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F1 2025 – GRAN PREMIO DI ABU DHABI

La sensazione di deja vu è potente. Il 2025 come il 2021 o forse non proprio uguale uguale, ci sono attori diversi e un pathos minore. Allora era il clash per antonomasia: il giovane rampante contro il vecchio leone alla ricerca dell’azimut della sua carriera, difficile trovare di meglio. Questione anche di palmares e di carisma ben superiori rispetto a questo remake del 2025.

Un protagonista è rimasto lo stesso, anzi oggi c’è la sua versione corretta e migliorata con lo stesso istinto dello squalo, Verstappen. Si prepara all’ultimo attacco dell’anno con la consapevolezza che è già un miracolo potersela giocare fino alla fine e il miraggio di un titolo che con tutta probabilità lo farebbe entrare nel pantheon di quelli “hors categorie”.

immagine da funoanalisitecnica.com

Dall’altra parte i due piloti Mclaren, il principe designato dal talento e dalla nazionalità e l’altro, la promessa di belle speranze che si è ritagliato un posto da assoluto e ingombrante protagonista. Rispetto all’olandese il killer instinct è ancora in fase embrionale o forse neanche quello ma dalla loro hanno una gran macchina e, uno dei due, un vantaggio cospicuo in classifica che sarebbe una sentenza se ce l’avesse il numero 33.

Eppure è ancora tutto in ballo perchè, monoposto veloce o meno, i nervi e l’istinto la faranno da padrone nella domenica di Abu Dhabi. Intendiamoci, a bocce ferme scommettere contro il titolo di Norris equivale ad una forma mal celata di masochismo. L’inglese può permettersi di arrivare terzo anche con Verstappen vincente e considerando la superiorità rispetto al resto della concorrenza è come dormire tra due guanciali.

Però, non è così scontato. C’è da trovare una quadra nelle prove libere, fare una qualifica di livello assoluto e cercare di passare indenne e possibilmente davanti curva 1 allo start del Gp. Mica facile con lo squalo orange che ha già annusato l’odore del sangue e della paura.

immagine da autohebdo.it

Certo ci sarebbe Piastri che potrebbe giocare di squadra, fare lo stopper ma se non l’ha fatto fino ad adesso difficile che lo faccia ora, ache perchè qualche speranziella di titolo ce l’ha ancora.

E quindi? Cosa succederà? Chi vince? Il carneade inglese per un trionfo albionico al quadrato oppure l’olandese per la definitiva entrata nel pantheon degli Dei del motorsport? Potrebbe anche venir fuori la gara più noiosa dell’anno , cosa non difficile allo Yas Marina circuit e il tutto ridursi ad una conta dei giri che mancano alla fine.

Ma siamo sicuri che in qualifica, allo start e per tutta la gara la tensione, il peso della vittoria giocherà un brutto scherzo a qualcuno.

E dire che, tutto sommato, senza la squalifica di Las Vegas, Norris sarebbe già campione e anche meritatamente. Non un titolo da spellarsi le mani ma comunque un degno campione del mondo, forse il primo passo per uscire definitivamente dal bozzolo e spiccare il volo.

E invece per lui sarà l’ennesimo weekend tra paure e aspettative. Non sappiamo come lo vivrà ma un pò si può essere solidali, capire i tormenti di un ragazzo in bilico tra estasi e profonda delusione. Si starà divertendo o preferirebbe essere in un altra situazione? Tutti lo indicano vincitore e chissà se è questo il peso maggiore o quello autoinflitto delle proprie aspettative.

immagine da racingnews365.com

Verstappen dà la sensazione di avere un indole totalmente diversa, in cui il dubbio e la paura sono tenuti a bada da una incrollabile sicurezza dei propri mezzi, ancora più forte quando è più facile perdere che vincere. Forse perchè l’olandese si diverte realmente a fare quello che fa e trova nella competizione il suo spazio felice.

Ecco forse proprio a questo dovrebbe pensare Norris, alle gare in kart da ragazzino dove quello che contava era esserci, lottare e avere il piacere di fare una cosa totalmente futile eppure così gratificante. Io dico che se lo merita. Ma il “merito” e quello che dovrebbe essere giusto o meno è sempre una questione soggettiva. Quello che conta è cosa si deve fare e come lo si fà, magari fatto un pò meglio rispetto al famigerato epilogo del 2021 giusto per avere questa volta un titolo fair and square al 100%.

*immagine in evidenza da musco.com

Rocco Alessandro

 

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL QATAR

Sembrava tutto finito domenica scorsa al termine del gp, un distacco di 49 punti più che rassicurante e la consapevolezza che sostanzialmente ci sarebbe stato solo da portare la monoposto al traguardo negli ultimi due appuntamenti.

E invece l’ennesima sorpresa, così incredibile che sembra quasi creata apposta per accendere l’interesse sulla fine del mondiale piloti 2025.

Da 49 a 24 punti il salto è notevole ed è una di quelle cose che ti fanno venire tanti pensieri infidi nella testa, che ti fiacca il morale, che, se non sei uno che vive e si esalta nella lotta, ti porta a perdere energie e lucidità.

Come ci arriverà Norris al weekend qatarino alla luce di quello che è successo a Las Vegas? Di per sè la gara non era andata male ma quell’errore in curva 1, quel voler fare al faccia cattiva ad uno come Verstappen che con quella faccia ci è nato è stata l’ennesima dimostrazione di quanto i due appartengano a due categorie diverse di piloti.

Questo non vuol dire molto in termini pratici e non è detto che sia una condizione immutabile ma, in Qatar, con una sprint e una gara lunga da disputare, 24 punti possono essere davvero un niente.

immagine da autosport.com

Dipende sempre da quale prospettiva si guardano le cose: Norris avrà a disposizione, nonostante tutto, il primo match point per chiudere a suo favore il mondiale, basta chiudere con 26 punti di vantaggio il primo dei due weekend mediorientali.

Su questo dovrà concentrarsi l’inglese che si troverà nella nuova posizione di essere il trascinatore morale di una squadra che dopo Las Vegas ha perso sicurezza. Ci vorrà pazienza, piede e sangue freddo per portare a casa il titolo ed evitare di buttarsi in situazioni per le quali non si è abbastanza bravi, vedi buttarla in rissa con uno come Verstappen.

immagine da msn.com

Dall’altro alto del ring invece si vive come il condannato a morte che ha ricevuto una seconda chance e questo può essere più importante anche di una monoposto veloce. Verstappen ci è già passato in questi momenti e la vive giustamente come uno che non ha nulla da perdere.

Certo molti pezzi del puzzle dovranno andare nel posto giusto per cercare di giocarsela ad Abu Dhabi ma intanto in Qatar c’è da sfruttare l’effetto stordimento che inevitabilmente il box McLaren starà accusando.

In tutto ciò ci dimentichiamo di Piastri che ha gli stessi punti di Verstappen e la migliore monoposto in griglia ma qualcosa si è inceppato da qualche gp per l’australiano e c’è da capire se potrà essere un alleato o un fastidio per il compagno di squadra.

Il weekend con il format sprint+gara non invita certo agli azzardi e questo potrebbe penalizzare la McLaren che non può permettersi nuovamente di azzoppare i suoi piloti.

immagine da pittalk.it

Da capire anche se  Ferrari e Mercedes  possano mettersi in mezzo a complicare i piani dell’uno o dell’altro. Improbabile ma dopo Las Vegas è legittimo aspettarsi di tutto, tranne forse un Hamilton a podio.

Di sicuro per Norris sarà l’ennesimo test di maturità della sua carriera di pilota, uno dei più importanti: avere la capacità di restare lucidi e competitivi quando tutto sembra giocare a tuo sfavore. Alla fine è ancora tutto nelle sue mani ma questa responsabilità lo rassicurerà o lo affonderà ancora di più?

*immagine da promoracing.it

Rocco Alessandro

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL BRASILE

Quattro gare (più una sprint) e un punto tra Norris e Piastri, 36 tra Verstappen e Norris. Questo è il conteggio aggiornato del borsino mondiale approcciando la tappa brasiliana del mondiale.

Si pensava che l’olandese della Red Bull potesse essere ancora più vicino dopo la tappa messicana ma un Norris ingiocabile e una Red Bull meno efficiente del previsto hanno smussato i sogni di gloria del numero 33.

Si arriva ora in una delle piste preferite di Verstappen, una di quelle che lo hanno visto protagonista di una delle gare più belle dell’ultimo decennio, quando vinse rimontando in pratica da casa sua sul bagnato.

immagine da mikezagorski.com

E anche quest’anno il meteo potrebbe essere la variabile in più che potrebbe favorire l’olandese: prevista pioggia in qualifica e (con percentuali di probabilità inferiori) in gara. Una monoposto come la MCL39 non dovrebbe temere queste condizioni ma lo stesso non si può dire dei suoi piloti.

In aggiunta quest’anno c’è anche la gara Sprint al sabato che si traduce in una sola sessione di libere prima di iniziare il valzer delle qualifiche-sprint-qualifiche-gara.

Il tracciato sulla carta dovrebbe essere una sorta di parco giochi per i papaya: tante curve a media velocità e lunghe con frenate con angolo di sterzo accentuato che dovrebbero favorire l’efficienza e la stabilità della MCL39. Non che la Red Bull non possa fare altrettanto ma dovrebbe essere una gradino sotto  e potrebbe essere più che sufficiente per non poter lottare per la vittoria.

Gli equilibri del weekend in ogni caso si giocheranno al venerdì, nella capacità dei team di trovare velocemente un buon assetto per poter affrontare la gara sprint e successivamente aggiustare il tiro per quella lunga. L’ultimo weekend “combinato” non ha portato molto bene alla McLaren e ad Interlagos la pole e uscire indenni dalla prima curva saranno elementi essenziali.

immagine da livegp.it

Storicamente le differenze in qualifica sul circuito brasiliano sono sempre minime, dell’ordine dei centesimi e azzeccare il giro giusto e lo start potrebbero valere più di un ottimo setup o passo gara.

In teoria sono tutte variabili che di solito il 33 olandese sa come sfruttare ma questa volta dovrà avere anche una Red Bull all’altezza della situazione, ben diversa da quella vista in Messico.

Di Piastri si è parlato tanto e anche del presunto favoritismo che i papaya esercitano nei confronti di Norris. Personalmente penso che Piastri, come molti addetti ai lavori hanno detto, abbia sofferto un pò le piste a basso grip, condizione che lui non padroneggia ancora a sufficienza. Partendo da una base così povera è facile poi infilarci qualche errore marchiano. A Interlagos questo fattore non dovrebbe esserci e non mi stupirei di vedere di nuovo l’australiano davanti a Norris.

Per quanto riguarda l’affascinante (…) lotta al secondo posto del mondiale costruttori, tra Ferrari e Mercedes la differenza la faranno, come successo in Messico, l’esecuzione in pista e qualche condizione favorevole a contorno. Un weekend asciutto e caldo sarà una manna dal cielo per la Rossa che poi dovrà pensare a difendersi nel successivo appuntamento di Las Vegas. Forse questa per Mercedes non è il circuito migliore per cercare di mettere in difficoltà la Ferrari ma, come detto, il format sprint+gara e le variabili giocheranno un ruolo importante.

immagine da newsf1.it

Sarà l’ennesimo GP ad alta tensione tra i tre che si contendono l’iride piloti. Sarà banale ma la differenza la farà il valore delle monoposto e la capacità dei singoli di non fare errori e di metterci quel qualcosa in più quando servirà in qualifica e in gara. Di Verstappen sappiamo praticamente tutto nei momenti in cui il pilota conta, la vera incognita è: Norris e Piastri sono materiale da titolo iridato? Sapranno rendersi spietati quando il momento arriverà e si deciderà il mondiale?

Detto ciò, oggettivamente questa di Interlagos è una pallottola che i due papaya dovranno essere abili a schivare. Se ci riusciranno allora il titolo sarà davvero a portata di mano.

*immagine in evidenza da goodwood.com

Rocco Alessandro

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL MESSICO

La scorsa settimana ci eravamo lasciati con un “what if…” in merito ad un possibile recupero di punti di Verstappen sul dinamico duo papaya nella corsa al titolo piloti.

Ecco, detto fatto, il 33 si è messo di buzzo buono e ha recuperato ben più dei 6 punti a GP teorici che servivano. Ne ha recuperati 23. Se prima Norris e Piastri erano preoccupati ora siamo quasi al terrore puro. E si arriva in Messico dove l’olandese ha vinto solo 5 volte e non sempre con la macchina migliore.

immagine da damalion.com

Il Gp del Messico è il classico Gp bonus in cui le condizioni al contorno e una curva 1 che è un attentato alle coronarie possono regalare una gara interessante.

Tante, tantissime le variabili a carico dei team che dovranno cercare di andare forte su un circuito a 2500m di altitudine montando ali tipo Monaco che generano un carico aerodinamico tipo Monza, il tutto con una PU le cui componenti faranno il contrario di quello che fanno di solito e la speranza di avere ancora un impianto frenante decente per arrivare a fine gara.

in tutto ciò, il circuito dedicato ai fratelli Rodriguez è un altro di quelli in cui c’è da augurarsi di non fare la pole e di accendere un cero in chiesa nel passare indenne curva 1 dopo lo start. In pratica il parco giochi di un pilota come Verstappen.

A bocce ferme molto elementi sembrano favorire un ennesimo recupero di punti da parte del pilota Red Bull che, al di là di una monoposto più o meno competitiva rimane una garanzia nell’esecuzione del weekend di gara senza sbavature e al 100% del potenziale.

immagine da f1news.cz

Forse è proprio questo il vero gap imcolmabile tra lui e i piloti McLaren, quella delle cose giuste da fare in pista che il duo papaya sembra aver smarrito da un pò. Il vantaggio rimane buono, quaranta punti non sono noccioline, ma il dubbio ormai si è insinuato e le scorie di un Gp riuscito male come quello texano restano ancora nella testa.

Sarà un lotta di nervi che vedrà il culmine proprio alla staccata di curva 1 dopo lo start, una staccata che potrebbe valere un mondiale.

Ora, non è detto che per Verstappen sia già tutto apparecchiato. Potrebbe anche lui commettere un errore e rovinare il suo weekend come accaduto a Norris o Piastri ma, sinceramente, è un’ipotesi che alla luce di quanto visto in stagione sembra improbabile, a maggior ragione alla luce di una Red Bull molto migliorata e di un circuito che la valorizza su molti aspetti.

In McLaren sanno di non poter più commettere errori e questo è il motivo principale per commetterne altri ma chissà, potrebbero sfoderare il weekend perfetto come gli accadeva spesso prima della pausa estiva.

Per le due nobili decadute Ferrari e Mercedes non sembra esserci margine per inserirsi nella lotta per il podio. Ferrari dovrà adattarsi a a condizioni particolari e nell’assurdità della sua stagione potrebbe anche farlo bene ma non ci scommetteremmo, con in più una grossa incognita sull’efficienza dell’impianto frenante già messo sotto stress a Singapore.

immagine da automoto.it

Per Mercedes invece le criticità arrivano soprattutto dalla natura “difficile” della W16 che dovrà adattarsi a condizioni mutevoli in un circuito che offre tantissime variabili. Antonelli continua ad essere un oggetto misterioso, al contrario Russell sembra sempre di saper fare la cosa giusta al momento giusto.

Sarà un Gp complicato in cui il basso grado di usura a carico delle gomme potrebbe facilitare il lavoro a chi riuscirà a qualificarsi bene. Più che le papaya rules servirebbe una bella strategia dei due McLaren in partenza in modo che almeno uno dei due possa uscire primo da curva 1. Un gioco di squadra potrebbe essere l’unico modo per arginare un Verstappen scatenato. Ma esisterà davvero questo spirito di squadra?

*immagine in evidenza da funoanalisitecnica.com

Rocco Alessandro 

F1 2025 – GRAN PREMIO DEGLI USA

Sessantatre punti in sei gare. Questo è il ruolino di marcia che Verstappen deve tenere per sperare nel titolo mondiale piloti. Sembra una cosa fattibile ma in realtà è molto più complicato e difficile di così e il primo a saperlo è proprio l’olandese.

Verstappen ci ha abituato in questi anni a rendere fattibile quello che non si pensava ma forse questa impresa è un pò troppo ardua anche per lui.

Diverse le cose a suo sfavore: in primis non avere la macchina più veloce del lotto e in secondo luogo i due papaya boys non gli regaleranno più tanti punti come successo nelle ultime gare, perchè anche alla stupidità c’è un limite.

immagine da racingnews365.com

Si arriva in una pista che ha sezioni pro Red Bull e altre pro McLaren con un vantaggio in più per i papaya boys: ad Austin la qualifica potrebbe non avere tutta questa importanza. Della serie, se anche Verstappen dovesse fare magie in qualifica, i due alfieri McLaren avrebbero tutte le armi per recuperare.

A rendere più difficile il compito per i primi della classe c’è la garetta Sprint al sabato, cosa che ridurrà il tempo per la messa a punto. Su un tracciato molto vario e lungo come quello texano potrebbe essere un problema non trovare in tempi brevi un assetto decente.

Come al solito, diciamo che i favori del pronostico vanno agli uomini di Woking e, al solito, in Red Bull si affideranno a san Max da Hasselt per cercare di recuperare più punti possibile.

immagine da www.the-race.com

Gli outsider sono al solito Ferrari e Mercedes ma in questo caso sembrano ancora più outsider del solito. In Ferrari ormai non vedono l’ora che finisca questa stagione che sta diventando fallimentare oltre ogni previsione. Il weekend di gara con un turno di libere in meno non è proprio il massimo per la Rossa, che dall’inizio dell’anno fa fatica ad ottimizzare il potenziale a disposizione.

Sarebbe davvero ironico se in questa occasione gli uomini di Maranello riuscissero a trovare la quadra con un turno di libere in meno. Potrebbe anche essere la fotografia che descrive bene la stagione del Cavallino, un qualcosa molto vicino alla farsa.

In Mercedes arrivano dal bel successo a Singapore ma, in teoria, il COTA non dovrebbe calzare a pennello della W16 che ha nella prima parte dello snake un bel tallone d’achille. A complicare le cose potrebbe esserci anche una gestione piuttosto ardua del degrado gomma su un tracciato da sempre molto impegnativo da questo punto di vista, fattore che in teoria dovrebbe essere a favore della Ferrari.

Tutte chiacchere che verranno spazzate dal responso della pista in un weekend in cui chi avrà qualcosa di importante da giocarsi dovrà mantenere nervi saldi e cercare di non fare errori. Immaginate se tra una settimana , alla vigilia del Gp del Messico, storicamente pista amica della Red Bull, Verstappen avesse ridotto ancora il suo distacco dal duo Piastri-Norris…

immagine da funoanalisitecnica.com

Intanto, a proposito di scenari immaginifici, si parla sempre più di un Chris Horner in Ferrari già dal 2026. Non so, dopo il licenziamento in tronco subito quest’anno non ce lo vedo Horner a rovinarsi per la seconda volta volontariamente la carriera. Si diceva prima che anche la stupidità ha un limite, ma quando si parla di Ferrari niente è impossibile.

*immagine in evidenza da circuitoftheamericas.com

Rocco Alessandro