IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Sebbene i motori siano spenti, anche se dovrei dire che le batterie non sono in ricarica (sigh), la F1 è sempre in continuo movimento e, con la pausa forzata di questo mese di aprile, i capoccia di tutto il Sistema si stanno dando da fare, per correre ai ripari allo scempio che abbiamo visto nei primi tre appuntamenti stagionali, soprattutto in qualifica al sabato. Sia chiaro che tutti i correttivi che ci metteranno sul piatto, altro non sono che “pezze a colori”, tappi per marginalizzare la falla che ormai si è creata. Questa F1 cosi com’è stata concepita è insanabile e, l’unico vero rimedio a tutto questo è resettare tutto l’intero Sistema. Per ovvie ragioni questo non accadrà mai ed anzi, Liberty Media fa sapere che il vero intervento sul quale operare è appunto al sabato, perché le gare cosi come sono, “al pubblico piacciono”. Addirittura il buon Tombazis afferma (fonte Autoracer.it) che: “Non è che stiamo discutendo di una riscrittura completa. Riteniamo che il paziente non sia in terapia intensiva, il paziente ha solo bisogno di mangiare qualche mela al giorno; non di subire un intervento a cuore aperto”. Vorrei poter dire al Direttore delle monoposto della FIA che ha ragione e, che l’attuale F1 non è da considerare in terapia intensiva, perché è definitivamente morta!

In questo mese di Aprile ci saranno tre incontri, ognuno propedeutico all’altro al fine di proporre, discutere e quindi decidere quali correttivi apportare in modo da “guarire il paziente”, questo se mi riferissi alle parole di Tombazis mentre, se dovessi seguire il mio ragionamento, i correttivi dovrebbero servire a resuscitare il morto. Con un regolamento pensato male e, applicato nel peggiore dei modi, l’unico intervento possibile che si possa attuare è sull’ERS o motore elettrico visto e considerato che l’ICE, cioè quello endotermico, non può essere toccato. In questo ragionamento è bene sottolineare che l’intervento non si basa esclusivamente sull’abbassamento della potenza elettrica, visto e considerato che i fattori che intervengono in questo complesso sistema di propulsione sono molteplici e, uno di questi che è di sicuro fondamentale, è la velocità di ricarica della stessa batteria. Infatti l’equilibrio da ricercare, per porre un rimedio alle tragedie chiamate “super clipping” e “lift&cost” soprattutto in qualifica, sono molte delicate a maggior ragione se poi si andranno ad intaccare gli interessi di questo o di quel motorista.

Infatti il dubbio maggiore che avvolge questi meeting, suddiviso in tre appuntamenti, è la politica da parte di chi ha voluto (o dovrei dire imposto?) questo regolamento e, che bisognerà vedere se sarà favorevole ad accettare determinate condizioni di ridimensionamento per il bene dello sport motoristico della massima serie… o almeno di quello che ne rimane. Infatti dobbiamo ricordare e sottolineare, che sebbene questo regolamento sia stato voluto da Mercedes e Audi in primis, con quest’ultima che ha imposto il ban dell’MGU-H, in quanto gli altri team avrebbero avuto troppo vantaggio in termini di Know – How, è anche vero che chi comanda la baracca (non solo in termini di classifica) è proprio Mercedes e, quindi bisognerà capire quanto sarà disposta a cedere. Una cosa è chiara e cioè che il vantaggio della stessa Mercedes non risiede nell’ERS quanto proprio nell’ICE, che è un ossimoro visto che il motore elettrico dovrebbe essere il fiore all’occhiello di questa F1 sempre più verde, quindi sono sicuro che qualunque sia la pezza per tappare il buco, non dovrebbe cambiare nulla; almeno nell’immediato.

Infatti correttivi a parte, nella ripresa del campionato (anche se l’ultima volta ho detto che il mondiale inizierà proprio da Miami) interverrà l’ADUO, permettendo cosi a chi sta indietro di poter recuperare potenza, pardon efficienza, sul motore più prestazionale che è ovviamente Mercedes. Ferrari sicuramente, ormai è il segreto di Pulcinella, rientrerà nel famoso 2% di gap e quindi per fine estate potrà portare le sue migliorie al motore. Fine estate perché ovviamente non è che ti inventi un motore dall’oggi al domani, a meno che non ci stai già lavorando sopra, prendendoti il rischio di sforare il budget cap: infatti caso mai la Rossa non rientrasse nell’ADUO rischierebbe non poco in termini economici e quindi in multe da pagare.

PERCHE’ FERRARI NON VINCERA’ IL MONDIALE

La settimana scorsa ho spiegato le ragioni (sperando di sbagliarmi) sul perché Antonelli non può vincere questo mondale e, allo stesso modo sperando sempre di sbagliarmi, spiegherò perché nemmeno la Rossa vedrà il mondiale se non con il binocolo. Le ragioni sono tre a mio giudizio ovvero mentale, storico e, concorrenziale.

Mentale

Cosa ci fa la Ferrari a caccia dell’ADUO? Dovrebbe essere le Rossa a far rientrare in questo dannato sistema “livella prestazioni” (leggi ADUO) gli altri e non il contrario. Maranello ha puntato tutto su questo regolamento, tanto da sacrificare una squadra nel 2022 e, ben tre lunghi anni (dal 2023 al 2025), senza contare che ha fatto scappare non pochi ingegneri di valore in  favore di una francesizzazione di via dell’Abetone, tanto che ora in Gestione Sportiva preferiscono dire “Maranellò”! Nella settimana scorsa mi sono imbattuto nelle immagini del GP d’Italia dell’anno scorso, dove Ferrari nemmeno il podio ha raggiunto e, senza vergogna alcuna, Vasseur dal muretto box lanciava ad una folla giubilante (quindi correi tanto quanto la Scuderia stessa), cappellini del Team manco avesse dominato il weekend! Davvero Ferrari crede di raggiungere un obiettivo solido con questo tipo di mentalità, in luogo del quale si celebra la mediocrità?

Storico

Questo è l’aspetto più importante e che condanna tutta la Gestione Sportiva. Purtroppo è storicamente accertato infatti che quando inizia una nuova fase del mondiale, dov’è quindi necessario spingere con gli sviluppi, Ferrari si perde tra una curva e l’altra di ogni singolo circuito che affronta. Mai come quest’anno azzeccare gli sviluppi sarà determinante, perché con la mole di aggiustamenti che si possono e si devono fare, considerando che è tutto nuovo le migliorie possono rendere una monoposto più veloce non di qualche decimo, bensì anche di più di un secondo (per la fine dell’anno si capisce)! Questa Ferrari è nelle mani di Serra (o Serrà?) e si vede, perché ad essere sinceri la SF-26 è anche monoposto da studiare visto che al momento ha sfoggiato un gran bel telaio ed una meccanica salva gomme non indifferente, solo che questo già non basta più e, da Miami la Rossa dovrà essere completamente nuova perché gli altri di certo non sono stati a guardare. Questo è il momento della verità per la Ferrari di Vasseur e, come detto poc’anzi, la storia va contro a tutto il team (soprattutto questo) e, vedendo una Rossa già in affanno al terzo appuntamento stagionale, su una pista vera come quella di Suzuka, di certo non c’è da stare sereni. Questo ci porta immediatamente al terzo motivo, per cui la Ferrari non vincerà il mondiale quest’anno.

Concorrenza

Detto che Mercedes è il riferimento assoluto al momento e, vedremo se riuscirà a conservare questo vantaggio anche in Florida, vero è che per Ferrari in questo momento più che preoccuparsi di raggiungere Toto&Co. si dovrebbe iniziare a guardare le spalle da McLaren. Ho sempre affermato su queste righe che, nonostante il cambio regolamentare, era impossibile che i papaya sarebbero spariti visto l’orgia di tecnici di altissimo profillo che hanno in squadra. La forza di McLaren allo stato attuale non è tanto nei nomi altisonanti che hanno a disposizione, quanto la sinergia che c’è tra tutte le teste che lavorano li dentro. Cosa che è esattamente l’opposto di Aston Martin, la quale ha nomi di grido pesantissimi solo che evidentemente non riescono a sincronizzarsi all’unisono e, prima che ci riescono dovrà passare ancora del tempo… per sfortuna di Alonso. Allo stato attuale la McLaren è riuscita a completare solamente un GP su tre e per poco non lo vinceva anche! Inutile girarci attorno dunque, la principale rivale della Rossa in questo momento è più McLaren che Mercedes e, a mio giudizio la concorrenza sarà spietata nei prossimi appuntamenti. Questo sia perché montano il motore più efficiente del lotto, che stanno iniziando a capire come funziona (!), sia perché la squadra di Stella già in Giappone si è presentata dimagrita non poco e, la riduzione di peso al momento gioca un ruolo fondamentale. Cosa porteranno a Miami (luogo nel quale nel non troppo lontano 2024 portarono un pacchetto da mezzo secondo al giro, tanto da giocarsi il mondiale in seguito) dunque?

Spezzando una lancia a favore di Ferrari, a detta di alcuni esperti, i Rossi sembrano tranquilli e molto sicuri di se tanto che questo dovrebbe far preoccupare gli avversari. Personalmente me lo auguro solo che di questi annunci, in questi diciannove anni di magra, ne ho già viste troppi, quindi me ne tengo alla larga e preferisco aspettare l’inizio del mondiale, cioè a Miami, per cercare di capire se ho ragion o torto.

Vito Quaranta