Archivi tag: Racing Bulls

F1 2026 – GRAN PREMIO DEGLI USA

Altro trittico di gare in arrivo, si parte da Austin per il gp degli USA per poi passare al Messico e ad Interlagos con i due mondiali ormai quasi in cassaforte.

A tenere banco sul tracciato di Austin saranno quindi due cose: se Verstappen e Red Bull infileranno la terza vittoria di fila e la capacità di Mercedes di venire a capo degli aggiornamenti in funzione 2027.

Detto della remotissima possibiltà per Antonelli di chiudere la pratica titolo mondiale già in Texas, in Mercedes ormai è tempo di prendere le restanti gare come dei test , almeno finchè non saranno risolti i problemi che i recenti aggiornamenti hanno introdotto.

La Mercedes sperava col nuovo pacchetto di mettere la parola fine al campionato 2026 e di essere già pronta per l’inizio del 2027 ma le ultime due gare l’hanno invece vista soccombere ad una rinata Red Bull.

immagine da pitdebrief.com

Come già annunciato nessun passo indietro e le W17 si presenteranno con i nuovi aggiornamenti in modo da comprenderli fino in fondo e apportare i dovuti correttivi. Possono permetterselo dall’alto del dominio dimostrato in stagione e sacrificare ancora una gara in modo da poter tornare stabilmente in testa per la fine del 2026.

Tradotto, questa può essere un’altra buona occasione per i contender, Red Bull in primis, per cercare di aggiornare il conto delle vittorie e dei podi stagionali.

Come detto i(l) più in forma sembra essere proprio Verstappen che al suo solito manico aggiunge finalmente una Red Bull molto più stabile e meno capricciosa rispetto a quella vista in passato.

I lunghi rettilinei del COTA e l’agilità nel tratto lento saranno due armi da sfruttare più in gara che in qualifica, considerando che questa volta il ritmo in gara sarà molto più importante di una ottima qualifica al sabato.

Anche Ferrari ha delle armi da mettere in campo, in primis la competitività nelle curve veloci e l’ultimo pacchetto di aggiornamenti previsto per quest’anno. Obbiettivo quello di mitigare la scarsa potenza della PU e di rendere la monoposto con una finestra di funzionamento più alta, in modo da avere un rendimento uniforme su tutta al durata di gara.

immagine da pitdebrief.com

Centrale sarà, al solito, la capacità di fare tutto per bene, autentica croce per gli uomini di Maranello in questo 2026. Ci sarà da tenere d’occhio anche McLaren, anch’essa con novità al fondo e in frenata per cercare di invertire il trend negativo riscontrato nelle ultime tre gare.

A preoccupare un pò tutti invece è il fondo stradale del COTA, davvero sconnesso in certi tratti e che sta già preoccupando tecnici e piloti. Ci sarà da irrigidire le sospensioni per evitare troppi sobbalzi e rischio di usura del fondo oltre ad un elevato grado di sopportazione delle “botte” da parte dei piloti.

Questo fattore unito alla complessità del circuito che presenta tratti veloci e lenti da dover tenere insieme sarà la sfida principale dei tecnici ai box nelle tre sessioni di libere, che dovranno trovare un difficile compromesso che fiunzioni bene soprattutto nella gara di domenica.

Il COTA di solito propone sempre gare piuttosto movimentate e quella di questo weekend non dovrebbe essere l’eccezione. Verstappen sembra avere davvero un’altra ottima occasione per addolcire il suo 2026, la speranza è che questa volta il COTA assomigli molto a Silverstone e possa consentire a Ferrari di giocarsela davvero fino alla fine.

*immagine in evidenza da circuitoftheamericas.com

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO DI SINGAPORE

Ultima tappa del primo trittico asiatico di questo finale di campionato. Si torna su un circuito cittadino, quello di Singapore in cui, al solito, probabilmente conterà molto più la qualifica che la gara in ottica vittoria.

Ci si arriva con un Antonelli che vede il traguardo, dopo la gara malese finita al secondo posto e i 18 punti facili facili guadagnati su Russell che è stato tradito dalla sua PU. Ma le buone notizia non sono finite perchè l’inglese dovrà introdurre una nuova unità motrice e partirà dal fondo, che a Singapore equivale ad un bel handicap.

C’è quindi la concreta possibilità per l’italiano di guadagnare ancora nei confronti del team mate e cominciare a pensare seriamente dove prenotare il ristorante dove festeggiare il titolo che se tutto va bene potrebbe arrivare già dopo Austin.

La Mercedes prima dovrà fare i conti con una pista ostica dove la PU conterà non tanto e soprattutto dovrà cercare di risolvere il rebus aggiornamenti che si è palesato in Malesia. Saranno fatte prove comparative della W17 pre e post aggiornamenti e si deciderà il da farsi. In ogni caso Antonelli, salvo errori come quello di Baku, dorme fra due guanciali.

immagine da motorbox.com

Per Ferrari si tratta invece di una buona occasione per tornare alla vittoria. A Singapore la PU conta poco e questo è già un vantaggio per la Rossa, inoltre l’asfalto abrasivo potrebbe dare una ulteriore mano. Quello che resta da decifrare sono le sconnessioni dell’asfalto e la capacità di avere grip meccanico e trazione in uscita dalle curve lente, cosa che lascia un pò a desiderare.

Al solito quello che servirà sarà fare le cose fatte bene quanto conterà ovvero in qualifica e in Q3 in particolare, che su una pista come Singapore non è banale, ancor meno se pensiamo alle inefficienze Ferrari di questa stagione.

McLaren e Red Bull arrivano con stati d’animo opposti: dubbi per Woking, ottimismo per Milton Keynes. I papaya avrebbero anche legittime ambizioni di fare molto bene ma devono capire se gli aggiornamenti introdotti a Baku possano essere funzionali per questa pista. Ci arrivano dopo due brutti weekend e la prudenza è d’obbligo.

Opposta invece la prospettiva Red Bull, che viene dalla prima vittoria dell’anno e punta ad un eventuale bis. Ovviamente l’indiziato numero uno è Verstappen che potrebbe fare magie in qualifica e sfruttare il tutto in gara ma anche in questo caso tutti i pezzi del puzzle dovranno incastrarsi a dovere.

immagine da today.it

In definitiva ci si giocherà tutto o quasi nell’ora di qualifica del sabato e in quella del venerdì per la sprint, per poi assistere al solito trenino condito da qualche safety car e qualche strategia fantasiosa per cercare di pescare il jolly. L’unico davvero in una situazione win-win è Antonelli, è proprio vero che quando è il tuo anno tutto si allinea.

*immagine da formulacritica.it

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO DEL BAHREIN

Si corre in Malesia ma è il Gran Premio del Bahrein. Se in Medio Oriente c’è il rischio di essere centrati da un missile allora si fanno i bagagli e si va in Malesia, logico no?  I capi della F1 spostano tutto in una pista dove non si corre dal 2017.

Sepang è stata una pista quasi storica ad un certo punto nel calendario del mondiale F1 ed è stata spesso agrodolce per il Cavallino, dai trionfi shumacheriani alle sconfitte degli ultimi anni con piloti (vedi Raikkonen) che neanche riescono a prendere il via.

immagine da autosport.com

Aspetto positivo della faccenda: tutti o quasi non ci hanno corso, per cui forse l’abilità del pilota varrà qualche percentile in più sul risultato finale.

Aspetto negativo: sarà un’altra pista in cui la ricarica dell’energia per la PU sarà critica, dato che non si frena tantissimo e ci sono molte curve da percorrenza. Aspettiamoci superclipping e percorrenze in rettilineo imbarazzanti.

Mercedes arriverà con un corposo pacchetto di aggiornamenti con l’intento di rendersi definitivamente irraggiungibile per questo finale di campionato. Già sono mesi piuttosto bene, se dovessero poi dominare su un tracciato che in teoria non incontra le loro caratteristiche allora i giochi sarebbero davvero chiusi. Più interessante la sfida tra i due team mate, più che altro per capire se a Baku per Russell è iniziato un altro campionato oppure è stato solo l’avventura di un weekend.

immagine da 1000cuorimotori.it

Possibili contender: i soliti tra cui spicca McLaren per due motivi. Il primo è che anche loro finalmente possono sfruttare al meglio la PU clienti, il secondo è che gli aggiornamenti che tanto hanno fruttato prima di Baku dovrebbero tornare a produrre dividendi a scapito di Red Bull e Ferrari soprattutto.

Proprio queste due dovranno inventarsi qualcosa. Sulla carta Ferrari potrebbe avere qualche carta in più da giocare sul fronte dell’efficacia aerodinamica e della gestione del degrado gomme che a Sepang sarà elevato. Il problema stà tutto negli ultimi aggiornamenti di motore e di telaio che poco hanno inciso e fatto sorgere tanti dubbi.

immagine da planetf1.com

Si prevede una gara letteralmente dominata dal degrado gomme per cui la qualifica potrebbe avere un ruolo meno importante anche se poi, alla fine, correre in aria pulita resta sempre un plus non indifferente.

A complicare i piani di raccolta dati nelle libere potrebbe metterci lo zampino il meteo, con pioggia prevista il venerdì. Dovesse accadere i team avrebbero solo il sabato mattina per capirci qualcosa, aumentando l’incertezza per la qualifica e la gara domenicale.

Tutti hanno dichiarato di volere qualcosa domenica: Antonelli vuole tornare a vincere, Russell vuole rientrare nella lotta al titolo, Verstappen vuole la prima vittoria dell’anno e via di seguito. Vedremo come andrà anche se non puntare su Mercedes sembra un vero azzardo. Poi magari vince Hadjar…

*immagine in evidenza da 51gt3.com

Rocco Alessandro

 

F1 2026 – GRAN PREMIO D’AZERBAIGIAN

Abbandonata l’Europa, la F1 si sposta in Asia e nelle Americhe per gli ultimi 9 Gp di stagione. L’antipasto saranno tre gare in weekend consecutivi e, dopo quello di Madrid, si continua con il tracciato cittadino di Baku.

Il Gp azero è uno di quelli che negli ultmi anni ha offerto maggiore spettacolo e incertezza e quest’anno potrebbe non essere da meno.

Il problema, così come per tutti i circuiti con lunghi rettilinei, sarà gestire la potenza della parte elettrica della PU lungo tutto il giro. A Baku l’ultimo rettilineo è di 2,2 km e aspettiamoci di vedere tanti sorpassi più o meno “fasulli” in gara proprio in questa zona.

Sarà complicato trovare la giusta ricetta di gestione della potenza elettrica da utilizzare lungo il tracciato anche se, in teoria, le frequenti e violente staccate dovrebbero assicurare una carica delle batteria decente.

Si arriva a Baku con due dominatori indiscussi: Antonelli e la Mercedes, entrambi ormai lanciati verso il titolo. Manco a dirlo sono i favoriti della gara dove soprattutto Mercedes potrà sfruttare la potenza della sua PU e gli aggiornamenti che l’hanno resa ancora più efficiente aerodinamicamente. La previsione è quella di un duello in casa con Russell.

immagine da motoremotion.it

Da verificare la sorpresa delle ultime gare ovvero la McLaren che però dovrebbe pagare dazio sui lunghi rettilinei di Baku a causa della sua bassa velocità sul dritto.

Mina vagante sarà, al solito, Verstappen che riesce sempre a trovare quel qualcosa in più nella sua Red Bull che altri non sospettano neanche che esista.

Per Ferrari, al solito, sarà fondamentale mettere insieme i pezzi e fare tutto nel modo giusto, cosa che nelle ultime quattro gare è stata ben lontano dall’essere ottimale. Le armi da sfruttare a Baku ci sarebbero anche, passo gara e gestione gomme, ma devono trovare il modo di sfruttare al meglio una PU che comunque, nonostante gli aggiornamenti resta inferiore a quella Mercedes.

Il momento più delicato per il Cavallino sarà la qualifica, in cui sarà più complicato gestire la potenza della PU a disposizione e il giro di lancio per avere gomme, PU ed eventuali scie nella migliore condizione possibile. Considerando i disastri fatti nelle ultime gare, si capisce come la buona riuscita della gara passa tutta da lì.

immagine da bolognatoday.it

A complicare il tutto potrebbe esserci anche la penalità a carico dei ferraristi per l’introduzione di una nuova PU per arrivare fino a fine campionato. Baku è una buona pista per scontarla perchè le occasioni di sorpasso non mancheranno ma questo potrebbe azzerare le speranze di una vittoria o di podio.

In conclusione, si prevede una qualifica caotica in cui la pole Mercedes sembra scontata e una gara in cui chi avrà la migliore efficienza aerodinamica sul dritto e di PU farà gara a parte. Non proprio le premesse giuste per un grande spettacolo ma se uno si esalta contando il numero di sorpassi a fine gara…

*immagine in evidenza da news.gp

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO D’OLANDA

Dopo il canonico mese di pausa estivo la F1 riparte con l’imprevedibile GP d’Olanda in scena a Zandvoort. Imprevedibile per molti motivi in quanto sarà il primo dopo la lunga pausa estivo con molti team che porteranno degli aggiornamenti più o meno corposi.

Fari puntati quindi su McLaren che dovrebbe portare novità al retrotreno e arriva con il vento in poppa dopo il successo in terra ungherese.  Anche Ferrari e Mercedes introdurranno novità, più la prima che la seconda, e sarà interessante capire come riusciranno a trovare la quadra in una pista in cui il grip può cambiare molto tra una sessione e l’altra.

immagine da gpblog.com

Sarà un GP cruciale anche per la derelitta Aston Martin che avrà il primo vero aggiornamento di PU da parte di Honda che dovrebbe permetterle di tornare a lottare per i punti.

Altro motivo di imprevedibilità è il tracciato in sè, caratterizzato da basso grip, due curve con pendenze laterali piuttosto accentuate e carreggiata stretta. Il layout della pista dovrebbe sorridere a Ferrari in quanto esigente dal punto di vista del carico aerodinamico e molto meno in merito alla potenza della PU.

Terza variabile: weekend con sprint race per cui una sessione di prove libere in meno e poco tempo per trovare l’achimia giusta della monoposto da mandare in pista. Anche in questo di solito Ferrari eccelle e potrebbe essere l’ago della bilancia decisivo in un weekend così compresso e complicato.

immagine da news.verstappen.com

Zandvoort è un tracciato molto impegnativo per le gomme,  per l’energia scaricata sulle stesse dall’alta densità di curve veloci comprese le due sopraelevate e dallo scarso grip dovuto alla sabbia portata dal vento. Pirelli ha portato le coperture C2, C3 e C4 con la mescola più dura che sarà un must in gara, considerando anche i sorpassi in pista saranno complicati a causa della carreggiata stretta.

Si arriverà in Olanda con Antonelli in vantaggio di 50 punti su Hamilton e la Mercedes con 72 punti su Ferrari. A bocce ferme questo potrebbe essere un appuntamento in cui sia Kimi che la sua squadra dovrebbero puntare a limitare i danni, considerando anche quanto successo in Ungheria. Potrebbe anche essere l’opposto dato che in Ungheria la Ferrari era vista come sicura protagonista e ha finito per raccogliere poco in gara.

Il fattore chiave sarà la capacità dei team di essere già pronti nella prima sessione di libere e l’esecuzione corretta durante tutto il weekend, cosa riuscita alla grande alla Mclaren un mese fa e in maniera pessima alla Ferrari. In tutto ciò l’oggetto del mistero sarà la Red Bull che vede un Verstappen plurivincitore su questa pista ma con poche armi quest’anno per ripetersi. Almeno è stato risolto il nodo del rinnovo del contratto: accordo fino al 2030, forse più per una mancanza di alternative che per la garanzia di un futuro roseo in Red Bull. In più, a causa di un infortunio al polso Hadjar sarà sostituito da Lawson il quale sarà a sua volta sostituito da Tsunoda.

immagine da autohebdof1.com

Sia Mclaren che Red Bull saranno le variabili impazzite di un weekend in cui si assegnano tanti punti e in cui bisogna rimanere “sul pezzo” per non lasciarne troppi per strada. Al momento quello più capace in questo senso sembra essere Antonelli che teme forse più problemi di affidabilità che i suoi avversari in pista che al contrario alternano ottimi Gp ad altri decisamente sottotono.

Questo sarà anche l’ultimo Gp d’Olanda, forse un altro segnale che l’egemonia del 33 olandese sta per giungere al capolinea.

*immagine in evidenza da circuitzandvoort.nl/en/

Rocco Alessandro