Città del Messico. C’è aria di festa, non solo per la ricorrenza dei defunti, molto sentita da quelle parti, ma perchè si attende una domenica storica.
E per mettere un minimo di incertezza su un risultato scontatissimo, gli unici due che potrebbero, teoricamente, rimandare i festeggiamenti piazzano le loro vetture inaspettatamente in prima fila. Hamilton torna infatti in pole dopo 3 anni, e Russell ritrova un minimo di confidenza con la rinnovata W17 e guadagna la seconda posizione. Andrea è solo quarto, chiaramente e finalmente un po’ agitato per quello che lo aspetta.
Si spengono i semafori e Hamilton riesce ad arrivare alla prima curva ancora in testa, ma con Leclerc subito alle sue spalle, mentre Russell parte malissimo e butta fuori Hadjar. Poche curve e si accende la lotta fra i due ferraristi, con Charles che attacca Lewis e lo passa all’esterno, ma l’inglese ovviamente non gli lascia spazio e lo manda per i prati. Ma guarda troppo il compagno ed esce pure lui e si fa passare da Verstappen.
Nel frattempo, Andrea si gode lo spettacolo in quarta posizione, non avendo assolutamente niente da fare se non arrivare in fondo.
Al giro 7 le due Aston Martin si fermano in contemporanea, con Stroll che lascia la macchina in pista, e viene attivata brevemente la Virtual Safety Car.
A Leclerc vengono dati 5 secondi di penalità, con un’interpretazione del regolamento abbastanza discutibile, visto che il monegasco era davanti al punto di corda. Va peggio a Russell, che si prende 10 secondi di penalità per il contatto con Hadjar.
Al giro 14, Charles ha già oltre 3 secondi di vantaggio su Verstappen. Al giro 20, i secondi sono diventati 5.
Al giro 27 il ferrarista viene fatto fermare, ma Max copia la mossa e gli passa davanti grazie al fatto che il monegasco deve scontare la penalità. Hamilton si ferma al giro successivo.
Il problema per Verstappen è che dovrà fare 44 giri con la gomma soft, essendo partito con gomme a mescola media. Il problema di Leclerc è, invece, che non può stare vicino a Max perchè le temperature dei freni salgono a livelli pericolosi. In questo momento Antonelli è in testa alla gara e continua a girare su ottimi tempi.
Andrea si ferma al giro 43 e rientra nuovamente in quarta posizione, a ben 12 secondi di distanza da Hamilton in terza posizione. Ma subito dopo Bottas demolisce la sua Cadillac causa apertura di una sospensione in fondo al rettilineo principale. Viene ovviamente attivata la Safety Car, e Hamilton ne approfitta per cambiare nuovamente e perde la posizione sull’italiano, ma esce la bandiera rossa perchè il finlandese ha distrutto anche le barriere.
Si riparte con l’ordine del giro precedente, e Hamilton torna quindi in terza posizione.
Alla ripartenza, Leclerc scatta male e si fa superare da Hamilton prima e da Antonelli poi. Arrivando alla prima curva, Charles ha spiattellato le gomme e si ritrova in grossa difficoltà. Verstappen è invece riuscito per pochissimo a tenere la prima posizione davanti ad Hamilton. I due si sono pure toccati.
Al giro 59, Linblad, che stava viaggiando in un’ottima settima posizione, si urta con Piastri ed esce nuovamente la Safety Car.
Si riparte quando mancano 9 giri alla fine. Max, come al solito, scatta in modo impeccabile e Lewis gli resta incollato a mezzo secondo, con Andrea spettatore privilegiato.
Non succede più niente, e finisce così con il podio migliore possibile per festeggiare un titolo mondiale storico, perchè è italiano ed è il più giovane di tutti. Sul traguardo, Verstappen precede Hamilton, Antonelli, Leclerc, Norris, Russell, Piastri, Colapinto, Lawson e Gasly.
E che la festa abbia inizio.
P.S. Andrea è un rarissimo caso di promessa mantenuta, sportivamente parlando. E il merito va ascritto non solo a lui ma anche a Toto Wolff, che ha “rischiato” 10 milioni di euro della Mercedes per allevarlo, lo ha messo in macchina in sostituzione di un sette volte campione del mondo pagato 40 milioni di euro l’anno, ha gli ha dato fiducia quando i risultati non arrivavano, e, risparmiando così una bella cifra sul costo dei piloti, è tornato a vincere due campionati del mondo. E’ anche un caso esemplare di cost saving ottenuto scommettendo su un giovane, cosa che a Maranello non sanno più fare da decenni.
P.S.2 Il padre Marco ha detto che Andrea campione lo è diventato lo scorso anno. E’ vero, perchè un periodo nero come quello che ha vissuto a metà del 2025 avrebbe distrutto la carriera della maggior parte dei suoi colleghi. E lui ne è uscito più forte. Quelli che sanno imparare dai momenti duri senza abbattersi ma traendone le giuste lezioni, vanno sempre molto lontano nella vita.
P.S. 3 Comprendo i dubbi di chi questa F1 la detesta, e sono tanti, direi tutti quelli che la seguono dal primo decennio del nuovo millennio andando indietro. Ma nessuno può dire che guidare queste macchine sia più facile che guidare quelle di quarant’anni fa. E’ vero che ora in curva si frena, ma ci sono tante altre cose da tenere sotto controllo, per arrivare primi. E così come non è detto che Andrea alla guida delle macchine dell’era di Senna e Prost avrebbe potuto combattere con loro, non è nemmeno detto il contrario.
P.S. 4 Anche Hamilton vinse il campionato alla seconda stagione. Ma lui arrivò all’ultima parte di stagione col braccino, e gli diedero un bell’aiuto non Glock, ma Pat Symonds e un fornitore austriaco della Ferrari. E nemmeno lui aveva una carriola. E come compagno aveva Kovalainen, non uno come Russell. In questo senso, credo che l’impresa di Andrea sia più significativa di quella di Lewis ormai 18 anni fa.
P.S. 5 Andrea, Albertone e ci metterei anche Alex (rispettivamente da Casalecchio, San Lazzaro di Savena e Castel Maggiore) hanno in comune una cosa, che Ricciardo ha ben definito in un’intervista concessa recentemente al podcast ufficiale della F1: l’ignoranza, intesa nel senso buono, il fatto, cioè, di ignorare quello che sta intorno ma badare a sè stessi e al risultato. Risultando, nel contempo, sempre gentili e disponibili con tutti e senza salire mai su quel piedistallo sul quale salgono spesso i grandi campioni.
P.S. 6 A Lewis che si lamenta dei commissari che vogliono far vincere il compagno, e parla di vittoria rubata, faccio notare che è riuscito nella mirabile impresa di mandare per prati il suo compagno, che era davanti alla corda, e di uscire di pista lui stesso perchè era troppo preoccupato a mandare largo Charles. La vittoria l’ha persa da solo, non per colpa del compagno, indipendentemente dal fatto che avrebbe anche potuto aspettare e che la curva probabilmente non l’avrebbe mai fatta. E se fosse stato in pista, l’avrebbe semplicemente fatto ripassare senza prendersi la penalità.
P.S. 8 L’incidente occorso a Bottas dimostra una volta di più la grande incoerenza della FIA, che da una parte parla di sicurezza e dall’altra non controlla a sufficienza quello che fanno i team. Non è infatti la prima sospensione che si rompe in Cadillac. E va bene che sia successo qui e non a Las Vegas, fra i muretti.
P.S. 9 Ora resta solo la lotta per il secondo posto in campionato. Mancano 4 gare, ma due sono in forse. Molto in forse. Intanto, la settimana prossima, si va in Brasile, ma non è improbabile che, a trofei assegnati, arrivi in settimana un annuncio, non certo a sorpresa.
P.S. 10 Infine, permettetemi una nota personale: ero un ragazzino di 14 anni, abitavo a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, e in un tema scrissi che a trent’anni mi vedevo campione del mondo su una Ferrari. Ovviamente, non ci sono neanche andato vicino. Ma mai avrei pensato che, 45 anni dopo quel tema, un ragazzo cresciuto come me in un grande paese alle porte di Bologna sarebbe riuscito a realizzare quel mio sogno, seppur alla guida di una Mercedes (per fortuna, aggiungo).