Archivi tag: fernando alonso

NEL BAHRAIN DELLA MALESIA RIVINCE MAX, KIMI CONSOLIDA, LEWIS CONCRETIZZA

Dove eravamo.

Eccoci arrivati all’appuntamento n.16 del Mondiale. Eravamo fermi ad una dimostrazione di forza imbarazzante da parte delle Mercedes a Baku, con un secondo posto della Ferrari che non sapeva affatto di un avvicinamento alla vetta, dati gli 8 decimi abbondanti rimediati. Qui siamo ripartiti nuovamente dalla seconda casella ma questa volta dietro alla rinata Red Bull di Max Verstappen data l’assenza dei soliti attori, ma con la solita sensazione che non si sarebbe concretizzata. Sempre non lontani dalla vetta ma mai a podio nelle ultime cinque gare.

Ripartiamo anche da una settimana di polemiche dovute alla dichiarazione di Horner che lancia la sua candidatura al sedile più scomodo della F1, (o ai soldi e alla fama che la Ferrari è potenzialmente in grado di offrire). Se vinci! Tutto culminato con un comunicato della Ferrari che smentisce attriti tra Vigna e Vasseur. Una smentita che non trova conferme!

 

Dove siamo.

In Mahrain, (o Bahrlesia), un gp ibrido come la F1, che gli amici chiamano simpaticamente “gp di Malesia Gulf Bahrain”, e in cui hanno trasferito tutti i commissari di percorso e non so quali altri addetti ai lavori direttamente dal Bahrain, l’unica incognita era l’eventualità di pioggia improvvisa. Infatti a mezz’ora dalla partenza piove e non poco, e dura forte per più di mezz’ora. La ripartenza viene data alle 9.40 dietro SC per due giri e poi standing start. Ma non dire gatto fin che non l’hai nel sacco, ed ecco che in sequenza prima Max, poi Hamilton, Leclerc, una Haas e una Cadillac, hanno problemi col software e con  l’acceleratore che non parla con la PU. Reset e torna tutto a posto, ma la procedura è da rifare. Nel frattempo, nel caos tra i bloccati in pista e gli altri, le posizioni sono stravolte. La FIA perde altro tempo per decidere che si dovrà ripristinare  “the original grid”, la qual manovra allunga ancora i tempi.

Cosa succede.

Si riparte dopo oltre un’ora e mezzo con mezzo schieramento che ha gomme intermedie e mezzo che le ha slick. Indovinate chi ha scelto quelle sbagliate!? Alla partenza Kimi e Russell passano Max che ha pattinato oltremisura, a seguire Hadjar e le Ferrari. Le posizioni però presto cambiano e dopo soli due giri le due Ferrari, e in generale tutti quelli partiti con gomme slick, si trovano nelle ultime posizioni. Leclerc ha pure un’ala danneggiata per un contatto, ma questo forse toglie dall’imbarazzo il box ed entra a cambiare. Intanto al giro 6 Max si riporta in seconda posizione dietro Kimi Antonelli. Al giro 7 Leclerc raggiunge Hamilton che ha scelto di non cambiare. Piastri, anche lui entrato a cambiare a differenza del suo compagno, al giro 8 è decimo.

A ri-movimentare il tutto ci pensa Bottas, che al giro 10 esce e fa entrare la SC. Entrano più o meno tutti e alla ripartenza Max e Russell, dopo un breve duello, superano Kimi. Nelle retrovie Hamilton, Norris e Leclerc guadagnano posizioni. In zona punti si trovano Lawson in P5, Ocon in P6 e Lindblad in P7. In nona e decima posizione le due Audi che lottano tra loro rendendo la vita difficile  a Lewis. Al giro 16 finalmente li passa. Verstappen intanto prosegue la sua cavalcata in prima posizione aumentando il vantaggio sulle Mercedes. Hamilton segue Piastri e Leclerc segue  Norris. I due rossi ne hanno di più ma i Papaya sono trainati anch’essi dalla scia di quelli davanti. Lewis si libera di Piastri al giro 19 e Leclerc di Norris al giro 20.

Finalmente davanti cambia qualcosa e kimi supera Russell, ma ha già un distacco di 4,9 secondi da Max. Al giro 22 la Ferrari rimette quasi la gara in sesto superando Lawson e portandosi in P5, mentre il giro successivo Leclerc passa Hulkenberg e si attacca a Piastri. Le due Ferrari hanno un buon passo anche se leggermente peggiore di Max e Mercedes. L’unico brivido in questo frangente lo regala Kimi che, andando largo, al giro 25 colpisce un paletto con rischio rottura dell’ala. Per fortuna va tutto bene! Intanto il vantaggio di Max sale a 8 secondi. Al giro 28 le due Ferrari vanno forte e sono P5 e P8, ma la vera notizia è che le Aston sono P13 e P14 non lontane dalla zona punti.

Al giro 29 il box Ferrari rompe gli indugi e cambia le gomme a Charles per l’undercut su Piastri nonostante le gomme non siano finite. Lo testimonia Max che sempre su rosse continua senza degrado. Come d’altronde tutti. Al giro 32 si ferma invece Lewis e monta gialle per marcare Hadjar anche lui al pit e circa 4 secondi davanti all’inglese. Il giro seguente è la volta di Russell, a seguire Max e Kimi. Dopo un paio di giri veloci di Charles P8, e di Lewis P7, si comincia a capire che le rosse del 16 non funzionano, mentre le gialle di Lewis (con lui che si lamenta) vanno decisamente meglio. Anche se in generale la sensazione è che in questo weekend, da Q1 a gara, la macchina meglio assettata sia quella di Lewis.

Dopo il cambio delle McLaren le Ferrari sono in quinta e sesta posizione con il 44 che si libera prima e meglio degli avversari rispetto al 16. Il quasi mai inquadrato Verstappen ha un vantaggio di circa 10 secondi e sembra gestire con facilità. Hadjar è saldamente quarto. Dopo la sosta però i più veloci in pista sono i Papaya, con Piastri che si avvicina velocemente alla sesta posizione di Charles. Al giro 39 si registra che Alonso è in lotta per la zona punti, e ci arriva al giro 40 superando in un bel duello Lindblad. Ma la corsa riserva altre sorprese e altri avvicendamenti. Al giro 43 infatti Albon parcheggia la sua Williams col cambio bloccato. In regime di VSC entra Max (ma non le Mercedes), le due Ferrari (ma non le McLaren..). Il giro successivo chiamano dentro le due Mercedes e Hadjar.

La classifica vede Max, Kimi, Russell, Hadjar, Piastri, Lewis, Norris. Leclerc ottavo. I commissari fatti arrivare dal Bahrain non riescono a spostare la macchina di Albon e così la VSC si trasforma in SC. Entrano anche le McLaren. Dopo almeno un giro inutile la SC potrebbe rientrare al giro 49 ma succede l’incredibile. Russell si ferma per un guasto alla PU, quella che non hanno voluto cambiare a Baku…! A margine Norris ci regala una perla: durante il giro dietro SC mentre scaldava le gomme, esce per non tamponare il compagno…  Si riparte al giro 51 con Max davanti a Kimi, poi Hadjar, Lewis, Leclerc e le McLaren. Un’occasione ghiotta per Lewis per agguantare un podio che prima dell’uscita di Russell era impossibile. La cosa riesce al giro 53!

Come è andata.

Finisce così, con Max che dopo aver ritrovato la pole ritrova la vittoria decretando che la classe non è acqua ma ha bisogno di supporto. Ora ce l’ha! Con Kimi che ha fatto una gara concreta prendendosi il giusto rischio nelle fasi iniziali e monetizzando il massimo possibile. Con Lewis che arriva meritatamente terzo cogliendo il podio dopo 5 falliti. Subito dietro Leclerc che non ha trovato il giusto feeling già dalla Q2. Seguono Hadjar, Piastri, Lawson, Alonso incredibilmente ottavo, Norris e Lindblad a chiudere la decina.

Coi (SE) e coi (MA):

(SE) chi ha un problema in formation lap potesse essere superato e dovesse andare in pit lane avremmo avuto una partenza non ritardata

(MA) non avremmo avuto il vincitore, il terzo e (credo) neppure il quarto

(SE) per la stesura di questo abominevole regolamento avessero consultato quelli della scuola Radio Elettra e qualche ingegnere decente anzi che le squadre impegnate avremmo visto meno figure barbine

(MA) poi arriva un gp come il Bahrain in Malesia e tutto passa. Non per noi che invidiamo il successo altrui…!

(SE) le Ferrari fossero partite subito con le intermedie avrebbero lottato per il podio entrambe

(MA) non l’hanno fatto!

(SE) si corresse sempre su questa tipologia di circuiti anche con questo ignobile regolamento ci potremmo divertire di più

(MA) per il futuro si costruiscono i Madring…!

(SE) Pier non si fosse inventato i ps noi non ci dovremmo ingegnare a trovare un’alternativa originale per non sfigurare e non scimmiottare

(MA) l’ha fatto, e l’originale non si batte!

Grazie a Tutti e buona discussione.

Antonio, aka Seldon!

 

Foto in evidenza di Steven Tee/ Lat images via Getty images.

F1 2026 – GRAN PREMIO DEL BAHREIN

Si corre in Malesia ma è il Gran Premio del Bahrein. Se in Medio Oriente c’è il rischio di essere centrati da un missile allora si fanno i bagagli e si va in Malesia, logico no?  I capi della F1 spostano tutto in una pista dove non si corre dal 2017.

Sepang è stata una pista quasi storica ad un certo punto nel calendario del mondiale F1 ed è stata spesso agrodolce per il Cavallino, dai trionfi shumacheriani alle sconfitte degli ultimi anni con piloti (vedi Raikkonen) che neanche riescono a prendere il via.

immagine da autosport.com

Aspetto positivo della faccenda: tutti o quasi non ci hanno corso, per cui forse l’abilità del pilota varrà qualche percentile in più sul risultato finale.

Aspetto negativo: sarà un’altra pista in cui la ricarica dell’energia per la PU sarà critica, dato che non si frena tantissimo e ci sono molte curve da percorrenza. Aspettiamoci superclipping e percorrenze in rettilineo imbarazzanti.

Mercedes arriverà con un corposo pacchetto di aggiornamenti con l’intento di rendersi definitivamente irraggiungibile per questo finale di campionato. Già sono mesi piuttosto bene, se dovessero poi dominare su un tracciato che in teoria non incontra le loro caratteristiche allora i giochi sarebbero davvero chiusi. Più interessante la sfida tra i due team mate, più che altro per capire se a Baku per Russell è iniziato un altro campionato oppure è stato solo l’avventura di un weekend.

immagine da 1000cuorimotori.it

Possibili contender: i soliti tra cui spicca McLaren per due motivi. Il primo è che anche loro finalmente possono sfruttare al meglio la PU clienti, il secondo è che gli aggiornamenti che tanto hanno fruttato prima di Baku dovrebbero tornare a produrre dividendi a scapito di Red Bull e Ferrari soprattutto.

Proprio queste due dovranno inventarsi qualcosa. Sulla carta Ferrari potrebbe avere qualche carta in più da giocare sul fronte dell’efficacia aerodinamica e della gestione del degrado gomme che a Sepang sarà elevato. Il problema stà tutto negli ultimi aggiornamenti di motore e di telaio che poco hanno inciso e fatto sorgere tanti dubbi.

immagine da planetf1.com

Si prevede una gara letteralmente dominata dal degrado gomme per cui la qualifica potrebbe avere un ruolo meno importante anche se poi, alla fine, correre in aria pulita resta sempre un plus non indifferente.

A complicare i piani di raccolta dati nelle libere potrebbe metterci lo zampino il meteo, con pioggia prevista il venerdì. Dovesse accadere i team avrebbero solo il sabato mattina per capirci qualcosa, aumentando l’incertezza per la qualifica e la gara domenicale.

Tutti hanno dichiarato di volere qualcosa domenica: Antonelli vuole tornare a vincere, Russell vuole rientrare nella lotta al titolo, Verstappen vuole la prima vittoria dell’anno e via di seguito. Vedremo come andrà anche se non puntare su Mercedes sembra un vero azzardo. Poi magari vince Hadjar…

*immagine in evidenza da 51gt3.com

Rocco Alessandro

 

F1 2026 – GRAN PREMIO D’AZERBAIGIAN

Abbandonata l’Europa, la F1 si sposta in Asia e nelle Americhe per gli ultimi 9 Gp di stagione. L’antipasto saranno tre gare in weekend consecutivi e, dopo quello di Madrid, si continua con il tracciato cittadino di Baku.

Il Gp azero è uno di quelli che negli ultmi anni ha offerto maggiore spettacolo e incertezza e quest’anno potrebbe non essere da meno.

Il problema, così come per tutti i circuiti con lunghi rettilinei, sarà gestire la potenza della parte elettrica della PU lungo tutto il giro. A Baku l’ultimo rettilineo è di 2,2 km e aspettiamoci di vedere tanti sorpassi più o meno “fasulli” in gara proprio in questa zona.

Sarà complicato trovare la giusta ricetta di gestione della potenza elettrica da utilizzare lungo il tracciato anche se, in teoria, le frequenti e violente staccate dovrebbero assicurare una carica delle batteria decente.

Si arriva a Baku con due dominatori indiscussi: Antonelli e la Mercedes, entrambi ormai lanciati verso il titolo. Manco a dirlo sono i favoriti della gara dove soprattutto Mercedes potrà sfruttare la potenza della sua PU e gli aggiornamenti che l’hanno resa ancora più efficiente aerodinamicamente. La previsione è quella di un duello in casa con Russell.

immagine da motoremotion.it

Da verificare la sorpresa delle ultime gare ovvero la McLaren che però dovrebbe pagare dazio sui lunghi rettilinei di Baku a causa della sua bassa velocità sul dritto.

Mina vagante sarà, al solito, Verstappen che riesce sempre a trovare quel qualcosa in più nella sua Red Bull che altri non sospettano neanche che esista.

Per Ferrari, al solito, sarà fondamentale mettere insieme i pezzi e fare tutto nel modo giusto, cosa che nelle ultime quattro gare è stata ben lontano dall’essere ottimale. Le armi da sfruttare a Baku ci sarebbero anche, passo gara e gestione gomme, ma devono trovare il modo di sfruttare al meglio una PU che comunque, nonostante gli aggiornamenti resta inferiore a quella Mercedes.

Il momento più delicato per il Cavallino sarà la qualifica, in cui sarà più complicato gestire la potenza della PU a disposizione e il giro di lancio per avere gomme, PU ed eventuali scie nella migliore condizione possibile. Considerando i disastri fatti nelle ultime gare, si capisce come la buona riuscita della gara passa tutta da lì.

immagine da bolognatoday.it

A complicare il tutto potrebbe esserci anche la penalità a carico dei ferraristi per l’introduzione di una nuova PU per arrivare fino a fine campionato. Baku è una buona pista per scontarla perchè le occasioni di sorpasso non mancheranno ma questo potrebbe azzerare le speranze di una vittoria o di podio.

In conclusione, si prevede una qualifica caotica in cui la pole Mercedes sembra scontata e una gara in cui chi avrà la migliore efficienza aerodinamica sul dritto e di PU farà gara a parte. Non proprio le premesse giuste per un grande spettacolo ma se uno si esalta contando il numero di sorpassi a fine gara…

*immagine in evidenza da news.gp

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO DI SPAGNA

Ultimo GP in terra europea per questo 2026, prima di una serie di ben nove GP in giro per il mondo, e si finisce con un tracciato inedito, una scommessa per gli organizzatori e per chi ci girerà in pista.

Si tratta del Gp di Spagna sul circuito, definito non cittadino ma un “tracciato in città”, chiamato Madring, ricavato all’interno dell’area della fiera di Madrid.

Un tracciato con 22 curve e che secondo gli organizzatori dovrebbe sposarsi bene con le esigenze di queste nuove F1 così affamate di energia. Sul layout non mi esprimo, a prima vista sembra una pista come tanti “Tilkodromi” che l’hanno preceduta: tanto fumo, poco arrosto. Ma se è vero che è stata progettata anche per venire incontro alle esigenze tecniche di queste nuove PU potrebbe anche assicurare un certo spettacolo.

Il clou della pista è la curva Monumental, ovvero curva 12, una enorme u-turn di mezzo chilometro con una pendenza del 24%. Servirà tanto grip e molto studio per capire come affrontarla, guadagnare tempo e non distruggere le gomme passaggio dopo passaggio, Vedremo se si tratterà di un valore aggiunto o un qualcosa che ricorda Fantozzi e la famosa corazzata.

Paving of La Monumental, the Madring’s most iconic corner. Image supplied by MADRING

Circuito semipermanente che è destinato a diventare presenza fissa nel mondiale e che già nel prossimo anno potrebbe subire qualche modifica, speriamo che il weekend di gara ripaghi lo sforzo fatto.

SI arriva a Madrid con un mondiale che ha preso una direzione chiara che difficilmente cambierà rotta: quella di Antonelli e della Mercedes.  Ormai siamo arrivati al punto in cui non ci si chiede se ma quando. Mentre per il costruttori le cose erano già ampiamente preventivabili, diverso è il discorso per il campionato piloti.

Considerando la stagione 2025 poco più che mediocre, in pochi avrebbero previsto il dominio del giovane bolognese sul più quotato ed esperto compagno di squadra. Dall’alto delle sue 7 vittorie e di un vantaggio in classifica di 66 punti su Russell la situazione è piuttosto rosea per l’italiano.

Il dato più rassicurante comunque è la continuità con cui Antonelli riesce sempre ad essere più performante del compagno di squadra, un trend che non è stato scalfito anche quando Kimi ha dovuto cedere il passo per noie meccaniche. Russell semplicemente non sembra averne per eguagliare la velocità e costanza di Antonelli.

Dei piloti Ferrari meglio tacere dopo Monza, trattandosi sempre di una guerra tra poveri o meglio di una prelazione sulla leadership per la prossima stagione. Vitale per loro, ben poco per chi guarda a casa.

E quì concludo aggiungendo una piccola riflessione personale. Mi è capitato per la prima volta in questo 2026 di vedere un Gp dall’inizio alla fine , il Gp d’Italia a Monza. Al netto delle tragicomiche vicende Ferrari, è stato per quanto mi riguarda il Gp più brutto che mi sia mai capitato di vedere. Meno divertente anche dei Gp in cui i Mercedes facevano doppietta con decine di secondi su tutti.

Vedere quei sorpassi e controsorpassi in rettilineo come se si gareggiasse con monoposto di classe differente è stato mortificante da vedere, mi chiedo come facciano a parlare di spettacolo.

Poi , per carità, onore ad Antonelli che a parità di monoposto surclassa il suo team mate e tutta la griglia di piloti, ma parlare di rimonta storica è un’offesa alla storia di uno sport che una volta era glorioso. E mi dispiace ancora per il bolognese ma paragonare quello che fa a quello che è stato fatto anche solo una decina di anni fa è aberrante, figuriamoci i paragoni con Senna, Schumi e quant’altro.

Mi è capitato di recente di vedere degli spezzoni di gara e qualifica dei primi anni 2000. Sono rimasto sconvolto da quanto selvagge erano quelle monoposto e quante correzioni richiedevano, abituato ad anni di F1 addomesticate mi ero dimenticato cosa guardavo all’epoca. Queste al confronto sembrano delle F2 ad essere buoni.

Quindi, con buona pace di Antonelli e quant’altro, non so se sia un campione o meno, ma, al momento non c’azzecca niente con i mammasantissima che l’hanno preceduto. E mi dispiace perchè magari appartiene a quel cesto lì ma questa F1 appiattisce tutto ed [ di un livello nettamente inferiore rispetto agli anni d’oro.

immagine da diretta.it

Onore a Kimi e ad un pilota italiano finalmente protagonista dopo tanto tempo, ma la F1 è un’altra roba, proprio un altro mondo. E un grazie a Toto Wolff, che ha dato fiducia ad un 18enne che all’esordio nel 2025 a Monza l’ha messa malamente a muro alla Parabolica. E oggi si ritrova il pilota su cui puntare per il prossimo decennio.

*immagine in evidenza da autoracing1.com

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO D’OLANDA

Dopo il canonico mese di pausa estivo la F1 riparte con l’imprevedibile GP d’Olanda in scena a Zandvoort. Imprevedibile per molti motivi in quanto sarà il primo dopo la lunga pausa estivo con molti team che porteranno degli aggiornamenti più o meno corposi.

Fari puntati quindi su McLaren che dovrebbe portare novità al retrotreno e arriva con il vento in poppa dopo il successo in terra ungherese.  Anche Ferrari e Mercedes introdurranno novità, più la prima che la seconda, e sarà interessante capire come riusciranno a trovare la quadra in una pista in cui il grip può cambiare molto tra una sessione e l’altra.

immagine da gpblog.com

Sarà un GP cruciale anche per la derelitta Aston Martin che avrà il primo vero aggiornamento di PU da parte di Honda che dovrebbe permetterle di tornare a lottare per i punti.

Altro motivo di imprevedibilità è il tracciato in sè, caratterizzato da basso grip, due curve con pendenze laterali piuttosto accentuate e carreggiata stretta. Il layout della pista dovrebbe sorridere a Ferrari in quanto esigente dal punto di vista del carico aerodinamico e molto meno in merito alla potenza della PU.

Terza variabile: weekend con sprint race per cui una sessione di prove libere in meno e poco tempo per trovare l’achimia giusta della monoposto da mandare in pista. Anche in questo di solito Ferrari eccelle e potrebbe essere l’ago della bilancia decisivo in un weekend così compresso e complicato.

immagine da news.verstappen.com

Zandvoort è un tracciato molto impegnativo per le gomme,  per l’energia scaricata sulle stesse dall’alta densità di curve veloci comprese le due sopraelevate e dallo scarso grip dovuto alla sabbia portata dal vento. Pirelli ha portato le coperture C2, C3 e C4 con la mescola più dura che sarà un must in gara, considerando anche i sorpassi in pista saranno complicati a causa della carreggiata stretta.

Si arriverà in Olanda con Antonelli in vantaggio di 50 punti su Hamilton e la Mercedes con 72 punti su Ferrari. A bocce ferme questo potrebbe essere un appuntamento in cui sia Kimi che la sua squadra dovrebbero puntare a limitare i danni, considerando anche quanto successo in Ungheria. Potrebbe anche essere l’opposto dato che in Ungheria la Ferrari era vista come sicura protagonista e ha finito per raccogliere poco in gara.

Il fattore chiave sarà la capacità dei team di essere già pronti nella prima sessione di libere e l’esecuzione corretta durante tutto il weekend, cosa riuscita alla grande alla Mclaren un mese fa e in maniera pessima alla Ferrari. In tutto ciò l’oggetto del mistero sarà la Red Bull che vede un Verstappen plurivincitore su questa pista ma con poche armi quest’anno per ripetersi. Almeno è stato risolto il nodo del rinnovo del contratto: accordo fino al 2030, forse più per una mancanza di alternative che per la garanzia di un futuro roseo in Red Bull. In più, a causa di un infortunio al polso Hadjar sarà sostituito da Lawson il quale sarà a sua volta sostituito da Tsunoda.

immagine da autohebdof1.com

Sia Mclaren che Red Bull saranno le variabili impazzite di un weekend in cui si assegnano tanti punti e in cui bisogna rimanere “sul pezzo” per non lasciarne troppi per strada. Al momento quello più capace in questo senso sembra essere Antonelli che teme forse più problemi di affidabilità che i suoi avversari in pista che al contrario alternano ottimi Gp ad altri decisamente sottotono.

Questo sarà anche l’ultimo Gp d’Olanda, forse un altro segnale che l’egemonia del 33 olandese sta per giungere al capolinea.

*immagine in evidenza da circuitzandvoort.nl/en/

Rocco Alessandro