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F1 2026 – GRAN PREMIO DI BARCELLONA – CATALOGNA

Iniziata la lunga parentesi europea del circus inaugurata dal Gp di Monaco, si passa velocemente al Montmelò per quello che una volta era il Gp di Spagna e ora è il Gp di Barcellona – Catalogna.

Pista che da sempre è vista come lo spauracchio soprattutto da quei team che sanno di avere delle lacune che, quasi magicamente, la pista catalana riesce a evidenziare e amplificare.

Ci si arriva con un pilota che ha compiuto un filotto di vittorie che non si vedeva da un pò e che in pochi hanno saputo fare. Mettiamoci poi che il soggetto in questione è poco più che maggiorenne e si ha un’idea della portata dell’impresa, al netto del mezzo che si ritrova tra le mani.

immagine da teleromagna.it

Lasciando perdere i voli pindarici di tanti giornalisti storici del settore che già lo eleggono a pensionando di tutta quei piloti sopra i 25 anni, è indubbio che il bolognese volante sta facendo una cosa enorme.

I punti di vantaggio sul secondo (che al momento è Sir Lewis Hamilton) è di 66 punti, sul suo compagno di team 68: se non è una sentenza poco ci manca. Vero che manca tanto e bla bla bla ma quello che impressiona è la consistenza del ragazzo e, forse ancora di più, la capacità di dare quel qualcosa in più quando in pochi lo immaginano, come la pole a Monaco quando tutti si aspettavano qualcun’altro.

Il Montmelò potrebbe essere il test definitivo per lui, considerando che, di solito, è un weekend con uno svolgimento piuttosto lineare e che sembra fatto apposta per esaltare le doti della sua monoposto. Tutto ciò vale anche per il suo team mate Russell per il quale iniziano la prima di una serie di Gp da “ultima spiaggia” per rientrare nella corsa al titolo e nella considerazione del suo team.

Si diceva che la Ferrari avesse il miglior telaio della griglia, il Gp di Monaco ha sfatato anche questa tesi. Il Cavallino ha di sicuro una buona monoposto ma forse meno buona di quanto sperassero e di sicuro senza un’area specifica pari o superiore a Mercedes.

immagine da f1granprix.motorionline.com

Avrà a disposizione l’ADUO avendo un gap di motore quantificato in circa 6/8% rispetto alla PU Ford, a spanne circa 35 CV. La brutta notizia è che, incredibilmente, anche la PU Mercedes avrà lo stesso aiuto avendo un gap dei confronti del motore Ford di circa il 3/4 %. Difficile a credersi ma è così. Dal Gp di Austria dovrebbe riuscire a portare in pista la nuova PU aggiornata, sarà un bene ma probabilmente non bene abbastanza.

In maniera forse ancora più inaspettata anche Leclerc sarà chiamato al riscatto dopo i due weekend orribili appena trascorsi: chi l’avrebbe mai detto che nonno Hamilton potesse eclissarlo con due podi consecutivi e la seconda posizione del mondiale.

In casa Red Bull forse non ci credono neanche loro di avere il motore migliore, infatti si dicono scioccati dalle valutazioni della FIA. Il Montmelò sarà per loro un bel test per capire effettivamente quanto saranno distanti dalla Mercedes e capire se il loro campionato potrà avere un futuro oppure no.

La Mclaren al momento ha smarrito tutta la garra vista a Miami. Tra errori e poca fiducia dei piloti la squadra di Woking è quella messa peggio tra le top 4 e i titoli del 2025 sono già un lontano ricordo.

immagine da horizonf1.fr

A bocce ferme viene da pensare ad una Mercedes in grado di fare doppietta con relativa facilità, con una Red Bull in grado di lottare ma a distanza di sicurezza e Ferrari più staccata. Il Cavallino porterà una nuova ala anteriore che dovrebbe permettere un discreto passo avanti ma ormai il condizionale è d’obbligo. Quello che sarà interessante vedere è come reagiranno i vari Leclerc, Russell e Verstappen alla scanzonata tirannia del giovane Antonelli, uno che tra i continui scherzi ai danni dello staff del team e le bastonate sui denti date ai suoi avversari( ema sempre con il sorriso) sta inaugurando una nuova era. Un cambiamento che necessita lo spegnersi di altre stelle o presunte tali: immagino che vedremo presto chi sarà il primo della lista.

*immagine in evidenza da 1000cuorimotori.it

Rocco Alessandro 

F1 2026 – GRAN PREMIO DI MONACO

E come ogni anno si è arrivati al gran premio che allo stesso tempo  il più imprescindibile e il più inutile della stagione, il Gp del Principato di Monaco.

Come ogni anno immancabilmente sono tanti i rimandi al passato, ai miti che hanno reso immortale la F1 e il gran premio del Principato. I nomi sono sempre quelli, anzi uno su tutti, ovviamente Ayton Senna.

Il paulista fece faville tra yacht e piscine già ai tempi della Toleman per poi vincere la “miseria” di 6 volte, di cui cinque consecutive. Detto ciò i recenti accostamenti con il nome di Kimi Antonelli producono nel sottoscritto ( ma penso di non essere l’unico) la classica espressione di alzata di sopracciglia, occhi verso l’alto e labbra serrate in una smorfia di disappunto.

Niente contro il bolognese più conosciuto del momento ma questo genere di accostamenti non si capisce bene perchè spuntino fuori se non per generare il solito hype e cercare di trovare notizie e interesse dove proprio non ci può essere.

immagine da newsauto.it

Appena c’è qualcosa di anche vagamente fuori dal comune nel magico mondo della F1 ecco che il nome Senna viene utilizzato come un balsamo per rendere bello affascinante anche quello che (per il momento) ancora non lo è ed è bel lungi dall’esserlo. Ed è singolare che in questa nuova F1 tutta highlight il nome di Senna possa ancora fungere da richiamo per quella generazione social che con tutta probabilità non ha visto nulla di cosa era capace il brasiliano in pista.

Tornando al weekend di gara, cercherò di essere brevissimo: essendo questa l’unica pista in cui è possibile vincere anche con un motore inadeguato, ecco servita la grande occasione alla Ferrari  di muovere il pallottoliere delle vittorie fermo ancora al GP del Messico del 2024.

Se è vero che il Cavallino è forse la monoposto con il miglior telaio allora “basterà” non fare casini in qualifica per avere in tasca più di metà del biglietto vincente della lotteria di Monaco.

immagine da formulatecnica.it

Ovviamente il candidato naturale sembra essere il beniamino di casa Leclerc, fresco di matrimonio fuori pista e anche dentro visto il recente rinnovo con Ferrari. Ora, se nel primo caso possiamo tranquillamente essere d’accordo, si è legittimamente più perplessi sul surplus di fiducia accordata a Vasseur&Co, visto il presente e il recente passato.

Charles avrà le sue buone ragioni (una su tutte forse la mancanza di valide alternative) ma, a parte qualche sporadica Domenica da leoni, rischia di rimanere il classico re senza corona. Se poi uno pensa che Norris sia riuscito dove il monegasco forse non riuscirà mai…

Sul Gp c’è poco da dire: chi si qualifica in pole e termina curva 1 del primo giro in testa ha praticamente già vinto. Si spera possa essere Charles, probabilmente tanti ferraristi sperano non sia Lewis. Io sono per le pari opportunità. Se poi Antonelli dovesse centrare la five in a row potremmo essere vicini alla beatificazione. Difficile, ma quando è il tuo anno…

Questo Gp, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe certificare anche lo sdoganamento dell’ADUO a favore di Ferrari per cercare di recuperare un gap di PU nei confronti di Mercedes che ricorda quello del 2014. La definizione “speranza di recupero” è già ampiamente abusata in tutti i siti specializzati, chissà che aria tira nel reparto motori della GES. Noi ce lo auguriamo ma più in là non mi spingerei, io la fiducia nel futuro che ha Leclerc proprio non ce l’ho.

*immagine in evidenza da gpdestinations.com

Rocco Alessandro

 

 

F1 – GRAN PREMIO DEL CANADA

Abituati ormai alla versione bulimica dei mondiali degli ultimi anni, questo del 2026 così frammentato è piuttosto inusuale e dopo altre due settimane di pausa si riparte dal Gp del Canada sullo storico circuito dedicato a Gilles Villeneuve.

Si riparte con un Antonelli che in molti già ritengono pronto, prontissimo per l’assalto all’iride e l’esperienza insegna che è proprio ora che cominciano i problemi. Vedremo come il giovane bolognese saprà addomesticare la tensione e soprattutto le aspettative altrui.

immagine da f1i.com

In questo dovrebbe aiutarlo la Mercedes che porta per questo appuntamento tanti aggiornamenti che dovrebbero garantirle un aumento delle prestazioni quantificabile in 2/3 decimi, non poco per chi era già saldamente al comando. L’insidia maggiore per Kimi potrebbe essere, per una volta, proprio il suo compagno di team, appannato nelle ultime gare ma che arriva su una pista amica sulla quale ha già vinto.

Gli addetti ai lavori ritengono che saranno della partita per la vittoria anche le McLaren, alla luce dell’ottimo Gp di Miami e di una serie corposa di aggiornamenti che dovrebbero cambiare completamente faccia alla squadra di Woking. Inizio di un “nuovo” mondiale? La pista darà tutte le risposte del caso ma in McLaren sembrano piuttosto fiduciosi di potersi reinserire nella lotta ai due titoli.

immagine da nonsolocalcio.news

Red Bull invece si trova un pò nella stessa situazione della Ferrari, ovvero di mettere a punto in maniera efficace gli aggiornamenti visti a Miami. Anche loro sembrano usciti dal pantano in cui si erano infilati a inizio stagione e, anche se non sembrano materia da vittorie in serie al momento, rappresentano una minaccia piuttosto tangibile.

Forse saremo pessimisti, come non esserlo considerando lo storico dela Cavallino, ma in Canada la Ferrari potrebbe essere il classico vaso di coccio in mezzo a quelli di ferro. In primis le caratteristiche della pista non si sposano bene con il deficit di cavalli conclamato della rossa e in seconda battuta i tanti aggiornamenti portati a Miami sono stati annacquati da una scarsa comprensione e verifica degli stessi, per cui non si è capito ancora bene cosa abbia funzionato e cosa no. I dati raccolti nell’ultimo Gp e le due settimane di preparazione dovrebbero aver messo un pò di ordine ma al momento la Ferrari arriva in Canada per difendersi più che per puntare al bersaglio grosso.

immagine da newsf1.it

Tutti i team metteranno in pista tanti aggiornamenti prima del ritorno in Europa e sarà interessante capire chi avrà fatto il lavoro migliore. In ogni caso, al solito sono due gli aspetti più importanti: PU e gestione gomme. Gli aggiornamenti vanno bene ma se un team ha lacune in quei due aspetti sarà difficile che possa ricoprire un ruolo da protagonista e guarda caso, Ferrari sembra essere tra queste.

Forse l’ADUO potrebbe darle una mano per cercare di colpare il gap di potenza che separa la PU del Cavallino da quelle Mercedes e Ford ma è tutto da verificare. Paradossalmente per una volta hanno una grande aerodinamica mortificata da un motore non abbastanza potente. Cose già viste e riviste.

Per gli appassionati del genere in Canada ci sarà per la prima volta anche la sprint, sempre più definita “valore aggiunto”. Ma restiamo ottimisti sullo spettacolo che si potrà avere in pista, di solito il gp canadese offre sempre delle belle gare e si spera che questa non faccia eccezione.

Tutti per Kimi quindi in assenza di una Ferrari che possa lottare davvero per la vittoria. I tifosi italiani hanno trovato qualcuno che possa calamitare la loro attenzione. Buon per loro, forse un pò meno per lui che dovrà in fretta abituarsi a questo nuovo status. Personalmente il pur bravo Antonelli non è un motivo sufficiente per seguire la gara ma il sottoscritto non ha un social che sia uno quindi non fa testo. Buon gp a chi avrà la voglia di guardarlo.

*immagine in evidenza da f1-fansite.com

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO DI MIAMI

Dopo una forzata e inaspettata pausa primaverile la F1 torna in pista a Miami per il gran premio omonimo e con una lunga serie di novità e aspettative.

Forse è eccessivo parlare di un nuovo inizio con annesso cambiamento dei valori visti fino a questo momento ma, complice la lunga pausa con annessi aggiornamenti per tutti e le modifiche al regolamento, la curiosità su quello che si potrà vedere in pista è tanta. Che poi questo si traduca in uno spettacolo meno artificioso è pura utopia ma non si sa mai…

immagine da f1granprixmotorionline.com

Partiamo dalle modifiche del regolamento che riassumeremo brevemente:

– ricarica massima consentita nelle qualifiche che passa da 8 a 7 MJ volta ad avere giri più tirati, meno lift and coast e meno super-clipping. In teoria dovrebbe consentire dei veri giri da qualifica ma molto dipenderà dal tipo di tracciato. Potenza di picco del super-clipping aumentata a 350 Kw.

– boost in gara limitato a 150 Kw nelle fasi di sorpasso e a 250 Kw nelle parti che non sono di accellerazione. L’obbiettivo è non avere episodi come quello dell’incidente Bearman-Colapinto a Suzuka.

– intervento aggiuntivo della MGU-K in caso di partenza deficitaria e garantire un’accellerazione accettabile e ridurre rischio di incidenti. A questo saranno aggiunte un sistema di luci posteriori e laterlai che avvertiranno chi segue le monoposto con una partenza lenta. Inoltre sarà azzerato il contatore di energia all’inizio del giro di formazione. Tutto ciò per ridurre rischi di incidenti allo start.

– in caso di pista bagnata saranno aumentate le temperature delle termocoperte e riduzione dell’attivazione massima dell’ERS per ridurre la coppia a disposizione.

Quindi in sostanza norme che cercano più sicurezza e di dare nuovamente un ruolo più centrale al pilota. Ci sono comunque già tante critiche: dato che il “monte” di energia termica ed elettrica rimane invariato, il fatto di ridurre la potenza elettrica disponibile in qualifica renderà il pilota più libero ma con meno potenza complessiva a disposizione.

immagine da lottomatica.sport

Il rischio è quello di avere tanto clipping in rettilineo perchè i team prediligono l’utilizzo della potenza elettrica in accellerazione dove paga di più e questo comporterà meno potenza elettrica da impiegare in rettilineo. Meno lift and coast forse ma monoposto comunque lente sul dritto con conseguenti tempi più alti sul giro. L’aumento della potenza di ricarica nella fase di clipping è la classica coperta corta: se usi più spinta elettrica diminuirà quella del motore termico che dovrà supportarla. In pratica raggiunta una certa velocità la cosa migliore che può accadere è un calo della velocità in rettilineo meno marcato rispetto a quello visto con il super-clipping.

In gara le limitazioni alla MGU-K causeranno inevitabilmente una limitazione della performance, forse con meno rischi per la sicurezza ma con monoposto complessivamente più lente e con a disposizione differenze di un centinaio di CV in base al tratto di pista affrontato.

Anche in partenza tanti dubbi poichè se un pilota parte male per un errore allo stacco o per una carica deficitaria della batteria sarà comunque aiutato ad accellerare meglio: in pratica che commetta un errore o meno avrà comunque un aiuto sottoforma di un traction control regolamentato. Non sembra proprio il massimo della sportività, soprattuto nei confronti dei team che hanno fatto scelte progettuali volte ad avere un migliore spunto in partenza.

immagine da f1loversteer.com

A questo si dovranno aggiungere gli aggiornamenti che i team avranno studiato in questo mese di pausa forzata che produranno inevitabilmente delle modifiche dei valori in campo anche se non dovrebbero rivoluzionare quanto visto fino ad ora.

In conclusione il Gp di Miami sarà grande esperimento in cui la federazione spera di aver trovato la risposta a tutta una serie di critiche in merito a quello che è diventata questa F1 moderna. Tentativo apprezzabile ma a bocce ferme sembra poco più di un brodino caldo o comunque una pezza peggiore del buco, anche perchè il buco in questione è così grande che si rischia di dover buttare via l’abito.

Vediamo cosa succede e poi si giudicherà ma fa molta tristezza leggere un Domenicali, uno che è nato e cresciuto con la F1 dei “trenini” e dei sorpassi propriamente detti affermare che la “F1 non ha alcun problema”, che l’importante è “avere azione in pista e che è inutile soffermarsi su discorsi filosofici e tecnici che la maggioranza dei tifosi non comprende” , che la “F1 si può amare anche per ragioni diverse rispetto alla gara in pista o ai piloti migliori al mondo”

Il focus è ormai orientato verso i “tifosi moderni”, gente giovane che vuole azione più o meno artificiale in pista e un evento superspettacolare anche fuori da essa che possa essere fruibile e spendibile via social e senza inutili complicazioni ingegneristiche che non ritengono rilevanti. E i fatti gli danno ragione, con il prodotto F1 in netta crescita di share e tifosi.

In questo gli fa da spalla Jacky Ickz che afferma che lo share è quello che conta. Mentre un Mansell invece va nella direzione diametralmente opposta: alcuni dei sorpassi di oggi sono ridicoli e il lift and coast anni ’80 era un’altra roba rispetto a quello che si vede oggi.

Chi avrà ragione?

*immagine in evidenza da adtesportsacademy.com

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO DEL GIAPPONE

Il terzo GP di stagione va in scena sull’iconico tracciato di Suzuka in Giappone, ultimo appuntamento prima di un’ inconsueta e imprevista pausa di un mese in Aprile a causa della cancellazione dei GP del Bahrain e Arabia Saudita.

Una pausa che potrebbe essere molto positiva per un campionato che sembra già finito ancora prima di iniziare: troppo superiore la Mercedes vista fino a questo momento per pensare ad un mondiale che possa rimanere in bilico fino alle ultime gare di stagione.

immagine da newsf1.it

Il mese di pausa forzata servirà ai team inseguitori per tentare di ridurre il gap, davvero ampio, esistente oggi nei confronti del team di Stoccarda. Che questo possa davvero essere una possibilità concreta è tutto da dimostrare ma quanto meno permetterà di avvicinarci alle gare europee con una classifica non già mortificata dal dominio delle frecce d’argento.

Di sicuro in Giappone Wolff e soci avranno un’altra ghiotta occasione per aumentare il bottino di punti e vittorie. Viene difficile pensare ad un scenario diverso da quello visto nelle gare precedenti, considerando tipo di tracciato e problemi a cui andranno incontro tutti i team che non hanno a disposizione la PU tedesca.

Le speranze per Ferrari risiedono essenzialmente nella capacità di sfruttare le curve veloci data la buona efficienza aerodinamica e nella gestione delle gomme in gara, mentre i dolori arriveranno dal super clipping che la PU del Cavallino dovrà gestire nel lungo rettilineo che va dalla spoon curve alla casio triangle e successivamente nell’allungo fino alla curva 1.

In questo settore Mercedes scaverà una voragine difficile da colmare soprattutto in gara finchè le differenze di PU rimarranno tali. In Ferrari poi ci sarà un ulteriore handicap dovuto alle limitazioni nell’utilizzo dell’aerodinamica attiva a due sole zone del tracciato.

immagine da formularace.it

Si tratterà ancora una volta di cercare di complicare la vita alle frecce d’argento, magari con la solita partenza a razzo e sperare che in Mercedes qualche piccola noia tecnica possa evitare una già più che prevedibile doppietta.

Sia McLaren che Red Bull sono più o meno sulla stessa barca in quanto dovranno cercare di ottimizzare la gestione energetica della PU e migliorare l’efficienza aerodinamica che sembra essere la vera differenza rispetto alle monoposto del 2025. Non sarà un weekend semplice e con tutta probabilità, a meno di eventi imprevedibili, dovranno giocare in difesa senza la possibilità di poter puntare al podio.

In realtà per tutti, compresa Mercedes, questo GP sarà l’ennesimo test in cui cercare di imparare quanto più possibile dalle nuove monoposto, cercare di mettere insieme più pezzi possibile e sfruttare quanto compreso nel mese di Aprile per cercare di sviluppare le aree carenti e fortificare i punti di forza.

La speranza per tutti, questa volta tranne Mercedes, è che già a Suzuka possa succedere qualcosa a quella che al momento sembra una macchina imbattibile e sulla pista di Miami ritrovarsi un pò più vicini ed avere qualche chance in più di poter lottare per la vittoria.

immagine da motorsportpassion.altervista.org

Al momento è forte la sensazione che gli anglo-tedeschi non abbiano fatto mostrato il 100% del loro potenziale per cui, alla bisogna, potrebbero agevolmente ripristinare le distanze.

Quasi certamente si assisterà alla mortificazione delle abilità dei piloti su un tracciato “old style” come quello di Suzuka, soprattutto in qualifica. Sarà la PU a determinare quando e come spingere. Sarà così fino a fine stagione sperando in una svolta per l’anno prossimo ma è comunque una cosa difficile da mandare giù.

*immagine in evidenza da suzukacircuit.jp

Rocco Alessandro