Siamo giunti ad un momento importante di questa pausa forzata, osservata in questo mese di Aprile, per i tristi motivi ormai noti. Infatti in questa settimana si dovranno definire i correttivi, che in seguito dovranno poi essere approvati in via ufficiale, prima del via del prossimo GP di Miami. Le discussioni svolte tra i motoristi sembra siano state accese e di non facile soluzione, perché sebbene queste debbano essere prese “per il bene dello sport”, è evidente che tutti ci vogliono guadagnare: chi è in vantaggio naturalmente vorrà conservare il proprio primato, mentre al contrario, chi è in ritardo vuole cercare di portare a casa più fieno in cascina possibile. Come già tutti sanno la riduzione della potenza elettrica, sarà molto probabilmente, la soluzione più accreditata al fine di marginalizzare i fenomeni di super clipping e lift&cost, fenomeni che sono evidenti più che mai in qualifica. Inutile dire che questi correttivi altro non saranno che dei palliativi, anche perché c’è da tenere in considerazione il fatto, che queste unità di potenza, sono state concepite proprio per operare in simbiosi con una batteria al massimo della sua capacità. Com’è facile intuire si cercherà di accontentare un po’ tutti, solo bisogna chiedersi con questi “tutti” chi si intende: le squadre oppure i tifosi? Leggendo le dichiarazioni di Domenicali, questi ultimi sono contenti “del prodotto” cosi com’è e, che l’unico intervento vero che si deve operare è proprio in qualifica. Lo stesso CEO di Liberty Media, preso da un impeto difensivo molto acceso, ha anche asserito che i tifosi vecchio stampo “hanno la memoria corta”, visto che anche con le vetture turbo degli ani 80 i piloti erano costretti a fare “lico” per poter risparmiare carburante. Con tutto il rispetto che posso nutrire per Stefano Domenicali, ritengo senza mezze misure che, chiunque paragoni questa attuale F1 con quella del passato, o è in malafede oppure è un ignorante patentato!
Naturalmente uno come Domenicali è una persona troppo preparata per poterlo considerare come un neofita di questo settore, ergo quindi che il giudizio sulla sua persona debba più propendere per la prima opzione, cosa che accetto pure visto e considerato gli interessi in ballo e, che lui è stato scelto proprio per far quadrare i conti della stessa Liberty Media. Perciò è vero che accetto la sua difesa, solo mi sarei aspettato una maggiore eleganza e, soprattutto rispetto, per chi ha sempre seguito la F1 e quindi contribuito a renderla grande cioè gli appassionati della vecchia guardia. Premesso che nemmeno quelli più giovani sono degli stupidi e, tanti si sono resi conto che è evidente che c’è qualcosa (ed uso un eufemismo) che non va, vero è che davvero si vuole paragonare quello che avveniva negli anni 80, con lo scempio che dobbiamo assistere da tre weekend di gara a questa parte? Ritengo Domenicali troppo scaltro per credere che lo pensi davvero, ed egli stesso si tradisce proprio quando afferma che tutti quelli che “ci mangiano” con la F1, dovrebbero essere più accorti nelle critiche, considerando lo status che hanno. Ecco questo a mio avviso è la parte più importante del suo discorso, nell’intervista rilasciata la settimana scorsa, dove tutto viene incentrato sul posto al sole che ognuno possiede e che naturalmente nessuno vuole mollare: per la serie se siamo ricchi e privilegiati dobbiamo ingoiare la qualunque! Più o meno lo stesso discorso che fece Lando, attaccando Max durante i test in Bahrein, salvo poi rimangiarsi tutto o quasi. Intanto il mercato, con la sua legge che non perdona (domanda ed offerta), ha già fatto sentire la sua voce visto e considerato che nella maggior parte d’Europa gli ascolti sono calati, a differenza dell’Italia in luogo del quale questo trend viene giustificato col fatto che c’è un Italiano al comando. Sebbene mi piacerebbe credere molto a questa favoletta in realtà, dietro all’audience positiva in terra nostrana, ci sono ben altri motivi che non vale nemmeno la pena citare fosse solo per amore della pace per evitare le polemiche che scaturirebbe questo discorso, di certo l’attuale Sistema non può continuare con il metodo seguito nei primi tre GP, ed ecco che necessariamente si arriverà ad uno o più correttivi che altro non saranno il contentino da dare a tutti. Anche perché, come già detto su queste righe, a mio giudizio non cambierà radicalmente i valori in campo a maggior ragione se, con l’abbassamento della potenza elettrica, l’uso del motore endotermico sarà ancora più preponderante e, Mercedes è risaputo che in tal senso ha il motore migliore.
A tal proposito bisogna ricordare che il prossimo GP di Miami sarà importante non solo per l’inizio di un nuovo mondiale, bensì anche perché dopo questo appuntamento sarà possibile attingere all’ADUO e, Toto Wolff in alcune sue dichiarazioni sembra abbastanza preoccupato. Infatti questo tecnicismo prestazionale, a differenza del BOP che viene utilizzato nell’endurance, non castra chi è più avanti bensì da la possibilità a chi è più indietro di poter recuperare terreno con le sole proprie forze. Sebbene vengano tessute le lodi dell’ADUO perché non è scontato che chi avrà l’opportunità di poterlo utilizzare, necessariamente debba migliorare, è anche vero che la F1 ci ha abituato proprio ad una cosa e cioè che col tempo tutti tendono a migliorare. Toto questo lo sa fin troppo bene e, forse proprio per questo si è mostrato quanto meno preoccupato sull’applicazione e, quindi l’utilizzo di questo strumento da parte dei team che sono in ritardo. Le sue parole (fonte Autoracer.it) sono illuminanti in tal senso: “Il principio dell’ADUO è permettere ai team che sono in difficoltà con la PU di recuperare terreno, ma non di superare gli altri. Deve essere molto chiaro che qualsiasi decisione presa, su qualsiasi team che riceve l’ADUO, può avere un grande impatto sulle prestazioni e sul campionato se non viene fatta con assoluta precisione, chiarezza e trasparenza”. Ancora: “Per come la vedo io, c’è un costruttori di motori che ha un problema (HONDA ndr) e dobbiamo aiutarlo, mentre gli altri sono più o meno sullo stesso livello. Sarei molto sorpreso e anche deluso se le decisioni sull’ADUO interferissero con la gerarchia competitiva… mi aspetto che la FIA utilizzi gli stessi dati e continui a proteggere l’integrità dello sport”.
Adoro (sarcasmo!) Toto Wolff perché sa usare le parole come una katana che si abbatte inesorabile sul collo dei suoi avversari. Dalle sue parole si evince, in soldoni, “va bene aiutare purché io rimanga sempre davanti”; non c’è che dire un genio! L’ADUO è uno strumento che aiuta chi è indietro per poter rimediare ai casini commessi in fase progettuale, allora mi chiedo come sarà possibile non effettuare l’eventuale sorpasso? Mi spiego meglio: se Ferrari riuscisse ad accedere a questo strumento e, a migliorare l’efficienza del suo motore, sarà inevitabile che questa si avvicinerà di più alla squadra di Toto se non addirittura a superarla. Il principio dell’utilizzo di questo strumento ha proprio questa finalità. Usando il ragionamento di Toto invece va bene che tutti migliorino (il bene dello sport… sigh) l’importante è che comunque siano lontani. Di fatto fosse per lui solo Honda dovrebbe colmare il gap eppure proprio per il ragionamento di cui sopra, anche Aston Martin potrebbe poi in seguito trovarsi a competere con Mercedes, a maggior ragione se ha Newey che spinge con l’aerodinamica e la meccanica della vettura.
Non c’è che dire anche se la F1 è al momento ferma, dietro le quinte si sta svolgendo una gara che attualmente è molto più entusiasmante di quelle che abbiamo visto sino ad ora… e siamo solo all’inizio di questa battaglia politica.
Vito Quaranta