A chi piace questa nuova F1? Pongo questa domanda a tutti coloro i quali si prendono il disturbo di leggermi e, a tutto il mondo degli appassionati perché è giunto il momento di battere i pugni e farsi sentire. Lungi da me auto eleggermi a capo popolo della situazione e condurre una spedizione punitiva fino a Place de la Cocorde, vero è che ho l’opportunità e la fortuna di scrivere liberamente qui sul Blog del Ring, che un po’ di gente la raggiunge e, quindi voglio far sentire con forza il mio pensiero che di sicuro non è un caso isolato, in quanto a diniego, nei riguardi dell’attuale regolamento di F1. Addirittura si è esposta persino (finalmente aggiungerei!) una testata giornalistica autorevole, come quella di Autosprint, per portare alla luce tutto il non sense che abbiamo dovuto vedere in questi primi tre appuntamenti. Siamo giunti al punto che sul web si è festeggiato per la pausa forzata, a causa della guerra in medio oriente, che tutto il circo dovrà rispettare rimandando ogni incazzatura a maggio quando ci sarà (con tanto di Sprint race… in America ovviamente e dove se no?) il GP di Miami. Da dove vogliamo iniziare? La lista è lunga quindi me la prendo comoda.
L’ala “bi fase” Mercedes era palesemente irregolare e quella chiusura non immediata e sincrona tra i due alettoni, la quale non rientrava nei quattrocento millisecondi di chiusura previsti dal regolamento, ha comunque portato un vantaggio in termini di trasferimento di carico ad una già performante W-17 e, come nel caso dell’ala McLaren vista a Baku due anni orsono, anche stavolta è stato praticamente il web a notare questa discrepanza. Ciò che fa urlare di rabbia sono le parole di circostanza dette dal responsabile tecnico della FIA (Tombazis) e, dai diretti rivali, in primis Vasseur. Il primo si giustifica come Homer in un episodio dei Simpson, che per poco non faceva scoppiare la terza guerra mondiale, il quale diceva “E’ il mio primo giorno di lavoro”… e via a ridere tutti a crepapelle. Solo che qui c’è poco da ridere perché quando il massimo organo di controllo, per voce del suo rappresentante, dice che il regolamento è nuovo quindi non ben conosciuto ed in continua evoluzione, al sottoscritto cadono le braccia per non dire altro, perché queste giustificazioni sono semplicemente inaudite. La Mercedes avrebbe dovuto subire una sanzione nell’immediato, mentre si è accettato la spiegazione dei crucchi adducendo ad un errore di calcolo per quanto riguarda la calibrazione dello strumento di chiusura. Non mi meraviglia dunque che il buon Toto vada dicendo ai quattro venti che questa F1 sia “Puro racing”, perché semplicemente può permettersi questo ed altro, ed aggiungo che fa anche bene visto che glielo consentono. Infatti nessuno dei team ha protestato a riguardo dell’asincronicità dell’ala anteriore della W-17, a cominciare proprio dal rubicondo Team Principal Rosso, il quale senza vergogna, ha affermato che se ne sono accorti solamente dopo… cose da pazzi. Tra le altre cose il buon Vasseur ha ripreso a sorridere, come se a vincere le gare fosse la sua squadra quando invece già in Giappone, alla terza gara dunque, la Rossa è già parsa in affanno. Infatti sebbene in Australia e Cina la Ferrari era chiaramente la seconda forza, è bastato che la McLaren capisse come si avvia il motore, che già da seconda si è passati a terza forza senza battere ciglio. Ricordo che questo doveva essere il nostro anno visto che il Presidente Elkann (presente ai box tra l’altro) aveva fissato l’obiettivo proprio al 2026, mentre adesso siamo palesemente in ritardo e, sebbene la SF-26 possegga uno dei migliori telai del lotto (fino a quando?), ciò non basta a colmare quel mezzo secondo che ci separa dai crucchi. Tra l’altro si viene a scoprire che Ferrari (fonte Autoracer.it) gira col motore (endotermico) 2025 adattato a queste regole, perché il ritardo accusato durante l’inverno è stato a causa del fatto che avevano sperimentato osando troppo e, quindi sono dovuti ritornare indietro. In questi giorni si esulta perché si viene a sapere che la Rossa rientra nell’ADUO grazie al deficit del due percento. Premesso che questo fantomatico divario percentuale solo la FIA lo sa calcolare (ormai non so nemmeno cosa sto scrivendo!), vorrei ricordare che c’è poco da festeggiare visto e considerato che se una squadra deve usare l’ADUO è perché è in ritardo sul progetto, da qui si ritorna in loop a quello che mi chiedevo prima: cosa ci fa Ferrari ad inseguire? Non era “Obiettivo 2026”? Perché da come stanno le cose non so nemmeno se sarà 2027 o peggio 2028! Bisognerebbe battere i pugni solo per questo ed il primo che lo dovrebbe fare, dovrebbe essere proprio LeClerc il quale ormai ha raggiunto un livello tale di maturità agonistica che riuscirebbe a portare anche una lavatrice con quattro ruote al traguardo, a differenza di Hamilton il quale un giorno dice bene di questa F1 e l’altro se ne lamenta perché non si capisce nulla. Intanto chi ha battuto i pugni per davvero è stata la McLaren per mano di Brown e Stella, i quali stavano rischiando di rimediare una figuraccia planetaria, visto che la comprensione del software di funzionamento del motore Mercedes era arabo per loro. Come ho detto su queste righe più volte, era da pazzi escludere i papaja fuori dai giochi, considerando lo staff tecnico che hanno. Un GP la McLaren è riuscita a correre per davvero e, per poco non rischiava anche di vincerlo per mano di Piastri naturalmente, perché nel frattempo il campione del mondo in carica ha fatto fatica anche solo a far ricordare il suo nome.
Ritornando alla lista di cui sopra altro che battere i pugni se ripensiamo a come tutti i piloti hanno dovuto affrontare la 130R del circuito di Suzuka. Una pista dove i veri piloti hanno sempre marcato il territorio, facendo la differenza proprio in un tratto come quello della curva appena citata, è una vera e propria coltellata doverli vedere tenere il piede sull’acceleratore e, nonostante questo, le loro vetture calavano di giri a causa del super clipping per poter ricaricare la maledetta batteria. Non oso immaginare cosa ci toccherà assistere all’Eau Rouge Radillon prima e al kemmel straight dopo in quel di SPA. Forse per questo il GP del Belgio lo hanno alternato, perché già sapevano che sarebbe stato un’ecatombe e quindi meglio toglierlo proprio di mezzo! Per quanto la regia internazionale si sforzasse a staccare le immagini del camera car proprio in quel tratto, a nulla è servito questo artificio dato che anche riprendendo in modalità grand’angolo si notava la diminuzione di velocità, per non dire dal punto di vista uditivo. Che vergogna, che scempio altro che battere i pugni, qui c’è da rifare tutto d’accapo. Fino ad ora solo pochi piloti hanno battuto apertamente i pugni e, a parte Verstappen che non solo ha fatto questo, bensì ha persino buttato fuori un giornalista dalla sua hospitality Red Bull (!), il buon Sainz aveva messo in guardia dalle differenze di velocità date proprio dal problema della ricarica. Ciò che è successo tra Colapinto e Bearman è purtroppo una diretta conseguenza di questo osceno regolamento e, sebbene l’argentino sia incolpevole dal punto di vista strumentale, di certo il suo movimento verso la traiettoria del giovane ferrarista prestato alla Haas, mostra tutta la sua impreparazione a gestire tutti i manettini che ha sul volante, perché egli di fatto si è distratto proprio come un qualunque autista che guarda il cellulare mentre guida.
Di tutta questa faccenda ho tanti, troppi rammarichi ed uno di questi è che un grandissimo talento, italiano per giunta, si debba trovare proprio in questa F1 mentre piloti come LeClerc e soprattutto Verstappen vengono mortificati con i loro mezzi non all’altezza dei tempi che corrono. Sorpassi? No perché quelli che vediamo sono semplici scambi di posizione e, ammesso che avvengano davvero, non si capisce qual è il confine tra lo scambio di posizione ed il sorpasso. Il nostro Kimi pare l’abbia capito fin troppo bene e, gli auguro di riuscire a continuare cosi, nel frattempo al sottoscritto oltre al rammarico di vederlo primeggiare in questo insulso campionato, mi rimangono i calli sulle mani per tutte le volte che batto i pugni sul tavolo in segno di rabbia e protesta.
Vito Quaranta