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FERMIN VINCE IN INDONESIA: IL FUTURO È ADESSO

Certe vittorie nascono da lontano, altre spuntano come fulmini in un cielo sereno.

Quella di Fermín Aldeguer in Indonesia appartiene alla seconda categoria.

Il rookie spagnolo del team Gresini Ducati ha firmato una delle imprese più sorprendenti della stagione MotoGP 2025, vincendo con freddezza, lucidità e un ritmo che ha lasciato tutti a bocca aperta — sé stesso compreso.

 “Nessuno si aspettava che vincessi così presto. Neanche io, forse.” — Fermín Aldeguer, dopo la gara di Mandalika

Circuito di Mandalika: umidità alle stelle, asfalto bollente, condizioni da trappola per chiunque.

Eppure Aldeguer ha dominato come un veterano, gestendo la pressione, la gomma e la strategia. Ha scelto la media posteriore, una mossa che sembrava azzardata dopo le difficoltà del sabato con la soft. Ma il team Gresini ha letto perfettamente la situazione: moto più stabile nei primi giri, meno degrado nelle fasi finali.

Un rischio calcolato che si è trasformato in una vittoria da manuale. Aldeguer ha corso con il sangue freddo di chi non ha niente da perdere e la lucidità di chi sa di avere talento puro. È partito forte, ha dettato il ritmo e non ha mai guardato indietro.

Il paradosso è servito: la Ducati vince, ma non convince. Perché se da un lato Gresini festeggia, dall’altro il box ufficiale si lecca le ferite.

Francesco Bagnaia non trova la quadra. Il campione del mondo 22/23 ha vissuto un weekend di smarrimento tecnico e mentale: passo incostante, feeling con l’anteriore ballerino, e una fiducia nella moto che sembra dissolta gara dopo gara. La stampa italiana non ha risparmiato critiche, sottolineando che Pecco “non è più lui”, e che la lucidità che lo aveva contraddistinto nel 2023 sembra svanita. Lui si è semplicemente nascosto, silenzio stampa.

Marc Márquez, invece, non è mai arrivato al traguardo. Falciato da Marco Bezzecchi, è stato protagonista di un contatto tanto spettacolare quanto sfortunato. Ma la vera sorpresa è arrivata dopo: nessuna polemica, nessuna rabbia, solo parole pacate. Una calma insolita per uno come lui, tanto da far pensare che Marc stia attraversando una fase di transizione psicologica più che sportiva.

Non è stato un weekend da dimenticare solo per i big. Luca Marini ha mostrato buoni spunti nelle prove ma si è perso in gara, incapace di tenere il ritmo dei migliori. Pedro Acosta, invece, ha confermato ancora una volta il suo status di Top Rider: aggressivo, spettacolare e in costante crescita. Se la KTM gli darà la moto giusta, il futuro è già suo.

Un plauso al Team Gresini che riesce a vincere con entrambi i Piloti in questa stagione, solamente Ducati Lenovo c’è riuscita. Si assicura il Titolo di Piloti indipendentemente e tra poco vincerà il Titolo di miglior Team indipendente, impresa incredibile se si pensa che il tutto è stato fatto con materiale vecchio non godendo del trattamento “Factory”. La promozione nel 2026, con una moto ufficiale per Alex Marquez, è meritatissima.

CLASSIFICA MONDIALE – Lotta per il podio

Dando un occhiata alla classifica Mondiale, noto che quando scritto alcuni mesi fa si sta avverando. VR46 fuori dalla TOP5 del Mondiale. Una débacle incredibile per il Team che avrebbe dovuto prendere il posto di Pramac ma che ha miseramente deluso le aspettative. 

https://x.com/FranckyHawk29/status/1957726129420140900?t=1eDAoEpZgEYHLCTNIFj-wg&s=19

Chiudo con un pensiero sulla Ducati, “sollecitata ad una risposta” da stampa e giornalisti della TV che trasmette il Motomondiale, pizzicata con domande taglienti e richieste di “delucidazioni”. A mio avviso Ducati non è una Yamaha qualsiasi che si sente costretta a chiede scusa ai suoi Piloti. Ducati domina il Mondiale Piloti da quattro anni, quello costruttori da sei. È arrivata al livello di MV Agusta ed Honda. Proprio in questo 2025 in cui ci sono stati i migliori risultati in assoluto, solamente perché l’ha fatto col Pilota sbagliato, alla prima occasione viene attaccata. Si chiedono chiarimenti sul perché Bagnaia prenda delle suonate ogni GP a fronte di un unica vera vittoria in Giappone quando l’altro giustamente correva col freno a mano perché voleva vincere il Mondiale.

Se il Mondiale l’avesse dominato Pecco avrebbero posto le stesse domande oppure avrebbero affisso il poster di Gigi Dall’Igna in ogni ufficio pubblico d’Italia!?

Serve onestà intellettuale. Stop.

 

Francky

 

 

MOTOGP 2025 ROUND MOTEGI-LA SETTIMA/NONA MERAVIGLIA DI MARQUEZ

Re Marquez è tornato sul trono della Motogp.


In quel di Motegi è andata in scena una bella storia che prescinde dall’aspetto sportivo. Quello era ben chiaro sin dalle prime gare ed è stato confermato nell’arco di tutta la stagione.

Marc Marquez ha tramortito tutti ed è tornato su quel trono che lo aveva visto seduto altre 6 volte in carriera. Sette volte campione del mondo della Motogp ed un campionato che l’ha visto dominare forse ancor di più di quando dominò con la Honda in qualcuna delle passate stagioni.

Un dominio mai messo in discussione perché lo spagnolo ha fatto il bello ed il cattivo tempo tutto da solo. Le volte in cui ha perso una gara 2025 è stato perché è scivolato mentre era in testa oppure in battaglia per esserci.

I suoi (pochi) avversari si sono sciolti come neve al sole chi subito (Bagnaia) chi un po’ dopo (il fratello Alex). Tutti gli altri hanno soltanto potuto ammirare le gesta di un campione (ed in quanto tale non simpatico a tutti) e battergli le mani sotto il podio di Motegi.

Chi scrive non ama i domini (lo dico un’altra volta), soprattutto quando si prolungano per anni come accaduto a Marc sino al 2019.

Il titolo 2025 però ha un sapore diverso, un sapore pieno della voglia di riscatto dopo il brutto infortunio del 2020. Altri avrebbero appeso il casco al chiodo al posto dello spagnolo… In fondo, dopo 6 mondiali in classe regina ed un paio in quelle minori, chiunque poteva sentirsi appagato. Marquez no.

Si è fatto smontare e rimontare un braccio patendo dolori e lunghi periodi di dura riabilitazione per arrivare al 28 settembre 2025. Un leone.

Un leone che ha pianto come un bambino per la gioia e la fine di un incubo durato tanto tempo.

Non si può che fargli i complimenti e ringraziarlo per lo spettacolo regalato ai suoi tifosi ed anche agli appassionati delle due ruote in genere.

A Motegi si è “accontentato” di due secondi posti alle spalle del redivivo nonché teammate Pecco Bagnaia.

L’aveva detto già nel pre-gara che non “gliene fregava un cazzo” di vincere la gara ma che l’obiettivo era di chiudere il bersaglio grosso.

Ce l’ha fatta e non si può far altro che congratularsi con lui.

Tornando al weekend di gara lo stesso è stato dominato dallo stesso Pecco Bagnaia che, dopo un inizio di stagione quanto meno “accettabile”,  pareva caduto nella disgrazia più assoluta.

E’ da inizio stagione che si è blaterato di una Ducati 2025 peggiore/migliore della 2024, dell’adattamento di un pilota piuttosto che di un altro, del mix di “pezzi” che si possono comporre tra le due moto…

Si è parlato di un Bagnaia non all’altezza, soprattutto da chi ama “tifare contro” invece che tifare per il proprio beniamino.

Si sono sprecate parole con dietrologie che non hanno senso.

Ci si è dimenticati di una cosa importante però, che chi va in moto conosce bene. La fiducia ed il feeling con la propria moto. In assenza di quella non ci sono pezzi nuovi che tengano, aggiornamenti e sviluppi dati/deliberati da uno o dall’altro che tengano.

Bagnaia non è e mai sarà Marquez ma dargli addosso per partito preso non è giusto.

Di sicuro ha perso la testa, la calma, la direzione. Sarebbe stato più “normale” finire dietro a Marquez regolarmente ma con distacchi sensati invece di subire sorpassi in staccata da chiunque da 10 gare a questa parte.

Dopo i test di Misano pare abbiano trovato il bandolo della matassa nel box di Borgo Panigale. Tardozzi ha ammesso pubblicamente che il team è stato poco reattivo pur tirando in ballo il fatto di avere poco spazio per le prove che sarebbero servite a Pecco in assenza di concessioni extra di test come per altri team.

Questa “scarsa” reattività è però tipica dei bolognesi. Ricordo ancora un Lorenzo portato a spasso dalla sua Desmosedici per una stagione e mezza fino all’arrivo del serbatoio che ne cambiò la posizione e lo fece ridiventare un campione invece di un incapace. Correva l’anno 2018 e le cose non sono cambiate.

La gara di ieri ha quindi visto tanti vincitori.

Pecco che ha fatto Hat trick sia sabato che domenica. Nella gara “vera” ha pure portato a termine una decina di giri con una GP25 che fumava come una vecchia due tempi con miscela grassissima. Una vittoria sudata che poteva essere messa in discussione da una squalifica come in tanti speravano.

Marquez che è tornato sul trono.

Ducati che fa suo il quarto mondiale di fila e dopo aver fatto vincere il campione cresciuto in casa, quello del team satellite, ieri ha riportato in alto quello che di diritto sta tra i migliori 5 di sempre.

In un certo qual modo hanno vinto anche Honda e Mir saliti sul podio da tempo immemore.

La pista di casa avrà avuto il suo effetto, però la moto è ben lungi dall’essere facile. Si vedeva ad occhio dalla Tv che si muove “ a strappi” senza fluidità. In staccata la vedevi affondare per poi rialzarsi e poi riaffondare, così come a centro curva. E’ migliorata ma questa volta ci ha messo una pezza lo stesso Mir che è da 2021 che vince il campionato delle cadute già prima dell’estate.

Il vero sconfitto di Motegi è il campione (ormai non più in carica) Jorge Martin. Stagione devastante per lo spagnolo che è caduto troppe volte ed ogni volta l’ha pagata facendosi male.

Ennesimo grave infortunio con frattura esposta della clavicola. Peccato perché aveva dato l’impressione di ricominciare la risalita affacciandosi tra le posizioni più consone alla storia degli ultimi due anni. Un’altra tegola che non ci voleva nè per lui e men che meno per Aprilia che dovrà fare a meno dei suoi servizi.

Onesto Bezzecchi falciato dal compagno della garetta e poi buon piazzato alla domenica, davanti al tanto bistrattato Morbidelli che con una moto 2024 sta facendo meglio in classifica generale del suo compagno Di Giannatonio che porta in pista una 2025.

Malino Fabio Quartararo con una Yamaha che non ne vuol sapere di andare in gara e che lui salva solo sul giro secco facendo miracoli. Dopo un inizio gara promettente ha perso 4 posizioni in 5 curve sorpassato da chiunque nelle vicinanze senza poterci fare nulla. Peccato.

Male le Ktm con gli unici sprazzi che arrivano dal solito Acosta nella sprint. Nella gara lunga è andato per campi cercando di resistere. Sparito Binder da inizio stagione lo stanno imitando sia Bastianini che, soprattutto, Vinales che in una fase della stagione sembrava essere in palla ed aver trovato la via. Al solito gli manca continuità, a prescindere dalla caduta.

Chiusa la pratica del titolo mondiale adesso potremo assistere a gare “vere”

Cinque appuntamenti dove i nostri eroi potranno darsele di santa ragione senza preoccuparsi di altro. Potremo scoprire se Bagnaia e’ davvero risorto o sé questa rinascita e’ un fuoco di paglia. Potremo misurare le performance senza obblighi di “amministrazione”. Cinque “face to face” nei quali Bagnaia vorrà dimostrare al mondo che aveva ragione lui. Cinque appuntamenti dove la fame del cannibale Marc non sarà di certo appagata e potrà correre senza pesi. Ma ci saranno anche gli altri, forse..

Ci si rivede già in Indonesia il prossimo weekend.
Buon divertimento a tutti.

Salvatore V.

 

(immagini tratte dal web)

AFFARI DI FAMIGLIA – I MARQUEZ DOMINANO LA CATALUNYA – POST GP

️”Questa volta il buon Alex gli ha dato una bella paga a Marc. Certo è che se c’è un Pilota che lo lascia contento, quando viene sconfitto, quello è il fratello. È un’annata straordinaria per i fratelli Marquez, mai vista una roba così. Sul podio poi la scena più bella…c’erano Alex, Marc ed Enea insieme a Nadia Padovani. Una bella storia da raccontare, e magari da replicare proprio a Misano in ricordo di Fausto.”

Il Gran Premio di Catalunya 2025 è stato uno di quei weekend che resteranno scolpiti nella memoria della MotoGP. Sono stati tre giorni in cui si è scritta una storia di rivalità fraterna, sorprese tecniche e colpi di scena che hanno infiammato il circuito di Montmeló. Venerdì le prove libere hanno subito dato segnali chiari. Brad Binder ha trovato il giro perfetto con la sua KTM firmando il record della pista in 1:38.141 davanti a Pedro Acosta, seguiti da un Alex Márquez velocissimo e da Marc subito dietro, conferma che Ducati e KTM sarebbero state le vere protagoniste del weekend. Marc ha mantenuto sangue freddo ammettendo che Montmeló non è il suo circuito preferito ma ribadendo che la Ducati resta la moto più completa in griglia.

Sabato la Sprint ha visto un copione degno di un dramma familiare: Alex al comando cade alla curva 10, regalando la vittoria a Marc, che consolida la sua impressionante collezione di successi veloci stagionali con la quattordicesima vittoria su quindici sprint. Sul podio Quartararo e Di Giannantonio. Il trionfo consegna anche a Ducati il titolo costruttori matematico, a conferma di una superiorità tecnica che sta segnando questa era della MotoGP.

Domenica, però, la trama cambia radicalmente: i fratelli Márquez si trovano faccia a faccia per la supremazia a Barcellona. Alex parte forte dalla pole, Marc lo brucia al via ma dopo pochi giri il più giovane dei due trova lo spazio e lo supera alla curva 1, costruendo da lì una gara perfetta. Con ritmo, freddezza e determinazione prende il largo, gestisce ogni attacco solo con la solidità del cronometro e taglia il traguardo da vincitore, interrompendo la serie di quindici vittorie consecutive del fratello. È la sua seconda vittoria in carriera, ma ha il sapore di un’impresa: battere Marc davanti al pubblico di casa e scrivere la sua pagina personale. Marc chiude secondo, consapevole che oggi non c’era margine per ribaltare la situazione. Sul podio sale anche Enea Bastianini con la KTM Tech3, finalmente premiato con il suo primo podio domenicale della stagione, davanti a un costante Acosta e a un solido Quartararo.

La classifica mondiale resta saldamente in mano a Marc con 487 punti, mentre Alex sale a quota 305 accorciando ma senza minacciare la leadership, in un Mondiale che si chiuderà presumibilmente in Giappone. Ducati continua a dominare anche tra i costruttori con oltre 540 punti. Ma al di là dei numeri, il Catalunya segna un punto di svolta emotivo: Alex, spesso all’ombra del fratello, dimostra di poter vincere con merito, KTM conferma di essere l’unico vero avversario della corazzata Ducati, e Marc, pur restando il pilota più forte e costante del campionato, vede interrotta la sua aura d’invincibilità.

Montmeló ci ha ricordato che la MotoGP resta imprevedibile e che persino la dinastia Marquez può subire scosse interne. Ora lo sguardo è già rivolto al prossimo round di Misano, dove Marc proverà a chiudere i conti del titolo ma Alex arriverà con fiducia e consapevolezza nuove, pronto a non essere più solo “il fratello di”.

 

 

Francky

MOTOGP UNGHERIA 🇭🇺 – POST GP

Il Gran Premio d’Ungheria 2025 al nuovissimo circuito di Balaton Park ha segnato il ritorno della MotoGP nel Paese dopo ben trentatré anni di assenza. Una cornice suggestiva, a pochi chilometri dal Lago Balaton, che ha regalato spettacolo ma anche polemiche: il tracciato, inaugurato da poco, è stato giudicato da molti piloti troppo stretto e lento per le MotoGP, al punto che qualcuno lo ha definito un “Mickey Mouse track”. In ogni caso, nel weekend un protagonista assoluto c’è stato: Marc Márquez.

Lo spagnolo ha letteralmente fatto piazza pulita. Già dal sabato ha messo le cose in chiaro, firmando la pole con due giri record e dominando la Sprint, approfittando anche del caos della prima curva che ha eliminato diversi rivali. In gara domenicale non è stato tutto facile: un contatto con Bezzecchi alla partenza lo ha fatto scivolare in quarta posizione, ma giro dopo giro ha recuperato, fino a tornare davanti a tutti all’undicesimo passaggio. Da lì in poi ha gestito con la freddezza dei grandi campioni, senza lasciare scampo a nessuno.

Alle sue spalle, Pedro Acosta ha dimostrato ancora una volta talento e costanza, conquistando un secondo posto importante, mentre Marco Bezzecchi ha completato il podio con una prestazione concreta. Dietro, degna di nota la rimonta di Jorge Martín, che ha guadagnato dodici posizioni e firmato il giro veloce, chiudendo quarto. Male invece Francesco Bagnaia, soltanto nono e ormai sempre più in difficoltà rispetto al passo imposto dai fratelli Márquez. Per Alex Márquez, la domenica si è trasformata in un’occasione sprecata: una caduta ha rovinato la sua gara, costringendolo a chiudere lontano dai primi.

La vittoria di Marc non è una semplice vittoria: è la sua settima doppietta consecutiva tra Sprint e gara lunga, il quattordicesimo successo di fila e la conferma di una leadership schiacciante in campionato. Di fatto, il mondiale 2025 parla sempre più con il suo nome.

Il debutto di Balaton Park, tra paesaggi incantevoli e curve strette, ha diviso piloti e appassionati, ma una cosa è chiara: al netto delle polemiche, questo fine settimana resterà nella storia come quello che ha visto Márquez confermare, ancora una volta, che quando è in forma è semplicemente inarrivabile.

Classifica Mondiale

Un paio domande da porvi.

1.Quanto pesa il confronto diretto con Márquez sul morale e sulle prospettive future di Bagnaia?

2.La Ducati, che fino a pochi mesi fa sembrava imbattibile, rischia davvero di perdere la supremazia tecnica in MotoGP?

3.Si è mai verificato un episodio del genere in F1, con il Pilota di “casa” che viene sculacciato dal nuovo arrivato!?

 

 

Francky

IL GRANDE BLUFF DELLA MOTOGP – METÀ STAGIONE

Ma cosa ci hanno raccontato negli ultimi anni!? “La MotoGP più competitiva di sempre”, “vanno tutti uguale”, “ma quanto è bella questa MotoGP”, “il livello più alto di sempre”. Quando il gatto non c’è i topi ballano, ma miei cari adesso il gatto è tornato… È stato un bluff tutto ciò che abbiamo visto negli ultimi anni!?

“Inutile dare voti. In un mondo pieno di professori da divano anche questa moda delle pagelle ha stancato”.

↘️ CHE DELUSIONE…

È stato un 2025 che ha deluso le aspettative. Quelle di alcuni tifosi, in particolare Bagnaia e Martin. I contendenti degli ultimi due Titoli Mondiali hanno letteralmente fatto rimpiangere agli appassionati gli anni precedenti. Martin per la telenovela in chiaro stile “Cento Vetrine” con Aprilia, mentre Bagnaia sembra da inizio Mondiale il protagonista di un film dell’orrore di Stephen King nel quale non trova la via d’uscita dal labirinto infernale.

Se per Martin c’è la scusante della moto nuova e dell’infortunio (credo che le avrebbe prese di santa ragione anche in condizioni normali) per Bagnaia scusanti neanche l’ombra. Il compagno di team con il numero 93 sulla carena lo sta sculacciando fin dai test, su una moto che ha sviluppato Bagnaia stesso. Il povero Pecco è partito con “non sento l’anteriore, poi non sente i freni, adesso non sente il posteriore. Con Biaggi e Stoner sono stati molto meno magnanimi quelli che “raccontano” questo Sport.


⤴️ UNA CONFERMA

Marc Marquez sta facendo quello che tutti si aspettavano. Dai al fenomeno la moto fenomenale e ti chiude il Mondiale in Giappone a settembre (deriso da chiunque quando lo dicevo…). Il suo problema è che non ha assolutamente rivali, uno dei Mondiale più scadenti di sempre a livello di rivali in pista e allora penso ma negli ultimi anni cosa ci hanno raccontato!? Tutti forti, tutti vanno uguale, che bella questa MotoGP, poi gli danno la Ducati e questo li umilia ad ogni GP. Vabbè, andiamo avanti…

↗️ LE SORPRESE

Nota positiva di questo Mondiale sicuramente è il Team Gresini ed Alex Marquez. Con la partenza di Marc credevo che i risultati del Team sarebbero crollati ed invece Alex ha smentito tutti, anche il sottoscritto, ed ha fatto vedere cosa significhi essere un due volte Campione del Mondo.

🟣 IL BEZ

Molto bene anche Marco Bezzecchi che si è dovuto sobbarcare tutto il lavoro del Team Aprilia causa la mancanza di Martin. Ne Ogura, ne Raul Fernandez sono alla sua altezza, anzi quest’ultimo mi domando cosa ci faccia ancora in MotoGP…. La moto di Bezzecchi in alcune condizioni è competitiva e Marco riesce a trarne sempre il meglio.

🟠 ZARCO/VINALES

Altra nota sicuramente positiva sono Johan Zarco e Maverick Vinales. Il primo è l’alfiere Honda griffato LCR (che sgarbo ad HRC), ha vinto in Francia e nella parte centrale della prima metà di è comportato molto bene. Vinales è al quarto costruttore da quando è in MotoGP, ha vinto con i primi tre e sicuramente potrà togliersi qualche sassolino dalle scarpe quest’anno.

🔵 EL DIABLO

Ultimo del gruppo di quelli che hanno ben figurato c’è sicuramente Fabio Quartararo, che nonostante lo scaldabagno che guida (quegli scaldabagni vecchi che si usavano una volta) è riuscito a portare a casa quattro pole position! In gara si stende perché altre opzioni non ne ha…


⤵️ CHI PUÒ DARE DI PIÙ.

🟡Sicuramente il Team VR46. Abbiamo capito che pagano per avere la moto Factory, ma mi chiedo come si possa, anno dopo anno, prender paga da chiunque. Già lo scorso anno hanno pagato dazio (non è stato Trump bensì Marc!) a Gresini, ma anche quest’anno le stanno prendendo di santa ragione da quelli altri… Morbidelli assolutamente bocciato, ne combina una più di Bertoldo ad ogni GP ed a mio avviso non ha senso continuare con lui in MotoGP, meglio dare una possibilità a qualche giovane emergente della Moto2. Di Giannantonio chiacchiera tanto, sprizza positività (stiamo arrivando, stiamo facendo, stiamo dicendo, stiamo cucinando….) ma alla fine, come si dice qui in Calabria Saudita, “non quaglia”, ovvero non porta acqua al Mulino, tutto fumo e niente arrosto.

🟠Un altro dal quale mi aspettavo MOLTO di più è Pedro Acosta. Lo stiamo aspettando da un po’ di tempo, a Brno il primo vero GP da protagonista. Per me il problema della KTM è la gestione della gomma. La moto c’è e si vede, ma lui è sempre per terra. Ricorda il Marquez del 2023 in Honda.

🔚 FINE CORSA.

Si tratta di alcuni Piloti che, oltre ad aver deluso in questo 2025 e che oggettivamente non sono giudicabili causa di un mezzo poco competitivo o di un Team poco competitivo, hanno i giorni contati in MotoGP. Il 2026 sarà l’ultimo anno per alcuni, il 2025 per altri. Luca Marini sicuramente su tutti, che ha trovato un rinnovo inspiegabile per il 2026. Poi Alex Rins, davvero inguardabile quest’anno; Raul Fernandez che ancora deve “sbocciare” e sono quattro anni che aspettiamo che accada. Poi c’è Joan Mir, sul quale stendo un velo pietoso.  Sono tre Piloti Spagnoli che negli ultimi cinque anni non hanno dimostrato nulla di nulla, perché stanno ancora li!? Perché non dare spazio ad altri Piloti!? Ma questa è un’altra storia…

Mi sono dimenticato qualcuno!? Forse Bastianini, Oliveira e Binder. Sarebbe come sparare sulla croce rossa, ma indubbiamente la loro prima parte di stagione è insufficiente. Non giudico Jack Miller, vero è una stagione pessima, ma il mio giudizio su di lui è compromesso. Ho un debole per Jack e non lo nascondo.


🎙️Questo Mondiale è forse il più deludente degli ultimi anni in termini di competitività ma offre tanti spunti, sorprese inaspettate, e una realtà ormai chiara: Marc Marquez è ancora il punto di riferimento. Tutti gli altri? Chi più, chi meno, stanno cercando di imitarlo, di andargli dietro, di stargli vicino… Invano.

Gli ultimi anni ci hanno raccontato una MotoGP equilibrata, piena di talenti, di giovani promesse e di team competitivi. Eppure è bastato rimettere Marc Marquez su una moto vincente per azzerare tutto. Il re è tornato, ma forse non era mai andato via.

 

 

 

Francky Longo