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F1 2022 – GRAN PREMIO DI GRAN BRETAGNA

Si torna della tana del lupo, “a casa loro” come ebbe modo di dire il buon Vettel nel 2018, l’anno dell’ultima vittoria Ferrari e delle “interesting tactics” che Hamilton pensò di subire al primo giro di quel GP.

Questa volta però, con tutta probabilità, non saranno le frecce d’argento a fare da spauracchio ma le lattine anglo-austriache che cercheranno di fare bottino pieno in una pista che ritengono casa loro al pari di almeno una mezza dozzina di altre scuderie con sede in Inghilterra.

Sarà un bel banco di prove sia per le nuove monoposto a effetto suolo, in particolare vedere come riusciranno ad affrontare la sequenza Copse, Maggots e Becketts (il maiuscolo è d’obbligo…), e come si comporteranno le Pirelli più dure a disposizione (C1, C2 e C3) con temperature più basse rispetto a Barcellona ma con sollecitazioni simili.

Ferrari ha tutte le carte in regola per lottare per la vittoria su una pista le cui curve veloci sembrano adattarsi perfettamente alle forme giunoniche della SF-75.

immagine da motorbox.com

Il Gp del Canada è stato un bel banco di prova per l’affidabilità di entrambe le monoposto, quello che serviva per arrivare in terra d’albione con un rinnovato ottimismo.

Considerando la situazione attuale di entrambe le classifiche mondiali la Ferrari ha l’imperativo di provarci in ogni gara fino al termine del campionato, a costo di prendersi più rischi del normale e spingendo sul fronte delle prestazione a scapito dell’affidabilità della monoposto.

Se è vero che la squadra nella sua interezza non è ancora pronta a lottare per la vittoria del mondiale, quest’anno va visto come una prova generale per l’anno prossimo, in cui riabituarsi a lottare per vincere con una certa regolarità e a limare quelle cadute di prestazione che la Red Bull non ha.

Red Bull che invece arriva a Silverstone in serie positiva di ben 6 GP e con buone possibilità di allungarla. La lotta con Ferrari sarà serrata e anche in questo caso si giocherà sui dettagli e gli episodi, con differenze minime che potrebbero far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra.

immagine da metronews.it

Si vociferà di una corposa “dieta” a cui è stata sottoposta la RB18, in grado di garantire ben 5 kg in meno di peso. Magari nulla di visibile ad occhio nudo ma impattante in termini di tempo sul giro. Vedremo quale sarà il responso della pista e se si ripresenteranno quei problemi di affidabilità (vedi DRS a singhiozzo) che sono da imputare proprio ad una ricerca spasmodica di alleggerimento della monoposto.

Verstappen vorrà di sicuro finire in maniera ben diversa rispetto al botto del 2021 ma difficilmente si troverà a incrociare le traiettorie con Hamilton. L’inglese avrà ben altro a cui pensare data la scarsa forma della sua W13 che si presenterà però con qualche aggiornamento da verificare in pista.

Difficilmente lotteranno per la vittoria ma (per loro) la speranza è quello di ridurre in qualche modo il gap che li separa da Ferrari e Red Bull, anche se, viene da dire che se non ci saranno regali da parte dei due top team leader dei mondiale, faranno fatica anche a vedere il podio.

La Alpine arriva a Silverstone con la neanche tanto remota speranza di rendere la vita difficile alla Mercedes. Alonso in Canada ha fatto sognare e l’intenzione è quella di essere i primi degli altri dietro a Ferrari e Red Bull.

imagine da caranddriver.com

Ambizione che sarà anche della Alpha Tauri e Alfa che però vediamo dietro alla Alpine fosse solo per i differenti “manici” che hanno al volante.

Tra Haas e Aston Martin è diffiicile scegliere la più deludente in termini di competitività e dabbenaggine nel non saper sfruttare le potenzialità della monoposto. Al momento sono senza dubbio le più grandi delusioni del mondiale, in cui i piloti hanno un bel pò di colpa per la loro deficitaria situazione.

McLaren, al solito, merita un discorso a parte in quanto continua ad essere l’oggetto misterioso del mondiale 2022. Una monoposto che è molto migliorata ma ha ancora il grosso difetto di trovare e perdere competitività senza motivo apparente mandando in confusione i suoi piloti.

Anche alla Williams servirebbe un bel risultato sulla pista di casa ma le probabilità che ciò accada sono più scarse di quelle di vedere un abbraccio tra Verstappen ed Hamilton. Problemi di bilanciamento cronici per la vettura di Grove che si spera possano essere mitigati dagli aggiornamenti previsti per il weekend di gara.

Quattro Gp prima della pausa estiva che diranno tanto sulle ambizioni Ferrari di riaprire il discorso mondiale che sembra ormai quasi chiuso. Silverstone è forse la pista più amica delle quattro che si susseguiranno (A1 ring, Le Castellet, Hungaroring) per cui è imperativo cercare la vittoria.

Come già detto servirà un weekend senza errori, in modo da azzerare il margine di sicurezza che Red Bull può avere nel gestire le fasi di gara più complicate. La differenza tra i due team è minima e per il momento Red Bull si è distinta soprattutto per cinismo e nello sfruttare al massimo i suoi punti di forza.

Ferrari ha buttato via almeno 3 vittorie negli ultimi 5 GP, farlo anche a Silverstone sarebbe la certificazione di una inferiorità che andrebbe al di là della “inesperienza” alla vittoria come detto da molti. E riaprirebbe i soliti processi sommari alla ricerca di ipotetici colpevoli. E’ ora di buttare la palla nel campo avversario e vedere come se la cavano.

*immagine in evidenza da targetmotori.com

Rocco Alessandro

 

PEREZ SBANCA IL CASINO DI MONTECARLO. LA FERRARI NON GIOCA.

Montecarlo. Dopo solo una settimana, la Ferrari può riscattarsi dalla enorme delusione di Barcellona. E farlo proprio in casa del suo pilota di punta. Che infatti, con una guida stratosferica, si prende la pole lasciando gli avversari a distanza. In prima fila con lui il suo compagno di squadra, con Perez che rimane costantemente davanti a Verstappen, e provoca una bandiera rossa finale, per la gioia di quest’ultimo che lo accusa pure di averlo fatto apposta.

Sulla carta, con una F1-75 molto competitiva, il risultato della gara dovrebbe essere in cassaforte. Ma sembra proprio che quest’anno, per la Ferrari, nulla debba essere facile. A pochi minuti dal via inizia a piovere. La partenza viene rinviata di 15 minuti, e nel frattempo la pioggia aumenta di intensità. Il gruppo si avvia quindi dietro la Safety Car, con l’obbligo di montare gomme da bagnato estremo. Dopo due giri, la direzione gara espone la bandiera rossa, e tutte le monoposto rientrano in corsia box.

Dopo quasi un’ora di attesa, la direzione gara fa partire ufficialmente la gara, ovviamente ancora dietro la SC. Non piove più, ma si aspetta ulteriore acqua. Tutti hanno le gomme full wet.  In queste condizioni, solo due piloti riescono ad andare a sbattere, ovviamente, e sono Latifi e Stroll.

Dopo due giri viene data partenza lanciata. Le condizioni sono molto difficili, e si vedono parecchie scodate. La pista sembra asciugarsi velocemente, e qualcuno degli ultimi anticipa il passaggio alle gomme intermedie.

La prudenza è comunque tanta, e i tempi sono quasi 30 secondi più alti di quello della pole position. Al giro 9, Leclerc ha 3 secondi di vantaggio su Sainz, che a sua volta ne ha 2 su Perez. Verstappen si mantiene ad un secondo di distanza dal compagno.

Al giro 14 la traiettoria è asciutta in molti punti del tracciato, e le condizioni sono da intermedie. Chi le ha già montate ne sta ampiamente beneficiando, ma i tempi dei primi non sono molto inferiori, e Sainz dichiara di volere andare avanti con le full wet fino a quando non sarà possibile montare le slick.

Al giro 16 rientra Hamilton, che fino a questo momento occupava un’anonima ottava posizione, e monta gomma intermedia. Viene fatto rientrare anche Perez, per montare lo stesso tipo di gomma. Sergio esce però dietro a Norris. A Sainz viene chiesto di rientrare, ma lo spagnolo non è d’accordo e gli viene confermato che può stare fuori. Anche Norris, quarto, rientra per montare gomma intermedia.

Al giro 18 rientra pure Leclerc e monta gomma intermedia, subito imitato da Verstappen. Ma il monegasco si ritrova dietro Perez, che evidentemente è riuscito a recuperare una decina di secondi. Sainz invece continua, con l’obiettivo di passare direttamente alle slick.

Con gomme intermedie la Ferrari non va, e Verstappen guadagna ben 4 secondi a Leclerc. Sainz rientra al giro 22 per montare le slick a mescola più dura. Viene richiamato anche Leclerc, poi gli viene detto di stare fuori, ma è troppo tardi. Il monegasco è furioso con il proprio box, e si ritrova dietro al compagno di squadra.

Anche Perez e Verstappen vengono fatti rientrare, ma l’attesa dietro al compagno dovuta al doppio pit-stop risulta fatale per Leclerc che si ritrova così al quarto posto, dietro anche a Verstappen. Entrambe le Red Bull, però, hanno toccato la linea gialla all’uscita dei box, ma la direzione gara fa finta di niente.

Al giro 27, Schumacher distrugge la sua Haas alle piscine, ed esce la Safety Car. Ma i danni alle barriere sono troppo ingenti, e la direzione gara sospende la gara.

Si riprende con una partenza lanciata quando mancano 45 minuti allo scadere delle 2 ore regolamentari. La Ferrari stranamente riparte con la mescola più dura e per di più usata, mentre le due Red Bull hanno la mescola media. Una decisione che sembra incomprensibile.

Quando la SC rientra ai box, la gara riparte senza riservare grandi emozioni, a parte un bloccaggio di Perez al Mirabeau. Un team radio di Sainz svela come mai la Ferrari abbia scelto di montare gomme dure usate: temevano che sulle gialle si materializzasse l’odiato graining, e la loro speranza è che questo accada alle Red Bull. Ma, purtroppo per loro, questo non succede, e fra i primi 4 non c’è praticamente battaglia.

Anche dietro di loro non accade nulla. Con queste auto, e in queste condizioni, tentare un attacco è praticamente impossibile, anche quando si è molto più veloci dell’avversario che precede. E’ il caso di Hamilton, che si trova ad avere a che fare con Alonso che gira almeno 2 secondi più lento, ma non può fare assolutamente nulla, così come il trenino che si è formato dietro di loro.

A 18 minuti dal termine, Sainz va dritto alla chicane del porto, e Verstappen si avvicina. Ma qualche minuto dopo il graining arriva sul serio sulla gomma anteriore destra di Perez, e Sainz gli si attacca agli scarichi. Ma a Monaco non si passa, e la gara finisce in processione, con Checo che conquista una meritatissima vittoria davanti a Sainz, Verstappen e un delusissimo Leclerc. Seguono Russell, ancora una volta nei primi 5, Norris, Alonso, Hamilton e Ocon, che però ha una penalità di 5 secondi che lo fa retrocedere. Nono arriva quindi Bottas, e decimo Vettel.

Ora si va a Baku, un circuito che, sulla carta, dovrebbe essere favorevole alla Red Bull, con quell’interminabile rettilineo. Ma ormai questo conta poco, perchè, che sia favorita o meno, la Red Bull vince comunque, a dispetto del fatto che gli avversari dispongano di una vettura formidabile e di un pilota che, probabilmente, in questo momento è il più in forma di tutti. 

Su 7 gare, 2 sono andate alla Ferrari e 5, di cui le ultime 4, alla Red Bull. Credo non ci sia molto altro da dire sulle prospettive mondiali. La storia della Formula 1 insegna.

P.S. chi scrive temeva proprio quello che abbiamo visto oggi. Una macchina competitiva ma una squadra non in grado, per mancanza di esperienza, di leggere correttamente le situazioni impreviste. Considerando anche che se la stanno giocando con dei vecchi volponi. Una doppietta sicura si è così trasformata in un “misero” secondo e quarto posto, che aumenta ancora le distanze nei confronti dei diretti avversari. E questo a causa di decisioni che sono sembrate quantomeno singolari.
Certo, mi si può dire che rispetto ai chiari di luna delle ultime stagioni, giocarsi sempre la vittoria è un gran risultato. E io rispondo con due considerazioni. La prima è che sono due anni che ci raccontano che lavorano per il 2022, e la seconda è che sono 14 anni che la Ferrari non vince un mondiale.

P.S. 2 Verstappen ha pestato la linea gialla all’uscita dai box, nell’ovvio tentativo di chiudere in anticipo la traiettoria. Non c’è nemmeno stata investigazione, quando in passato abbiamo visto analoghe decisioni punite pesantemente. Perchè? Per la risposta, rivedere il GP di Abu Dhabi del 2021.

F1 2022 – GRAN PREMIO DI MONTECARLO

Un vecchio adagio del motorsport (più del motociclismo ad essere esatti) cita che “quando si cade bisogna risalire in sella il più in fretta possibile” per esorcizzare e metabolizzare quello che è successo.

Citazione che si adatta bene alla situazione in casa Ferrari, reduce da un GP di Spagna decisamente agrodolce, dove il dolce risiede solo nella velocità mostrata in pista.

Dopo tanto tempo gli aggiornamenti sulla SF-75 hanno funzionato bene, regalando a Leclerc una pole senza discussioni al sabato e una gara letteralmente dominata fino a quando il turbo e la MGU-H hanno alzato bandiera bianca. E di tutto quel dominio non è rimasto altro che il rumore del silenzio e delle pacche sulle spalle che Leclerc ha regalato ai suoi meccanici in segno di conforto.

Dopo 6 GP Red Bull completa la sua rimonta prendendosi la testa del mondiale piloti e costruttori. Il tutto non essendo la vettura più veloce in pista, non essendo la più affidabile (almeno palesemente nei primi 3 GP). Sembra quasi una situazione kafkiana a vederla con gli occhi di Maranello.

In realtà è la logica conseguenza per un team abituato alla lotta la vertice, con un pilota superlativo e un altro che tappa sempre e bene i buchi che si creano e di una certa dose di fortuna. Ma serve anche quella, guai a non averne.

Sulle stradine del principato ci sarà l’ennesimo showdown tra i due colossi del 2022, in casa di un Leclerc voglioso di rivincita ma al quale la gara di casa non ha mai portato molto bene.

immagine da motori.ilmessaggero.it

Tracciato atipico da sempre, un pò meno atipico nel format dato che quest’anno per la prima volta non si girerà al giovedì per le prove libere ma si rispetterà il format consueto che va dal venerdì alla domenica.

I pronostici li sbaglia solo chi li fa e figuriamoci su una pista come Monaco, con vetture enormi e che pesano ben di più rispetto a quelle già giunoniche del 2021.

Servono trazione, precisione in inserimento e soprattutto star lontano dai muri, oltre a non beccare una bandiera gialla o rossa in un momento topico delle qualifiche. E per aggiungere variabili non previste (e volute) è prevista pioggia per tutto il weekend, in particolare venerdì e domenica.

Come detto molto lascia supporre che se la giocheranno Red Bull e Ferrari, con Leclerc e Verstappen che si fanno preferire per ovvie ragioni, un Perez che potrebbe essere il terzo incomodo e un Sainz che arriva con un bel fardello di pressione dopo un inizio di mondiale a dir poco inconcludente.

Potrebbe essere della partita anche la Mercedes, super galvanizzata dalla buona prestazione di Barcellona a seguito degli aggiornamenti. Wolff addirittura dichiara che forse, ma forse, potrebbero ritornare in lotta per il mondiale.

immagine da f1ingenerale.com

Ora, di sicuro ne sanno più loro che noi poveri fessi che guardiamo dalla tv ma pensare che la W13 possa tornare a lottare costantemente per la vittoria quando si è visto in Spagna che fino a quando Leclerc è rimasto in pista viaggiavano ad almeno 7/8 decimi di ritardo come passo gara e che Verstappen, una volta superato Russell gli ha dato qualcosa come 33 secondi nella seconda parte di gara, mi sembra un volo di fantasia davvero audace.

Poi magari a Monaco vincono, ma se pensiamo che ci ha vinto qualche anno fa un Ricciardo su Red Bull con una PU rimasta senza componente ibrida, diciamo che se a Monaco parti davanti  e non fai sciocchezze è dura perdere.

Gli altri…anche quì i pronostici sarebbero assolutamente dati a caso, date le premsse sopra esposte. Molto dipenderà dal pilota e dalla fortuna in certe fasi di qualifica o gara, tra bandiere gialle e safety car. E molto lo potranno fare gli uomini al muretto box, che devono cercare di capire e scegliere i momenti giusti in cui fare i pit e gestire le strategie.

Di sicuro molti piloti saranno sulla graticola. Si è detto di Sainz per ovvie ragioni ma anche Mick Schumacher e Ricciardo sono osservati speciali. Il tedesco per dei risultati che non arrivano e Ricciardo per delle “aspettative che non sono state rispettate” come detto dal suo capo Brown. Per fortuna per lui arriva su una pista amica che più volte lo ha visto vincere.

Abbiamo iniziato con una citazione e finiamo con un’altra: “to finish first, first you have to finish”. Leclerc ha preso una bella botta sui denti in Spagna e nonostante ciò ha rincuorato i suoi meccanici e si è detto soddisfatto della macchina su cui hanno funzionato tutti gli aggiornamenti e che gli permette di guidare al 100% delle sue potenzialità.

Vero anche che è meglio avere un’auto veloce ma inaffidabile una tantum (si spera) piuttosto che una lenta ma che non si ferma mai. Ma è palese che per combattere contro questa Red Bull bisogna avere una macchina veloce, affidabile e combattere con entrambi i piloti. Al momento in Ferrari hanno una cosa su tre (e neanche su tutti i circuiti) e urge trovare le altre due se si vorrà arrivare al 22esimo GP a giocarsela.

immagine da sportface.it

E la cosa peggiore sembra essere che il fattore affidabilità potrebbe essere più facile da raggiungere piuttosto che il recupero di Sainz, in evidente crisi di adattabilià alla SF-75 e al momento involontariamente tritato nelle prestazioni da Leclerc. Forse converrebbe tirare un pelo i remi in barca, ovvero rischiare qualcosa meno per tenere il passo del monegasco e cercare di cucirsi più addosso la SF-75.

Tutto pronto quindi per il GP di Montecarlo, speriamo che sia all’altezza  della fama che lo precede. Io personalmente, da ferrarista,  me lo godrò solo se alla bandiera a scacchi ci sarà una rossa in prima posizione, tutto il resto sarà dal primo all’ultimo giro una sofferenza non necessaria.

Ovviamente non parlo per tutti ma sono sicuro che tanti che tifano Ferrari avranno capito ciò che intendo.

*immagine in evidenza da racingdynasty.wordpress.com

Rocco Alessandro

LECLERC DOMINA, VERSTAPPEN VINCE A BARCELLONA

Si torna in Europa dopo l’americanata in quel di Miami. E si torna sul circuito più difficile, quello che permette di distinguere i progetti giusti da quelli sbagliati, senza possibilità di appello.

E la Ferrari porta il primo pacchetto di aggiornamenti, che “dovrebbe valere 2-3 decimi”, indispensabili per recuperare su una Red Bull dimostratasi molto forte dopo i problemi di affidabilità iniziali. E, dopo un venerdì non proprio brillante, con un tanti problemi di durata delle gomme, al sabato i ferraristi indovinano il setup giusto, e ritrovano il passo gara senza sacrificare il giro veloce. Leclerc, con un giro magistrale piazza la sua rossa in pole, con Verstappen a debita distanza. 

Si spengono i semafori e Leclerc mantiene la posizione senza troppi patemi. Chi invece sbaglia é Sainz che ne perde due a favore di Russell, col quale si tocca pure, e Perez.. Hamilton si scontra con Magnussen e rimedia una foratura, mentre il danese dopo una escursione nella ghiaia riesce a rientrare.

Verstappen cerca di non far scappare Charles. Mentre Alonso rimonta furiosamente dall’ultima posizione nella quale era stato relegato da una pessima qualifica, il suo connazionale Sainz finisce malamente nella ghiaia, continuando la striscia di errori che sta ormai diventando inquietante e perdendo molte posizioni.

Ma il suo errore viene ridimensionato qualche giro dopo da uno molto simile commesso da Verstappen quasi nello stesso punto. Ma l’olandese dopo un giro nella ghiaia rientra perdendo solo due posizioni proprio Perez, che lo fa passare subito. Ma, tanto per complicare ulteriormente la vita all’olandese, il DRS inizia a funzionare male.

Al giro 14 si fermano sia Russel, secondo, che Max, terzo. Al giro 18 si ferma anche Perez, liberando per Leclerc la possibilità di fermarsi  a sua volta. Ma il monegasco é ancora molto veloce, e in Ferrari aspettano. 

Verstappen, col DRS che funziona a singhiozzo, non riesce a superare Russell. Al giro 22 si ferma Charles, e con un pit-stop perfetto rientra in pista con 5 secondi di vantaggio sul due in lotta. Max é infuriato con il suo muretto, il quale gli fornisce istruzioni per cercare di fare aprire la benedetta ala mobile, che però continua a fare le bizze.  Al giro 24 l’ala si apre per un momento, e assistiamo ad un duello favoloso con Russell che riesce a ripassare Max che l’aveva superato in curva uno. Al giro dopo a Max non si apre il DRS, e Perez che ha raggiunto i due, chiede al suo team di passare il compagno, ottenendone un ovvio rifiuto.

Al giro 28, mentre viaggia tranquillo in testa alla gara, con ampio margine e in totale gestione delle gomme, la macchina di Leclerc si rompe e la sua gara finisce lì.

Verstappen rientra per provare l’undercut su Russell, montando gomma rossa. Al giro 31 Perez supera Russell,  mentre Verstappen, scatenato, si prende la terza posizione su Bottas e va alla caccia dell’inglese, che raggiunge qualche giro dopo, ma non ha bisogno di superarlo perché il pilota Mercedes rientra ai box, imitato al giro successivo dal leader Perez che rientra in seconda posizione.

Nel frattempo, Sainz ha rimontato fino alla quinta posizione subito dietro un ottimo Bottas, primo dei motorizzati Ferrari.

Al giro 44 Verstappen ha 16 secondi di vantaggio su Perez e 22 su Russell. L’olandese si ferma per la sua terza e ultima sosta ed esce dietro al compagno di squadra ma davanti all’inglese. Al messicano viene ordinato di far passare Max, e la risposta é un “it’s not fair” che suona piuttosto falso, ma esegue comunque la consegna, ricevendone un sincero *thank you mate” dal compagno.

Al giro 52 Russell effettua la sua terza sosta, e rientra in quarta posizione, con Bottas che si prende il podio, che però dura poco perché l’inglese impiega meno di un giro a ripassare davanti. Anche Perez si ferma ma riesce a mantenere la seconda posizione, 

Gli ultimi giri di gara vivono sulla lotta per il quarto posto, con Sainz che raggiunge Bottas e Hamilton, autore di un’ottima rimonta e, fino a questo momento, del giro piú veloce. Il finlandese, al quale il box ha riservato una strategia errata non fermandolo, in poche curve viene passato sia dal ferrarista che dal sette volte campione del mondo. Il quale subito dopo si prende la quarta posizione.

Ma non é finita, perché ai due Mercedes viene detto di fare attenzione alla benzina, e Hamilton, vittima pure di un problema di surriscaldamento, viene ripassato al penultimo giro da Sainz. Ma Russell é molto lontano, e riesce a tenersi il posto sul podio.

Finisce così con la seconda doppietta stagionale per la Red Bull, la terza vittoria di fila di Verstappen e la conquista di entrambe le classifiche mondiali, Della serie “meglio di cosí…”. Terzo un ottimo Russell, quarto un pessimo Sainz, quinto uno sfortunato Hamilton che da un lato può recriminare per quell’incidente al primo giro e dall’altro può essere contento di “avere finalmente una vera F1 da guidare”. Sesto Bottas, con una Sauber che si conferma quarta forza, settimo Ocon, ottavo un malandato Norris con un’altrettanto malandata McLaren, nono Alonso rimontato dall’ultima posizione, e decimo Tsunoda, ancora una volta davanti al compagno Gasly.

Malissimo Ricciardo, così come le due Aston Martin che hanno presentato una copia della RB18 ma, evidentemente, non hanno fotocopiato il libretto di istruzioni.

Ora si va a Monaco, a casa di Leclerc. Il quale nelle ultime tre uscite non ha avuto molta fortuna (la terza è stata domenica scorsa quando ha sbattuto la 312 B3 di Niki Lauda, a causa di un guasto meccanico). Inutile dirlo, la vittoria è d’obbligo, per dimenticare con un trionfo la grossa delusione di oggi.

P.S. ovviamente dopo la gara di oggi c’è e ci sarà una grande discussione su Carlos Sainz, fra chi ritiene che gli si debba continuare a dare fiducia, e chi, invece, come il sottoscritto, ritiene che i bonus siano ormai terminati.
Questo il pensiero di Binotto su Carlos: “deve ancora adattarsi alla macchina, è indietro di tre decimi, dobbiamo dargli una macchina più veloce così sta davanti a tutti”. 
Il mio pensiero, che ovviamente vale nulla rispetto a quello di Mattia, è invece una semplice considerazione: quando ci si gioca il mondiale, l’apporto del secondo pilota è indispensabile nell’economia del risultato finale. Senza la difesa di Perez ad Abu Dhabi, Verstappen non sarebbe riuscito a vincere il mondiale nemmeno con l’aiuto della FIA. Nel 2010 e 2012, Alonso ha perso il mondiale anche perchè guidava praticamente da solo, e si potrebbero fare tanti altri esempi. E’ necessario che Sainz non diventi un problema per la Ferrari, perchè la Red Bull corre con due macchine, e Leclerc non porterà mai a casa il mondiale da solo. Quattro gare con errori gravi di fila sono un brutto campanello d’allarme. 

* immagine in evidenza dal profilo Twitter @redbullracing

 

F1 2022 – GRAN PREMIO DI SPAGNA

Da un pò di anni a questa parte è sempre stato definito il “GP della verità”, quello che ” se una macchina va bene quì va bene dappertutto”, dove si capiva se i tecnici  avevano fatto un buon lavoro sugli aggiornamenti oppure si certificava ufficiosamente un proseguio di campionato in sofferenza.

In un anno di rivoluzione regolamentare e di budget cap e considerato quello che è successo nei primi cinque Gp stagionali, Il GP di Spagna sul circuito del Montmelò riveste, se possibile, con maggiore evidenza il ruolo di giudice sulle ambizioni di ogni team per i GP a venire.

Praticamente tutti i team porteranno la gran parte degli aggiornamenti aerodinamici e di PU previsti fino almeno alla pausa estiva se non oltre, per cui si capisce bene che la posta in palio è alta per due motivi: capire se funzionano o meno e sperare di non aver sprecato risorse del budget cap per modifiche inutili.

Tutti in attesa dei verdetti che la pista catalana imporrà ai team e ai loro ingegneri, tracciato che tutti conoscono molto bene e che rivela moltissimo della bontà e dell’efficienza aerodinamica e meccanica delle monoposto.

immagine da tuttomotoriweb.it

Fino ad ora è stato un testa a testa deciso da episodi, setup azzeccati e problemi di affidabilità inaspettati tra Ferrari e Red Bull. Il confronto recita un 3 a 2 per Red Bull, tutte vittorie molto risicate (esclusa Melbourne a favore della Ferrari).

Red Bull ha fatto valere soprattutto la facilità di sorpasso in rettilineo, figlia di un’ottima efficienza aerodinamica mentre la SF-75 si fa preferire nel conportamento nelle curve medio-veloci e in qualifica, segno che la PU Ferrari si può scatenare appieno sul giro secco ma deve essere molto più conservativa sul passo gara.

Binotto ha più volte annunciato che il grosso degli aggiornamenti sarebbe arrivato in Spagna e infatti sono previsti una nuova ala posteriore con drag ridotto, un nuovo fondo anti-porpoising, delle fiancate più strette e braccetti dello sterzo modificati in funzione aerodinamica. Oltre a sperare di poter liberare qualche cavallo in più in ottica gara dal motore endotermico della PU.

Red Bull è sembrata avere un margine su Ferrari dopo le modifiche introdotte negli ultimi 2 gp e alla cura dimagrante della RBR-18, per cui urge una pronta risposta degli uomini di Maranello.

La pista catalana dovrebbe sposarsi bene con le caratteristiche della SF-75, a suo agio sui curvoni veloci e anche la scelta delle gomme operata da Pirelli, C1 C2 e C3 le più dure a disposizione, dovrebbe sorridere alla Ferrari, in difficoltà rispetto ai rivali nella gestione delle gomme medie e soft sul passo gara.

Ovviamente questa è tutta teoria, solo la pista dirà effettivamente se gli equilibri saranno stati modificati o meno. Anche Red Bull porterà aggiornamenti anche se meno significativi rispetto a Ferrari e alla fine potrebbero ritrovarsi in una situazione di parità sul piano prestazionale in cui i dettagli e gli errori dei piloti potranno fare una grande differenza.

Ferrari è consapevole che i prossimi due Gp sono fondamentali per il proseguio di stagione: sia il Gp di Spagna che quello di Montecarlo dovrebbero vederla favorita rispetto a Red Bull e con l’obbiettivo non dichiarato ma necessario di portare a casa due vittorie.

Il vantaggio in entrambe le classifiche del mondiale si è eroso negli ultimi due GP e serve dare una dimostrazione di forza e compattezza. Di sicuro in Ferrari hanno dato prova di essere piuttosto scaltri approfittando dei test Pirelli di Imola e di un filming day a Monza per provare alcune soluzioni aerodinamiche definite promettenti in fase di simulazione.

Anche il richiamo continuo che Binotto pone sul tema del controllo da parte della FIA del budget cap relativi agli aggiornamenti è indice di una ritrovata attenzione a 360° che il team di Maranello ha su ogni aspetto della competizione che si svolge inevitabilmente anche sul piano politico e di relativo “peso” da spendere nei confronti dei commissari.

Chi invece vede il GP di Spagna come il primo e ultimo crocevia fondamentale per la stagione è la Mercedes. La W13 è una monoposto con tanti problemi e le modifiche che verranno introdotte in Spagna faranno capire se vale la pena continuare nel progetto oppure tirare una riga e i remi in barca e pensare già al 2023.

immagine da tuttomotoriweb.it

Un weekend ad alta tensione e aspettativa per il team anglo-tedesco che potrebbe certificare la loro definitiva uscita di scena nella lotta alla vittoria, anche solo di qualche Gp, per il 2022.

Un altro protagonista sulla graticola è Mick Schumacher. Il figlio d’arte non ha per il momento rispettato le aspettative in quella che è la sua seconda stagione in F1. Magnussen lo ha costantemente messo sotto e, a parte pochi lampi, la prestazioni di Mick non sono state memorabili ma anzi, sono state condite da qualche botto ed errore di troppo sia in qualifica che in gara. Si fanno insistenti le voci di un suo possibile appiedamento a fine stagione se non riuscirà a dare una svolta alla sua stagione.

Chi invece ha svoltato quest’anno sembra l’Alfa Romeo, monoposto che sta dando buoni risultati in pista soprattutto con Bottas. Non fosse stato per qualche errore nelle fasi finali di gara di Bottas il bottino di punti sarebbe potuto essere anche migliore. Il Montmelò è il giusto banco di prova per capire se si può ulteriormente innalzare l’asticella.

immagine da chepoker.it

Tante squadre vedono nell’inizio della campagna europea l’occasione per una svolta decisiva alla propria stagione. Tra queste ci sono di sicuro Alpine, Alpha Tauri e Aston Martin per differenti ragioni. Lo junior team Red Bull ha pagato qualche problema di affidabilità di troppo alla PU che ne ha minato la buona velocità di base, mentre per Alpine si è accanita la sfortuna soprattutto con Alonso, costretto al ritiro spesso per colpe non sue. Aston Martin rientra nel novero di quelli che hanno sbagliato qualcosa in fase di progettazione e hanno cambiato tanto in vista del Gp di Spagna.

McLaren continua ad essere un oggetto misterioso. Posto il fatto che non hanno più i grossi problemi di inizio stagione, resta l’imprevedibilità di una monoposto che non lascia capire appieno perchè a volte è competitiva e altre volte no. Potenzialmente sembra molto veloce ma il problema è che non si sa esattamente perchè e quando questo possa verificarsi.

La Williams invece deve ringraziare tanto Albon, capace di portarla a punti già due volte. Non male per una vettura nata non proprio bene e che sconta soprattutto in qualifica la sua scarsa competitività.

La FIA ha intanto dichiarato che il GP di Sochi non verrà sostituito, pertanto il mondiale sarà su 22 GP e non 23 come preventivato.

immagine da sport.sky.it

Il circuito del Montmelò provvederà a separare, magari poco evangelicamente, il grano dal loglio. Sarà interessante capire chi avrà fatto bene e chi no con conseguenze che andranno ben al di là dell’appuntamento spagnolo.

Conseguenze che si vedranno in pista ma anche dal punto di vista psicologico negli organici dei team, che potrebbero ricevere una bella mazzata in caso di esito nefasto. Prospettiva che infesta soprattutto l’immaginario del tifoso ferrarista, più volte frustrato da possibili migliorie che poi non si sono rivelate tali. Si spera che questi fantasmi siano ben lontani dalla mente di Binotto e della sua squadra, pena un mondiale che prenderà inevitabilmente e nuovamente le via dell’Olanda.

*immagine in evidenza da skysports.com

Rocco Alessandro