Iniziata la lunga parentesi europea del circus inaugurata dal Gp di Monaco, si passa velocemente al Montmelò per quello che una volta era il Gp di Spagna e ora è il Gp di Barcellona – Catalogna.
Pista che da sempre è vista come lo spauracchio soprattutto da quei team che sanno di avere delle lacune che, quasi magicamente, la pista catalana riesce a evidenziare e amplificare.
Ci si arriva con un pilota che ha compiuto un filotto di vittorie che non si vedeva da un pò e che in pochi hanno saputo fare. Mettiamoci poi che il soggetto in questione è poco più che maggiorenne e si ha un’idea della portata dell’impresa, al netto del mezzo che si ritrova tra le mani.

Lasciando perdere i voli pindarici di tanti giornalisti storici del settore che già lo eleggono a pensionando di tutta quei piloti sopra i 25 anni, è indubbio che il bolognese volante sta facendo una cosa enorme.
I punti di vantaggio sul secondo (che al momento è Sir Lewis Hamilton) è di 66 punti, sul suo compagno di team 68: se non è una sentenza poco ci manca. Vero che manca tanto e bla bla bla ma quello che impressiona è la consistenza del ragazzo e, forse ancora di più, la capacità di dare quel qualcosa in più quando in pochi lo immaginano, come la pole a Monaco quando tutti si aspettavano qualcun’altro.
Il Montmelò potrebbe essere il test definitivo per lui, considerando che, di solito, è un weekend con uno svolgimento piuttosto lineare e che sembra fatto apposta per esaltare le doti della sua monoposto. Tutto ciò vale anche per il suo team mate Russell per il quale iniziano la prima di una serie di Gp da “ultima spiaggia” per rientrare nella corsa al titolo e nella considerazione del suo team.
Si diceva che la Ferrari avesse il miglior telaio della griglia, il Gp di Monaco ha sfatato anche questa tesi. Il Cavallino ha di sicuro una buona monoposto ma forse meno buona di quanto sperassero e di sicuro senza un’area specifica pari o superiore a Mercedes.

Avrà a disposizione l’ADUO avendo un gap di motore quantificato in circa 6/8% rispetto alla PU Ford, a spanne circa 35 CV. La brutta notizia è che, incredibilmente, anche la PU Mercedes avrà lo stesso aiuto avendo un gap dei confronti del motore Ford di circa il 3/4 %. Difficile a credersi ma è così. Dal Gp di Austria dovrebbe riuscire a portare in pista la nuova PU aggiornata, sarà un bene ma probabilmente non bene abbastanza.
In maniera forse ancora più inaspettata anche Leclerc sarà chiamato al riscatto dopo i due weekend orribili appena trascorsi: chi l’avrebbe mai detto che nonno Hamilton potesse eclissarlo con due podi consecutivi e la seconda posizione del mondiale.
In casa Red Bull forse non ci credono neanche loro di avere il motore migliore, infatti si dicono scioccati dalle valutazioni della FIA. Il Montmelò sarà per loro un bel test per capire effettivamente quanto saranno distanti dalla Mercedes e capire se il loro campionato potrà avere un futuro oppure no.
La Mclaren al momento ha smarrito tutta la garra vista a Miami. Tra errori e poca fiducia dei piloti la squadra di Woking è quella messa peggio tra le top 4 e i titoli del 2025 sono già un lontano ricordo.

A bocce ferme viene da pensare ad una Mercedes in grado di fare doppietta con relativa facilità, con una Red Bull in grado di lottare ma a distanza di sicurezza e Ferrari più staccata. Il Cavallino porterà una nuova ala anteriore che dovrebbe permettere un discreto passo avanti ma ormai il condizionale è d’obbligo. Quello che sarà interessante vedere è come reagiranno i vari Leclerc, Russell e Verstappen alla scanzonata tirannia del giovane Antonelli, uno che tra i continui scherzi ai danni dello staff del team e le bastonate sui denti date ai suoi avversari( ema sempre con il sorriso) sta inaugurando una nuova era. Un cambiamento che necessita lo spegnersi di altre stelle o presunte tali: immagino che vedremo presto chi sarà il primo della lista.
*immagine in evidenza da 1000cuorimotori.it
Rocco Alessandro











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