L’ultima vittoria di Russell risale all’inizio dl mondiale in Australia, quindi ha dovuto aspettare ben sette appuntamenti per rivedere il gradino più alto del podio. Immagino che in tutti questi mesi, per tenere la mente occupata, si sia messo a studiare bene l’italiano perché ormai Kimi gli è entrato nella testa, questo solo per potersi liberare, proprio come ha fatto sabato scorso, dopo aver conquistato quella discutibile pole. Infatti “Stai calmo” è quello che ha detto (proprio in italiano) immediatamente dopo aver passato il traguardo con la pole in tasca.
Stai calmo George perché se il mondiale è lungo per il nostro connazionale, lo è altrettanto per te e, qualifica prime e gara dopo, hanno dimostrato che allo stato attuale per vincere, hai bisogno necessariamente che tutto ti venga incontro (mi riferisco alla sorte). Sorte che lo ha aiutato molto e, in modo molto discutibile, già al sabato dove di sicuro anche la sua esperienza ha fatto la differenza in tal senso. Con un Verstappen incastrato nelle barriere, il minimo che la direzione gara potesse esporre, erano le doppie bandiere gialle per non dire proprio la rossa. Invece i giudici di gara, nella loro infinita saggezza, si sono limitati ad una semplice bandiera gialla dove l’inglese della Mercedes, ne ha approfittato mettendo in cassaforte la partenza al palo. Che esempio si da ai giovani piloti che guardano alla massima serie del motorsport? Che messaggio si da a tutti i colleghi di Russell per il futuro? Lo stesso Verstappen, appena viene avvisato della Virtual safety Car in piena gara, si lascia andare ad una battuta affilata come un rasoio dicendo “Questo significa che posso spingere a manetta! Sto scherzando…”; assolutamente geniale. La verità è che, indipendentemente da ciò che dicono le regole, è un fatto che queste ultime sono state applicate malissimo perché in qualifica, dove tutti spingono fino alla morte, i piloti hanno un solo dovere quando un loro collega è fuori pista parcheggiato in una via di fuga, che è quello di rallentare come minimo. Dov’è il “safety first” tanto decantato dalla F1? Dove sono i moniti profferiti dallo stesso George, che appena viene sfiorato da un suo collega, inizia a recitare il santo Rosario prima in macchina e, poi d’innanzi ai microfoni? Mi chiedo se sia giusto se lo stesso Kimi, dopo quanto visto, dica che anche lui si adeguerà in tal senso. Capisco benissimo le parole dell’italiano e, dubito che accelererà in caso di incidente con singola bandiera gialla, certo è che chi di dovere dovrà intervenire tempestivamente affinché questo sconcio al quale abbiamo assistito non si ripeta più.
Stai calmo George perché se in qualifica ti è andata bene, in gara ti è andata di lusso. Il nostro Kimi per ben due volte di seguito, per un solo giro, non ha beccato la Virtual Safety Car (clamoroso!) altrimenti ora staremmo parlando di altro. Evidentemente quando deve girare bene non c’è nulla che si possa fare, se non quella di incassare e ricominciare d’accapo. Sottolineo questo fatto non tanto per dimostrare che la fortuna gira, quanto per il fatto che Antonelli in un modo o nell’altro è sempre della partita e, comunque l’inglese della Mercedes non è mai scappato via dominando, proprio come il suo compagno a Montecarlo per esempio. Dopo la scorpacciata di vittorie da parte dell’italiano, siamo entrati in una parte del campionato dove conta tanto, in maniera preponderante, l’esperienza. Allora si, stai calmo Kimi perché fino a prova contraria chi deve rischiare, chi si deve rompersi l’osso del collo per recuperare la bellezza di ben quaranta punti, a parità di macchina, è Russell e non tu. Come ho già scritto su queste righe, l’italiano dalla sua ha un talento smisurato mentre il suo compagno, ha sulle spalle più di cento cinquanta GP, che gli permettono di mantenere il sangue freddo per cercare di recuperare il gap. La mancanza di questo importantissimo bagaglio per Kimi, lo si è visto proprio allo start in luogo del quale ha commesso due svarioni che gli sono costati non solo la posizione, bensì anche la probabile rincorsa al suo compagno di box. In questo secondo anno, dove Antonelli si sta già giocando il mondiale, tutto gli è concesso perché nessuno si sarebbe mai aspettato un exploit del genere, vero è visto che ormai è in ballo, che tanto vale danzare bene fino alla fine! Non ho motivo di credere che il ragazzino farà bene in futuro, perché proprio in gara non solo era uno dei più veloci, bensì non ha forzato nemmeno più di tanto contro un ritrovato Verstappen; pensando a portare più fieno in cascina possibile. Stai calmo dunque Kimi, perché se è vero che la Red Bull ha ritrovato il bandolo della matassa, questo non può che andare proprio a vantaggio tuo, perché più piloti si contenderanno la vittoria, più il tuo avversario dovrà lavorare e, il divario che ti separa dal tuo compagno ti permette di pensare con calma anziché strafare.
Il prossimo appuntamento che si terrà già questa settimana in Inghilterra sarà fondamentale per capire se, il miglioramento della Red Bull, sarà stato solamente frutto del circuito dove si è corso la settimana scorsa oppure funziona per davvero. Questo non vale solamente per i bibitari, se mai vale soprattutto per la Ferrari di Vasseur in luogo del quale, tra i monti stiriani, tutto quello che doveva andare storto è andato purtroppo male. Dopo quanto mostrato in Spagna, circuito che fa emergere tutti gli aspetti negativi e positivi di un progetto di F1, forse ci si era illusi che Ferrari potesse essere della partita, ed invece state calmi tutti quanti! Alla Rossa di Vasseur manca un piccolo particolare che si chiama potenza motore, che in un circuito come quello austriaco, fa la differenza eccome. Ci sarebbe da chiedersi come sarebbe andata se la Ferrari non avesse portato il primo aggiornamento ADUO? Nulla di eclatante sia chiaro, pochi cavalli certo, pochi cavalli che si vanno ad aggiungere a quello che già di buono abbiamo visto fino a quindici giorni fa. Nulla da fare dunque, anzi tutto da rifare se mai, perché in quel di Silverstone (pista dove il telaio conta eccome) si dovrà capire se quanto visto in Spagna è stato un caso oppure è replicabile. Perciò stai calmo Lewis con le dichiarazioni, dove ha affermato che il ritardo del motore è di un anno (alè!) e, stai meno calmo in pista, solo che questo non ha bisogno che glielo diciamo, visto e considerato come ha maltrattato Charles in gara. Quel sorpasso di cattiveria, quasi a spingerlo fuori, mi ha ricordato quando arrivò in Ferrari Alonso, il quale fece capire subito a Massa chi avrebbe comandato in squadra. Il buon Charles invece di darsi una calmata, si dovrebbe dare una mossa perché inizia ad essere davvero irriconoscibile. L’anno scorso eravamo qui a tessere le sue lodi perché era l’unico a salvare la faccia alla squadra, mentre ora che abbiamo una parvenza di vettura competitiva e, con la quale Lewis si trova fin troppo bene, eccolo che arranca e viene sverniciato (non solo per colpa sua ovviamente) da tutti i top player.
Fra qualche giorno si andrà a correre a casa di George e Norris certo, solo che non dobbiamo dimenticare che quella è anche casa di Hamilton… stai calmo tu che mi leggi!
Buon GP d’Inghilterra a tutti.
Vito Quaranta