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F1 2026 – GRAN PREMIO D’AUSTRALIA

Il mondiale 2026 della F1 inizia il suo corso nella ormai storica pista di Melbourne tra pochissime certezze e tanti interrogativi.

Una cosa è sicura: il verdetto finale di questa prima gara dell’anno non sarà un’indicazione certa del probabile esito finale e della definizione dei valori in campo, troppe le variabili in gioco.

Sarà giusto un lungo shakedown in cui si giocherà un pò meno a nascondino e verranno fuori tutte le eventuali problematiche di cui sono affette queste nuove monoposto.

immagine da f1granprix.motorionline.com

I test di inizio anno ci hanno fornito qualche dato ma poche indicazioni utili: Mercedes dovrebbe essere al top e già protagonista di interpretazioni ad personam del regolamento, Red Bull e Ferrari meno compromesse di quanto ci si potesse aspettare alla vigilia, con i tori che hanno inaspettatamente uno dei punti di forza nella nuova PU e gli uomini del Cavallino che, tra trovate ingegneristiche e una vettura solida e discretamente veloce possono puntare ad essere protagonisti fin da subito.

McLaren è forse quella che più si è nascosta ma che soffre anche di qualche problema di gioventù inaspettato, vedi peso eccessivo mentre molto più in difficoltà due delle grandi attese, Williams che ha avuto grossi problemi nei crash test e Aston Martin che fa la degne veci della Caterham che fu ma con Newey come progettista…

Cosa ci si deve aspettare per Melbourne? In una parola forse caos. Tante sono le incognite a partire da quella che sarà il vero ago della bilancia del campionato: la gestione del recupero di energia del sistema ibrido. Al momento ogni team ha la sua strategia in base al tipo di PU progettata e molto dipenderà anche dal tipo di circuito affrontato. Ad esempio, l’Albert Park potrebbe mandare in crisi molti team dato che offre poche frenate e necessita di accelleratore aperto per larga parte del giro.

immagine da formula1.it

in tanti si aspettano prestazioni ad handicap anche in qualifica, con monoposto che saranno costrette ad una gestione dell’energia molto parsimoniosa e con tanto lift and coast.

Punto interrogativo anche allo start, con previsioni apocalittiche di vetture praticamente ferme in partenze a causa dell’incapacità del turbo di generare una pressione sufficientemente alta da evitare lo stallo. Da questo punto di vista quella messa meglio sembra la Ferrari, che ha progettato la sua PU proprio per avere un vantaggio sotto questo aspetto ma si parla già di partenze “ritardate” o dietro safety car per problemi di sicurezza in pista. Speriamo non sia il caso.

Altro aspetto, soprattuto su una pista ostica come Melbourne, sarà la capacità di sorpasso che offriranno le nuove monoposto. Molti piloti hanno già espresso dubbi in merito, con sorpassi e scie da seguire molto problematiche.

immagine da planetf1.com

In generale, tutto quello che si è visto in Bahrein durante i test potrebbe essere stravolto proprio per una questione di diverso layout della pista e quindi delle condizioni per il recupero di energia.

La curiosità principale che verrà soddisfatta sarà con tutta probabilità il livello di prestazione pura tra i team oltre a capire chi e quante monoposto finiranno la gara.

Sul tema affidabilità buone garanzie offre la Ferrari e i motorizzati Mercedes, qualche dubbio in più su Red Bull e disastro totale per Aston Martin che già si dice venga a Melbourne giusto per onor di firma.

Occhio anche alla qualifiche che prevedono un giro di lancio lento per ricaricare le batterie e che non andrà incontro alla necessità di scaldare adeguatamente gli pneumatici.

Insomma davvero tutto o quasi una grande incognita, una gara che farà quasi storia a sè. Inutile dire che mai come quest’anno saranno fondamentali gli sviluppi in corso d’opera e la capacità di conoscere a fondo le nuove monoposto, sperando che le scommesse ingegneristiche fatte in fase di progettazione si traducano in prestazioni in pista.

In bocca al lupo alla nuova entrata Caldillac con gli stagionati Perez e Bottas e al rookie Lindblad, ne avranno bisogno.

BuonGp a tutti, per chi si sveglierà all’alba e chi avrà voglia di pagare per vedere. Me la racconterete voi come è andata.

*immagine in evidenza da austadiums.com

Rocco Alessandro

 

F1 2025 – GRAN PREMIO DI ABU DHABI

La sensazione di deja vu è potente. Il 2025 come il 2021 o forse non proprio uguale uguale, ci sono attori diversi e un pathos minore. Allora era il clash per antonomasia: il giovane rampante contro il vecchio leone alla ricerca dell’azimut della sua carriera, difficile trovare di meglio. Questione anche di palmares e di carisma ben superiori rispetto a questo remake del 2025.

Un protagonista è rimasto lo stesso, anzi oggi c’è la sua versione corretta e migliorata con lo stesso istinto dello squalo, Verstappen. Si prepara all’ultimo attacco dell’anno con la consapevolezza che è già un miracolo potersela giocare fino alla fine e il miraggio di un titolo che con tutta probabilità lo farebbe entrare nel pantheon di quelli “hors categorie”.

immagine da funoanalisitecnica.com

Dall’altra parte i due piloti Mclaren, il principe designato dal talento e dalla nazionalità e l’altro, la promessa di belle speranze che si è ritagliato un posto da assoluto e ingombrante protagonista. Rispetto all’olandese il killer instinct è ancora in fase embrionale o forse neanche quello ma dalla loro hanno una gran macchina e, uno dei due, un vantaggio cospicuo in classifica che sarebbe una sentenza se ce l’avesse il numero 33.

Eppure è ancora tutto in ballo perchè, monoposto veloce o meno, i nervi e l’istinto la faranno da padrone nella domenica di Abu Dhabi. Intendiamoci, a bocce ferme scommettere contro il titolo di Norris equivale ad una forma mal celata di masochismo. L’inglese può permettersi di arrivare terzo anche con Verstappen vincente e considerando la superiorità rispetto al resto della concorrenza è come dormire tra due guanciali.

Però, non è così scontato. C’è da trovare una quadra nelle prove libere, fare una qualifica di livello assoluto e cercare di passare indenne e possibilmente davanti curva 1 allo start del Gp. Mica facile con lo squalo orange che ha già annusato l’odore del sangue e della paura.

immagine da autohebdo.it

Certo ci sarebbe Piastri che potrebbe giocare di squadra, fare lo stopper ma se non l’ha fatto fino ad adesso difficile che lo faccia ora, ache perchè qualche speranziella di titolo ce l’ha ancora.

E quindi? Cosa succederà? Chi vince? Il carneade inglese per un trionfo albionico al quadrato oppure l’olandese per la definitiva entrata nel pantheon degli Dei del motorsport? Potrebbe anche venir fuori la gara più noiosa dell’anno , cosa non difficile allo Yas Marina circuit e il tutto ridursi ad una conta dei giri che mancano alla fine.

Ma siamo sicuri che in qualifica, allo start e per tutta la gara la tensione, il peso della vittoria giocherà un brutto scherzo a qualcuno.

E dire che, tutto sommato, senza la squalifica di Las Vegas, Norris sarebbe già campione e anche meritatamente. Non un titolo da spellarsi le mani ma comunque un degno campione del mondo, forse il primo passo per uscire definitivamente dal bozzolo e spiccare il volo.

E invece per lui sarà l’ennesimo weekend tra paure e aspettative. Non sappiamo come lo vivrà ma un pò si può essere solidali, capire i tormenti di un ragazzo in bilico tra estasi e profonda delusione. Si starà divertendo o preferirebbe essere in un altra situazione? Tutti lo indicano vincitore e chissà se è questo il peso maggiore o quello autoinflitto delle proprie aspettative.

immagine da racingnews365.com

Verstappen dà la sensazione di avere un indole totalmente diversa, in cui il dubbio e la paura sono tenuti a bada da una incrollabile sicurezza dei propri mezzi, ancora più forte quando è più facile perdere che vincere. Forse perchè l’olandese si diverte realmente a fare quello che fa e trova nella competizione il suo spazio felice.

Ecco forse proprio a questo dovrebbe pensare Norris, alle gare in kart da ragazzino dove quello che contava era esserci, lottare e avere il piacere di fare una cosa totalmente futile eppure così gratificante. Io dico che se lo merita. Ma il “merito” e quello che dovrebbe essere giusto o meno è sempre una questione soggettiva. Quello che conta è cosa si deve fare e come lo si fà, magari fatto un pò meglio rispetto al famigerato epilogo del 2021 giusto per avere questa volta un titolo fair and square al 100%.

*immagine in evidenza da musco.com

Rocco Alessandro

 

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL QATAR

Sembrava tutto finito domenica scorsa al termine del gp, un distacco di 49 punti più che rassicurante e la consapevolezza che sostanzialmente ci sarebbe stato solo da portare la monoposto al traguardo negli ultimi due appuntamenti.

E invece l’ennesima sorpresa, così incredibile che sembra quasi creata apposta per accendere l’interesse sulla fine del mondiale piloti 2025.

Da 49 a 24 punti il salto è notevole ed è una di quelle cose che ti fanno venire tanti pensieri infidi nella testa, che ti fiacca il morale, che, se non sei uno che vive e si esalta nella lotta, ti porta a perdere energie e lucidità.

Come ci arriverà Norris al weekend qatarino alla luce di quello che è successo a Las Vegas? Di per sè la gara non era andata male ma quell’errore in curva 1, quel voler fare al faccia cattiva ad uno come Verstappen che con quella faccia ci è nato è stata l’ennesima dimostrazione di quanto i due appartengano a due categorie diverse di piloti.

Questo non vuol dire molto in termini pratici e non è detto che sia una condizione immutabile ma, in Qatar, con una sprint e una gara lunga da disputare, 24 punti possono essere davvero un niente.

immagine da autosport.com

Dipende sempre da quale prospettiva si guardano le cose: Norris avrà a disposizione, nonostante tutto, il primo match point per chiudere a suo favore il mondiale, basta chiudere con 26 punti di vantaggio il primo dei due weekend mediorientali.

Su questo dovrà concentrarsi l’inglese che si troverà nella nuova posizione di essere il trascinatore morale di una squadra che dopo Las Vegas ha perso sicurezza. Ci vorrà pazienza, piede e sangue freddo per portare a casa il titolo ed evitare di buttarsi in situazioni per le quali non si è abbastanza bravi, vedi buttarla in rissa con uno come Verstappen.

immagine da msn.com

Dall’altro alto del ring invece si vive come il condannato a morte che ha ricevuto una seconda chance e questo può essere più importante anche di una monoposto veloce. Verstappen ci è già passato in questi momenti e la vive giustamente come uno che non ha nulla da perdere.

Certo molti pezzi del puzzle dovranno andare nel posto giusto per cercare di giocarsela ad Abu Dhabi ma intanto in Qatar c’è da sfruttare l’effetto stordimento che inevitabilmente il box McLaren starà accusando.

In tutto ciò ci dimentichiamo di Piastri che ha gli stessi punti di Verstappen e la migliore monoposto in griglia ma qualcosa si è inceppato da qualche gp per l’australiano e c’è da capire se potrà essere un alleato o un fastidio per il compagno di squadra.

Il weekend con il format sprint+gara non invita certo agli azzardi e questo potrebbe penalizzare la McLaren che non può permettersi nuovamente di azzoppare i suoi piloti.

immagine da pittalk.it

Da capire anche se  Ferrari e Mercedes  possano mettersi in mezzo a complicare i piani dell’uno o dell’altro. Improbabile ma dopo Las Vegas è legittimo aspettarsi di tutto, tranne forse un Hamilton a podio.

Di sicuro per Norris sarà l’ennesimo test di maturità della sua carriera di pilota, uno dei più importanti: avere la capacità di restare lucidi e competitivi quando tutto sembra giocare a tuo sfavore. Alla fine è ancora tutto nelle sue mani ma questa responsabilità lo rassicurerà o lo affonderà ancora di più?

*immagine da promoracing.it

Rocco Alessandro

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL BRASILE

Quattro gare (più una sprint) e un punto tra Norris e Piastri, 36 tra Verstappen e Norris. Questo è il conteggio aggiornato del borsino mondiale approcciando la tappa brasiliana del mondiale.

Si pensava che l’olandese della Red Bull potesse essere ancora più vicino dopo la tappa messicana ma un Norris ingiocabile e una Red Bull meno efficiente del previsto hanno smussato i sogni di gloria del numero 33.

Si arriva ora in una delle piste preferite di Verstappen, una di quelle che lo hanno visto protagonista di una delle gare più belle dell’ultimo decennio, quando vinse rimontando in pratica da casa sua sul bagnato.

immagine da mikezagorski.com

E anche quest’anno il meteo potrebbe essere la variabile in più che potrebbe favorire l’olandese: prevista pioggia in qualifica e (con percentuali di probabilità inferiori) in gara. Una monoposto come la MCL39 non dovrebbe temere queste condizioni ma lo stesso non si può dire dei suoi piloti.

In aggiunta quest’anno c’è anche la gara Sprint al sabato che si traduce in una sola sessione di libere prima di iniziare il valzer delle qualifiche-sprint-qualifiche-gara.

Il tracciato sulla carta dovrebbe essere una sorta di parco giochi per i papaya: tante curve a media velocità e lunghe con frenate con angolo di sterzo accentuato che dovrebbero favorire l’efficienza e la stabilità della MCL39. Non che la Red Bull non possa fare altrettanto ma dovrebbe essere una gradino sotto  e potrebbe essere più che sufficiente per non poter lottare per la vittoria.

Gli equilibri del weekend in ogni caso si giocheranno al venerdì, nella capacità dei team di trovare velocemente un buon assetto per poter affrontare la gara sprint e successivamente aggiustare il tiro per quella lunga. L’ultimo weekend “combinato” non ha portato molto bene alla McLaren e ad Interlagos la pole e uscire indenni dalla prima curva saranno elementi essenziali.

immagine da livegp.it

Storicamente le differenze in qualifica sul circuito brasiliano sono sempre minime, dell’ordine dei centesimi e azzeccare il giro giusto e lo start potrebbero valere più di un ottimo setup o passo gara.

In teoria sono tutte variabili che di solito il 33 olandese sa come sfruttare ma questa volta dovrà avere anche una Red Bull all’altezza della situazione, ben diversa da quella vista in Messico.

Di Piastri si è parlato tanto e anche del presunto favoritismo che i papaya esercitano nei confronti di Norris. Personalmente penso che Piastri, come molti addetti ai lavori hanno detto, abbia sofferto un pò le piste a basso grip, condizione che lui non padroneggia ancora a sufficienza. Partendo da una base così povera è facile poi infilarci qualche errore marchiano. A Interlagos questo fattore non dovrebbe esserci e non mi stupirei di vedere di nuovo l’australiano davanti a Norris.

Per quanto riguarda l’affascinante (…) lotta al secondo posto del mondiale costruttori, tra Ferrari e Mercedes la differenza la faranno, come successo in Messico, l’esecuzione in pista e qualche condizione favorevole a contorno. Un weekend asciutto e caldo sarà una manna dal cielo per la Rossa che poi dovrà pensare a difendersi nel successivo appuntamento di Las Vegas. Forse questa per Mercedes non è il circuito migliore per cercare di mettere in difficoltà la Ferrari ma, come detto, il format sprint+gara e le variabili giocheranno un ruolo importante.

immagine da newsf1.it

Sarà l’ennesimo GP ad alta tensione tra i tre che si contendono l’iride piloti. Sarà banale ma la differenza la farà il valore delle monoposto e la capacità dei singoli di non fare errori e di metterci quel qualcosa in più quando servirà in qualifica e in gara. Di Verstappen sappiamo praticamente tutto nei momenti in cui il pilota conta, la vera incognita è: Norris e Piastri sono materiale da titolo iridato? Sapranno rendersi spietati quando il momento arriverà e si deciderà il mondiale?

Detto ciò, oggettivamente questa di Interlagos è una pallottola che i due papaya dovranno essere abili a schivare. Se ci riusciranno allora il titolo sarà davvero a portata di mano.

*immagine in evidenza da goodwood.com

Rocco Alessandro

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL MESSICO

La scorsa settimana ci eravamo lasciati con un “what if…” in merito ad un possibile recupero di punti di Verstappen sul dinamico duo papaya nella corsa al titolo piloti.

Ecco, detto fatto, il 33 si è messo di buzzo buono e ha recuperato ben più dei 6 punti a GP teorici che servivano. Ne ha recuperati 23. Se prima Norris e Piastri erano preoccupati ora siamo quasi al terrore puro. E si arriva in Messico dove l’olandese ha vinto solo 5 volte e non sempre con la macchina migliore.

immagine da damalion.com

Il Gp del Messico è il classico Gp bonus in cui le condizioni al contorno e una curva 1 che è un attentato alle coronarie possono regalare una gara interessante.

Tante, tantissime le variabili a carico dei team che dovranno cercare di andare forte su un circuito a 2500m di altitudine montando ali tipo Monaco che generano un carico aerodinamico tipo Monza, il tutto con una PU le cui componenti faranno il contrario di quello che fanno di solito e la speranza di avere ancora un impianto frenante decente per arrivare a fine gara.

in tutto ciò, il circuito dedicato ai fratelli Rodriguez è un altro di quelli in cui c’è da augurarsi di non fare la pole e di accendere un cero in chiesa nel passare indenne curva 1 dopo lo start. In pratica il parco giochi di un pilota come Verstappen.

A bocce ferme molto elementi sembrano favorire un ennesimo recupero di punti da parte del pilota Red Bull che, al di là di una monoposto più o meno competitiva rimane una garanzia nell’esecuzione del weekend di gara senza sbavature e al 100% del potenziale.

immagine da f1news.cz

Forse è proprio questo il vero gap imcolmabile tra lui e i piloti McLaren, quella delle cose giuste da fare in pista che il duo papaya sembra aver smarrito da un pò. Il vantaggio rimane buono, quaranta punti non sono noccioline, ma il dubbio ormai si è insinuato e le scorie di un Gp riuscito male come quello texano restano ancora nella testa.

Sarà un lotta di nervi che vedrà il culmine proprio alla staccata di curva 1 dopo lo start, una staccata che potrebbe valere un mondiale.

Ora, non è detto che per Verstappen sia già tutto apparecchiato. Potrebbe anche lui commettere un errore e rovinare il suo weekend come accaduto a Norris o Piastri ma, sinceramente, è un’ipotesi che alla luce di quanto visto in stagione sembra improbabile, a maggior ragione alla luce di una Red Bull molto migliorata e di un circuito che la valorizza su molti aspetti.

In McLaren sanno di non poter più commettere errori e questo è il motivo principale per commetterne altri ma chissà, potrebbero sfoderare il weekend perfetto come gli accadeva spesso prima della pausa estiva.

Per le due nobili decadute Ferrari e Mercedes non sembra esserci margine per inserirsi nella lotta per il podio. Ferrari dovrà adattarsi a a condizioni particolari e nell’assurdità della sua stagione potrebbe anche farlo bene ma non ci scommetteremmo, con in più una grossa incognita sull’efficienza dell’impianto frenante già messo sotto stress a Singapore.

immagine da automoto.it

Per Mercedes invece le criticità arrivano soprattutto dalla natura “difficile” della W16 che dovrà adattarsi a condizioni mutevoli in un circuito che offre tantissime variabili. Antonelli continua ad essere un oggetto misterioso, al contrario Russell sembra sempre di saper fare la cosa giusta al momento giusto.

Sarà un Gp complicato in cui il basso grado di usura a carico delle gomme potrebbe facilitare il lavoro a chi riuscirà a qualificarsi bene. Più che le papaya rules servirebbe una bella strategia dei due McLaren in partenza in modo che almeno uno dei due possa uscire primo da curva 1. Un gioco di squadra potrebbe essere l’unico modo per arginare un Verstappen scatenato. Ma esisterà davvero questo spirito di squadra?

*immagine in evidenza da funoanalisitecnica.com

Rocco Alessandro