Toto Wolff quando ha annunciato che Andrea Kimi Antonelli, per tutti Kimi senza Rakkonen (sul podio cinese anche lo scambio di persone ci siamo dovuti sorbire) avrebbe guidato per Mercedes, ha semplicemente messo i suoi attributi sul tavolo del consiglio di amministrazione della casa con la stella a tre punte. Infatti sebbene il pluridecorato Team Principal sia anche uno degli azionisti della stessa Mercedes, ciò non significa che egli abbia il cosi detto posto fisso. Se c’è un lavoro infatti nel mondo dove la certezza del posto non esiste quello è proprio la F1 e, le vicissitudini di Horner, lo dovrebbero aver insegnato ormai. Con questo voglio dire che il buon Toto si è presentato ai nastri di partenza del nuovo ciclo regolamentare con ben quattro anni di digiuno (senza contare il 2021 che almeno in quell’anno sono stati protagonisti fino alla fine) e, il suo collo era non poco a rischio se non avesse portato risultati. Questa premessa era doverosa perché fa capire con quale spirito ha dovuto affrontare le non poche perplessità, a riguardo dell’ingaggio dell’imberbe pilota italiano e, di quanto abbia veramente rischiato, facendo forse una delle scommesse più importanti della sua vita. Eppure già l’anno scorso qui sul Blog del Ring affermai che in Mercedes non lavorano degli scappati di casa e, l’aver vinto tutti quei titoli mondiali e, aver lavorato con uno come Hamilton, qualcosa devono averlo imparato. Se Kimi è stato scelto e promosso direttamente nella squadra maggiore, senza passare per la Williams, è perché Toto&Soci hanno capito e visto che in Kimi evidentemente c’era qualcosa di speciale e, farlo debuttare l’anno scorso in un momento di transizione dove la stessa Mercedes già sapeva che non avrebbe vinto nulla, proprio perché stava aspettando il 2026, è stata la mossa geniale che gli ha consentito di trovarsi proprio dov’è ora. Tutto il 2025 è servito a Kimi per capire cosa significa veramente la F1, quindi a conoscere squadra, metodo di lavoro, colleghi, piste e, soprattutto pressione. Quella stessa pressione che lo ha schiacciato appena arrivati in Europa e, dalla quale ha dovuto imparare a rialzarsi tanto da finire il campionato in crescendo. Ribadendo un concetto ormai stantio, considerando il lungo cammino che attende il nostro connazionale, Kimi non era una pippa prima e non è un campione ora, semplicemente è un ragazzo di diciannove anni che sta maturando la sua esperienza e, che lentamente sta prendendo le misure dell’immane lavoro che lo attende. Perché con la gara disputata domenica scorsa Antonelli, sebbene abbia acceso animi ed entusiasmi, è anche vero che ora si dovrà guardare le spalle in quanto ha aperto definitivamente gli occhi al suo compagno, nonché diretto avversario per la corsa al titolo. Sia chiaro che George Russell è il naturale candidato, se non il solo, alla rincorsa al titolo considerando la sua indubbia velocità nonché esperienza, vero è che la partenza di Antonelli ha dimostrato la fame e la cattiveria agonistica dell’italiano: dopo il giro di formazione Kimi ha posizionato la sua W-17 con il muso puntato verso la traiettoria del compagno, semplicemente perché sapeva benissimo che il suo vero avversario era proprio lui, cosi come sapeva che Ferrari allo start avrebbe passato tutti, ed infatti lascia sfilare Lewis senza forzare. Inutile dire che questa freddezza è il frutto non solo dell’esperienza maturata l’anno scorso bensì, anche perché il ragazzo si è preparato col suo ingegnere di pista Bono non lasciando nulla al caso. Scommessa vinta dunque, perché in gara si è svolto il solito copione con le Mercedes che hanno dettato la loro legge e, Kimi si è tolto uno dei pesi più grandi della sua giovane vita che è quello di vincere il suo primo GP. Vedremo fra quindici giorni come saprà contenere la certa reazione del suo famelico compagno, Intanto grazie Toto (non avrei mai immaginato di scriverlo!) per aver riportato dopo una generazione (delta temporale non casuale visto che tutto l’intero patrimonio nazionale di piloti è stato bruciato nel decennio 90 – 2000 ed ecco appunto l’attesa ventennale) un italiano sul gradino più alto del podio e, soprattutto complimenti per aver vinto la tua scommessa.
A proposito di scommessa mi chiedo cosa ci faccia Ferrari seconda forza. Infatti sebbene da un lato le prestazioni della Rossa, considerando lo strapotere teutonico e il disastro degli altri top team siano più che lodevoli e, di certo non scontate, mi domando appunto dove sia finito “l’obiettivo 2026” pronunciato dal Presidente della Rossa a fine dicembre del 2022, mentre smantellava definitivamente una squadra che era arrivata seconda nel mondiale Costruttori con una Red Bull dominante. Anche Ferrari ha fatto la sua scommessa quattro anni fa, puntando tutto su questo regolamento osceno, dunque mi chiedo per quale motivo non c’è la Rossa al posto della Mercedes? Essere attualmente seconda forza assoluta, in questo mondiale completamente stravolto, equivale ad un mezzo fallimento al momento, fallimento che diverrà totale se a Maranello non troveranno la soluzione per raggiungere Toto&Soci. Infatti sebbene il rubicondo Team Principal dichiari “Sappiamo cos’è che ci manca”, nel frattempo dobbiamo accontentarci delle briciole e, assistere al duello fratricida tra i due rossi che lottano non tanto per la posizione quanto per l’orgoglio: Charles per far capire chi comanda in pista e Lewis per dimostrare che vale lo stipendio che prende. Il sette volte campione del mondo alla fine riesce a conquistare il suo primo podio in Rosso (impiegando lo stesso tempo che è occorso al nostro Kimi per vincere la sua prima gara!) solo perché il suo team mate sbaglia una frenata, altrimenti sarebbe stato a guardare anche stavolta. I festeggiamenti sui social sono scattati d’ufficio eppure ripeto, cosa c’è da festeggiare allo stato attuale? In questo momento la Ferrari di Vasseur ha perduto malamente la sua scommessa e, il distacco che c’è attualmente coi diretti avversari, è praticamente quello dell’anno scorso che aveva nei riguardi di McLaren, con la differenza che ora se la Rossa è avanti a tutti è più per demerito degli altri che non per merito suo. Infatti McLaren è stata affondata dal teutonico propulsore (pare che Andrea Stella sia incazzatissimo con Toto) ed al momento non sono pervenuti, mentre Red Bull è alle prese con la mancanza di esperienza nella gestione della PU, visto che si sono fatti tutti in casa. Fino a quando durerà questa situazione? Ferrari dovrà dimostrare di saper sviluppare una volta e per tutte, solo che forse sarà troppo tardi per quando (e se!) ci riuscirà.
A proposito di incazzature il nostro Max non si risparmia mai a fine GP e, dopo la fine della seconda gara, il disco non cambia sputtanando il Sistema (“Chi si entusiasma per queste gare non capisce nulla“… alè!) senza remora alcuna. Il Campione dice che avrebbe detto lo stesso anche se avesse vinto e, considerando il soggetto, per quale motivo non dobbiamo credergli? La F1 ha perso senza se e senza ma la sua scommessa sull’elettrico, dimostrando con questo regolamento che lo sport su quattro ruote è ben altra cosa che fare i ragionieri per gestire l’energia che si ha propria disposizione. I sorpassi che abbiamo visto sulla pista cinese e, soprattutto quelli tra i due Rossi, altro non sono che scambi di posizione dovuti sempre per lo stesso motivo, che è quello di avere o meno la batteria carica. Verstappen (di fatto la maggioranza dei piloti se ne lamentano!) ha ragione da vendere quando critica questa Formula E steroidizzata, semplicemente perché il modo di guidare e di combattere è innaturale e, va contro ogni principio che ha contribuito a rendere grande questo sport. Dal GP della Cina a mio modesto giudizio, è scattato quello che chiamo “piano della rana bollita”: infatti poiché questa pista è stata meno severa per quanto riguarda la ricarica della batteria, unito alla “distrazione” della vittoria di Kimi e , alla battaglia tra i due ferraristi, il Sistema cercherà di sfruttare a suo vantaggio questi episodi per vendere il prodotto come meglio può, cercando di far abituare lentamente il grande pubblico a codesto sconcio. Il mese di stop che ci aspetta dopo il Giappone tra l’altro, dovuto alla disastrosa situazione geopolitica del Medio Oriente, è oro per questa F1 elettrificata che già a partire da questa settimana aprirà un tavolo di confronto per cercare di capire come poter salvare capre e cavoli. A riguardo sono molto pessimista che cambi qualcosa e, sono quasi certo che questa sarebbe la mia unica scommessa che vincerei.
Vito Quaranta