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F1 2026 – GRAN PREMIO DI CINA

La nuova stagione di F1 è partita ed è già ora di pensare a dei correttivi. Il primo Gp in Australia ha conclamato tutta una serie di storture e problemi che erano stati ampiamente preventivati sia a bocce ferme che nei test pre stagionali.

Sembra incredibile che chi ha redatto i regolamenti e ha il dovere di farli rispettare abbia avuto una così scarsa lungimiranza e attenzione, a meno che il tutto non fosse voluto ovviamente per rimescolare ampiamente il mazzo di carte a disposizione, accontentare chi negli ultimi anni ha perso e creare uno show artificioso in cui solo chi è un appassionato “newcomer” può giudicare come bello da seguire.

E già tempo di riunioni e correttivi perchè quello che si è visto in Australia è stato largamente imbarazzante: auto piantate allo start, centinaia di sorpassi decisi dagli algoritmi di ricarica batterie e non dalle capacità dei piloti, un nuovo (vecchio) team dominante e velocità in curva e rettilineo al limite del comico.

immagine da f1grandprix.motorionline.com

Siamo ufficialmente passati alla versione “videogioco” della F1, tra l’altro una poco realistica e molto arcade, mancano solo le indicazioni delle traiettorie ottimali da seguire in curva. Magari è solo questione, come in molti hanno detto, di un layout particolarmente sfavorevole della pista di Melbourne ma pensare, come detto da Leclerc, che ormai le staccate in frenata non faranno più la differenza lascia pensare e male.

Anche Verstappen è stato molto critico, affermando che con queste monoposto non si può fare più il mestiere del pilota propriamente detto. Saranno solo i mugugni di chi sa di non avere speranze di vittoria quest’anno? Sarà ma la maggioranza dei piloti la pensa più o meno come l’olandese.

Quali sono questi problemi? In primis delle qualifiche che hanno perso il loro valore fondamentale: quello di vedere le monoposto al massimo della loro velocità in pista. In una F1 che in questi anni ci ha abituato a gare domenicali in cui c’è sempre più da gestire e far durare il più a lungo possibile tutto ciò che scende in pista, la qualifica era rimasto l’ultimo aspetto in cui vedere davvero il pilota metterci del suo.  Ecco vedere il lift and coast anche in qualifica con l’aggiunta dell’impossibilità di aumentare il recupero di energia per questioni di sicurezza durante le fasi di clipping in rettilineo ha tolto anche l’unica occasione di vedere i piloti in versione full gas.

immagine da formulatecnica.it

Secondo problema: in Australia ci sono stati centinaia di sorpassi ma molti sono stati “decisi” dal software che gestisce l’energia del sistema ibrido durante il giro di pista. La coperta è sempre corta: se in una sequenza rettilineo-curva vai forte, nella successiva sarai in debito di energia e dovrai andare piano, ecco spiegati la serie di sorpassi e controsorpassi. Una cosa del genere è bella da vedere? Forse per chi non è esperto si , agli altri sarà sembrata una barzelletta, una roba da harlem globetrotters.

Terzo problema: caos partenza dato da monoposto piantate in griglia a causa dell’incapacità dei turbo di ricaricare sufficientemente le batteria per avere uno start decente. Anzi, molti piloti sono arrivati in griglia con la batteria scarica. Al di là degli errori di gestione del sistema PU/batteria è però imbarazzante che si arrivi a partenze come quelle viste a Melbourne in cui per poco non si è rischiato l’incidente grave. Anche in questo caso la pezza che è peggio del buco: la direzione gara ha “allungato” la procedeura di partenza concedendo 5 secondi extra a giri motore alti per permettere la carica delle batterie, mortificando chi, coma Ferrari, soffre poco del problema grazie ad una precisa scelta tecnica di montare un turbo più piccolo.

immagine da the-race.com

Dulcis in fundo: valutazione “fantasiosa” delle aree grigie del regolamento. In poche parole: Mercedes aggira il rapporto di compressione misurato a freddo della sua PU costruendo un motore più potente della concorrenza che permette di ricaricare meglio il sistema ibrido e sfruttare comunque una congrua quantità di cavalli nell’utilizzo del termico, con effetti a cascata su gestione carburante, gomme e ritmo gara. In poche parole; game, set, match. Siamo tornati al 2016. La FIA ha già cercato, spinta dalle proteste dei 2/3 della griglia di modificare la misurazione del rapporto di compressione eseguendolo a caldo ma solo da metà stagione in poi. Un’altra pezza che è peggio del buco.

Ovviamente Mercedes si guarda bene dal fornire ai suoi clienti l’intero potenziale della sua PU, mantenendo un vantaggio netto su tutta la concorrenza.

Insomma, tanti problemi e poche idee per risolverli, considerando anche che ci vorrà l’unanimità di tutti i team per apportare modifiche. Ci sarebbe da parlare anche del Gp di Cina, che potrebbe cambiare i valori in campo visti a Melbourne data la diversa conformazione della pista, azzardando una riduzione del gap tra Mercedes e gli altri team, tutto da verificare.

immagine da f1granprix.motorionline.com

In ogni caso, questa nuova F1 avrà bisogno di almeno 2/3 mesi prima di andare a regime e non è detto che ci saranno miglioramenti tangibili. Questo è stato il prezzo da pagare per attrarre nuovi costruttori, vedi Audi e Cadillac e per convincere Honda a rimanere facendo al momento una figura davvero pessima. Si è ulteriormente snaturato il DNA intrinseco della massima espressione motoristica a quattro ruote. Adesso ci chiediamo se ne sarà valsa la pena, tra poco persino la domanda non avrà alcun significato.

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO D’AUSTRALIA

Il mondiale 2026 della F1 inizia il suo corso nella ormai storica pista di Melbourne tra pochissime certezze e tanti interrogativi.

Una cosa è sicura: il verdetto finale di questa prima gara dell’anno non sarà un’indicazione certa del probabile esito finale e della definizione dei valori in campo, troppe le variabili in gioco.

Sarà giusto un lungo shakedown in cui si giocherà un pò meno a nascondino e verranno fuori tutte le eventuali problematiche di cui sono affette queste nuove monoposto.

immagine da f1granprix.motorionline.com

I test di inizio anno ci hanno fornito qualche dato ma poche indicazioni utili: Mercedes dovrebbe essere al top e già protagonista di interpretazioni ad personam del regolamento, Red Bull e Ferrari meno compromesse di quanto ci si potesse aspettare alla vigilia, con i tori che hanno inaspettatamente uno dei punti di forza nella nuova PU e gli uomini del Cavallino che, tra trovate ingegneristiche e una vettura solida e discretamente veloce possono puntare ad essere protagonisti fin da subito.

McLaren è forse quella che più si è nascosta ma che soffre anche di qualche problema di gioventù inaspettato, vedi peso eccessivo mentre molto più in difficoltà due delle grandi attese, Williams che ha avuto grossi problemi nei crash test e Aston Martin che fa la degne veci della Caterham che fu ma con Newey come progettista…

Cosa ci si deve aspettare per Melbourne? In una parola forse caos. Tante sono le incognite a partire da quella che sarà il vero ago della bilancia del campionato: la gestione del recupero di energia del sistema ibrido. Al momento ogni team ha la sua strategia in base al tipo di PU progettata e molto dipenderà anche dal tipo di circuito affrontato. Ad esempio, l’Albert Park potrebbe mandare in crisi molti team dato che offre poche frenate e necessita di accelleratore aperto per larga parte del giro.

immagine da formula1.it

in tanti si aspettano prestazioni ad handicap anche in qualifica, con monoposto che saranno costrette ad una gestione dell’energia molto parsimoniosa e con tanto lift and coast.

Punto interrogativo anche allo start, con previsioni apocalittiche di vetture praticamente ferme in partenze a causa dell’incapacità del turbo di generare una pressione sufficientemente alta da evitare lo stallo. Da questo punto di vista quella messa meglio sembra la Ferrari, che ha progettato la sua PU proprio per avere un vantaggio sotto questo aspetto ma si parla già di partenze “ritardate” o dietro safety car per problemi di sicurezza in pista. Speriamo non sia il caso.

Altro aspetto, soprattuto su una pista ostica come Melbourne, sarà la capacità di sorpasso che offriranno le nuove monoposto. Molti piloti hanno già espresso dubbi in merito, con sorpassi e scie da seguire molto problematiche.

immagine da planetf1.com

In generale, tutto quello che si è visto in Bahrein durante i test potrebbe essere stravolto proprio per una questione di diverso layout della pista e quindi delle condizioni per il recupero di energia.

La curiosità principale che verrà soddisfatta sarà con tutta probabilità il livello di prestazione pura tra i team oltre a capire chi e quante monoposto finiranno la gara.

Sul tema affidabilità buone garanzie offre la Ferrari e i motorizzati Mercedes, qualche dubbio in più su Red Bull e disastro totale per Aston Martin che già si dice venga a Melbourne giusto per onor di firma.

Occhio anche alla qualifiche che prevedono un giro di lancio lento per ricaricare le batterie e che non andrà incontro alla necessità di scaldare adeguatamente gli pneumatici.

Insomma davvero tutto o quasi una grande incognita, una gara che farà quasi storia a sè. Inutile dire che mai come quest’anno saranno fondamentali gli sviluppi in corso d’opera e la capacità di conoscere a fondo le nuove monoposto, sperando che le scommesse ingegneristiche fatte in fase di progettazione si traducano in prestazioni in pista.

In bocca al lupo alla nuova entrata Caldillac con gli stagionati Perez e Bottas e al rookie Lindblad, ne avranno bisogno.

BuonGp a tutti, per chi si sveglierà all’alba e chi avrà voglia di pagare per vedere. Me la racconterete voi come è andata.

*immagine in evidenza da austadiums.com

Rocco Alessandro