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ANDREA VINCE LA GARA DI NORRIS AL MADRING

Il costante e inesorabile miglioramento della sicurezza che caratterizza la Formula 1 dagli anni Novanta porta il circus in uno dei circuiti più assurdi che si siano visti nella storia della massima categoria dell’automobilismo. Un budello velocissimo caratterizzato da curve cieche e un grande curvone caratterizzato da un banking mai visto e contornato da tribune.

Ma per lo spettacolo evidentemente un occhio si può chiudere, e anche tutti e due.

Prove libere, qualifiche e gare di contorno vanno tutto sommato bene. Rispetto alle attese. Qualche bandiera rossa e una ammucchiata nella sprint di F3, niente di particolarmente degno di nota.

La griglia della F1 vede Norris in pole di pochissimo davanti ad Antonelli e Verstappen, con i piloti Ferrari, chiaritisi in settimana, a seguire.

La partenza è caotica. Antonelli e Verstappen tagliano la prima chicane. Andrea taglia anche la seconda e ridà la posizione, a Norris, ma la perde anche nei confronti di Max. Il quale, però, dovrebbe ridare la posizione ad Hamilton, che in realtà lo ha spinto fuori. La cosa che gli viene comunicata al giro 4, e le posizioni da ridare sono quindi due.

L’olandese si rimette dietro a Lewis, il quale è alle prese con problemi ai freni, e, infatti, dopo poche curve si fa ripassare e lascia andare pure Leclerc, per poi ritirarsi.

Al giro 14, Stroll resta fermo in pista, e viene attivata la VSC con molto ritardo, ma proprio quando Norris è transitato davanti all’entrata box. Antonelli e Verstappen ne approfittano per fare la sosta. Lando viene richiamato, ma proprio quando sta per entrare viene tolta la VSC e, fra l’altro, il cambio gomme  è particolarmente lento. L’inglese esce quindi in quinta posizione dietro anche a Russell. Leclerc non si è fermato ed è ora in testa alla corsa.

Al giro 29 Russell, incalzato da Norris, si ferma per la sua seconda sosta.

Al giro 45 Leclerc non si è ancora fermato, e i 3 dietro di lui si stanno avvicinando, a lui e fra loro. Solo 1.4 sec. separano Verstappen da Antonelli, e Norris è a meno di un secondo da Max. Charles non si ferma perchè il vantaggio su Russell è tale da fargli conservare la quarta posizione, e gli strateghi della Ferrari sperano che accada qualcosa.

Ma ovviamente non succede niente, e il ferrarista viene chiamato al box al giro 48, uscendone con soli 2.3 sec. di vantaggio su Russell. Andrea ora ha strada libera, ma non riesce a sbarazzarsi di Max. Il quale però deve preoccuparsi di più di Norris dietro di lui.

A due giri dalla fine, approfittando del doppiaggio di due colleghi, l’inglese tenta l’attacco ma l’olandese si difende da par suo. Finisce così con Andrea che vince la sua ottava gara, davanti a Max, Lando, Leclerc, che difende con i denti la posizione su Russel. Seguono Lawson, Colapinto, Piastri, Lindblad,  Hulkenberg,

Ora i punti di vantaggio del casalecchiese sono 81. A voi le opportune considerazioni. 

P.S. la sfortuna non esiste, ma tra un pilota fortunato e uno sfortunato è preferibile avere quello fortunato. Chi lo diceva?

P.S. 2 la sfortuna non esiste, perchè in realtà è stata la direzione gara che ha deciso di alterare il risultato della gara rubando a Norris un successo meritato. Chissà se nella testa del direttore gara è balenata l’idea di attendere un attimino. Magari ha pensato che ci sia ancora un vecchio debito, risalente a 5 anni fa, da saldare.

P.S. 3 La Ferrari è chiaramente la quarta forza. Ma dopo il week-end di Monza, è stato individuato chiaramente il suo problema. Si chiama Charles Leclerc. Il quarto posto di oggi è frutto solo del ritiro di Hamilton, che avrebbe certamente lottato per la vittoria.

P.S. 4 Abbiamo Vasseur ed Hamilton che stanno lavorando duramente per risollevare le sorti della squadra, come si può evincere dal perfetto allineamento delle loro dichiarazioni dopo le qualifiche. E l’insuccesso di oggi è stato dovuto solo alla sfortuna, parola di Fred. Dove per “sfortuna” si intende la mancanza di sfighe degli gli altri (leggi assenza di SC, VSC e bandiere rosse). Complimenti.

P.S. 5 E’ ormai chiaro che Russell per quest’anno ha abbandonato ogni velleità (rif. alle ultime due righe dell’articolo). Non aggiungo altro.

P.S. 6 Non c’è stato il festival delle bandiere rosse e delle safety car, ma la previsione di una gara noiosa si è puntualmente avverata. Sicuramente l’evento è stato un grande successo per la città di Madrid, ma ha senso sacrificare la sicurezza per avere uno spettacolo del genere?

P.S. 7 E, come ampiamente previsto, arrivati a metà campionato hanno capito tutti come usare i nuovi ammennicoli legati al recupero d’energia, e ora ci troviamo con piloti che non fanno più i piloti e gare noiose esattamente come prima.

P.S. 8 A Misano ha vinto uno spagnolo, a Madrid ha vinto un italiano. Mi sembra giusto.

P.S. 9 A proposito dei primi 2 P.S., vi consiglio di vedere, quando arriverà sulle piattaforme, il film “Ferrari 250 GTO – L’auto di Mauro Forghieri che salvò Maranello”. Così odierete ancora di più la gestione attuale.

 

ANTONELLI LEGGENDARIO A MONZA. FERRARI DISASTROSA.

Il tempio della velocità. Che quest’anno è decisamente minore, ma tanto agli appassionati non interessa.

Ma, comunque, i motori Mercedes sono in grande spolvero, con Gasly sorprendentemente in pole, Russell secondo e le due Ferrari in seconda fila. Come ampiamente anticipato, Andrea parte ultimo, per cambio dell’intera power unit.

Allo spegnimento dei semafori, mentre la prima fila va via in ordine, si accende la lotta inutile fra le due Ferrari. Alla prima staccata, Hamilton attacca all’interno Leclerc, allargando anche un po’ la traiettoria. I due fanno la prima curva affiancati, ma Leclerc tiene la sua, di traiettoria, sulla seconda e spedisce il compagno sulla ghiaia.

Al secondo giro, Russell supera Gasly. Ci prova anche Leclerc ma viene subito risuperato. Arrivato alla Ascari, Charles, dopo aver subito il sorpasso da parte di Verstappen, perde la macchina ma la recupera, subendo però anche l’attacco di Piastri verso la parabolica. Nel tentativo di stargli davanti, percorre la curva troppo veloce e con la ruota destra sulla riga bianca, l’auto parte per la tangente e finisce ad altissima velocità contro le barriere.

Inevitabile la bandiera rossa. Nel frattempo, quatto quatto e in soli due giri Andrea è riuscito a recuperare ben 7 posizioni, trovandosi in 12a posizione per la seconda partenza.

Si riparte dopo quaranta minuti, e Gasly viene rapidamente superato da Russell e Verstappen. Nel frattempo, Hamilton si riporta in quarta posizione e Antonelli addirittura in sesta.

Al giro 10 Gasly perde 3 posizioni e sprofonda in sesta posizione, mentre Verstappen si avvicina a Russell. I primi sei sono racchiusi in soli 4 secondi.

Al giro 12, Max supera Russell, mentre Piastri e Antonelli passano Hamilton. E al giro successivo, Andrea supera l’australiano e si porta alle spalle del compagno di squadra.

Al giro 15, Russell ripassa Verstappen, e a quello successivo Antonelli fa lo stesso all’esterno alla curva Grande. Tre giri dopo, Andrea passa in testa. E partiva diciannovesimo, col compagno in pole. I due poi si superano e risuperano per diversi giri.

Ad un certo punto, viene loro detto di mantenere le posizioni e cercare di allungare su Verstappen, che si è riavvicinato. Ma Russell non riesce ad aumentare il distacco.

Al giro 28 Stroll si ferma alla prima variante, e viene attivata la Virtual Safety Car. Antonelli e Verstappen rientrano per cambiare le gomme, ed escono alle spalle di Gasly, in sesta e settima posizione. Andrea si trova a 13 secondi dal compagno di squadra, ma con gomme nuove può recuperare velocemente, visto che i suoi tempi sono di un secondo più veloci rispetto a quelli del compagno in testa.

Al giro 37 l’italiano si riporta in seconda posizione superando Piastri. Quando mancano 16 giri, il divario fra i due è di 8.5 secondi. 

Al 46°, Andrea segna il giro più veloce, mentre Russell inizia a lamentarsi delle gomme. Il distacco è di soli due secondi. Al giro 49 attacca all’esterno di curva 1, Russell va lungo ma perde inspiegabilmente la macchina andando sulla ghiaia all’esterno di curva 2 e perdendo due secondi. Ma bastano due giri per sverniciare Russell andando verso l’Ascari, e mette subito distanza fra lui e il compagno.

A questo punto potrebbe tranquillizzarsi, ma non è da lui e passa sotto la bandiera a scacchi da vincitore segnando il giro più veloce all’ultima tornata, come solo i grandi campioni sanno fare.

E’ un tripudio rosso per un pilota italiano che corre con una macchina tedesca. Ma è giusto così. Antonelli vince davanti a Russell, Verstappen, Norris, Piastri, Hamilton, Lindblad, Colapinto e Tsunoda.

Fra una sola settimana si corre nel nuovissimo circuito di Madrid, denominato “Madring”.  Le prime immagini e i riscontri dei primi test con la F3 fanno pensare ad una americanata europea. Ci consoleremo con l’ultima gara del mondiale disputata su un circuito vero.

P.S. due anni fa, Andrea a Monza fece due giri a cannone per poi stamparla alla parabolica. Lo stesso giorno, annunciarono il suo arrivo in sostituzione di Hamilton. Tanti furono i dubbi, ma in Mercedes dicevano di sapere cosa stavano facendo. Ovviamente avevano ragione. Quello che ha fatto oggi Andrea non può essere in alcun modo attribuito alla superiorità dell’auto, se non in minima parte.

P.S. 2 non si vede come questo mondiale non possa finire a Bologna. La frase “tutto può ancora succedere” va obiettivamente valutata sulla base di quello che abbiamo visto fino ad oggi. Che è evidente.

P.S. 3 è giusto sottolineare l’atteggiamento molto sportivo e professionale tenuto da Russell sia oggi che la settimana scorsa. Colui che fino a due anni fa era il suo compagno di squadra, e che ora veste di rosso, si sarebbe lamentato all’infinito delle strategie diverse. Lui invece ha detto di averle comprese e accettate come la decisione più corretta.

P.S. 4 In Ferrari puntavano tutto sul 2026. E oggi abbiamo visto cosa hanno ottenuto, puntando sul 2026. Turbo piccolo, motore caldo. Poi cambiano parzialmente idea, turbo più grande e motore meno caldo. E le prendono comunque. Alla lunga, viene fuori quello che è, e cioè che la gestione attuale non può dare luogo ad una squadra vincente. Nemmeno con il contributo di Lewis che “finalmente ha ottenuto di andare nella direzione che che voleva”. Ma potevamo supporto già 4 anni fa che sarebbe finita così. L’appuntamento, a questo punto, è per il 2030.

P.S. 5 vale assolutamente la pena fare notare che sul podio oggi c’era Simone Resta, uno che è stato tenuto in naftalina per anni alla Ferrari, e che se ha voluto avere soddisfazioni professionali ha dovuto emigrare. Come tanti altri.

P.S. 6 ci sarebbero altre considerazioni su quanto accaduto fra i due ferraristi alla prima curva, e a Leclerc al secondo giro, ma ve le risparmio così mantengo l’imparzialità che è doverosa nell’articolo. Le considerazioni le avevo già scritte e poi le ho cancellate, eventualmente le posto nei commenti, mettendomi il cappello del tifoso.

NORRIS TORNA ALLA VITTORIA IN UNGHERIA. FERRARI DELUDE.

Hungaroring, ovvero la seconda Montecarlo del mondiale. Dove “se fai la pole hai vinto la gara”. Salvo notabili eccezioni, come Mansell nel 1989.

E in qualifica si è fatto di tutto affinchè i (teorici) favoriti non partano in pole. Pole che si prende un Norris particolarmente in forma, davanti ad Hamilton, che viene però penalizzato, Leclerc e Antonelli, che viene pure lui penalizzato.

Si spengono i semafori e Leclerc parte malissimo, sprofondando in quinta posizione, dietro anche ad Hamilton. Va peggio a Russell, cui entra l’antistallo e sprofonda in diciottesima. Chi, invece, parte come un missile è Piastri, che si accoda al compagno di squadra e lo supera nel corso del primo giro.

Al giro 6 le due McLaren hanno accumulato un discreto vantaggio su Verstappen che è braccato dalle due Ferrari, le uniche ad essere partite con gomma morbida.

L’olandese blocca le due rosse, e Hamilton viene fatto fermare al giro 13. Max si ferma alla tornata successiva, ma si ritrova dietro a Lewis. Ma al giro 15 con una staccata da paura riesce a superare in un colpo solo sia Lindblad che l’inglese.

Al giro 17 si fermano Piastri e Leclerc, e quello successivo anche Norris. Le due McLaren si ritrovano dietro ad Hadjar, che fa riavvicinare il compagno di squadra. 

Antonelli si ferma al giro 23, dopo avere scartato la strategia ad una sosta, e rientra in sesta posizione.

Al giro 30 viene nuovamente richiamato ai box Hamilton, che era visibilmente in difficoltà sia rispetto a Verstappen che rispetto a Leclerc che lo aveva raggiunto.

Al giro 33 rientra anche Piastri, in difficoltà con le gomme e con il compagno di squadra alle calcagna che chiedeva insistentemente di farlo passare. 

Al giro 37 è il turno di Leclerc, sotto attacco da parte di Antonelli e in chiara difficoltà pure lui con le coperture. Contemporaneamente, Piastri perde due secondi a causa di Sainz, che gli tira una ruotata durante il doppiaggio. Norris rientra ai box e, a, a causa di quel contatto, Oscar se lo vede uscire davanti.

Al giro 42 rientra Verstappen, ed esce di pochissimo di fronte a Leclerc,  cui però non riesce l’attacco. 

Al giro 46 Norris supera Antonelli, in testa alla gara non avendo ancora fatto la sua seconda sosta. Andrea riesce però a difendersi da Piastri, tenendolo a distanza, e pensa di andare fino in fondo. Ma il suo box non è d’accordo e al giro 55 lo fa fermare per la sua seconda sosta. Il bolognese rientra in pista subito dietro a Leclerc, in sesta posizione, e con 15 giri da percorrere riprendersi il podio sarà per lui molto difficile.

Al giro 56 il cambio abbandona Piastri, e si attiva la Virtual Safety Car. Norris, Hamiltn e Leclerc si fermano, con l’inglese che perde la posizione su Verstappen, e Leclerc che la perde su Antonelli.

Ma il replay mostra che all’uscita dei box Hamilton era dietro ad Andrea, e gli ridà la posizione. Lewis prova a stargli dietro ma dopo un bello spavento in curva 2 sembra lasciare perdere. Il bolognese si lancia alla caccia di Verstappen per la seconda posizione. L’olandese non ha cambiato le gomme, e perde oltre un secondo al giro. 

Ma i doppiati frenano la sua rincorsa e consentono ad Hamilton di riavvicinarsi. Gli arrivano però 5 secondi di penalità per eccesso di velocità ai box, e, quindi, è inutile per lui tentare il sorpasso.

Finisce così con Norris che torna alla vittoria davanti a Verstappen, Antonelli, Leclerc, Hamilton, Hadjar, Russell, Lawson, Hulkenberg e Lindblad.

Si va in vacanza con Andrea da Casalecchio nettamente davanti nel mondiale. Mancano ancora tante gare, quante non si sa visti gli annullamenti passati e futuri. Ma il campionato ha ormai un padrone indiscusso. 

P.S. Doveva essere la gara della doppietta Ferrari e, invece, è stata la gara del solito quarto e quinto posto. Inutile dire che così il mondiale non si vince.

P.S. 2 Se quando la gara sembra destinata ad un risultato mediocre, riesci a fare in modo di arrivare sul podio, o sei bravo, o sei fortunato, o tutti e due, e quindi sei Antonelli. E non puoi non pensare di vincere il mondiale.

P.S. 3 Max ha detto di essere oltre il limite della disperazione. E poi la piazza in seconda posizione con un sorpasso da antologia. Speriamo rimanga disperato ancora un per un po’.

P.S 4. Si è parlato tanto in settimana di un fantomatico bug del software della PU Mercedes, scoperto dopo analisi approfondite e che si manifesta solo con Russell e in particolari condizioni, tanto che ci hanno messo un bel po’ a scovarlo. Evidentemente, Russell è uno di quegli utenti che se c’è un problema te lo beccano di sicuro. Forse gli conviene andare a correre in Nascar, dove di software ce n’è molto meno.

P.S. 5 Nell’ultimo giro in Q3 Andrea si è trovato nella stessa identica situazione di Russell in Austria. Verstappen fuori pista nell’ultima curva (peraltro non a muro), e bandiera gialla. Ma stavolta l’italiano è stato penalizzato. Non avevo dubbi.

P.S. 6 Il genio strapagato Newey ha fatto costruire al ricco Stroll due auto. La prima era peggio di un ferro da stiro, la seconda è ugualmente un ferro da stiro un po’ alleggerito. C’è da chiedersi come sia possibile per un businessman accettare un disastro del genere dopo avere speso una barca di soldi per costruire una squadra top nonostante la crisi del marchio.

P.S. 7 Anche James Wolves dovrebbe iniziare a farsi qualche domanda invece di postare sui social come un influencer qualunque.

P.S. 8 Ma perchè Rob Smedley non lavora più in Formula 1?

P.S. 9 Buone ferie

* Immagine di copertina dal sito www.formula1.com

ANTONELLI SUPERA L’ESAME DI SPA. RUSSELL NON SI PRESENTA.

L’università della Formula 1. Ma, forse, sarebbe più adeguato paragonarla all’esame di analisi 1 o, ancora meglio, meccanica razionale. Non sempre li passi al primo colpo, anzi, se te le li levi di torno al secondo sei comunque bravo.

E per Andrea da Casalecchio questa è la seconda volta. La prima non andò benissimo, mentre stavolta ha studiato bene. Il suo compagno, che due anni fa lo passò ma fu poi bocciato perchè aveva consegnato in ritardo, non è invece sicuro di essere preparato abbastanza. O, meglio, sostiene che non gli abbiano dato gli appunti giusti e, come suo solito, si lamenta.

E, così, l’italiano la piazza in pole, mentre l’inglese si ritrova in seconda fila alle prese con presunti problemi di potenza in rettilineo. Problemi che aveva anche Leclerc, che lo affianca, ma li ha risolti.

La partenza è la dimostrazione dell’assurdità di questo regolamento alla Mario Kart. Antonelli parte molto bene, ma nella discesa verso l’Eau Rouge Verstappen lo passa come se fosse fermo, salvo poi farsi sverniciare nel successivo rettilineo verso il Kemmel. E non è questione di scia, bensì di come viene usata l’energia. Tanto è vero che Leclerc ne passa tre e si ritrova secondo. Stesso discorso per Hamilton, che riesce a superare Russell. Quest’ultimo però frena tardissimo e lo ripassa in curva 5 all’esterno, ma invece di prendere l’interno della curva successiva, lo stringe e finisce nella ghiaia, terminando la sua gara. A Lewis vengono comminati ingiustamente 5 secondi di penalità.

Dietro i primi regna il caos, con macchine che si superano, risuperano e si toccano.  Esce la Safety Car per consentire la rimozione della macchina di Russell, e 4 giri vanno via così. Quando si riparte, non succede sostanzialmente niente. Antonelli mette subito una bella distanza fra sè e Leclerc, che viene passato facilmente da Verstappen al giro successivo.

Al giro 6, Piastri affianca Leclerc e i due percorrono assieme il rettilineo verso curva 5. Arrivati alla frenata, Charles allarga impercettibilmente verso sinistra, quel tanto che basta per toccare l’australiano, che non ha alzato il piede, rintuzzando l’attacco. Poco dopo, Oscar viene superato da Hamilton, che si mette subito in coda al compagno di squadra, che viene investigato per il contatto precedente.

L’inglese sembra più veloce del monegasco, che però si difende, e dal box non arrivano ordini. Poi Charles ripristina le distanze.

Al giro 18 Verstappen effettua la sua sosta. Ma subito dopo viene attivata la Virtual Safety Car, per motivi non spiegati. Ma dura troppo poco per consentire a qualcuno di approfittarne. Antonelli si ferma comunque ai box per coprirsi dall’undercut.

Le due Ferrari, al momento prima e seconda, proseguono, quando si attiva ancora una volta la Virtual Safety Car, che viene mantenuta abbastanza per consentire alla Ferrari di effettuare la sosta con entrambe le macchine. Leclerc riesce ad uscire davanti ad Antonelli e Verstappen, e non appena rientra in pista la VSC viene tolta.

Si ripete così la situazione di Silverstone, con Antonelli cacciatore e Leclerc preda. Questa volta, però, Andrea non sembra avere un passo superiore, anzi, Charles è inizialmente più veloce, e il bolognese fatica a superare Norris, che non ha ancora fatto la propria sosta. Ci riesce al giro 26, quando si trova a 3 secondi dal ferrarista.

Ma bastano 8 giri affinchè avvenga l’inevitabile sverniciatura da parte del pilota di Casalecchio ai danni della macchina di Maranello.  Andrea però non va via e Charles prova a tutti i costi a restare entro il secondo di svantaggio. 

Ma non ci riesce, e finisce così con Antonelli che torna a vincere e guadagna 25 pesantissimi punti rispetto al compagno di squadra. Seguono un Leclerc ancora magistrale, Verstappen, Hamilton cui a penalità è costata il podio, Piastri, Hadjar, Norris, Lindblad e Colapinto.

Fra una sola settimana si va in Ungheria, in un circuito che è l’esatto opposto di Spa. E, magari, riserva qualche sorpresa. Anche se, quest’anno, di sorprese sarebbe meglio non vederne.

P.S. Il campionato ha ormai preso una certa piega. Pur non condividendo il costante massacro che i commentatori italiani fanno nei confronti di Russell, non si può non dire che quest’ultimo non stia assolutamente reggendo il confronto, sotto nessun punto di vista. L’incidente con Lewis, come ha ammesso lui stesso, è stato un incidente di gara. Aveva a destra tutto lo spazio che voleva, ma si è dimenticato di essere in lotta per il mondiale, segno di poca lucidità.

P.S.2 Lo scorso anno, di questi tempi, Norris stava vivendo la stessa situazione con Piastri. Ma Andrea non è Oscar, questo sembra molto chiaro.

P.S 3. Molto furba la scelta di non far vedere le velocità massime per nascondere il famigerato super-clipping. Essendosi resi conto dello strazio all’ultimo momento, e non avendo il tempo di adattare la grafica, o non volendo lasciare un buco in mezzo, per tutto il week-end non si è vista la classica sovrimpressione a coprire l’halo. Ridicoli.

P.S. 4 Ma avrebbero potuto anche farla vedere, perchè la fan base della Formula 1 attuale è per la stragrande maggioranza formata da persone che non fanno caso a queste cose. E al fatto che a lasciare scrivere i regolamenti agli ingegneri, questo è il minimo che ti puoi aspettare. 

P.S. 5 Bobbi vuole convincerci che è la scia che aiuta i sorpassi al primo giro. Probabilmente i commentatori hanno ricevuto istruzioni ben precise su quello che possono dire a proposito di questa situazione.

P.S. 6 Vanzini si fa cacciare dall’uscita della pit-lane perchè semplicemente lì non si può stare, e pretende pure di essere bravo a mantenere la calma. E’ l’esatta rappresentazione di una certa italianità becera del tipo “ma cosa vuoi che succeda”. 

P.S. 7 Giusto per chiarire i dubbi che ho visto nei commenti, io che vinca Andrea o che vinca Charles sono contento esattamente uguale. L’importante è che chi non vince arrivi secondo.

* immagine in evidenza dal sito www.formula1.com.

LECLERC RITROVA IL FEELING E VINCE A SILVERSTONE. RUSSELL RITROVA LA FORTUNA.

Silverstone, dove tutto è cominciato, 76 anni fa. E dove, 75 anni fa, la Ferrari ottenne la sua prima vittoria. E si vede che la SF-26, dopo l’opaca prestazione in Austria, ha deciso di ritrovare un po’ di vigore, sovvertendo le previsioni della vigilia e mostrando una competitività del tutto inaspettata.

Hamilton la piazza in pole nella garetta, ma nulla può contro la superiorità imbarazzante di Andrea da Casalecchio, che lo lascia sfogare per metà gara, e, quando decide che è il momento di passare, lo fa, segnando pure il giro più veloce all’ultima tornata, e lasciando il compagno padrone di casa quarto a 10 secondi.

Nelle qualifiche, continua il dominio bolognese, ma subito dietro ci sono entrambe le Ferrari, con Leclerc davanti ad Hamilton. E Russell ad inseguire.

Allo spegnimento delle 5 luci rosse, Antonelli riprende la vecchia abitudine di partire al rallentatore, e le due rosse gli si mettono davanti. Ma Lewis si è mosso impercettibilmente prima del tempo, e si becca 5 secondi di penalità. In pista, verrà comunque superato dall’italiano della Mercedes, mentre Charles è già a debita distanza.

Il primo a fermarsi è Verstappen seguito, diversi giri dopo, da Hamilton e Russell. Questi ultimi due usciranno dai box a parti invertite, ma entrambi dietro l’olandese.

Esattamente a metà gara, si ferma Leclerc e, poco dopo, anche Russell deve entrare una seconda volta per una foratura.

Antonelli allunga moltissimo il suo stint e rientra 10 giri dopo Charles. Il distacco, all’uscita dai box, è di 7 secondi ma con un ritmo indiavolato gli riprende quasi 2 secondi al giro. Senonché, qualcosa si rompe sulla sua Mercedes, che diventa inguidabile e lo costringe ad abbandonare non solo ogni velleità di vittoria, ma anche la zona punti, nonostante tenti di arrivare stoicamente in fondo.

Con le due Ferrari saldamente in testa, Verstappen terzo e Russell quarto, ci pensa la Red Bull dell’olandese a movimentare il finale di gara. Come accaduto in Austria, la sua ala posteriore si chiude in ritardo e lo spedisce nella ghiaia. Esce così la Safety Car, quando mancano 4 giri alla fine. La Ferrari fa entrare entrambe le macchine, ma Lewis esce terzo dietro Russell. 

Non c’è più tempo per riprendere la gara, e finisce così con Leclerc che ritrova la vittoria dopo quasi due anni, seguito da Russell che arpiona un secondo posto insperato, Hamilton che viene graziato dopo avere ignorato le bandiere gialle, poi Norris, Hadjar, Lawson, LindBlad, Bortoleto, Colapinto e Gasly.

Fra due settimane si correrà a Spa, altro circuito dove la Ferrari prevede di essere molto indietro. Speriamo abbiano ragione, come avvenuto per Silverstone. 

P.S. La gara odierna è dedicata a tutti quelli che, dopo la vittoria di Barcellona, hanno detto “vedete che la Ferrari ha sbagliato a puntare su Leclerc, in tutti questi anni?”. Sono molti di più di quelli che si crede.

P.S. 2 il sette volte campione del mondo oggi ha commesso due distrazioni per le quali è stato graziato. A lui, però, vengono perdonate, sempre dai soliti che sostengono che alla Ferrari serve il grande (ex) campione.

P.S. 3 sia chiaro che non ho nulla contro Lewis, anzi, lo ammiro per la fame che ha ancora.  

P.S. 4 Oggi la Ferrari era forte come la Mercedes. Sì, perchè a stare assieme alle rosse era solo Andrea. Russell senza la sfortuna altrui arrivava quinto. Essendo un gentleman, lo ha candidamente ammesso, nelle interviste post-gara. Ma se va avanti così, il mondiale finisce ben prima dell’ultima gara.

P.S. 5 la farsa della mancata ripartenza all’ultimo giro è chiaramente dovuta ad una chiamata di Toto in direzione gara, il quale ha ricordato che dopo Abu Dhabi 2021 è stata inserita una regola che prevede che si riparta solo dopo che i doppiati si sono riallineati. Regola stupidissima che evidentemente vale anche in altre categorie, se è vero che oggi, nella gara ELMS di Imola dopo una SC data per recuperare una vettura uscita alla Rivazza si sono dovuti attendere 10 minuti per consentire alla trentina di doppiati (su 47 auto partite) di rimettersi in fila. Ovviamente, tutto questo non giova allo spettacolo, oggi però alla Mercedes sì.

P.S. 6 a fine anni Novanta, nel campionato CART si erano inventati un dispositivo aerodinamico chiamato Handford device, che, usato sugli ovali, toglieva di colpo decine di km/h a chi si portava in testa, col risultato di avere gare con centinaia di cambi di leader. Piloti e spettatori erano esaltati, ma i sorpassi erano chiaramente fasulli. La stessa cosa sta succedendo adesso grazie all’overtake mode, ancora di più rispetto a quanto avveniva col DRS, che paradossalmente era più accettabile da un punto di vista sportivo. Però tutti sono contenti e finchè vincono Leclerc e Antonelli in definitiva va benissimo così.

* immagine in evidenza dal sito www.formula1.com