Con l’avvicinarsi della fine del mondiale, sta uscendo fuori in tutta la sua magnificenza, la vera natura di questa F1. Inutile dire che non c’era bisogno di vivere questi tempi strani per capirlo, solo che alle persone la verità non gliela puoi raccontare; la devono vedere. Mi riferisco, con questa premessa, a quello che stanno dimostrando di essere Liberty Media e, gli organizzatori dei GP del Qatar e di Abu Dhabi e, non posso non citare anche l’ultimo contratto stipulato proprio dagli americani e, il Ruanda. Andiamo per ordine.
Liberty Media che detiene i diritti commerciali di tutto il carrozzone e, che di fatto comanda tutta la baracca, ha l’obbligo di dire che si correrà in Qatar ed Abu Dhabi proprio perché ci sono dei contratti in essere. Di base non gli si può fare una colpa più di tanto e, nel contempo, bisognerà attendere che gli stessi organizzatori dei due paesi medio orientali citati poc’anzi, rinuncino ufficialmente all’organizzazione dell’evento. A quanto capito Qatar e Abu Dhabi l’osso proprio non lo vogliono mollare e, fanno sapere che l’evento ci sarà. Dov’è la vergogna e l’ipocrisia in tutto questo? Ammesso che si corra, dopo il benestare delle assicurazioni (perché tanto senza la “luce verde” di chi deve risarcire non si va da nessuna parte!), mi chiedo con quale coraggio si possa organizzare un evento sportivo quindi superfluo, voluttuario sebbene imponente, li dove fino a qualche giorno prima sono piovute bombe ed è stato versato sangue? Che attinenza ha lo slogan “lo sport unisce”, quando quei Paesi innanzi tutto sono completamente scollegati con la realtà occidentale e, ripeto, in questo momento hanno una popolazione piegata dagli stenti che solo una guerra può creare. Personalmente non vedo nessuna unione se non l’adempimento di un contratto stipulato e, che deve essere onorato fino alla fine. Quanta ipocrisia! A mio modo di vedere è vergognoso solo stare a pensare di poter correre li, caso mai per miracolo finissero i bombardamenti in tempo. Liberty Media dicevo, la quale è obbligata vero, vero è che poiché anche questo ente ha un obbligo morale verso il miliardo circa di persone che la seguono, potrebbe quanto meno emanare un comunicato ufficiale di condanna in tal senso, anziché l’inutile “Stiamo monitorando con attenzione” e, nel contempo tiene in caldo Imola, unica vera alternativa (pacifica) a questo stillicidio. Con lo stesso atteggiamento, con gli stessi slogan e, per l’immensa gioia di Hamilton presto si andrà a correre in Africa, nello specifico in Ruanda. Confesso che non conoscevo le vicende politiche di quell’area, sebbene ci voglia veramente poco ad immaginarle e, dopo che mi sono aggiornato a riguardo, mi sono reso conto che qui si va oltre l’ipocrisia. Davvero quel Paese aveva bisogno di un GP per rinverdire la sua immagine? Con i soldi che verranno spesi per organizzare tutto l’evento, compreso creare un circuito da zero presumo, quante iniziative concrete si potevano avviare per una popolazione, che a mio giudizio, non sa cosa farsene della F1. Qui prodest? Questa è la domanda, questo è il tarlo che si deve sempre seguire, oppure se vi piace di più, “segui i soldi” e, si capirà veramente chi ne beneficerà di tutto questo circo. Immagino che per il 2030 Hamilton sarà in pensione, ed immagino che per quel periodo sarà ambasciatore dell’inclusione in Africa, mi auguro solamente che non si presenti in circuito con il soprabito sopra la giacca, perché a quelle latitudini fa leggermente più caldo, di Monza ad inizio settembre. Sono perfettamente consapevole che tutto gira attorno al vile danaro e, che soprattutto un circo come quello della F1 abbia un prezzo non indifferente, eppure immagino che ci dovrebbe essere un limite per tutto, un’etica e soprattutto un lato umano da preservare e, che funga da esempio per tutti, soprattutto per quei giovani in luogo del quale Liberty Media tanto insegue. Mi rendo conto di essere un folle ed un illuso evidentemente.
A cominciare da questa settimana partirà la tripletta americana, iniziando in Texas per passare in Messico e, concludere il viaggio in Brasile prima del gran finale. Ad Austin il nostro Kimi Antonelli avrà a disposizione il suo primo match point, il quale ha probabilità veramente basse per potersi concretizzare, considerando la monumentale quantità di punti che dovrebbe conquistare rispetto al suo più diretto avversario in classifica, che è Russell. Molto più probabile che Kimi festeggi in Messico o appunto al più tardi in Brasile. Questo dipenderà da come si concluderanno le gare e, soprattutto come si comporterà la sua W-17, la quale necessità di forti conferme su un circuito vero come quello del COTA. Singapore a causa del suo layout e, soprattutto perché è stato “inquinato” dalla presenza di una sprint race, non ha saputo fornire le giuste risposte agli ingegneri della Mercedes, ed ecco che la gara americana dovrebbe dire molto a tal proposito. Se ci dovessimo soffermare sulla stupefacente capacità, da parte di Kimi, di concretizzare al massimo ogni singolo risultato a suo favore, allora sarà plausibile pensare che il nostro connazionale, ha altissime probabilità di arrivare sempre a podio in questa tripletta americana e, laurearsi campione del mondo entro il Brasile. A ciò bisogna aggiungere il discorso di cui sopra: se annunceranno l’annullamento di Qatar ed Abu Dhabi allora Antonelli potrebbe essere campione anche prima. Purtroppo per il nostro pilota italiano non parlo di vittoria, sia per i problemi di correlazione citati poc’anzi e, soprattutto per il fatto che la Red Bull di Max Verstappen è tornata e, ora chi li ferma più? Di certo non Ferrari, anche se ad Austin porterà l’ultimo pacchetto di aggiornamento, oltre ad una livrea dedicata, perché quella non può mai mancare… siamo pur sempre la nazione dello stile no? Da quanto visto nei GP asiatici, sembra proprio che il gruppo di Wache abbia capito, a furia di perfezionamenti continui (e tanti errori), come far lavorare la piattaforma sotto le chiappe di Max. Sottolineo solamente Max, perché sarà un caso, eppure da quando Red Bull ha iniziato a vincere (con Max!), Hadjar ha iniziato a trovare difficoltà. Come era inevitabile che fosse, la squadra va in direzione del suo campione e, il vero rammarico di tutta questa storia, è stato quello di non aver visto i bibitari in forma sin dall’inizio, perché sarebbe stato davvero interessante vedere come se la sarebbe cavata Kimi col suo mentore. Sebbene l’anno prossimo ci sarà un cambiamento nel regolamento ( e cosi anche nel 2028… assolutamente ridicoli!) e, considerando che non necessariamente si riproporranno gli stessi valori di forza a causa del suddetto cambiamento, è altrettanto probabile che proprio nel 2027 potremo vedere il nostro connazionale (con una testa “più leggera”) giocarsela con il fuoriclasse olandese. Certo della partita potrebbe esserci anche la Rossa, tutto è possibile, solo che preferisco rimanere coi piedi per terra e, cercare di capire quali altre sorprese ci saranno nel Texas, dal punto di vista delle strategie, sperando che non si ripeta per la terza volta consecutiva il fai da te da parte dei piloti; in special modo da parte di Hamilton. Ferrari con questo upgrade si gioca l’ultima parte del campionato, perché come McLaren prima e Mercedes immediatamente dopo, insegnano che è un attimo perdere la bussola.
La differenza è che a queste due squadre è concesso sbagliare, dato che una ha vinto fino all’anno scorso e, l’altra si appresta a vincere tutto quest’anno, noi poveri ferraristi invece, ci avviamo mestamente al ventesimo anniversario a bocca asciutta e, non so quanto sia motivante per quelli che bazzicano a Maranello, veder vanificato il loro ultimo sforzo prima della conclusione della stagione, in cui saremmo dovuti essere come preannunciato dal Presidente quattro anni fa, campioni del mondo.
Buon GP di Austin a tutti.
Vito Quaranta