LE NON PAGELLE DI ZANDVOORT 2026

Cominciamo subito dicendo che per fortuna questo circuito esce dal calendario. Non ricordo un GP così noioso da anni. Le nuove vetture, con ogni evidenza, mal si adattano a competere in un questo tortuoso e indecifrabile percorso farcito di curve dai nomi impronunciabili. Il rettilineo si è rivelato troppo corto, quantomeno per il limitato effetto simil-DRS che hanno queste vetture. Più di tutti ha influito la mappatura obbligata del famigerato deployment che ha impedito ai piloti di cercare sorpassi in altri punti della pista. Da curva 10, che in altre edizioni si è prestata a tentativi interessanti, si usciva con l’elettrico a palla (si potrà dire?) così da rendere vano qualsiasi tentativo di stringere la traiettoria all’interno. Per lo stesso motivo è diventato impossibile affiancare l’avversario prima della semi-chicane di curva 11 e 12 che in passato ha consentito alcuni sorpassi inattesi (vedi Leclerc l’anno scorso su Russell). Da appassionato che sa che i sorpassi non sono tutto in un GP di Formula 1 speravo che almeno la tensione strategica potesse tenermi incollato alla tabella dei tempi ma sfortunatamente il week end con la “garetta” ha impedito agli strateghi di capire il comportamento delle gomme con la conseguenza che abbiamo assistito alla fiera del dilettantismo assoluto: quasi tutte le soste sono state casuali e anche in momenti concitati in cui certe decisioni erano facilitate da situazioni contingenti mi è parso piuttosto evidente che senza le consuete analisi del week end i vari muretti non sapessero che pesci pigliare.

Quest’ultima situazione, il cui momento più chiacchierato è stato quello della mancata chiamata di Leclerc nel momento in cui aveva Hamilton molto più veloce dietro le spalle ma in cui sono cadute, per quanto ho potuto vedere, anche Mercedes (la mancata chiamata di Russell nella VSC causata da Ocon), McLaren (la strategia insensata con Piastri) e poi Alpine e Williams, mi fa venire in mente uno dei precetti più interessanti di Coach Julio Velasco:

Bisogna saper giocare male

Se l’alzatore alza male la palla, spiega nelle sue conferenze il celebre coach argentino, lo schiacciatore deve in qualche modo adattarsi e trovare la soluzione per quella specifica contingenza. Sono tutti bravi con le alzate giuste ma il fenomeno vero è capace di giocare intelligentemente anche le alzate imprecise. Così per ogni altro ruolo: se il ricevitore riceve male l’alzatore deve riuscire comunque a trovare la soluzione per gestire la palla, se il muro è mal piazzato il ricevitore deve comunque capire come coprire la sua parte di campo. E così via. Sono due i concetti che emergono da queste considerazioni. Il primo è che una squadra e gli atleti che la compongono devono essere preparati per muoversi entro ampi margini di flessibilità per gestire le inevitabili imprecisioni e gli altrettanto inevitabili errori che costellano lo svolgersi dell’evento. Si badi, non si intende, qui, una flessibilità generica o una pur lodevole attitudine all’adattamento a circostanze diverse. Qui si intende qualcosa di molto più preciso: una preparazione tecnica volta proprio alla gestione dell’imperfezione. Il secondo concetto che emerge dalla filosofia di Velasco è il rifiuto dell’alibi: se sono pronto e tecnicamente preparato anche a gestire le situazioni complicate allora non potrò (e non dovrò) cercare alibi per gli errori commessi.

Traslare questo discorso in tanti ambiti è facile (e il buon Julio si fa pagare profumatamente per farlo e fa benissimo) ma mettere in pratica questa attitudine non lo è altrettanto. Per il nostro amato mondo della Formula 1, con decine e forse centinaia di persone che analizzano la gara secondo per secondo, diventa quasi un’impresa titanica.

Quasi.

Non è impossibile.

Calcoli alla mano è facile, mi permetto di dire, seguire il Plan A o il Plan C o il Plan B +4: ne abbiamo sentiti a bizzeffe di team radio di questo tipo negli anni. Ma molto più difficile è gestire l’imprevisto, l’imperfezione, il momento concitato di una SC o di una VSC, o di uno stint che non va come si era pensato. Il punto è che in questa gara, in questa Zandvoort resa così noiosa anche dall’assenza dell’auspicato (almeno da me) maltempo, con il comportamento erratico delle gomme e del vento e con il deployment ormai compreso e reso omogeneo su tutte le vetture, ho avuto la netta percezione che un po’ tutti i muretti dei team non sapessero che pesci pigliare.

Non erano (non sono?) preparati a gestire l’imperfezione.

E come si gestisce l’imperfezione?

Non è questa la sede per profonde e dettagliate analisi di questo difficilissimo tema ma si può fare. Si può decidere di affidarsi alle percezioni del pilota come avrebbe fatto Sua Santità (cit. Ambras) Niki Lauda ma devi avere il pilota giusto per farlo: oltre a Sua Santità sappiamo tutti i nomi dei piloti che, in passato, brillavano per la capacità di sentire la gara: Graham Hill, Jackie Stewart, Emerson Fittipaldi, Alain Prost, Nelson Piquet (caratteristica che pochi gli riconoscevano).  Oppure si può decidere di affidare le decisioni nei momenti chiave a una figura specificatamente dedicata del muretto, di quelle capaci di capire il momentum al volo perché con l’esperienza adatta per farlo o perché specificamente preparata per farlo.

E in Gran Premio così atipico come quello che si è rivelato essere quello olandese c’erano solo due modi per andare bene: volare come una scheggia (ché in Formula 1 non si sbaglia mai ad andare veloci, sia chiaro) oppure annusare l’aria che tira e muoversi di conseguenza.

GP atipico e non pagelle ancora più atipiche: come sono andati i nostri eroi?

FERNANDO ALONSO voto 299.792

E bravo Fernandello nostro che per l’ennesima volta nella sua carriera cava sangue da una rapa e porta incredibilmente a punti una Aston Martin che nonostante i recenti (buoni) sviluppi è ancora un catorcio incapace di superare il Q1. E non si è trattato di un risultato giunto per qualche capriccio del destino o per mirabolanti colpi di fortuna. No. Il nostro si è mosso con sagacia, ha capito la tenuta delle gomme rosse, ha capito che l’unico modo per giocarsela era tentare la strategia a una sosta. Ed è stato veloce, per quanto ha potuto. E ancora di più è stato tenace. Quando Gasly gli è arrivato sugli scarichi, con ancora una quindicina di giri da compiere, non ha mollato un metro e ha tenuto fino alla fine contro una vettura che sulla carta doveva dargli un secondo al giro. Chapeau!

LANDO NORRIS voto 10 e lode

Che bravo Landino nostro! Quasi quasi sta dimostrando di meritare il titolo più quest’anno che l’anno scorso. La sua gara è stata encomiabile. Non si è fatto prendere dall’affanno dietro ad Antonelli e poi, una volta cambiate le gomme, ha sfoderato un ritmo che nessuno è stato in grado non dico di eguagliare, ma neanche di avvicinare (a parte Leclerc). Ivi compreso il suo spaesato compagno Piastri (voto 5) il quale, tolta la magnifica seconda partenza, non ha combinato niente e dall’inizio alla fine, oltre ad avere un ritmo più lento di Landino di quasi 1 sec/giro è stato in totale balia degli eventi e di una strategia senza senso (non ha marcato nessuno, tanto per dirne una). Certo che un Lando così è veramente un gran bel vedere e Toto per primo se n’è reso conto: il TR che comanda lo swap tra Russell e Antonelli, in tutta evidenza dettato da visione prospettica, lo dimostra in modo preclaro. Qual era l’altro modo per gestire gli imprevisti? Andare come una scheggia? Ecco, caro Landino, così si fa.

KIMI ANTONELLI voto 9 ½

Gara a due facce, quella del bolognese. Ad una prima parte spumeggiante, capace di tener testa al torello di giornata, si è sommata una seconda parte molto più incerta, viziata, pare, da un treno di gomme non performante che non gli ha consentito di dare il meglio sul piano prestazionale. Ed è qui che mi è piaciuto: nonostante gli evidenti problemi di scivolamento eccessivo è comunque riuscito a tenere un ritmo eccellente, da vero metronomo umano, un po’ come un certo Max… Non si è mai scomposto, non ha commesso errori e anche se dietro di lui Lewis stava dando il meglio non si è fatto intimidire ed è andato a prendere Russell costringendo il boss a dare il ferale Team Radio di cui s’è detto poco fa. Che si vuole di più? Questo ragazzo ogni volta ci sorprende. Oggi ha guidato alla Prost, che ne dite?

GEORGE RUSSELL voto 6 ½

Voto più al week end nel suo complesso che non alla gara in sé: il podio è arrivato per un mero capriccio del caso, grazie all’improvvida VSC a due giri dalla fine, causata dal pasticcio di Sainz con Albon, che ha impedito ad Hamilton (e forse anche Leclerc) di farne un sol boccone. Siccome della garetta non parlo mi limito a considerare che ha sbagliato la partenza, che il suo ritmo ancora una volta non è stato minimamente comparabile a quello di Antonelli, che nel finale invece di correre quanto più poteva non ha fatto altro che lamentarsi. La decisione di ordinargli lo swap con Antonelli sancisce la decisione di proseguire il campionato ad una punta. Ciao George, è stato bello.

LEWIS HAMILTON e CHARLES LECLERC voto 7 a entrambi.

Luci ed ombre nel week end dell’eptacampeao. Non brillantissimo in qualifica, non brillante in partenza, è poi sagace nel gestire la strategia ed è veloce quando serve. Chiaramente quei quattro giri dietro a Leclerc l’hanno pesantemente condizionato perché, a conti fatti, ha perso quasi 3 secondi che tra il giro dei pit e la VSC causata da Ocon gli negano un podio che sarebbe stato comodo comodo. Oppure no? In qualche misura quei quattro giri hanno danneggiato anche Leclerc il quale, nei momenti di pista libera e gomme in finestra, è stato l’unico a poter rivaleggiare con Norris in quanto a ritmo: suo è anche il fastest della gara (fatto nel finale con le rosse che però avevano anche tanti altri quindi il merito è solo suo). Nel momento di difficoltà con Lewis negli scarichi, preso nel gorgo dell’indecisione del muretto avrebbe potuto fare meglio? Probabilmente sì ma è difficile a dirsi. Se si fosse fermato senza far perdere tempo a Lewis ne avrebbe paradossalmente beneficiato anche lui: cronometro alla mano il ritmo che ha mostrato subito dopo era da podio. Forse in occasione della VSC si sarebbe trovato davanti a Lewis e con molte più possibilità di giocarsela persino con Antonelli. Insomma, il muretto Ferrari, in una gara dove c’erano da prendersi le (altre) due posizioni sul podio ha lasciato veramente tanto a desiderare. Da notare due cose: che Charles ha fatto il sorpasso più bello della gara (Piastri sarà pure un po’ “spento” ma il suo motore no) e che tutti i pit Ferrari sono stati piuttosto lenti. Un piccolo disastro, viste le possibilità.

Altre considerazioni sparse.

 

HULK: ottima gara del nostro con due punti da rimarcare. Il primo è lo straordinario riflesso in occasione dell’incidente di Max e Bortoleto. Il replay mostra un sangue freddo e velocità con cui ha reagito sul volante che ha dell’inumano. Voto alla manovra: 10 e lode! Il secondo è che ha passato tutta la seconda parte di gara a poca distanza da Lawson. Audi continua a sorprendere.

LAWSON: ottima qualifica ma gara indecifrabile. A causa dell’incidente non sappiamo se Max aveva il potenziale per giocarsi il podio o comunque per essere subito dietro. In questa prospettiva ipotetica la prestazione di Lawson in gara non mi ha per nulla convinto. Non sono quindi molto d’accordo con i tanti commenti positivi che si sono sentiti su di lui sia durante la gara che dopo. Va detto che a differenza di Tsunoda, all’esordio in gara con queste nuove vetture, lui è da inizio stagione che le guida, e anche con un certo profitto. Quindi non ha molte attenuanti.

GASLY si era mosso bene durante il week end ma in gara è stato penalizzato da strategie che l’hanno costretto sempre a inseguire il che, visto che era praticamente impossibile sorpassare (impossibilità per tutti tranne che per Leclerc naturalmente), l’ha danneggiato non poco.

TSUNODA: nel gioco dei sedili causato dall’infortunio di Hadjar, il piccolo Yuki si trova a esordire con questo nuovo tipo di vettura. E lo fa bene, con un aggiustamento continuo in tutto il week end: al venerdì era 5 decimi più lento di Linblad, al sabato appena 1 decimo e alla domenica (anche al netto della penalità del giovane britannico che non lo ha certo aiutato), invece è stato più veloce, di poco ma più veloce. Bravo.

WILLIAMS e HAAS: voto 3

Queste due scuderie stanno facendo un incredibile passo del gambero. Non è che non stanno portando aggiornamenti (Terruzzi, nel suo podcast, fa notare che stiamo intorno alla trentina di aggiornamenti da inizio stagione) ma è che non funzionano. Se consideriamo dov’era McLaren dopo quattro gare e dov’è oggi direi che sarebbe molto interessante fare il gioco del “trova le differenze”…

Alè.

 

BASTIAN CONTRARIO (XII): Il provinciale

Toto Wolff nel post GP: “Sembrava che avessimo il passo per vincere la gara, ma poi per ragioni poco chiare abbiamo perso cosi tanta performance su entrambe le vetture, probabilmente ancora di più su Kimi, che non siamo riusciti a tenere la posizione su Norris. Quindi finire secondi e terzi è una limitazione dei danni direi! Abbiamo avuto una sosta gratuita con Kimi e, George è stato incredibile alla fine nel combattere e anche nel respingere la Ferrari, che erano su una vettura molto più veloce… è stato davvero eccezionale! Quello che sembra difficile dall’esterno non è lo è dall’interno. E’ una situazione di cui abbiamo discusso molto spesso, anche stamattina: non andremo a perdere tempo a lottare tra di noi e a farci respirare sul collo dalle due Ferrari. Quindi sarebbe stato esattamente lo stesso al contrario. Non ha importanza chi è davanti nel campionato, si tratta solo di proteggere le migliori posizioni possibili”.

L’articolo di questa settimana lo potrei già chiudere cosi, con le dichiarazioni di uno spietato e cinico Wolff, il quale sebbene dica solo una parte della realtà (perché le parole del Team Principal della Mercedes devono essere sempre pesate), è anche vero che egli descrive bene i fatti di cui ha avuto ragione. Vasseur le ha ascoltate le parole del suo collega amico? Oppure è ancora intento ad imparare il termine “esecuzione” in italiano? Perché la parola che esce spesso e volentieri, dalla bocca del Team Principal francese, è appunto esecuzione. Prima c’era “Il dobbiamo capire”, ora siamo passati a “una non corretta esecuzione”. Indipendentemente dalla narrazione che viene usata per giustificare, ogni domenica la debacle Rossa, il buon Vasseur sarebbe meglio che abbandonasse questo atteggiamento provinciale e cerchiobottista perché nel voler accontentare tutti, ha finito per commettere ancora più danni. Su queste righe, in questi giorni di pausa estiva, ho scritto e predetto tutto: sia la situazione vissuta in Mercedes, sia quello che è accaduto in Ferrari, per finire a McLaren che sarà l’ago della bilancia di questa seconda parte del mondiale. Partendo proprio da Ferrari mi domando con quale coraggio si può pensare di vincere un mondiale con appunto questa mentalità provinciale? Come ho già scritto Vasseur fino ad ora ha cercato di guadagnare tempo, tempo che non ha mai avuto e, che dopo l’Olanda, ormai si è esaurito completamente. Il bubbone è definitivamente scoppiato e, la guerra silenziosa che c’era in seno alla Gestione Corse, ora è divenuta definitivamente rumorosa. Mi domando per quale motivo è stato preso Hamilton? Per rilanciare esclusivamente il marchio moda Ferrari? L’anno scorso il sottoscritto è stato il primo a bastonarlo, perché trovavo indecoroso non tanto il comportamento in pista, quanto le sue dichiarazioni post GP (“Sono un pilota inutile”). Nel frattempo che piangeva, il campione del mondo si è rimboccato le maniche cercando lentamente di appropriarsi completamente della squadra. I risultati parlano chiaro: alla fine del primo GP post vacanze, il campione inglese è secondo assieme a Russel della Mercedes (!) a pari merito e, si sta giocando il mondiale piloti contro un imprendibile ragazzino di diciannove anni (ormai ventenne nel momento in cui leggete). A differenza di Russel il vero problema di Hamilton è la mancanza di potenza da parte del motore Ferrari, altrimenti con molta probabilità, starebbe anche più avanti. Hamilton può piacere o meno e, al sottoscritto umanamente parlando non piace affatto, eppure come pilota non si discute e, chiunque dica il contrario mi spiace dirlo, è in mala fede. Di sicuro il suo palmares è stato “inquinato” da una vettura che era “drogata” rispetto alla concorrenza, vero è che lui sempre un campione rimane e, quando metti una super vettura in mano ad un campione, questo non fa altro che fare quello che gli riesce meglio; vincere! Allora ripeto fino alla nausea: cosa diavolo è stato preso a fare Hamilton se poi non viene ascoltato? Fatti alla mano l’inglese ha fatto e sta facendo quello che LeClerc non è riuscito a compiere in otto anni di permanenza in Ferrari: costruire una squadra attorno a se. Qual è la differenza tra Charles e Lewis’ Al primo interessa battere il compagno di squadra innanzitutto, in modo da stabilire le gerarchie in squadra (visione provinciale e limitata), al secondo interessa battere tutti perché semplicemente vuole vincere (visione decisamente più ampia).

Con la mentalità provinciale di Vasseur innanzitutto mi spiace dirlo non si andrà avanti e, l’atteggiamento cinico e senza scrupoli di Wolff lo ha dimostrato e messo a nudo proprio domenica scorsa: Toto non ci ha pensato su due volte nel far rallentare George a favore di Kimi, in piena lotta mondiale (!), perché una lotta fratricida avrebbe avvantaggiato Hamilton. Toto ha condannato Russell al ruolo di gregario, solo che lui se ne sbatte allegramente perché vincere è la prima cosa, specie con tutta questa concorrenza che incalza sempre di più (tutto ampiamente già scritto nelle settimane scorse). Vasseur con il suo modo provinciale di agire invece non si è assunto le sue responsabilità e LeClerc, il secondo per atteggiamento provinciale, ha agito di conseguenza. Innanzitutto per quale motivo al monegasco non è stato detto chiaramente di far passare il compagno, proprio com’è successo in Mercedes? Come mai gli è stato detto di fermarsi per un pit anticipato, anziché dire chiaramente di far passare il compagno? LeClerc è uno stupido? Non credo proprio ed infatti il monegasco, appena ha sentito quell’ordine, aveva già capito dove si sarebbe andato a parare ed inevitabilmente è rimasto in pista, per due lunghi giri, facendo perdere tempo prezioso al compagno. Davvero è cosi difficile parlarne prima? Sarebbe stata una lesa maestà se si fossero messi d’accordo, patteggiando lo swap, se uno fosse stato più veloce dell’altro per provare l’assalto sull’avversario di turno e, caso mai il suddetto assalto non fosse andato a buon fine, si sarebbe ritornati alle posizioni originali? In passato, recente e lontano, uno scenario del genere lo abbiamo già visto e, francamente non ci vedo nulla di male nell’eseguirlo. Solo che il provinciale Vasseur non ha avuto il coraggio nemmeno di eseguire un ordine del genere e, di rimando il provinciale LeClerc il cui unico scopo è lottare contro il proprio compagno (la staccata all’ultimo giro mostra tutta l’inadempienza del muretto Rosso contro quello Mercedes), hanno mostrato perché  questa Ferrari dopo solo una gara, dalla ripresa delle vacanze estive, non potrà lottare mai per il vero obiettivo finale, a meno che non abbia una vettura un secondo al giro più veloce della concorrenza. Se la squadra è del monegasco allora si punti tutto su di lui e si prenda un gregario. Invece visto che la realtà dice che in squadra c’è un sette volte campione del mondo, che ha detto a chiari lettere, che non é venuto in Ferrari per prendere la pensione bensì per vincere, allora continuo a chiedermi per quale motivo è stato preso se poi non viene ascoltato e, addirittura viene ostacolato da inopportune e provinciali decisioni. La SF-26 è una gran bella macchina, con uno dei migliori telai del lotto e, domenica scorsa ha dimostrato come tratta le gomme e, nel contempo ha dimostrato che il suo più grande difetto è la mancanza di potenza. A Monza succederanno due episodi: Ferrari porterà il secondo aggiornamento del motore (il famoso “ADUO2”) e, Antonelli (il capo classifica), dovrà scontare una penalità a causa del fatto che dovrà cambiare unità di potenza. Con Kimi che partirà con handicap, è facile immaginare che ambo le Ferrari se la giocheranno con Russel e le McLaren, allora mi chiedo cosa succederà se ci sarà l’opportunità da parte di Hamilton di poter accorciare le distanze sull’italiano della Mercedes? Vasseur avrà il coraggio di prendere la decisione finale, oppure continuerà con il suo essere provinciale  cercando di accontentare tutti? LeClerc se si troverà in una palese situazione di difficoltà, saprà mettersi a disposizione della sua squadra (come ha fatto “zitto e mosca” Russell) oppure cercherà di salvare l’onore, da vero provinciale, mettendosi di traverso alla sua stessa squadra?

Il diciotto di agosto avevo detto che Vasseur aveva al massimo due GP per prendere una decisione finale. Il primo è già andato domenica scorso mentre, il secondo GP (inteso come ultima chance per dimostrare che intenzioni hanno) si terrà tra due settimane proprio davanti al pubblico di casa. Ai posteri l’ardua sentenza; provinciali o meno che siano.

Ps Sono perfettamente consapevole che questo mio scritto susciterà non poche polemiche, eppure sia chiaro che il mio pensiero non è pro Hamilton, perché avrei scritto le stesse cose se ci fosse stato Charles al posto dell’inglese, bensì è pro Ferrari la quale non vince nulla dal 2008 e, se continua con questa mentalità provinciale, continueremo a guardare gli altri festeggiare.

Vito Quaranta

GP D’OLANDA. NORRIS METTE LA SECONDA. ANTONELLI ALLUNGA IN CLASSIFICA

Finite le vacanze estive tutti in pista per l’ultima volta a Zandvoort. Non ci mancherà il tracciato…o forse si… ma lo potremo dire solo dopo aver visto il Madring.

Vista l’astinenza di 3 settimane l’organizzazione riavvia le danze con la scorpacciata che comprende anche la tanto amata Sprint Race,

Ma andiamo per gradi.

Qualifica sprint

A sorpresa, arrivava da un discreto periodo di torpore, la pole sprint va a George Russell su Mercedes. In un soffio di vento ci sono (meno di un decimo) anche Norris e Leclerc.

Il leader del Mondiale Antonelli rovina la sua qualifica già nel Q1 grazie ad un uscita sulla ghiaia che gli fa perdere confidenza e qualche punto di carico. Gli è toccato partire quinto dietro a Piastri ma davanti al Verstappen ed Hamilton decisamente opachi. Se per l’olandese può valere la scusante del fattore monoposto lo stesso non è per l’inglese vista la brillantezza del suo compagno di squadra. Ottimo Lindblad che caccia fuori dai dieci il suo compagno Lawson prestato alla RBR vista l’indisponibilità di Hadjar per infortunio.

Terribili ed incommentabili le prestazioni delle Aston che finiscono per rendere merito a quelle indecenti della Cadillac e della Williams.

 

Gara sprint

Alle 12 del sabato parte la gara sprint. A parte Antonelli che guadagna una posizione ai danni di Piastri nel corso del primo giro, i piloti mantengono le posizioni con Russell che comanda sin dalla prima curva.

Il pinnacolo del Motorsport diventa il pinnacolo delle ferrovie per 19 noiosissimi giri in cui nessuno fa niente se non respirare i gas di scarico di chi lo precede.

Poi Leclerc decide di salvare la faccia di LM e porta a termine alla Tarzan l’unico sorpasso della giornata ai danni di Norris.

A parte ciò tutti gli altri finiscono come sono partiti, rigorosamente uno dietro l’altro come le carovane di auto che partono dalla Chiesa ed arrivano al ristorante per il banchetto del matrimonio.

E’ inevitabile che su una pista del genere nessuno prenda rischi a sorpassare quando hai le qualifiche dopo 3 ore e non vuoi rovinare l’auto.. che senso ha farlo per un solo punto in più a posizione/sorpasso?

Ma ci devo arrivare io che dalla F1 non ricavo nemmeno un euro?

Anche la pioggia ha voluto fare un dispetto. Qualche goccia è cominciata ad apparire negli ultimi 20 secondi di gara. Troppo tardi per sparigliare le carte.

La peggior sprint race della storia.. e già le altre..

 

QUALIFICHE

Seconda pole (consecutiva) appannaggio di Lando Norris con la McLaren in una sessione sfiorata nel finale dall’arrivo della pioggia negli ultimi secondi, esattamente come per la Sprint.

A fianco a lui Russell seguito da Antonelli con Piastri a completare le prime due file tutte motorizzate Mercedes.

Sessione amara per le Ferrari che conquistano solo la terza fila (davanti Hamilton) essendo stati gli unici a portare a termine due giri di preparazione nonostante il tempo minacciasse di scaricare acqua da un momento all’altro. La rigidità delle procedure potrebbe aver precluso ai Rossi una partenza migliore su una pista difficile per i sorpassi come quella olandese. Solo settimo il “padrone di casa” Max Verstappen nonostante il “miglior motore” dietro la schiena.

 

GARA

Ad agitare gli animi ci pensa una lieve pioggerella che durante i preparativi bagna la pista olandese facendo uscire dai box tutti con gomme intermedie. Pochi minuti soltanto che non impediscono di partire su gomme slick comunque visto che la pista è solo umida in qualche tratto.

Antonelli parte meglio del compagno e guadagna una posizione come Leclerc ai danni di Hamilton. Ma alla fine del primo giro scatta la bandiera rossa. Max Verstappen la manda nel muro all’uscita della parabolica salutando la compagnia senza aver percorso nemmeno un giro.

Alla ripartenza Bearman rompe provocando un ulteriore formation lap.

Dopo una buona mezz’ora finalmente la corsa parte davvero ed il nostro Antonelli, che aveva preso già una posizione nella precedente, beffa alla prima Tarzan Norris mettendosi davanti a tutti. Male questa volta Leclerc che con gomma rossa nuova si fa beffare all’esterno da Piastri su gomme bianche.

Antonelli e Norris prendono un pò di vantaggio sugli altri senza nessun sussulto sino a quando non comincia il valzer dei pit stop e delle varie virtual.

I vari Russell, Leclerc, Piastri ed Hamilton si scambiano posizioni in funzione del momento del pit e delle gomme montate. Nell’ultima parte di gara Norris si trova davanti a Russell (che aveva fatto un pit in meno durante una delle diverse virtual) con gomme stanche che obbedisce all’ordine di scuderia e lascia la posizione ad Antonelli in rimonta ed incalzato dal ritorno delle Ferrari su gomme rosse fresche. L’inglese si salva dal sorpasso di Hamilton (e conquista il podio) nel corso del settantesimo giro solo grazie ad Albon che tocca il suo compagno e determina un ulteriore Virtual che chiude di fatto le ostilità in pista.

Da Zandvoort ci si porta a casa la conferma della ritrovata competitività McLaren ed un Lando Norris che ha mostrato un piglio mai mostrato in passato: l’ha vinta in pista e non al box. Al netto di aver azzeccato la strategia, Antonelli è stato sorpassato in pista, così come Hamilton che in quel momento guidava la gara seppur in svantaggio di gomme.

Ci portiamo a casa un solido Kimi che oggi non ne aveva per vincere ma che è sembrato molto più concreto del compagno di team. Russell ad un certo punto ha invocato il lavoro di squadra per non cedere la posizione ben conscio che sarebbe stato raggiunto dall’italiano. Però è stato obbediente e remissivo quando gli è stato chiesto di farsi da parte. E’ diventato ormai chiaro su chi Mercedes vuol vedere iridato.

Ci portiamo a casa anche la decisione Ferrari di favorire Hamilton per la lotta mondiale. Leclerc è stato sempre davanti e, per tenerlo dietro, il box lo ha fatto rientrare nel corso della penultima safety. I rossi si sono presi il rischio del doppio pit stop nonostante il monegasco avesse gomme ancora fresche che potevano portarlo alla fine. Si sono tolti l’imbarazzo di (forse) dovergli chiedere di lasciare la posizione se negli ultimi giri Hamilton gli fosse arrivato negli scarichi.

Chi scrive si porta a casa anche la netta sensazione che oggi nessuno dei team ci ha davvero capito qualcosa. A mia memoria non ricordo una sola gara in cui tutti i top team abbiano attuato strategie differenziate per entrambi i piloti sia in termini di durata che di tipo di gomma usata. Soprattutto con tutte le virtual che di fatto hanno invogliato a pittare. Ad un certo punto della gara c’erano piloti con gomme bianche che giravano più forte di altri con rosse con gli stessi giri sulle carcasse.

Se questa è la modalità per rendere più movimentate le gare ben venga. A patto che non ci siano obblighi.

Un ultimo accenno al vecchio della compagnia. Nando ha portato quel ferro inguardabile al nono posto. Ha fatto una gara infischandosene di tutti, con strategie proprie e senza ingarellarsi. Ha avuto ragione lui.

 

PS: Scusa Pier per averti indegnamente sostituito. (ne ho usato solo uno che mi avevi dato omaggio la volta scorsa).

 

Salvatore V.

 

(immagine di copertina tratta dal sito di Eurosport)

F1 2026 – GRAN PREMIO D’OLANDA

Dopo il canonico mese di pausa estivo la F1 riparte con l’imprevedibile GP d’Olanda in scena a Zandvoort. Imprevedibile per molti motivi in quanto sarà il primo dopo la lunga pausa estivo con molti team che porteranno degli aggiornamenti più o meno corposi.

Fari puntati quindi su McLaren che dovrebbe portare novità al retrotreno e arriva con il vento in poppa dopo il successo in terra ungherese.  Anche Ferrari e Mercedes introdurranno novità, più la prima che la seconda, e sarà interessante capire come riusciranno a trovare la quadra in una pista in cui il grip può cambiare molto tra una sessione e l’altra.

immagine da gpblog.com

Sarà un GP cruciale anche per la derelitta Aston Martin che avrà il primo vero aggiornamento di PU da parte di Honda che dovrebbe permetterle di tornare a lottare per i punti.

Altro motivo di imprevedibilità è il tracciato in sè, caratterizzato da basso grip, due curve con pendenze laterali piuttosto accentuate e carreggiata stretta. Il layout della pista dovrebbe sorridere a Ferrari in quanto esigente dal punto di vista del carico aerodinamico e molto meno in merito alla potenza della PU.

Terza variabile: weekend con sprint race per cui una sessione di prove libere in meno e poco tempo per trovare l’achimia giusta della monoposto da mandare in pista. Anche in questo di solito Ferrari eccelle e potrebbe essere l’ago della bilancia decisivo in un weekend così compresso e complicato.

immagine da news.verstappen.com

Zandvoort è un tracciato molto impegnativo per le gomme,  per l’energia scaricata sulle stesse dall’alta densità di curve veloci comprese le due sopraelevate e dallo scarso grip dovuto alla sabbia portata dal vento. Pirelli ha portato le coperture C2, C3 e C4 con la mescola più dura che sarà un must in gara, considerando anche i sorpassi in pista saranno complicati a causa della carreggiata stretta.

Si arriverà in Olanda con Antonelli in vantaggio di 50 punti su Hamilton e la Mercedes con 72 punti su Ferrari. A bocce ferme questo potrebbe essere un appuntamento in cui sia Kimi che la sua squadra dovrebbero puntare a limitare i danni, considerando anche quanto successo in Ungheria. Potrebbe anche essere l’opposto dato che in Ungheria la Ferrari era vista come sicura protagonista e ha finito per raccogliere poco in gara.

Il fattore chiave sarà la capacità dei team di essere già pronti nella prima sessione di libere e l’esecuzione corretta durante tutto il weekend, cosa riuscita alla grande alla Mclaren un mese fa e in maniera pessima alla Ferrari. In tutto ciò l’oggetto del mistero sarà la Red Bull che vede un Verstappen plurivincitore su questa pista ma con poche armi quest’anno per ripetersi. Almeno è stato risolto il nodo del rinnovo del contratto: accordo fino al 2030, forse più per una mancanza di alternative che per la garanzia di un futuro roseo in Red Bull. In più, a causa di un infortunio al polso Hadjar sarà sostituito da Lawson il quale sarà a sua volta sostituito da Tsunoda.

immagine da autohebdof1.com

Sia Mclaren che Red Bull saranno le variabili impazzite di un weekend in cui si assegnano tanti punti e in cui bisogna rimanere “sul pezzo” per non lasciarne troppi per strada. Al momento quello più capace in questo senso sembra essere Antonelli che teme forse più problemi di affidabilità che i suoi avversari in pista che al contrario alternano ottimi Gp ad altri decisamente sottotono.

Questo sarà anche l’ultimo Gp d’Olanda, forse un altro segnale che l’egemonia del 33 olandese sta per giungere al capolinea.

*immagine in evidenza da circuitzandvoort.nl/en/

Rocco Alessandro

 

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Tutto finisce, vacanze comprese, quindi il mondiale di F1 è pronto a ripartire per l’ultima volta (a proposito di “tutto finisce”), in quel di Zandvoort in Olanda. Fino all’anno scorso, su questa pista, Verstappen sarebbe sato una garanzia, per la gioia di tutti gli “orange” suoi tifosi, mentre ora i valori si sono ribaltati e, sebbene Red Bull si presenta a casa sua col motore più potente (una barzelletta!), a dettare legge saranno altri. Detto che sarebbe folle sottovalutare Max e la sua Red Bull proprio a casa del campione olandese, vero è che le questioni lasciate aperte da parte di tutti i protagonisti di questo campionato sono tante e, dubito che Max potrà dire la sua come era suo costume in passato.

Mercedes è la prima che ha questioni aperte non da poco, perché a differenza del 2014, gli avversari hanno saputo reagire con maggiore vigore. Diciamocelo francamente: la stragrande maggioranza di noi pensava che, con questo nuovo cambiamento regolamentare, avremmo rivissuto un nuovo 2014 ed invece, nonostante i crucchi siano comunque partiti in vantaggio, il dominio che abbiamo ingollato per otto lunghi anni, almeno sino ad ora, non c’è stato. A vincere è sempre una Mercedes certo, solo che non ci sono più quelle doppiette noiose e scontate, il terzo non arriva a quaranta secondi… dal secondo classificato (Mercedes!), quindi diciamo che abbiamo assistito ad un maggiore livellamento prestazionale rispetto al passato. Chi più di tutti ha pagato salato questo mancato divario prestazionale è stato George Russell, il quale era dato campione del mondo d’ufficio, ancora prima che iniziasse il campionato stesso ed invece un ragazzino di diciannove anni, gli ha infilato una trave nell’occhio (per non dire altrove!) così grossa, da farlo letteralmente impazzire. Il nostro connazionale ha saputo interpretare al meglio le assurde regole che governano questo meschino regolamento, quindi onore a lui che prima di tutti (soprattutto rispetto al suo più esperto compagno di squadra) ha saputo cogliere l’occasione dimostrando che, chi ha puntato su di lui, non si sbagliava affatto. La domanda quindi è: George saprà reagire? Già George Russell, un bel dilemma. Detto che a mio giudizio il mondiale è ancora del tutto aperto, fosse solo per quello che abbiamo visto a riguardo l’anno scorso, per non parlare di quanto abbiamo visto proprio quest’anno, a causa di guasti e ritiri vari, di com’è stato facile recuperare punti. Di fatto l’attuale classifica è bugiarda forte, perché l’inglese della Mercedes ha vinto solo due GP e, nonostante tutto, Russell non è cosi distante “dalla trave nell’occhio” italiana. Di certo Russell ha non più di tre, quattro GP al massimo per provare a cambiare il suo destino e, riconquistare la vetta. Non è impossibile uno scenario del genere considerando quanto visto sino ad ora. Infatti la fragilità della W-17 è un fattore da tenere in considerazione, perché basta un ritiro per il povero Kimi, con conseguente vittoria del suo compagno naturalmente, che la classifica è già mutata nuovamente. Vincere apporta fiducia, quindi metteteci qualche podio pesante, da parte di Russell, con Kimi che imbrocca la domenica storta ed il gioco è fatto. Scenario molto veritiero a mio giudizio, solo che si presta a dei rischi enormi perché il buon Russell dovrà esporsi non poco per ottenere questo, a differenza del nostro Kimi che ha tutto il tempo di ragionare e quindi prendersela comoda. Diciannove anni ed ha già dimostrato in gara che guida come se ne avesse dieci di anni in F1 sulle spalle e, questo è l’ostacolo più grosso per la rimonta di Russell. Infatti se nei prossimi tre, quattro GP Kimi ne vince almeno uno, con podi pesanti da parte sua e, Russell sempre dietro (di fatto lo scenario opposto paventato poc’anzi), allora il mondiale è bello che già in ghiaccio per l’italiano. Anche perché Toto, in questi suddetti tre, quattro GP, dovrà prendere una scelta su chi puntare, considerando la concorrenza come sta spingendo. Infatti fino ad ora il ragionamento si è basato sul fatto che Mercedes avesse un vantaggio assoluto su tutti, solo che la realtà dice ben altro, a maggior ragione che in Ungheria la McLaren ha suonato la sveglia per tutti. Toto non può permettersi, come nel triennio 20214 – 2016, un duello fratricida tra i suoi due piloti proprio perché quel vantaggio non ce l’ha più. Quindi onde evitare l’evirazione in pubblica piazza, da parte del consiglio di amministrazione del gruppo Daimler, dovrà necessariamente operare la scelta su chi puntare nel breve periodo, proprio perché la concorrenza alle sue spalle preme forte.

A proposito di concorrenza, Ferrari è la prima tra i contendenti ad essere l’indiziata numero uno.  Per la Rossa di Maranello la prima parte di stagione è stata solida, sebbene le aspettative erano ben altre, ed ora inizia la sua vera prova di maturità. Infatti quante volte abbiamo visto Ferrari partire bene, per poi plafonarsi lungo il cammino. La Rossa con la sua SF-26 “base” volutamente poco convenzionale perché, a detta di Serra, i margini di sviluppo sono ampi, ora deve spingere proprio su quei suddetti margini al quale il Direttore tecnico della Rossa si riferiva. Mercedes ha dovuto rivedere i suoi piani di sviluppo, proprio a causa di Ferrari, McLaren in Ungheria ha dimostrato a tutti che hanno capito in che direzione devono andare (guai a sottovalutare questa McLaren!), quindi ora Maranello dovrà compiere il vero salto di qualità che deve proiettarla verso il mondiale 2027 come protagonista assoluta. Detto che Mercedes può solo perderlo questo mondiale (sia piloti che costruttori), è anche vero che la Rossa è in corsa per ambo i titoli, con Lewis secondo nel mondale e, soprattutto ad un tiro di schioppo da quello costruttori. Con un Charles ritrovato, il titolo marche deve essere un dovere crederci, mentre per quello piloti invece la musica è diversa perché bisogna cantare in maniera diversa e, non so se Vasseur in questo momento ha la voce giusta e necessaria per intonare i versi corretti. Come Toto, anche il Team Principal francese della Ferrari deve operare delle scelte, ed ogni scelta comporta delle conseguenze e, soprattutto ogni scelta richiede coraggio, soprattutto se si vuole vincere; che poi dovrebbe essere il credo di Maranello. Per il momento Vasseur cerca di guadagnare tempo che non ha e, a differenza di Russell, al francese gli toccano al massimo solo due GP (altro che tre, quattro), per prendere una decisione finale. Infatti cosa succederebbe se, nel giro di Olanda e Italia, Antonelli rompe ed Hamilton vince e LeClerc arriva dietro il suo compagno? Confesso che questo scenario mi affascinerebbe non poco, nonostante le probabilità che si realizzino siano veramente basse, eppure Vasseur ha ottenuto quello che a Maranello non si vedeva da tempo immemore: fiducia incondizionata da parte della dirigenza e, tempo per costruire la sua squadra. Egli in questo è riuscito la dove i suoi predecessori (molto più accreditati) hanno fallito, quindi giusto che i livello di pressione aumenti, perché questo voleva e questo ha ottenuto.

Il GP di domenica prossima segna la ripresa di un mondiale ancora lungo, tant’è vero che per metà settembre si dovrà decidere definitivamente se concludere il mondiale in zona di guerra, oppure addirittura in Italia (ad Imola) e, soprattutto segnerà il destino di molti.

Buon GP d’Olanda a tutti.

Vito Quranta