BASTIAN CONTRARIO (X): Il laureato

Opinione comune è che la pista di Spa-Francorchamps è l’università della F1, allora senza mezzi termini posso affermare che in facoltà c’è un nuovo laureato con lode, è quello è Kimi Antonelli. Detto che questa università è stata completamente snaturata tanto da abbassare non poco il livello degli studenti, perché semplicemente non si può leggere una bestemmia del tipo “i piloti sono costretti ad andare più piano per ricaricare la batteria” oppure “nel secondo settore andranno avanti solamente con l’ICE, visto che staranno senza batteria”, vero è che i tempi che corrono sono questi e, come amo affermare sempre, alla fine è solo una questione di scelta: se seguire o meno ciò che ci propongono. Di fatto LibertyMedia&Co. fino ad ora non solo hanno avuto sempre ragione, addirittura superano gli esami a pieni voti, perché salta all’occhio (per la regia internazionale è un punto di orgoglio riprendere tutto dall’alto) come le piste siano piene come un uovo, quindi ritengo inutile lamentarsi. Questo livellamento verso il basso  a mio giudizio non potrà che peggiorare con questo regolamento e, sebbene dall’anno prossimo il rapporto di potenza verrà spostato in favore dell’ICE, sempre un palliativo rimarrà, sempre una pezza risulterà per cercare di salvare capre e cavoli. Sebbene l’informazione ufficiale, la così detta stampa libera, si spertica nell’affermare che questa sia la “F1 più bella di sempre”, facendo presa evidentemente sulle nuove generazioni e, comunque su chi ha deciso evidentemente di non voler capire, una laurea è pur sempre un traguardo non indifferente e, Kimi questo risultato se l’è guadagnato sul campo.

Ciò che impressiona del nostro connazionale, è la sua apparente calma nel gestire la pressione che un lungo campionato inevitabilmente porta con se. Quello che gli è capitato nell’ultimo mese avrebbe demoralizzato chiunque, perché vedersi rosicchiare il suo vantaggio monumentale dal compagno, il quale ha fatto poco o nulla per meritarselo (il secondo posto in Inghilterra ne è l’emblema… anche queste sono le gare), è paragonabile ad uno studente al quale mancano pochi esami alla tesi di laurea e viene sempre bocciato o al massimo gli vogliono dare un misero diciotto. Ciò che veramente caratterizza il giovane pilota della Mercedes dunque, al di là della velocità, è proprio la maturità che sta dimostrando nel gestire queste situazioni. L’anno scorso Antonelli non dico che stava sotto un treno, poco ci mancava: al suo primo anno aveva accusato eccome la lunghezza della sua prima stagione e, la fase europea per lui è stata pressoché deleteria. A questo si aggiungeva anche il fatto che non era così scontata la sua riconferma. A Toto Wolff dunque va dato il merito di aver continuato con fermezza con le sue idee, le quali ne fanno il laureato più importante nel paddock perché sebbene egli rappresenti un azionista di peso in Mercedes, è anche vero che in F1 il posto fisso non esiste e, se avesse fallito con il giovane italiano, molto probabilmente le sue palle sarebbero saltate. Ho sempre sostenuto che in Mercedes non lavorano degli scappati di casa e, se hanno puntato su Antonelli è perché sicuramente sapevano quale fosse il suo reale valore e, non credo nemmeno alla favoletta in luogo del quale che essi stessi affermano “Nemmeno noi ci aspettavamo una crescita del genere”; balle! Toto&Co. sapevano benissimo con chi avevano a che fare altrimenti non avrebbero rischiato di bruciarsi tutti quanti, certo è che sapevano che il buon Kimi aveva bisogno del suo tempo. Questa F1 dove si deve gestire l’energia, dove bisogna capire quando e come usarla, si sposa perfettamente con lo stile di guida del giovane italiano, proprio come le vetture ad effetto suolo (delicatissime in termini di assetto) calzavano come un guanto con lo stile di guida di Verstappen. Kimi ha saputo studiare meglio, ha saputo capire prima del suo diretto rivale, George Russell, come muoversi con queste vetture di nuova generazione ed ora, chi è sotto un treno, è proprio l’inglese il quale si ritrova con un problema enorme. La prima parte di stagione è ormai andata e, indipendentemente come finirà il GP di Ungheria, che ufficializzerà l’inizio delle vacanze, è indubbio che la prima parte del campionato si scrive e si legge Andrea Kimi Antonelli. Russell smadonna via radio ed in tv, dicendo che vuole solo una macchina uguale a quella del suo compagno, facendo capire che la sua squadra evidentemente lo boicotta. Ad essere sinceri non so quanto sia proficuo un atteggiamento del genere perché, sebbene Toto lo difenda a spada tratta, è anche vero che prima o poi la corda potrebbe spezzarsi, ivi compreso rivalutare la sua posizione contrattuale. Il mondiale, considerando il distacco che c’è tra i due, è ancora lunghissimo perché come abbiamo visto in questa prima metà di stagione, tutto può ancora accadere. Qualcuno potrebbe richiamare come esempio proprio quanto visto l’anno scorso, in luogo del quale Norris fece il “rimontone”, come si suol dire, l’unica differenza che mi viene da sottolineare è che Toto Wolff decisamente non è Zak Brown, quindi dubito che verrà ribaltata la W-17 per recuperare l’uno e affondare l’altro. Se Russell vuole essere lui il laureato, il campione del mondo 2026, dovrà resettare tutto rimboccandosi le maniche non poco e, soprattutto deve sperare che la concorrenza non cresca in termini prestazionali, perché come ho già affermato in passato, più squadre potranno contendersi la vittoria più andrà a vantaggio di Kimi, considerando la sua posizione in classifica.

Già la concorrenza. Ferrari continua a sorprendere e, a sbalordire soprattutto in piste come quelle dove il motore va gestito in un certo modo e, soprattutto dove l’aerodinamica ed il telaio contano eccome. Ferrari “rischia” seriamente di potersi giocare quanto meno il mondiale Costruttori, considerando il distacco in classifica, la fragilità della W-17, la tenuta mentale di Russell e, la coppia di piloti che si ritrova. Con un Charles ritrovato la Rossa può contare su un afflusso corposo e costante di punti, che alla fine possono fare la differenza sul risultato finale. Vero è che di laureato ce ne può essere uno solo per squadra e, domenica scorsa si è palesato ciò che dico già da tempo: in seno alla Scuderia c’è una guerra silenziosa tra i due piloti che presto o tardi esploderà in tutta la sua magnificenza.  Domenica scorsa Hamilton ha pagato non poco il suo cattivo sabato e, sicuramente l’eccesso punitivo dei giudici di gare,

eppure il campione del mondo ne aveva di più del suo compagno, il quale giustamente non ha voluto saperne di dargli la posizione; e ci mancherebbe pure! Vasseur a tal proposito fa orecchie da mercante, eppure prima o poi le sue responsabilità se le dovrà assumere perché, fino a prova contraria chi è secondo immediatamente dietro il nostro Kimi, è Hamilton e non LeClerc. Se è vero che almeno sulla carta, l’Ungheria è un circuito favorevole alla Ferrari, ci sono tutti i presupposti in cui l’inglese possa fare nuovamente bene perché in questo momento, indipendentemente dai risultati di Charles ottenuti da poco, chi da l’impressione di essere padrone della squadra è lui e non il monegasco. Sappiamo benissimo che Lewis, fino ad ora, non ha fatto altro che imporre il suo volere in squadra ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti e, se nella pausa estiva imponesse la sua volontà di puntare su di lui, specie se il motore “ADUO 2” porterà i benefici che tutti speriamo a cominciare dalla stessa Gestione Sportiva? Vasseur sta per affrontare forse l’esame più difficile per potersi laureare come Team Principal campione del mondo e, con un LeClerc appena rinnovato praticamente a vita, sarà una sfida nella sfida gestire questa inedita situazione. Del resto Hamilton non è venuto in Ferrari solo per rilanciare il marchio moda della Rossa, bensì per raggiungere l’ottavo titolo che, preso eventualmente con la squadra di Maranello, varrebbe una carriera intera. Come laureato allora sarebbe intoccabile.

Buon GP di Ungheria a tutti.

Vito Quaranta