IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Tutto finisce persino le lunghe pause forzate che la F1 ha dovuto subire causa motivi bellici. Si riprende in quel di Miami e, come dico da qualche settimana a questa parte, proprio in America inizierà il mondiale 2026. Sebbene il web sia in festa , per la ripresa dei giochi, il sottoscritto proprio non ne sente lo spirito e, per chi come me scrive di F1, non c’è niente di più triste. Cosa ancora più avvilente è il coacervo di regole mutate che sono state inserite, al fine di poter salvare il carrozzone, per cercare di arrivare fino alla fine del mondiale ammesso che la fine sia ad Abu Dhabi, come previsto da calendario.

Regole dicevo, ebbene la F1 ha reagito alla ridda di lamentele che gli appassionati hanno avanzato e, allo scempio che oggettivamente era impossibile non vedere. Tranne per Domenicali evidentemente, visto che il CEO di Liberty Media non solo ha difeso il prodotto, come giusto che sia, addirittura ha additato una determinata categoria di appassionati (quelli più vecchi), facendo capire che il loro è un modo anacronistico di pensare alle gare di F1. Eppure ciò stride non poco con la realtà, visto e considerato, che i social sono un luogo frequentato per la stragrande maggioranza proprio dalla nuova generazione, quella allevata da Netflix e abituata a credere che la F1 sia quella che si vede su “Drive to survive”, generazione che proprio a mezzo social si è lamentata non poco. Tuttavia la F1 odierna, in quanto sistema anche di comunicazione sa benissimo come agire e, l’insistere nell’erogare il prodotto alla fine genera assuefazione ed abitudine, proprio come con i motori ibridi che li stiamo sopportando dall’ormai lontano 2014. Ad ogni modo proprio a Miami verranno portati i correttivi appunto, che dovranno migliorare il weekend di gara a partire dalle qualifiche le quali, in nome di un’ideologia che il mercato sta bocciando, sono state violate e violentate nell’essenza! I suddetti correttivi non saranno altro che dei palliativi, del fumo negli occhi al fine di illudere il pubblico che si è ritornati alla normalità. Questo apparente miglioramento lo si ottiene anche in nome del sacrificio del tempo sul giro: infatti queste modifiche interverranno anche in questo aspetto e, sebbene la maggior parte dei professionisti del settore gridano a gran voce, che nessuno guarda il tempo sul giro e, che nessuno se ne frega che le vetture andranno più lente, ebbene il sottoscritto dichiara che ciò non è vero in quanto mi (dubito di essere solo) frega eccome se una F1 va più lenta del normale. Tempi sul giro più alti significa vetture più lente e, vetture più lente significa meno rischi da prendere in curva e, con una vettura più lenta bravi tutti suppongo. Ad ogni modo considerando la mole di novità che ci sono in ballo, tra correttivi da testare (sigh) ed aggiornamenti portati, le uniche prove libere del weekend (ebbene si, ci sarà la Sprint Race) sono state allungate di trenta minuti, quindi avremo ben novanta minuti totali di prove, anziché la canonica ora abituale. L’ipocrita F1 attuale, in un loop pindarico che si sbugiarda da sola, perché sebbene si batta tantissimo nel dire che le Free Practice ormai sono anacronistiche “Perché la gente vuole più azione”, ecco che è costretta ad arrivare a questi escamotage perché alla fine conta un solo verdetto, che è quello di mettere le ruote sull’asfalto e far girare le macchine per davvero e non sul simulatore.

A proposito di novità la differenza tra questa pausa forzata e, quella agostana, è quella che in estate tutti sono fermi mentre ora sono state ferme solamente le monoposto, mentre in fabbrica tutti hanno approfittato di questo stop per sfornare più novità possibili. Questo è solo il primo anno di questo nuovo regolamento ed ecco che la curva di miglioramento, almeno al momento, è praticamente esponenziale; ovviamente per chi azzeccherà gli aggiornamenti. In questo scenario di probabili migliorie, Ferrari gioca un ruolo fondamentale perché, come già detto, in questo anno Vasseur&Co. si giocano praticamente tutto. La SF-26 è nata bene, cosi bene da far uscire Toto Wolff allo scoperto per quanto riguarda l’argomento ADUO. Attualmente alla Rossa mancano trenta cavalli rispetto ai migliori e, gli aggiornamenti aerodinamici, uniti alla cura dimagrante della monoposto, dovrebbero fargli “tenere botta” per il resto del campionato, aspettando l’ufficialità dell’approvazione dell’ADUO appunto, al fine di poter usufruire della possibilità di portare per la fine dell’estate il motore aggiornato e, quindi porre le basi per potersi contendere il mondiale seriamente. Detto che la PU Red Bull (fatta in casa!) è accreditata come migliore della Rossa, tanto che quasi sicuramente non usufruirà dell’ADUO e, detto che ciò è assurdo per definizione visto e considerato che la Red Bull, al suo primo anno che si fabbrica un motore in casa, batte la Rossa proprio sul suo campo (quando in realtà dovrebbe essere la stessa Rossa il riferimento… fosse solo per gli annunci fatti quattro anni fa), vero è che i bibitari sul lato telaistico sono in ritardo (almeno per il momento) e, attualmente ciò che più teme Toto in questo momento, è proprio il ritorno della Ferrari la quale con un evidente deficit è stata l’unica fino ad ora a reggere il colpo. L’unica fino in Giappone, visto che proprio nella terra del sol levante abbiamo assistito al ritorno della McLaren la quale, per bocca di Stella, ora il divario motoristico con la casa madre è stato praticamente annullato.

La sfida più grande per Ferrari è quella degli sviluppi, materia nella quale ha sempre trovato evidente difficoltà e, materia nella quale deve dimostrare di essere migliorata, visto e considerato che se Ferrari porterà mezza macchina aggiornata, gli altri di certo non sono stati a guardare, a cominciare proprio dai diretti avversari ovvero McLaren e Red Bull. Mercedes attualmente fa uno sport a se stante e, finché la Rossa non colmerà il gap motoristico, i crucchi potranno stare relativamente tranquilli; McLaren permettendo si capisce. L’attuale vantaggio Mercedes lo si evince anche dal modo in cui hanno sfruttato il loro secondo (!) filming day, quindi duecento Km di concessione di test promozionali (sigh), concentrandosi (fonte Autoracer.it) principalmente sulle partenze, aspetto nel quale hanno peccato non poco specie con Antonelli. Questo viene messo in maggior risalto se si considerano, per contro, le partenze delle due Rosse (aspetto nel quale eccelle: bisogna vedere se sarà ancora cosi dopo questi correttivi che riguardano anche le partenze stesse), le quali hanno sempre bruciato i due alfieri AMG allo start. Fino ad ora sia Kimi che George si sono potuti permettere il lusso di perdere posizioni al via, considerando l’evidente vantaggio prestazionale della loro W-17 in gara, solo fino a quando potrà essere cosi?

Non c’è che dire per il prossimo weekend c’è molta carne al fuoco e, di sicuro questo GP sarà per molti atteso proprio per la ridda di novità che porta, resta solo da capire se queste novità riusciranno a rivitalizzare un po’ la credibilità di questa F1 elettrificata oppure semplicemente non cambierà nulla, salvo spacciare questo non cambiamento per il solito successone.

Buon GP di Miami a tutti.

Vito Quaranta