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VERSTAPPEN NON VINCE A BARCELLONA

Ci vuole della costanza a dare battaglia ad uno che, il giorno prima, ha raggiunto 100 pole in carriera e ti ha bastonato nelle ultime due gare nonostante, a parere di tutti, tu abbia la macchina più veloce. Ma Max è Max, il futuro pluricampione del mondo per il quale il tempo stringe, e deve fare presto a riportarsi in pari col lavoro.

E il suo muso è lungo quando, al sabato, perde la pole per soli 36 millesimi. E, per di più, si trova da solo fra le due Mercedes, con il suo compagno Perez qualche fila indietro.

La strada da percorrere verso la prima curva è lunga, e quando si spengono i semafori Verstappen parte a fionda ed entra di forza alla prima curva, mandando largo Hamilton e prendendosi la prima posizione. Dietro, Leclerc, partito anch’egli molto bene, svernicia all’esterno Bottas e si porta in terza posizione.

I primi 8 giri trascorrono tranquillamente, coi primi quattro ben distanziati, poi l’AlphaTauri di Tsunoda si ammutolisce all’esterno di curva 10, ed è necessario l’intervento della Safety Car. Fra i primi dieci, nessuno si ferma, è troppo presto.

Alla ripartenza, Hamilton non ne approfitta, e nulla cambia per diversi giri. Barcellona è un circuito dove notoriamente non si sorpassa, e chi segue non riesce a stare vicino a sufficienza a chi ha davanti per poterlo superare grazie al DRS sul rettilineo principale. Così si vedono le due Mercedes scivolare tantissimo dietro a Verstappen e Leclerc, senza riuscire ad attaccarli.

Dietro ai primi quattro, Ricciardo tiene a distanza Perez, e Ocon tiene a bada Sainz.

Al giro 24 si ferma Bottas, che tenta così l’undercut su Leclerc, il quale però non rientra. Il giro dopo è invece la volta di Verstappen il cui pit-stop è però molto lento, e si ritrova pure nel traffico. Hamilton però decide di non fermarsi. Se l’avesse fatto, si sarebbe trovato davanti. E, infatti, quando si ferma al giro 29 ha già accumulato 5 secondi di distacco. Contemporaneamente anche Leclerc effettua il suo pit-stop, perdendo così la terza posizione a favore di Bottas. La sosta ritardata è costata a ferrarista oltre 10 secondi, ma gli consente, in teoria, di terminare la gara senza ulteriori soste.

Lewis con gomme nuove inizia a martellare e recupera velocemente i 5 secondi accumulati con la sosta ritardata. Al giro 34, l’inglese è già in zona DRS, ma Max riesce a non farlo mai a sufficienza per tentare l’attacco.

In Mercedes si rendono conto che passare in pista è impossibile, e al giro 43 fermano Hamilton. In Red Bull non coprono la mossa, e in un solo giro l’inglese è virtualmente davanti all’olandese. Mancano 21 tornate alla fine, e a quest’ultimo non resta che arrivare in fondo e sperare di non essere raggiunto.

Ma a 11 giri dalla fine, con Lewis a 11 secondi, Max inizia a lamentarsi di non avere più gomme. E non è un bluff, come quelli che è abituato a fare il suo avversario. 

Si ferma Bottas, e rientra in pista 4 secondi dietro a Leclerc, che non si dovrebbe più fermarsi. Ma con la gomma nuova impiega solo due giri a riprendersi la terza posizione.

A 8 giri dalla fine, il distacco fra i primi due è sceso a 3 secondi, e Hamilton dice al suo ingegnere che non avrà più gomme alla fine. Bono lo prende sul serio e gli risponde che forse il suo avversario sarà messo peggio.

E dopo solo due giri arriva inesorabile il sorpasso, al primo tentativo, con Verstappen che prova a zigzagare inutilmente, solo per vedersi passare a palla l’inglese sulla sinistra. E così non gli resta che fermarsi per montare un treno di soft nuove per tentare di prendere almeno il punto del giro veloce. Cosa che puntualmente riesce a fare.

La gara finisce con la replica del podio di domenica scorsa. Così come una replica sono la lezione inflitta da Hamilton a Verstappen, e la totale incapacità di Bottas di partecipare al duello per la vittoria.

Al quarto posto un ottimo Leclerc, capace di tenere la Ferrari davanti ad una Red Bull in condizioni normali. Quinto Perez, che somiglia sempre di più a chi l’ha preceduto su quel sedile, con la differenza che lui almeno porta un po’ di soldi. Sesto Ricciardo, finalmente davanti a Norris, poi Sainz, un po’ opaco sul circuito di casa, Norris, altrettanto opaco, Ocon e Gasly a chiudere la zona punti.

Ancora poca gloria per Aston Martin e Alfa Romeo. Da segnalare la pessima gara di Alonso, seguito in classifica dalle sole Haas. 

Premio speciale “Yuji Ide” per Mazepin, arrivato ultimo ad una vita dal compagno di squadra Schumacher.

Premio speciale “gommista Pirelli del secolo” per l’Alfa Romeo, per avere provato a montare una gomma sgonfia a Giovinazzi.

Prossima fermata: Montecarlo. Una gara atipica, ma c’è da scommettere che atipico non sarà il risultato.

P.S. qualche giorno fa ci si chiedeva se il mondiale 2021 sarebbe stato combattuto fino alla fine o meno. Chi scrive, dopo avere visto la gara di oggi, non ha più alcun dubbio in proposito.

P.S. 2 vedere 66 giri combattuti sul filo dei secondi è molto divertente. Vedere le macchine stare una dietro l’altra senza possibilità di avvicinarsi, e i sorpassi dovuti solamente a DRS o differenza di gomme (prime curve a parte) molto meno. A chi dice che anche negli anni ’80 le gare erano poco combattute, rispondo che all’epoca almeno i sorpassi erano sorpassi, ora no. Spero vivamente che chi ha scritto il regolamento 2022 non abbia sbagliato qualche calcolo.

P.S. 3: a guardare la SF21 c’è da chiedersi come possa essere stata progettata dagli stessi che hanno disegnato la disgraziata SF1000. E vien da pensare che in Ferrari siano bravissimi a tenere i segreti e ad espiare le proprie colpe, qualsiasi esse siano. Magari un giorno sapremo.

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F1 2021 – GRAN PREMIO DI SPAGNA

Primo back to back della stagione 2021, il circus prende armi e bagagli per trasferirsi da Portimao al circuito del Montmelò per uno degli appuntamenti ormai classici del mondiale F1, il Gp di Spagna.

Ed è già tempo di verifiche più o meno definitive per tutti: pista da sempre giudicata come l’esame finale per valutare la bontà prestazionale di una monoposto. Se vai bene quì, te la giochi, se vai male, la stagione diventa una via crucis.

Ma i verdetti non sono riservati solo alle monoposto ma anche a team e piloti. Mercedes e Hamilton hanno dato una grande dimostrazione di forza, compattezza ed efficacia nei confronti del binomio Red Bull/Verstappen potenzialmente vincente ma che ha davvero commesso troppi errori per poter pensare di abbattere il monolite anglo-tedesco.

immagine da italy24news.com

Marko può sbraitare quanto vuole ma Verstappen in gara ha avuto la possibilità di vincere, ha perfino superato Hamilton rendendo ininfluente una qualifica non ottimale, per poi pagare un eccesso di foga, commettere errori e perdere 7 punti nei confronti del pilota inglese.

Niente di drammatico ma il weekend portoghese è esemplificativo delle difficoltà che dovranno fronteggiare Verstappen e soci, in cui bisognerà essere sempre perfetti altrimenti si perde.

Il Montmelò sarà un bel banco di prova per tutti. Oltre alla complessità della pista che mette alla prova ogni aspetto prestazionale delle monoposto, ci sarà anche caldo, una situazione simile al Bahrein.

Ciò comporta un severo esame anche per PU e gestione delle gomme in gara, un mix che potrebbe comportare non poche sorprese in termini di risultato finale.

Mercedes arriva in Spagna consapevole  che, con tutta probabilità, il grosso dei problemi visti nei primi due appuntamenti stagionali sono stati risolti. Resta un punto interrogativo sull’efficienza della PU con temperature alte ma la W12 sembra molto più “leggibile” da parte di team e piloti.

Hamilton è la solita garanzia di successo. Se avrà la possibilità di vincere, quasi sicuramente la sfrutterà. Tocca a Verstappen fare qualcosa in più per arrivare alla vittoria.

Proprio questo sembra essere il problema dell’olandese: riuscire ad essere perfetto per tutto il weekend senza sbagliare nulla. Sarà interessante capire se riuscirà a fare quel passo in più che gli consentirà di diventare infallibile nel lungo periodo di una stagione che sarà lunghissima. Le premesse non sono delle migliori, si nota già una certa “ansia da prestazione” da parte dell’olandese, aspetto che la squadra e soprattutto Marko non aiutano a mitigare.

Ferrari arriva con le orecchie basse dopo una gara a Portimao ben al di sotto delle attese. La SF21 continua a “mangiarsi” le gomme in gara e il caldo non migliora certo la situazione. Inutile quindi essere dei draghi al sabato per poi diventare dei gamberi alla domenica.

immagine da motorbox.com

La sfida per gli ingegneri sarà proprio risolvere questo problema altrimenti la sfida con McLaren per il terzo posto nel mondiale finirà presto e male.

Proprio la McLaren a Portimao è risorta dalle ceneri di una qualifica piuttosto mediocre con una gara che ne conferma la solidità quando c’è da fare punti. Norris sugli scudi ma anche Ricciardo comincia a dare segni di risveglio per cui il futuro per loro sembra essere sempre più roseo.

Le altre due contendenti escono con le ossa piuttosto rotte e bisognose di un riscatto immediato. Aston Martin e Alpha Tauri hanno deluso in Portogallo sia in qualifica che in gara. Il circuito del Montmelò sarà per loro un test per capire se si è smarrita la strada e in che direzione andare per uscire da un brutto momento.

immagine da motorinwes24.com

Alpine invece deve capire se muterà nuovamente nel brutto anatroccolo delle prime due gare dopo la gara da cigno di Portimao. Sia Ocon che Alonso hanno fatto vedere cose egregie rispettivamente in qualifica e in gara, mettendosi dietro avversari ben più accreditati alla vigilia.

I problemi in galleria del vento in fase di sviluppo ne hanno rallentato la crescita ma i francesi sono molto ottimisti sul miglioramento a medio termine della monoposto.

Per Alfa Romeo, Williams e Haas vale la regola del “less is more”, in termini di errori in pista. Questo vale a maggiore ragione per l’ex Sauber, mortificata da uno scontro fratricida tra Raikkonen e Giovinazzi che ha ricordato il “gemello scarso” di quando il finlandese correva per Ferrari.

Anche la Williams deve cercare di non essere soltanto una monoposto buona per il sabato (almeno con Russell) e inconsistente la domenica. E magari cercare di non arrivare anche dietro alle Haas (a almeno a una delle due).

Haas che continua la sua scuola di apprendistato per i propri giovanissimi piloti, uno tedesco di grande lignaggio che cerca di imparare a condurre la gara perfetta, uno russo che cerca invece di imparare il testacoda perfetto.

Pirelli porterà le stesse mescole viste a Portimao e sarà quindi interessante fare un confronto prestativo tra i due weekend di gara. L’usura  degli pneumatici e le temperature dell’asfalto saranno il fattore chiave per il risultato finale.

Il circuito del Montmelò è da qualche anno terreno di caccia esclusivo per la Mercedes. Se Hamilton dovesse infilare la seconda vittora consecutiva del 2021 si metterebbe male per Verstappen e Red Bull dal punto di vista psicologico. Intanto gli animi sono già caldi, con Marko che continua a vedere i track limits come fumo negli occhi e Wolff che neanche tanto tra le righe gli sta dando del paranoico (“Marko vede cospirazioni ovunque”).

L’augurio è quello di vedere una gara incerta e che magari riporti in parità la sfida tra Hamilton e Verstappen. Al momento Hamilton sa già come essere perfetto, Verstappen deve necessariamente imparare ad esserlo.

*immagine in evidenza da tuttomotoriweb.com

Rocco Alessandro

 

 

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IL PROF. HAMILTON DA’ UNA LEZIONE A VERSTAPPEN A PORTIMAO

E per fortuna che le Mercedes dovevano essere penalizzate dal taglio del fondo. Sono bastate tre gare, e anche Bottas è stato in grado di fare la pole in quel di Portimao. Anzi, in qualifica le due frecce d’argento si piazzano in prima fila relegando un arrabbiatissimo Max in terza posizione. 

E quando si spengono i semafori, il finlandese sfila alla prima curva davanti ad Hamilton e Verstappen, mentre Sainz riesce a guadagnare la quarta posizione ai danni di Perez. Ocon e Norris danno vita ad un bel duello con l’inglese che la spunta. Al primo passaggio sul traguardo, Raikkonen prende la scia di Giovinazzi ma, distratto da alcune regolazioni sul volante, sbaglia la misura e distrugge l’ala anteriore contro la gomma posteriore sinistra del compagno di squadra. Esce così la Safety Car per consentire la ripulitura del rettilineo di partenza dai detriti.

Alla ripartenza, Bottas scatta a razzo, Hamilton si distrae e si fa superare da Verstappen. Peggio fa Sainz, che perde due posizioni a favore di Norris e Perez, mentre Leclerc supera Ocon e si accoda al compagno di squadre.

I primi 3 viaggiano vicinissimi, con Verstappen incollato agli scarichi di Bottas. L’olandese commette però un errore, e offre il DRS ad Hamilton, il quale ne approfitta subito e lo passa di forza, facendosi poi subito sotto la compagno di squadra, cui tocca analoga sorte al giro 20. Lewis lo stacca immediatamente, lasciandolo in balia di Max, il quale, a questo punto deve sbrigarsi se non vuole perdere contatto con l’inglese. Ma il DRS non è sufficiente con una Mercedes, e l’olandese vede impotente il rivale andarsene.

Non succede niente fino al giro 36, quando Verstappen rompe gli indugi e si ferma per montare la mescola più dura, che sembra funzionare molto bene. Bottas copre la mossa e rientra al giro successivo, riesce ad uscire davanti a Max ma, con la gomma più fredda, non può resistere alla furia dell’olandese che lo supera dopo poche curve. 

Si ferma anche Hamilton, che riesce a mantenere senza problemi la posizione, e poi inizia a martellare a suon di giri veloci. Lo stesso fa Bottas, che si avvicina così a Verstappen, il quale pare in difficoltà a tenere il ritmo delle due Mercedes. In testa alla gara è rimasto Perez, che non si è ancora fermato e che il team insiste a mantenere in pista nella speranza che dia un po’ fastidio ad Hamilton. Il quale però lo raggiunge e lo passa immediatamente, invocando le bandiere blu senza rendersi conto che in realtà Checo è nello stesso giro. Visto che l’ingegnoso piano della Red Bull è fallito, il messicano viene fatto fermare immediatamente per montare gomme soft.

Quando mancano 10 giri alla fine, Verstappen è a 5 secondi da Hamilton, e Bottas ha un analogo distacco da Max. La lotta per il podio è finita, e a quel punto Mercedes e Red Bull provano a prendersi il punto del giro veloce, facendo fermare rispettivamente il finlandese e l’olandese per un time attack finale, che consentirà al primo di portare a casa il punto addizionale.

Finisce così con Hamilton vincitore di una gara condotta magistralmente, Verstappen secondo con diverse cose su cui recriminare e riflettere, e Bottas che ha dovuto capitolare con entrambi, per la verità con un po’ di rassegnazione. Quarto Perez, che ha compiuto egregiamente il compitino per il quale è stato assunto.

Quinto Norris, come al solito il primo degli altri, davanti a Leclerc con una Ferrari che può per ora solo combattere per diventare la terza forza ma stando nel secondo gruppo. Settimo Ocon con una Alpine in ripresa, e, a conferma di questo, ottavo si è piazzato Alonso, ritornato quello di una volta e capace di arrivare a ridosso del compagno dopo essere partito molto indietro rispetto a lui. Nono Ricciardo, sempre opaco, e decimo Gasly con una Toro Rosso non in grado di confermare in gara i risultati delle qualifiche.

Fuori dai punti Sainz, autore di una gara poco brillante dopo una buona qualifica. Sempre in ombra Alfa Romeo e Aston Martin. Williams svanita in gara dopo la buona qualifica di Russell, e Haas sempre in target con le ultime due posizioni della classifica.

Fra solo una settimana si corre in Spagna. Si dice che se una macchina va bene al Montemelo va bene dappertutto, e vedremo se l’equilibrio visto nelle prime tre gare fra Red Bull e Mercedes si confermerà, o se una delle due si mostrerà superiore. 

P.S. 
Anche oggi una decisione sul track limit ha influito sulla classifica del campionato. A Verstappen è infatti stato tolto il punto del giro più veloce per via di un’uscita in curva 14. Si tratta sicuramente di una decisione fondata a termini di regolamento, ma quello che lascia perplessi è il numero eccessivamente elevato di questo tipo di decisioni visto nelle prime 3 gare fra sabato e domenica. Come già scritto precedentemente, è auspicabile che questi eventi non diventino il leit motiv delle prossime gare, perchè potrebbero facilmente generare polemiche di cui non c’è bisogno quando a contendersi il campionato sono due campioni del calibro di Hamilton e Verstappen.

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VERSTAPPEN DOMINA AD IMOLA. MA HAMILTON NON MOLLA.

Si torna ad Imola. Dopo pochi mesi da quando questa pista leggendaria è rientrata inaspettatamente nel calendario “grazie” alla pandemia. Ma, stavolta, sarà la seconda gara in calendario, e sarà anche il luogo dove le prestazioni della prima uscita in Bahrain verranno confermate o smentite.

E le qualifiche hanno sostanzialmente dato conferme. La Mercedes ha ritrovato la competitività che sembrava persa nei test, la Red Bull è praticamente alla pari, e la Ferrari si può giocare con la McLaren il ruolo di terza forza, niente male per un team che, lo scorso anno, era letteralmente sprofondato nella parte bassa dello schieramento.

Un’ora prima della partenza Giove Pluvio ci mette del suo per rendere la faccenda divertente, e apre i rubinetti, ma solo dalla variante del tamburello in giù.
I giri di schieramento sono così abbastanza complicati, e a farne le spese è Alonso che va dritto alla Tosa e rompe l’ala.

La pioggia inizia a cadere anche sul rettilineo di partenza, e tutti quelli delle prime file scelgono gomme intermedie, tranne Gasly.

Durante il giro di schieramento, Leclerc decide di imitare quanto fece Prost nel 1991, solo qualche curva prima, uscendo alle Acque Minerali. Per sua fortuna, l’esito è differente, e riesce a riprendere subito la pista e a riguadagnare la sua quarta posizione, senza che che questo errore influenzi la sua gara.

Allo spegnersi dei semafori, Hamilton parte male e Verstappen lo affianca, tenendo poi duro al Tamburello e mandandolo sul cordolo interno. Fortunatamente per lui, l’inglese danneggia solo un’appendice dell’ala, ma il messaggio è ricevuto, e se ne ricorderà più avanti.

Poco dopo Latifi distrugge l’auto con una manovra assurda di rientro in pista, coinvolgendo l’incolpevole (questa volta) Mazepin. Nel frattempo, Leclerc si porta in terza posizione superando Perez.

Inevitabile l’uscita della SC, mentre continua a piovere, con intensità ancora più forte. 

L’auto di Latifi viene rimossa, ma nel frattempo Mick Schumacher va a muro sul rettilineo principale scaldando le gomme, e seminando detriti all’uscita del box, e la neutralizzazione si prolunga.  Pure Perez esce di pista, ma riprende la sua posizione, e verrà successivamente penalizzato per questo.

La gara riparte e Lewis attacca subito Verstappen all’ingresso del Tamburello, ma, memore della partenza, molto intelligentemente non insiste. Leclerc si fa minaccioso sull’inglese, mentre Verstappen dopo solo un giro ha già 3 secondi di vantaggio.

Dietro, Norris, Gasly e Sainz ingaggiano una bella lotta, con Lando che riesce ad avere la meglio e si butta all’inseguimento del compagno di squadra Ricciardo, in quinta posizione. I due viaggeranno appaiati per una decina di giri, fino a quando Norris non si lamenterà e la squadra chiederà, col senno di poi molto intelligentemente, di scambiare le posizioni.

Davanti, Verstappen e Hamilton fanno il vuoto, staccando rapidamente Leclerc e viaggiando separati di qualche secondo.

Al giro 19 la pista è già asciutta in traiettoria, e non è più prevista pioggia. Il primo a montare gomme slick è Vettel al 22° giro.

Leclerc inizia a girare velocissimo, guadagnando 2 secondi al giro su Verstappen. Ma, soprattutto, Hamilton guadagna visibilmente sull’olandese, che, molto preoccupato, entra ai box per montare le slick seguito, al giro dopo, dall’inglese, che però subisce un pit-stop lento e non riesce a mantenere la prima posizione. Si fermano anche Leclerc e Perez, che sconta i 10 secondi di penalità.

Al giro 31 il colpo di scena: Hamilton va dritto alla Tosa a causa di un doppiato che gli lascia strada rimanendo nella traiettoria asciutta. Lewis, nella fretta sdoppiarsi, mette le ruote sul bagnato e finisce contro le barriere rompendo l’ala. Ma subito dopo Bottas e Russel sono protagonisti di un violento incidente al Tamburello. Il finlandese fino a quel momento autore di una gara pessima, arrivando ad essere doppiato dal compagno di squadra, viene attaccato e affiancato da Russell prima della variante, e si difende mantenendo la traiettoria. L’inglese allarga troppo e finisce sull’erba con effetti disastrosi per entrambi.

Gara sospesa per ripulire la pista, e i doppiati, fra i quali Hamilton, hanno così la possibilità di riportarsi in pari con gli altri. 

Si riparte con quasi metà gara da fare. Alla Rivazza, subito prima della bandiera verde, Verstappen quasi si gira ma non perde la prima posizione, mentre Norris con gomma soft brucia Leclerc che monta la media e si butta all’insegumento di Max.

Perez, buon quarto, rovina tutto girandosi alla Villeneuve e ripartendo ultimo. E così le due Ferrari sono terza e quarta.

Verstappen si allontana velocemente, mentre Hamilton inizia la sua rimonta dall’ottava posizione, sbarazzandosi di Stroll e andando poi alla caccia di Ricciardo, che raggiunge e supera senza difficoltà al primo tentativo. 

Al giro 48 inizia la lotta a quattro per la seconda posizione, con Norris, Leclerc, Sainz ed Hamilton racchiusi in pochi secondi.

Lewis attacca Carlos grazie al DRS, ma lo spagnolo tiene duro e non si fa passare. Riuscirà però al giro successivo, mentre servirà qualche giro in più per passare Leclerc e poi Norris, sempre grazie al dispositivo di riduzione del drag, senza il quale, in effetti, su questo circuito il sorpasso sarebbe impossibile, 

La gara finisce con Verstappen primo indisturbato, e Hamilton secondo e autore del giro più veloce, togliendo così a Max la soddisfazione di guidare il mondiale per la prima volta nella sua carriera. Terzo un bravissimo Norris, davanti a Leclerc e Sainz con una Ferrari che conferma il grande passo in avanti rispetto allo scorso anno. Sesto Ricciardo, anche oggi decisamente inferiore al compagno di squadra. Settimo Stroll, che ha surclassato Vettel. Ottavo Gasly, con una Alpha Tauri molto sotto le aspettative. Nono Raikkonen, sotto investigazione per avere recuperato la posizione dopo un testacoda prima della ripartenza, e decimo Ocon, di poco davanti ad Alonso, undicesimo e a Perez, che ha rovinato la buona prestazione in qualifica con una serie di errori poco comprensibili vista la sua esperienza.

Le prime due gare hanno confermato l’impressione avuta dai test, e cioè che il campionato sarà molto interessante. Hamilton e Verstappen sono decisamente superiori rispetto a tutti gli altri, ma dietro di loro i valori sono molto livellati, come hanno dimostrato le qualifiche. E’ quasi un peccato che dopo avere atteso per anni un po’ di equilibrio, questo arrivi proprio l’anno precedente il grande cambiamento. Per ora godiamoci il 2021, con in arrivo un altro bellissimo circuito, Portimao, e ci sarà nuovamente da divertirsi.

P.S. anche in questi giorni abbiamo visto il regolamento applicato un po’ a fantasia, con episodi simili fra loro sanzionati in modo completamente diverso. Speriamo solo che, vista la lotta per il campionato che si prospetta, i giudici della FIA si chiariscano un po’ le idee su come comportarsi, affinchè non si debba continuare a parlare di penalità applicate o non applicate.

P.S. 2 speriamo proprio di rivedere Imola, col pubblico, anche il prossimo anno. Con il CEO della Formula 1 imolese, sarebbe il minimo…

P.S. 3 sul botto fra Bottas e Russell, difficile trovare una responsabilità chiara, ma ricordiamoci che c’era una Williams che stava sverniciando una Mercedes.

 

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HAMILTON SENZA LIMITI IN BAHRAIN. E VERSTAPPEN PRENDE UNA LEZIONE.

Test dominati. Prove libere dominate. Qualifica dominata. GP dominato.
Così il pilota più pronosticato come futuro campione del mondo che la Formula 1 abbia mai conosciuto si è presentato alla stagione 2021. La sua settima. Quella che lo deve consacrare, altrimenti rischia di passare alla storia come una delle tante promesse non mantenute. E questo non è possibile se il tuo nome è Max Verstappen.

Il taglio dei costi ha portato a mantenere i telai del 2020, ma c’è stato anche un taglio del fondo. Che ha costretto le squadre a presentare macchine di fatto nuove, con buona pace del sistema a gettoni e del budget cap. E così, come sempre succede quando si cambia qualcosa nelle regole che disciplinano l’aerodinamica, qualcuno capisce meglio degli altri. E qualcun altro si perde. O, almeno, così sembra.

Dai test era parso evidente che fra quelli che avevano capito qualcosa di più c’erano Red Bull e, udite udite, Ferrari, mentre la Mercedes era parsa in difficoltà, con Hamilton stranamente autore di un numero elevato di testacoda.

E le qualifiche hanno confermato che le ex frecce d’argento non sono più su un altro pianeta, venendo staccate di quasi mezzo secondo dall’olandese volante. Ma sono sempre 2 contro 1, perchè al quarto posto anzichè Perez si presenta Leclerc, autore della solita qualifica monstre  a pochi centesimi dalla seconda Mercedes.

E la gara di Perez si complica ancora prima di cominciare, con l’auto che si spegne durante il giro di ricognizione. La partenza viene fermata, e il messicano riesce a ripartire ma si piazza per prendere lo start dai box, mentre i colleghi fanno un altro giro di formazione.

Quando finalmente si parte, Verstappen tiene la posizione su Hamilton, mentre Leclerc supera Bottas. Nel frattempo in curva 3 c’è la ormai rituale demolizione di una Haas, questa volta ad opera di Mazepin e, per fortuna, con esiti molto meno nefasti per auto e pilota. Inevitabile l’uscita della Safety Car.

Si riparte con i primi tre ingaggiati in lotta fra loro. Dietro Gasly rompe l’ala, ed esce la VSC per pulire la pista. Si riparte dopo un altro giro lento, con Bottas che approfitta del DRS per superare Leclerc, il quale riesce a tenere il passo del finandese per qualche curva, ma poi deve arrendersi alla superiorità della Mercedes.

Qualche giro dopo è il turno di Norris superare Charles, che è già in evidente difficoltà con le gomme.

Alonso è il primo a fermarsi al giro 12 per montare le medie. Al giro successivo è la volta di Norris e Leclerc, che rientrano poco davanti a Nando.

Hamilton spiazza la Red Bull anticipando il pit-stop per montare gomme dure. Verstappen decide di non imitarlo, perchè diversamente avrebbe perso la posizione sull’inglese, che con gomma nuova vola. Si fermerà al giro 18, e rientrerà ben dietro a Lewis, e, montando nuovamente gomma media, dovrà rientrare ai box un’altra volta. 

A metà gara, l’olandese si riporta sotto ad Hamilton, con quest’ultimo che si lamenta via radio di non riuscire ad andare più veloce. Per questo, decide di fermarsi per prevenire un possibile undercut, e montare ancora gomme dure. Si ferma anche Bottas, che perde 8 secondi per una gomma rimasta. incastrata.

Verstappen non segue la strategia di Hamilton, il quale, nel frattempo, sceglie traiettorie tutte sue in curva 4, esibendosi in tagli magistrali, che sollevano le ovvie proteste di Max. La direzione gara prima fa sapere che i “track limits” non valgono per la domenica, poi si ricrede e richiama l’inglese, il quale ovviamente protesta a sua volta.

L’olandese si ferma poi al giro 40 per montare, con un pit-stop velocissimo, gomme dure nuove. Con 16 giri da fare, inizia la caccia, che si concluderà a 5 giri dalla fine quando Lewis va largo in una curva e si troverà Max a meno di 1 sec. Il quale, con una manovra aggressiva, lo supera in curva 4, ma esce largo, e il box gli chiede di restituire la posizione per prevenire un’eventuale (possibile, non certa) penalità. Ma non ci sarà un’altra occasione, e Hamilton si porta a casa la prima vittoria dell’anno.

Il podio è ovviamente completato dal solito Bottas, mai in gara, seguito a distanza da Norris, con una Mc Laren che si conferma terza forza del mondiale. Al quinto posto Perez, rimontato dall’ultima posizione, cosa ormai abituale per lui in Bahrain. Sesto Leclerc, il massimo possibile con questa Ferrari, ma comunque sempre meglio dello scorso anno. Seguono Ricciardo e Sainz, entrambi interessati a conoscere le loro nuove auto, più che al risultato finale. Nono il debuttante Tsunoda, che conferma così tutto il buono che si dice di lui. Decimo Stroll con un’Aston Martin che è l’ombra della Racing Point della fine della scorsa stagione.

Risultato sotto le aspettative per l’Alfa Romeo, fuori dai punti dopo che Raikkonen aveva navigato nei primi 10 per buona parte della gara. 

Notte fonda per Alpine, dopo un buon inizio di Alonso, ritiratosi a metà gara quando era già precipitato in classifica, e, come ampiamente previsto, per Williams e Haas.

Infine, un pensiero per Sebastian Vettel. Peggio di così la sua avventura post-Ferrari non poteva cominciare. Fuori in Q1, penalizzato per mancato rispetto delle bandiere gialle, sempre nelle retrovie in gara e, dulcis in fundo, una tamponata da principiante ad Ocon per la quale ha chiamato in causa un inesistente cambio di linea da parte del francese. L’idea di rimanere a casa con la famiglia, se mai l’avesse avuta, non sarebbe stata sbagliata.

La prima gara è solo la prima gara. Ma se tanto ci dà tanto, a giudicare dal recupero fatto dalla Mercedes fra i test e la gara vera, c’è da credere che assisteremo ad una ripetizione delle stagioni 2017 e 2018 con una macchina blu al posto di quella rossa. Ma con una importante differenza, che potrebbe farci divertire un po’ di più: il pilota che la guida.

Appuntamento nella nostra Imola fra 3 settimane.

P.S. abbiamo visto Hamilton tagliare molto di più di quanto abbia fatto Max in occasione del sorpasso. La scelta di Red Bull di non rischiare una penalità, per poi avere una seconda occasione, è stata molto intelligente, così come la scelta di Max di ubbidire. Resta il fatto che l’interpretazione dei track limits per come è stata fatta oggi equivale più o meno a posizionare, in una gara di sci, i pali in modo diverso a seconda di chi scende, o, meglio, del momento in cui scende. E’, ovviamente, inaccettabile.

P.S. 2. Vorrei che fosse chiaro che quella del P.S. precedente non è un’adombrare un qualche favoritismo nei confronti di Lewis, ma semplicemente il rimarcare il fatto che i limiti della pista sono limiti della pista e vanno rispettati sempre, non a seconda del giorno o, ancora peggio, del momento della gara. Poi ognuno la legga come vuole e si faccia la propria idea.

* Immagine in evidenza da Twitter

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