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HAMILTON VINCE, LECLERC ILLUDE, VERSTAPPEN CI CASCA

Ci sono week-end che rimangono nella storia della Formula 1. A volte per più di un motivo. E quello appena terminato a SIlverstone è uno di questi.

Il sabato ha visto il debutto della discussa “Sprint Qualifying”, tentativo un po’ ingenuo di mettere una garetta anche il sabato per far divertire soprattutto gli spettatori più giovani. Abbiamo così avuto una mega pole di Hamilton il venerdì,  che però non rimarrà negli albi d’oro. Perchè è stata vanificata nella competizione di 17 giri del sabato, che ha visto l’inglese partire malissimo e perdere la prima posizione a favore di Verstappen. Qualche emozione, il sabato, l’ha data Alonso, capace di recuperare ben 4 posizioni. Ma ciò non è stato certo sufficiente a far pensare che la suddetta garetta sia una gran trovata. Giudizio sospeso, vedremo le prossime due occasioni cosa ci riserveranno.

Si arriva quindi alla domenica con le parti invertite. Verstappen in pole, e Hamilton di fianco a lui in prima fila. Per quella che potrebbe essere una sorta di ultima spiaggia per l’inglese e per la Mercedes, reduci da cinque sconfitte consecutivi.

E così quando si spengono i semafori inizia una lotta senza quartiere, con Hamilton a cercare di passare Max, e quest’ultimo procedere a zig-zag per tenersi dietro un avversario a dir poco indiavolato. E l’ultimo di questi zig-zag gli costa caro. Sul vecchio rettilineo di partenza l’inglese lo affianca, ma lui lo stringe contro il muro. Ma non lo convince a tirare su il piede e i due entrano alla Copse affiancati. Il risultato è un contatto che spedisce Verstappen contro le barriere ad alta velocità, costringendo la direzione gara ad esporre la bandiera rossa e l’olandese ad essere portato in ospedale per controlli dopo un impatto di ben 51G.

Con la gara sospesa, iniziano le comunicazioni fra la direzione gara, Horner, ovviamente infuriato, e Wolff, sicuro che il suo pilota non abbia commesso nessun errore. Ad Hamilton vengono comunque comminati 10 secondi di penalità, come sempre molto discutibili, perchè se abbiamo imparato in Austria che bisogna lasciare spazio perfino all’esterno, a lui forse Verstappen non ne aveva lasciato abbastanza all’interno. Ma, come vedremo, quei 10 secondi saranno ininfluenti sul risultato finale.

Si riparte da fermi con Leclerc in pole, ed Hamilton che non prova ad attaccarlo. Dietro, Bottas perde ancora una volta una posizione su Norris, mentre Alonso tenta di difendersi su Ricciardo ma ha la peggio.

Fino al giro 15, Leclerc tiene sorprendentemente a distanza Hamilton, poi in radio inizia a lamentarsi di problemi al motore, e l’inglese si avvicina. Ma tutto sembra risolversi, e Lewis inizia ad accusare un forte blister mentre per Charles le gomme sono perfette, e torna così un po’ di distanza fra i due.

Il primo a fermarsi del gruppo di testa è Ricciardo, al giro 21, seguito alla tornata successiva dal compagno Norris, che però è vittima di uno stop lungo 3 secondi di troppo, che gli farà perdere la posizione su Bottas, rientrato il giro dopo.

Hamilton si ferma al giro 28 e sconta i 10 secondi di penalità. Come previsto, si ritrova dietro a Norris, e ora per lui la strada per la vittoria si fa in salita. In questo momento ci sono due Ferrari in testa alla corsa, e si inizia a sperare in un’altra improbabile vittoria italiana in terra inglese.

Sainz si ferma subito per montare gomma dura, ma purtroppo un problema all’anteriore sinistra gli fa perdere un’eternità. Al giro successivo è il turno di Leclerc, per il quale tutto fila liscio. Mancano 22 giri, e ora i rivali di Charles sono Bottas che si trova a 7 secondi, e Norris a 11 secondi, con Hamilton a 2 secondi da lui. A Lewis basta un giro per sbarazzarsi del connazionale, e si mette così in caccia del compagno di squadra.

Con gomme nuove, Leclerc sembra riuscire a mantenere  costante il distacco su Bottas. Anche con la mescola più dura fra quelle a disposizione, la Ferrari va sorprendentemente bene. La conferma è Sainz, che recupera velocemente su Ricciardo e ingaggia una lotta per la quinta posizione. Ma è solo un’illusione.

A 12 giri dalla fine, Hamilton alza il ritmo. Ci sono ancora oltre 9 secondi di margine da gestire, ma la possibilità di vincere per la Mercedes è reale, e il team chiede a Bottas di far passare il compagno.

Lewis inizia a guadagnare 1 secondo al giro e a 3 giri dalla fine arriva di gran carriera dietro al ferrarista, passandolo al primo tentativo anche grazie ad un errore di Charles, che comunque non sarebbe riuscito in alcun modo a difendere la prima posizione.

Finisce così con il numerosissimo pubblico inglese in tripudio, almeno questa volta, per un raggiante Hamilton primo sul traguardo e di nuovo vicinissimo a Verstappen in campionato. Secondo un delusissimo Leclerc, e terzo il maggiordomo Bottas, autore della solita gara onesta. Quarto Norris, davanti al compagno Ricciardo e a Sainz, che ha pagato caro un incidente con Russell nella qualifica sprint. 

Settimo un fantastico Alonso, ottavo Stroll, nono Ocon e decimo Tsunoda, che zitto zitto è riuscito ad arrivare davanti al compagno di squadra Gasly, oggi undicesimo.

Pessima gara per gli esperti Perez, Verstappen e Raikkonen, autori di qualche errore di troppo in una giornata nella quale poteva esserci l’occasione per far bene.

Fra due settimane si corre in Ungheria, in quella che potrebbe essere l’unica occasione della Ferrari per portare a casa una vittoria quest’anno. Nel frattempo prepariamo i pop-corn per goderci la battaglia a suon di dichiarazioni fra due squadre, la Red Bull e la Mercedes, che sono abituate ad usare anche le parole forti contro gli avversari minacciosi. Ne sa qualcosa la Ferrari.

P.S. Il paragone fra l’incidente odierno e quello di Suzuka 1990 fra Prost e Senna, tanto caro al telecronista del fucsia, del predestinato e così via, a parere di chi scrive è totalmente fuori luogo. Quella fu una vendetta, oggi invece Hamilton ha semplicemente dato un segnale all’avversario, senza commettere alcuna scorrettezza, con una manovra dura ma dentro i limiti del regolamento (anche se il commissario di turno la pensa diversamente). D’altra parte Lewis non è mai stato come il suo idolo Senna, sa dove deve mettere le ruote affinchè il suo comportamento non sia classificato come una carognata. Come ha avuto modo di dichiarare nel dopo gara, “Max ora sa che io non mi tiro indietro”. E questo vale almeno tanto quanto i 25 punti che ha recuperato.

F1 2021 – GRAN PREMIO DI GRAN BRETAGNA

Passati con sommo gusto gli europei di calcio, la “perfida Albione” ospita un altro crocevia fondamentale del calendario sportivo 2021.

Magari non avrà lo stesso appeal e seguito di una finale di un europeo di calcio ma l’avvenimento è di quelli attesi, anzi attesissimi dagli appassionati di motori.

Si va a Silverstone per il Gp di Gran Bretagna, a “casa loro” ancora una volta, la casa di oltre la metà dei team impegnati in F1 e che hanno le rispettive sedi operative in Inghilterra.

Ripetitivo dire cosa rappresenti il circuito e questo GP nella storia della F1, semplicemente qualcosa che è essa stessa la storia della F1, inconcepibile una sua eventuale scomparsa dal calendario mondiale.

Due i grossi motivi di aspettativa per questo GP: un weekend di gara rivoluzionato con l’introduzione della sprint qualifying e l’attesa reazione Mercedes su una pista che dovrebbe favorirla e che l’ha sempre vista protagonista.

Andiamo con ordine…partiamo col dire che il format di gara (che si ripresenterà di sicuro a Monza e forse a Interlagos), prevede un venerdì con un’ora di FP1 al pomeriggio e qualifica dalle 19:00 alle 20:00 per determinare la griglia di partenza della SQ.

immagine da formula1.com

Al sabato altra ora di FP2 dalle 13:00 alle 14:00 e SQ dalle 17:30 della durata di 100 km (17 giri a Silverstone) e il cui ordine di arrivo determinerà la griglia di partenza della gara domenicale sulla distanza classica, oltre ad assegnare tre, due e un punto ai primi tre classificati.

Un esperimento voluto dalla Fia per “svecchiare” il format classico e per cercare di rendere più appassionanti i weekend di gara, poco attrattivi nei confronti dei potenziali nuovi appassionati che poco apprezzano i venerdì e sabato di gara di prove libere senza “vera” azione in pista.

Vedremo come andrà, ma le critiche principali degli addetti ai lavori si rivolgono al fatto che, con tutta probabilità, il gioco non vale la candela e non ha senso prendersi grossi rischi nella SQ, rischiando incidenti e danni alle monoposto per i pochi punti in palio e una posizione migliore in griglia, pensando anche al fatto che a Silverstone i sorpassi sono fattibili e che, sulla lunga distanza, il passo gara farà una grossa differenza rispetto alla posizione di partenza.

Inoltre, con solo un’ora di prova al venerdì, è molto probabile che l’assetto con cui si arriverà alla SQ non sarà quello ottimale, motivo in più per rischiare ancora meno.

Nelle qualifiche del venerdì si useranno solo mescole soft e, sacrilegio!, la pole del venerdì non sarà valida a livello statistico…

Inoltre ci sarà libertà di scelta delle gomme con cui partire nella SQ e nella gara di domenica, fatto salvo comunque l’utilizzo di due mescole diverse nella gara “lunga”. Attenzione anche alle nuove gomme posteriori Pirelli già provate in Austria.

Insomma tante novità da metabolizzare in un colpo solo e che di sicuro avranno un effetto straniante, almeno per gli appassionati di lungo corso. Ma è sbagliato dare giudizi affrettati, aspettiamo il responso della pista.

L’altro momento clou sarà verificare con quale stato di forma si presenterà Mercedes dopo i ripetuti schiaffoni presi in pista da Montecarlo e i successivi 4 GP.

immagine da f1world.it

La tappa di Silverstone diventa fondamentale quantomeno per lanciare un segnale ai rivali della Red Bull, far capire che loro ci sono ancora e che il mondiale è ancora tutto da giocare.

A supporto di tutto questo, Mercedes introdurrà sulla pista di casa un corposo pacchetto di aggiornamenti volti a migliorare le performance di una W12 veloce ma non a livello della RB16-B.

Peccato che il format di gara che prevede molto meno tempo per le prove libere possa essere un bel danno per gli uomini di Brackley, che rischiano di non poter avere tempo sufficiente per testare e affinare le novità introdotte sulla W12.

Hamilton correrà in casa e di sicuro vedrà questa tappa del mondiale come una delle ultime possibilità da cogliere per cambiare l’inerzia di questo mondiale. Lo aspettiamo e aspettano tutti al massimo delle sue possibilità.

I rivali austriaci arrivano invece con la consapevolezza della propria forza e un moderato ottimismo. La pista dovrebbe essere più a favore Mercedes ma in Red Bull sono convinti di potersela giocare alla pari, cercando di sfruttare anche le novità del format di gara.

Se Verstappen dovesse suonare la sesta di fila per la Red Bull, le speranze mondiali per Brackley sarebbero davvero ridotte all’osso, un colpo al morale difficilmente recuperabile.

immagine da mediapolitika.com

Gli altri…per Ferrari i tempi in cui di vinceva  ” a casa loro” sono lontani così come la speranza di replicare la vittoria azzurra di Wembley.

Anzi, Silverstone rappresenta invece una delle piste peggiori del mondiale per le caratteristiche della SF21H. Ergo, l’imperativo è cercare di non sfigurare, raccogliere quello che si può e aspettare piste più confacenti alle caratteristiche della monoposto. Insomma, mettendola in termini calcistici, un tradizionale catenaccio all’italiana.

McLaren invece ha una bella possibilità di allungare nel mondiale Costruttori. Norris, reduce da una disavventura di ritorno dalla finale degli europei (orologio da 40k sterline razziato) è una garanzia, Ricciardo molto meno ma ci si aspettano segnali di risveglio.

Il solito trio Alpha Tauri, Aston Martin e Alpine sarà un altro concorrente temibile per Ferrari. Ci aspettiamo un Vettel competitivo, che può far valere la sua esperienza di lungo corso. Possibili “sorprese” Gasly e Alonso.

Williams ha il suo talismano Russell che può fargli vivere qualche bel momento, soprattutto in previsione della sprint qualifying, mentre in Haas probabilmente Steiner ha già  i sudori freddi al pensiero dei suoi due giovani piloti con la tentazione di prendersi qualche rischio di troppo. Alfa Romeo arriva con un Raikkonen piuttosto falloso e invece un Giovinazzi decisamente sfortunato ma veloce e concentrato, quasi si fossero scambiati i ruoli.

In ogni caso, al termine della gara di domenica ci sarà tanto da discutere e analizzare. Forse gli inglesi avranno finalmente qualcosa da festeggiare, se così non fosse il loro mondiale rischia di essere una lenta agonia a tinte arancioni.

*immagine in evidenza da automotorinews.it

Rocco Alessandro

VERSTAPPEN CONCEDE IL BIS A SPIELBERG. HAMILTON SEMPRE PIU’ PREOCCUPATO.

GP d’Austria 2020, il primo della storia a porte chiuse. GP d’Austria 2021, il primo dopo la pandemia con il pubblico senza limitazioni. Spielberg è evidentemente il luogo deputato per sperimentare quella che lo scorso anno abbiamo chiamato la “nuova normalità”, e per tornare, speriamo definitivamente, alla vera normalità.

Come era prevedibile, la ripetizione sullo stesso circuito a distanza di una settimana non offre grandi sorprese nella gerarchia dei valori, a parte Norris che si issa in prima fila, con Verstappen ovviamente in pole e il compagno in terza posizione. Le due Mercedes si qualificano quarta e quinta, e, per loro, si prospetta una gara in salita.

Quando si spengono i semafori, i primi partono con relativa tranquillità, mentre dietro si scatena la lotta senza quartiere per guadagnare qualche posizione. Ne fa le spese Ocon che è vittima del sandwich di altre due monoposto e danneggia la sospensione. Esce così subito la Safety Car per consentire la rimozione dell’auto del francese, operazione che richiede solo due giri.

Verstappen riparte al rallentatore, forse per favorire il compagno di squadra. La mossa gli riesce e Perez infatti attacca Norris, ma l’inglese resiste e il messicano finisce nella ghiaia perdendo molte posizioni. Dietro i primi due, Hamilton e Bottas ingaggiano una breve lotta, ma l’inglese resta davanti.

Dietro di loro, Leclerc rovina una buona rimonta con una staccata su Vettel che rischia di finire come un anno fa. Fortunatamente per entrambi, questa volta è solo il ferrarista a rimetterci qualche posizione.

Dopo 9 giri Verstappen ha già 4 secondi su Hamilton, bloccato dietro a Norris. 

Le due Alpha Tauri, partite con gomme soft come le due Aston Martin, inaugurano la serie di pit-stop al giro 13.  Perez, dopo l’uscita di pista, è in difficoltà e si fa superare da Leclerc.

Al giro 21 arriva la tegola per Norris, che viene assurdamente penalizzato per il duello con Perez, reo, secondo la severissima direzione gara, di non avergli lasciato spazio. In quel preciso momento, Hamilton riesce a superarlo e va alla caccia di Verstappen, che ormai è a 10 secondi.

Norris e Bottas si fermano al giro 31, con il primo che sconta la sua penalità e perde ovviamente la posizione. Hamilton si ferma al giro successivo, subito imitato da Verstappen e da Perez, che così prova l’undercut su Leclerc, con il quale era in lotta. Undercut che puntualmente riesce, nonostante i meccanici Red Bull riservino al messicano un altro pit-stop lento.

A metà gara, Verstappen ha ben 13 secondi di vantaggio su Hamilton, e 18 su Bottas, seguito a 2 secondi da Norris.

Dopo il cambio gomme, Leclerc è una furia, e recupera velocemente su Perez, Il quale gli riserva lo stesso trattamento che aveva ricevuto da Norris, spedendolo sulla ghiaia nella stessa curva. E, per coerenza, si prende 5 sec. di penalità. Fortunatamente  Charles non sembra avere danneggiato la macchina, ma si ritrova ad un secondo e mezzo dal messicano.

Hamilton inizia a perdere vistosamente da Verstappen. L’inglese ha danneggiato il fondo passando sui cordoli, e si ritrova con il posteriore difficile da controllare. Bottas recupera su di lui, e, a sua volta, Norris recupera sul finlandese. A quest’ultimo viene però detto di non dare fastidio al compagno di squadra.

Leclerc ritorna su Perez e viene nuovamente mandato nella ghiaia. Inevitabili le proteste del monegasco, e l’investigazione della direzione gara, che comminerà a Checo altri 5 secondi.

L’ultimo a fermarsi al giro 50 è Sainz il quale, partito con gomme dure, è l’unico, a questo punto della gara, ad avere gomme medie, e si trova a soli 7 secondi dal trio Ricciardo-Perez-Leclerc con ancora 20 giri da percorrere.

Al giro 52, la Mercedes autorizza lo scambio di posizioni fra Bottas ed Hamilton, il quale si ritrova a fare i conti con Norris, che lo supera facilmente e si riprende il podio. Lewis si ferma immediatamente per un secondo pit-stop.

Al giro 56 Perez supera un Ricciardo in difficoltà, messo subito nel mirino anche da Leclerc. Ma la McLaren è troppo veloce in rettilineo, e il ferrarista non riesce a raggiungerlo, e deve iniziare a preoccuparsi del compagno Sainz che sta rinvenendo velocemente su di lui. 

Al giro 61 Verstappen ha quasi 30 secondi di vantaggio su Bottas, e viene fatto fermare per sicurezza per montare un treno di gomme dure nuove.

Impossibilitato a superare Ricciardo, Leclerc fa passare Sainz il quale, nonostante gomme più nuove e morbide, fatica inizialmente a raggiungere l’australiano. Riuscirà però a superarlo all’ultimo giro, giusto in tempo per evitare che Perez guadagni quei 10 secondi che gli permetterebbero di mantenere, ingiustamente, la quinta posizione nonostante le due penalità.

La gara finisce così con Verstappen primo e autore anche del giro più veloce, seguito da Bottas e da un fantastico Norris. Quarto Hamilton, che vede l’olandese allontanarsi nel mondiale. Quinto un bravissimo Sainz, seguito da Perez, Ricciardo e Leclerc. Nono Gasly e decimo un coriaceo Alonso, riuscito in extremis ad agguantare l’ultimo punto ai danni del povero Russell, autore di una gara strepitosa con una Williams per una volta affidabile,

Gara, invece, a dir poco squallida per le due Aston Martin e le due Alfa Romeo, con Vettel e Raikkonen che si sono tristemente scontrati all’ultimo giro, a causa di una manovra assurda del finlandese, che appare, ultimamente, molto distratto. Tralasciando le due inutili Haas, menzione speciale per il protegé Honda che di nome fa Tsunoda, capace di beccarsi due inutili penalità per taglio della riga bianca in ingresso box. Domani ascolteremo con piacere i suoi team radio.

Ora una settimana di pausa e poi Silverstone, con ancora pubblico pieno, e, soprattutto, con il debutto della rivoluzionaria Sprint Race, che rappresenta l’ultimo colpo d’ascia ai gloriosi 70 anni di storia della F1. Ma, si sa, le cose devono evolvere, e vedremo, con curiosità, cosa ci riserverà questa novità.

P.S. Dietro i risultati di Norris c’è anche un certo Andrea Stella, che è passato dal fenomeno Nando al fenomeno Lando. Ovviamente fuori dalla Ferrari, come tanti suoi ex-colleghi che hanno trovato da far bene in altri lidi.

P.S. 2. I ferraristi si rassegnino, Silverstone sarà pista ostica e la macchina è sempre quella del Bahrain. Tutto è puntato sul 2022. Con buona pace dei due grandi talenti che guidano la rossa, che devono farsi altre 14 gare alla caccia di quinti e sesti posti. La si può pensare come una giusta gavetta, strano farla in un macchina col cavallino sulla carrozzeria.

* Immagine in evidenza dal profilo Twitter @redbullracing

F1 2021 – GRAN PREMIO D’AUSTRIA

Terzo appuntamento del trittico di Giugno sempre sul tracciato del Red Bull Ring. Avevamo detto che questa serie di gare così ravvicinate avrebbero dato un’impronta decisiva a questa prima metà di mondiale e così si sta dimostrando.

Occasione d’oro per la Red Bull di infilare la quinta vittoria consecutiva e mettere definitivamente alle corde una Mercedes che si ritrova senza armi per poter ribattere agli assalti del team austriaco.

Ingiocabile in qualifica e molto competitiva in gara, la Red Bull e Verstappen stanno abbattendo a spallate il feudo Mercedes che dura dal 2014.

immagine da formula1.it

Nella rivincita della gara di una settimana fa le uniche vere variabili saranno le differenti mescole portate da Pirelli, di uno step più morbido quindi C3, C4 e C5 e le temperature previste per il weekend di gara.

Queste sembrano le uniche vere “armi” con cui Hamilton e Bottas possono sperare di ribaltare l’esito di un GP che alla luce di quello appena disputato, appare scontato nell’esito.

A parziale sollievo dell’inglese viene in soccorso Allison che prevede qualche (piccolo) step evolutivo per la W12, anche se contro questa Red Bull potrebbe essere non abbastanza.

Ferrari ha aggiustato il tiro dopo la controprestazione di Francia e ha deliberatamente sacrificato la qualifica per una migliore resa in gara.

Osservando le rimonte di Sainz e Leclerc viene da dire che questa è la strada giusta da seguire, a maggior ragione in questo weekend in cui si useranno le gomme più morbide fornite da Pirelli.

immagine da modenaindiretta.it

Con un pò di fortuna in più in qualifica e più accortezza nelle prime fasi di gara (Leclerc ha rischiato anche nel sorpasso su Raikkonen. toccandogli l’ala anteriore…) è possibile guadagnare ancora terreno sulla McLaren, che ormai corre praticamente solo con Norris, mentre Ricciardo è ancora disperso senza apparente possibilità di recupero.

Nella lotta per i punti rientreranno di sicuro Alpha Tauri e Alpine, in particolare con Gasly che avrà una gran voglia di rivincita dopo il ritiro nelle prime fasi di fasi di domenica scorsa.

Gara senza grosse speranze di punti per le tre ultime squadre del lotto, a meno che Russell non si inventi qualcosa di particolare e la sua Williams riesca a portarlo fino al traguardo.

immagine da motorbox.com

Alla luce delle ultime 4 vittorie Red Bull, l’aspetto che risalta maggiormente non è tanto il fatto che la RB16-B sia attualmente la vettura più performante della griglia ma il fatto che, forse per la prima volta dal 2014, la Mercedes non sembra avere la capacità, e probabilmente neanche le volontà, di reagire ad una inferiorità tecnica di tale portata.

Ricordiamo tutti le ingenti risorse messe in campo dai tedeschi nel corso delle due stagioni in cui la lotta con Ferrari era serrata, soprattutto nel 2018. Ecco, niente di tutto ciò è previsto quest’anno, con una rivoluzione tecnica alle porte e la necessità di focalizzare tutte le risorse a disposizione per la nuova vettura.

Quindi Verstappen avviato facilmente verso il suo primo titolo? Questo no, anche se ormai l’inerzia del campionato va in quella direzione. In F1 basta poco, episodi a favore o contro per ribaltare gare e classifiche che sembrano già scritte.

Certo è che non rimane molto tempo al team di Brackley per cercare di restituire qualche sberla ad una Red Bull che invece non vede l’ora di affondare sempre più il colpo.

Intanto la Pirelli farà provare ad ogni team delle nuove gomme posteriori “rinforzate” nella struttura per ovviare definitivamente ai problemi di Baku e in vista del GP sulla pista di Silverstone che è storicamente un tracciato molto esigente nei confronti degli pneumatici.

Sarà interessante capire se questa nuova variabile modificherà e quanto i valori in campo.

*immagine in evidenza da projekt-spielberg.com

Rocco Alessandro

 

 

VERSTAPPEN DOMINA IN STIRIA. HAMILTON E LA MERCEDES INIZIANO A PREOCCUPARSI.

Prima o poi tutte le epoche finiscono. E, oggi, qualcuno abituato a vincere e stravincere sta iniziando a chiedersi se la sua epoca non sia arrivata al capolinea.

Già dalle prove si capisce che la musica non cambierà rispetto alla settimana scorsa, con la Red Bull superiore alla Mercedes e Hamilton dietro anche a Bottas, il quale però vanifica l’ottima seconda posizione guadagnata nelle qualifiche con una penalità presa per uno strano testacoda in corsia box, dopo un tentativo di partenza in seconda.

Quando si spengono i semafori, Max parte alla perfezione, mentre Hamilton fatica a prendere il ritmo e deve difendersi da Norris e Perez. 

Leclerc si ferma subito per cambiare l’ala, rovinata da un contatto con Gasly, il quale fora e deve ritirarsi con la sospensione divelta.
Al giro 10 Norris va lungo e Perez lo infila insediandosi in terza posizione. Poco dopo anche Bottas lo supera e si porta in quarta.

Verstappen mette rapidamente una distanza di sicurezza fra sé e Hamilton, mentre Perez e Bottas perdono circa un secondo al giro. Tutti gli altri sono ancora più distanti.

Mentre Leclerc recupera posizioni su posizioni, al giro 27 Perez apre la serie di pit-stop dei primi. Purtroppo il suo box non è così pronto, questa volta, e Bottas, fermatosi al giro successivo, riesce a rubargli la terza posizione. Al giro successivo è il turno di Hamilton, e a quello ancora dopo tocca a Verstappen. Stavolta i meccanici Red Bull non sbagliano, e Max mantiene comodamente la prima posizione. Tutti i primi quattro hanno montato gomma dura, e andranno quindi comodamente fino alla fine.

A metà gara il quinto, Norris, è quasi doppiato. Sainz è l’ultimo degli altri a fermarsi. La strategia Ferrari questa volta asseconda una SF21 molto a più agio in gara, e grazie al pit-stop ritardato lo spagnolo recupera fino alla sesta posizione. Anche Leclerc, dopo la sua seconda sosta, recupera posizioni su posizioni, rientrando in zona punti.

Davanti non c’è lotta. Verstappen guida con sei secondi di vantaggio su Hamilton, e Bottas si trova ad oltre 20 secondi dal compagno, tallonato da Perez che prova ad avvicinarlo senza riuscirci. E così a 16 giri dalla fine il messicano si ferma per montare gomme soft e tentare l’attacco al giro veloce, fino a questo momento in mano ad Hamilton. Puntualmente riesce nell’intento, ma, soprattutto, inizia a guadagnare oltre due secondi al giro su Bottas.

L’inseguimento, però, si conclude solo all’ultimo giro, senza alcunaà possibilità di sorpasso. E pure il giro più veloce tornerà nelle mani di Hamilton proprio all’ultima tornata, dopo che l’inglese si è a sua volta fermato per montare gomma soft.

Finisce così con Verstappen assoluto dominatore, davanti alle due Mercedes e a Perez. Quinto e doppiato Norris, autore di una gara solida e tranquilla, davanti a Sainz e Leclerc, con una Ferrari molto più buona in gara rispetto a quanto non lo sia stata nelle qualifiche.

Ottavo Stroll, ben davanti al suo più titolato compagno di squadra, nono Alonso, ben davanti al suo ben più giovane compagno di squadra, e decimo un discreto Tsunoda, capace, per una volta, di fare un week-end senza errori e senza lamenti.

Fuori dai punti Raikkonen e Vettel, molto in ombra in una giornata dove qualche occasione per andare a punti ci sarebbe potuta essere. Notte fonda per Ricciardo, tredicesimo, seguito da Ocon e Giovinazzi, giovani di non bellissime speranze.

Da segnalare l’ottima gara di Russell, ottavo vicinissimo ad Alonso fino a quando problemi al circuito dell’aria delle valvole pneumatiche non lo costringono ad un pit-stop molto lungo per la ricarica, e ad una successiva ulteriore fermata, e infine al ritiro.

Senza la foratura di Baku, sarebbero state 4 vittorie di fila per Max. Ma lo sono state per la Red Bull, visto che in Azerbaijan ha vinto Perez. Un dominio senza precedenti nell’era ibrida. Fra una settimana si corre di nuovo a Spielberg, ed è logico pensare che il risultato sarà il medesimo. Confermando la fine di un’epoca. Finalmente.

P.S.
Nel 2017 e 2018, quando la Ferrari impensieriva la Mercedes, a metà stagione puntualmente iniziavano le dichiarazioni di Wolff e di Hamilton a proposito di “strane velocità in rettilineo”, seguite poi puntualmente da indagini FIA e dal crollo delle prestazioni dopo l’estate, fino ad arrivare all’annullamento totale della Scuderia in nome di una irregolarità mai dimostrata.
Oggi la storia si ripete. Quello che si è sentito in questi giorni sono cose del tipo “sono molto veloci in rettilineo, sarà merito dell’ala”, oppure “non si possono portare aggiornamenti se non per l’affidabilità, ma il loro motore è cresciuto”. Cose così. 
Senza volere parafrasare un ingegnere molto noto che dal 2014 grida al complotto FIA-Mercedes, faccio umilmente notare che nessuno degli avversari ha mai chiesto a gran voce una verifica quando i tedeschi avevano 60 cavalli più degli altri e bruciavano 6 kg d’olio a gran premio contravvenendo, evidentemente, allo “spirito” di un regolamento che mira alla sostenibilità.
Comunque possiamo stare tranquilli: questa volta non ci sarà nessuna indagine FIA, un po’ perchè in Red Bull sono meno ingenui rispetto ai nostri connazionali e corregionali, un po’ perchè sarebbe brutto colpire la Honda proprio all’ultimo anno di una presenza iniziata malissimo ma, soprattutto, perchè la F1 ha bisogno di vedere vincere qualcun altro.

* immagine in evidenza dal profilo Twitter @redbullracing