Tra le innevate cime delle fresche valli austriache si consuma l’edizione 2026 dell’omonimo GP durante il quale…
Come dite? Di fresco non c’era nulla? 35 gradi all’ombra?
D’accordo, ricomincio.
Nell’infuocato e semitropicale clima di Zeltweg (proprio tipico in Giugno…) si consuma l’edizione 2026 del Gran Premio d’Austria alla fine del quale sono state disattese tutte le aspettative della vigilia.
- Ferrari porta un “poquito de aduo” ed è più lenta che a Barcellona
- Mercedes non porta nulla e va 17 km/h più veloce di tutti
- Max doveva far fatica a stare nei punti poi quasi quasi la vince
- Piastri si è finalmente acceso
Nelle precedenti edizioni il GP austriaco era (quasi) l’unico GP della stagione in cui era possibile vedere sorpassi. Questo grazie ai lunghi rettilinei con grande frenata alla fine che consentendo sorpassi e controsorpassi al cardiopalma. Con queste nuove vetture e l’input del “deployment” e dell “overtake mode” ci si aspettava (o almeno io mi aspettavo) uno spettacolo circense con sorpassi in ogni dove e con grandi battaglie.
Invece non si è visto nulla di tutto ciò e a parte qualche interessante schermaglia tra Hamilton e Verstappen il cui gusto è dipeso più dai loro trascorsi che da quanto si è visto in pista confesso che sono rimasto molto deluso.
La realtà è che tutte le vetture stanno convergendo verso un uso sempre più ottimale della tecnologia a disposizione il che rende inevitabilmente più uniforme la prestazione, relativamente parlando.
Per la stessa ragione è tornata ad essere fondamentale la strategia dei pit stop e la capacità di gestire le gomme nonché la capacità di settare la vettura per il meglio.
Insomma, il nuovo complesso di “power unit” introdotto a inizio anno pur rimanendo decisivo non ha più l’enorme incidenza vista a Melbourne. Il che da un lato ci rallegra e dall’altro ci pone domande su come i reparti ingegneristici delle squadre stiano lavorando per gli sviluppi.
A Barcellona, infatti, i grandi applausi fatti a Ferrari sembravano poter dare adito ad un prosieguo di stagione di grande equilibrio ma gli ulteriori sviluppi portati in Austria hanno deluso parecchio. Il che sorprende perché, stando a quanto riportato, erano inerenti proprio al motore e in una pista in cui il motore è più importante che altrove vedere i piloti in rosso arrancare in fondo ai rettilinei non ha portato grande felicità.
E sorprende ancora di più, vista la convergenza di utilizzo delle power unit cui si è accennato più sopra, che non si sia riusciti, in casa Ferrari, a gestire ciò che nei precedenti GP erano stati più bravi a fare: l’assetto della monoposto che aveva evidenziato grandi pregi di guidabilità e capacità di gestione delle gomme nella seconda parte di gara.
Può essere che tutto dipenda dal layout del circuito e dal caldo anomalo che si sono trovati ad affrontare, difficile dirlo con sicurezza. In effetti mentre a Barcellona c’era un solo rettilineo da gestire qui in Austria ce ne sono tre di cui due belli tosti e la famosa coperta corta si è fatta rivedere.
Ad ogni modo a Silverstone, che per certi versi potrebbe presentare le stesse problematiche di Zeltweg, potremo saperne qualcosa in più.
Ma bando alle ciance e vediamo come si sono comportati i piloti.
RUSSELL voto 10
Giorgino ritrova un po’ di fortuna e sagacia tattica a cominciare dalle qualifiche, quando in Q3 riesce a segnare il miglior tempo nonostante l’incidente di Max e le relative bandiere gialle. Le polemiche a seguire si sono smorzate rapidamente perché le telemetrie mostravano chiaramente che il piede si era alzato proprio in coincidenza dell’esposizione delle gialle. Gialle piuttosto timide, a onor del vero, visto che in altre circostanze e per molto meno in questo tipo di sessioni scatta quasi immediatamente la red flag… Ma non è certo colpa del pilota quindi hats off per le scelte eccellenti poste in essere in quelle poche frazioni di secondo. La gara di Giorgino è esemplare. Parte bene evitando il rischio rappresentato da Leclerc, resiste con comodo al tentativo di attacco di quest’ultimo prima di curva 3 e poi da lì in avanti gestisce ogni fase di gara con estrema facilità. Come detto all’inizio ritrova un po’ di fortuna rappresentata da diversi fattori: le Ferrari che allo start non sono più un razzo, il muretto di Max che ha badato più a consolidare le posizioni che si è guadagnato nei vari stint che non a pensare alla vittoria e infine la tranquillità di non avere Kimi immediatamente dietro le spalle. Ancora una volta, nessuno di questi fattori è dipeso da lui quindi… Si è rivisto anche il miglior Russell delle scorse stagioni quando nell’ultima parte di gara lasciava avvicinare i suoi inseguitori dando loro l’illusione di poterlo raggiungere per poi riaccelerare quel tanto che bastava per spegnere ogni illusione (e far loro consumare gomme più del dovuto). La ciliegina sulla torta è stata la riconquista del secondo posto nel mondiale che, quindi, rimane vivo.
VERSTAPPEN voto 10
Max trova la miglior RBR della stagione in “casa” ed è solo un peccato di hubris che gli impedisce di conquistare la pole. Con un errore simile a quello di Leclerc a Barcellona Max entra un po’ troppo spavaldo in curva 9 e perde il controllo della vettura finendo malamente fuori pista. Dopo le qualifiche in RBR si sono affrettati a comunicare una non meglio precisata “improvvisa perdita di carico all’ala posteriore” ma le immagini mostrano chiaramente la chiusura dell’ala al momento giusto sicché vien da pensare che ci sia un po’ di strategia comunicativa legata alle paturnie mai sopite dell’asso olandese. Meglio dire “colpa della macchina” che dire “colpa di Max” se non è questi il primo ad ammetterlo. Non posso non vedere una certa differenza con quanto fa di solito Charles e la Ferrari e l’unica conclusione che ne posso trarre è che alle volte un po’ di sana ipocrisia fa bene. In effetti Max parte bene e riesce a guadagnare due posizioni in un colpo solo approfittando da par suo dei pasticci di Antonelli con Leclerc. Il suo passo è decisamente migliore di quello di Lewis tant’è che il duello si accende già all’11° giro: di caldo ce n’era già abbastanza ma il sudore a vedere quei due che duellano aumenta copiosamente. Duello che però non si protrae perché Hamilton si ferma prima di quanto si pensasse evidenziando la probabile intenzione di fare 3 soste. La scelta di rimanere fuori altri 6 giri alla fine mi è parso l’abbia un po’ penalizzato perché gli ultimi due giri dello stint non solo sono lenti ma lo costringono a diverse frenate a gomme bloccate che lo mettono a rischio. Dopo il pit è nettamente il più veloce in pista. Raggiunge Hamilton in men che non si dica e lo supera di fegato puro. Il duello gli fa perdere quei 3-4 secondi da Russell che alla fine della gara, per un verso o per l’altro, saranno decisivi. Dopo la VSC (causata dallo spegnimento della vettura di Sainz in pieno rettilineo: brivido!) è a oltre 6 secondi da Russell ma in una dozzina di giri si riporta sotto ed è qui che si decide la gara. Per evitare l’undercut di Max Russell pitta al 44° giro ma Max non si ferma subito e viene lasciato fuori per ben 6 giri in cui perde circa 7 secondi da Russell uscendo dall’ultimo pit a oltre 8 secondi da quest’ultimo. A questo punto è chiaro che non può più giocarsi la vittoria. Ci prova, sia beninteso, recuperando secondi su secondi ma è più l’effetto del controllo di Russell che non una velocità superiore. La dimostrazione sta nel fatto che è più Kimi ad avvicinarsi a lui di quanto lui non si avvicini a Russell e nell’uiltimo giro si prospetta pure un duello che però Max è bravo a non far mai accendere. Max deve essere contento non solo della posizione raggiunta (top stagionale) ma anche del fatto che la vettura ha mostrato tenuta in tutti i momenti della gara in cui l’ha messa alla frusta: in partenza, nei duelli, nel ritmo. La parte più interessante degli aggiornamenti portati in Austria è la tenuta gomme che, pur non essendo ancora a livello Mercedes, è notevolmente migliorata. Se Max, come l’anno scorso, riuscisse a rientrare nell’equazione del mondiale ci sarà da divertirsi.
ANTONELLI voto 7.5
Non è stato, quello austriaco, il miglior week end dell’anno per il nostro giovane conterraneo. In qualifica è l’incidente di Max lo costringe ad alzare il piede molto più di quanto faccia il suo compagno di squadra ed è costretto alla quarta piazza. Diversamente da quanto ho sentito e letto nelle immediatezze non imputerei ingenuità alla sua condotta: c’è un incidente in qualifica, ci sono le gialle, si rallenta. In pochi fanno notare che tutti quelli dietro ad Antonelli hanno fatto esattamente come lui. La genialata di Russell è un unicum di cui però la federazione dovrà tener conto. Ingenuo, invece, lo è nel primo giro in cui si fa prendere un po’ troppo dalla foga e va lungo alla fine di entrambi i rettilinei. Riprende Leclerc in un amen ma gestisce male il duello consentendo a Max di passarli entrambi. Nella prima metà di gara non è neanche velocissimo e in un paio di TR lo si sente lamentarsi dei freni. Poi evidentemente qualcosa si aggiusta perché dal 45° giro in avanti è decisamente il più veloce in pista. Recupera tantissimo su Max ma quando quest’ultimo pitta al 50° a lui viene imposto di stare fuori per ben due giri che, purtroppo si riveleranno la zavorra che gli impedirà di ambire ad una posizione migliore. Come detto nel commento a Max, quest’ultimo è bravo nell’ultimo giro e mezzo a togliere punti di riferimento al nostro anche solo per immaginarsi un duello e finisce così. Sia per lui che per Max la scelta di allungare leggermente gli stint non ha pagato: una sana marcatura all’italiana avrebbe consentito ad entrambi di giocarsi l’ultimo stint immediatamente alle spalle di Russell e allora chissà cos’avremmo visto. Ma tant’è. Se pure nel suo week end meno brillante il buon Kimi è… brillante allora bene così!
PIASTRI voto 8 ½
Toh! Chi si rivede! Dopo una messe di gare molto spente (sia in senso letterale, e non è stata colpa sua, sia in senso figurato) ecco che finalmente vediamo Oscar tornare a esprimersi ai livelli che gli conoscevamo lo scorso anno. Veloce, solido e deciso nei sorpassi. La McLaren ha lo stesso motore di Mercedes ma non è certamente allo stesso livello come equilibrio generale della vettura e deve pagare pegno rispetto a loro sia in qualifica che in gara. Tuttavia, per la prima volta quest’anno ho visto Oscar tenere giù il piede in tutte le situazioni decisive della gara. Nel finale il suo ritmo è stato decisamente superiore a quello dei ferraristi in un senso più che proporzionale rispetto a quanto lo è stato Norris (che pure sappiamo che ha nella velocità nei finali di gara la sua qualità migliore) il che gli ha consentito sia di strappare loro la posizione sia di consolidarla arrivando con un buon margine sul traguardo. Bene così.
HAMILTON voto 7 ½
Ho già scritto in premessa delle perplessità sull’approccio alla gara che la Scuderia ha avuto in Austria. Non ingannino le posizioni in griglia perché con Max fuori e Antonelli e le McLaren ad alzare il piede non sappiamo come sarebbe finita. In gara, Lewis ha il merito di aver saputo ben eseguire l’unica strategia possibile per la Ferrari di oggi, tornata mangia-gomme come nei bui tempi andati, che consisteva nel provare le tre soste e vedere cosa succedeva. Be’, è successo che gli sono passati davanti. Non c’è molto altro da dire.
HADJAR voto 8-
Ancora bene il nostro buon Isack nonostante vari problemi, esattamente come a Montecarlo, gli guida sopra e recupera alla grande nella seconda metà di gara mostrando un ritmo notevolissimo quasi alla pari con quello di Max. Il “meno” del voto è per la qualifica in cui fa un passo indietro rispetto alle ultime uscite. In Q3 il suo best in 16.6 sarebbe stato piuttosto lontano da quello di Max che era proiettato sul 16.1 prima dell’incidente. Ma bene così.
NORRIS voto 6
Mezzo voto in più per il risultato comunque decente altrimenti era appena sotto la sufficienza. Perché? Perché in gara Landino nostro ne ha combinata una più di Bertoldo. Parte male, rischia di girarsi già alla prima curva e poi in curva 3, poi gira piano per tutto il primo stint, sbaglia anche strategia perché essendo rimasto indietro doveva fermarsi prima e anche il secondo pit è ritardato di 6 giri oltre il dovuto. È solo grazie al suo consueto buon ritmo nei finali di gara che riesce a riportarsi in posizioni consone. È un peccato perché veniva da una serie di gare ottime a livello di pilotaggio e in cui aveva battuto nettamente Piastri un po’ in tutto. Qui invece è accaduto il contrario. Diciamo che per essere un pessimo week end è andata comunque bene.
LECLERC voto 7 ½
La si veda come si vuole ma quando Charles decide di andare veloce non ce n’è per nessuno, nemmeno per l’Hamilton in periodo di grazia di queste settimane. Dopo le vicissitudini in qualifica degli scorsi GP è stato bello rivederlo al top. Difficile dire dove si sarebbe collocato senza l’incidente di Max ma intanto il suo l’aveva fatto. Mi è piaciuto meno in partenza quando ha forse preteso troppo dalla sua Ferrari che, orfana delle partenze al fulmicotone di inizio stagione, non avrebbe potuto più di tanto contro Russell in curva 3. D’altronde con 17 km/h in meno che poteva pretendere il buon Charles? Il problema è che in questo modo è stato costretto a far sfilare Hamilton e si è un po’ disunito facendosi prendere dalla foga di recuperare consumando le gomme ancora più di quanto ci si aspettasse. Poi ci si è messo Antonelli, a sua volta un po’ troppo agitato a inizio gara, a fargli perdere ulteriori posizioni. Il secondo stint lo ha trovato nel traffico e anche se non è stato male quanto a velocità quando aveva pista libera ha cmq perso troppo tempo vanificando così l’ipotesi di fare due sole soste. Anche a lui si è presentato lo strano fenomeno dell’inversione delle gomme: a Barcellona Ferrari andava bene con le bianche e male con le rosse mentre qui è avvenuto il contrario come si è visto nell’ultimo tratto di gara quando, esasperato dal pessimo passo che era costretto a fare, ha fatto un pit in più mettendo le rosse e muovendosi molto bene a livello di ritmo il che, per quanto inutile ai fini del risultato, spero gli abbia comunque dato materiale per ragionare sugli assetti dei prossimi GP. Già, perché tra le tante chiacchiere post gp la principale “accusa” a Ferrari è stata quella di aver privilegiato assetti non consoni alla gara oppure che abbiano settato la vettura come nelle precedenti gare senza aver tenuto conto delle modifiche al motore. Per quanto, come detto in premessa, si stiano vedendo convergenze di utilizzo della power unit, è chiaro che c’è ancora tanto da capire su come reagiscono le vetture dal punto di vista aerodinamico e ogni minimo cambiamento, evidentemente, rischia di far sballare tutti i dati precedentemente acquisiti. Ho anche sentito parlare di problemi ai freni il che sarebbe un po’ una beffa dopo quanto accaduto a Montecarlo ma credo che in questo caso le condizioni estreme (vedi i Racing Bulls e Cadillac) abbiano influito non poco. Intanto, dopo due zeri molto inopinati, è importante che si sia rivisto qualche lampo dei suoi.
LAWSON e LINBLAD – voto 8 e 7 ½
Di nuovo Racing Bulls sugli scudi. Bene! Ne approfitta ancora una volta Lawson, meglio piazzato, che nonostante problemi ai freni riesce a tenere un buon ritmo che per tutta la gara lo tiene a distanza dai pericoli che arrivavano da dietro. Mezzo voto in meno a Linblad, comunque buono, per aver fatto confusione quando poco prima di metà gara si è ritrovato dietro proprio Lawson, più veloce e con gomme più fresche e non lo lasciava passare rischiando di rovinare la strategia di tutto il team.
NOTE DI MERITO
Audi e i suoi due piloti non hanno colto punti ma se la sono giocata. Bortoleto ha sfiorato la Q3 in un circuito dove in teoria Audi era assai sfavorita. Bene così.
Cadillac (soprattutto Perez) ancora una volta davanti ad Aston Martin in qualifica e stavolta anche con margine.
NOTE DI DEMERITO
Cadillac ancora una volta bene in qualifica e disastrosa in gara con due macchine ritirate dopo due giri.
Deludenti le Alpine in un circuito in teoria favorevole.
Ci vediamo a Silverstone!