“Quando sviluppano loro sono dei geni, quando lo facciamo noi siamo imbroglioni”, così Vasseur ha risposto alle critiche di Toto Wolff, il quale evidentemente è sempre più preoccupato di questa Ferrari molto costante, indietro di motore in maniera cronica, eppure sempre li a cogliere ogni occasione. Con questa Ferrari, con la Rossa di Vasseur&Co. stiamo assistendo a quello che anelavamo da tempo e, che mai accadeva e cioè si sta creando la tanta agognata stabilità: unico vero pilastro per poter gettare le basi di una squadra vincente, unico esempio da seguire, in luogo del quale i bidonisti inglesi sono maestri e, la Beneamata invece è maestra nel distruggere sempre. La fortuna del rubicondo Team Principal francese è stata solamente una, che è quella che in Ferrari non ci vuole venire nessuno per rilevare il suo posto, perché nessuno si vuole auto distruggere la carriera nel buco… Rosso che si trova a Maranello. L’anno scorso il buon Fred aveva già un piede fuori dalla porta e, se è rimasto dov’è ora, è solo grazie al fatto che si è impuntato Hamilton innanzitutto e, Charles immediatamente dopo. Ci sarebbe tanto da dire a riguardo, proprio perché su queste righe ho sempre accusato il monegasco di mancare di carattere da questo punto di vista e, la presenza di Hamilton non ha fatto che giovargli. Lewis dall’alto della sua esperienza sapeva benissimo che, mandando via Vasseur, sarebbe andato tutto a meretrici e lui non ha tempo da perdere, a maggior ragione che già l’anno scorso stava attuando il suo piano di conquistare la squadra lentamente dall’interno prima e, con i risultati in pista dopo. La fortuna di Vasseur è anche quella che questa è la Ferrari di Elkann (e Vigna!) e, a differenza del suo predecessore, il francese non è mai stato lasciato solo, a cominciare dalla presenza in corpo e spirito del presidente in pista, mentre nel 2022 ci chiedevamo tutti se la Rossa ce l’avesse un Presidente. La storia è cosi che va, non funziona secondo i nostri desideri bensì è scritta solo dai vincitori e, la Ferrari di Elkann sta cercando in tutti i modi di poter salire sul gradino più alto per poter scrivere la storia e, soprattutto per poter far esultare lo stesso Presidente, dicendo “E’ stato solo merito mio!”. Intanto che Vasseur costruisce le basi per poter scrivere la storia, il famigerato “obiettivo 2026” annunciato a fine 2022 dallo stesso Presidente, sembra stia già andando in prescrizione perché, indipendentemente dagli attuali risultati, dagli aggiornamenti che verranno portati e, a meno di miracoli (che in F1 non esistono), è già tempo di pensare al 2027 e, alle nuove (ancora!) regole che ci saranno, visto e considerato che il rapporto di potenza del motore verrà spostato verso il termico (60/40). Considerando il telaio e la meccanica della SF-26 fa veramente male vedere che la Rossa abbia cannato il motore, con un regolamento in cui il motore è tutto. Non tutte le ciambelle escono col buco evidentemente, eppure se in questo momento la Rossa ha una certezza, è proprio in Serra il quale ne viene dalla stessa scuola di Wachè (unico vero pezzo pregiato preso da Vasseur nella sua “francesizzazione” della Gestione Sportiva) e, una figura come questa a Maranello mancava come il pane. I risultati si vedono in pista perché la Rossa ha vinto su una pista probante come quella di Barcellona e, in Inghilterra dopo. Certo c’è stato il ritiro di Antonelli, eppure anche queste sono le gare cosi come la stessa Ferrari, proprio in Inghilterra, ha fatto scuola nel “management” dell’energia del motore elettrico. La Rossa di quest’anno sembra avere un altro passo, sembra avere più struttura, danno l’impressione di sapere cosa vogliono (vedi la programmazione degli aggiornamenti e, il filming day a Madrid con tano di test su alcune parti della SF-26) e, se è vero che ora anche Charles si è svegliato dal sonno, questa Ferrari è una vera e propria mina vagante e può far male.
Domenica prossima si correrà in Belgio e, sebbene sarà un bagno di sangue dal punto di vista della gestione dell’energia, Ferrari potrà dire la sua perché se Barcellona caso mai fosse stato un caso, Silverstone è stata una conferma. Inutile comunque farsi illusioni perché la macchina da battere e, soprattutto il pilota da sconfiggere è Mercedes con il suo profeta Antonelli. L’italiano è reduce da una serie di eventi negativi che lo hanno costretto a rimediare solamente poche briciole, le quali non sono proporzionate al livello monstre che sta dimostrando in pista. Di contro il suo compagno che, per sua stessa ammissione (“Se continuo a correre cosi mi posso scordare il mondiale”) subito dopo il fortunatissimo podio a casa sua, ha definitivamente riaperto il mondiale mettendosi nuovamente in carreggiata. La storia dicevo è scritta solo dai vincitori e, allo stato attuale se Russell vincesse il mondiale a causa delle sfighe del compagno, riscriverebbe in maniera radicale quello che ha già mostrato il suo connazionale Norris. Il mondiale è ancora lungo comunque e, a quanto pare si sta riallungando, dato che con molta probabilità verrà nuovamente inserito il Bahrein. In F1 non si muove nulla se non c’è un ritorno economico garantito ed evidentemente, se mai si correrà nuovamente nel deserto barenita, è solo perché le assicurazioni che coprono tutto il circo hanno dato l’ok, perché sanno che è tutto tranquillo. Nel frattempo che aspettiamo la conferma di certo abbiamo già la certezza del rinnovo di Monza, con una succosa quanto asperrima novità: dall’anno prossimo il weekend italiano verrà macchiato dal format della Sprint Race.
All’indomani del GP della Cina scrissi che era scattata “l’operazione rana bollita” ed infatti, a distanza di tempo, in TV si urla “La F1 più bella di sempre”, con gli appassionati che gremiscono le gradinate creando il cosi detto sold out. Ebbene la stessa cosa è stata fatta con questo inutile format con la differenza che, se con le attuali motorizzazioni il circo (con tutto il rispetto per i circensi) è dovuto intervenire tempestivamente (abbassamento della capacità di ricarica ora e, cambio del rapporto di potenza per l’anno prossimo), con la Sprint Race il sistema se l’è presa comoda, giusto il tempo di farci abituare tutti. Durante gli anni il numero delle inutili “mini gare” non è mai stato alterato, tutti se ne lamentavano e, tutti gremivano le gradinate nel contempo. A distanza di tempo, quando ormai l’acqua è calda al punto giusto e, quindi è troppo tardi, ecco che Liberty Media inizia ad alzare il numero di questo obbrobrio e, già si parla di arrivare a coprire il cinquanta percento del mondiale. Per la serie “non ci voleva la zingara per indovinare” mi pare evidente che l’obiettivo degli americani, nella persona di Domenicali, è sempre stato quello di uniformare la F1 alla MotoGP dal punto di vista della spettacolarizzazione del prodotto e, quindi arrivare a coprire tutto il mondiale con un format che non aggiunge nulla di nuovo; anzi toglie il fattore sorpresa. Ripeto: la storia è scritta solamente dai vincitori e, fino a quando ci sarà il sold out in giro per il mondo, essi avranno sempre ragione quindi inutile lamentarsi poi.
Buon GP del Belgio (alternato tra l’altro: scordatevelo nel 2028 e 2030, in compenso ora c’è il “Madring”) a tutti.
Vito Quaranta