IL PUNTO DELLA REDAZIONE

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Ha funzionato la cura Loic Serra? Vasseur nel corso della sua ristrutturazione, ha annunciato che sarebbero arrivati nomi “pesanti” in Ferrari e, sebbene abbiamo assistito al cambio di pronuncia del paese che da i natali alla Beneamata (infatti siamo passati da Maranello a “Maranellò”, visto che abbiamo assistito ad una francesizzazione di tutta la Gestione sportiva) vero è che l’unico reale pezzo pregiato portato in Rosso è stato proprio Serra. Sia chiaro comunque che a “Maranellò” lavorano ancora italiani storici, vero è che le chiavi della direzione tecnica sono state consegnata, da Vasseur, direttamente a lui sebbene questa si la sua prima vera esperienza di responsabile assoluto. Serra oltretutto ricopre il ruolo che sarebbe spettato di diritto a Newey, visto che è stato libero sul mercato e, Ferrari non l’ha voluto prendere perché nel frattempo, il genio inglese, voleva direttamente le chiavi di Maranello; altro che direzione tecnica. Certo col senno di poi, visto il bordello che è successo in Aston Martin, è facile dire “meno male che non l’hanno preso!” anche se nutro forti dubbi che il genio inglese, in Ferrari, avrebbe cannato allo stesso modo di come è successo in Aston Martin, fosse solo che Ferrari non è una squadra rifondata e quindi nuova, come quella di Stroll Sr. Ad ogni modo c’è ben poco da recriminare a riguardo e, la domanda che ho posto rimane tuttavia.

A giudicare dai risultati ottenuti dalla Rossa in questa prima metà di stagione, si può affermare che la sua cura abbia avuto effetto eccome, sebbene i risultati nel complesso rimangono a mio giudizio insoddisfacenti. Ricordo a lor signori che questo doveva essere l’anno della verità, per l’amministrazione Elkann – Vigna, questo doveva essere l’anno dell’“obiettivo venti ventisei” ed invece anche quest’anno ci ritroviamo ad inseguire e, soprattutto a non essere il riferimento in F1. Specifico F1, perché nel WEC la Rossa è cosi forte che è stata colpita con un BOP “dedicato”, tanto da soprassedere per quest’anno per ogni tipo di velleità. Tralasciando il mancato obiettivo, pronunciato a gran voce quattro anni fa dal Presidente, ciò che si nota in questa ennesima rincorsa è la coerenza negli sviluppi e, nei risultati. Infatti quando Ferrari, negli anni scorsi partiva in affanno, così rimaneva per tutto l’anno nonostante gli sforzi profusi. Ciò che si nota quest’anno è la compattezza del gruppo, quell’apparente serenità tipica di chi sa il fatto suo. Ferrari è un dato di fatto che, sebbene sia partita con un cronico ritardo rispetto ad AMG (e Red Bull che ha il motore migliore… sigh), sta avendo quella costanza di rendimento, in termini di risultati, che l’ha messa di diritto come potenziale squadra che può giocarsi quanto meno il titolo Costruttori. Ferrari ha organizzato il suo piano di sviluppi in tal modo, con conseguenti risultati in pista, che ha costretto la stessa AMG (fonte Autoracer.it) a rivedere i suoi di piani in termini di sviluppo. Infatti Mercedes, conscia del suo potenziale ancora prima che iniziasse il mondiale, aveva come obiettivo quello di arrivare alla fine del mondiale, a cominciare dalla ripresa estiva, per forza di inerzia visto il suddetto potenziale. Tuttavia l’exploit Ferrari, unito ai casini interni della stessa AMG, hanno costretto il team di Wolff a rivedere la pianificazione dei propri sviluppi, quindi a continuare a spendere energie sul progetto W-17. Questo è un bene perché è notorio che, chi ha un vantaggio poi continua a conservarlo nel corso del tempo, con stabilità regolamentare. Con una Ferrari così pimpante e, con aggiornamenti ancora in arrivo compreso quello ADUO, è facile pensare (anche se dovrei dire “è d’obbligo pensare”) che Ferrari dovrà essere una spina nel fianco per Toto&Co. Come ho già detto su queste righe, Serra proviene dalla stessa scuola di Wachè che è quella Michelin e, dello studio dell’interazione del veicolo con gli pneumatici. La meccanica è sempre stato un punto fermo per Mercedes quando dominava in lungo e in largo e, Serra faceva parte di quel gruppo. I risultati si stanno vedendo, almeno sino ad ora, su questa Ferrari in perenne rincorsa e, a meno che non si rimbambiscano tutti quanti, immagino che questa attuale situazione non può che migliorare. Quali sono i fattori che possono rallentare la rincorsa della Rossa verso almeno uno dei due obiettivi iridati? A mio giudizio tre sono le incognite che possono bloccare la Ferrari verso l’agognata rincorsa: 1 Problemi interni, 2 Sviluppo Mercedes, 3 Ritorno della concorrenza.

PROBLEMI INTERNI

Con la ripresa della stagione la Rossa dovrà dimostrare, o meglio, dovrà confermare come minimo quanto di buono (per chi sa accontentarsi!) fatto vedere sino ad ora. Ciò significa che gli sviluppi che verranno portati immediatamente dopo la ripresa, dovranno dare quel boost necessario non solo per mettere paura alla Mercedes, addirittura dovranno riuscire a colmare il gap velocistico con la squadra riferimento di questo campionato 2026. In questo coacervo di elucubrazioni si aggiunge anche il problema, se cosi vogliamo chiamarlo, piloti. Hamilton si è presentato, inaspettatamente diciamocelo, al giro di boa in vantaggio su LeClerc e, con un ritardo non enorme sul leader del mondiale Kimi Antonelli. Oltre agli sviluppi se funzioneranno, Vasseur saprà assumersi le sue responsabilità e fare quello che si conviene ad un capo con le palle, caso mai il britannico prendesse il largo sul monegasco e, si avvicinasse sempre di più alla vetta? Il TP Rosso sebbene cerchi disperatamente di guadagnare tempo e, soprattutto ha solo come obiettivo il titolo Costruttori (almeno per quest’anno), è anche vero che in squadra ha due cavalli di razza uno più orgoglioso e determinato dell’altro. Hamilton è in vantaggio, quindi è logico pensare che possa avvicinarsi ulteriormente alla vetta. Saprà LeClerc mettersi a disposizione caso mai “il suo amico Vasseur” glielo chiedesse? Di fatto il buon Fred spera solo che questa eventualità non capiti.

SVILUPPO MERCEDES

Il fatto che Mercedes abbia allertato tutto il suo reparto tecnico, capitanato da James Allison, non deve far dormire sonni tranquilli visto e considerato che questo, è lo stesso team che ha creato la W-17 la quale si è presentata in pista, rispetto agli avversari, con quasi un secondo di vantaggio. Da qui il pensiero è immediato: cosa impedirà ai crucchi di portare un pacchetto di up date che uccidano definitivamente il mondiale. Inoltre c’è da considerare il fattore Antonelli: l’italiano ha un forte vantaggio su Hamilton e, soprattutto sul proprio compagno di squadra. Caso mai Ferrari iniziasse ad ingranare in maniera importante, sono certo che Toto (a differenza di Vasseur), non esiterebbe un attimo per concentrare tutte le energie del team sul diciannovenne al fine di chiudere definitivamente la partita. Guardando il resto del mondiale da questo punto di vista, per Ferrari l’impresa è veramente ardua.

RITORNO DELLA CONCORRENZA

Da quando vi scrivo “guai a sottovalutare McLaren”? Di fatto i papaya hanno concluso la prima parte della stagione in crescendo, semplicemente perché hanno capito dove si doveva intervenire (lo stesso Rob Marshall ha detto che avrebbero ripreso le soluzioni degli altri che avrebbero ritenute utili) e, perché hanno imparato ad accendere il motore Mercedes. Allo stato attuale è proprio il propulsore AMG l’unico ostacolo che può fermare Stella e tutto il suo team in una rincorsa importante. Detto che McLaren la ritengo fuori dai giochi perché il suo ritardo è veramente enorme, vero è che se i loro sviluppi funzioneranno, come hanno dimostrato in passato, i papaya potranno essere una vera e propria mina vagante. Inutile dire che oltre al team di Stella va considerato d’ufficio quello di Verstappen perché con l’olandese in squadra, se Red Bull inizia a girare, sono dolori per tutti.

Che dire? Buon Ferragosto a tutti voi del Blog del Ring!

 

Vito Quaranta