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UN VOTO AL 2021 DELLA MOTOGP

Dare voti dal divano è un’arte. Noi siamo tutti artisti in un modo o nell’altro ed anche io mi cimento nel fare il professore ed assegnare un voto. Giochiamo un po’…

MOTOMONDIALE VOTO 7

La sufficienza è d’obbligo. Gare bellissime, moto competitive per tutti, Piloti vicinissimi anzi troppo vicini. Possibile che il livello dei Piloti sia così alto oppure c’è lo zampino di qualcos’altro sul software unico della centralina che non sappiamo?!?  Nota dolente gli pneumatici… Troppi Piloti si sono lamentati di prestazioni diverse tra prova e gara. “Qualquadra non cosa”. Il voto sarebbe 0 se dovessi tener conto della Moto3 e di come sono state gestite le cose per buona parte del Campionato…

Immagine MotoGP.com

FABIO QUARTARARO VOTO 10

È il Campione del Mondo. Il 10 è d’obbligo. Ha retto praticamente da solo la baracca Yamaha forte di 5 vittorie e 12 podi totali in 18 gare. Pilota velocissimo anche in prova, è partito dalla prima fila in 14 occasioni (5 pole). In alcune gare ha corso con intelligenza portando fieno in cascina.

Vincere con questa M1 è stato il vero miracolo.

 

FRANCESCO BAGNAIA VOTO 9

È il primo degli sconfitti. Ha avuto la Moto più forte del lotto ma non ha saputo capitalizzare questo vantaggio, frutto di alcun errori nella prima parte di stagione. Anche lui velocissimo in prova, con 12 partenze dalla prima fila (6 pole) e 4 vittorie con 9 podi totali. Punto debole? Ha sofferto la pressione in Italia (Mugello e Misano è caduto). Reggerà nel 2022?

 

JOAN MIR VOTO 6.5

Irriconoscibile. Nessuna vittoria e 6 podi, fatica tantissimo in qualifica (0 pole), una sola partenza dalla prima fila. Una seconda parte di stagione con tanti errori di guida (Miller docet) ed una Suzuki mai realmente competitiva. Il 2020 ha tratto in inganno anche lui. Il talento c’è tutto, ma magari serve altro per dimostrarlo. Sarà il 2022 l’ultimo anno in Suzuki viste le sirene HRC?

 

JORGE MARTIN VOTO 8.5 (ROOKIE)

Talento naturale messo in condizione, da Pramac e Ducati, di esprimersi al meglio. Si conferma velocissimo in qualifica (4 pole) ed una vittoria (Doha GP) con altri 3 podi. Vince meritatamente il Premio Rookie of the year. Bagnaia non si era adattato così alla MotoGP nel suo anno di esordio. Nel 2022 non avrà pressioni a differenza di Pecco.

 

MARC MARQUEZ VOTO 7

Cosa gli vuoi dire? Sta fermo un anno, rientra e vince più GP (Austin, Sachsenring e Misano) di tutti gli altri Piloti che non hanno lottato per il Titolo. Nel 2022 sarà un osso duro per tutti.

 

JACK MILLER VOTO 7

È il miglior uomo squadra possibile. È molto incostante ma è quello che serve ad un Team. Non tutti possono essere prime donne, Jack non lo è. Due vittorie, 8 partenze dalla prima fila ma con una propensione a stendersi in gara che lo rende non appetibile al Titolo.

 

JOHANN ZARCO VOTO 5.5

Il Titolo di miglior Pilota Indipendente lascia l’amaro in bocca. Ha guidato quasi tutte le MotoGP in griglia (gli mancano Aprilia e Suzuki), è al 5° anno in MotoGP ma non ha ancora vinto un GP. Godeva di moto ed appoggio Ufficialissimo e questo risultato non è sufficiente. Rimandato al prossimo anno.

 

MAVERICK VINALES VOTO 4

Ma davvero è questo Maverick Vinales?! Stagione assurda per Mav che al netto dei GP di Losail ed Assen (1°-2°) è uno dei più grandi sconfitti di quest’anno. Il suo compagno di Team vince il Mondiale, lui a metà stagione si scorna con Jarvis e si accasa in Aprilia. Sarà un lungo 2022…

 

BRAD BINDER VOTO 5

Una vittoria (Austria) e quattro piazzamenti in Top5. Poi l’oblio. Soltanto 8 volte accede in Q2, mai una prima fila. Alcune gare di carattere, con rimonte molto decise. Sempre a punti (Ad eccezione del Montmeló) fanno sì che chiuda il Mondiale alle spalle di Zarco, che guida un missile terra aria. Non male.

 

ALEIX ESPARGARÓ VOTO 6

Pilota molto veloce in qualifica, soltanto in tre occasioni non accede al Q2. Il podio di Silverstone è stata la ciliegina sulla torta in una stagione in cui l’Aprilia sembra essersi avvicinata alla concorrenza. Manca l’ultimo step. Meglio del fratello.

 

POL ESPARGARÓ VOTO 5

Non c’ha capito nulla neanche lui, soprattutto quando aveva la baracca in mano, nei test invernali e nella prima parte del campionato. Silverstone (5°) e Misano (2°) gli unici risultati di rilievo. Non è Marquez e si vede. Anche per lui la prima parte del 2022 sarà cruciale.

 

ALEX RINS VOTO 4

Un solo podio (Silverstone) per il resto tanta ghiaia. Cade troppo, soprattutto quando conta in gara. Il suo compagno di team l’ha doppiato nei punti. Probabilmente avere una Suzuki lo porta a rischiare di più in staccata, chissà nel 2023 su un’altra moto… Anche per lui, in scadenza, prima parte 2022 fondamentale.

 

ALEX MARQUEZ VOTO 3

Purtroppo è un pesce fuori d’acqua. Questa Honda non si adatta assolutamente alla sua guida, deve urgentemente cambiare moto altrimenti rischia di abbandonare il circus o essere l’eterno fratello di… Suzuki si libera nel 2023…

 

ENEA BASTIANINI VOTO 6 (ROOKIE)

Primo anno in MotoGP, con la moto più vecchia del lotto. Prima parte di stagione sottotono, nella seconda parte viene fuori alla grande entrando in Top10 negli ultimi 6 GP. Il confronto con il compagno di Team (Luca Marini) è palese. Il 2022 avrà una GP21. Tanta roba…

 

LUCA MARINI VOTO 4 (ROOKIE)

Confronto impietoso con Bastianini che ha più del doppio dei suoi punti nonostante abbia una moto addirittura più vecchia rispetto a quella di Marini. Nel prossimo anno dovrebbe avere la Ducati Ufficiale. Marini paga bene, speriamo valga quei soldi. Unica nota positiva? È stato l’unico a portare la moto al traguardo in tutti i GP.

Immagine MotoGP.com

COSTRUTTORI

DUCATI. VOTO 10. Poche chiacchiere, è la moto più forte del lotto. 2022 Mondiale Piloti d’obbligo.

YAMAHA. VOTO 7. Accendere un cero a Quartararo sarebbe cosa buona e giusta. Per il resto scandalosa la gestione Piloti, specialmente nel Team Petronas.

HONDA. VOTO 5. Fare compagnia a Yamaha, cambiando il Pilota al quale accendere un cero. HRC rischia il collasso…

SUZUKI. VOTO 5. La partenza di Brivio ha fatto più danni di quanto pensiamo. La moto ha qualcosa in meno rispetto a Yamaha e Ducati.

APRILIA. VOTO 6. Ennesima stagione con le concessioni, il gap di è ridotto. Nel 2022 stagione verità.

KTM. VOTO 3. Quelle rare volte che funziona, tutti ad osannare Pedrosa. Considerando che non funziona quasi mai con chi dobbiamo prendercela? Con Michelin? Tech3 scandaloso, soprattutto nella gestione Piloti… Zarco ci aveva visto lungo.

 

 

 

 

 

TRIPLETTA DUCATI E TEAM WORLD CHAMPION – VALENCIA POST GP

Prima storica tripletta per la casa di Borgo Panigale che, dopo il mondiale costruttori, si aggiudica per la seconda volta il titolo iridato per la categoria team

Un risultato storico quello ottenuto ieri da Ducati, che ha dominato gli avversari conquistando tutti i gradini del podio. Il vice-campione del mondo Francesco Bagnaia vince davanti al rookie dell’anno Jorge Martin e al compagno di squadra Jack Miller, nel box è festa.

Questa tripletta aumenta di importanza e di magia se si pensa che proprio a Valencia, 15 anni fa Troy Bayliss e Loris Capirossi conquistarono il primo 1-2 della storia Ducati.

Il risultato ottenuto consente al Ducati Lenovo Team di aggiudicarsi anche il titolo mondiale dei team, sopravanzando l’ufficiale Yamaha Monster Energy di 53 punti. L’ultima volta che la casa italiana vinse questa particolare classifica era il 2007, anno del mondiale di Casey Stoner. Una prova di forza importante di Borgo Panigale, che conclude un magico 2021 portando a casa due titoli, con il solo rammarico di aver lasciato sul piatto quello più importante, il mondiale piloti.

Pecco e Jack. Immagine MotoGP.com

IL GRAN PREMIO

Nella giornata di sabato Ducati monopolizza la prima fila in qualifica, con Martin che conquista la quarta pole position in stagione, davanti a Bagnaia e a Miller. Per la gara l’obiettivo era quello di portare a casa uno storico risultato, troppe volte quest’anno abbiamo visto le Desmosedici partire dalle prime posizioni della griglia senza poi riconfermarsi in gara. Questa volta però manca Marquez, infortunato, ma soprattutto manca il campione del mondo Quartararo, che sembra riscontrare tutte le difficoltà possibili solo a campionato chiuso.

A contendersi la vittoria, quindi, sono le tre “rosse” e le due Suzuki di Mir e Rins. Martin parte fortissimo mantenendo la prima posizione e cercando di fare selezione sui piloti dietro. Rins cerca di stargli attaccato, ma spinge oltre il limite e scivola. Ennesimo errore per un pilota che in alcune giornate sembra essere più forte del compagno di squadra, ma è sempre molto meno consistente. Rimane quindi solo il campione del mondo uscente a contrastare il dominio Ducati, ma la Desmosedici sembra essere nettamente superiore. L’unica battaglia degna di nota è il sorpasso di Bagnaia su Martin verso metà gara. Le posizioni poi si congelano e arrivano così al traguardo: Bagnaia, Martin, Miller, Mir, Quartararo, Zarco, Binder, Bastianini, A. Espargaro e Rossi a chiudere le prime 10 posizioni.

MARTIN ROOKIE OF THE YEAR

111 punti, 56 giri completati in prima posizione, 4 pole position, 4 podi, 2 terzi posti, un secondo posto e una vittoria.

Questi sono solo alcuni dei numeri della stagione di Jorge Martin, che gli hanno permesso di aggiudicarsi il titolo di miglior rookie dell’anno. Risultati straordinari, soprattutto se si considera l’infortunio subito a Portimao che l’ha costretto a saltare 4 gare a causa dell’importante intervento chirurgico che ne è derivato. Stagione indimenticabile anche per il Team Pramac, che si aggiudica tutti i titoli riservati alle squadre indipendenti: miglior team, miglior pilota indipendente con Zarco e, come già riportato, miglior rookie con Martin.

Congratulazioni comunque ad Enea Bastianini, che con una Desmosedici nella sua versione vecchia di 2 anni è riuscito a giocarsi il titolo di miglior esordiente fino a Valencia.

Una cosa è certa: Ducati ha in casa dei giovani piloti fortissimi, speriamo riesca a gestirli nel migliore dei modi.

L’ADDIO DI ROSSI, SI CHIUDE UN CAPITOLO

La gara di ieri, oltre che per la prima tripletta di Ducati Corse, rimarrà nella storia per essere stata l’ultima gara di Valentino Rossi dopo 25 anni di una carriera lunga e vincente. Il nove volte campione del mondo chiude in 10a posizione la gara e al 18o posto nella classifica mondiale. Una posizione che di certo non rende giustizia ad uno dei piloti più importanti della storia di questo sport. La festa e i ringraziamenti dei piloti e di tutti gli addetti ai lavori, invece, sì che sono stati degni di Rossi. Tanta gioia e un po’ di tristezza per chi gli è stato vicino in questa lunghissima avventura, coronata in serata con l’inserimento nella privilegiata lista delle Leggende della MotoGP.

Oltre a Valentino, un altro pilota italiano ha corso i suoi ultimi km in pista nel campionato del mondo di velocità. Si tratta di Danilo Petrucci, pilota fin troppo bistrattato durante il suo percorso, partendo dalle derivate di serie è arrivato a vincere delle gare in MotoGP nonostante una fisicità che non gli ha permesso di esprimersi al meglio. L’inizio del 2022 lo vedrà impegnato sempre con KTM in una delle competizioni più dure del motorsport, la Dakar, per cui gli auguriamo un grande in bocca al lupo.

Si chiude quindi un importante capitolo di questo bellissimo sport, che però continuerà ad esistere e a regalarci emozioni anche dopo Rossi.

Una piccola nota dolente: fa dispiacere vedere che il giornalismo italiano non abbia dato abbastanza risalto ad un evento storico come la tripletta di una moto progettata e sviluppata in Italia.

Per chiudere, dunque, anche questo mondiale è giunto al capolinea. Quartararo è campione del mondo, Ducati ha conquistato la classifica costruttori e quella team, Rossi si è ritirato. Si conclude però una stagione che, per quanto bella e divertente, non deve far calare il sipario sulle polemiche e sui problemi che si sono visti in pista sul discorso sicurezza, soprattutto per le categorie minori, che hanno toccato l’apice purtroppo con la tragica scomparsa di Jason Dupasquier, che vogliamo ricordare ancora una volta.

Ciao Jason.

✍️Lenz

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MOTOGP 2021-GP DELLA COMUNITA’ VALENCIANA

La stagione del Motomondiale va in archivio anche quest’anno e, come da tradizione consolidata, lo fa con l’ultimo atto sul circuito di Valencia.

Finisce in archivio anche la carriera di Valentino Rossi al quale è dedicata doverosamente la copertina di queste righe. Ultimo atto di una storia sportiva che si è intersecata tra quattro decadi sin dai ’90. Un campione che ha avuto il merito di far conoscere questo sport a chi non lo conosceva, di averci regalato gioie e soddisfazioni. Come tutti i grandi è passato tra luci ed ombre, trionfando ma anche cadendo. Un personaggio talmente importante per questo sport e per il quale sarebbe limitativo usare un redazionale di anteprima ad una gara per parlarne a dovere.

L’unica cosa che è il caso di dirgli è:

                  GRAZIE VALENTINO, ALL THE BEST

(immagine tratta da tuttomotoriweb)

 

Ma veniamo alla gara. I piloti conoscono Valencia in ogni granello di asfalto, ogni sassolino di ghiaia, ogni filo d’erba che circondano il tracciato di gara.

Manca da assegnare solo un titolo (formalità per Remy Gardner al quale bastano tre miseri punti), quindi il clima sarà quello dell’ultimo giorno di scuola un po’ per tutto il baraccone, in procinto di proiettarsi verso il 2022 tra cambi di casacca, addii, promozioni di categoria, ricchi premi e cotillon….

Sarà una sorta di passerella finale per tutti tranne che per Marc Marquez. Già, perché il Re salterà anche l’ultima dell’anno. L’infortunio subito prima di Portimao non si è risolto con una “semplice” commozione cerebrale, purtroppo. Marc è affetto da diplopia, ovvero ci vede doppio causa il colpo preso che ha interessato il nervo ottico dell’occhio destro. Il calvario per questo campione continua, obbligando a pagare con gli interessi i successi che negli anni passati gli e ci hanno regalato tante gioie.

L’augurio per Marc è che si riprenda durante l’inverno e che torni ad allietare le nostre domeniche con il suo modo gioioso di guidare.

Escluso Remy Gardner, chi ha ancora da chiedere qualcosa a questa stagione sono i due debuttanti Martin e Bastianini in lizza per il platonico titolo “rookie of the year”.

Varrà poco, varrà nulla, ma se fossi in loro ci terrei a questo “titolo” perché, in un modo o nell’altro, arrivare primo tra i deb aumenta l’autostima. Chi scrive lo assegnerebbe ex aequo a prescindere dal risultato di domenica e dei punti finali. Entrambi hanno fatto molto bene. Jorge è riuscito addirittura a vincere una gara dopo essersi fracassato le ossa in Portogallo. Dalla sua Bastianini ha conquistato podi con una moto che risale al decennio scorso….

Di certo il team Pramac sarebbe ben lieto di fregiarsi dell’ultimo “trofeo” conquistabile dopo quello del miglior team privato con Zarco miglior pilota di quella “sezione”.

Trita e ritrita stiamo parlando di team e piloti che usano una moto italiana, la stessa che nella sua veste ufficiale ha conquistato anche il campionato assoluto costruttori. Se ne deduce che debba essere indubbiamente dichiarata miglior moto del 2021.  Cotanto risultato lo si deve ai tecnici capeggiati dal nostro “genio” Dall’Igna, ma anche ad alcuni piloti del passato. Se oggi non si vocifera più di moto “difficile” da usare è merito anche loro che sono stati in grado di indirizzare lo sviluppo fornendo feedback utili alla causa.

I favoriti per la classe regina? I soliti noti, con Fabio Quartararo che avrà voglia di tornare a vincere una gara dopo essersi messo la corona in testa: a questo i piloti ci tengono, e ci tengono pure i puristi.

Il francese dovrà fare i conti con il nostro Pecco che da 5 gare a questa parte è il pilota più veloce del lotto, sia per le pole conquistate che per il passo gara mostrato. Il nostro si è sbloccato e venderà cara la pelle.

Non starò qui ad elencare team e piloti cercando di individuare ciò che gli stessi abbiano ancora da chiedere alla stagione 2021.

Ci sarebbe da ritrovare un acuto da parte della Ktm desaparecida, si potrebbe assistere ad un lampo di Maverick Vinales che trova una pista amica ed ha necessità di riscattarsi dopo la tremenda stagione.

Sarà un weekend senza calcoli, senza impurità….just competition (cit.)

PS.

Non mi sono tenuto un altra volta. Sono tornate le ragazze sulla griglia e nel paddock ed è giusto dar loro merito. Loro NON FANNO PARTE dello spettacolo. Loro SONO uno spettacolo A PARTE.

(immagine tratta dal sito motociclismo.it)

 

(Immagine di copertina tratta dal sito di eurosport)

 

 

DUCATI CAMPIONE DEL MONDO COSTRUTTORI – PORTUGAL POST GP

Ducati bissa il successo del 2020 e si conferma il costruttore Campione del Mondo anche nel 2021.

Se il 2020 è stato un anno particolare, nel 2021 la Ducati si è confermata la casa Campione del Mondo grazie al magnifico apporto di Pecco Bagnaia ed anche di Jack Miller. Entrambi hanno vinto in totale 6 gare (3 Pecco, 2 Jack ed 1 Martin) collezionando ben 13 podi complessivi su 18 gare, a conferma che è indubbiamente la miglior moto, che funziona in mano a tanti Piloti dal diverso stile. Ricorda un po’ la Yamaha di qualche anno indietro, ma con tanti cavalli in più sotto il culo dei Piloti.

Campioni del Mondo Costruttori 2021.

Certo è che lascia un po’ l’amaro in bocca vincere due Costruttori di fila e lasciare il Titolo più ambito in mano ad altri. Quel Mondiale Piloti tanto inseguito dal 2008 sembra ormai una maledizione. 

Se quest’anno Pecco Bagnaia, al terzo anno sulla Ducati, è sbocciato soltanto nel finale del Campionato c’è da chiedersi quale sarà l’approccio al 2022 visto che sarà il Pilota da battere sulla moto più performante di tutte (per il momento). Quartararo ha chiesto una rivoluzione a Yamaha, Honda prepara un motore nuovo ed avrà finalmente Marquez davvero al 100%.

IL GRAN PREMIO.

Vince, anzi stravince Bagnaia. Non lascia via di scampo a nessuno dando una lezione di guida a Joan Mir, che a dirla tutta, sembra andare davvero a mille soltanto qui a Portimao con questa Suzuki. (È partito in prima fila per la prima volta in carriera in MotoGP).  Il ritmo di Pecco è stato infernale tanto che neanche Jack Miller è riuscito a stargli dietro

Finalmente si rivede Alex Marquez. Il due volte Campione del Mondo ha lottato con Jack Miller per il gradino più basso del podio, sembrando completamente un altro Pilota. Sicuramente il circuito ha contribuito molto ma rimango dell’idea che Alex debba cercare fortuna altrove, su una moto che si adatti meglio al suo stile di guida. Una Suzuki ad esempio, se ne liberano addirittura due il prossimo anno…

Il neo Campione del Mondo chiude la gara perdendo l’anteriore, in un weekend che non l’ha mai visto protagonista.

La gara viene interrotta, con bandiera rossa, per l’incidente tra Lecuona (in SBK dal 2022) e Miguel Oliveira, fortunatamente senza conseguenze.

ROOKIE OF THE YEAR

Lotta serrata per il Titolo di miglior Pilota esordiente. Jorge Martin (7°) ed Enea Bastianini (9°) sono separati da soli 3 punti con l’italiano in testa alla classifica. A Valencia si deciderà chi sarà il migliore tra i due tenendo conto che Bastianini guida la moto più vecchia della griglia…

YAMAHA. FUTURO INCERTO.
Andrea Dovizioso e Maverick Vinales.

Quello che succederà in Yamaha sarà da libro giallo. Vuoi perché Quartararo non è Valentino Rossi o Marc Marquez, vuoi perché la linea scelta da Iwata lascia mille dubbi.

Hanno preso Dovizioso che ogni GP, da quando è rientrato, finisce ultimo. Hanno ingaggiato Darryn Binder per il 2022 sul quale stenderei un velo pietoso. Hanno dato a Morbidelli il tanto agognato team ufficiale ma gli hanno tolto il capotecnico con il quale rischiò di vincere il Mondiale 2020.

Rimane soltanto Quartararo che ha chiesto a gran voce un passo avanti nel motore (da sempre croce e delizia Yamaha). Se lo step non sarà quello previsto sicuramente non ci sarà il rinnovo e ad inizio 2022 Quartararo firmerà con un altra casa (Honda HRC si muoverà sicuramente).

TEAM VR46 – SI FA O NON SI FA⁉️

Il team SI farà. Certo che si farà altrimenti Ezpeleta non ci avrebbe messo la faccia, come fece d’altronde nel 2012 per riportare Valentino in Yamaha ed evitargli il ritiro. 

Si farà con Ducati? Ecco su questo ho i miei dubbi, siamo ad un GP dalla fine ed ancora non è stato annunciato il Team. Sicuramente rimarrà il marchio VR46 al quale Don Carmelo è affezionato, ma perché non vederlo su una Yamaha!? Anche Ezpeleta stesso si è reso conto che 8 Ducati (Non si aspettava il SI a Ducati di Gresini) sono troppe e siccome i soldi “li cacceranno” gli amici suoi deciderà magari di “bilanciare il campionato”.

Oggettivamente vedere 8 moto contro le 4 che è la normalità è un tantino scorretto e controproducente per l’organizzatore stesso.

Detto ciò a Valencia tra meno di una settimana si chiuderanno definitivamente i giochi e non ci resterà che guardare le gare degli anni passati. Fino a Marzo…

 

✍️Francky

PEDRO ACOSTA – MOTO 3 WORLD CHAMPION 2021

Pedro Acosta vince il Mondiale Moto3 all’esordio nella categoria, in sella alla KTM Ufficiale del Team Ajo Motorsport.

Nessuno ci avrebbe puntato un euro ad inizio anno, pochi lo conoscevano, pochi lo avevano visto correre prima della gara inaugurale del Qatar. In pochi conoscevano quel diamante grezzo, nascosto nei meandri di qualche miniera sperduta della Murcia (ci sono miniere li?).

GP Jerez 2019, classe Moto3 del CEV. Box del Team Fondazione Andreas Perez 77, con Tatay (99), Acosta (37), Kawakami (83)

Ricordo una delle prime gare in cui lo vidi correre, era il CEV 2019 e mi colpì il compagno di team di un certo Carlos Tatay (futuro vincitore della Rookies Cup 2019) che vinse quel GP a Jerez. Pedro finì 4°, ai piedi del podio ma con una gara superlativa.

Mugello 2019, gara Red Bull Rookies Cup. Acosta (37) e Dupasquier (50)

La coppia Tatay-Acosta regalò spettacolo per tutto il 2019, giocandosi alcune gare della Red Bull Rookies Cup 2019. In particolare al Mugello colse il suo primo piazzamento di rilievo, chiudendo a soli 15 anni al 2° posto il campionato dei “bibitari”.

Nel 2020 c’è stata la vera esplosione dello “Squalo”. È stato in grado di tener testa (e di vincere) la Rookies Cup ed ha rischiato di vincere pure il Mondiale Junior (CEV). I segnali che avesse qualcosa di “unico” erano davvero chiari, infatti il Pruestel GP si era garantita la sua firma per il 2021 ma il team di Aki Ajo non si fece scappare l’opportunità di “tesserarlo”.

Pedro Acosta vince la Red Bull Rookies Cup 2020.

Anno 2021. L’anno della “rivoluzione”.

Non si era mai visto un rookie così nella classe cadetta. Maverick Vinales e Romano Fenati sono stati gli unici, che ricordi negli ultimi anni, ad avvicinarsi a prestazioni “simili” ma non hanno saputo concretizzare il talento espresso nel primo anno, vuoi per caratteristiche personali e vuoi per carenze del team.

C’é da dire che Pedro Acosta ha goduto di una struttura tra le migliori, se non la migliore. Quella di Aki Ajo. 

GP di Portimao 2021. Nel round 1 vince e bissa il successo del Qatar.

Il talento Murciano ha costruito la sua vittoria nella prima parte del Mondiale. Nella gara d’esordio ha chiuso 2°, poi la splendida vittoria nella seconda gara in Qatar partendo addirittura dalla Pit-lane, alla quale sono susseguite le perle di Portimao (foto) e Jerez. In quelle 4 gare ha costruito un gap incredibile su Foggia, capace di disputare una seconda parte di stagione ad altissimi livelli e meritevole tanto quanto Acosta.

Che gli Dei del Motociclismo fossero dalla parte di Acosta lo si è visto negli incidenti in cui è rimasto coinvolto, per colpe non sue, e che lo hanno visto uscire incredibilmente incolume.

In una parte centrale del Campionato, nella quale paga in alcune cose di inesperienza, riesce a vincere al Sachsenring ma il vero miracolo lo fa ad Assen dove arriva 4° dopo un incidente bruttissimo nelle prove (moto gli è salita addosso). Nel GP successivo ha addirittura vinto (Styria).

Nell’ultima parte di Mondiale ha fatto il possibile contro uno straripante Denis Foggia tanto da conservare un ottimo gap in vista delle ultime due gare. Arrivare a Portimao con la possibilità di vincere il Mondiale, qualora avesse vinto la gara, era un occasione in cui Piloti del genere non si lasciano pregare.

La condotta di gara a Portimao è stata da Campione con un bagaglio di esperienza incredibile. A pochi giri dalla fine, quando era in testa alla corsa, si è voltato ed ha lasciato sfilare 4 Piloti rientrando in 6^ posizione. Chiaro segnale che stava giocando al gatto col topo.

Il finale di gara è stato disgustosamente rovinato da Darryn Binder. E qui si apre un capitolo a parte… Xavier Artigas ha lottato degnamente, cedendo il passo ad Acosta (non avendone per star davanti). Jaume Masia ha lottato come un guerriero sia contro Foggia che contro il suo stesso compagno di team, andandosi poi a stendere (quello che ultimamente gli riesce meglio). Quindi la mia domanda è ⁉️👇

Caro Darryn, ho capito che “it’s Racing Baby” ma perché rovinare la lotta al Titolo di un altro Pilota sapendo che l’unica cosa che ti giochi è il nulla cosmico visto che ti sei già fatto pagare un posto in MotoGP per il 2022⁉️

Chissà se risponderà…

Onore al nostro Denis Foggia, che ha corso una seconda parte di stagione a livelli altissimi con condotte di gara davvero paurose, figlio anche del lavoro egregio (come sempre) di uno dei team più forti del Motomondiale.

Occhio al 2022.

Il prossimo anno debutterà in Moto2, nel team Ajo che ha dominato la categoria quest’anno. E se Raul Fernandez ha sfiorato il Titolo Mondiale all’esordio non vedo perché non possa succede lo stesso con Pedro.

Succederà, eccome se succederà.

 

✍️ Francky