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VERSTAPPEN NON VINCE A BARCELLONA

Ci vuole della costanza a dare battaglia ad uno che, il giorno prima, ha raggiunto 100 pole in carriera e ti ha bastonato nelle ultime due gare nonostante, a parere di tutti, tu abbia la macchina più veloce. Ma Max è Max, il futuro pluricampione del mondo per il quale il tempo stringe, e deve fare presto a riportarsi in pari col lavoro.

E il suo muso è lungo quando, al sabato, perde la pole per soli 36 millesimi. E, per di più, si trova da solo fra le due Mercedes, con il suo compagno Perez qualche fila indietro.

La strada da percorrere verso la prima curva è lunga, e quando si spengono i semafori Verstappen parte a fionda ed entra di forza alla prima curva, mandando largo Hamilton e prendendosi la prima posizione. Dietro, Leclerc, partito anch’egli molto bene, svernicia all’esterno Bottas e si porta in terza posizione.

I primi 8 giri trascorrono tranquillamente, coi primi quattro ben distanziati, poi l’AlphaTauri di Tsunoda si ammutolisce all’esterno di curva 10, ed è necessario l’intervento della Safety Car. Fra i primi dieci, nessuno si ferma, è troppo presto.

Alla ripartenza, Hamilton non ne approfitta, e nulla cambia per diversi giri. Barcellona è un circuito dove notoriamente non si sorpassa, e chi segue non riesce a stare vicino a sufficienza a chi ha davanti per poterlo superare grazie al DRS sul rettilineo principale. Così si vedono le due Mercedes scivolare tantissimo dietro a Verstappen e Leclerc, senza riuscire ad attaccarli.

Dietro ai primi quattro, Ricciardo tiene a distanza Perez, e Ocon tiene a bada Sainz.

Al giro 24 si ferma Bottas, che tenta così l’undercut su Leclerc, il quale però non rientra. Il giro dopo è invece la volta di Verstappen il cui pit-stop è però molto lento, e si ritrova pure nel traffico. Hamilton però decide di non fermarsi. Se l’avesse fatto, si sarebbe trovato davanti. E, infatti, quando si ferma al giro 29 ha già accumulato 5 secondi di distacco. Contemporaneamente anche Leclerc effettua il suo pit-stop, perdendo così la terza posizione a favore di Bottas. La sosta ritardata è costata a ferrarista oltre 10 secondi, ma gli consente, in teoria, di terminare la gara senza ulteriori soste.

Lewis con gomme nuove inizia a martellare e recupera velocemente i 5 secondi accumulati con la sosta ritardata. Al giro 34, l’inglese è già in zona DRS, ma Max riesce a non farlo mai a sufficienza per tentare l’attacco.

In Mercedes si rendono conto che passare in pista è impossibile, e al giro 43 fermano Hamilton. In Red Bull non coprono la mossa, e in un solo giro l’inglese è virtualmente davanti all’olandese. Mancano 21 tornate alla fine, e a quest’ultimo non resta che arrivare in fondo e sperare di non essere raggiunto.

Ma a 11 giri dalla fine, con Lewis a 11 secondi, Max inizia a lamentarsi di non avere più gomme. E non è un bluff, come quelli che è abituato a fare il suo avversario. 

Si ferma Bottas, e rientra in pista 4 secondi dietro a Leclerc, che non si dovrebbe più fermarsi. Ma con la gomma nuova impiega solo due giri a riprendersi la terza posizione.

A 8 giri dalla fine, il distacco fra i primi due è sceso a 3 secondi, e Hamilton dice al suo ingegnere che non avrà più gomme alla fine. Bono lo prende sul serio e gli risponde che forse il suo avversario sarà messo peggio.

E dopo solo due giri arriva inesorabile il sorpasso, al primo tentativo, con Verstappen che prova a zigzagare inutilmente, solo per vedersi passare a palla l’inglese sulla sinistra. E così non gli resta che fermarsi per montare un treno di soft nuove per tentare di prendere almeno il punto del giro veloce. Cosa che puntualmente riesce a fare.

La gara finisce con la replica del podio di domenica scorsa. Così come una replica sono la lezione inflitta da Hamilton a Verstappen, e la totale incapacità di Bottas di partecipare al duello per la vittoria.

Al quarto posto un ottimo Leclerc, capace di tenere la Ferrari davanti ad una Red Bull in condizioni normali. Quinto Perez, che somiglia sempre di più a chi l’ha preceduto su quel sedile, con la differenza che lui almeno porta un po’ di soldi. Sesto Ricciardo, finalmente davanti a Norris, poi Sainz, un po’ opaco sul circuito di casa, Norris, altrettanto opaco, Ocon e Gasly a chiudere la zona punti.

Ancora poca gloria per Aston Martin e Alfa Romeo. Da segnalare la pessima gara di Alonso, seguito in classifica dalle sole Haas. 

Premio speciale “Yuji Ide” per Mazepin, arrivato ultimo ad una vita dal compagno di squadra Schumacher.

Premio speciale “gommista Pirelli del secolo” per l’Alfa Romeo, per avere provato a montare una gomma sgonfia a Giovinazzi.

Prossima fermata: Montecarlo. Una gara atipica, ma c’è da scommettere che atipico non sarà il risultato.

P.S. qualche giorno fa ci si chiedeva se il mondiale 2021 sarebbe stato combattuto fino alla fine o meno. Chi scrive, dopo avere visto la gara di oggi, non ha più alcun dubbio in proposito.

P.S. 2 vedere 66 giri combattuti sul filo dei secondi è molto divertente. Vedere le macchine stare una dietro l’altra senza possibilità di avvicinarsi, e i sorpassi dovuti solamente a DRS o differenza di gomme (prime curve a parte) molto meno. A chi dice che anche negli anni ’80 le gare erano poco combattute, rispondo che all’epoca almeno i sorpassi erano sorpassi, ora no. Spero vivamente che chi ha scritto il regolamento 2022 non abbia sbagliato qualche calcolo.

P.S. 3: a guardare la SF21 c’è da chiedersi come possa essere stata progettata dagli stessi che hanno disegnato la disgraziata SF1000. E vien da pensare che in Ferrari siano bravissimi a tenere i segreti e ad espiare le proprie colpe, qualsiasi esse siano. Magari un giorno sapremo.

F1 2021 – GRAN PREMIO DI SPAGNA

Primo back to back della stagione 2021, il circus prende armi e bagagli per trasferirsi da Portimao al circuito del Montmelò per uno degli appuntamenti ormai classici del mondiale F1, il Gp di Spagna.

Ed è già tempo di verifiche più o meno definitive per tutti: pista da sempre giudicata come l’esame finale per valutare la bontà prestazionale di una monoposto. Se vai bene quì, te la giochi, se vai male, la stagione diventa una via crucis.

Ma i verdetti non sono riservati solo alle monoposto ma anche a team e piloti. Mercedes e Hamilton hanno dato una grande dimostrazione di forza, compattezza ed efficacia nei confronti del binomio Red Bull/Verstappen potenzialmente vincente ma che ha davvero commesso troppi errori per poter pensare di abbattere il monolite anglo-tedesco.

immagine da italy24news.com

Marko può sbraitare quanto vuole ma Verstappen in gara ha avuto la possibilità di vincere, ha perfino superato Hamilton rendendo ininfluente una qualifica non ottimale, per poi pagare un eccesso di foga, commettere errori e perdere 7 punti nei confronti del pilota inglese.

Niente di drammatico ma il weekend portoghese è esemplificativo delle difficoltà che dovranno fronteggiare Verstappen e soci, in cui bisognerà essere sempre perfetti altrimenti si perde.

Il Montmelò sarà un bel banco di prova per tutti. Oltre alla complessità della pista che mette alla prova ogni aspetto prestazionale delle monoposto, ci sarà anche caldo, una situazione simile al Bahrein.

Ciò comporta un severo esame anche per PU e gestione delle gomme in gara, un mix che potrebbe comportare non poche sorprese in termini di risultato finale.

Mercedes arriva in Spagna consapevole  che, con tutta probabilità, il grosso dei problemi visti nei primi due appuntamenti stagionali sono stati risolti. Resta un punto interrogativo sull’efficienza della PU con temperature alte ma la W12 sembra molto più “leggibile” da parte di team e piloti.

Hamilton è la solita garanzia di successo. Se avrà la possibilità di vincere, quasi sicuramente la sfrutterà. Tocca a Verstappen fare qualcosa in più per arrivare alla vittoria.

Proprio questo sembra essere il problema dell’olandese: riuscire ad essere perfetto per tutto il weekend senza sbagliare nulla. Sarà interessante capire se riuscirà a fare quel passo in più che gli consentirà di diventare infallibile nel lungo periodo di una stagione che sarà lunghissima. Le premesse non sono delle migliori, si nota già una certa “ansia da prestazione” da parte dell’olandese, aspetto che la squadra e soprattutto Marko non aiutano a mitigare.

Ferrari arriva con le orecchie basse dopo una gara a Portimao ben al di sotto delle attese. La SF21 continua a “mangiarsi” le gomme in gara e il caldo non migliora certo la situazione. Inutile quindi essere dei draghi al sabato per poi diventare dei gamberi alla domenica.

immagine da motorbox.com

La sfida per gli ingegneri sarà proprio risolvere questo problema altrimenti la sfida con McLaren per il terzo posto nel mondiale finirà presto e male.

Proprio la McLaren a Portimao è risorta dalle ceneri di una qualifica piuttosto mediocre con una gara che ne conferma la solidità quando c’è da fare punti. Norris sugli scudi ma anche Ricciardo comincia a dare segni di risveglio per cui il futuro per loro sembra essere sempre più roseo.

Le altre due contendenti escono con le ossa piuttosto rotte e bisognose di un riscatto immediato. Aston Martin e Alpha Tauri hanno deluso in Portogallo sia in qualifica che in gara. Il circuito del Montmelò sarà per loro un test per capire se si è smarrita la strada e in che direzione andare per uscire da un brutto momento.

immagine da motorinwes24.com

Alpine invece deve capire se muterà nuovamente nel brutto anatroccolo delle prime due gare dopo la gara da cigno di Portimao. Sia Ocon che Alonso hanno fatto vedere cose egregie rispettivamente in qualifica e in gara, mettendosi dietro avversari ben più accreditati alla vigilia.

I problemi in galleria del vento in fase di sviluppo ne hanno rallentato la crescita ma i francesi sono molto ottimisti sul miglioramento a medio termine della monoposto.

Per Alfa Romeo, Williams e Haas vale la regola del “less is more”, in termini di errori in pista. Questo vale a maggiore ragione per l’ex Sauber, mortificata da uno scontro fratricida tra Raikkonen e Giovinazzi che ha ricordato il “gemello scarso” di quando il finlandese correva per Ferrari.

Anche la Williams deve cercare di non essere soltanto una monoposto buona per il sabato (almeno con Russell) e inconsistente la domenica. E magari cercare di non arrivare anche dietro alle Haas (a almeno a una delle due).

Haas che continua la sua scuola di apprendistato per i propri giovanissimi piloti, uno tedesco di grande lignaggio che cerca di imparare a condurre la gara perfetta, uno russo che cerca invece di imparare il testacoda perfetto.

Pirelli porterà le stesse mescole viste a Portimao e sarà quindi interessante fare un confronto prestativo tra i due weekend di gara. L’usura  degli pneumatici e le temperature dell’asfalto saranno il fattore chiave per il risultato finale.

Il circuito del Montmelò è da qualche anno terreno di caccia esclusivo per la Mercedes. Se Hamilton dovesse infilare la seconda vittora consecutiva del 2021 si metterebbe male per Verstappen e Red Bull dal punto di vista psicologico. Intanto gli animi sono già caldi, con Marko che continua a vedere i track limits come fumo negli occhi e Wolff che neanche tanto tra le righe gli sta dando del paranoico (“Marko vede cospirazioni ovunque”).

L’augurio è quello di vedere una gara incerta e che magari riporti in parità la sfida tra Hamilton e Verstappen. Al momento Hamilton sa già come essere perfetto, Verstappen deve necessariamente imparare ad esserlo.

*immagine in evidenza da tuttomotoriweb.com

Rocco Alessandro

 

 

WSBK 2020 – ROUND DI CATALOGNA

Avevamo detto che il doppio round sul circuito di Aragon avrebbe fatto pendere l’ago della bilancia del campionato verso uno dei due contendenti e così è stato.

Non sorprende che l’ago penda dalla parte del campione in carica Rea. Se si può riassumere in una sola caratteristica fondamentale il motivo del suo successo negli ultimi anni, forse si deve parlare di resilienza. Ovvero la capacità di un individuo di affrontare e superare un momento di difficoltà. Proprio quello che è successo al Motorland.

Pista Ducati per eccellenza negli ultimi anni, con Redding vincitore in gara 1. Eppure l’inglese della Kawasaki ha saputo ribaltare la situazione, vincendo tre delle sei sfide a disposizione nel doppio appuntamento e andando sempre a podio. E inducendo all’errore un Redding evidentemente frustrato dalla capacità di Rea di essere sempre in gioco per la vittoria.

Ecco, un’altra caratteristica di Rea, comune a tutti i campioni degni di tale nomea. Non sbaglia praticamente mai, difficile che porti a casa zero punti. E anche quando sbaglia, come in gara 2 di Teruel, ha la fortuna di salvarsi sempre prima dell’irreparabile. Come i grandissimi.

immagine da sportmediaset.mediaset.it

Lo score adesso recita +36 su Redding, un bottino cospicuo che già potrebbe indurre ad una certa gestione di gare “difficili”. Niente è perduto per Redding ma per crazy Scott cresce la frustrazione di non riuscire sempre ad essere al livello di Rea.

Ora si va al Montmelò, sede di due giornate di test ad inizio Luglio. E non a caso i primi due tempi sono stati di Rea e Redding, con Rea che ha girato più forte di Marquez nella gara del 2019. In ogni caso sarà una sfida a due, nuovamente.

Redding deve sperare nel caldo, dato che proprio le condizioni più fresche di alcune gare ad Aragon lo hanno penalizzato dal punto di vista del grip. E sperare che la Ducati accolga il suo appello di aiutarlo in questa ultima parte del mondiale. Un appello che fece anche Bautista l’anno passato quando le cose si stavano mettendo male, e non è finita molto bene. L’inglese lamenta il fatto di dover forzare troppo la sua guida in certe condizioni che ultimamente si stanno presentando spesso, non riuscendo ad essere fluido come piacerebbe a lui.

Frustrazione aumentata dal fatto che Rinaldi sembra essere il pilota che, inaspettatamente, abbia trovato il bandolo della matassa per far funzionare bene la V4. Reduce da due weekend grandiosi ad Aragon, con qualifiche velocissime, podi e la prima vittoria addirittura in faccia a Rea, si candida come l’uomo nuovo del mondiale, da tenere d’occhio per il 2021.

Un momento magico per Rinaldi che è riuscito in una cosa che fino a poco tempo fa sembrava impossibile: soffiare il posto in squadra ufficiale a Davies per il 2021. Non c’è stata ancora nessun annuncio ufficiale ma tutto fa pensare che Davies, non proprio soddisfatto del rinnovo offerto da Ducati, possa migrare verso Yamaha Pata o Honda se Haslam non dovesse rinnovare.

immagine da riminitoday.it

Al solito si conferma una certa “disinvoltura” del management Ducati nei confronti dei suoi piloti. Di solito queste manovre fanno più male che bene ai diretti interessati, non mi aspetto niente di diverso questa volta, al netto della grossa chance che potrà avere Rinaldi.

Il resto della compagnia sembra invece aver tirato i remi in barca. Le Yamaha ufficiali e le BMW arrivano a Barcellona reduci da due brutti weekend, con scarsa competitività. Solo Honda con Bautista ha fatto segnare dei risultati degni di nota con podi ma anche cadute in gara che non hanno fatto felice in pilota spagnolo.

Tra le novità importanti al Montmelò, una è davvero grossa: Melandri lascia il team Barni e cede il posto a Samuele Cavalieri. Il ravennate, in pratica al suo secondo ritiro, lamenta uno scarso feeling con la moto, adducendo una motivazione che ha fatto sollevare le sopracciglia a diversi addetti ai lavori: è troppo piccolo e leggero per la V4 e non riesce a sfruttarla adeguatamente. Considerando che Bautista, che è anche più piccolo e leggero, ci ha vinto quasi 20 volte nel 2019 con la stessa moto, ci sembra una motivazione piuttosto risibile che non fa onore al suo passato di gran pilota.

Sostituzione in vista anche per il team Pedercini che vedrà il francede Debise sostituire l’infortunato Cortese.

*immagine in evidenza da gpone.com

Rocco Alessandro