LE NON PAGELLE DI UNGHERIA 2026

Il Gran Premio d’Ungheria 2026, quarantesima edizione della gara a Budapest, si colloca a metà di una stagione di Formula 1 il cui calendario continua a essere caratterizzato da una forte incertezza. Le tensioni geopolitiche attorno allo stretto di Hormuz hanno infatti reso impossibile la programmazione dei tradizionali Gran Premi del finale di stagione, lasciando il calendario in una situazione fluida. Pare che a Ottobre Sepang sostituisca il GP perso in Bahrain il che non è male per gli appassionati, essendo il circuito malese il miglior esito della penna di Tilke insieme al COTA di Austin. Staremo a vedere. Per il momento, metà o quasi metà di stagione che sia, si va in vacanza con una classifica piloti nettamente delineata a favore di Antonelli, bravissimo a sfruttare al massimo le caratteristiche di queste nuove vetture e a frantumare tutti i record di precocità della storia della Formula 1. Per chi frequenta le lande italiche vedere Antonelli vincere è un piacere ai limiti della commozione. Quando Fisichella, ultimo vincitore italiano, vinse il suo ultimo GP si era proprio a Sepang e Antonelli non era ancora nato… Se non è sorprendente, dopo tutti i rumors su quanto erano avanti che si sono sentiti durante la scorsa stagione, lo è invece la figura di Antonelli che sovrasta sotto ogni profilo quella del pur esperto e veloce Russell il quale, dopo Melbourne, pareva avere già il mondiale in tasca. Forse ancora più della sorpresa rappresentata da Antonelli è il secondo posto del mondiale piloti, occupato nientemeno che dal redivivo Lewis Hamilton. Dopo la batosta rimediata contro Leclerc nel 2025 tutto ci si aspettava tranne che vedere l’eptacampeao non solo risalire le posizioni di classifica ma farlo anche a danno proprio di Leclerc.

Il circuito ungherese è ben noto per la sua natura tortuosa e tecnica, con un susseguirsi di curve strette e veloci che mettono a dura prova la gestione delle vetture. I sorpassi sono notoriamente difficili, quasi al livello di Montecarlo e in questo contesto, le aspettative della vigilia vedevano la Ferrari come favorita, in virtù di un telaio ritenuto il migliore del lotto. Al contrario, la McLaren non rientrava tra i pronostici principali, ma ha saputo ribaltare le previsioni, dimostrandosi la vera sorpresa del weekend grazie a uno sviluppo tecnico efficace e, stando a quanto dichiarato a caldo da Andrea Stella, a una migliore comprensione della gestione del motore Mercedes.

Lando Norris Voto 10 con lode

Che Landino nostro, nel 2026, stesse performando in modo stellare è constatazione che molti hanno fatto ma che è passata in sordina a causa dei tanti problemi che hanno attanagliato Woking, soprattutto a inizio stagione. Qui a Budapest, con una vettura competitiva e l’affidabilità dalla sua parte, ne abbiamo finalmente avuto la più clamorosa delle conferme.  La prestazione di Lando non solo è meritevole di un bel 10 con lode ma si colloca direttamente ai vertici della sua carriera: velocità pura, ritmo, gestione, intelligenza e la totale assenza del “braccino” per il quale è stato spesso criticato in passato. Il weekend è iniziato con una pole position tanto spettacolare quanto controversa: Norris ha dominato ogni fase delle qualifiche (Q1, Q2 e Q3), ma il suo giro migliore è stato ottenuto in un momento ambiguo di bandiere gialle e con il curioso sospetto che abbia deliberatamente sollevato il piede per sfruttare una spinta extra del sistema elettrico Mercedes, una tattica già vista in Austria con Russell. In gara, nonostante un’ottima partenza, un’incertezza alla curva 2 ha permesso al compagno di squadra Piastri di prendergli la testa. Durante il primo stint, Norris si è dimostrato nettamente più veloce, ma ha dovuto sottostare alle “Papaya Rules” della McLaren, che lo hanno fatto rientrare ai box dietro al compagno. Anche con le gomme bianche nel secondo stint, il suo ritmo è rimasto superiore, sebbene un’escursione alla curva 4 al 29° giro abbia rappresentato un rischio non da poco gestito, però, in modo molto intelligente dal nostro eroe che è rientrato in pista alla fine del cordolo evitando di rovinare il fondo. Quando Piastri viene richiamato ai box al 32° giro ecco che il ritmo del nostro si rivela in tutta la sua magnificenza: abbassa di ben 1 secondo al giro i tempi di Piastri e si involta verso il più classico, quanto improbabile in una pista di questo tipo, degli overcut. Infatti, la svolta della gara al 40° giro: nonostante una sosta non rapidissima, Norris è riuscito a tornare in pista davanti a Piastri, agevolato anche dal traffico incontrato da quest’ultimo nel doppiare Sainz. Da lì, ha gestito magistralmente la gara, eseguendo un sorpasso decisivo su Kimi Antonelli in curva 1 e resistendo al suo tentativo di incrocio. La Virtual Safety Car nel finale gli ha concesso un ultimo cambio gomme per concludere in sicurezza. In un campionato in cui i problemi di affidabilità sono tornati ad essere decisivi, il ritorno di McLaren, e Landino in particolare, alla vittoria aggiunge un altro parametro all’equazione. Se si confermano (e non è detto) ne vedremo delle belle.

Max Verstappen voto 9

Max ha brillato per la consueta sagacia tattica e capacità di gestione delle gomme. Non brillantissimo in qualifica riesce comunque a partire bene e a difendere magistralmente il suo terzo posto durante il primo stint. Il suo ritmo era inferiore sia alle McLaren che alle Ferrari ma già a Budapest è difficile sorpassare, figuriamoci se il destinatario di questi tentativi è nientemeno che il “ministro della difesa”, per usare un’efficace espressione di Chinchero inventata in diretta. Il suo capolavoro è stato uno straordinario sorpasso su Hamilton dopo il primo pit stop, con una staccata profonda e precisa in curva 1 che non ha lasciato scampo al rivale e che gli ha nuovamente concesso di evitare il miglior ritmo della rossa. La strategia Red Bull, che gli ha fornito gomme rosse per gli ultimi 25-26 giri, si è poi rivelata vincente anche per difendere il secondo posto dagli attacchi di Antonelli nel finale.

Kimi Antonelli voto 9

Kimi ha offerto un’altra prova di grande maturità, massimizzando il risultato nonostante una penalità in qualifica. Dopo varie peripezie, a metà percorso si è trovato in testa alla gara e per un po’ di tempo ha accarezzato la coraggiosa idea di portare il treno di bianche montato nel primo pit fino in fondo. I TR sono stati piuttosto illuminanti perché abbiamo potuto dedurre che il suo dialogo con Bono è stato affrontato con disarmante lucidità per un ragazzo della sua età e in queste critiche condizioni di classifica mondiale. Alla fine, ha gestito la situazione con saggezza, decidendo di non tentare un azzardo impossibile contro il ritmo superiore di Norris e optando per un cambio gomme al momento giusto. Sfortunato nel finale a causa dei doppiaggi, ha comunque conquistato un preziosissimo terzo posto che, complici le combinazioni dei suoi più (o meno) diretti competitor, consolida ancora di più il suo primato in classifica. Vai così!

Charles Leclerc voto 6

Charles e la Ferrari sono i grandi sconfitti del weekend. Partito con i favori del pronostico, Leclerc non è stato brillantissimo in qualifica il che comincia ad essere un fattore, quantomeno per uno come lui che della velocità in qualifica, forte delle tante pole mitologiche conquistate in carriera, ha fatto il suo pezzo forte. La penalità comminata a Hamilton lo fa avanzare dalla terza alla seconda casella ma non è stato un grande favore perché sulla parte sporca della griglia il nostro incappa in un inopinatissimo wheelspin che, a conti fatti, gli condiziona tutto il resto della gara. Gara sulla quale non c’è tantissimo da dire se non che il risultato migliora grazie alla ennesima penalità presa da Hamilton. Certo che Ferrari che vince o convince dove parte sfavorita e perde e non convince dove invece parte sfavorita non è un gran viatico per la programmazione del resto della stagione.

Lewis Hamilton voto 5.5

Lewis sarebbe stato anche da più che sufficiente per quel che ha mostrato in pista ma la sua valutazione non può che essere condizionata dalle due evitabilissime penalità che ha ricevuto: un impeding grande come una casa ai danni di Piastri in Q3 e un eccesso di velocità in pit lane. Nel primo caso è corresponsabile insieme al team: sarà pur vero, come dice Toto alle tv, che paiono tutti dei teletubbies, e che quindi dovevano avvertirlo dell’arrivo di Piastri, però è vero al tempo stesso che in pieno rettilineo, rilassato per aver concluso il giro, avrebbe ben potuto vedere nei suoi specchietti l’arrivo dell’australiano. Mah! Pare che lo speeding in pitlane, invece, sia il solo responsabile avendo staccato il limitatore un attimo prima di quando avrebbe effettivamente potuto farlo. D’altra parte ci sarebbero stati gli elementi per giudicare positivo il suo week end, a cominciare da un giro eccezionale in Q3 che solo lo strabiliante Norris visto a Budapest ha potuto battere. Per due terzi di gara, poi, è stato il secondo pilota più veloce in pista, sia pur ingabbiato da un Max sornione e tremendamente efficace. Non gli imputo tantissime colpe nel sorpasso subito da Max perché quando un pilota fa un capolavoro del genere non c’è molto da fare. Rimane comunque un bel po’ di amaro in bocca parzialmente mitigato dal secondo posto in classifica mondiale che risalta per il suo valore estetico più che per quello sostanziale. Vedremo

Isack Hadjar (voto 6.5) ha disputato una gara sottotono rispetto alle sue recenti uscite, faticando a trovare il ritmo e chiudendo sesto dopo aver tentato senza gran costrutto di aiutare il compagno di squadra Verstappen a rallentare le McLaren.

George Russell (voto 7.5) è stato autore di una rimonta notevole. Dopo una partenza disastrosa che lo ha relegato in ultima posizione (probabilmente a causa di un problema tecnico all’anti-stallo o di un suo ennesimo errore), ha recuperato posizioni con sorpassi e una gestione intelligente della gara, sfiorando il sesto posto.

Liam Lawson (voto 8) si è distinto non tanto per la velocità pura, per la quale non ha mai brillato, quanto per una straordinaria solidità, tenacia e costanza in gara, qualità che me lo stanno facendo apprezzare sempre più. Se continua così sarò costretto a ricredermi (non che mi dispiaccia) sulle sue prospettive in Formula 1. Bravo!

Nico Hülkenberg (voto 8.5) ha finalmente concretizzato il potenziale, tirando fuori la sua esperienza per portare a casa i primi punti stagionali per l’Audi in un weekend in cui la vettura si è dimostrata a suo agio, mettendosi più in luce, per la prima volta in stagione, rispetto al compagno Bortoleto.

Infine, Arvid Lindblad (voto 7.5) ha confermato la sua brillantezza in qualifica e, pur essendo meno solido in gara, è riuscito a conquistare un altro punto prezioso per la Racing Bull.

Note di Merito e Demerito

Il Gran Premio ha offerto sorprese positive e delusioni cocenti. La principale nota di merito spetta all’Aston Martin, che dopo il fondo (oceanico) toccato a Spa ha introdotto una versione B della vettura dal rendimento inaspettatamente competitivo. Grazie a questo progresso Fernando Alonso è riuscito a centrare la Q2 per la prima volta in stagione. Peccato per una strategia di gara ultra-conservativa (primo stint allungato con gomme rosse) che gli ha impedito di lottare per posizioni migliori e che alla fine lo ha costretto addirittura dietro al compagno di squadra, fin lì decisamente molto incolore.

Tra le note di demerito, spicca Esteban Ocon. Dopo un’ottima qualifica che lo ha visto accedere alla Q2, ha disputato una gara incolore e anonima, concludendo doppiato di due giri e lontano dalla zona punti. Ma come?! Hai finalmente l’occasione di smentire le tante critiche che ti stanno piovendo addosso da inizio stagione e sprechi così?!

Anche la Williams merita una menzione negativa per il suo continuo e inesorabile calo di prestazioni, venendo superata anche dall’Aston Martin. Nonostante la situazione tecnica critica, si è distinta la tenacia di Carlos Sainz, che ha continuato a lottare con grinta, come dimostra, in modo paradossale, la strenua difesa della posizione nella circostanza del doppiaggio di Piastri. La manovra è stata criticata da molti ma se consideriamo che in quel momento concitato stava lottando a sua volta con un pilota avanti a sé, Alonso, che il sistema di bandiere blu ha funzionato malissimo e che, evidentemente, il suo ingegnere di pista non l’ha avvertito dell’arrivo di Oscar, allora la sua combattività in difesa è più un gesto da apprezzare che non da censurare.

Ancora una volta le Cadillac non terminano la gara: Bottas nei primi giri e Perez nel finale rompe una sospensione causando VSC: non ha pressioni e nessuno pretende risultati di rilievo dalla neonata scuderia americana tuttavia, arrivati a metà stagione, si sperava almeno in un bel po’ di giri di test, con GP terminati a comporre una base dati sulla quale costruire il futuro. Staremo a vedere.

Ci vediamo a Zandvoort