LA FORMULA 1 E LA MINACCIA ELETTRICA PARTE 2: RITORNO AL PASSATO

10 anni anni esatti fa, in questo luogo scrivevamo questo.

Sembra ieri, ma tanta acqua è passata sotto i ponti. Ma è stata quasi sempre la stessa acqua. Il dominio Mercedes è continuato, interrotto da quello Honda (non senza aiuto della stessa Mercedes), con la Ferrari sempre a stare a guardare. Il regolamento non è cambiato, con quell’assurda voglia di recuperare energia in ogni dove, anche dai gas di scarico, per poi rendersi conto che questa strada non era quella gradita ai costruttori che si voleva invitare alla festa.

Perchè, se si deve dire che qualcosa è cambiato, è proprio questo: la Formula 1 si è trasformata in una festa alla quale invitare costruttori danarosi. Il valore dei team è più che triplicato, il seguito è aumentato enormemente, grazie a sapienti operazioni di marketing. Tutto questo nonostante lo spettacolo in pista sia rimasto più o meno quello: sempre artificiale, con sorpassi dati dall’usura delle gomme o dal DRS, strumento che più iniquo non potrebbe essere (stato).

E qui sta proprio il punto centrale della questione: a differenza di quanto avveniva 50 anni fa, a chi guarda non interessa nulla degli aspetti tecnici. Basta avere macchine che si sorpassano, e situazioni singolari da postare e commentare sui social, non necessariamente legate all’azione in pista. Punto. 

10 anni fa parlavamo di una possibile convergenza fra Formula 1 e Formula E, che definivamo “la minaccia elettrica”. Ebbene, entrambe le cose si sono completate nel 2026. L’apporto elettrico è diventato (sulla carta) equivalente al termico, e la componente elettrica stessa sta effettivamente minacciando il futuro della F1.

Perchè? Molto semplice, qualche abile manager di lingua tedesca, con il beneplacito degli italiani, e il disinteresse di giapponesi e francesi, ha pensato bene di condizionare la sua permanenza nella massima serie ad un aumento della componente elettrica, fregandosene di quello che ciò avrebbe significato da un punto di vista tecnico (o, forse, sapendolo benissimo e avendo già la soluzione per il caos che ne sarebbe seguito, mi riferisco ad uno in particolare di quei manager). Tutto questo accadeva 5 anni fa. Nel frattempo il mondo è cambiato, l’elettrico non è più il futuro, il mercato l’ha capito e le leggi sono state cambiate.

Ma la Formula 1 ha continuato per la sua strada, deliberando un regolamento assurdo, e per la felicità di chi sapeva già di potere trovare la furbata giusta per continuare a dominare. E, comunque, con l’approvazione degli stessi team principal e ingegneri che ora si lamentano (ma, in realtà, questi ultimi si divertono). Per poi accorgersi, dopo pochi GP, che il tutto porta sì un grande spettacolo, ma non si tratta più di corse di auto ma di un videogioco alla Mario Kart. Esattamente come in Formula 1.

La dimensione dell’assurdità si comprende perfettamente con due numeri:

  • 475 cv: la potenza massima del motore elettrico
  • 1.1 kW: la capacità della batteria

Tutta quella potenza si usa per pochi secondi, con una batteria così piccola, a meno di non ricaricarla continuamente. E come lo fa? In frenata. Ma ci sono abbastanza frenate nei circuiti di F1 per ricaricare anche solo 1.1kW e usare tutta quella potenza per quei pochi secondi? La risposta è “no”. Quindi come si fa? Molto semplice, si usa il motore termico per ricaricare la batteria e avere la potenza per schizzare via fuori dalle curve. Questo è il famigerato “super-clipping”.

Stiamo parlando di  rallentare in rettilineo, o tenere già il piede in curva andando più lenti perchè si sta ricaricando. Manovre contro natura per un pilota, ma si potrebbe obiettare che in F1 ci sono sempre state delle “stranezze” che i piloti stessi dovevano gestire per ottimizzare la prestazione. Quindi che problema c’è? Semplice, non è solo il pilota che decide quando e come usare il super-clipping, ma anche il software, sulla base di modelli opportunamente addestrati tramite algoritmi di machine learning. Il che significa che ci si può trovare improvvisamente piantati e, se si è moderatamente intelligenti, chiudere la traiettoria provocando un grosso incidente. 

Quindi ci siamo ritrovati con una Formula 1 dove si deve andare piano in luoghi in cui una volta si doveva andare veloci per dimostrare quanto si valeva. Il pilota non controlla più l’acceleratore (ma neanche il freno, per certi versi) col rischio di vedere quegli incidenti devastanti che sono sempre stati l’incubo peggiore del motorsport a ruote scoperte: una macchina che decolla sulle ruote dell’altra, e coi circuiti cittadini veloci che abbiamo oggi è un attimo che finisca in tribuna.

E, così, si parla già di tornare ai motori completamente termici, alimentati con carburante sostenibile. In pratica, dopo un investimento enorme durato 5 anni, si sono accorti che è tutto uno schifo e pensano già di tornare indietro.

Quindi il “brillante avvenire dietro alle spalle”, di cui si scriveva 10 anni fa si concretizzerà esattamente così, con un ritorno al passato che metterà d’accordo tutti. E anche il mercato andrà in quella direzione, anzi, lo sta già facendo.

E nel frattempo cosa vedremo? Obiettivamente, ci sono poche possibilità per risolvere il problema nel 2026. Non si può variare il rapporto fra motore termico ed elettrico, a meno di non diminuire la potenza elettrica, con un rapporto es. di 70-30. Tenendo presente che non si può aumentare la potenza del termico, bisogna depotenziare il motore elettrico. Ma le macchine andrebbero più piano (circa 1.5-2 sec., niente di grave) e, soprattutto, il problema della ricarica resterebbe quasi uguale, non risolvendo un bel niente.

Quindi? Quindi, molto probabilmente, ci terremo quello che abbiamo visto nei primi 3 GP, magari con limiti regolamentari specifici circuito per circuito per migliorare le qualifiche (ma non diminuire il rischio di incidenti), e, di fronte ad un bel duello fra Antonelli e Leclerc per il mondiale, grazie al fatto che Mercedes verrà costretta a sistemare il rapporto di compressione, tutte le polemiche di queste settimane verranno dimenticate.

Perchè, vedrete, andrà così.

P.S. che consumare benzina per ricaricare un motore elettrico non fosse “sostenibile” immagino sia cosa nota.

P.S. 2 A proposito del rischio delle partenze, vi invito a vedere su YouTube un po’ di start del 1979, 1980 e 1981 e osservare le due macchine gialle che spesso stazionavano (è il caso di dirlo) nelle prime due file.

P.S. 3 Ma non sarà che a lamentarsi di questa Formula 1 siamo soprattutto noi nati negli anni Sessanta, nostalgici dei tempi in cui eravamo giovani? Perchè 45 anni fa avevamo, fra l’altro: i martinetti, i serbatoi d’acqua per raffreddare i freni, i piloti che si ammazzavano, 6 macchine alla fine, di cui 3 doppiate, ecc. ecc. Si stava veramente meglio quando si stava peggio?

P.S. 4 Ultima gara del mondiale. Antonelli in testa, con Leclerc pochi punti di distacco in classifica. Ultimo giro, Charles è incollato ad Andrea. Se lo passa, vince il titolo. Non andrà così, ma casomai succedesse, voi per chi tifereste?