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F1 2026 – GRAN PREMIO DEL MESSICO

Ormai è fatta. Sarà con tutta probabilità un Messico senza nuvole per Kimi Antonelli, a soli due punti da un titolo mondiale che lo renderebbe il più giovane di sempre e il primo italiano dopo Ascari, dopo “soli” 73 anni.

Non stiamo a elencare tutte le combinazioni ma in pratica ad Antonelli basterà davvero portarla al traguardo e può anche non andare a punti se Russell o Hamilton non vincono.

immagine da f1grandprix.motorionline.com

Considerando quanto successo ad Austin è molto più probabile che invece possa chiudere in bellezza, come da lui dichiarato, ovvero vincere gara e titolo.

Personalmente mi fa piacere ma non mi strappo i capelli per l’impresa del bolognese. Appartengo alla categoria di quelli che la F1 in Italia è la Ferrari, purtroppo male rappresentata negli ultimi anni. Inoltre non mi convince questa F1 snaturata, quindi si fenomenale Antonelli ma mi sarebbe piaciuto vederlo con una categoria di monoposto in cui la velocità pura in qualifica e in gara potessero essere esaltate.

Detto ciò, la gara messicana sarà al solito anomala per condizioni e adattamento dei team. Poco carico aerodinamico e aderenza, scarso raffreddamento delle componenti sensibili e PU in sofferenza saranno un unicum che solo ai 2200 metri di altitudine di Citta del Messico si possono trovare.

immagine da autohebdo.it

In questo scenario sarà ovviamente complesso trovare il giusto compromesso, con due team che forse saranno più avvantaggiati di altri. Uno è la Red Bull che potrà sfruttare velocità di punta e reattività nei tratti lenti, ma anche Ferrari che dovrebbe soffrire meno di altri lo scarso carico aerodinamico e avere meno drag sul dritto.

Per contro il Cavallino dovrà capire come sfruttare al meglio la sua PU, penalizzata da un turbo piccolo che sarà ancora più stressato a quella quota. Da capire anche come far funzionare le gomme, che tenderanno a raffreddarsi sui lunghi rettilinei e saranno più difficili da portare in temperatura.

immagine da sport2u.tv

Per Mercedes sarà una gara tutta da scoprire, considerando il nuovo pacchetto che Kimi ha fatto funzionare a meraviglia ad Austin. Anche loro dovrebbero soffrire nel tratto lento ma Antonelli ormai ha abituato a trovare sempre una soluzione. Chi invece dovrà probabilmente correre in difesa sarà la McLaren, penalizzata da scarsa velocità sul dritto e reattività nelle curve lente.

A bocce ferme verrebbe da puntare su Verstappen e Leclerc, senza dimenticare Hamilton e con un Antonelli alla finestra ma che onestamente avrà più difficoltà a scegliere il locale giusto dove festeggiare a gara conclusa.

Gara atipica e che ha sempre regalato colpi di scena soprattutto alla staccata di curva 1 dopo la partenza. Storicamente chi parte dalla pole difficilmente esce primo da curva 1 e sarà un altro fattore da considerare. Sarà una gara in cui essere intelligenti e capire quando sarà il momento giusto di forzare. L’unica cosa sicura sembra essere il primo titolo mondiale di Antonelli ma chissà che anche lui non si faccia ingolosire dalla staccata di curva 1 e combinare qualche casino…

*immagine in evidenza da pittalk.it

Rocco Alessandro

 

F1 2026 – GRAN PREMIO DEGLI USA

Altro trittico di gare in arrivo, si parte da Austin per il gp degli USA per poi passare al Messico e ad Interlagos con i due mondiali ormai quasi in cassaforte.

A tenere banco sul tracciato di Austin saranno quindi due cose: se Verstappen e Red Bull infileranno la terza vittoria di fila e la capacità di Mercedes di venire a capo degli aggiornamenti in funzione 2027.

Detto della remotissima possibiltà per Antonelli di chiudere la pratica titolo mondiale già in Texas, in Mercedes ormai è tempo di prendere le restanti gare come dei test , almeno finchè non saranno risolti i problemi che i recenti aggiornamenti hanno introdotto.

La Mercedes sperava col nuovo pacchetto di mettere la parola fine al campionato 2026 e di essere già pronta per l’inizio del 2027 ma le ultime due gare l’hanno invece vista soccombere ad una rinata Red Bull.

immagine da pitdebrief.com

Come già annunciato nessun passo indietro e le W17 si presenteranno con i nuovi aggiornamenti in modo da comprenderli fino in fondo e apportare i dovuti correttivi. Possono permetterselo dall’alto del dominio dimostrato in stagione e sacrificare ancora una gara in modo da poter tornare stabilmente in testa per la fine del 2026.

Tradotto, questa può essere un’altra buona occasione per i contender, Red Bull in primis, per cercare di aggiornare il conto delle vittorie e dei podi stagionali.

Come detto i(l) più in forma sembra essere proprio Verstappen che al suo solito manico aggiunge finalmente una Red Bull molto più stabile e meno capricciosa rispetto a quella vista in passato.

I lunghi rettilinei del COTA e l’agilità nel tratto lento saranno due armi da sfruttare più in gara che in qualifica, considerando che questa volta il ritmo in gara sarà molto più importante di una ottima qualifica al sabato.

Anche Ferrari ha delle armi da mettere in campo, in primis la competitività nelle curve veloci e l’ultimo pacchetto di aggiornamenti previsto per quest’anno. Obbiettivo quello di mitigare la scarsa potenza della PU e di rendere la monoposto con una finestra di funzionamento più alta, in modo da avere un rendimento uniforme su tutta al durata di gara.

immagine da pitdebrief.com

Centrale sarà, al solito, la capacità di fare tutto per bene, autentica croce per gli uomini di Maranello in questo 2026. Ci sarà da tenere d’occhio anche McLaren, anch’essa con novità al fondo e in frenata per cercare di invertire il trend negativo riscontrato nelle ultime tre gare.

A preoccupare un pò tutti invece è il fondo stradale del COTA, davvero sconnesso in certi tratti e che sta già preoccupando tecnici e piloti. Ci sarà da irrigidire le sospensioni per evitare troppi sobbalzi e rischio di usura del fondo oltre ad un elevato grado di sopportazione delle “botte” da parte dei piloti.

Questo fattore unito alla complessità del circuito che presenta tratti veloci e lenti da dover tenere insieme sarà la sfida principale dei tecnici ai box nelle tre sessioni di libere, che dovranno trovare un difficile compromesso che fiunzioni bene soprattutto nella gara di domenica.

Il COTA di solito propone sempre gare piuttosto movimentate e quella di questo weekend non dovrebbe essere l’eccezione. Verstappen sembra avere davvero un’altra ottima occasione per addolcire il suo 2026, la speranza è che questa volta il COTA assomigli molto a Silverstone e possa consentire a Ferrari di giocarsela davvero fino alla fine.

*immagine in evidenza da circuitoftheamericas.com

Rocco Alessandro

F1 2026 – GRAN PREMIO DI SINGAPORE

Ultima tappa del primo trittico asiatico di questo finale di campionato. Si torna su un circuito cittadino, quello di Singapore in cui, al solito, probabilmente conterà molto più la qualifica che la gara in ottica vittoria.

Ci si arriva con un Antonelli che vede il traguardo, dopo la gara malese finita al secondo posto e i 18 punti facili facili guadagnati su Russell che è stato tradito dalla sua PU. Ma le buone notizia non sono finite perchè l’inglese dovrà introdurre una nuova unità motrice e partirà dal fondo, che a Singapore equivale ad un bel handicap.

C’è quindi la concreta possibilità per l’italiano di guadagnare ancora nei confronti del team mate e cominciare a pensare seriamente dove prenotare il ristorante dove festeggiare il titolo che se tutto va bene potrebbe arrivare già dopo Austin.

La Mercedes prima dovrà fare i conti con una pista ostica dove la PU conterà non tanto e soprattutto dovrà cercare di risolvere il rebus aggiornamenti che si è palesato in Malesia. Saranno fatte prove comparative della W17 pre e post aggiornamenti e si deciderà il da farsi. In ogni caso Antonelli, salvo errori come quello di Baku, dorme fra due guanciali.

immagine da motorbox.com

Per Ferrari si tratta invece di una buona occasione per tornare alla vittoria. A Singapore la PU conta poco e questo è già un vantaggio per la Rossa, inoltre l’asfalto abrasivo potrebbe dare una ulteriore mano. Quello che resta da decifrare sono le sconnessioni dell’asfalto e la capacità di avere grip meccanico e trazione in uscita dalle curve lente, cosa che lascia un pò a desiderare.

Al solito quello che servirà sarà fare le cose fatte bene quanto conterà ovvero in qualifica e in Q3 in particolare, che su una pista come Singapore non è banale, ancor meno se pensiamo alle inefficienze Ferrari di questa stagione.

McLaren e Red Bull arrivano con stati d’animo opposti: dubbi per Woking, ottimismo per Milton Keynes. I papaya avrebbero anche legittime ambizioni di fare molto bene ma devono capire se gli aggiornamenti introdotti a Baku possano essere funzionali per questa pista. Ci arrivano dopo due brutti weekend e la prudenza è d’obbligo.

Opposta invece la prospettiva Red Bull, che viene dalla prima vittoria dell’anno e punta ad un eventuale bis. Ovviamente l’indiziato numero uno è Verstappen che potrebbe fare magie in qualifica e sfruttare il tutto in gara ma anche in questo caso tutti i pezzi del puzzle dovranno incastrarsi a dovere.

immagine da today.it

In definitiva ci si giocherà tutto o quasi nell’ora di qualifica del sabato e in quella del venerdì per la sprint, per poi assistere al solito trenino condito da qualche safety car e qualche strategia fantasiosa per cercare di pescare il jolly. L’unico davvero in una situazione win-win è Antonelli, è proprio vero che quando è il tuo anno tutto si allinea.

*immagine da formulacritica.it

Rocco Alessandro

NEL BAHRAIN DELLA MALESIA RIVINCE MAX, KIMI CONSOLIDA, LEWIS CONCRETIZZA

Dove eravamo.

Eccoci arrivati all’appuntamento n.16 del Mondiale. Eravamo fermi ad una dimostrazione di forza imbarazzante da parte delle Mercedes a Baku, con un secondo posto della Ferrari che non sapeva affatto di un avvicinamento alla vetta, dati gli 8 decimi abbondanti rimediati. Qui siamo ripartiti nuovamente dalla seconda casella ma questa volta dietro alla rinata Red Bull di Max Verstappen data l’assenza dei soliti attori, ma con la solita sensazione che non si sarebbe concretizzata. Sempre non lontani dalla vetta ma mai a podio nelle ultime cinque gare.

Ripartiamo anche da una settimana di polemiche dovute alla dichiarazione di Horner che lancia la sua candidatura al sedile più scomodo della F1, (o ai soldi e alla fama che la Ferrari è potenzialmente in grado di offrire). Se vinci! Tutto culminato con un comunicato della Ferrari che smentisce attriti tra Vigna e Vasseur. Una smentita che non trova conferme!

 

Dove siamo.

In Mahrain, (o Bahrlesia), un gp ibrido come la F1, che gli amici chiamano simpaticamente “gp di Malesia Gulf Bahrain”, e in cui hanno trasferito tutti i commissari di percorso e non so quali altri addetti ai lavori direttamente dal Bahrain, l’unica incognita era l’eventualità di pioggia improvvisa. Infatti a mezz’ora dalla partenza piove e non poco, e dura forte per più di mezz’ora. La ripartenza viene data alle 9.40 dietro SC per due giri e poi standing start. Ma non dire gatto fin che non l’hai nel sacco, ed ecco che in sequenza prima Max, poi Hamilton, Leclerc, una Haas e una Cadillac, hanno problemi col software e con  l’acceleratore che non parla con la PU. Reset e torna tutto a posto, ma la procedura è da rifare. Nel frattempo, nel caos tra i bloccati in pista e gli altri, le posizioni sono stravolte. La FIA perde altro tempo per decidere che si dovrà ripristinare  “the original grid”, la qual manovra allunga ancora i tempi.

Cosa succede.

Si riparte dopo oltre un’ora e mezzo con mezzo schieramento che ha gomme intermedie e mezzo che le ha slick. Indovinate chi ha scelto quelle sbagliate!? Alla partenza Kimi e Russell passano Max che ha pattinato oltremisura, a seguire Hadjar e le Ferrari. Le posizioni però presto cambiano e dopo soli due giri le due Ferrari, e in generale tutti quelli partiti con gomme slick, si trovano nelle ultime posizioni. Leclerc ha pure un’ala danneggiata per un contatto, ma questo forse toglie dall’imbarazzo il box ed entra a cambiare. Intanto al giro 6 Max si riporta in seconda posizione dietro Kimi Antonelli. Al giro 7 Leclerc raggiunge Hamilton che ha scelto di non cambiare. Piastri, anche lui entrato a cambiare a differenza del suo compagno, al giro 8 è decimo.

A ri-movimentare il tutto ci pensa Bottas, che al giro 10 esce e fa entrare la SC. Entrano più o meno tutti e alla ripartenza Max e Russell, dopo un breve duello, superano Kimi. Nelle retrovie Hamilton, Norris e Leclerc guadagnano posizioni. In zona punti si trovano Lawson in P5, Ocon in P6 e Lindblad in P7. In nona e decima posizione le due Audi che lottano tra loro rendendo la vita difficile  a Lewis. Al giro 16 finalmente li passa. Verstappen intanto prosegue la sua cavalcata in prima posizione aumentando il vantaggio sulle Mercedes. Hamilton segue Piastri e Leclerc segue  Norris. I due rossi ne hanno di più ma i Papaya sono trainati anch’essi dalla scia di quelli davanti. Lewis si libera di Piastri al giro 19 e Leclerc di Norris al giro 20.

Finalmente davanti cambia qualcosa e kimi supera Russell, ma ha già un distacco di 4,9 secondi da Max. Al giro 22 la Ferrari rimette quasi la gara in sesto superando Lawson e portandosi in P5, mentre il giro successivo Leclerc passa Hulkenberg e si attacca a Piastri. Le due Ferrari hanno un buon passo anche se leggermente peggiore di Max e Mercedes. L’unico brivido in questo frangente lo regala Kimi che, andando largo, al giro 25 colpisce un paletto con rischio rottura dell’ala. Per fortuna va tutto bene! Intanto il vantaggio di Max sale a 8 secondi. Al giro 28 le due Ferrari vanno forte e sono P5 e P8, ma la vera notizia è che le Aston sono P13 e P14 non lontane dalla zona punti.

Al giro 29 il box Ferrari rompe gli indugi e cambia le gomme a Charles per l’undercut su Piastri nonostante le gomme non siano finite. Lo testimonia Max che sempre su rosse continua senza degrado. Come d’altronde tutti. Al giro 32 si ferma invece Lewis e monta gialle per marcare Hadjar anche lui al pit e circa 4 secondi davanti all’inglese. Il giro seguente è la volta di Russell, a seguire Max e Kimi. Dopo un paio di giri veloci di Charles P8, e di Lewis P7, si comincia a capire che le rosse del 16 non funzionano, mentre le gialle di Lewis (con lui che si lamenta) vanno decisamente meglio. Anche se in generale la sensazione è che in questo weekend, da Q1 a gara, la macchina meglio assettata sia quella di Lewis.

Dopo il cambio delle McLaren le Ferrari sono in quinta e sesta posizione con il 44 che si libera prima e meglio degli avversari rispetto al 16. Il quasi mai inquadrato Verstappen ha un vantaggio di circa 10 secondi e sembra gestire con facilità. Hadjar è saldamente quarto. Dopo la sosta però i più veloci in pista sono i Papaya, con Piastri che si avvicina velocemente alla sesta posizione di Charles. Al giro 39 si registra che Alonso è in lotta per la zona punti, e ci arriva al giro 40 superando in un bel duello Lindblad. Ma la corsa riserva altre sorprese e altri avvicendamenti. Al giro 43 infatti Albon parcheggia la sua Williams col cambio bloccato. In regime di VSC entra Max (ma non le Mercedes), le due Ferrari (ma non le McLaren..). Il giro successivo chiamano dentro le due Mercedes e Hadjar.

La classifica vede Max, Kimi, Russell, Hadjar, Piastri, Lewis, Norris. Leclerc ottavo. I commissari fatti arrivare dal Bahrain non riescono a spostare la macchina di Albon e così la VSC si trasforma in SC. Entrano anche le McLaren. Dopo almeno un giro inutile la SC potrebbe rientrare al giro 49 ma succede l’incredibile. Russell si ferma per un guasto alla PU, quella che non hanno voluto cambiare a Baku…! A margine Norris ci regala una perla: durante il giro dietro SC mentre scaldava le gomme, esce per non tamponare il compagno…  Si riparte al giro 51 con Max davanti a Kimi, poi Hadjar, Lewis, Leclerc e le McLaren. Un’occasione ghiotta per Lewis per agguantare un podio che prima dell’uscita di Russell era impossibile. La cosa riesce al giro 53!

Come è andata.

Finisce così, con Max che dopo aver ritrovato la pole ritrova la vittoria decretando che la classe non è acqua ma ha bisogno di supporto. Ora ce l’ha! Con Kimi che ha fatto una gara concreta prendendosi il giusto rischio nelle fasi iniziali e monetizzando il massimo possibile. Con Lewis che arriva meritatamente terzo cogliendo il podio dopo 5 falliti. Subito dietro Leclerc che non ha trovato il giusto feeling già dalla Q2. Seguono Hadjar, Piastri, Lawson, Alonso incredibilmente ottavo, Norris e Lindblad a chiudere la decina.

Coi (SE) e coi (MA):

(SE) chi ha un problema in formation lap potesse essere superato e dovesse andare in pit lane avremmo avuto una partenza non ritardata

(MA) non avremmo avuto il vincitore, il terzo e (credo) neppure il quarto

(SE) per la stesura di questo abominevole regolamento avessero consultato quelli della scuola Radio Elettra e qualche ingegnere decente anzi che le squadre impegnate avremmo visto meno figure barbine

(MA) poi arriva un gp come il Bahrain in Malesia e tutto passa. Non per noi che invidiamo il successo altrui…!

(SE) le Ferrari fossero partite subito con le intermedie avrebbero lottato per il podio entrambe

(MA) non l’hanno fatto!

(SE) si corresse sempre su questa tipologia di circuiti anche con questo ignobile regolamento ci potremmo divertire di più

(MA) per il futuro si costruiscono i Madring…!

(SE) Pier non si fosse inventato i ps noi non ci dovremmo ingegnare a trovare un’alternativa originale per non sfigurare e non scimmiottare

(MA) l’ha fatto, e l’originale non si batte!

Grazie a Tutti e buona discussione.

Antonio, aka Seldon!

 

Foto in evidenza di Steven Tee/ Lat images via Getty images.

F1 2026 – GRAN PREMIO DEL BAHREIN

Si corre in Malesia ma è il Gran Premio del Bahrein. Se in Medio Oriente c’è il rischio di essere centrati da un missile allora si fanno i bagagli e si va in Malesia, logico no?  I capi della F1 spostano tutto in una pista dove non si corre dal 2017.

Sepang è stata una pista quasi storica ad un certo punto nel calendario del mondiale F1 ed è stata spesso agrodolce per il Cavallino, dai trionfi shumacheriani alle sconfitte degli ultimi anni con piloti (vedi Raikkonen) che neanche riescono a prendere il via.

immagine da autosport.com

Aspetto positivo della faccenda: tutti o quasi non ci hanno corso, per cui forse l’abilità del pilota varrà qualche percentile in più sul risultato finale.

Aspetto negativo: sarà un’altra pista in cui la ricarica dell’energia per la PU sarà critica, dato che non si frena tantissimo e ci sono molte curve da percorrenza. Aspettiamoci superclipping e percorrenze in rettilineo imbarazzanti.

Mercedes arriverà con un corposo pacchetto di aggiornamenti con l’intento di rendersi definitivamente irraggiungibile per questo finale di campionato. Già sono mesi piuttosto bene, se dovessero poi dominare su un tracciato che in teoria non incontra le loro caratteristiche allora i giochi sarebbero davvero chiusi. Più interessante la sfida tra i due team mate, più che altro per capire se a Baku per Russell è iniziato un altro campionato oppure è stato solo l’avventura di un weekend.

immagine da 1000cuorimotori.it

Possibili contender: i soliti tra cui spicca McLaren per due motivi. Il primo è che anche loro finalmente possono sfruttare al meglio la PU clienti, il secondo è che gli aggiornamenti che tanto hanno fruttato prima di Baku dovrebbero tornare a produrre dividendi a scapito di Red Bull e Ferrari soprattutto.

Proprio queste due dovranno inventarsi qualcosa. Sulla carta Ferrari potrebbe avere qualche carta in più da giocare sul fronte dell’efficacia aerodinamica e della gestione del degrado gomme che a Sepang sarà elevato. Il problema stà tutto negli ultimi aggiornamenti di motore e di telaio che poco hanno inciso e fatto sorgere tanti dubbi.

immagine da planetf1.com

Si prevede una gara letteralmente dominata dal degrado gomme per cui la qualifica potrebbe avere un ruolo meno importante anche se poi, alla fine, correre in aria pulita resta sempre un plus non indifferente.

A complicare i piani di raccolta dati nelle libere potrebbe metterci lo zampino il meteo, con pioggia prevista il venerdì. Dovesse accadere i team avrebbero solo il sabato mattina per capirci qualcosa, aumentando l’incertezza per la qualifica e la gara domenicale.

Tutti hanno dichiarato di volere qualcosa domenica: Antonelli vuole tornare a vincere, Russell vuole rientrare nella lotta al titolo, Verstappen vuole la prima vittoria dell’anno e via di seguito. Vedremo come andrà anche se non puntare su Mercedes sembra un vero azzardo. Poi magari vince Hadjar…

*immagine in evidenza da 51gt3.com

Rocco Alessandro