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F1 2026 – GRAN PREMIO DI BARCELLONA – CATALOGNA

Iniziata la lunga parentesi europea del circus inaugurata dal Gp di Monaco, si passa velocemente al Montmelò per quello che una volta era il Gp di Spagna e ora è il Gp di Barcellona – Catalogna.

Pista che da sempre è vista come lo spauracchio soprattutto da quei team che sanno di avere delle lacune che, quasi magicamente, la pista catalana riesce a evidenziare e amplificare.

Ci si arriva con un pilota che ha compiuto un filotto di vittorie che non si vedeva da un pò e che in pochi hanno saputo fare. Mettiamoci poi che il soggetto in questione è poco più che maggiorenne e si ha un’idea della portata dell’impresa, al netto del mezzo che si ritrova tra le mani.

immagine da teleromagna.it

Lasciando perdere i voli pindarici di tanti giornalisti storici del settore che già lo eleggono a pensionando di tutta quei piloti sopra i 25 anni, è indubbio che il bolognese volante sta facendo una cosa enorme.

I punti di vantaggio sul secondo (che al momento è Sir Lewis Hamilton) è di 66 punti, sul suo compagno di team 68: se non è una sentenza poco ci manca. Vero che manca tanto e bla bla bla ma quello che impressiona è la consistenza del ragazzo e, forse ancora di più, la capacità di dare quel qualcosa in più quando in pochi lo immaginano, come la pole a Monaco quando tutti si aspettavano qualcun’altro.

Il Montmelò potrebbe essere il test definitivo per lui, considerando che, di solito, è un weekend con uno svolgimento piuttosto lineare e che sembra fatto apposta per esaltare le doti della sua monoposto. Tutto ciò vale anche per il suo team mate Russell per il quale iniziano la prima di una serie di Gp da “ultima spiaggia” per rientrare nella corsa al titolo e nella considerazione del suo team.

Si diceva che la Ferrari avesse il miglior telaio della griglia, il Gp di Monaco ha sfatato anche questa tesi. Il Cavallino ha di sicuro una buona monoposto ma forse meno buona di quanto sperassero e di sicuro senza un’area specifica pari o superiore a Mercedes.

immagine da f1granprix.motorionline.com

Avrà a disposizione l’ADUO avendo un gap di motore quantificato in circa 6/8% rispetto alla PU Ford, a spanne circa 35 CV. La brutta notizia è che, incredibilmente, anche la PU Mercedes avrà lo stesso aiuto avendo un gap dei confronti del motore Ford di circa il 3/4 %. Difficile a credersi ma è così. Dal Gp di Austria dovrebbe riuscire a portare in pista la nuova PU aggiornata, sarà un bene ma probabilmente non bene abbastanza.

In maniera forse ancora più inaspettata anche Leclerc sarà chiamato al riscatto dopo i due weekend orribili appena trascorsi: chi l’avrebbe mai detto che nonno Hamilton potesse eclissarlo con due podi consecutivi e la seconda posizione del mondiale.

In casa Red Bull forse non ci credono neanche loro di avere il motore migliore, infatti si dicono scioccati dalle valutazioni della FIA. Il Montmelò sarà per loro un bel test per capire effettivamente quanto saranno distanti dalla Mercedes e capire se il loro campionato potrà avere un futuro oppure no.

La Mclaren al momento ha smarrito tutta la garra vista a Miami. Tra errori e poca fiducia dei piloti la squadra di Woking è quella messa peggio tra le top 4 e i titoli del 2025 sono già un lontano ricordo.

immagine da horizonf1.fr

A bocce ferme viene da pensare ad una Mercedes in grado di fare doppietta con relativa facilità, con una Red Bull in grado di lottare ma a distanza di sicurezza e Ferrari più staccata. Il Cavallino porterà una nuova ala anteriore che dovrebbe permettere un discreto passo avanti ma ormai il condizionale è d’obbligo. Quello che sarà interessante vedere è come reagiranno i vari Leclerc, Russell e Verstappen alla scanzonata tirannia del giovane Antonelli, uno che tra i continui scherzi ai danni dello staff del team e le bastonate sui denti date ai suoi avversari( ema sempre con il sorriso) sta inaugurando una nuova era. Un cambiamento che necessita lo spegnersi di altre stelle o presunte tali: immagino che vedremo presto chi sarà il primo della lista.

*immagine in evidenza da 1000cuorimotori.it

Rocco Alessandro 

F1 2026 – GRAN PREMIO DI MONACO

E come ogni anno si è arrivati al gran premio che allo stesso tempo  il più imprescindibile e il più inutile della stagione, il Gp del Principato di Monaco.

Come ogni anno immancabilmente sono tanti i rimandi al passato, ai miti che hanno reso immortale la F1 e il gran premio del Principato. I nomi sono sempre quelli, anzi uno su tutti, ovviamente Ayton Senna.

Il paulista fece faville tra yacht e piscine già ai tempi della Toleman per poi vincere la “miseria” di 6 volte, di cui cinque consecutive. Detto ciò i recenti accostamenti con il nome di Kimi Antonelli producono nel sottoscritto ( ma penso di non essere l’unico) la classica espressione di alzata di sopracciglia, occhi verso l’alto e labbra serrate in una smorfia di disappunto.

Niente contro il bolognese più conosciuto del momento ma questo genere di accostamenti non si capisce bene perchè spuntino fuori se non per generare il solito hype e cercare di trovare notizie e interesse dove proprio non ci può essere.

immagine da newsauto.it

Appena c’è qualcosa di anche vagamente fuori dal comune nel magico mondo della F1 ecco che il nome Senna viene utilizzato come un balsamo per rendere bello affascinante anche quello che (per il momento) ancora non lo è ed è bel lungi dall’esserlo. Ed è singolare che in questa nuova F1 tutta highlight il nome di Senna possa ancora fungere da richiamo per quella generazione social che con tutta probabilità non ha visto nulla di cosa era capace il brasiliano in pista.

Tornando al weekend di gara, cercherò di essere brevissimo: essendo questa l’unica pista in cui è possibile vincere anche con un motore inadeguato, ecco servita la grande occasione alla Ferrari  di muovere il pallottoliere delle vittorie fermo ancora al GP del Messico del 2024.

Se è vero che il Cavallino è forse la monoposto con il miglior telaio allora “basterà” non fare casini in qualifica per avere in tasca più di metà del biglietto vincente della lotteria di Monaco.

immagine da formulatecnica.it

Ovviamente il candidato naturale sembra essere il beniamino di casa Leclerc, fresco di matrimonio fuori pista e anche dentro visto il recente rinnovo con Ferrari. Ora, se nel primo caso possiamo tranquillamente essere d’accordo, si è legittimamente più perplessi sul surplus di fiducia accordata a Vasseur&Co, visto il presente e il recente passato.

Charles avrà le sue buone ragioni (una su tutte forse la mancanza di valide alternative) ma, a parte qualche sporadica Domenica da leoni, rischia di rimanere il classico re senza corona. Se poi uno pensa che Norris sia riuscito dove il monegasco forse non riuscirà mai…

Sul Gp c’è poco da dire: chi si qualifica in pole e termina curva 1 del primo giro in testa ha praticamente già vinto. Si spera possa essere Charles, probabilmente tanti ferraristi sperano non sia Lewis. Io sono per le pari opportunità. Se poi Antonelli dovesse centrare la five in a row potremmo essere vicini alla beatificazione. Difficile, ma quando è il tuo anno…

Questo Gp, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe certificare anche lo sdoganamento dell’ADUO a favore di Ferrari per cercare di recuperare un gap di PU nei confronti di Mercedes che ricorda quello del 2014. La definizione “speranza di recupero” è già ampiamente abusata in tutti i siti specializzati, chissà che aria tira nel reparto motori della GES. Noi ce lo auguriamo ma più in là non mi spingerei, io la fiducia nel futuro che ha Leclerc proprio non ce l’ho.

*immagine in evidenza da gpdestinations.com

Rocco Alessandro

 

 

F1 – GRAN PREMIO DEL CANADA

Abituati ormai alla versione bulimica dei mondiali degli ultimi anni, questo del 2026 così frammentato è piuttosto inusuale e dopo altre due settimane di pausa si riparte dal Gp del Canada sullo storico circuito dedicato a Gilles Villeneuve.

Si riparte con un Antonelli che in molti già ritengono pronto, prontissimo per l’assalto all’iride e l’esperienza insegna che è proprio ora che cominciano i problemi. Vedremo come il giovane bolognese saprà addomesticare la tensione e soprattutto le aspettative altrui.

immagine da f1i.com

In questo dovrebbe aiutarlo la Mercedes che porta per questo appuntamento tanti aggiornamenti che dovrebbero garantirle un aumento delle prestazioni quantificabile in 2/3 decimi, non poco per chi era già saldamente al comando. L’insidia maggiore per Kimi potrebbe essere, per una volta, proprio il suo compagno di team, appannato nelle ultime gare ma che arriva su una pista amica sulla quale ha già vinto.

Gli addetti ai lavori ritengono che saranno della partita per la vittoria anche le McLaren, alla luce dell’ottimo Gp di Miami e di una serie corposa di aggiornamenti che dovrebbero cambiare completamente faccia alla squadra di Woking. Inizio di un “nuovo” mondiale? La pista darà tutte le risposte del caso ma in McLaren sembrano piuttosto fiduciosi di potersi reinserire nella lotta ai due titoli.

immagine da nonsolocalcio.news

Red Bull invece si trova un pò nella stessa situazione della Ferrari, ovvero di mettere a punto in maniera efficace gli aggiornamenti visti a Miami. Anche loro sembrano usciti dal pantano in cui si erano infilati a inizio stagione e, anche se non sembrano materia da vittorie in serie al momento, rappresentano una minaccia piuttosto tangibile.

Forse saremo pessimisti, come non esserlo considerando lo storico dela Cavallino, ma in Canada la Ferrari potrebbe essere il classico vaso di coccio in mezzo a quelli di ferro. In primis le caratteristiche della pista non si sposano bene con il deficit di cavalli conclamato della rossa e in seconda battuta i tanti aggiornamenti portati a Miami sono stati annacquati da una scarsa comprensione e verifica degli stessi, per cui non si è capito ancora bene cosa abbia funzionato e cosa no. I dati raccolti nell’ultimo Gp e le due settimane di preparazione dovrebbero aver messo un pò di ordine ma al momento la Ferrari arriva in Canada per difendersi più che per puntare al bersaglio grosso.

immagine da newsf1.it

Tutti i team metteranno in pista tanti aggiornamenti prima del ritorno in Europa e sarà interessante capire chi avrà fatto il lavoro migliore. In ogni caso, al solito sono due gli aspetti più importanti: PU e gestione gomme. Gli aggiornamenti vanno bene ma se un team ha lacune in quei due aspetti sarà difficile che possa ricoprire un ruolo da protagonista e guarda caso, Ferrari sembra essere tra queste.

Forse l’ADUO potrebbe darle una mano per cercare di colpare il gap di potenza che separa la PU del Cavallino da quelle Mercedes e Ford ma è tutto da verificare. Paradossalmente per una volta hanno una grande aerodinamica mortificata da un motore non abbastanza potente. Cose già viste e riviste.

Per gli appassionati del genere in Canada ci sarà per la prima volta anche la sprint, sempre più definita “valore aggiunto”. Ma restiamo ottimisti sullo spettacolo che si potrà avere in pista, di solito il gp canadese offre sempre delle belle gare e si spera che questa non faccia eccezione.

Tutti per Kimi quindi in assenza di una Ferrari che possa lottare davvero per la vittoria. I tifosi italiani hanno trovato qualcuno che possa calamitare la loro attenzione. Buon per loro, forse un pò meno per lui che dovrà in fretta abituarsi a questo nuovo status. Personalmente il pur bravo Antonelli non è un motivo sufficiente per seguire la gara ma il sottoscritto non ha un social che sia uno quindi non fa testo. Buon gp a chi avrà la voglia di guardarlo.

*immagine in evidenza da f1-fansite.com

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO DI MIAMI

Dopo una forzata e inaspettata pausa primaverile la F1 torna in pista a Miami per il gran premio omonimo e con una lunga serie di novità e aspettative.

Forse è eccessivo parlare di un nuovo inizio con annesso cambiamento dei valori visti fino a questo momento ma, complice la lunga pausa con annessi aggiornamenti per tutti e le modifiche al regolamento, la curiosità su quello che si potrà vedere in pista è tanta. Che poi questo si traduca in uno spettacolo meno artificioso è pura utopia ma non si sa mai…

immagine da f1granprixmotorionline.com

Partiamo dalle modifiche del regolamento che riassumeremo brevemente:

– ricarica massima consentita nelle qualifiche che passa da 8 a 7 MJ volta ad avere giri più tirati, meno lift and coast e meno super-clipping. In teoria dovrebbe consentire dei veri giri da qualifica ma molto dipenderà dal tipo di tracciato. Potenza di picco del super-clipping aumentata a 350 Kw.

– boost in gara limitato a 150 Kw nelle fasi di sorpasso e a 250 Kw nelle parti che non sono di accellerazione. L’obbiettivo è non avere episodi come quello dell’incidente Bearman-Colapinto a Suzuka.

– intervento aggiuntivo della MGU-K in caso di partenza deficitaria e garantire un’accellerazione accettabile e ridurre rischio di incidenti. A questo saranno aggiunte un sistema di luci posteriori e laterlai che avvertiranno chi segue le monoposto con una partenza lenta. Inoltre sarà azzerato il contatore di energia all’inizio del giro di formazione. Tutto ciò per ridurre rischi di incidenti allo start.

– in caso di pista bagnata saranno aumentate le temperature delle termocoperte e riduzione dell’attivazione massima dell’ERS per ridurre la coppia a disposizione.

Quindi in sostanza norme che cercano più sicurezza e di dare nuovamente un ruolo più centrale al pilota. Ci sono comunque già tante critiche: dato che il “monte” di energia termica ed elettrica rimane invariato, il fatto di ridurre la potenza elettrica disponibile in qualifica renderà il pilota più libero ma con meno potenza complessiva a disposizione.

immagine da lottomatica.sport

Il rischio è quello di avere tanto clipping in rettilineo perchè i team prediligono l’utilizzo della potenza elettrica in accellerazione dove paga di più e questo comporterà meno potenza elettrica da impiegare in rettilineo. Meno lift and coast forse ma monoposto comunque lente sul dritto con conseguenti tempi più alti sul giro. L’aumento della potenza di ricarica nella fase di clipping è la classica coperta corta: se usi più spinta elettrica diminuirà quella del motore termico che dovrà supportarla. In pratica raggiunta una certa velocità la cosa migliore che può accadere è un calo della velocità in rettilineo meno marcato rispetto a quello visto con il super-clipping.

In gara le limitazioni alla MGU-K causeranno inevitabilmente una limitazione della performance, forse con meno rischi per la sicurezza ma con monoposto complessivamente più lente e con a disposizione differenze di un centinaio di CV in base al tratto di pista affrontato.

Anche in partenza tanti dubbi poichè se un pilota parte male per un errore allo stacco o per una carica deficitaria della batteria sarà comunque aiutato ad accellerare meglio: in pratica che commetta un errore o meno avrà comunque un aiuto sottoforma di un traction control regolamentato. Non sembra proprio il massimo della sportività, soprattuto nei confronti dei team che hanno fatto scelte progettuali volte ad avere un migliore spunto in partenza.

immagine da f1loversteer.com

A questo si dovranno aggiungere gli aggiornamenti che i team avranno studiato in questo mese di pausa forzata che produranno inevitabilmente delle modifiche dei valori in campo anche se non dovrebbero rivoluzionare quanto visto fino ad ora.

In conclusione il Gp di Miami sarà grande esperimento in cui la federazione spera di aver trovato la risposta a tutta una serie di critiche in merito a quello che è diventata questa F1 moderna. Tentativo apprezzabile ma a bocce ferme sembra poco più di un brodino caldo o comunque una pezza peggiore del buco, anche perchè il buco in questione è così grande che si rischia di dover buttare via l’abito.

Vediamo cosa succede e poi si giudicherà ma fa molta tristezza leggere un Domenicali, uno che è nato e cresciuto con la F1 dei “trenini” e dei sorpassi propriamente detti affermare che la “F1 non ha alcun problema”, che l’importante è “avere azione in pista e che è inutile soffermarsi su discorsi filosofici e tecnici che la maggioranza dei tifosi non comprende” , che la “F1 si può amare anche per ragioni diverse rispetto alla gara in pista o ai piloti migliori al mondo”

Il focus è ormai orientato verso i “tifosi moderni”, gente giovane che vuole azione più o meno artificiale in pista e un evento superspettacolare anche fuori da essa che possa essere fruibile e spendibile via social e senza inutili complicazioni ingegneristiche che non ritengono rilevanti. E i fatti gli danno ragione, con il prodotto F1 in netta crescita di share e tifosi.

In questo gli fa da spalla Jacky Ickz che afferma che lo share è quello che conta. Mentre un Mansell invece va nella direzione diametralmente opposta: alcuni dei sorpassi di oggi sono ridicoli e il lift and coast anni ’80 era un’altra roba rispetto a quello che si vede oggi.

Chi avrà ragione?

*immagine in evidenza da adtesportsacademy.com

Rocco Alessandro

WEC 6Hr di Imola 2026

Come ogni anno piccolo resoconto da “bordo pista”

Prima novità, manca Porsche, i tedeschi hanno deciso di rinunciare al programma corse per quello che riguarda i prototipi sia ufficialmente, che come fornitori a clienti (tipo Cadilac e Aston Martin)

Arrivo il sabato e mi metto a guardare le FP3 tra la Villeneuve e il Tamburello per scoprire che hanno silenziato le Porsche GT3, non ho ancora capito il perché. Le mie attenzioni sono per la Toyota che ha portato degli aggiornamenti non indifferenti e per Genesis (Hyundai) la nuova arrivata. La prima si vede che si comporta bene, e la seconda si vede che deve svezzarsi tanto. E’ pur sempre la loro prima gara e lo scopo è arrivare in fondo senza (o con pochi) problemi.

Dopo procedo per il paddock, dove sorprendentemente incontro Jacky Ickx. Devo dire molto disponibile e ci scappano anche un paio di battute. Qualcuno gli anche presentato una 312B2 da autografare e mi hanno colpito le sue parole “Oh wow, this was… dove firmo?”. Al netto del suo “stupore”, già uno che ti chiede dove deve autografare merita il mio rispetto.

Pit walk, anche li per provare a scambiare un paio di battute con i piloti e fare foto alle auto (sempre più incuriosito da Toyota). Devo dire a chi si trovasse in questa situazione, se vuole davvero scambiare più di due parole con i piloti, di parlare con i bronze “gentleman driver”, che praticamente è gente appassionata come noi ma con i soldi. Resta ancora un grande mistero per cui, a mio parere, nessuno si caga le Lexus.

Per le qualifiche mi sposto ancora al Tamburello per vedere un po’ come si comportano le auto nel sinistra-destra dopo la staccata. Per il Gt pole per la Mecca n°10 con dietro le due Lexus (appunto), a occihio vedo peggiorata Aston e migliorata Ford. A occhio naturalmente vuol dire comparare come girano le auto in curva avendo come raffronto quella che passa immediatamente prima o immediatamente dopo.

Pole per le Hyper molto combattuta, la spunta Giovinazzi all’ultimo giro per un centesimo su Toyota, Peugeot quarta dietro la seconda Ferrari, e non me lo sarei aspettato. Aston un po’ migliorata rispetto all’anno scorso. Genesis si vede che ha ancora lavoro da fare, quando prova a girare più stretta inizia a scivolare verso l’esterno.

Dopo mi sposto verso la mixed zone per le interviste cercando di recepire qualcosa, non molto effettivamente, e poi al parco chiuso per le verifiche dove riesco a strappare qualche foto della Toyota da vicino. Incontro anche un tecnico Caddilac e non posso non chiedergli se tra loro e IMSA si scambiano informazioni che possono essere utili. Risposta: Sì. Se le scambiano, non portano a miglioramentui significativi, ma a colte succede che qualcuno prova qualcosa in un campionato e condivide i risultati con quelli dell’altro per riuscire a capire meglio la macchina entrambe.

Corre anche il campionato Le Mans Legends dove dovrebbero esserci LMP1, LMP2 e GTE. Non molte ad oggi, ma c’era la Peugeot 908.

Prima di chiudere la giornata mi impunto per capire qualcosa sul BoP e mi pianto davanti a Genesis in quanto nuovi entranti. Beh il BoP effettivamente è segreto, con la motivazione di non creare incomprensioni dovute al fatto che non solo la “penalità” può far sì che qualcuno perda performance. Detto letteralmente (proprio come mi è stato detto) “It’s complicated and difficult to explain”. Poi incontro Pipo Derani ed ho occasione di parlare di questo nuovo progetto Genesis, è cosciente che la via è lunga per raggiungere quelli davanti. Di quella via appare anche Lotterer, e dopo avrmi detto, sotto richiesta, che la macchina si guida bene anche se c’è molto lavoro da fare (e questo non è proprio l’ultimo arrivato), gli faccio i complimenti perchè già 12 anni fa aveva capito tutto della Formula 1, son contento che ha riso e non mi ha mandato a quel paese.

Domenica partenza alla Tosa con la Ferrari 50 che sopravanza subito la Toyota, ma la bagarre è in Gt dove Mecca allunga, Lexus e Ford seguono e anche BMW sembra della partita, a metà strada c’è Corvette, più indietro Porsche e Ferrari, male Aston e Mercedes.

Nelle prime due ore e dopo il giro di pit in Hyper Toyota con una sosta più breve esce davanti a Ferrari, vedo bene Cadillac non troppo BMW dalle aspettative che avevo. Molto bene Alpine, che è all’ultima stagione e pare avere il potenziale di stare almeno davanti a gli altri che non sono i primi due, Peugeot partendo quarta tracolla. Dietro Aston e Genesis che deve solo macinare Km. In Gt Ford con Gattuso si trova davanti, ma la cosa sorprendente è la McLaren che riesce a tenersi dietro la Lexus, che lo scorso anno era la machina con al più alta velocità di punta. BMW 69 molto bene, fa vedere anche un paio di sorpassi alla staccata della Tosa.

Mi sposto al Tamburello mentre in Hyper si delinea una lotta per la prima posizione tra la Ferrari 51 e le Toyota, la 50 prende penalità per non aver rispettato bandiera gialle insieme a Cadillac. Dietro il terzetto di testa troviamo Alpine e le BMW. 83 di AF Corse non sembra averne.

In GT Porsche con Pera recupera posizioni e dalla quattordicesima si porta in setsta. Ford perde posizioni, le due Lexus sono costrette entrambe ai box per dei problemi, risale la Corvette 33 su cui alla fine monterà Nicky Catsburg (gran pilota). McLaren sempre davanti dominante e dietro la BMW che sembra poterne avere. La Ferrari 21 anch’essa recupera posizioni. Veramnete vale il prezzo del biglietto solo la gara GT.

Ultime 2 ore, con l’aspettativa della pioggia, che non arriverà mai se no per qualche goccia, alle acque minerali.

Le due Toyota sono davanti e Giovinazzi e attaccato alla 7 con gomme nuove (all’ultimo pit Ferrari ha messo gomme nuove ed entrambe le Toyota no) ma non riesce a passare, la 8 è li davanti a 6 secondi e anche loro sono con gomme usate. Ma Giovinazzi non riesce a passare. Nel frattempo Fuoco sta recuperando posizioni dietro dopo la penalità e riesce a portarsi piano piano in sesta posizione, In GT McLarenha 20 secondi di vantaggio su BMW e più indietro la Corvette. Quarta la Porsche 92 ora con Lietz sopra (partiti undicesimi e dopo un testacoda si son trovati penultimi).

Ultimo pit si femano 51 e 7, Giovinazzi non deve cambiare pneumatici e esce davanti, finalmente il sorpasso che non era riuscito a fare in pista. Peccato per il tempo perso nel duello con la 7, la Toyota numero 8 è molto avanti e quando fa il pit con il cambio gomme esce prima comodamente. In GT grande dramma, a 50 minuti dalla fine la McLaren si ferma, BMW passa prima con corvette a secondi e la Porsche 92 che si trova a podio.

Finisce così, con Toyota-Ferrari-Toyota, la Alpine 35 che riesce a tenersi dietro BMW e l’altra Ferrari.

In Gt non riesce il recupero di Catsburg che arriva attacato alla 69 sul traguardo.

La cosa che mi ha stupito è come Giovinazzi pur essendo in scia del Koba non sia mai riuscito non dico ad affiancarlo, ma nemmeno ad avvicinarlo. Come se Toyota sul dritto ne avesse di più (BoP??? “Non so” come diceva il turco nel film Meditteraneo), devo dire che ad inizio gara alla Tosa, quando era dietro, si vedeva che girava più larga di Ferrari. Penso che Giovinazzi ne avesse per provare un’attacco, forse non è il circuito più adatto.

Dice che in Hyper dal prossimo anno vedremo anche Ford e McLaren. Vedremo.

Nota di merito a Farfus che ha preso una bimba e l’ha messa in macchina per falre fare una foto dai genitori.

Landerio