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ANTONELLI SUPERA L’ESAME DI SPA. RUSSELL NON SI PRESENTA.

L’università della Formula 1. Ma, forse, sarebbe più adeguato paragonarla all’esame di analisi 1 o, ancora meglio, meccanica razionale. Non sempre li passi al primo colpo, anzi, se te le li levi di torno al secondo sei comunque bravo.

E per Andrea da Casalecchio questa è la seconda volta. La prima non andò benissimo, mentre stavolta ha studiato bene. Il suo compagno, che due anni fa lo passò ma fu poi bocciato perchè aveva consegnato in ritardo, non è invece sicuro di essere preparato abbastanza. O, meglio, sostiene che non gli abbiano dato gli appunti giusti e, come suo solito, si lamenta.

E, così, l’italiano la piazza in pole, mentre l’inglese si ritrova in seconda fila alle prese con presunti problemi di potenza in rettilineo. Problemi che aveva anche Leclerc, che lo affianca, ma li ha risolti.

La partenza è la dimostrazione dell’assurdità di questo regolamento alla Mario Kart. Antonelli parte molto bene, ma nella discesa verso l’Eau Rouge Verstappen lo passa come se fosse fermo, salvo poi farsi sverniciare nel successivo rettilineo verso il Kemmel. E non è questione di scia, bensì di come viene usata l’energia. Tanto è vero che Leclerc ne passa tre e si ritrova secondo. Stesso discorso per Hamilton, che riesce a superare Russell. Quest’ultimo però frena tardissimo e lo ripassa in curva 5 all’esterno, ma invece di prendere l’interno della curva successiva, lo stringe e finisce nella ghiaia, terminando la sua gara. A Lewis vengono comminati ingiustamente 5 secondi di penalità.

Dietro i primi regna il caos, con macchine che si superano, risuperano e si toccano.  Esce la Safety Car per consentire la rimozione della macchina di Russell, e 4 giri vanno via così. Quando si riparte, non succede sostanzialmente niente. Antonelli mette subito una bella distanza fra sè e Leclerc, che viene passato facilmente da Verstappen al giro successivo.

Al giro 6, Piastri affianca Leclerc e i due percorrono assieme il rettilineo verso curva 5. Arrivati alla frenata, Charles allarga impercettibilmente verso sinistra, quel tanto che basta per toccare l’australiano, che non ha alzato il piede, rintuzzando l’attacco. Poco dopo, Oscar viene superato da Hamilton, che si mette subito in coda al compagno di squadra, che viene investigato per il contatto precedente.

L’inglese sembra più veloce del monegasco, che però si difende, e dal box non arrivano ordini. Poi Charles ripristina le distanze.

Al giro 18 Verstappen effettua la sua sosta. Ma subito dopo viene attivata la Virtual Safety Car, per motivi non spiegati. Ma dura troppo poco per consentire a qualcuno di approfittarne. Antonelli si ferma comunque ai box per coprirsi dall’undercut.

Le due Ferrari, al momento prima e seconda, proseguono, quando si attiva ancora una volta la Virtual Safety Car, che viene mantenuta abbastanza per consentire alla Ferrari di effettuare la sosta con entrambe le macchine. Leclerc riesce ad uscire davanti ad Antonelli e Verstappen, e non appena rientra in pista la VSC viene tolta.

Si ripete così la situazione di Silverstone, con Antonelli cacciatore e Leclerc preda. Questa volta, però, Andrea non sembra avere un passo superiore, anzi, Charles è inizialmente più veloce, e il bolognese fatica a superare Norris, che non ha ancora fatto la propria sosta. Ci riesce al giro 26, quando si trova a 3 secondi dal ferrarista.

Ma bastano 8 giri affinchè avvenga l’inevitabile sverniciatura da parte del pilota di Casalecchio ai danni della macchina di Maranello.  Andrea però non va via e Charles prova a tutti i costi a restare entro il secondo di svantaggio. 

Ma non ci riesce, e finisce così con Antonelli che torna a vincere e guadagna 25 pesantissimi punti rispetto al compagno di squadra. Seguono un Leclerc ancora magistrale, Verstappen, Hamilton cui a penalità è costata il podio, Piastri, Hadjar, Norris, Lindblad e Colapinto.

Fra una sola settimana si va in Ungheria, in un circuito che è l’esatto opposto di Spa. E, magari, riserva qualche sorpresa. Anche se, quest’anno, di sorprese sarebbe meglio non vederne.

P.S. Il campionato ha ormai preso una certa piega. Pur non condividendo il costante massacro che i commentatori italiani fanno nei confronti di Russell, non si può non dire che quest’ultimo non stia assolutamente reggendo il confronto, sotto nessun punto di vista. L’incidente con Lewis, come ha ammesso lui stesso, è stato un incidente di gara. Aveva a destra tutto lo spazio che voleva, ma si è dimenticato di essere in lotta per il mondiale, segno di poca lucidità.

P.S.2 Lo scorso anno, di questi tempi, Norris stava vivendo la stessa situazione con Piastri. Ma Andrea non è Oscar, questo sembra molto chiaro.

P.S 3. Molto furba la scelta di non far vedere le velocità massime per nascondere il famigerato super-clipping. Essendosi resi conto dello strazio all’ultimo momento, e non avendo il tempo di adattare la grafica, o non volendo lasciare un buco in mezzo, per tutto il week-end non si è vista la classica sovrimpressione a coprire l’halo. Ridicoli.

P.S. 4 Ma avrebbero potuto anche farla vedere, perchè la fan base della Formula 1 attuale è per la stragrande maggioranza formata da persone che non fanno caso a queste cose. E al fatto che a lasciare scrivere i regolamenti agli ingegneri, questo è il minimo che ti puoi aspettare. 

P.S. 5 Bobbi vuole convincerci che è la scia che aiuta i sorpassi al primo giro. Probabilmente i commentatori hanno ricevuto istruzioni ben precise su quello che possono dire a proposito di questa situazione.

P.S. 6 Vanzini si fa cacciare dall’uscita della pit-lane perchè semplicemente lì non si può stare, e pretende pure di essere bravo a mantenere la calma. E’ l’esatta rappresentazione di una certa italianità becera del tipo “ma cosa vuoi che succeda”. 

P.S. 7 Giusto per chiarire i dubbi che ho visto nei commenti, io che vinca Andrea o che vinca Charles sono contento esattamente uguale. L’importante è che chi non vince arrivi secondo.

* immagine in evidenza dal sito www.formula1.com.

LECLERC RITROVA IL FEELING E VINCE A SILVERSTONE. RUSSELL RITROVA LA FORTUNA.

Silverstone, dove tutto è cominciato, 76 anni fa. E dove, 75 anni fa, la Ferrari ottenne la sua prima vittoria. E si vede che la SF-26, dopo l’opaca prestazione in Austria, ha deciso di ritrovare un po’ di vigore, sovvertendo le previsioni della vigilia e mostrando una competitività del tutto inaspettata.

Hamilton la piazza in pole nella garetta, ma nulla può contro la superiorità imbarazzante di Andrea da Casalecchio, che lo lascia sfogare per metà gara, e, quando decide che è il momento di passare, lo fa, segnando pure il giro più veloce all’ultima tornata, e lasciando il compagno padrone di casa quarto a 10 secondi.

Nelle qualifiche, continua il dominio bolognese, ma subito dietro ci sono entrambe le Ferrari, con Leclerc davanti ad Hamilton. E Russell ad inseguire.

Allo spegnimento delle 5 luci rosse, Antonelli riprende la vecchia abitudine di partire al rallentatore, e le due rosse gli si mettono davanti. Ma Lewis si è mosso impercettibilmente prima del tempo, e si becca 5 secondi di penalità. In pista, verrà comunque superato dall’italiano della Mercedes, mentre Charles è già a debita distanza.

Il primo a fermarsi è Verstappen seguito, diversi giri dopo, da Hamilton e Russell. Questi ultimi due usciranno dai box a parti invertite, ma entrambi dietro l’olandese.

Esattamente a metà gara, si ferma Leclerc e, poco dopo, anche Russell deve entrare una seconda volta per una foratura.

Antonelli allunga moltissimo il suo stint e rientra 10 giri dopo Charles. Il distacco, all’uscita dai box, è di 7 secondi ma con un ritmo indiavolato gli riprende quasi 2 secondi al giro. Senonché, qualcosa si rompe sulla sua Mercedes, che diventa inguidabile e lo costringe ad abbandonare non solo ogni velleità di vittoria, ma anche la zona punti, nonostante tenti di arrivare stoicamente in fondo.

Con le due Ferrari saldamente in testa, Verstappen terzo e Russell quarto, ci pensa la Red Bull dell’olandese a movimentare il finale di gara. Come accaduto in Austria, la sua ala posteriore si chiude in ritardo e lo spedisce nella ghiaia. Esce così la Safety Car, quando mancano 4 giri alla fine. La Ferrari fa entrare entrambe le macchine, ma Lewis esce terzo dietro Russell. 

Non c’è più tempo per riprendere la gara, e finisce così con Leclerc che ritrova la vittoria dopo quasi due anni, seguito da Russell che arpiona un secondo posto insperato, Hamilton che viene graziato dopo avere ignorato le bandiere gialle, poi Norris, Hadjar, Lawson, LindBlad, Bortoleto, Colapinto e Gasly.

Fra due settimane si correrà a Spa, altro circuito dove la Ferrari prevede di essere molto indietro. Speriamo abbiano ragione, come avvenuto per Silverstone. 

P.S. La gara odierna è dedicata a tutti quelli che, dopo la vittoria di Barcellona, hanno detto “vedete che la Ferrari ha sbagliato a puntare su Leclerc, in tutti questi anni?”. Sono molti di più di quelli che si crede.

P.S. 2 il sette volte campione del mondo oggi ha commesso due distrazioni per le quali è stato graziato. A lui, però, vengono perdonate, sempre dai soliti che sostengono che alla Ferrari serve il grande (ex) campione.

P.S. 3 sia chiaro che non ho nulla contro Lewis, anzi, lo ammiro per la fame che ha ancora.  

P.S. 4 Oggi la Ferrari era forte come la Mercedes. Sì, perchè a stare assieme alle rosse era solo Andrea. Russell senza la sfortuna altrui arrivava quinto. Essendo un gentleman, lo ha candidamente ammesso, nelle interviste post-gara. Ma se va avanti così, il mondiale finisce ben prima dell’ultima gara.

P.S. 5 la farsa della mancata ripartenza all’ultimo giro è chiaramente dovuta ad una chiamata di Toto in direzione gara, il quale ha ricordato che dopo Abu Dhabi 2021 è stata inserita una regola che prevede che si riparta solo dopo che i doppiati si sono riallineati. Regola stupidissima che evidentemente vale anche in altre categorie, se è vero che oggi, nella gara ELMS di Imola dopo una SC data per recuperare una vettura uscita alla Rivazza si sono dovuti attendere 10 minuti per consentire alla trentina di doppiati (su 47 auto partite) di rimettersi in fila. Ovviamente, tutto questo non giova allo spettacolo, oggi però alla Mercedes sì.

P.S. 6 a fine anni Novanta, nel campionato CART si erano inventati un dispositivo aerodinamico chiamato Handford device, che, usato sugli ovali, toglieva di colpo decine di km/h a chi si portava in testa, col risultato di avere gare con centinaia di cambi di leader. Piloti e spettatori erano esaltati, ma i sorpassi erano chiaramente fasulli. La stessa cosa sta succedendo adesso grazie all’overtake mode, ancora di più rispetto a quanto avveniva col DRS, che paradossalmente era più accettabile da un punto di vista sportivo. Però tutti sono contenti e finchè vincono Leclerc e Antonelli in definitiva va benissimo così.

* immagine in evidenza dal sito www.formula1.com

RUSSELL TORNA A VINCERE IN AUSTRIA. FERRARI TORNA INDIETRO.

La bandiera gialla. Significa mare mosso. O pericolo. Dipende.

Sulle montagne austriache, la Ferrari porta il motore potenziato, e grazie ad una bandiera gialla, potrebbe monopolizzare la prima fila. Ma la FIA la pensa diversamente, e di questo parleremo nei P.S..

E così in pole parte Russell, che ritrova il passo del leader, davanti a Leclerc, che a sua volta ritrova la superiorità sul compagno, che è comunque terzo. Andrea da Casalecchio, che le bandiere le rispetta, si ritrova quarto.

Allo spegnimento dei semafori, i primi scattano nell’ordine, ma già dalle prime curve Leclerc capisce che oggi non sarà giornata. Prima subisce l’attacco prepotente di Hamilton, e poi quello di un impaziente Antonelli, il quale lo supera, va lungo, ridà la posizione ma nel farlo la perde anche da Verstappen, che supera pure Leclerc e si ritrova in terza posizione.

Dopodichè… passiamo direttamente alle fasi finali, dove ritroviamo le Ferrari quinta e ottava, Russell primo e Andrea terzo incollato a Verstappen secondo. I tre sono racchiusi in altrettanti secondi e l’italiano è incollato all’olandese, ma non riuscirà a passarlo.

Finisce così con Russell nuovamente vincitore, di poco davanti a Verstappen che si porta dietro Antonelli. Poi, staccati di oltre 20 secondi, Piastri, Hamilton, Hadjar, Norris, Leclerc a 45 secondi, e infine, doppiati, Lawson e Lindblad.

Fra una sola settimana si correrà a casa di Russell. Ad attenderlo, 570000 spettatori. Le bandiere gialle non saranno sicuramente un problema.

P.S. La bandiera gialla non significa necessariamente pericolo. Lo ha detto George. Il regolamento dice altro. Ma la FIA non perde occasione per essere incoerente, e quello di ieri è un episodio destinato ad essere un pericoloso precedente.

P.S. 2 Nuovamente, l’inglese non può più dire di non essere assistito dalla fortuna, che sta evidentemente ritornando anche dalla sua parte. Ma nel campionato resta secondo. E non è difficile immaginare che possa rimanerci.

P.S. 3 Come spesso è successo negli ultimi 20 anni, non appena sembra che gli aggiornamenti funzionino, e si crea un minimo di fiducia, la Ferrari sprofonda. Neanche il tempo di dire che, forse, il giudizio su Vasseur era sbagliato, che subito la sua squadra ritorna mediocre, segno che, evidentemente, ogni sprazzo è frutto delle circostanze. 

P.S. 4 Leclerc finito a 20 secondi dal compagno significa che una tendenza che si manifesta fin dalle prime gare sta diventando una regola, molto deludente per lui e per i suoi tifosi. Urge invertirla, questa tendenza. A maggior ragione se pure Jean definisce inappropriati i paragoni fra la sua storia con la Ferrari e quella di Charles.

P.S. 5 Andrea deve imparare ad essere più paziente. 3 lunghi nei primi due giri gli sono costati il secondo posto e, forse, la gara.

P.S. 6 CVD l’ADUO non è servito a niente. E in un circuito di motore la Red Bull è rimasta attaccata alla Mercedes, segno che le analisi della FIA non erano poi così sbagliate.

P.S. 7 La macchina di quel gran genio di Newey si è beccata 3 giri. Sarà veramente tutta colpa del motore? Pare di no.

* Immagine dal sito www.formula1.com

 

HAMILTON RESUSCITA E VINCE A BARCELLONA. ANDREA SFORTUNATO.

Montmelò, dove “se la macchina va bene qui, ecc. ecc.”.
La Ferrari si presenta con un “container di aggiornamenti” (cit.), e si vede. A dispetto dei 30 cv. in meno (vedi p.s.), Russell la piazza in pole a pochi millesimi da un redivivo Hamilton, con Andrea da Casalecchio terzo. Leclerc la piazza invece contro il muro (vedi altro p.s.).

La domenica fa un gran caldo. Hamilton monta la gomma più morbida, scelta che dovrebbe servire per recuperare la posizione in partenza, ma probabilmente il motivo è un altro.

Russell parte bene, si tira dietro Hamilton per il primo giro e poi al secondo lo lascia già a quasi 2 secondi, con Antonelli terzo.
Leclerc ha effettivamente recuperato 3 posizioni, portandosi in settima posizione, dalla decima in griglia, ma lui ha la gomma a mescola media.

Al giro 8, mentre Russell ha già 3 secondi di vantaggio su Hamilton e 5 su Antonelli, Leclerc si porta in sesta posizione con un bellissimo sorpasso all’esterno su Piastri.

Al giro 12 si ferma Hamilton per montare gomma dura. Questo porta anche Russell a fermarsi, imitato da Verstappen, che era sotto attacco da parte di Leclerc.

Antonelli si ferma al giro 15, mentre Leclerc viene fatto attendere fino al 17, e così si ritrova ad 8 secondi da Verstappen. Ma il monegasco inizia a girare come un forsennato, più veloce anche dei primi, e a colpi di 1 secondo al giro si riporta vicino all’olandese.

Al giro 28, mentre si trovava a 2.7 sec. da Russell, con Antonelli a soli 1.2, Hamilton si ferma per la sua seconda sosta, per montare gomma media.

Al giro 31, Antonelli ha raggiunto Russell. Le due Mercedes non si fermano, e Hamilton è virtualmente davanti. Andrea prova una prima volta al giro 33 in curva 1. Ma mentre i due compagni di squadra lottano, Lewis gira oltre 2 secondi più veloce. A questo punto è chiaro che ha una sosta in più da fare, ma con questo passo, potrebbe essere in grado di vincere la gara.

Al giro 37, Russell viene chiamato ai box, e Andrea ha così strada libera, ma anche lui viene immediatamente richiamato. Lewis diventa leader, e continua a segnare tempi ottimi. Ora ha 16 secondi di vantaggio su Russell, con una sosta da fare.

Al giro 40 si ferma Alonso in curva 9, si attiva la Virtual Safety Car ma Hamilton è appena passato davanti al traguardo. Ovviamente Leclerc aveva appena fatto il suo pit-stop e Verstappen riesce a stargli davanti. Hamilton si ferma e riesce a mantenere la testa. La Virtual Safety Car viene tolta esattamente nel momento in cui l’inglese rientra in pista, e rimane così leader, con le soste terminate.
Mancano 24 giri e ha le gomme 5 giri più fresche.

Lewis accumula rapidamente oltre 5 secondi di vantaggio, e si porta al riparo da un’eventuale penalità per infrazione sotto bandiera gialla, che comunque non arriva.

Al giro 53, Andrea torna sotto a Russell, e reclama di avere molta più velocità. All’inglese viene chiesto di accelerare. Antonelli ha fatto più di 3 track limits, e teme di prendere penalità. Dietro di lui, Norris è a meno di 2 secondi.

L’italiano attende il giro 62 e poi affonda l’attacco, con l’inglese che si difende per qualche curva e poi lo lascia andare. Ma nel duello evidentemente si sono toccati, e il numero 12 ha l’ala rotta. Quel che è peggio, però, è che la macchina lo pianta in asso. La stessa cosa accade a Leclerc, che viene abbandonato dal power steering.

Viene attivata la Virtual Safety Car, che dura qualche giro e viene tolta al penultimo.

Finisce così con la splendida prima vittoria in rosso di Hamilton, davanti a Russell, Norris, Verstappen, Piastri, Hadjar, Gasly, Colapinto, Lawson e Linblad.

Fra due settimane si correrà in Austria, e ora il mondiale sembra avere preso una strada differente.

P.S. Devo essere sincero, ero sicuro che l’investimento su Hamilton fosse un grande errore. Qualche dubbio fra ieri e oggi mi è venuto. Non si vince una gara così, dopo tutto quello che ha passato lo scorso anno, a 41 anni, se non si è enormemente sul pezzo. E lui lo è.

P.S. 2 Devo ri-essere sincero, ero sicuro, e l’ho pure scritto, che la Ferrari anche quest’anno non avrebbe battuto un chiodo. Anche in questo caso qualche dubbietto mi è venuto, se non altro perchè questa è la prima volta, da almeno 20 anni, che un pacchetto di aggiornamenti funziona alla grande, per di più su una pista che più ostica non si potrebbe.

P.S. 3 “provo solo vergogna”, ripetuto 5 volte. E poi “anche se vinco, non cancello la vergogna”. Sorvolando sull’errore, che arriva a 6 giorni di distanza da un altro in casa sua, questo tipo di affermazioni non fanno altro che mettere in piena evidenza i limiti di Charles. A furia di dichiarazioni negative, una volta per colpa propria e un’altra per colpa della macchina, la gente inizia a pensare che sei un lamentoso e i lamentosi non diventano campioni del mondo. E chi ha vinto oggi si è sempre lamentato molto poco, anche quando le cose non funzionavano.

P.S. 4 Red Bull miglior motore, con Toto che se la ride. Indipendentemente dal fatto che le valutazioni della FIA siano giuste (ma sono state fatte secondo i criteri suggeriti dai costruttori), quello che emerge è che la Ferrari ha il 6% di potenza in meno rispetto al motore migliore. Circa 30 cv. Gli stessi che il 12 cilindri a V di 180° (non scrivo “boxer” perchè non lo era) aveva in più rispetto al Cosworth “economico e di facile installazione” (cit.). Sappiamo già che è stata una scelta di progetto, perchè è meglio guadagnare 5 posizioni in partenza che perdere 1 decimo al giro. Ma se parti in prima fila, non c’è bisogno di guadagnare 5 posizioni, e il decimino, che si è visto anche oggi, si può compensare solo se si è perfetti, come lo sono stati a Barcellona. Con Hamilton.

P.S. 5 Anche Antonelli è stato colpito dalla sfortuna, così Russell non può più lamentarsi. Ma deve tenere presente che l’altro gli era davanti. E, ancora peggio, che Toto ha dichiarato che hanno perso la gara per non avere voluto dare un team order. Che era poi quello di far passare l’italiano davanti all’inglese nel momento in cui i due stavano lottando la prima volta.

P.S. 6 Abbiamo il più giovane che batte tutti record e guida il mondiale, il più vecchio che torna a vincere con la Ferrari. Chissenefrega della ricarica, delle batterie, ecc.

P.S. 7 Ve l’avevo detto.

ANTONELLI SBANCA MONTECARLO. TUTTO IL RESTO NON ESISTE.

Il circuito più criticato dell’intero calendario. Ma anche il più affascinante. Se si corre qui, non è certo per lo spettacolo, a meno che non parliamo di divertirsi vedendo detriti di carbonio sparsi sulla pista. E, qui, solo i grandi campioni vincono dominando in lungo e in largo, nonostante safety car e bandiere rosse.

La Ferrari quest’anno ha preparato l’auto unicamente per vincere a casa di Leclerc, ed è pronta per monopolizzare la prima fila. E invece no, perchè a prendersi la prima posizione è Andrea da Casalecchio, che con un giro incredibile sopravanza di soli 43 millesimi Verstappen. Le macchine di Maranello si ritrovano in seconda fila, con Leclerc, quarto, autore di ben due errori nel Q3, con il secondo all’ultimo tentativo, quando sembrava poter mettere a segno un tempo da pole.

Allo spegnimento dei semafori, Verstappen rimane piantato, mentre  Antonelli parte benissimo. Per l’olandese è il ritiro, e per l’italiano è una porta spalancata verso la vittoria.

In pochi giri, Andrea scava un solco fra lui e le due Ferrari. Il suo vantaggio sale fino ad oltre 5 secondi, per poi scendere a circa 3 al giro 18, complici alcuni doppiaggi, e tornare a 5 al giro 20. Dietro di lui, Hamilton ha ben 6 sec. di vantaggio su Leclerc, il quale a sua  volta ha 13 sec. su Hadjar, che sta bloccando Russell.

Al giro 28, il vantaggio di Antonelli è già di 12 sec., con Leclerc che si avvicina al compagno di squadra, e ha 27 secondi su Hadjar, alle prese con problemi di graining e di motore.

Hamilton è il primo a fermarsi, al giro 29, per montare gomme dure. Nel farlo, supera il limite di velocità ai box e si prende una penalità di 5 secondi. Dopo 3 giri, è il turno di Russell, che rientra in ottava posizione ma supera pure lui il limite di velocità, beccandosi i proverbiali 5 sec.. Al giro successivo si ferma Hadjar, che però non riesce a restare davanti all’inglese.

Andrea ancora non si ferma, e il margine che ha accumulato è ormai sufficiente a consentirgli di fermarsi restando davanti a Leclerc, secondo e non ancora fermatosi. Il pilota di casa esegue la sosta al giro 36, e, a questo punto, l’italiano è l’unico a non averlo ancora fatta. Con gomme molto vecchie, continua a girare più veloce anche di coloro che le hanno già cambiate. Il suo vantaggio su Hamilton, ritornato secondo, continua infatti ad aumentare. Si ferma, finalmente, al giro 37, e il suo vantaggio scende a 13 sec.

Al giro 43, a Norris viene chiesto di tenersi dietro Russell per consentire a Piastri, al momento quarto, di fermarsi mantenendo la posizione. Il povero George si ritrova quindi nuovamente bloccato da una macchina molto più lenta della sua Mercedes, mentre il suo compagno continua indisturbato la sua cavalcata a suon di giri veloci. Al giro 45, comunque, la macchina di Lando (o, meglio, ancora una volta la batteria) cede.

Piastri è l’ultimo a fermarsi al giro 49, ma è troppo tardi, dopo il ritiro di Norris, Russell aveva già recuperato tutto lo svantaggio.

Al giro 50, Leclerc si porta sotto i 5 secondi da Hamilton, ed è virtualmente in seconda posizione.

E al giro 54, Antonelli raggiunge Russell per doppiarlo, l’inglese tenta di evitarlo aumentando un po’ il passo, ma poi è costretto a far passare il compagno di squadra.

Al giro 60, Stroll pensa bene di interrompere la cavalcata di Andrea, andando a sbattere e provocando l’uscita della safety car. Le due Ferrari vengono chiamate dentro entrambe, e così Charles deve aspettare che Hamilton sconti la penalità, perdendo così la seconda posizione. Ovviamente il monegasco non è contento e pretende spiegazioni.

Incredibilmente, Mercedes non fa scontare la penalità a Russell, e la cosa gli costerà un dolorosissimo drive through.

Si riparte al giro 65, ma Leclerc va a muro esattamente come Stroll, all’ultima curva. Esce nuovamente la safety car, con Hadjar che si ritrova terzo, con Russell alle calcagna. Ma al giro 68 viene esposta la bandiera rossa. Il motivo è che nella curva dove sono usciti Lance e Charles, l’asfalto si sta sgretolando.

Si riparte con 9 giri da percorrere, e partenza da fermo. Andrea parte di nuovo benissimo, e riesce a mantenere la testa, tirandosi dietro Hamilton. Alla fine del primo giro lanciato ha già 1.4 sec. di vantaggio. Dietro di loro, Russell, che deve ancora scontare il drive through, Gasly, che deve scontare 5 secondi, e Hadjar, anche lui sotto investigazione.

Al giro 73, Russell sconta la penalità e rientra in 14a posizione.

Non ce n’è per nessuno, Antonelli fa il giro più veloce, con un tempo vicino a quello della qualifica, e chiude un week-end dominato senza “se” e senza “ma” con 6 secondi di vantaggio su Hamilton, Hadjar miracolosamente terzo dopo una gara estremamente complicata, Piastri, Lawson, Lindblad, Gasly, Albon, Ocon e, udite udite, Perez che porta i primi punti alla Cadillac.

Andrea da Casalecchio ha preso il largo in campionato. Fra una sola settimana si va a Barcellona, e lì sicuramente la Mercedes tornerà a dominare. Dico “tornerà” perchè a Monaco non ha dominato l’auto, ma il pilota.

P.S. La gara di oggi penso basti a spiegare a chi continua a sostenere che Andrea vince grazie all’auto, che in realtà il ragazzo vince perchè è veramente il migliore. Chiedere a Russell.

P.S. 2 Andrea si deve essere rivisti molte volte Monaco 1988. Per non distrarsi, come fece Senna quell’anno, il modo migliore è fare, ogni tanto, un giro veloce.

P.S. 3 In questo week-end ho parlato con diverse persone che, per varie ragioni, hanno avuto a che fare con lui o con suo padre. Tutte mi hanno detto la stessa cosa: si vedeva che era un fenomeno fin da quando era un bambino e correva nei kart. Senza alcun dubbio.

P.S. 4 Una cosa che ho sentito è che quando correva in kart, al termine dei test si fermava con i tecnici per capire come migliorare, mentre gli altri se ne andavano prima possibile. La stessa identica cosa l’ho sentita dire da chi ha lavorato sia con i campionissimi sia con chi di gare ne ha vinta una sola “ma che vale come una world cup“.

P.S. 5 Voglio tanto bene a Charles, devo dire che in un duello fra Andrea e lui non saprei per chi tifare, ma gli errori che ha commesso questo week-end, mentre il compagno anziano era il meglio degli altri, non sono accettabili. Se la colpa è di scelte tecniche differenti, è comunque una sua responsabilità. Lui deve stare davanti a Lewis, sempre e comunque, e deve fare anche scelte migliori. Altrimenti sono guai.

P.S. 6 Temo che la gara di oggi abbia rivelato ciò che è in realtà Russell, e cioè un pilota tipo Bottas o Berger. Buono per vincere qualche gara quando la macchina è buona e non ha un compagno di squadra forte, o quando quest’ultimo glielo permette.

P.S. 7 “Le macchine ibride non dovrebbero correre”, Nando dixit. Ma lui è vecchio, e, quindi, non va ascoltato.

P.S. 8 L’abolizione delle ali mobili, e la conseguente non necessità del relativo attuatore, ha fatto sì che al suo posto venissero messi orribili orpelli atti a creare un po’ di carico aerodinamico in più. I classici buchi del regolamento, peccato che vadano sempre a discapito dell’estetica.

* Immagine in evidenza dal sito www.formula1.com