Dopo un mese passato a discutere delle correzioni al regolamento e di quanto sia bella questa F1, si riprende in quel di Miami con l’americanata numero 1.
Tutti i team si presentano con grandi novità, tranne la Mercedes, che nella garetta sembrano in difficoltà. Ovviamente, non è la Ferrari a prendere il suo posto, bensì la McLaren, che fa doppietta, con Leclerc terzo.
Una sola freccia d’argento si riprende in qualifica, con Andrea autore di una strepitosa pole, davanti a Verstappen e Leclerc.
La domenica c’è il rischio temporali, e la gara viene saggiamente anticipata di 3 ore. In effetti, un nubifragio si abbatte su Miami qualche ora prima, ma al momento del via la pista è asciutta, con pioggia prevista dopo 15 minuti. Ma non attiverà.
Si spengono i semafori e, ovviamente, Antonelli parte male, e Leclerc benissimo. Il monegasco è autore di un avvio molto intelligente, perchè si presenta primo alla prima curva, ma Andrea e Max lo passano uno a destra e uno a sinistra andando però lunghi, con l’olandese che si gira pure, e così il ferrarista va al comando, seguito dal casalecchiese e dalle due McLaren di Norris e Piastri, che viene subito superato da Russell.
Antonelli è scatenato, e al giro 5 svernicia Charles portandosi al comando. Ma il ferrarista restituisce il favore al giro successivo sfruttando l’overtake mode. Ne approfitta Norris che si avvicina e sorpassa l’italiano. Contemporaneamente, Hadjar finisce contro il muro, e anche Gasly viene mostrato con la macchina appoggiata sulle gomme, ma in un altro punto. Inevitabile l’uscita della Safety Car.
Si riparte al giro 12 con Russell che si fa beffare da Piastri e perde la quinta posizione, mentre davanti non cambia nulla. Al giro successivo, Norris svernicia Leclerc e si porta al comando. Poche curve dopo, si fa passare anche da Antonelli, ma si riprende subito la posizione, per poi riperderla nuovamente.
La pioggia non arriva, e al giro 21 Russell effettua la sua prima sosta per montare gomme dure, imitato al giro successivo da Leclerc, che si stava difendendo dagli attacchi di Piastri. Il ferrarista perde la posizione sull’inglese della Mercedes. A quanto pare, il box Ferrari ha preso la decisione di fermare Charles senza consultarlo.
Al giro 25, la pioggia finalmente arriva, ma è molto leggera e finisce subito, e Antonelli viene fatto fermare per montare gomme dure. Andrea esce subito dietro Verstappen, che la sosta l’ha fatta durante la prima Safety Car, e Hamilton, che ancora non si è fermato.
Al giro successivo, si ferma anche Norris. La sua sosta è velocissima, e riesce ad uscire di un niente davanti ad Antonelli, che però lo supera subito e si riprende la leadership virtuale, che diventa reale quando Piastri si ferma per la sua sosta.
Andrea riesce a passare anche Verstappen e a metterlo fra sè e Norris, riuscendo a prendere un discreto vantaggio sull’inglese, che è il suo vero rivale per la vittoria.
Al giro 31, Leclerc si riprende la posizione su Russell. L’inglese, in evidente difficoltà, subisce l’attacco anche di Piastri.
Al giro 38, Norris si fa minaccioso con Antonelli, che si lamenta delle proprie gomme posteriori. L’inglese si porta a meno di un secondo. Ma Andrea è un metronomo e a suon di giri tutti uguali riesce a riportare il distacco a 1.5 sec.
Al giro 47 Leclerc passa Verstappen e si riprende il podio. Al giro successivo, l’olandese deve soccombere anche a Piastri.
Al giro 56 Piastri ha raggiunto Leclerc, e lo supera al penultimo giro, ma Charles esagera nel cercare di recuperare la posizione, si gira, tocca il muro e riparte, ma è molto lento e viene raggiunto anche da Russell e Verstappen, che lo passano proprio all’ultima curva.
Finisce così con Antonelli alla terza vittoria consecutiva, davanti a Norris, Piastri, Russell, Verstappen, Leclerc, Hamilton, Colapinto e le redivive Williams di Sainz e Albon.
La F1 resta in nord America e fra tre settimane farà tappa in Canada. Già qualche indicazione di cosa ci aspetti l’abbiamo acquisita. Vedremo se sarà confermata su un altro dei circuiti classici del calendario.
P.S. siamo solo alla quarta gara, ne ha vinte 3, tutte partendo dalla pole. L’ultima demolendo il suo compagno di squadra. Per tanti motivi, è difficile che si ripeta quanto accaduto lo scorso anno con Piastri. Meglio comunque tenere i piedi per terra.
P.S. 2: Ad ogni modo, per non sapere nè leggere nè scrivere, Russell ha probabilmente già chiesto a Norris il nome del suo mental coach.
P.S. 3: 7 motori Mercedes nei primi 10. 4 nei primi 4. E Toto sostiene che il suo non sia il motore più potente.
P.S. 4 Per una volta che gli aggiornamenti funzionano, gli altri fanno (molto) meglio. Ora speriamo nell’ADUO, anche se, molto probabilmente, quello che abbiamo visto oggi si ripeterà da qui alla fine del campionato e la Ferrari resterà un’illusione.
P.S. 5 Charles è come al solito molto severo con se stesso. Ha sbagliato, indubbiamente. Ma è comunque rimasto davanti al suo compagno di squadra strapagato, che ha fieramente duellato con Colapinto, rimettendoci pure.
P.S. 6 Come volevasi dimostrare, qualifiche e gara hanno assunto un aspetto più normale, meno da Mario Kart, anche se è evidente che certi sorpassi e risorpassi siano dovuti esclusivamente alla strategia di gestione dell’energia. Ma, come dice il CEO, “un sorpasso è un sorpasso”.
P.S. 7 Il presidente della FIA annuncia tutto contento che dal 2030 torneranno i rumorosi V8 con poca parte elettrica. Il che significa che dovremo sorbirci questa motorizzazione provvisoria per altri tre anni e mezzo. Tutto questo spreco di tempo e di soldi è stato sostenibile?
P.S. 8 Un altro gigante del motorsport, e non solo, ci ha lasciato il 1° maggio. Non ho niente da aggiungere a tutto quanto è stato detto e scritto. Ciao, Alex da Castel Maggiore.
* immagine in evidenza dal sito www.formula1.com