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F1 2022- BAHREIN TEST

Ancora un paio di giorni e le PU nelle F1 torneranno ad accendersi in Bahrein.

Le squadre avranno occasione di portare i primi “aggiustamenti” dopo i responsi ed i dati raccolti a Barcellona, e cominceranno a cercare la prestazione dopo aver “sgrossato” le monoposto durante la scorsa sessione.

Si vocifera che assisteremo ad un remake dei test 2019. Ai tempi la Mercedes portò una vettura profondamente rivista e sappiamo tutti come andò a finire.  Pare debba arrivare una W13 decisamente estrema, addirittura quasi senza pance ma con un fondo molto piatto nella parte superiore e con i radiatori posizionati in maniera molto fantasiosa. Naturalmente le voci riportano anche di dati al simulatore che preannunciano l’arrivo di un altro missile terra-terra colorato d’argento.

Facile cominciare ad avere dubbi sulla reale efficacia del budget cap dopo che per mesi la cantilena è stata che chi avrebbe sbagliato progetto avrebbe faticato non poco prima di poter aggiornare lo stesso per renderlo competitivo. Insomma essere indietro di qualche decimo avrebbe già dovuto essere la condanna definitiva ad una stagione di sofferenza. Evidentemente qualche “fuitina” dalla tagliola del cap la si può ancora trovare… con un minimo di “fantasia”.

In ogni caso queste, ad oggi, sono solo voci e giovedì capiremo qualcosa di più…. E soprattutto vedremo qualcosa di più grazie alla “magnanimità” degli arabi…

TEST F1 2022- BARCELLONA

La scelta di non trasmettere immagini ufficiali delle prime giornate di prove della “nuova F1” è a dir poco discutibile.

Il Dio denaro comanda sempre, anche di fronte alla volontà (presunta e dichiarata) di volere avvicinare nuovi appassionati a questo sport. Certe scelte lasciano davvero l’amaro in bocca, ma questo è.

Il Bring ha deciso di lasciare uno spazio aperto per chi volesse commentare quanto sta accadendo al Montmelò, ben consapevoli che i risultati pubblicati a fine giornata lasceranno sempre molto all’immaginazione e poco alla realtà che andremo a vivere con il primo Gp 2022.

Buon divertimento

NON CI SARA’ NESSUN OTTAVO (PER ORA): MAX VERSTAPPEN CAMPIONE DEL MONDO AD ABU DHABI

Dopo 9 anni, e una settimana piena di discussioni sui fatti di Jeddah, la Formula 1 vive un’ultima gara con due piloti di due squadre diverse a contendersi il mondiale. E, per di più, a pari punti, come non accadeva dal 1974.

Nelle prove libere la Red Bull si nasconde, ma quando si fa sul serio, e cioè in Q3, Verstappen diventa imbattibile e rifila 4 decimi ad Hamilton, con Norris terzo pronto a godersi lo spettacolo dalla miglior posizione disponibile al mondo.

Tutto sembra a favore di Max, che però parte con mescola soft, non si capisce se per scelta o per necessità. E un assetto molto scarico.

E invece… invece quando si spengono i semafori Max parte malissimo e Lewis lo supera. Tempo di arrivare al nuovo tornante, e si produce in una delle sue solite staccate al limite che portano l’avversario fuori pista. Hamilton va lungo, taglia la chicane in modo clamoroso, e gli esce davanti, senza alcuna intenzione di ridargli la posizione. Ma il tanto criticato Masi questa volta decide di non fare nulla, con una decisione che suscita l’ovvio disappunto della Red Bull e fa gridare al complotto.

Verstappen è così costretto ad accodarsi al furbo rivale, il quale si mette rapidamente a distanza di sicurezza. Dopo 10 giri, come previsto, le gomme soft di Max iniziano a perdere prestazione. E al giro 12 ha già 5 secondi di svantaggio, ed è molto in difficoltà con le posteriori.

Così, al giro 14 Verstappen si ferma per mettere gomme dure. Hamilton lo copre subito e monta anche lui gomme dure, riuscendo ovviamente a rimanere davanti all’olandese ma, cosa più importante, anche a Sainz, quarto. Max è, invece, dietro lo spagnolo, e non riesce a superarlo, perdendo tempo prezioso mentre l’inglese marca giri veloci su giri veloci.

In testa alla gara c’è Perez, ormai in grossa difficoltà con le gomme soft con le quali è partito. E’ lui l’unica possibilità che la Red Bull ha per cercare di raddrizzare la gara. E infatti il messicano riesce nell’impresa di far perdere 5 secondi ad Hamilton, usando tutto il suo mestiere e anche qualche manovra che fino a non molto tempo fa sarebbe stata considerata “guida pericolosa”, mentre per il buon Masi oggi è classificabile solo come “hard racing”. E così il distacco passa da 8 secondi a 2, con i due rivali che a questo punto sono a parità di gomme.

Una volta fatto il suo dovere, Perez si ferma ai box per montare gomme dure, e inizia a segnare giri veloci.

Al giro 27 finisce con un ritiro la carriera di Kimi Raikkonen in Formula 1. Hamilton riporta a 5 sec. il vantaggio su Verstappen, e quando tutto sembra procedere molto tranquillamente, anche l’altra Alfa, quella di Giovinazzi, si ferma lungo la pista, ed esce la Virtual Safety Car. Molto saggiamente la Red Bull ne approfitta e cambia la gomma a Verstappen, che così può beneficiare di uno stop a costo inferiore.

Lewis è perplesso per la scelta del suo box di non farlo fermare, ma questo è niente rispetto alle perplessità che avrà successivamente.

Quando la corsa riparte, mancano 20 giri esatti e il distacco di Max è di 17 secondi. Ma le sue gomme sono nuove, mentre quelle di Lewis hanno già 20 giri, e ne devono fare altrettanti. L’olandese inizia a segnare giri veloci a ripetizione, guadagnando inizialmente 7 decimi al giro, ma poi solamente 1-2 decimi. Probabilmente l’olandese sta pagando la scelta di un assetto molto scarico, ottima per una gara di testa, ma poco adatta per un inseguimento fatto con gomme dure e temperatura dell’asfalto in diminuzione.

A 10 giri dalla fine, il distacco è ancora di 12 secondi. Troppi per sperare in un recupero. E quando, a 6 giri dalla fine, Max si trova 4 macchine da doppiare fra se e Lewis, capisce che il sogno di vincere il suo primo mondiale è definitivamente tramontato, come il sole sul circuito di Abu Dhabi.

E invece la mente oscura che ha scritto la sceneggiatura del mondiale 2021 (stipendiata da Neflix, chissà) ha riservato l’ultima sorpresa. A 5 giri dalla fine Latifi sbatte ed esce la Safety Car. Ancora una volta in Red Bull fermano Max per montare gomma nuova rossa, mentre in Mercedes non fermano Lewis.

Lo scenario che si prospetta per Hamilton è drammatico. Uno o due giri da percorrere, lui con gomme dure, fredde e vecchie, l’altro con gomme morbide e nuove. Sulla carta non ha alcuna possibilità di farcela. La direzione gara prima decide di non far sdoppiare le macchine fra i due battistrada (e ce ne sono ben 5) cosa che favorirebbe l’inglese. Poi la Red Bull protesta in modo veemente e Masi prende la salomonica decisione di far passare solo i doppiati fra i due battistrada, per regalare quell’ultimo giro al fulmicotone che è la degna conclusione del mondiale, ma il cui esito è fin troppo scontato.

Come ampiamente prevedibile, Max brucia Hamilton nello stesso identico modo che aveva utilizzato alla partenza, con una staccata alla morte al primo tornante, questa volta però lasciando abbastanza spazio all’esterno. Poi si difende nel rettilineo successivo facendo il famigerato “waving”, ma oggi tutto è permesso. Hamilton riesce ad affiancarlo, ma va largo, e la gara finisce con la Red Bull in tripudio, la delusione di Lewis e la rabbia di Toto Wolff, che si vede per la prima volta battuto da una squadra che sa muoversi politicamente bene almeno quanto lui, e che ha dovuto, in questi anni, ingoiare tanti bocconi amari anche per colpa sua.

Al terzo posto Sainz, autore di una gara solida, grazie anche al ritiro di Perez a tre giri dalla fine. Zitto zitto, mentre gli occhi di tutti erano sul duello per il mondiale, Yuki Tsunoda coglie un fantastico quarto posto, davanti a Gasly, a completare la festa di commiato per la Honda, che torna a vincere un mondiale piloti a 30 anni esatti dall’ultimo vinto da Ayrton Senna nel 1991.

Sesto Bottas, assolutamente incapace di dare una mano al compagno di squadra. Concludono la zona punti Norris, Alonso, Ocon e un incolore Leclerc.

La Mercedes si consola con l’ottavo titolo costruttori consecutivo, restando ancora imbattuta nell’era ibrida.

Oggi abbiamo dato addio a diverse cose:
– i cerchi a 13 pollici adottati negli anni ’70 e rimasti fino ad oggi;
– il fondo piatto, che durava dal 1983;
– la presenza in griglia di Kimi Raikkonen, iniziata nel 2001;
– la permanenza in F1 della Honda, almeno a livello ufficiale.

Nel 2022 si ripartirà con macchine nuove in tutto tranne che nella Power Unit. In molti sperano in un completo reset della scala dei valori, ma c’è da aspettarsi che, come avvenuto nei due precedenti stravolgimenti del regolamento, qualcuno avrà capito meglio degli altri come interpretare le novità, e avrà un grande vantaggio su tutti. Speriamo che questo sia solo temporaneo e, quindi, di non dovere assistere ad un altro lungo periodo di dominio da parte di una sola squadra e di un solo pilota. 

P.S. in questo mondiale abbiamo visto tutti i limiti di una Formula 1 piena di regole che ormai nessuno è più in grado di gestire. Oggi sono state prese decisioni totalmente incoerenti (e, in parte, contrarie al regolamento) in nome dello spettacolo. Ha vinto l’astro nascente e un noioso dominio si è interrotto, quindi va bene così, ma una sana riflessione su tutto quello che è successo quest’anno forse è necessaria. Accettando anche i rischi che può comportare lo sdoganamento degli stili di guida che i due contendenti hanno mostrato quest’anno.

P.S. 2 c’è una celebre foto che ritrae il Grande Michael Schumacher dare un buffetto ad un Max molto piccolo. Nei giorni scorsi girava su internet un meme che in qualche modo anticipava quanto è successo oggi, con il giovane Mick che, da doppiato, cambia le sorti della gara all’ultimo giro per impedire a Lewis di superare il padre nel numero di titoli conquistati. In effetti è andata quasi così, perchè l’impatto di Latifi contro il guard-rail sembra essere stato provocato da una foratura conseguente ad un ruota a ruota proprio con Mick. Un’altra di quelle incredibili coincidenze che hanno contraddistinto quello che viene già definito il mondiale più bello della storia della Formula 1.

P.S. 3 sono curioso di sperimentare, sul videogioco ufficiale della Formula 1, gli stili di guida che ho visto oggi, per vedere se il Masi artificiale mi appioppa una penalità o meno.

* Immagine in evidenza dal profilo Twitter @redbullracing

F1 2021 – GRAN PREMIO DI ABU DHABI

Eccoci qua, alla fine di questa lunga maratona che è stata il mondiale 2021.

Ventitrè gare, tante, a mio parere decisamente troppe e alcune sostanzialmente inutili ma tantè, i soldi nella F1 odierna contano più di quanto non abbiano mai contato e quindi va bene così, di sicuro per chi deve mantenere in piedi la baracca.

Si chiude con l’ultimo gran premio in terra araba, l’ultimo di un trittico che sinceramente ha un pò svilito la lotta per il titolo. Si perchè, non per voler fare per forza gli eurocentrici a tutti i costi o quelli che “si ok Abu Dhabi, ma vuoi mettere Monza e Spa?” ecc ecc ma forse si poteva optare per una conclusione su circuiti meno anonimi.

In ogni caso, 22 gran premi e alla fine i due rivali arrivano a pari punti. Trecento e passa punti non sono bastati per scavare una seppur minima differenza tra i due che si giocano tutto alla fine come ogni buona sceneggaitura ben orchestrata che si rispetti.

Orchestrata anche troppo perchè non sarebbe stato uno scandalo vedere Verstappen con qualche punto in meno alla luce dei fatti di Gedda. Il comportamento in pista dell’olandese è apparso più volte ben oltre il limite della decenza che un pilota, a maggior ragione di F1, dovrebbe avere.

immagine da 1000cuorirossoblu.it

In tanti tra gli addetti ai lavori hanno avuto modo di “schierarsi” e dire la loro. SI è sentito tutto e il contrario di tutto, addirittura un Damon Hill che ha assolto il 33 dicendo che il suo comportamento non è stato così censurabile. Dichiarazione che sorprende, alla luce anche dei fatti di Adelaide 1996 che lui dovrebbe ben conoscere.

In ogni caso, molti si aspettano l’ennesimo ruota a ruota con eventuali danni in quel di Yas Marina. Con Verstappen nella parte del cattivo e Hamilton in quella del buono, tanto ormai il dualismo è questo.

Ma in realtà la cosa potrebbe risolversi in maniera molto più incruenta e lo suggerisce la logica e il trend delle ultime tre gare, ovvero Hamilton va in pole, parte bene e Verstappen lo vedrà solo al traguardo per vederlo festeggiare l’ottavo titolo.

La Mercedes che tanto aveva sofferto da inizio campionato, ha trovato da Interlagos in poi un colpo d’ala finale che l’ha resa ingiocabile ngli ultimi tre gran premi. La super PU introdotta in Brasile è stato il vero ago della bilancia dell’ultimissima parte di campionato, che ha annicchilito una PU Honda invece arrivata un pò agli sgoccioli, fedele al mantra di non voler prendere penalità in griglia.

Verstappen ci ha messo molto del suo nell’ultimo mese, anche troppo, ma i suoi sforzi sembrano solo un prolungare un agonia già annunciata.

Ovviamente dovremo attendere il responso della pista, che tra l’altro è stata anche modificata in alcuni suoi tratti in maniera tale che si prevede una media sul giro più alta di 20 km/h, non proprio un’inezia.

immagine da sport.sky.it

In tanti aspettano il crash semplicemente perchè questa sembra essere l’unica vera possibilità di Verstappen per poter vincere il titolo. Peccato che Masi&Co abbiano già fatto capire che si adopereranno per rendere questo scenario sconveniente da percorrere.

Considerando la magra figura fatta a Gedda, ci aspettiamo un pò più di rigore e tempestività nelle decisione che eventualmente saranno costretti a prendere nell’ultima gara dell’anno.

Verstappen è nervoso ed è comprensibile. A conti fatti la superiorità della sua monoposto per buona parte della stagione è stata vanificata da pochi episodi che hanno provocato una vera emorragia di punti: la bandiera rossa che ha salvato Hamilton ad Imola, il crash di Silverstone in cui forse l’olandese poteva essere più cauto, la carambola ungherese in cui è stato totalmente incolpevole, la gomma esplosa a Baku anche se quì Hamilton gli ha reso il favore.

In più la sua Red Bull ora soffre terribilmente una W12 targata 44 che sembra aver fatto apposta a nascondersi per buona parte del 2021. Aspetto che rende il suo compagno di squadra una variabile pressocchè inutile a suo favore, mentre diverso è il discorso per Bottas che soprattutto in qualifica potrebbe dare molto fastidio.

immagine da tuttosprint.ch

Chissà che Hamilton, dovesse mettere in saccoccia l’ottavo titolo non saluti la compagnia per dedicarsi a tutto quello che lo aspetta fuori dai circuiti. Lascerebbe da imbattuto e con i galloni del pilota più vincente di sempre…mica male. Personalmente non credo sia un’ipotesi per il 44, uno che ha sempre fame di vittorie e nuove sfide come quella che lo aspetterebbe nel 2022.

Ovviamente il palcoscenico è monopolizzato da questa ultima sfida, gli altri ci sono ma è come se non ci fossero.

Ferrari ormai ha conquistato il terzo posto nel mondiale costruttori. Bastano solo 6 punti ad Abu Dhabi, Binotto può dire di aver fatto un buon lavoro alla luce del disastroso 2020. Il vero banco di prova sarà il 2022, come per tutti, ma ovviamente per la Ferrari ancora di più.

E’ circolata negli ultimi giorni l’ipotesi di un clamoroso ritorno di Jean Todt come super-consulente/vicepresidente/chi più ne ha più ne metta. Ipotesi affascinante che però sembra l’ennesimo capitolo per una squadra che sembra sempre in cerca del salvatore della patria di turno, questa volta non al volante ma a tirare i fili dietro le quinte.

L’ultima volta andò bene, parecchio ma sono cambiati i tempi, i personaggi e lo scenario. Restano solo speranze e dubbi.

Per gli altri team è l’ultimo giorno di scuola e molti, soprattutto i meccanici non vedono l’ora di chiudere questo 2021 massacrante.

Si chiude un periodo della F1 iniziato nel 2014 e ci si approccia al ritorno delle wing car nel 2022. Chissà quale team avrà tratto più vantaggio dal cambio di regolamento. Il rischio è quello di vedere un 2014 bis, magari con la stessa protagonista argento/nera.

Non sarebbe una sorpresa, date le risorse umane di cui dispone ma ovviamente speriamo che non sia così, che possa esserci una battaglia tra più di due team e che tra questi ci sia la Ferrari. Un pò per partigianeria e un pò perchè farebbe bene a tutto l’ambiente. Domenicali&Co non aspettano altro.

Chi invece ad Abu Dhabi scende dalla giostra per sempre è l’ultimo campione del mondo Ferrari, Kimi Raikkonen. Ritiro meritato e forse troppo procrastinato per un vero pilota e un vero personaggio della F1.

immagine dadaidegasforum.com

Gli hanno chiesto se sarà emozionato Domenica. Inutile dire come abbia risposto il finlandese che lascerà un vuoto soprattutto dal punto di vista umano, una figura sempre sincera e schietta in mezzo a tanto finto perbenismo di facciata.

Speriamo di poter assistere ad un’ultima recita degna del suo talento e anche se non dovesse essere così, grazie di tutto Iceman aspettando che un altro personaggio del genere possa piombare all’improvviso nell’ingessato ed esclusivo mondo della F1.

*immagine in evidenza da kimiraikkonenspace.com

Rocco Alessandro