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F1 2020 – GRAN PREMIO DEL PORTOGALLO

Se è vero (va beh, diciamo che dipende dai punti di vista) che lo spettacolo di questa F1 2020 latita parecchio in pista, fanno da contraltare i nuovi circuiti entrati in questo calendario piuttosto atipico.

Dopo lo splendido Mugello e il ritorno del nuovo Nurburgring ora tocca al circuito di Portimao testare la capacità di apprendimento di piloti e team.

Come il Mugello, il circuito portoghese si caratterizza per sezioni in pendenza, scollinamenti e curve cieche che dovrebbero renderlo particolarmente gustoso per i piloti e particolarmente complicato per tecnici e ingegneri al fine di trovare il setup giusto tra parti veloci e le quelle in cui servirà tanto carico aerodinamico e meccanico.

immagine da f1ingenerale.com

In molti lo hanno già definito “old school”, sperando che le vie di fuga parzialmente asfaltate e il carico aerodinamico mostruoso delle monoposto non ne mortifichino troppo la difficoltà di trovare il limite.

Si torna in pista dopo due settimane dal Gp dell’Eifel che ha sancito, se mai ce ne fosse stato bisogno, la definitiva fuga e ipoteca di Hamilton nella corsa al suo settimo titolo iridato. Ora i punti su Bottas sono 69 a sei gare dal termine. Il dado è ormai tratto e si tratta di capire solo con quante gare di anticipo l’inglese chiuderà definitivamente la pratica.

L’unico cruccio di Hamilton potranno essere solo eventuali (e, trattandosi di Mercedes, alquanto remoti) problemi di affidabilità della sua W11.

Cruccio, se così si può definire, è ancora la questione rinnovo del contratto per l’inglese. Ultime notizie danno il tutto in stand-by perchè “non c’è tempo per sederci e parlarne”. Giustificazione che sembra un pò buttata là, ma che non riesce a nascondere il fatto che tra il pilota e la dirigenza Mercedes ci deve essere qualche problema, non ultimo il fatto che anche Wolff è attualmente in scadenza e che Mercedes voglia ridurre gli investimenti nel settore F1, con potenziali ricadute sulla competitività della monoposto. Impossibile pensare che Hamilton lasci la Mercedes a fine 2020, ma apre la porta ad uno scenario in cui non rinnovi per più di un anno, con le conseguenze del caso in vista del 2022.

immagine da formula1news.co.uk

Anche in casa Red Bull ci sono manovre in atto e non solo quelle relative alla ricerca di un nuovo fornitore di PU a partire dal 2022. Si fanno sempre più insistenti le voci di un appiedamento di Albon a fine stagione. Il thailandese, ovviamente triturato da Verstappen, sta però deludendo anche come secondo pilota e il buon Marko ha già espresso la volontà di una “eventuale” sostituzione con Perez o Hulkenberg. Con l’ombra di uno Tsunoda già promesso all’Alpha Tauri.

Il mercato piloti è caldo anche per quanto riguarda la Haas. Sulla squadra statunitense si allunga l’ombra di Mazepin sr. che potrebbe portare capitali importanti e, ovviamente, il figlio Nikita su uno dei sedili disponibili. Entrambi gli attuali piloti faranno le valigie (i fornitori di carbonio per i telai sono già in depressione), con possibili new entry di giovani legati alla Ferrari Academy, tra cui ovviamente Mick Schumacher (in ballo anche per un sedile in Alfa Romeo), Shwartzman oltre ai già citati Sergio Perez e Hulkenberg.

immagine da ravenol-direct.uk

Altro pilota insospettabilmente sulla graticola è George Russel e il motivo è sempre quello: soldi. A differenza di Latifi (già sicuro per il 2021) e Perez (obbiettivo della nuova proprietà Williams), l’inglese non può contare su appoggi economici comparabili e potrebbe essere messo da parte. Per un 2021 al palo, il 2022 potrebbe essere favoloso. Il suo sponsor “umano” è pesante, Toto Wolff, fattore che potrebbe spingerlo più velocemente del previsto sul sedile di una delle Mercedes, considerando che sia Hamilton che Bottas non hanno un contratto per il 2022.

Che l’interesse dei team sia già puntato al 2021 lo dice il fatto che Mercedes ha interrotto da un pò gli aggiornamenti della W11 per concentrare risorse e uomini per la monoposto dell’anno prossimo.

Anche Ferrari si sta mettendo avanti coi lavori, avendo già passato il crash test addirittura per la monoposto del 2022. Per l’anno in corso, ufficialmente continuano gli aggiornamenti anche in vista della stagione 2021 mentre il responsabile dei telaisti Resta ha dichiarato che i token a disposizione per gli aggiornamenti saranno concentrati sulle modifiche al retrotreno della futura monoposto, area secondo Resta in cui è maggiore la possibilità di ridurre il gap prestazionale nei confronti di Mercedes e Red Bull.

Il tanto agognato nuovo simulatore invece dovrebbe essere pronto per i primi mesi del 2021, in tempo per sviluppare la monoposto a effetto suolo del 2022.

Molto bolle in pentola in vista del prossimo anno. Ammesso e non concesso che per l’inizio del campionato venturo l’emergenza Covid-19 possa essere solo un ricordo, sono tante le cose che possono ancora cambiare. Vedremo in questi mesi come si metterà all’opera il nuovo CEO Domenicali, il cui imperativo è risolvere la grana legata all’abbandono di Honda e alla richiesta di congelamento delle PU chiesta da Red Bull.

Al momento è più facile che qualche altro team lasci il circus piuttosto che se ne aggiungano altri. Il 2021 dovrebbe essere l’anno di una possibile rinascita, almeno nelle intenzioni, speriamo non diventi l’inizio della fine.

*immagine in evidenza da motorinews24.com

Rocco Alessandro

 

 

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F2 RUSSIA 2020 – PERFECT FROM NOW ON

Il weekend di Sochi si preannunciava il momento pivotale della stagione, lo snodo che avrebbe decretato chi avrebbe continuato a lottare fino alla fine e chi si sarebbe fermato qui. Così è stato – e i nomi che sono usciti vincitori dalla roulette russa sono stati quelli di Mick Schumacher e di Callum Ilott. Ma procediamo con ordine.

[COURTESY OF CORRIEREDELLOSPORT.IT]

Le prime novità del weekend arrivano dal mercato piloti: Nobuharu Matsushita lascia la F2; la MP Motorsport lo rimpiazza con Giuliano Alesi, che lascia il team HWA Racelab, a sua volta sostituito da Jack Hughes, veterano della F3. Le FP si svolgono nel segno di Ghiotto: prima centra il tempo migliore e poi si gira facendo terminare la sessione. Alle sue spalle si collocano i piloti Carlin, seguiti da Christian Lundgaard e da Callum Ilott. Maluccio i piloti Prema, con Schumacher jr 8° e Robert Shwartzman 12°.

[COURTESY OF GAZZETTA.IT]

Lo stato di forma delle Carlin viene confermato anche in qualifica. Yuki Tsunoda conquista la sua terza pole stagionale per 6 millesimi davanti al teammate Jehan Daruvala, che aveva guidato la classifica dall’inizio alla fine. Per l’indiano è comunque il miglior risultato in qualifica di una stagione finora pessima. La seconda fila è appannaggio invece della Ferrari, con Schumacher jr davanti a Ilott (ostacolato dal traffico per buona parte della sessione). Seguono Luca Ghiotto e Christian Lundgaard (idem), mentre Shwartzman conquista solo la settima posizione, che comunque il risultato migliore da Spa. E’ la terza volta che un team di F2 conquista tutta la prima fila (non contando le statistiche della Gp2).

[COURTESY OF F1.COM]

Esaminando la griglia di partenza, tutti e cinque i piloti che possono ancora aspirare al campionato (Tsunoda, Ilott, Schumacher, Lundgaard, Shwartzman) partono nelle prime sette posizioni. Tutti questi piloti sono racchiusi da una ventina di punti, con Tsunoda più attardato. Chi si ritira oggi perde quasi definitivamente il treno per il mondiale. E…

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

…il primo che abbandona la lotta è il danese della ART, coinvolto in un tamponamento a catena in curva 2 che coinvolge anche Roy Nissany, Louis Delétraz, Pedro Piquet, Felipe Drugovich e Juri Vips. Davanti Schumacher jr sorpassa Daruvala al via, mentre Ilott se ne libera dopo la sosta anticipata dell’indiano. Shwartzman finora non brilla nella gara di casa, ma nel primo stint mantiene il contatto col gruppo di testa.

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

Il secondo ad abbandonare la lotta mondiale è però proprio il russo. Durante il primo round di soste Schumacher jr rientra ai box, con preavviso minimo, un giro prima del previsto, proprio la tornata in cui si sarebbe dovuto fermare Shwartzman. Egli non può far altro che attendere; la sua sosta inoltre è lenta e finisce lontano dai primi. Più avanti nella gara terminerà le gomme anzitempo e sarà preda dei piloti partiti con la strategia alternativa – che neanche stavolta ha pagato, principalmente per il tappo di Jack Aitken, bravo a qualificars sesto con la modesta Campos. Finirà fuori dai punti e (verosimilmente) dirà addio al campionato.

[COURTESY OF AUTOSPORT.COM]

Tsunoda sembrava avere la gara in pugno, ma dopo la sosta obbligatoria per montare le dure i suoi tempi crollano e viene passato nello stesso giro sia da Schumacher jr che da Ilott. Il pilota UniVirtuosi si porta addirittura in scia al rivale per il titolo, ma non concretizza l’attacco. Nelle battute conclusive è il suo turno di subire gli pneumatici: nell’arco di pochi giri passa dall’essere in lizza per la vittoria a lottare con Tsunoda (tornato su tempi competitivi) e Ghiotto. Il giapponese lo sorpassa all’ultimo giro, mentre l’italiano arriva al photofinish senza però riuscire a scavalcarlo.

Formula One F1 – Russian Grand Prix – Sochi Autodrom, Sochi, Russia – September 26, 2020 Prema Powerteam’s Mick Schumacher celebrates winning the formula 2 race on the podium Pavel Golovkin/Pool via REUTERS

Schumacher jr con la vittoria estende la leadership su Ilott a 18 punti, 186 contro 168. Tsunoda si riporta vicino a Shwartzman e Lundgaard per la lotta per il terzo posto, con 140 punti contro 145 cadauno. Il campionato sta prendendo una forma ben precisa. L’esordio di Alesi con MP e di Hughes can HWA non sono stati memorabili (anche se quest’ultimo è arrivato a pochi secondi da Shwartzman).

SOCHI, RUSSIA – SEPTEMBER 27: <> during the Formula 2 Championship Sprint Race at Sochi Autodrom on September 27, 2020 in Sochi, Russia. (Photo by Dan Istitene – Formula 1/Formula 1 via Getty Images)

Sulla Sprint Race c’è poco da dire. Guanyu Zhou e Nikita Mazepin occupano la prima fila a causa della reverse grid. Per lo stesso motivo, Ilott parte sesto e Schumacher ottavo. Al via Zhou mantiene la testa, mentre Schumacher dopo l’usuale partenza a razzo si ritrova quarto dietro Aitken. L’inglese va in crisi di gomme dopo pochi chilometri, Schumacher jr lo passa e anche Luca Ghiotto  prova a fare lo stesso ma…

[COURTESY OF FORMULAPASSION.COM]

Qualcosa va storto. Aitken perde il controllo della macchina in curva 3 mentre Ghiotto lo affiancava all’esterno. La Hitech del vicentino decolla e si disintegra dopo uno scontro frontale con le barriere, mentre la Campos si infila all’interno di esse. Ghiotto esce dalla macchina poco prima che venga inglobata dalle fiamme. Meglio non pensare a cosa poteva accadere se la macchina si fosse ribaltata e il pilota fosse stato impossibilitato a uscire a causa dell’Halo e delle barriere.

[COURTESY OF YAHOO.COM]

Aitken probabilmente aveva rimediato una foratura nei metri immediatamente precedenti, per un contatto con Ghiotto o con i cordoli. In ogni caso le barriere sono così danneggiate (l’impatto con Ghiotto ha addirittura spostato il muro di cemento) che il direttore di gara ha reputato impossibile ripristinare la pista in tempo e preferisce interrompere la gara.

[COURTESY OF FORMULAPASSION.COM]

La classifica è quella del giro precedente all’incidente, i punti dimezzati visto che la corsa è durata solo 6 giri. Zhou vince la sua prima gara di F2 dopo tanta sfortuna, Mazepin e Schumacher jr lo accompagnano sul podio. Solo settimo Ilott, preceduto in classifica anche da Aitken e Ghiotto, ma per via dei punteggi ridotti perde solo quattro punti da Schumacher. Tsunoda è sesto, mentre Shwartzman e Lundgaard sono ancora fuori dai punti (da segnalare la rimonta del danese, da 21 a 13).

Formula One F1 – Russian Grand Prix – Sochi Autodrom, Sochi, Russia – September 26, 2020 Prema Powerteam’s Mick Schumacher celebrates winning the formula 2 race on the podium REUTERS/Maxim Shemetov/Pool

Il campionato ha preso la via di Schumacher jr. Continua a non impressionarmi come guida (non ricordo momenti memorabili delle sue gare, a parte le partenze quasi sempre impeccabili) ma devo prendere atto della sua costanza e della sua velocità. Quando Ilott, qualche gara fa, sembrava nella sua stessa situazione (in testa con vantaggio, il più veloce in pista) non avevo molti dubbi che sarebbe incappato in qualche errore che gli avrebbe fatto perdere la leadership, come infatti è accaduto. Schumacher jr invece è stato finora il pilota più solido del campionato. Se conferma nelle ultime gare le qualità messa in mostra finora, il mondiale sarà suo.

[COURTESY OF LIVEGP.IT]

Restano solo due gare, il doppio appuntamento in Bahrain. Ci saranno due mesi di pausa, ciò darà ai piloti il tempo di ripensare alla stagione finora trascorsa e di sistemare quello che è andato storto finora. Schumacher ha 21 punti di vantaggio su Ilott. E’ un punteggio importante, ma ogni weekend può assegnare fino a 48 punti. Come regola generale, se riuscisse a estendere la leadership di una decina di punti in Bahrain-1, può andare in Bahrain-2 con il titolo in tasca. Altrimenti tutto può ancora accadere – soprattutto pensando al layout quasi ovale del secondo appuntamento nel Golfo Persico. Ilott per vincere invece deve essere perfetto d’ora in poi.

Le ottime prestazioni dei principali piloti FDA gli sono valse delle FP1. Schumacher jr correrà con l’Alfa Romeo mentre Ilott con l’Haas al Nurburgring, mentre Shwartzman (che negli ultimi tre appuntamenti ha subito un mix letale di sfortuna e prestazioni anodine) testerà la Alfa ad Abu Dhabi.

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

[Immagine in evidenza tratta da TheCheckeredFlag.com]

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F2 TOSCANA 2020 – METAL CIRCUS

Questo campionato non ha pace: Callum Ilott aveva appena riconquistato la leadership e già la deve cedere a Schumacher jr.  Robert Shwartzman vive un altro weekend difficile e scivola dietro anche al redivido Christian Lundgaard, che al Mugello mette in campo la prestazione più dominante vista quest’anno. Ma procediamo con ordine.

[COURTESY OF YAHOO.COM]

Data la natura incognita del tracciato, le prove libere sono ricche di azione (tra cui il crash di Jack Aitken). Per evitare di incappare in bandiere rosse o gialle i piloti fanno segnare giri veloci fin da subito, e alla fine la spunta il “rookiest” Juri Vips (Carlin) davanti a Luca Ghiotto (Hitech). Malino i leader di campionato, tutti dalla nona posizione in giù.

[COURTESY OF MOTORSPORT.COM]

Le qualifiche vedono ART e Carlin protagoniste. Dopo tre tentativi la spunta Lundgaard davanti a Dan Ticktum per 5 millesimi, mentre i rispettivi teammate sono 4° (Marcus Armstrong, migliore qualifica in F2 e prima volta in top10 sull’asciutto) e 7° (Vips, uscito alla Arrabbiata durante l’ultimo tentativo). Con un colpo di reni il leader Ilott si installa in 3° posizione, dopo che fino all’ultimo aveva navigato  nella parte bassa della top ten.

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

Gli altri del gruppo di testa sono lontani. Shwartzman è 9°, Yuki Tsunoda 11°, Guanyu Zhou 13°, Nikita Mazepin 14° e Schumacher jr addirittura 15° (peggior qualifica stagionale), dopo aver danneggiato il fondo con una escursione fuori pista alla Palagio durante il primo tentativo.

[COURTESY OF DRIVETRIBE.COM]

La gara si apre con un piccolo tamponamento ai box tra Shwartzman, Lundgaard e Aitken mentre uscivano per il giro di schieramento. Saranno investigati ma non ci saranno penalità. La partenza è priva di incidenti, malgrado l’imbuto della prima curva, ma densa di avvenimenti: Ilott ha un pessimo scatto e perde quattro posizioni, ma anche Shwartzman ne perde altrettante (e si ritrova con Schumacher jr in scia). Sempre quattro sono le posizioni guadagnate da Mazepin, che comanda il gruppo dei piloti partiti su dure, e Ghiotto, da settimo a terzo.

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

La prima metà di gara è animata dal duello per la leadership e dalla rimonta delle Prema (più Zhou e Mazepin). In testa la fuga di Lundgaard è neutralizzata da un consumo anomalo delle soft, mentre Ilott e Tsunoda scalano la classifica fino a ritrovarsi in coda al trio di testa. Lundgaard pitta il prima possibile, mentre Ticktum prova un overcut fallimentare (perde anche la posizione a favore di Ghiotto, che poi riguadagna al pit). Dopo la sosta il quintetto si compatta nel traffico, che nel tortuoso Mugello svolge un ruolo di primo piano; il pilota che forse se la cava peggio è Ilott, che viene passato da Tsunoda, mentre Ghiotto sorpassa Ticktum per la seconda volta e si lancia all’inseguimento di Lundgaard.

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

Il primo colpo di scena (spoiler: saranno numerosi) è targato Shwartzman: rallenta, lo passano in tre, e nel corso del 16° giro è costretto a ritirare la vettura. Brutto colpo per le aspirazioni mondiali del russo, che vede il diretto rivale molto vicino a una vittoria che renderebbe quasi incolmabile il divario in classifica. Pochi giri dopo tocca a Giuliano Alesi fermarsi in una via di fuga per un problema tecnico.

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

I commissari non riescono a far passare la macchina attraverso il varco tra le barriere, quindi entra la SC per permettere ai mezzi pesanti di intervenire. Alcuni piloti, come Armstrong e Drugovich, ne approfittano per effettuare una seconda sosta per montare soft. Il favorito ora è Zhou, che è settimo nonché primo dei piloti con gomme nuove. Può agguantare la prima vittoria dell’anno…

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

…ma alla ripartenza succede di tutto. Tsunoda (quarto) tira una staccata improbabile contro Ticktum, col risultato di tamponarlo e di innescare una collisione a catena che coinvolge anche Ghiotto (incolume), Ilott (danni all’ala anteriore), Schumacher jr (incolume), Aitken (ritirato) e Zhou (ritirato, addio speranze di vittoria). I piloti che più hanno beneficiato del caos sono Mazepin (da decimo a terzo in due curve), e Schumacher, ora sesto. Disastro per Ilott, che deve cambiare l’ala anteriore e dire addio alla zona punti proprio quando sembrava destinato a scappare in campionato.

Nikita Mazepin (RUS) Hitech
12.09.2020. Formula 2 Championship, Rd 9, Mugello, Italy, Saturday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

La SC viene chiamata una seconda volta e rientra a quattro giri dalla fine. In testa ci sono Lundgaard e Ghiotto ma alla prima curva Mazepin li infila entrambi e li lascia in balia dei piloti con le soft: se l’italiano riesce a mantenere la posizione con una difesa coriacea su Deletraz e Drugovich, il danese si ritrova con gomme finite che non gli permettono di difendere un granché e affonda in classifica.

[COURTESY OF FORMULASCOUT.COM]

Dopo 33 giri Mazepin ottiene la sua seconda vittoria dell’anno, mentre Ghiotto completa la doppietta Hitech. Deletraz conquista l’ultimo gradino del podio dopo aver passato Drugovich all’ultimo giro. Solo sesto Lundgaard, preceduto anche da Schumacher jr, che  dopo essere stato in ombra per tutto il weekend riesce ad allungare sui diretti rivali. Vips, settimo, conferma la sua capacità di adattamento, mentre Tsunoda, ottavo sul traguardo, viene penalizzato per il contatto e cede la posizione valevole per la pole della Sprint Race a Artem Markelov. Da segnalare infine Armstrong nono, per la pima volta a punti dopo la Stiria.

[COURTESY OF AUTOSPORT.COM]

Se la Feature Race è stata una gara convulsa di quelle che sono un po’ il trademark della F2, la Sprint Race è invece una gara intensissima, ricca di lotte al limite e di prove di forza anche se il risultato finale arriva in maniera più lineare ed è animata principalmente dalle rimonte di Ilott (12), Tsunoda (16), Zhou (20) e Shwartzman (22 e ultimo).

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

Al via Lundgaard brucia Markelov e Vips e farà gara a sé per tutto il tempo. Alle sue spalle Markelov fa da tappo finché gli reggono le gomme, ovvero fino al quarto giro (!). Nei chilmetri successivi viene passato da Deletraz, Vips e Schumacher (all’Arrabbiata!); un contatto con Ghiotto gli sarà fatale per l’ala e per la gara.

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

Più indietro i rimontanti conoscono alterne fortune. Shwartzman e Zhou mettono a segno un primo giro da urlo (da 22 a 14 il russo con tanto di contatto con Ticktum, da 20 a 15 il cinese), ma il russo sembra incapace di proseguire ulteriormente (forse strategia, forse ha chiesto troppo alle gomme nella tornata d’apertura). Zhou lo passerà dopo una decina di giri. La rimonta di Ilott è invece improntata alla cautela: perde una posizione al via e poi recupera evitando manovre azzardate.

[COURTESY OF FORMULAPASSION.COM]

La svolta della gara arriva nel corso del 15° giro. Ghiotto, dopo aver preso e dato sportellato con Markelov e Schumacher jr, tenta un buon affondo all’esterno della San Donato sul teammate. Mazepin però si muove bruscamente in frenata, arriva al bloccaggio e travolge l’italiano, che per poco non si capovolge. Sosta per il primo, ritiro per il secondo e VSC per tutti. Alcuni piloti (tra cui Tsunoda e Sato jr) ne approfittano per montare gomme più fresche.

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

Alla ripartenza Zhou è indemoniato e scavalca tutti gli avversari che incontra sul cammino, ma anche Shwartzman si sveglia dal torpore e regala diversi duelli animato dalla forza della disperazione. Proprio quest’ultima lo farà sbagliare durante un duello con Armstrong protrattosi fino alla curva 5. Escursione fuori pista e due posizioni perse, tra cui una a favore di Tsunoda, che in questa fase dà due secondi al giro a tutti. Dopo pochi chilometri il giapponese ci ricasca: attacco improbabile ai danni di Drugovich mentre è in zona punti poco dietro Ilott; lui ci rimette l’ala, mentre il brasiliano resta indenne.

[COURTESY OF F2 VIA TWITTER.COM]

Lundgaard vince con un gap impressionante su Deletraz (14.4s, il più elevato di tutto l’anno), ottenendo anche il giro più veloce. Juri Vips, terzo, conquista il suo primo podio. Veramente niente male, se consideriamo che fino al weekend di Spa non aveva mai guidato una F2. Il migliore dei rimontanti è Zhou, quinto in scia a Schumacher jr, quarto al termine di una gara tranquilla (tranne la lotta con Markelov e Ghiotto al quinto giro) ma redditizia, visto che ancora una volta i suoi diretti rivali sono alle sue spalle: Ilott è sesto, Shwartzman appena fuori dai punti in nona posizione (l’errore contro Armstrong gli è costato la probabilità di giungere a punti), così come Mazepin (18) e Tsunoda (19).

Mick Schumacher (GER) PREMA Racing.
12.09.2020. Formula 2 Championship, Rd 9, Mugello, Italy, Saturday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

Come ad ogni weekend quest’anno, la classifica è rivoluzionata. Schumacher jr (161) supera e allunga su Ilott (153). Shwartzman (140), a secco di punti più per cause esterne che non colpe sue, subisce il sorpasso di Lundgaard (terzo a 145), che senza la seconda SC nella Feature Race probabilmente raggiungeva anche Schumacher in testa. Mazepin (127) e Tsunoda (123) sono più distanti ma restano a portata. Due parole sul giapponese: dopo una parte centrale di campionato brillante, che lo aveva portato quasi in testa alla classifica, al Mugello ha inanellato errori in sequenza, forse travolto dalla pressione di un sedile in F1 che sembrava a portata di mano (ma che se continua così gli sfuggirà per certo, visto che per avere abbastanza punti per la SuperLicenza deve terminare almeno quarto in campionato).

[COURTESY OF F2.COM]

Mancano ancora tre weekend: Sochi, Bahrain e Bahrain2 (“GP del golfo”?). I punti totali disponibili sono 144 e i primi sette sono racchiusi in quaranta punti.  Tutto può ancora succedere.

[Immagine di copertina tratta dall’account Twitter della F2]

Lorenzo Giammarini a.k.a. LG Montoya

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F2 BELGIO 2020 – FULL SPEED AHEAD

Il campionato 2020 continua a regalarci capavolgimenti di fronte e protagonisti inaspettati. Callum Ilott ha disputato un weekend pessimo e Robert Shwartzman ha potuto riconquistare la leadership in campionato. Ma proseguiamo con ordine.

Si giunge a Spa, un weekend gravato dal peso del terribile incidente dello scorso anno, costato la vita a Anthoine Hubert e la carriera a Juan Manuel Correa, con  diverse novità. Il sostituto dell’infortunato Sean Gelael in Carlin sarà l’estone Juri Vips, pilota Red Bull al momento confinato in Superformula; si disputeranno due ulteriori round in Bahrain, il secondo sull’Outer Circuit, e questo prenderà il posto di Abu Dhabi come round conclusivo (DEO GRATIAS!).

SPA, BELGIUM – AUGUST 28: Robert Shwartzman of Russia and Prema Racing (21) drives during practice for the Formula 2 Championship at Circuit de Spa-Francorchamps on August 28, 2020 in Spa, Belgium. (Photo by Clive Mason – Formula 1/Formula 1 via Getty Images)

Le prove libere sono più movimentate del solito. Dan Ticktum (Carlin) non vi prende parte per via di un tampone dall’esito dubbio – ma il secondo tampone risulterà negativo. Alesi jr fa esporre la bandiera rossa dopo pochi secondi dall’inizio sbattendo sull’uscita della corsia dei box. Conclusi gli intoppi, alla fine Shwartzman fa segnare il miglior tempo davanti a Tsunoda e Mazepin. Continua il periodo nero della ART, che dopo Armstrong (15) sembra aver perso anche Lundgaard (14), e anche la UniVirtuosi appare fuori forma (Ilott 10 e Zhou 13). Juri Vips conclude 17° la sua prima sessione in F2.

[COURTESY OF NEWSBREEZER.COM]

Dopo due bandiere rosse, in qualifica la spunta Tsunoda con 1:57.593. La seconda pole stagionale testimonia il processo di maturazione del protegé Honda, che gara dopo gara si sta inserendo nella lotta iridata. Il capoclassifica Ilott va in testa nei primi minuti ma poi indietreggia fino alla dodicesima posizione, di gran lunga il peggior piazzamento da un anno esatto (non mancava la top-3 in qualifica da Spa 2019). Nikita Mazepin conclude secondo a un decimo di distanza. L’alternanza Giappone-Russia continua nella seconda fila, con Nobuharu Matsushita (primo ingresso in top 10 quest’anno) davanti a Robert Shwartzman. Benino gli altri pretendenti al titolo: Guanyu Zhou è sesto, Mick Schumacher settimo. Ticktum scende in pista per la prima volta in qualifica e conclude 14°; comunque meglio di Vips, abbandonato dalla macchina a Les Combes nell’out lap. Sempre peggio Lundgaard, 18° dopo aver subito la cancellazione del crono migliore per track limits.

[COURTESY OF AUTOMOBILSPORT.COM]

Al via Tsunoda mantiene la prima posizione, con Matsushita che passa Mazepin per la seconda, mentre dietro gran partenza di Schumacher e Deletraz, che da settimo e ottavo si ritrovano quarto e quinto. Al contrario, Shwartzman e Zhou non sfruttano la buona posizione sulla griglia e vengono risucchiati nel gruppo. Il primo giro è caotico, con tutti i primi che si affiancano sul Kemmel, ma a Les Combes tutto si dipana senza incidenti. Dopo pochi chilometri si assiste al crollo delle gomme di Matsushita, che tra il terzo e il quarto giro si fa infilare da chiunque. Era in sesta posizione quando il teammate Drugovich ci preova a Blanchimont: il giapponese non vede il brasiliano e i due si toccano. Matsushita fora e si schianta sulle barriere, mentre il compagno riesce nel miracolo di controllare la macchina con l’ala divelta e rientra ai box. VSC.

[COURTESY OF METROPOLITANMAGAZINE.COM]

Si riparte al sesto giro e subito inizia il valzer dei pit stop. Ghiotto apre le danze, due tornate dopo è la volta di Mazepin e Schumacher jr; entrambi i pit stop sono problematici, con il tedesco che perde secondi importanti per problemi di fissaggio dell’anteriore sx e il russo che viene messo sotto indagine per unsafe release (risoltasi dopo la gara con una semplice reprimenda). Altri due giri e si fermano Tsunoda e Shwartzman: anche questi pit stop sono sfortunati (stessi problemi del teammate per il russo, mentre il giapponese attende per far passare un’altra macchina), e ciò permette a Mazepin di recuperare il terreno sul rivale della Carlin e, grazie alle gomme già in temperatura, di infilarlo a Les Combes.

[COURTESY OF CRASH.NET]

La gara si assesta: davanti i piloti partiti con le gomme Medium che non hanno ancora effettuato il cambio gomme cercano di gestire le gomme e di mantenere un passo dignitoso, dietro i piloti partiti con le Soft inseguono. In questo frangente si distingue Zhou, che allunga al comandodavanti a Piquet jr e Ticktum; Ilott è più indietro e pare poco a suo agio con le prime. Anche stavolta la strategia alternativa non paga. Il gruppo di testa inizia le soste dal quindicesimo giro; Zhou tarda un giro, ma, anche per l’ennesima sosta lenta, sarà sufficiente per perdere una manciata di posizioni e la speranza di un piazzamento prestigioso. Si delineano le storyline della gara: il duello per la testa della corsa tra Mazepin e Tsunoda, e la baruffa per le posizioni dalla sesta in giù tra Ghiotto e gli “alternativi”.

L’italiano sarà un osso duro: l’elevata velocità di punta gli permette di resistere contro rivali fino a due secondi al giro più veloci. Nel finale l’italiano cede e la sesta piazza andrà a Ticktum, autore di un’ottima prestazione, che precede di un soffio Zhou e Nissany (miglior piazzamento stagionale per la Trident). Davanti Tsunoda ha recuperato il terreno perduto su Mazepin, ma anche in questo caso non riesce a passare il rivale a causa del vantaggio sul dritto. A più riprese il giapponese forza la staccata a Les Combes, ma il russo si difende con fermezza, Anche troppa per i giudici di gara, che a fine gara lo ammoniscono con cinque secondi di penalità per aver forzato Tsunoda fuori dalla pista.

[COURTESY OF RACEFANS.NET]

Pertanto, malgrado abbia battuto il rivale di mezzo secondo sul traguardo, la gara va a Tsunoda. Mazepin aggrava la propria posizione quando, nel parc fermé, colpisce rabbiosamente il cartello segnaposto, che vola e per poco non centra il festoso Tsunoda. Cinque posizioni di penalità in griglia per Monza per comportamento antisportivo. Dopo i due duellanti, seguono Schumacher jr, Deletraz e Shwartzman (gpv), che hanno passato quasi tutta la gara nella terra di nessuno. Come già menzionato, la zona punti è completata da Ticktum, Zhou, Nissany, Ghiotto e Ilott, solo decimo e mai in gara neanche con le Soft. La leadership su Shwartzman è ridotta a soli sette punti, 122 contro 115, ma ora anche Tsunoda fa paura: terzo con 111 punti. Per concludere, da segnalare il debutto di Juri Vips, 21° al via e 11° sul traguardo, un’ottima rimonta per la sua esperienza. Anche lui deve essere tenuto d’occhio.

SPA, BELGIUM – AUGUST 30: <> during the sprint race of the Formula 2 Championship at Circuit de Spa-Francorchamps on August 30, 2020 in Spa, Belgium. (Photo by Clive Mason – Formula 1/Formula 1 via Getty Images)

La classifica della Sprint Race muta ancor prima del via. Matsushita non vi prende parte per aver distrutto la macchina al Sabato; Juri Vips stalla nel giro di formazione e parte ultimo anche stavolta. Nissany è in pole, Zhou parte secondo: è la sua occasione per vincere la prima gara in F2, ma il cinese parte malissimo e dice addio alla vittoria dopo pochi metri. Anche oggi si registrano assembramenti lungo il Kemmel, ma stavolta non va tutto bene: Lundgaard arriva lungo a Les Combes, rientra dopo la chicane; Ilott deve frenare per evitarlo, Tsunoda dietro di lui è meno reattivo e lo tampona. L’ancora-per-poco leader del campionato si gira e la sua Domenica termina lì. Il giapponese verrà poi punito con 5 secondi di penalità.

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Dopo due giri di SC si riparte: in testa, Ticktum prova a passare Nissany a Les Combes all’esterno ma l’israeliano allarga troppo e si tocca con l’inglese, che rimbalza sul cordolo e centra la Trident dell’avversario. Shwartzman ringrazia e intasca la prima posizione. Vettura di sicurezza di nuovo in pista. Ticktum ha l’alettone danneggiato ma può proseguire in seconda posizione.

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Alla ripartenza si sfiora il dramma con un pauroso traverso di Ghiotto al Radillon, che gli costa la posizione su Schumacher jr e Mazepin ma per fortuna nulla di più. Approfittando del tappo di Ticktum, Shwartzman scappa e accumula in fretta cinque secondi di vantaggio. Nell’intenso trenino dietro l’inglese si mette in mostra Schumacher jr, che raddrizza una gara partita male con numerosi sorpassi ed è il primo a mettersi alle spalle la DAMS danneggiata.  Le Prema arriveranno prima e seconda, miglior piazzamento stagionale. Il russo conquista di nuovo i due punti per il giro più veloce.

Zhou, la cui macchine dispone di meno armi sul rettilineo, ci mette di più a liberarsi dell’inglese (e nel frattempo incassa il sorpasso del tedesco) ma alla fine emerge terzo. Seguono le due Hitech, con Mazepin davanti a Ghiotto; il pilota russo probabilmente ha chiesto troppo alle Pirelli nel corso dei primi giri e nel finale soffre il recupero del teammate. Sesta la Charouz del costante Deletraz; sul traguardo il settimo è Tsunoda, ma la penalizzazione lo fa scendere in nona. La posizione viene ereditata da Lundgaard, ottimo soprattutto in fase di avvio quando recupera sette posizioni nel primo giro. Festa in casa HWA per il primo punto di Markelov, ottavo grazie alla penalità di Tsunoda ma anche per una grinta nel corpo a corpo fuori dal comune. Ticktum lotta strenuamente per tutta la gara, ma nel finale crolla al decimo posto; Vips conclude buon 11° anche stavolta.

SPA, BELGIUM – AUGUST 30: <> during the sprint race of the Formula 2 Championship at Circuit de Spa-Francorchamps on August 30, 2020 in Spa, Belgium. (Photo by Clive Mason – Formula 1/Formula 1 via Getty Images)

Shwartzman torna alla vittoria proprio nel weekend più nero dell’avversario, e il 29 a 1 gli frutta la testa  della classifica, che conduce di nuovo con 132 punti contro 122 dell’avversario. Tsunoda Domenica non ha marcato punti ma resta terzo con 111 punti; anche lui è della partita. Dopo un inizio un po’ dubbio, sta rientrando in lotta anche Schumacher jr, quarto con 106 punti, ora il pilota con più podi; concludono la top 6 Mazepin a 101 e Zhou a 92, costante ed efficace nel corpo a corpo ma privo dello spunto velocistico del compagno di squadra. Lundgaard (89) sembra essere uscito dalla lotta iridata. L’unica certezza  di quest’anno è che non ci sono certezze. Basta un weekend dominato e chiunque dei primi sei può balzare in testa al campionato.

Lorenzo Giammarini a.k.a. LG Montoya

[IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DA F1.COM]

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F2 SPAGNA 2020 – BLUES FOR THE RED SUN

La lotta per il mondiale andata in onda a Barcellona si conclude a sorpresa con un pareggio tra i principali contendenti, malgrado Ilott abbia dominato qualifiche e due terzi di Feature Race. Ma proseguiamo con ordine.

[COURTESY OF RACINGELITE.COM]

Le prove libere evidenziano un elevato degrado delle gomme, ma anche valori piuttosto ravvicinati: tra il primo (Dan TIcktum) e l’ultimo intercorrono solo 1.3 secondi.

[COURTESY OF CRASH.NET]

Le qualifiche vivono del duello per la pole tra UniVirtuosi e Prema. Grazie anche a una strategia alternativa (segnare il tempo prima di tutti gli altri) alla fine la spunta Callum Ilott, che estende di altri quattro punti la leadership in campionato su Robert Shwartzman, che lo marca a uomo in seconda posizione a 183 millesimi. Per il pilota Prema è la migliore qualifica in F2 (suona strano ma finora l’ex leader di campionato non si era mai qualificato nella Top5). Terza l’altra UniVirtuosi di Guanyu Zhou, mentre in quarta posizione si inserisce (ormai non più a sorpresa) Felipe Drugovich, che precede Mick Schumacher, che non è riuscito a migliorarsi nel secondo tentativo. Sesto uno Yuki Tsunoda in costante crescita; si registra il crollo delle ART, con Marcus Armstrong nella solita 19a posizione e Christian Lundgaard, secondo in campionato, solo 14°. L’italiano Luca Ghiotto è stato relegato in 20a posizione dal cedimento della barra antirollio anteriore nel corso delle qualifiche. Continuano le sofferenze di Matsushita; l’esperto teammate di Drugovich non va oltre il 18° tempo.

Robert Shwartzman (RUS) PREMA Racing; Callum Ilott (GBR) Uni-Virtuosi Racing; and Mick Schumacher (GER) PREMA Racing at the start of the race.
15.08.2020. FIA Formula 2 Championship, Rd 6, Barcelona, Spain, Saturday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

Come pronosticabile, il leitmotiv della gara è la gestione delle gomme. Tra i primi l’unico con gomme dure è Schumacher jr, che è anche il pilota che ha lo spunto migliore in gara, passando dalla quinta posizione alla testa della gara nell’arco di poche centinaia di metri. In curva 1 arrivano appaiati in tre: Schumacher, Ilott e Shwartzman; in qualche modo ne escono indenni e la spunta il russo, seguito dall’inglese e dal tedesco; dietro le posizioni rimangono invariate. Marcus Armstrong prosegue il periodo miserabile insabbiandosi in curva 4 per un sorpasso azzardato. Viene chiamata la SC e, ripartiti, Shwartzman va subito in sofferenza con le soft, tanto che all’ottavo giro subisce il sorpasso di Ilott. Rientra al termine dello stesso giro, ma il leader del campionato para l’undercut rientrando il giro dopo. In testa si ritrova quindi Schumacher jr, con 2.5 secondi di vantaggio su Drugovich, che prosegue su ottimi tempi malgrado sia ancora sulle soft (si fermerà al 12° giro). Ilott è 30 secondi dietro al tedesco ma dimostra di avere un passo imprendibile e, malgrado il traffico di chi ancora si deve fermare al 23° giro gli è in scia. Shwartzman non riesce a essere altrettanto risoluto e, dopo aver perso tempo dietro a Matsushita, subisce anche il sorpasso di Drugovich nel corso del 24° giro. La Prema di Schumacher ormai non sta più in pista ed il tedesco è costretto a fermarsi, malgrado ciò lo condanni a tredici giri con le soft. Proprio quando Ilott vola indisturbato verso la vittoria, che assesterebbe la mazzata finale sul campionato, Gelael e Alesi jr si scontrano alla Caixa; il pilota francese resta bloccato sopra un cordolo, e la Safety Car fa il suo secondo ingresso.

La neutralizzazione sconvolge la gara: la maggior parte dei piloti si ferma per una seconda sosta (come Ilott, Shwartzman e Zhou); chi era ancora su gomme dure sfrutta la SC per effettuare la prima sosta (è il caso di Mazepin e Matsushita); alcuni temerari scelgono invece di non fermarsi per la seconda sosta, come Tsunoda, che pertanto alla ripartenza si ritrova a guidare il gruppo, con Ilott il primo degli inseguitori. Drugovich è costretto a effettuare la sosta con un giro di ritardo (a causa della piazzola già occupata da Matsushita) quindi scivola in nona posizione.

Alla ripartenza si innescano furiose battaglie: Ilott cerca l’affondo su Tsunoda, ma il timido tentativo viene rintuzzato e anzi gli si ritorce contro quando viene sorpassato all’esterno di curva 4 da Matsushita. L’inglese prova a rispondere, ma finisce largo in curva 7 e viene passato anche dal diretto avversario Shwartzman. Dopo appena un giro dalla bandiera verde Roy Nissany va a muro, costringendo Bernd Maylander agli straordinari. Malgrado manchino ancora cinque giri, il cronometro incombe: resta il tempo solo per un ultimo giro. Basterà per dar vita a furibonde battaglie. Matsushita riesce dove Ilott aveva fallito e ruba la leadership a Tsunoda, con Shwartzman che lo segue a ruota; subito a seguire Ilott cerca di replicare la manovra subìta in curva 4, ma gli va male anche stavolta e incassa il sorpasso di Mazepin, Zhou e Schumacher (riuscirà a risorpassare almeno il tedesco) e conclude sesto. Per rendere l’idea di quanto sia stato convulso quest’ultimo giro, meno di cinque secondi hanno separato il terzo dal tredicesimo; in particolare, i piloti dalla sesta all’undicesima sono racchiusi in in 1.2 secondi (!!!).

[COURTESY OF AUTOSPORT.COM]

A spuntarla, dopo un’ora e un giro, è dunque Nobuharu Matsushita, alla prima vittoria stagionale; e pensare che fino a quel momento non era andato oltre il settimo posto! Non che sia stata solo fortuna la sua: originariamente avrebbe dovuto percorrere uno stint di cinque giri più breve, invece grazie a una ottima gestione delle gomme lo ha prolungato fino a beneficiare della SC. Lo seguono sul podio Shwartzman (che recupera punti importanti sul leader) e Zhou (che ottiene il podio grazie a una penalità di 5 secondi su Mazepin), mentre la piazza d’onore spetta a Tsunoda. Solo quinto Ilott, che spreca così il break point. Sesto Schumacher, non senza rimpianti (se avesse atteso un giro in più avrebbe beneficiato del pitstop gratuito). Settimo Drugovich, anche lui penalizzato dalla SC. Conclude la “reverse grid zone” Ghiotto, eccellente a rimontare dalla terz’ultima posizione. Lundgaard, ora di nuovo terzo in classifica, conclude appena fuori dai punti in 11a posizione.

[COURTESY OF AUTOSPORT.COM]

Nel corso dell’ultimo giro Sean Gelael si scontra con Jack Aitken; malgrado l’incidente sembrasse di poco conto, l’indonesiano ha subìto la rottura di una vertebra. Il pilota sta bene, ma dovrà saltare i prossimi appuntamenti del mondiale.

[COURTESY OF INSIDERACING.COM]

Ghiotto parte dal palo nella Sprint Race, ma per via di uno scatto a rilento la sua leadership dura solo qualche decina di metri. Felipe Drugovich ne approfitta e senza farsi pregare impone fin da subito il proprio ritmo. Il distacco sale rapidamente a 8 secondi, da lì in poi il brasiliano si limita a gestire le gomme e conquista la seconda vittoria stagionale con una prestazione immacolata. Malgrado un graining furioso nella prima metà di gara che lo porta a difendersi da Ilott, il vicentino mantiene la posizione e ottiene pertanto il secondo podio stagionale. Dietro la gara è più movimentata.

Felipe Drugovich (BRA) MP Motorsport.
16.08.2020. FIA Formula 2 Championship, Rd 6, Barcelona, Spain, Sunday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

Schumacher è il più lesto dei primi tre al via, ma non trova lo spiraglio giusto e viene anzi superato da Ilott in curva 3. Più avanti nella gara l’inglese prova a superare l’italiano con la stessa manovra, ma Ghiotto tiene e l’inglese si trova con le gomme strapazzate senza aver conquistato niente. A sei giri dalla fine le coperture presenteranno il conto, e Ilott scivola fuori dalla zona punti (beneficerà di una penalità a Lundgaard per agguantare almeno il punticino dell’ottavo posto). Se Atene piange, Sparta non ride: Zhou fora dopo un bloccaggio importante per difendersi da Matsushita; il pitstop aggiuntivo significa la 14a posizione finale, dietro a Shwartzman, anch’egli costretto alla strategia a una sosta da un consumo importante delle coperture. La strategia in realtà avrebbe portato frutti, se la sosta fosse stata anticipata. L’unico dei top team a far segnare punti importanti è stato pertanto Schumacher jr, terzo alla bandiera a scacchi. Seguono poi Tsunoda, Matsushita e l’ottimo Mazepin, in rimonta dalla tredicesima posizione.

[COURTESY OF LIVEGP.COM]

Come anticipato, in classifica si registra un pareggio quasi esatto: Ilott e Zhou conquistano 15 punti ciascuno, Shwartzman e Schumacher jr 18. Battuta d’arresto per Lundgaard, che resta a secco. Il sophomore inglese resta saldo in testa a 121 punti, con 18 lunghezze di vantaggio sul rookie russo, a sua volta 16 punti davanti al danese della ART, fermo a 87. La lotta per il terzo posto è più serrata, con Lundgaard, Tsunoda, Schumacher jr, Zhou e Mazepin racchiusi in 12 punti. Con i pasticci in gara-1 e la strategia sbagliata in gara-2 Ilott ha sprecato l’occasione di ammazzare il campionato. Le circostanze particolari però non capitano ad ogni gara, e se i rapporti di forza restano questi non vedo molte possibilità per i suoi sfidanti. Ci rivedremo in Belgio.

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

[Immagine di copertina tratta da F1.com]

 

 

 

 

 

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