un rookie qualsiasi alla chicane facendosi quindi superare da Max senza poter opporre alcuna resistenza. Da lì in avanti la sua corsa è assai affannosa e pur mostrando numeri notevolissimi commette errorini qui e là che gli impediscono di poter contendere la prima posizione. Grave, in particolare, l’errore commesso al 51° giro che consente all’altrettanto “falloso” Norris di prendersi la seconda posizione. Nel finale, con gomme fresche, prova a riprendersi il podio con troppa foga su Piastri che lo aggancia alla chicane prima dell’arrivo e quasi rischia il patatrac finendo per perdere la posizione anche da Hamilton. Si riprende da par suo e riagguanta con decisione il podio grazie ad un sorpasso di eccellente fattura (finalmente!) proprio su Hamilton a due giri dalla fine. Bene, anzi benissimo!, ma troppi errorini, troppa foga quando non serviva e tanto, tanto rammarico. Certo, non era facile in quanto la situazione in cui si è ritrovato era totalmente inedita ma lui per primo non sa se la scintillante Mercedes vista a Montreal potrà ripetersi a questi livelli nei prossimi circuiti e avrebbe dovuto fare come fece in Brasile 2022, nell’unica occasione per vincere avuta in quella stagione. Staremo a vedere se la Mercedes ha davvero fatto un salto in avanti oppure è stata una fiammata. Se così fosse il buon George non può più permettersi queste incertezze anche perché non mi pare che Toto sia così tranquillo… A buon intenditor!

HAMILTON

Nonostante l’ottima e alla vigilia totalmente insperata quarta posizione finale il buon Lewis ha ancora più da recriminare del suo compagno di squadra. Il che, inevitabilmente, lo porta ad un voto più basso di quello di George. La ragione sta innanzitutto nel non aver saputo quantomeno replicare le performance di George in qualifica: con quella Mercedes doveva assolutamente occupare una delle prime due file ed invece è dovuto partire dalla settima posizione in griglia. Di più: passa tutta la prima parte del GP dietro al molto più lento Alonso senza cercare mai un vero attacco e, anzi, commettendo anche qualche errore di troppo tant’è che prima della SC il suo distacco dalla testa era misurabile in più di venti secondi. Tra la SC e la transizione da inter a slick si comporta bene ma quando stava per contestare il podio a chi gli stava davanti commette un ulteriore errore che lo rimanda indietro. Nel finale si trova quasi senza volerlo a combattere per il podio ma è proprio il ritorno di George a negarglielo. Per come è andata questa gara mi pare che non lo meritasse poi granché. Purtroppo questo week end ha dimostrato che Lewis non è più lo straordinario pilota visto in passato: la ghiottissima e inaspettata occasione di una Mercedes ultracompetitiva non è stata sfruttata in modo adeguato e mi spingerei persino a dire che la sua prestazione è stata pessima. Che la mossa di andare in Ferrari sia perlopiù una trovata pubblicitaria mi pare ormai assodato ma se qualcuno a Maranello pensa anche di avere qualcuno più competitivo di Sainz temo che dovrà cominciare a preoccuparsi, a meno che non dia l’ennesima svolta tecnica alla sua carriera. Però oggi non ci siamo caro Lewis, non ci siamo.

PIASTRI

Non saprei ma ho un po’ la sensazione che il buon Oscar, in Canada, abbia deciso di prendersi una piccola pausa. Pur andando bene per tutto il week end, infatti, non brilla tanto quanto Lando. In qualifica fa bene ma è dietro. In gara, pur in una condizione in cui aveva già abbondantemente brillato (vedi Belgio 2023 gara sprint), non appare mai convincente tanto quanto Lando. Forse troppo prudente, troppo attento a non commettere errori (che infatti non commette), non gira quasi mai nel ritmo di quelli che gli stavano intorno il che lo induce, alla fine e non a caso, ad accontentarsi della quinta posizione con l’unico sprazzo di combattività mostrato a Russell nel duello rusticano che li ha visti protagonisti a 5 giri dalla fine. Meglio archiviare in fretta, caro Oscar.

ALONSO

Se i segni dell’età stanno sporcando in modo assai evidente il finale di carriera di Lewis altrettanto non si può dire di Alonso il quale, per giunta, è pure più vecchio di Lewis! Aston Martin finalmente gli riconsegna un mezzo decente e l’asturiano lo piazza in terza fila a soli due decimi dalla pole. In gara non ne ha per stare con i primi ma gestisce alla grande tutti i momenti di difficoltà senza grossi patemi (e non commette errori!). Tiene dietro Hamilton con un certo agio e poi tutti gli altri nelle successive fasi di gara, comprese le SC e il passaggio da inter a slick, con la professionalità e caparbietà che gli conosciamo. Grandissimo!

STROLL

Onestamente? Vista la AM più competitiva di quanto ci si aspettava vista a Montreal e viste le condizioni meteo, a lui confacenti, che si sono presentate mi aspettavo uno Stroll più in palla. Invece le ha prese abbastanza sonoramente dall’attempato compagno di team e se Tsunoda alla fine non si fosse girato come un pollo avrebbe potuto anche perdere la settima posizione. Bene il risultato ma negativa la performance.

RICCIARDO

Il redivivo Daniel si trova a fare una qualifica strabiliante con un crono in Q3 a soli 178 millesimi dalla pole. Peccato per lui che in quei 178 millesimi c’erano ben tre piloti ma poco male: ottiene la migliore prestazione in qualifica dell’anno per la Racing Bulls o come cavolo si chiama (e rifila ben tre decimi al fin qui eccellente Tsunoda). Purtroppo per lui le ambizioni di un risultato di prestigio cominciano e finiscono nell’arco di poche curve. Al via ha un posizionamento non corretto che poi gli frutterà una decisiva penalità di 5 secondi. Non pago, scatta non benissimo e si fa infilare prima da Alonso e poi da Hamilton sprecando così l’ottima posizione in griglia. Di lì in avanti ha il pregio di non commettere errori il che, grazie agli errori degli altri (compreso quello decisivo di Tsunoda), lo riporta nelle posizioni che contano nel finale. Bene ma non benissimo.

GASLY – OCON

Punti insperati per l’Alpine che in una gara fa più punti che in tutte le altre svolte finora. Non ho molto da dire sui due francesi perché di fatto, a parte l’incidente in partenza tra Gasly e Perez, non sono stati molto inquadrati e poi la concitata azione delle prime posizioni non consentiva di guardare con attenzione quel che succedeva nelle retrovie. Se non erro c’è anche stato un duello tra loro nel finale che, visti i precedenti, avrà sicuramente fatto tremare i polsi alla dirigenza della squadra. Ocon decide di non fare l’…… Ocon! e non succede nulla di grave (anche grazie agli apprensivi team radio). Registriamo comunque che il leggero progresso Alpine visto nelle ultime gare pare confermato. Staremo a vedere.

NOTE DI MERITO

ALBON al 31° giro ha fatto un doppio sorpasso da annali! Sul lungo rettilineo prima dei box, infatti, ha superato Ricciardo in modo, per così dire, standard grazie a DRS ma subito dopo, prima della frenata della chicane si è trovato Ocon davanti. Ebbene cosa ha fatto? Ha sfruttato l’abbrivio per infilarsi all’interno di Ocon entrando nella chicane ed è riuscito in un controllo difficilissimo in frenata che è assolutamente da applausi a scena aperta. Assolutamente fantastico!

Come non elogiare, poi, la scelta delle Haas di partire con le RAIN in luogo delle INTER che avevano tutti gli altri? Quei primi giri di Magnussen, in particolare, sembravano irreali. Sembrava di assistere a Donington 93 o Barcellona 96 con il buon Kevin che sorpassa a dritta e a manca e in pochi giri si porta dal 14° al 4° (o 5°, non ricordo) posto in gara! Mossa assolutamente geniale di fronte alla quale mi tolgo il cappello. Che però…

NOTE DI DEMERITO

… è stata buttata al vento con scelte dissolute da parte del team. Con Magnussen incredibilmente a pochi secondi dal podio decidono di pittare all’ottavo giro perché ormai era evidente che le gomme rain non sarebbero durate. Tuttavia, pittando avrebbero avuto gomme più fresche e anche se il podio non sarebbe stato alla loro portata certamente lo era un piazzamento a punti di rilievo. Ebbene che accade quando Magnussen rientra ai box? I meccanici non sono pronti! Ridicolo! Errore di segno contrario viene fatto con Hulkenberg anche lui arrivato nelle posizioni che contano ma stavolta, invece di anticipare il pit lo ritardano e quando finalmente decidono di pittarlo è mestamente ultimo. Ma si può?! Male, malissimo!

Sargeant era inaspettatamente arrivato in Q2 (tra l’altro per la seconda volta consecutiva dopo Monaco) e mi aspettavo quantomeno una gara decente. E invece la SC che cambia l’assetto della corsa è inesorabilmente causata da lui con un errore tanto ingenuo quanto fatale per la sua gara. È l’ennesima volta che gli capita e se c’era bisogno di qualche ulteriore dimostrazione che non merita il volante di una Formula 1 questa è arrivata. Non so se in Williams abbiano già deciso la line-up per la prossima stagione ma con i nomi che rimangono liberi (Sainz in primis) non ci sarà sponsor capace di assicurargli il posto se continua così.

Di Perez c’è proprio bisogno di parlare? Meglio stendere il classico velo pietoso.

NOTE CHE NON TE LO SPIEGHI

Nell’introduzione ho cercato qualche causa della debacle Ferrari in questo week end. Ma tra un Leclerc lentissimo (per i suoi standard anche al netto del problema avuto) e un Sainz opaco e falloso (per i suoi standard) peggio di così non poteva andare.

Ci vediamo a Barcellona!

 

BASTIAN CONTRARIO: Dove osano le aquile

Quello che vediamo durante il weekend di gara mi sembra tutto un film e, a tal proposito, il cinema mi è sempre di ispirazione per le mie considerazioni post GP. L’atteggiamento remissivo e cauto della Ferrari di Vasseur, mi ha ricordato proprio il film (da cui il titolo di questo articolo) del 1968 di Brian G. Hutton, con un micidiale Richard Burton ed un glaciale Clint Eastwood, con la differenza che la Ferrari di Vasseur tutto ha fatto tranne che osare, per non parlare che domenica scorsa la Rossa, del nobile rapace, non aveva nulla dato che abbiamo rimediato una figura da polli. Diciamoci la verità, quindici giorni fa, dopo la scorpacciata di ostriche e champagne (mille euro a boccia come minimo altrimenti non sei a Monaco!) consumata grazie alla super prestazione della Rossa grazie ad un immenso LeClerc, magari qualcuno si era già illuso che saremmo stati protagonisti in ogni GP che ne sarebbe seguito. Eppure la F1 è (quasi) una scienza esatta, ed è risaputo che Monaco è pista a sé ed infatti in un Canada freddo e piovoso sono emersi (anche se Ferrari è letteralmente affondata), tutti i problemi cronici che affliggono la Rossa ogni qual volta si trova appunto su un circuito freddo, bagnato e riasfaltato… che poi è la stessa storia che abbiamo già visto in Giappone e, soprattutto, sette giorni dopo in Cina. Su una pista come quella del Montmelò non oso immaginare cosa succederà se ci sarà un diluvio, come quello del 1996 dove Schumacher colse la sua prima vittoria in rosso.

 

Prima di farci del male e pensare a cosa andrà storto in Spagna, sarebbe meglio cercare di soffermarci su cosa sia stato sbagliato domenica scorsa, visto e considerato che tutto quello che doveva succedere è purtroppo capitato e, questo fa ancora più male, considerando il risultato conseguito a Montecarlo. Premesso che quelle pazze condizioni meteo erano uguali per tutti, è anche vero che Ferrari non ha capito nulla e, sebbene in macchina sono i piloti a dover svolgere il “lavoro sporco”, a mio modesto giudizio questi ultimi non riesco a ritenerli responsabili di nulla visto che avevano un mezzo inguidabile e, addirittura, Charles era anche senza motore, come si suol dire. Purtroppo, in tutto questo marasma, chi veramente è stato manchevole è stata proprio la squadra che avrebbe dovuto prevenirli certi problemi o, comunque, marginalmente risolverli ed invece è rimasta inerte davanti l’ineluttabilità del problema (congenito) stesso che affligge la SF24. Visto che siamo in tema di problemi, è proprio nelle difficoltà che si vedono gli uomini e, purtroppo, la Ferrari di Vasseur ha mostrato il suo lato oscuro e cioè l’eccesso di cautela. Altro che le aquile devono osare, i Rossi sono stati letteralmente a guardare e terribilmente conservativi quando poi ormai si era capito che non c’era più nulla da perdere. Dire che proprio la Haas, in fase di partenza del GP, ha dimostrato il significato della parola “non abbiamo nulla da perdere”, essendo stata l’unica squadra sulla griglia di partenza a montare le full wet ed infatti, in un amen, Magnussen ha fatto dimenticare tutti i casini che ha combinato negli appuntamenti precedenti, riuscendo nella rimonta della sua vita. A tal proposito, considerando che le condizioni iniziali di gara erano totalmente bagnate e quindi, ogni monoposto che seguiva era allagata dagli spruzzi delle auto che precedevano, siamo davvero così sicuri che le nuove F1 che verranno dovranno montare i “parafanghi”? Perché non mi sembra che i piloti non siano riusciti a svolgere il loro mestiere. Questa è la F1, è sempre stata così e così sarà e per questo mi domando quanto veramente saranno utili i cosiddetti para spruzzi, che a mio avviso servono più ad acquietare l’altrui coscienza anziché servire realmente a risolvere il problema dello spray d’acqua generato dagli pneumatici. Ritornando a Ferrari, dov’era il loro osare? Le avvisaglie di questo atteggiamento cautelativo e remissivo lo abbiamo avuto proprio con il famoso pacchetto di aggiornamenti di Imola: non solo hanno aspettato l’appuntamento italiano (a differenza di McLaren che si è anticipata a Miami), immediatamente dopo fu proprio lo stesso Vasseur a buttare continuamente acqua sul fuoco per spegnere ogni tipo di aspettative. Mi verrebbe da chiedere al Team Principal francese cosa c’era da perdere domenica scorsa, visto e considerato che tutto quello che doveva essere perso è stato appunto perduto. Dopo la magra figura rimediata al sabato, a causa dei già citati cronici problemi della SF24 di portare in temperatura le gomme nel giro di qualifica, si era già capito che la gara sarebbe stata un calvario. Per quale motivo non hanno rischiato  o meglio osato con almeno uno dei due piloti qualcosa di diverso? Cosa c’era da perdere ormai? Davvero si crede di avere un atteggiamento del genere per puntare a vincere qualcosa? Red Bull in gara era palesemente seconda forza con una McLaren (ormai si è capito che è la Scuderia con la quale confrontarsi almeno per il secondo posto nei costruttori) che ha dato non poco filo da torcere ai bibitari i quali, a loro volta, non si sono affatto persi d’animo (anche perché quando hai in macchina uno come Verstappen c’è ben poco da scoraggiarsi!) ed infatti hanno approfittato di tutto quello che gli avversari hanno lasciato per strada e McLaren, per strada, ci ha lasciato la vittoria! Se la Ferrari di Vasseur crede di poter vincere, contro un pacchetto completo quale è Red Bull, con la cautela allora è meglio che aspetti tempi migliori dove magari avranno una monoposto da un secondo al giro più veloce rispetto alla concorrenza… solo che così tutti sanno vincere suppongo.  Mi rendo conto che Charles, purtroppo, era stato frustrato dalla mancanza di potenza dalla sua power unit, vero è che c’era Sainz che apparentemente di questi problemi non ne soffriva e le occasioni di osare e usare le slick ci sono state eccome… era palese. La frittata non si può cucinare se non si rompono le uova e, sebbene questa sia una ovvietà spicciola, è anche vero che l’attuale Ferrari di Vasseur soffre in maniera atavica di ansia da prestazioni eppure mi chiedo… questa attuale politica dove ci ha portati? Un doppio ritiro che prima che una punizione è stata una vera e propria umiliazione, a maggior ragione che quest’onta è seguita dopo il trionfo di Monaco.

 

A mio giudizio, se proprio bisogna perdere, preferisco che si venda la pelle lottando perché credo che nessuno avrebbe avuto nulla da ridire se il doppio ritiro fosse avvenuto dopo averle provate tutte per rimontare da quelle tristi posizioni, che decisamente non competono a questa squadra, non dopo quello che ha dimostrato fino ad ora. Purtroppo i “dobbiamo capire ed analizzare” di monsieur Vasseur non convincono e nemmeno lasciano presagire qualcosa di buono per il futuro (lo stesso Charles ha detto che non è positivo cambiare motore ogni volta…), ecco perché la reazione deve essere forte ed immediata. Rimango convinto del fatto che pensare a puntare al titolo costruttori non solo non è follia, bensì deve essere un dovere, sia per il nome che la squadra porta e sia perché oggettivamente, considerando quello che stiamo vedendo gara per gara, il traguardo è fattibile. Quanto visto a Montreal è sicuramente un episodio, frutto delle circostanze che sono state trovate nel weekend di gara, vero è che queste suddette circostanze non saranno sempre così (mi auguro!) e, considerando come già detto che c’è McLaren che ruba punti pesanti alla Red Bull, Perez che si è praticamente perso e, che ora anche Mercedes stia trovando il bandolo della matassa (la Spagna dirà se quanto visto domenica scorsa è stato solamente un caso oppure no), ecco che mi sembra logico pensare che non è una chimera puntare al colpaccio. Certo questo obiettivo può essere perseguito solo se si cambia atteggiamento e questo deve essere fatto gara per gara, evitando di pensare alle brutte figure che si possono rimediare, anche perché come visto, alla fine comunque si arriva al risultato che non si vuole ottenere e cioè la magra figura appunto! Dio odia i vigliacchi, allora è giunto anche il tempo di osare, a maggior ragione che questa Ferrari è comunque competitiva. Se la Rossa di Vasseur dismetterà l’atteggiamento cauto che ha mostrato sino ad ora ed oserà proprio come le aquile dell’omonimo film, allora forse vedremo una Ferrari che inizierà a fare anche paura e, di conseguenza, indurrà all’errore i diretti avversari, a cominciare proprio dalla sprecona McLaren e magari alla non più dominante Red Bull.

Vito Quaranta