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F1 2026 – GRAN PREMIO DEL BAHREIN

Si corre in Malesia ma è il Gran Premio del Bahrein. Se in Medio Oriente c’è il rischio di essere centrati da un missile allora si fanno i bagagli e si va in Malesia, logico no?  I capi della F1 spostano tutto in una pista dove non si corre dal 2017.

Sepang è stata una pista quasi storica ad un certo punto nel calendario del mondiale F1 ed è stata spesso agrodolce per il Cavallino, dai trionfi shumacheriani alle sconfitte degli ultimi anni con piloti (vedi Raikkonen) che neanche riescono a prendere il via.

immagine da autosport.com

Aspetto positivo della faccenda: tutti o quasi non ci hanno corso, per cui forse l’abilità del pilota varrà qualche percentile in più sul risultato finale.

Aspetto negativo: sarà un’altra pista in cui la ricarica dell’energia per la PU sarà critica, dato che non si frena tantissimo e ci sono molte curve da percorrenza. Aspettiamoci superclipping e percorrenze in rettilineo imbarazzanti.

Mercedes arriverà con un corposo pacchetto di aggiornamenti con l’intento di rendersi definitivamente irraggiungibile per questo finale di campionato. Già sono mesi piuttosto bene, se dovessero poi dominare su un tracciato che in teoria non incontra le loro caratteristiche allora i giochi sarebbero davvero chiusi. Più interessante la sfida tra i due team mate, più che altro per capire se a Baku per Russell è iniziato un altro campionato oppure è stato solo l’avventura di un weekend.

immagine da 1000cuorimotori.it

Possibili contender: i soliti tra cui spicca McLaren per due motivi. Il primo è che anche loro finalmente possono sfruttare al meglio la PU clienti, il secondo è che gli aggiornamenti che tanto hanno fruttato prima di Baku dovrebbero tornare a produrre dividendi a scapito di Red Bull e Ferrari soprattutto.

Proprio queste due dovranno inventarsi qualcosa. Sulla carta Ferrari potrebbe avere qualche carta in più da giocare sul fronte dell’efficacia aerodinamica e della gestione del degrado gomme che a Sepang sarà elevato. Il problema stà tutto negli ultimi aggiornamenti di motore e di telaio che poco hanno inciso e fatto sorgere tanti dubbi.

immagine da planetf1.com

Si prevede una gara letteralmente dominata dal degrado gomme per cui la qualifica potrebbe avere un ruolo meno importante anche se poi, alla fine, correre in aria pulita resta sempre un plus non indifferente.

A complicare i piani di raccolta dati nelle libere potrebbe metterci lo zampino il meteo, con pioggia prevista il venerdì. Dovesse accadere i team avrebbero solo il sabato mattina per capirci qualcosa, aumentando l’incertezza per la qualifica e la gara domenicale.

Tutti hanno dichiarato di volere qualcosa domenica: Antonelli vuole tornare a vincere, Russell vuole rientrare nella lotta al titolo, Verstappen vuole la prima vittoria dell’anno e via di seguito. Vedremo come andrà anche se non puntare su Mercedes sembra un vero azzardo. Poi magari vince Hadjar…

*immagine in evidenza da 51gt3.com

Rocco Alessandro

 

F1 2026 – GRAN PREMIO D’AZERBAIGIAN

Abbandonata l’Europa, la F1 si sposta in Asia e nelle Americhe per gli ultimi 9 Gp di stagione. L’antipasto saranno tre gare in weekend consecutivi e, dopo quello di Madrid, si continua con il tracciato cittadino di Baku.

Il Gp azero è uno di quelli che negli ultmi anni ha offerto maggiore spettacolo e incertezza e quest’anno potrebbe non essere da meno.

Il problema, così come per tutti i circuiti con lunghi rettilinei, sarà gestire la potenza della parte elettrica della PU lungo tutto il giro. A Baku l’ultimo rettilineo è di 2,2 km e aspettiamoci di vedere tanti sorpassi più o meno “fasulli” in gara proprio in questa zona.

Sarà complicato trovare la giusta ricetta di gestione della potenza elettrica da utilizzare lungo il tracciato anche se, in teoria, le frequenti e violente staccate dovrebbero assicurare una carica delle batteria decente.

Si arriva a Baku con due dominatori indiscussi: Antonelli e la Mercedes, entrambi ormai lanciati verso il titolo. Manco a dirlo sono i favoriti della gara dove soprattutto Mercedes potrà sfruttare la potenza della sua PU e gli aggiornamenti che l’hanno resa ancora più efficiente aerodinamicamente. La previsione è quella di un duello in casa con Russell.

immagine da motoremotion.it

Da verificare la sorpresa delle ultime gare ovvero la McLaren che però dovrebbe pagare dazio sui lunghi rettilinei di Baku a causa della sua bassa velocità sul dritto.

Mina vagante sarà, al solito, Verstappen che riesce sempre a trovare quel qualcosa in più nella sua Red Bull che altri non sospettano neanche che esista.

Per Ferrari, al solito, sarà fondamentale mettere insieme i pezzi e fare tutto nel modo giusto, cosa che nelle ultime quattro gare è stata ben lontano dall’essere ottimale. Le armi da sfruttare a Baku ci sarebbero anche, passo gara e gestione gomme, ma devono trovare il modo di sfruttare al meglio una PU che comunque, nonostante gli aggiornamenti resta inferiore a quella Mercedes.

Il momento più delicato per il Cavallino sarà la qualifica, in cui sarà più complicato gestire la potenza della PU a disposizione e il giro di lancio per avere gomme, PU ed eventuali scie nella migliore condizione possibile. Considerando i disastri fatti nelle ultime gare, si capisce come la buona riuscita della gara passa tutta da lì.

immagine da bolognatoday.it

A complicare il tutto potrebbe esserci anche la penalità a carico dei ferraristi per l’introduzione di una nuova PU per arrivare fino a fine campionato. Baku è una buona pista per scontarla perchè le occasioni di sorpasso non mancheranno ma questo potrebbe azzerare le speranze di una vittoria o di podio.

In conclusione, si prevede una qualifica caotica in cui la pole Mercedes sembra scontata e una gara in cui chi avrà la migliore efficienza aerodinamica sul dritto e di PU farà gara a parte. Non proprio le premesse giuste per un grande spettacolo ma se uno si esalta contando il numero di sorpassi a fine gara…

*immagine in evidenza da news.gp

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO D’AUSTRALIA

Il mondiale 2026 della F1 inizia il suo corso nella ormai storica pista di Melbourne tra pochissime certezze e tanti interrogativi.

Una cosa è sicura: il verdetto finale di questa prima gara dell’anno non sarà un’indicazione certa del probabile esito finale e della definizione dei valori in campo, troppe le variabili in gioco.

Sarà giusto un lungo shakedown in cui si giocherà un pò meno a nascondino e verranno fuori tutte le eventuali problematiche di cui sono affette queste nuove monoposto.

immagine da f1granprix.motorionline.com

I test di inizio anno ci hanno fornito qualche dato ma poche indicazioni utili: Mercedes dovrebbe essere al top e già protagonista di interpretazioni ad personam del regolamento, Red Bull e Ferrari meno compromesse di quanto ci si potesse aspettare alla vigilia, con i tori che hanno inaspettatamente uno dei punti di forza nella nuova PU e gli uomini del Cavallino che, tra trovate ingegneristiche e una vettura solida e discretamente veloce possono puntare ad essere protagonisti fin da subito.

McLaren è forse quella che più si è nascosta ma che soffre anche di qualche problema di gioventù inaspettato, vedi peso eccessivo mentre molto più in difficoltà due delle grandi attese, Williams che ha avuto grossi problemi nei crash test e Aston Martin che fa la degne veci della Caterham che fu ma con Newey come progettista…

Cosa ci si deve aspettare per Melbourne? In una parola forse caos. Tante sono le incognite a partire da quella che sarà il vero ago della bilancia del campionato: la gestione del recupero di energia del sistema ibrido. Al momento ogni team ha la sua strategia in base al tipo di PU progettata e molto dipenderà anche dal tipo di circuito affrontato. Ad esempio, l’Albert Park potrebbe mandare in crisi molti team dato che offre poche frenate e necessita di accelleratore aperto per larga parte del giro.

immagine da formula1.it

in tanti si aspettano prestazioni ad handicap anche in qualifica, con monoposto che saranno costrette ad una gestione dell’energia molto parsimoniosa e con tanto lift and coast.

Punto interrogativo anche allo start, con previsioni apocalittiche di vetture praticamente ferme in partenze a causa dell’incapacità del turbo di generare una pressione sufficientemente alta da evitare lo stallo. Da questo punto di vista quella messa meglio sembra la Ferrari, che ha progettato la sua PU proprio per avere un vantaggio sotto questo aspetto ma si parla già di partenze “ritardate” o dietro safety car per problemi di sicurezza in pista. Speriamo non sia il caso.

Altro aspetto, soprattuto su una pista ostica come Melbourne, sarà la capacità di sorpasso che offriranno le nuove monoposto. Molti piloti hanno già espresso dubbi in merito, con sorpassi e scie da seguire molto problematiche.

immagine da planetf1.com

In generale, tutto quello che si è visto in Bahrein durante i test potrebbe essere stravolto proprio per una questione di diverso layout della pista e quindi delle condizioni per il recupero di energia.

La curiosità principale che verrà soddisfatta sarà con tutta probabilità il livello di prestazione pura tra i team oltre a capire chi e quante monoposto finiranno la gara.

Sul tema affidabilità buone garanzie offre la Ferrari e i motorizzati Mercedes, qualche dubbio in più su Red Bull e disastro totale per Aston Martin che già si dice venga a Melbourne giusto per onor di firma.

Occhio anche alla qualifiche che prevedono un giro di lancio lento per ricaricare le batterie e che non andrà incontro alla necessità di scaldare adeguatamente gli pneumatici.

Insomma davvero tutto o quasi una grande incognita, una gara che farà quasi storia a sè. Inutile dire che mai come quest’anno saranno fondamentali gli sviluppi in corso d’opera e la capacità di conoscere a fondo le nuove monoposto, sperando che le scommesse ingegneristiche fatte in fase di progettazione si traducano in prestazioni in pista.

In bocca al lupo alla nuova entrata Caldillac con gli stagionati Perez e Bottas e al rookie Lindblad, ne avranno bisogno.

BuonGp a tutti, per chi si sveglierà all’alba e chi avrà voglia di pagare per vedere. Me la racconterete voi come è andata.

*immagine in evidenza da austadiums.com

Rocco Alessandro

 

F1 2025 – GRAN PREMIO DI ABU DHABI

La sensazione di deja vu è potente. Il 2025 come il 2021 o forse non proprio uguale uguale, ci sono attori diversi e un pathos minore. Allora era il clash per antonomasia: il giovane rampante contro il vecchio leone alla ricerca dell’azimut della sua carriera, difficile trovare di meglio. Questione anche di palmares e di carisma ben superiori rispetto a questo remake del 2025.

Un protagonista è rimasto lo stesso, anzi oggi c’è la sua versione corretta e migliorata con lo stesso istinto dello squalo, Verstappen. Si prepara all’ultimo attacco dell’anno con la consapevolezza che è già un miracolo potersela giocare fino alla fine e il miraggio di un titolo che con tutta probabilità lo farebbe entrare nel pantheon di quelli “hors categorie”.

immagine da funoanalisitecnica.com

Dall’altra parte i due piloti Mclaren, il principe designato dal talento e dalla nazionalità e l’altro, la promessa di belle speranze che si è ritagliato un posto da assoluto e ingombrante protagonista. Rispetto all’olandese il killer instinct è ancora in fase embrionale o forse neanche quello ma dalla loro hanno una gran macchina e, uno dei due, un vantaggio cospicuo in classifica che sarebbe una sentenza se ce l’avesse il numero 33.

Eppure è ancora tutto in ballo perchè, monoposto veloce o meno, i nervi e l’istinto la faranno da padrone nella domenica di Abu Dhabi. Intendiamoci, a bocce ferme scommettere contro il titolo di Norris equivale ad una forma mal celata di masochismo. L’inglese può permettersi di arrivare terzo anche con Verstappen vincente e considerando la superiorità rispetto al resto della concorrenza è come dormire tra due guanciali.

Però, non è così scontato. C’è da trovare una quadra nelle prove libere, fare una qualifica di livello assoluto e cercare di passare indenne e possibilmente davanti curva 1 allo start del Gp. Mica facile con lo squalo orange che ha già annusato l’odore del sangue e della paura.

immagine da autohebdo.it

Certo ci sarebbe Piastri che potrebbe giocare di squadra, fare lo stopper ma se non l’ha fatto fino ad adesso difficile che lo faccia ora, ache perchè qualche speranziella di titolo ce l’ha ancora.

E quindi? Cosa succederà? Chi vince? Il carneade inglese per un trionfo albionico al quadrato oppure l’olandese per la definitiva entrata nel pantheon degli Dei del motorsport? Potrebbe anche venir fuori la gara più noiosa dell’anno , cosa non difficile allo Yas Marina circuit e il tutto ridursi ad una conta dei giri che mancano alla fine.

Ma siamo sicuri che in qualifica, allo start e per tutta la gara la tensione, il peso della vittoria giocherà un brutto scherzo a qualcuno.

E dire che, tutto sommato, senza la squalifica di Las Vegas, Norris sarebbe già campione e anche meritatamente. Non un titolo da spellarsi le mani ma comunque un degno campione del mondo, forse il primo passo per uscire definitivamente dal bozzolo e spiccare il volo.

E invece per lui sarà l’ennesimo weekend tra paure e aspettative. Non sappiamo come lo vivrà ma un pò si può essere solidali, capire i tormenti di un ragazzo in bilico tra estasi e profonda delusione. Si starà divertendo o preferirebbe essere in un altra situazione? Tutti lo indicano vincitore e chissà se è questo il peso maggiore o quello autoinflitto delle proprie aspettative.

immagine da racingnews365.com

Verstappen dà la sensazione di avere un indole totalmente diversa, in cui il dubbio e la paura sono tenuti a bada da una incrollabile sicurezza dei propri mezzi, ancora più forte quando è più facile perdere che vincere. Forse perchè l’olandese si diverte realmente a fare quello che fa e trova nella competizione il suo spazio felice.

Ecco forse proprio a questo dovrebbe pensare Norris, alle gare in kart da ragazzino dove quello che contava era esserci, lottare e avere il piacere di fare una cosa totalmente futile eppure così gratificante. Io dico che se lo merita. Ma il “merito” e quello che dovrebbe essere giusto o meno è sempre una questione soggettiva. Quello che conta è cosa si deve fare e come lo si fà, magari fatto un pò meglio rispetto al famigerato epilogo del 2021 giusto per avere questa volta un titolo fair and square al 100%.

*immagine in evidenza da musco.com

Rocco Alessandro

 

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL QATAR

Sembrava tutto finito domenica scorsa al termine del gp, un distacco di 49 punti più che rassicurante e la consapevolezza che sostanzialmente ci sarebbe stato solo da portare la monoposto al traguardo negli ultimi due appuntamenti.

E invece l’ennesima sorpresa, così incredibile che sembra quasi creata apposta per accendere l’interesse sulla fine del mondiale piloti 2025.

Da 49 a 24 punti il salto è notevole ed è una di quelle cose che ti fanno venire tanti pensieri infidi nella testa, che ti fiacca il morale, che, se non sei uno che vive e si esalta nella lotta, ti porta a perdere energie e lucidità.

Come ci arriverà Norris al weekend qatarino alla luce di quello che è successo a Las Vegas? Di per sè la gara non era andata male ma quell’errore in curva 1, quel voler fare al faccia cattiva ad uno come Verstappen che con quella faccia ci è nato è stata l’ennesima dimostrazione di quanto i due appartengano a due categorie diverse di piloti.

Questo non vuol dire molto in termini pratici e non è detto che sia una condizione immutabile ma, in Qatar, con una sprint e una gara lunga da disputare, 24 punti possono essere davvero un niente.

immagine da autosport.com

Dipende sempre da quale prospettiva si guardano le cose: Norris avrà a disposizione, nonostante tutto, il primo match point per chiudere a suo favore il mondiale, basta chiudere con 26 punti di vantaggio il primo dei due weekend mediorientali.

Su questo dovrà concentrarsi l’inglese che si troverà nella nuova posizione di essere il trascinatore morale di una squadra che dopo Las Vegas ha perso sicurezza. Ci vorrà pazienza, piede e sangue freddo per portare a casa il titolo ed evitare di buttarsi in situazioni per le quali non si è abbastanza bravi, vedi buttarla in rissa con uno come Verstappen.

immagine da msn.com

Dall’altro alto del ring invece si vive come il condannato a morte che ha ricevuto una seconda chance e questo può essere più importante anche di una monoposto veloce. Verstappen ci è già passato in questi momenti e la vive giustamente come uno che non ha nulla da perdere.

Certo molti pezzi del puzzle dovranno andare nel posto giusto per cercare di giocarsela ad Abu Dhabi ma intanto in Qatar c’è da sfruttare l’effetto stordimento che inevitabilmente il box McLaren starà accusando.

In tutto ciò ci dimentichiamo di Piastri che ha gli stessi punti di Verstappen e la migliore monoposto in griglia ma qualcosa si è inceppato da qualche gp per l’australiano e c’è da capire se potrà essere un alleato o un fastidio per il compagno di squadra.

Il weekend con il format sprint+gara non invita certo agli azzardi e questo potrebbe penalizzare la McLaren che non può permettersi nuovamente di azzoppare i suoi piloti.

immagine da pittalk.it

Da capire anche se  Ferrari e Mercedes  possano mettersi in mezzo a complicare i piani dell’uno o dell’altro. Improbabile ma dopo Las Vegas è legittimo aspettarsi di tutto, tranne forse un Hamilton a podio.

Di sicuro per Norris sarà l’ennesimo test di maturità della sua carriera di pilota, uno dei più importanti: avere la capacità di restare lucidi e competitivi quando tutto sembra giocare a tuo sfavore. Alla fine è ancora tutto nelle sue mani ma questa responsabilità lo rassicurerà o lo affonderà ancora di più?

*immagine da promoracing.it

Rocco Alessandro