Archivi tag: Losail circuit

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL QATAR

Sembrava tutto finito domenica scorsa al termine del gp, un distacco di 49 punti più che rassicurante e la consapevolezza che sostanzialmente ci sarebbe stato solo da portare la monoposto al traguardo negli ultimi due appuntamenti.

E invece l’ennesima sorpresa, così incredibile che sembra quasi creata apposta per accendere l’interesse sulla fine del mondiale piloti 2025.

Da 49 a 24 punti il salto è notevole ed è una di quelle cose che ti fanno venire tanti pensieri infidi nella testa, che ti fiacca il morale, che, se non sei uno che vive e si esalta nella lotta, ti porta a perdere energie e lucidità.

Come ci arriverà Norris al weekend qatarino alla luce di quello che è successo a Las Vegas? Di per sè la gara non era andata male ma quell’errore in curva 1, quel voler fare al faccia cattiva ad uno come Verstappen che con quella faccia ci è nato è stata l’ennesima dimostrazione di quanto i due appartengano a due categorie diverse di piloti.

Questo non vuol dire molto in termini pratici e non è detto che sia una condizione immutabile ma, in Qatar, con una sprint e una gara lunga da disputare, 24 punti possono essere davvero un niente.

immagine da autosport.com

Dipende sempre da quale prospettiva si guardano le cose: Norris avrà a disposizione, nonostante tutto, il primo match point per chiudere a suo favore il mondiale, basta chiudere con 26 punti di vantaggio il primo dei due weekend mediorientali.

Su questo dovrà concentrarsi l’inglese che si troverà nella nuova posizione di essere il trascinatore morale di una squadra che dopo Las Vegas ha perso sicurezza. Ci vorrà pazienza, piede e sangue freddo per portare a casa il titolo ed evitare di buttarsi in situazioni per le quali non si è abbastanza bravi, vedi buttarla in rissa con uno come Verstappen.

immagine da msn.com

Dall’altro alto del ring invece si vive come il condannato a morte che ha ricevuto una seconda chance e questo può essere più importante anche di una monoposto veloce. Verstappen ci è già passato in questi momenti e la vive giustamente come uno che non ha nulla da perdere.

Certo molti pezzi del puzzle dovranno andare nel posto giusto per cercare di giocarsela ad Abu Dhabi ma intanto in Qatar c’è da sfruttare l’effetto stordimento che inevitabilmente il box McLaren starà accusando.

In tutto ciò ci dimentichiamo di Piastri che ha gli stessi punti di Verstappen e la migliore monoposto in griglia ma qualcosa si è inceppato da qualche gp per l’australiano e c’è da capire se potrà essere un alleato o un fastidio per il compagno di squadra.

Il weekend con il format sprint+gara non invita certo agli azzardi e questo potrebbe penalizzare la McLaren che non può permettersi nuovamente di azzoppare i suoi piloti.

immagine da pittalk.it

Da capire anche se  Ferrari e Mercedes  possano mettersi in mezzo a complicare i piani dell’uno o dell’altro. Improbabile ma dopo Las Vegas è legittimo aspettarsi di tutto, tranne forse un Hamilton a podio.

Di sicuro per Norris sarà l’ennesimo test di maturità della sua carriera di pilota, uno dei più importanti: avere la capacità di restare lucidi e competitivi quando tutto sembra giocare a tuo sfavore. Alla fine è ancora tutto nelle sue mani ma questa responsabilità lo rassicurerà o lo affonderà ancora di più?

*immagine da promoracing.it

Rocco Alessandro

F1 2024 – GRAN PREMIO DEL QATAR

Ultimi due appuntamenti per il mondiale di F1 e iniziamo col dire che ne avrei(emmo?) fatto volentieri a meno. In primis perche’, a costo di essere ripetitivi, 25 gare piu’ 6 sprint race sono davvero tante, troppe e poi si corre su circuiti che non aggiungono granche’ al racconto di questa stagione.

intendiamoci, circuiti inutili come quello di Las Vegas che almeno ha avuto la fortuna di consacrare per la quarta volta consecutiva Max Verstappen, che entra cosi’ in una ristretta cerchia di eletti.

Assegnato il titolo piloti resta quello dei costruttori che, alla luce degli ultimi avvenimenti, solo un cataclisma potra’ non far si’ che venga vinto dalla McLaren.

immagine da liberoreporter.it

I motivi sono due: 24 i punti di vantaggio sulla Ferrari a due gare piu’ una sprint dalla fine e una pista, quella di Losail sulla carta molto piu’ favorevole alla squadra di Woking piuttosto che quella di Maranello.

La Ferrari ha sprecato una bella occasione a Las Vegas, in verita’ piu’ per colpa di una Mercedes rinata che per colpe proprie, e purtroppo, come gia’ detto in passato, deve rimpiangere amaramente il blackout occorso dopo il Gp di Montecarlo, quando ha infilato una serie di controprestazioni al limite dell’imbarazzante. Niente e’ ancora deciso ma un harakiri McLaren a Losail appare alquanto improbabile.

In teoria anche Red Bull e’ ancora in gioco ma i punti di distacco in questo caso sono 53 e, considerando che corrono in pratica con una macchina sola, rappresentano una sentenza.

Se vogliamo c’e’ anche un mini campionato costruttori che vede tre team, Haas – Alpine -Racing Bulls, racchiusi in quattro punti. Molto probabile che ci sia piu’ lotta tra questi tre piuttosto che tra i due top team davanti.

immagine da gpkingdom.it

Detto cio’, speriamo almeno che la pista di Losail regali una gara quanto meno avvincente, cosa che storicamente e’ avvenuta spesso. Inutile dire che gli sguardi sono gia’ rivolti alla prossima stagione in cui ci saranno tanti cambiamenti, uno su tutti l’arrivo a Maranello di Lewis Hamilton.

Come gia’ detto, l’operazione sembra piu’ economico-commerciale che squisitamente sportiva ma per un brand globale come Ferrari e’ un qualcosa di normale, anzi direi logico.

Certo dal punto di vista sportivo restano forti dubbi considerando che si manda via un ottimo pilota come Sainz per prendere un quarantenne che (forse) ha gia’ dato il suo meglio ma, come al solito, sara’ la pista a parlare.

L’operazione avra’ comunque i suoi lati positivi a prescindere, come quello di dare un valore definitivo al livello di Leclerc. La logica dice che, considerando eta’, abilita’ e ruolo consolidato all’interno del team non dovrebbe avere grosse difficolta’ a battere Hamilton ma se pensiamo che quest’ultimo non e’ di certo l’ultimo arrivato, sa giocare bene dal punto di vista psicologico e ha tutta l’intenzione di provare a vincere l’ottavo titolo, la lotta potrebbe essere piuttosto serrata.

immagine da motors-addict.com

Personalmente sono curioso, anche perche’ alla fin fine tutto dipende dal carro che avranno sotto il sedere, altrimenti diventa una lotta tra poveri come piu’ volte successo negli ultimi anni.

E anche per un altro motivo: Leclerc e’ in F1 dal 2018, in Ferrari dal 2019, tradotto sono sette stagioni. Al di la’ delle vittorie ottenute o quelle perse per strada, quello che il monegasco sembra non avere ancora acquisito e’ la freddezza e la gestione di alcune situazioni di gara e all’interno del box, in pratica proprio gli aspetti che al momento fanno si che la sua carriera e quella di Verstappen si allontanino come due rette divergenti, e non parliamo solo di titoli e statistiche.

Leclerc sembra (sembrava?) appartenere al cesto di quelli buoni buoni (vedi Verstappen) ma una certa immaturita’ di base ed eccessiva emotivita’ sembrano ancora minare il suo potenziale. Per dire, Sainz al suo confronto non ha sfigurato e, con tutto il bene che si puo’ volere allo spagnolo, non stiamo parlando di un fenomeno generazionale.

Per Leclerc quindi suonera’ la campana nel 2025, si spera per lui che non suonera’, sportivamente parlando, a morto. Poi tutto il resto, tutto il bailamme che Hamilton si portera’ dietro, a torto o a ragione, contera’ zero. Il cronometro sara’ l’unica pietra di paragone.

*immagine in evidenza da promoracing.it

Rocco Alessandro

VERSTAPPEN TRI-CAMPIONE VINCE IN QATAR. PIASTRI DA OSCAR, FERRARI DA RAZZIE.

Un GP inutile in un posto di dubbio gusto. Questa è un’opinione diffusa, peraltro condivisibile, a proposito di una delle tante prove che la F1 corre nel deserto. E, a giudicare dal caos provocato dai cordoli colpevoli di rovinare le delicate gomme Pirelli, non è un’opinione poi così sbagliata.

E in una prova inutile c’è spazio anche per una garetta inutile, quella corsa al sabato, su una pista cambiata rispetto al venerdì, quando le qualifiche avevano premiato il solito Max, e mostrato una Ferrari in forte difficoltà.

La garetta, dicevamo. A qualcosa è servita. A far vincere a Piastri la prima competizione nella massima formula, anche se non si sa che spazio darle nell’albo d’oro, e a fare incoronare matematicamente campione del mondo per la terza volta l’ingiocabile Verstappen. E, si sa, quando le feste si fanno al sabato sera è meglio.

Ma la domenica la gara si fa comunque, e ad aspettare piloti e team c’è un’altra novità: il numero massimo di giri per mescola, atto a proteggere ulteriormente le fragilissime Pirelli. Un problema che Sainz non avrà, perchè la sua Ferrari si rompe ancora prima di cominciare, e la gara se la guarderà dai box.

Allo spegnimento dei semafori, Hamilton, unico dei primi a partire con gomme soft in seconda fila, decide che deve passare a tutti i costi primo alla prima curva. Si porta così all’esterno di Verstappen e Russell, poi chiude come se non ci fosse nessuno, col risultato di toccare il compagno di squadra e di finire insabbiato. Una gara molto promettente per la Mercedes finisce così con un replay di Barcellona 2016.

La gara viene neutralizzata per 4 giri, e alla ripartenza Max tenta di scavare subito un solco fra sè e Piastri,  il quale è seguito da Alonso e Leclerc. 

Al giro 12, Alonso è il primo dei primi a fermarsi ai box. Al giro successivo è il turno di Leclerc e Piastri, con il monegasco che riesce brevemente a stare davanti allo spagnolo. Il loro problema è che, fermandosi così presto, si ritrovano nelle retrovie in mezzo a macchine più lente. 

Al giro 17 Verstappen si deve obbligatoriamente fermare e, quando esce dai box, il suo vantaggio su Piatri è salito a 7 secondi. Al giro 19 Norris passa Leclerc, e si porta in quarta posizione virtuale.

Al giro 25 Piastri si deve obbligatoriamente ri-fermare, con Leclerc e Ocon che lo imitano. Due giri dopo è il turno di Alonso e Gasly. Nel frattempo, Russell, risalito dall’ultima alla terza posizione, vola con pista libera davanti. 

Norris ritorna in pista davanti ad Alonso dopo la sua sosta, e guadagna così virtualmente il podio. Al giro 33 Alonso commette un errore e perde diverse posizioni. 

Al giro 35 Verstappen effettua la sua seconda sosta, e il vantaggio su Piastri è ancora di 7 secondi, con Norris che sta raggiungendo il compagno di squadra a suon di giri veloci.

Al giro 43, Piastri effettua la sua ultima sosta. Rientra anche Leclerc, mentre al giro successivo rientra Norris, che esce di pochi metri dietro al suo compagno di squadra. Ma ci pensa il box McLaren a togliere ogni velleità di battaglia all’inglese, comunicandogli l’ordine di mantenere le posizioni che, ovviamente, provoca una richiesta di spiegazioni. 

L’ultima sosta per Verstappen arriva a 6 giri dalla fine. La fermata è più lenta del solito, e quando esce dai box Max ha meno di 4 secondi di vantaggio su Piastri. Ma, ovviamente, non c’è alcuna battaglia, e la gara finisce con l’ennesima vittoria dell’olandese, davanti alle ottime McLaren di Oscar e Norris. Seguono Russell, che avrà tanto da recriminare, Leclerc che ha salvato il salvabile, Alonso, e il resto della classifica ve lo leggerete fra qualche ora perchè al momento di scrivere fra le varie penalità non ci si capisce nulla.

Fra due settimane la F1 farà tappa ad Austin, Verstappen vuole continuare a vincere, difficile che non ci riesca.

P.S. sui track limit rubo il mestiere a Vito e faccio il bastian contrario. Premesso che la ghiaia non può sempre essere la soluzione, per ovvie ragioni di sicurezza, se i piloti non sanno andare al limite senza passare la riga è un problema loro, non di chi traccia le righe in terra. Del resto, anche nello sci saltando le porte si riesce ad andare più veloci, ma non si può. Il mestiere di un pilota è andare più forte possibile rispettando i vincoli della pista, in qualsiasi modo essi vengano definiti, semmai la questione è la tempestività della decisione, che in realtà è risolubile con le opportune tecnologie. Oppure con una bella bandiera nera al primo sgarro. Vedrete che i piloti tengono le ruote ben dentro la pista.

P.S. 2 permettetemi una menzione per Perez e Ocon. Quello della garetta sarà stato anche un incidente di gara, una sfortunata coincidenza, ma non è un caso che dove c’è da ridere ci sono sempre loro due. 

P.S. 3 sempre parlando di Perez, il suo rendimento continua ad essere imbarazzante. E’ chiaro che è un pilota distrutto e, se è vera la teoria di quelli della Red Bull che la RB19 sia semplicemente una buona macchina, c’è da chiedersi come possano fare a vincere, l’anno prossimo, il mondiale costruttori contro, per ipotesi, ad una McLaren che ha raggiunto le stesse prestazioni, e che è guidata da due giovani affamati che si sono dimostrati in grado di arrivare costantemente sul podio.

P.S. 4 I valori che la Pirelli trasmette (non da oggi) tramite la F1 sono:
1) Vinciamo perchè siamo da soli
2) Le nostre gomme dopo pochi giri vanno regolarmente in pappa
3) Le nostre gomme si rompono in presenza di certi tipi di cordoli. 
Suppongo che siano valori esattamente contrari a quelli che il marketing vorrebbe trasmettere, ma non ne ho la certezza.

P.S. 5 per chi non lo sapesse, i Razzie award sono il contrario del premio Oscar, che viene consegnato il giorno prima ai peggiori film della stagione.

F1 2023 – GRAN PREMIO DEL QATAR

Finisce il trittico orientale con l’approdo a Losail per il GP del Qatar. Gp che potrebbe e dovrebbe, a meno di imprevisti, vedere Max Verstappen laurearsi campione del mondo per la terza volta consecutiva. Mancano la miseria di tre punti sul compagno di squadra Perez e a Max basterebbe addirittura un sesto posto nella sprint race. Campione del mondo nella garetta del sabato, non il massimo ma questo passa il convento.

immagine da funoanalisitecnica.com

Losail si presenta come una pista in cui in tanti, a partire dalla McLaren, dovranno verificare i progressi visti a Suzuka. Pista con molti curvoni veloci in appoggio e con una media sul giro intorno ai 240 km/h sembra fatta apposta per esaltare le doti, manco a dirlo, della RB19 ma anche la MCL60, vista a suo agio a Suzuka, potrebbe beneficiare del layout della pista qatarina.

Guai in vista quindi per Ferrari che non ha avuto chance in Giappone e potrebbe opporre ben poca resistenza anche a Losail. Se a questo aggiungiamo l’asfalto nuovo appena posato, la solita sabbia onnipresente nei primi turni di prove e l’assenza di gare di contorno, il weekend di Losail rischia di essere un bel risiko per tutti i team, complice anche la gara sprint che obbligherà tutti a congelare i setup ottenuti nelle prove del venerdì, quindi con pista ancora con tanto margine di miglioramento.

immagine da alvolante.it

E’ previsto un alto degrado e Pirelli porterà le mescole più dure a disposizione: C1, C2 e C3. Ferrari da questo punto di vista è quella che più dovrà gestire questo aspetto che, nonostante i recenti miglioramenti, rimane un punto debole. L’imprevedibilità della W14 invece potrebbe mettere in crisi il box Mercedes che questa volta avrà davvero poco tempo per definire il corretto setup.

Con una stagione così lunga e un mondiale che sta per essere assegnato sembra incredibile che manchino ancora sei Gp alla fine della stagione. Palese il fatto che da adesso in poi per tutti i team si tratterà di provare quante più soluzioni possibili in vista del 2024, soprattutto per quelli che dovranno recuperare terreno nei confronti della Red Bull. Il tutto sotto la spada di Damocle dei budget cap.

Sarà un problema anche per il management F1 riuscire a tenere alta l’attenzione nei confronti del pubblico. I recenti dati sull’interesse che genera il circus sono in netto calo a partire dal 2021, inizio del dominio Red Bull. Considerando la continuità dei regolamenti tecnici che dovrebbe garantire agli austriaci di dormire sogni relativamente tranquilli fino al 2026, si prospetta un bienno davvero duro per chi deve gestire la popolarità del marchio F1.

D’altronde è logico che, se la politica nei confronti degli appassionati tende a escludere sempre di più i “vecchi ” fan e ad accogliere a braccia aperte i “nuovi”, che sono in maggioranza molto giovani e abituati all’interazione social, ovvero mordi e fuggi e molto precaria in termini di fidelizzazione, in tempi in cui non c’è possibilità di una vera lotta per le gare e i campionati, l’interesse di chi guarda si sposta molto velocemente su altri lidi.

Ma se il problema principale al momento sembra essere quello di impedire l’entrata dell’undicesimo costruttore, reo di togliere 11 milioni di euro di dividendi ai team, allora si capisce chiaramente come tutto il baraccone sia diventato ancora più un’enclave chiusa e autoreferenziale. D’altronde c’è chi ancora prende il 38% degli incassi perchè ormai fa “parte dell’arredamento”…

Andretti sogna l’approdo in F1 e trattandosi di americani non lo fa certo per beneficenza, ma per vincere e cercare di guadagnare. Sarà molto difficile per lui in quanto 8 team su 10 sono contrari, in primis il paladino del “this is no right” Toto Wolff. Tra l’altro l’ingresso del più americano possibile dei team come quello della famiglia Andretti sarebbe un bel boost per l’interesse della F1 in terra USA, da sempre un pò snobbata e considerata il giusto, in ogni caso meno della Nascar per intenderci.

immagine da autoappassionati.it

L’affaire Andretti/Cadillac sembra essere l’ennesimo braccio di ferro tra F1 (Domenicali&team) e FIA dall’altra (Ben Sulayem), due controparti che sono più volte venute allo scontro recentemente. Alla fine è l’ineffabile dr.Marko a darci la spiegazione definitiva sul possibile no ad Andretti: oltre alla perdita di 11 milioni di dollari per ogni team, non c’è posto per un altro team nei già sovraffolati box degli autodromi che ospitano i GP. Semplice no?

*immagine in evidenza da givi.it

Rocco Alessandro

HAMILTON DOMINA IN QATAR. ALONSO TORNA SUL PODIO.

La F1 arriva sul nuovo (per lei) circuito di Losail, in Qatar mentre infuriano le polemiche. La Red Bull accusa la Mercedes di usare un’ala irregolare, le Mercedes chiede alla FIA di indagare sulla difesa di Verstappen in Brasile, ottenendone uno scontato rifiuto.

E così Max e la Red Bull si autoinfliggono una penalità. Fine del Q3, Hamilton saldamente in pole, l’olandese non si sta migliorando. 30 secondi prima che lui passi sul traguardo, Gasly buca una gomma e si ferma in pieno rettilineo. Sventola la doppia bandiera gialla, ma il sistema di avviso sul volante chissà perchè non è attivo. Dal box RB non parte alcuna segnalazione al pilota, e Verstappen non pensa nemmeno per un attimo alla possibiltà di rallentare, nonostante le bandiere sventolate siano ben visibili.

La penalità sembra scontata, e in effetti lo è, ma la FIA ci mette quasi 24 ore a deciderla. E così meno di due ore prima della partenza si viene a sapere che Max dovrà partire dalla settima posizione. Con Perez nemmeno entrato in Q3, e relegato oltre la decima posizione, e Bottas pure lui penalizzato ma di sole 3 posizioni, e, quindi, davanti a Verstappen (per quanto abbiamo visto non essere un gran problema), si preannuncia una domenica difficile per la Red Bull. Ma al fianco di Lewis c’è uno dei loro, Gasly, con il quale Marko dialoga lungamente prima della partenza.

Si spengono i semafori e l’inglese parte benissimo. Il francese non può fare nulla per contendergli la prima posizione, e deve invece difendersi da un arrembante Alonso, che lo supera all’esterno e si prende la seconda posizione. Anche Verstappen parte molto bene e si porta rapidamente in quarta posizione. Mentre, come previsto, Bottas non ha creato alcun problema, avviandosi in modo orribile e ritrovandosi in undicesima posizione.

Al quarto giro Max supera Gasly, e al successivo anche Alonso. Il distacco da Hamilton è di poco più di 4 secondi. I primi due girano oltre due secondi più veloci degli altri, e si contendono il giro più veloce. 

Al giro 12 Norris supera Gasly e si mette alla caccia di Alonso. Al giro successivo è il turno di Perez superare il francese, che si ferma per montare gomme medie. Al giro 16 il messicano supera Lando. Nel frattempo anche Bottas si è svegliato, ed ha rimontato fino alla sesta posizione.

Al giro 18 Verstappen, ormai ad 8 secondi da Hamilton, si ferma per montare gomma dura, mantenendo la seconda posizione. A scanso di equivoci, in Mercedes copiano la strategia Red Bull, e il giro successivo Lewis si ferma e monta anch’egli la gomma dura. 

Alonso, ottimo terzo con gomma soft, fa la sua sosta al giro 25, e riesce a stare davanti a Perez, che si era fermato diversi giri prima. La terza posizione viene ereditata da Bottas, che però non ha ancora fatto la sua sosta.

Il sogno di Nando di tornare sul podio dopo oltre 100 gare sembra finire al giro 30 quando Perez lo supera, non senza difficoltà, e lo stacca facilmente. D’altra parte, vista la differenza di mezzo meccanico, è fin troppo significativo che il quarantenne spagnolo dopo quasi metà gara sia ancora davanti ad una Red Bull. Ma ci sono ancora molti giri da percorrere.

Al giro 33 a Bottas, che non si era ancora fermato, cede la gomma anteriore sinistra. Il finlandese finisce nella ghiaia, ma riesce a rientrare e ad arrivare al box a velocità sostenuta. La sua gara è però compromessa.

Fra i primi due la situazione è relativamente tranquilla. Il distacco oscilla fra i 6 e gli 8 secondi, e la battaglia, ora, è per il punto del giro veloce. E al giro 42 la Red Bull, non avendo più nulla da perdere nè da guadagnare, fa fermare Verstappen per montare la gomma media, subito imitato dal compagno di squadra Perez e, al giro successivo, anche da Hamilton.

Alonso si ritrova così nuovamente al terzo posto, con 13 giri da percorrere e Perez a 20 secondi. Il messicano dovrà superare ben tre avversari prima di arrivare a lui, e fra questi c’è Ocon, al quale Nando chiede di difendersi come un leone per aiutarlo a mantenere un incredibile posto sul podio. Il francese ci prova in tutti i modi a mettere in difficolta Checo, ma la Red Bull è troppo superiore e deve lasciarlo andare.

Al giro 51 prima Norris, poi entrambe le Williams, bucano la gomma anteriore sinistra. Lands e Russell riescono a rientrare ai box, mentre Latifi è costretto a fermarsi lungo la pista. Non vi è però nessuna neutralizzazione, e la gara prosegue per gli ultimi giri, con Alonso che teme il ritorno di Perez, oltre ad una possibile foratura visto che le sue gomme hanno già coperto oltre 25 giri.  Dietro di loro c’è una bella lotta per la quinta posizione con quattro macchine racchiuse in pochi secondi: Ocon, Stroll e le due Ferrari, con Sainz davanti a Leclerc.

Ma al giro 55 viene attivata la Virtual Safety Car per consentire il recupero della macchina di Latifi che non era in una posizione sicura. Verstappen ne approfitta per fermarsi ai box e montare gomma soft per tentare l’attacco al giro veloce, che peraltro è già suo. 

Quando la VSC viene disattivata, manca solo un giro, utile solo a Max per migliorare il giro più veloce.

Finisce così con Hamilton che completa un week-end di dominio e accorcia ulteriormente, portandolo ad 8 punti, il distacco da Verstappen, il quale non ha potuto fare altro che limitare i danni. Al terzo posto un grandissimo Alonso, che si è guadagnato il podio senza l’aiuto di ritiri o situazioni particolari, ma unicamente con il suo talento, che è ancora immenso nonostante i quarant’anni di età. Al quarto posto Perez, che porta a casa punti buoni per la Red Bull, ma che resta inspiegabilmente sempre molto lontano dal compagno di squadra. Al quinto posto Ocon con l’altra Alpine, seguito da Stroll e dalle due Ferrari di Sainz e Leclerc, oggi decisamente sotto tono ma comunque, alla fine, ancora davanti alle Mc Laren. Chiudono la zona punti Norris e Vettel.

Fra due settimane si andrà in Arabia Saudita, sempre che riescano a completare la costruzione della pista. Nel caso vincesse nuovamente Hamilton, e segnasse anche il giro più veloce, i due contendenti si presenterebbero all’ultima gara ad Abu Dhabi a pari punti. Un’eventualità straordinariamente affascinante. Sarebbe bello che si materializzasse senza polemiche o dubbi di regolarità vari ed assortiti, ma c’è da scommettere che non succederà.

* immagine in evidenza dal profilo Twitter @AlpineF1Team